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Cinema

IL SUO NOME E’ TSOTSI

 

Di Mauro Diluca

Tutti abbiamo il virus HIV, tutti siamo malati di AIDS. Così recitano le pubblicità rosso sangue accuratamente inquadrate durante il film dal regista sudafricano (bianco) Gavin Hood, nelle stazioni e nelle vie sudafricane. In aperto contrasto con i colori cupi, soprattutto marroni e grigi, che vediamo nel resto della pellicola.

 

La storia del protagonista del film, Tsotsi (che nello slang di Soweto significa “Gangster”), è l’anamnesi di una malattia di cui tutti potremmo e possiamo essere (o forse siamo già) affetti,  secondo l’idea che sta alla base del film: l’emarginazione. Sia la vita della madre di Tsotsi, colpita dal virus dell’AIDS, che quella del giovane protagonista, che avremmo definito, anni fa, un tipico (e molto inquietante) caso di devianza, sono esistenze dimenticate e disprezzate, ed è sottile il confine tra un giudizio di condanna o un’empatia pietosa. La banda in cui milita il protagonista aggredisce e uccide per poco o niente persone di qualsiasi ceto e non è esente da scontri cruenti anche al proprio interno. I personaggi paiono, per buona parte della visione, quasi completamente privi di sentimenti, freddi e spietati, nella difficile lotta per la sopravvivenza.

L’attore protagonista Presley Chweneyagae, al suo primo film, dà una prova di straordinario talento nell’interpretare Tsotsi, giovanissimo capo gang nell’immensa città-baracca di Soweto, alle porte di Johannesburg, che dopo anni di efferatezze e espedienti per sopravvivere, ha la sua occasione di redenzione. Attraverso il prendersi cura di un bambino trovato per caso in una delle sue violente e caotiche scorribande il giovane rivive la sua devastante infanzia e trova miracolosamente una via d’uscita dalla propria angoscia esistenziale.

 

 

 Il terzo lavoro di Gavin Hood è un buon film che merita di essere visto. Oltre alla stupenda prova attoriale (non solo del protagonista), altro punto decisamente a favore è l’avvincente colonna sonora. Musiche kwaito (una sorta di gangsta rap con sonorità rock e house nato nelle città nere sudafricane - le musiche del film si possono ascoltare sul sito ufficiale www.tsotsi.com) che nella versione originale del film si accompagnano perfettamente allo slang di Soweto, impossibile da rendere con il doppiaggio.

La vicenda, come si può intuire, è di quelle toste, che raccontano di vite ai confini dell’impero, in un Sudafrica sospeso tra grattacieli e slums, dove l’ANC di Mandela non ha ancora perso un’elezione dal ‘94, pur sostenendo le politiche neo-liberiste di sfacelo sociale delle grandi potenze mondiali. Elezioni sempre più disertate dalle giovani generazioni nere che, oltre che dar vita a interessanti correnti e creazioni in ambito musicale e artistico, vivono in posti molto simili alla Soweto del film un’esistenza a rischio continuo di abbandono, crimine, violenza.

Merito e limite del regista (non dimenticando che il film è tratto dall’omonimo romanzo degli anni ’50 di Athol Fugard), che giudichi lo spettatore, è dare alla vicenda una risoluzione tutta interna alla vita di Tsotsi. Assenti tracce di interpretazioni sociali o politiche del quadro che emerge dalla trama, se escludiamo i cartelli della “pubblicità progresso” di cui sopra.

Tutto il film ci racconta e ci confida di Tsotsi e di quello che gli accade, in modo non didascalico ma neanche particolarmente originale.

Certo è che l’immagine e i movimenti di questo giovane sono così realistici e spietati,  lo sfondo di Soweto così affascinante, la chance di redenzione così vicina a quella che molti di noi cercano ogni giorno, che il film risulta comunque apprezzabile e da vedere.

 

 

 

 

Roma – Cinema Greenwich (Via G. Bodoni, 59 Tel. 065745825), Cinema Mignon (Via Viterbo, 11 Tel. 068559493)

Milano – Cinema Anteo (Via Milazzo, 9 Tel. 026597732)

Titolo originale: 

Tsotsi

Nazione: 

Sud Africa - Inghilterra

Anno: 

2005

Genere: 

Drammatico

Durata: 

91'

Regia: 

Gavin Hood

 

Sito ufficiale: 

www.tsotsi.com

 

Cast: 

Presley Chweneyagae, Terry Pheto, Kenneth Nkosi, Mothusi Magano, Zenzo Ngqobe, Zola

Produzione: 

The UK Film & TV Production Company plc, The Industrial Development Corporation of South Africa, The National Film & Video Foundation of South Africa

Distribuzione: 

Mikado

 

 

 

 

 

 

 

 

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