
Tutti abbiamo il
virus HIV, tutti siamo malati di AIDS. Così recitano le pubblicità rosso
sangue accuratamente inquadrate durante il film dal regista sudafricano
(bianco) Gavin Hood, nelle stazioni e nelle vie sudafricane. In aperto
contrasto con i colori cupi, soprattutto marroni e grigi, che vediamo
nel resto della pellicola.

La storia del
protagonista del film, Tsotsi (che nello slang di Soweto significa
“Gangster”), è l’anamnesi di una malattia di cui tutti potremmo e
possiamo essere (o forse siamo già) affetti, secondo l’idea che sta
alla base del film: l’emarginazione. Sia la vita della madre di Tsotsi,
colpita dal virus dell’AIDS, che quella del giovane protagonista, che
avremmo definito, anni fa, un tipico (e molto inquietante) caso di
devianza, sono esistenze dimenticate e disprezzate, ed è sottile il
confine tra un giudizio di condanna o un’empatia pietosa. La banda in
cui milita il protagonista aggredisce e uccide per poco o niente persone
di qualsiasi ceto e non è esente da scontri cruenti anche al proprio
interno. I personaggi paiono, per buona parte della visione, quasi
completamente privi di sentimenti, freddi e spietati, nella difficile
lotta per la sopravvivenza.
L’attore
protagonista Presley Chweneyagae, al suo primo film, dà una prova di
straordinario talento nell’interpretare Tsotsi, giovanissimo capo gang
nell’immensa città-baracca di Soweto, alle porte di Johannesburg, che
dopo anni di efferatezze e espedienti per sopravvivere, ha la sua
occasione di redenzione. Attraverso il prendersi cura di un bambino
trovato per caso in una delle sue violente e caotiche scorribande il
giovane rivive la sua devastante infanzia e trova miracolosamente una
via d’uscita dalla propria angoscia esistenziale.
Il
terzo lavoro di Gavin Hood è un buon film che merita di essere visto.
Oltre alla stupenda prova attoriale (non solo del protagonista), altro
punto decisamente a favore è l’avvincente colonna sonora. Musiche kwaito
(una sorta di gangsta rap con sonorità rock e house nato nelle città
nere sudafricane - le musiche del film si possono ascoltare sul sito
ufficiale www.tsotsi.com) che nella versione originale del film si
accompagnano perfettamente allo slang di Soweto, impossibile da rendere
con il doppiaggio.
La vicenda, come si
può intuire, è di quelle toste, che raccontano di vite ai confini
dell’impero, in un Sudafrica sospeso tra grattacieli e slums, dove l’ANC
di Mandela non ha ancora perso un’elezione dal ‘94, pur sostenendo le
politiche neo-liberiste di sfacelo sociale delle grandi potenze
mondiali. Elezioni sempre più disertate dalle giovani generazioni nere
che, oltre che dar vita a interessanti correnti e creazioni in ambito
musicale e artistico, vivono in posti molto simili alla Soweto del film
un’esistenza a rischio continuo di abbandono, crimine, violenza.
Merito e limite del
regista (non dimenticando che il film è tratto dall’omonimo romanzo
degli anni ’50 di Athol Fugard), che giudichi lo spettatore, è dare alla
vicenda una risoluzione tutta interna alla vita di Tsotsi. Assenti
tracce di interpretazioni sociali o politiche del quadro che emerge
dalla trama, se escludiamo i cartelli della “pubblicità progresso” di
cui sopra.
Tutto
il film ci racconta e ci confida di Tsotsi e di quello che gli accade,
in modo non didascalico ma neanche particolarmente originale.
Certo è che
l’immagine e i movimenti di questo giovane sono così realistici e
spietati, lo sfondo di Soweto così affascinante, la chance di
redenzione così vicina a quella che molti di noi cercano ogni giorno,
che il film risulta comunque apprezzabile e da vedere.
Roma – Cinema
Greenwich (Via G. Bodoni, 59 Tel. 065745825), Cinema Mignon (Via
Viterbo, 11 Tel. 068559493)
Milano – Cinema
Anteo (Via Milazzo, 9 Tel. 026597732)

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Titolo
originale: |
Tsotsi |
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Nazione: |
Sud Africa
- Inghilterra |
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Anno: |
2005 |
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Genere: |
Drammatico |
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Durata: |
91' |
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Regia: |
Gavin Hood
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Sito ufficiale: |
www.tsotsi.com |
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Cast: |
Presley Chweneyagae, Terry Pheto, Kenneth Nkosi, Mothusi Magano,
Zenzo Ngqobe, Zola |
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Produzione: |
The UK Film & TV Production Company plc, The Industrial
Development Corporation of South Africa, The National Film &
Video Foundation of South Africa |
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Distribuzione: |
Mikado |
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