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VALERIO ADAMI - PERSONALE AL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE

 di Lorenzo Mazzi

La città di Lissone, erede dello storico Premio Lissone che richiamò in città - tra il 1945 e il 1967 - artisti di tutta Europa, da alcuni anni ha ripreso l’iniziativa del Premio, ora dedicato ai giovani artisti, e, in abbinamento con esso, ha deciso l’assegnazione di un “Premio alla carriera” a uno degli artisti che, dopo aver partecipato al Premio, abbia raggiunto una notorietà internazionale.

Dopo Vasco Bendini (2002), Edo Murtic (2003) e Antoni Tàpies (2004), la scelta è caduta quest’anno su Valerio Adami, artista che partecipò a tre edizioni del Premio nel 1961, 1965 e 1967 e che fu designato vincitore dell’edizione 1967 (XV ed ultima edizione del Premio storico) da una giuria internazionale.

La mostra, curata da Luigi Cavadini, direttore artistico del Museo, è realizzata con la collaborazione della Fondation Institut du Dessin con sede a Vaduz (Liechtenstein), depositaria di una cospicua e significativa collezione di opere dell’artista.

La rassegna che gli viene ora dedicata dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, si sviluppa sui tre piani del museo e accoglie alcuni dei dipinti più significativi della sua produzione, fra cui grandi tele come L’incantesimo del lago del 1984, Tramonto del 1990, Penthesilea del 1994 e Paesaggio sul Gange - Banaras del 1996, cui vengono accostati, in un confronto diretto e ravvicinato, una ventina di disegni e un gruppo di grandi cartoni. Fra questi ultimi, spiccano quelli eseguiti nel 2002-2003 per le scenografie de L’olandese volante di Richard Wagner commissionate dal Teatro San Carlo di Napoli.

Adami ha spesso sottolineato la necessità di entrare dentro l’immagine che rappresenta, o di diventare addirittura quell’immagine stesso: «Nel disegnare la natura, le cose, la “figura”, l’oggetto del disegno si sposta e il soggetto diventa la nostra stessa intuizione - abbandonandoci così al corpo, diventiamo quel che vediamo».

E andando a leggere tra le simbologie che percorrono i suoi disegni e i suoi dipinti, con una attenzione che non si fermi alla superficie ma si insinui nei meandri - complessi, nella apparente semplicità - del racconto, ci si accorge che attraverso di essi egli si manifesta e rende espliciti le sue tensioni e i suoi reconditi pensieri.

Questa mostra si apre allora, volutamente, con un Autoportrait di Valerio, che può essere considerato un nodo - o forse uno snodo - del suo percorso artistico e personale.

Oltre alle opere presenti nel percorso della mostra, altri lavori vengono esposti nell’ambito della collezione permanente delle opere dello storico Premio Lissone (che costituiscono il nucleo centrale della raccolta del Museo): accanto al grande dipinto Camel che si aggiudicò il Premio Lissone nel 1967 sono raccolti gli altri dipinti presentati da Adami nelle edizioni del 1961, 1965 e 1967 del premio stesso.

Il catalogo che accompagna la mostra comprende saggi di riflessione storico-critica di Luigi Cavadini e Amelia Valtolina, alcuni scritti di Valerio Adami, che motivano i temi e i modi della sua poetica, e un raffinato testo del 1965 in cui Emilio Tadini spiegava il divenire della pittura dell’amico Adami negli anni in cui l’artista bolognese partecipava con successo al Premio Lissone.

 

Adami d’après Adami

Dal 12 marzo al 4 giugno 2006

Museo d’Arte Contemporanea

viale Padania, 6 - Lissone (MI)

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