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03.05.2006 |
L’ARTE AMBIENTALE DI CHRISTO E JEANNE-CLAUDE A LUGANO |
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Le Foto:
Cristo, Double Store Front, Project, 1964, Matita, pittura a
smalto, pastello a cera e tessuto su carta da ricalco e carta, 30,5 x
45,5 cm, Kröller-Müller Museum, Otterlo, Olanda (già collezione Visser);
Cristo, Study for 8 Barrels Construction set by Mail Drawing,
1967, Matita, pittura a smalto e pastello a cera, 35,5 x 27 cm,
Kröller-Müller Museum, Otterlo, Olanda (già collezione Visser);
Cristo, Valley Curtain, Project for Rifle, Colorado, 1972,
Matita, pastello a cera e mappa topografica, 91 x 243,8 cm; 80 x 240 cm,
Kunsthaus Zürich, Grafische Sammlung; Cristo, Packed Coast, Project
for Australia, New South Wales, Little Bay, 1969, Matita, matita
colorata e carboncino, 91,5 x 244 cm, Collezione George Weston Limited,
Toronto, Canada; Cristo, Running Fence, Project for Sonoma and Marin
Counties, California, 1976, Collage con mappa topografica, dati
tecnici, pastello, carboncino, pastello a cera e grafite su due fogli di
carta, 37,8 x 242,8 cm; 106,4 x 243,4 cm, National Gallery of Art,
Washington
Affiancati a partire dagli anni Sessanta, nella vita artistica come in quella privata, nell’ideazione e nella realizzazione di opere che escono dagli spazi tradizionalmente adibiti alla produzione artistica, insieme danno vita ad un perfetto sodalizio che li porterà ad intervenire nell’ambiente urbano e rurale e a trasformare l’oggetto, l’edificio o il paesaggio, facendo convivere il momento del progetto e quello dell’azione, per ricollocare il tutto in una nuova dimensione estetica. Assumendo a prestito lembi di territorio, strutture e spazi pubblici - luoghi costruiti e fruiti da altri e già gravidi di associazioni non per forza legate all’arte - intervengono temporaneamente, creando “amabili perturbazioni” tra la terra e il cielo, il cui scopo è quello di rifocalizzare la percezione dello spazio, di un’antica costruzione storica o di un paesaggio. È proprio tale natura effimera a caricare i loro progetti di maggiore forza evocativa, intensificando allo stesso tempo anche la risposta del pubblico. La mostra, dal carattere estensivo, ha potuto concretizzarsi in virtù di una viva e proficua collaborazione con gli artisti e il loro curatore Josy Kraft, che si è consolidata nel corso di un intenso anno di lavoro e li ha visti partecipare con entusiasmo e rigore al progetto, sostenendolo in tutte le sue fasi realizzative.
La retrospettiva, a cura di Rudy Chiappini, documenta i principali temi e momenti della sfaccettata ricerca di Christo e Jeanne-Claude e attraverso un percorso cronologico e sale a tema si propone di evidenziare la loro peculiare evoluzione artistica: dai primi Packages e Wrapped Objects, oggetti disparati occultati con tessuto e spago realizzati alla fine degli anni cinquanta, fino alla creazione di Store Fronts (1963) e Oil Barrels Structures (1967). Attraverso i disegni preparatori, gli studi, i collage ed i modelli in scala - che rappresentano vere e proprie opere d’arte - l’itinerario della mostra luganese offre al pubblico la possibilità di avvicinarsi alla complessa articolazione delle fasi progettuali dei loro interventi, fino a rivelare la realizzazione delle creazioni dal carattere transitorio, di cui non resta altro che la memoria storica e le fotografie di Wolfgang Volz. I principali progetti esposti, dalla forte carica suggestiva, sono stati realizzati prima a Parigi - Wall of Oil Barrels, The Iron Curtain, Rue Visconti, 1961-62 - a Kassel per Documenta 4 - 5,600 Cubicmeter Package, 1967-68 - a Berna - Wrapped Kunsthalle, 1967-68 - poi in Australia - Wrapped Coast, One Milion Square Feet, Little Bay, Sydney, 1968-69 - a Parigi - The Pont Neuf Wrapped, 1975-85 - a Berlino - Wrapped Reichstag, 1971-95 - e infine The Gates, Central Park, 1979-2005 a New York City dove la coppia vive dal 1964. È inoltre possibile scoprire in anteprima la prossima proposta destinata allo Stato del Colorado, Over the River, Project for the Arkansas River, alla quale gli artisti stanno lavorando per ottenere i permessi federali, statali e locali dal 1992. La linea espositiva adottata dal Museo d’Arte Moderna di Lugano si prefigge di evidenziare l’interesse che la coppia d’artisti manifesta per la pratica dell’utilizzo del tessuto in un’atmosfera surreale e rappresenta la filosofia ispiratrice della loro produzione artistica mondialmente riconosciuta, ma allo stesso tempo di porre l’accento sui magistrali interventi in spazi naturali o urbani dalla forte carica espressiva, che hanno saputo ispirare la loro curiosità e immaginazione visuale, in quanto luoghi sintonici con la loro esperienza di vita e il personale sfondo culturale di provenienza.
La modificazione percettiva dei luoghi e dei manufatti, mai invasiva, adotta materiali e tecnologie d’avanguardia e risponde sapientemente all’articolata dinamica di componenti sociali, umane ed economiche che costituiscono lo sfondo imprescindibile delle loro realizzazioni: un ampio panorama interdisciplinare del quale è possibile avere ricca documentazione ed esperienza diretta, attraverso l’iter espositivo allestito per questa ampia mostra monografica. Christo e Jeanne-Claude, Dal 12 marzo al 18 giugno 2006 Museo d’Arte Moderna, Riva Caccia, 5 6900 - Lugano, www.mdam.ch |
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