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ALIGHIERO BOETTI ALLA GALLERIA STUDIO VISCONTI DI MILANO

 di Lorenzo Mazzi

Le Foto: Cieli ad alta quota; da uno a dieci; Pari e Dispari; Planisfero politico

Lo Studio Visconti - che ha inaugurato la sua attività espositiva nel luglio 2002 negli spazi che furono occupati prima dallo Studio di Lucio Fontana, e poi dallo Studio Casoli - presenta un’esposizione di Alighiero Boetti, artista concettuale ed uno dei più rappresentativi all’interno di quella corrente artistica che ha caratterizzato l’Italia degli anni Sessanta, l’Arte Povera.

La scelta dei soli lavori su carta vuole valorizzare lo studio del linguaggio, del tempo e dello spazio che Boetti ha sviluppato nel corso della sua vita e su cui è basato tutto il suo percorso artistico.

La galleria è articolata in quattro ampie sale che si affacciano su un grande parco privato, all’interno dello storico Palazzo Cicogna Mozzoni, che fu iniziato nel Cinquecento in stile rinascimentale, ed è caratterizzato da un’ampia corte centrale dall’aspetto severo alla quale segue la facciata in stile Barocco prospiciente il giardino. Gli ampi spazi che si susseguono all’interno, decorati con affreschi e mosaici, fungono da cornice ideale per le esposizioni di arte contemporanea dello Studio, che potrebbero stridere con la storicità del luogo, ma che invece si inseriscono armonicamente nel contesto creando un “continuum” tra passato, presente e futuro.

L’attività di questa realtà non si limita all’ambito “storico”, ma segue i percorsi di giovani artisti stranieri tra cui Tatsuo Miyajima, Urs Lüthi, Herbert Hamak, Jedd Novatt, Laura Matei, Antoni Malinowski e Maurizio Pellegrin mentre, per ciò che concerne l’Italia, ha presentato le personali di Michela Formenti, Alessandro Belgiojoso e Matteo Montani.

 La matrice concettuale degli artisti promossi dalla galleria fa sì che, nonostante si spazi dalle fotografie alle sculture, dai postali di Boetti agli olii, si mantenga sempre una particolare coerenza di fondo a modo di cifra stilistica dei curatori dello spazio espositivo e culturale.

In questa mostra sono presenti tre tipologie di opere di grande formato dell’Artista presentato in questa occasione, che coprono un arco di tempo che va dal 1966 al 1982: il primo planisfero politico, le biro, i collages.

La mappa su carta di Boetti, realizzata sostituendo alla geografia politica degli Stati del planisfero la loro bandiera, è la prima (1969/70) di una serie di mappe ricamate di varie misure, concepite in modo diverso a seconda della situazione politica mutevole e provvisoria della storia contemporanea.

L’idea dello scorrere del tempo e della sua tangibilità ritorna nelle biro: utilizzando le comuni penne a sfera, oggetti economici e privi di velleità estetiche, Boetti scopre un nuovo mezzo per reinventare il linguaggio artistico, basato sul tratteggio, segno grafico ripetuto e ripetitivo, e su una nuova concezione del rapporto spazio- tempo.

La realtà in perenne trasformazione e in continuo divenire è l’idea dalla quale si sviluppano anche i suoi collages.

Caratterizzati da un’estrema libertà compositiva e da una notevole varietà di tecniche e materiali (timbri, ricalchi, carte di tarocchi, fotografie, disegni architettonici), questi lavori mostrano il lato più creativo dell’artista, che si ritrova a integrare una serie di fenomeni visivi in composizioni coerenti e concluse.

 

 

 

Alighiero Boetti

8 marzo - 31 maggio 2006

Studio Giangaleazzo Visconti

Corso Monforte, 32 - Milano

www.studiovisconti.net


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