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Si preannuncia un successo l’ultimo lavoro del regista afro-americano, che abbandona il ghetto per entrare in banca, rapinarla, e scovarci intrighi legati ai tempi bui della storia europea. ![]() Il film ci racconta con maestria dietro e davanti la macchina da presa (un cast notevole, tra cui spicca una bellissima e non più giovane Jodie Foster) delle ore di angoscia di una quarantina di ostaggi sequestrati in una prestigiosa agenzia di credito in prossimità di Wall Street, di cui misteriosi e abili rapinatori hanno preso possesso. L’affondo di Lee nel genere thriller è perfettamente riuscito, la vicenda tiene col fiato sospeso, i dialoghi e la sceneggiatura sono al solito vivaci e brillanti. Il piano perfetto del capo banda è sorprendente e realistico al punto giusto. Un alone di mistero avvolge le origini e le storie dei ladri, cosa che consente allo spettatore un approccio alla materia più fantasioso di molti ultimi film di questo genere. Il bene si confonde con il male, gli ostaggi con i rapitori: alla fine il cattivo sarà, forse, un’insospettabile. ![]() “Inside man” porta a chiedersi continuamente “chi” e “perchè”, per poi abbandonarsi con piacevolezza alla guida del regista. Colpi di scena, adrenalina e puro godimento per l’ottima realizzazione si combinano bene col tradizionale story telling nigga newyorchese dell’autore. Scene d’azione dentro la banca si alternano ai lunghi piani sequenza fuori, dove l’ispettore NYPD, aka Denzel Washington, deve riscattarsi da recenti accuse di appropriazione indebita affrontando questo criptico e pericoloso caso. ![]() Non manca anche questa volta l’attenzione alla società multirazziale, scoppiettante e mai banalizzata, e l’omaggio alla Grande Mela. Lee si conferma un narratore di razza, i suoi film trasudano sempre grande affetto e capacità di ascolto per New York e i suoi abitanti, pur non risparmiando mai la critica, sovente feroce, alle contraddizioni e crudeltà del sogno americano. Questo film valga allora come dimostrazione che Lee può ormai girare ogni soggetto, sdoganato dal ghetto, grazie a uno stile e uno sguardo solidi, personali e intelligenti. ![]() Punto dolente del film pare invece la risoluzione finale della storia che, date le aspettative piuttosto alte della prima ora e mezza di visione, risulta poco creativa e convincente nei contenuti (mai nella forma, a personale opinione). Ovviamente non sveleremo i particolari ai prossimi spettatori del film, che non resteranno ad ogni modo delusi da questa appassionante discesa nei caveau newyorchesi del potere e dei suoi intrighi e nell’anima generosa del buon Spike. Chicca: sul sito del film, www.insideman.net, chi non si angoscia eccessivamente può provare una sagace simulazione della gestione delle trattative con un gruppo di rapitori. A milano
A Roma
Titolo:
Inside Man
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