Klimt supera Picasso. Sorpresa nel mercato dell’arte

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

www.eosarte.it

data : 21.06.2006

Questa volta non è stato un risultato d'asta, ma una trattativa privata a far arrivare un dipinto di Klimt ad una cifra davvero impensabile da noi, 135 milioni di dollari, in euro 107 milioni, e che ha superato i record gia ormai assodati, delle maggiori battute d'asta.

Sembra quasi che negli ultimi tempi il mercato dell’arte si diverta a sorprenderci con qualche aspetto poco rassicurante per noi, che apprendiamo che i grandi ricchi in Italia crescono pochino di numero: in Italia sono 198 mila, essendoci spostati solo dell'1,7% contro il 4,5% in Europa, il 6,9% in America, il 7,3% in Asia, il 9,7% in America Latina ed il 9,8% in Medio Oriente.

Questo dunque ci spiega subito perchè ci sorprendiamo di questi risultati, coscienti tuttavia di due cose: che un sistema-paese economicamente più debole esprime valori più bassi, ma che non sono i valori economici a definire i valori artistici, perchè un Klimt per bello che sia non vale più di una cinquantina di Boldini (questo sarebbe il rapporto in denaro se lo si usasse come parametro), e che in definitiva tutto è relativo alla "piazza "dove si vende.

Quindi ci conferma che è sul mercato, sulla sua crescita, da noi, che si deve lavorare.

Capriccioso però il mercato lo era sempre stato, ma così imprevedibile forse nò.

Poco più di un mese fa, nella sede newyorchese di Sotheby’s, era stato battutto per 85 milioni di dollari ( diritti di asta esclusi) il ritratto di Dora Maar, firmato da Pablo Picasso. Il prezzo battutto ha sorpreso anche i funzionari di Sotheby’s, che attendevano un incasso non superiore ai 40 milioni di dollari. L’opera conquistava così il secondo posto della classifica mondiale, relegando invece al terzo posto il Ritratto del dr. Gachet di van Gogh, battuto nel 1990 per 82,5 milioni di dollari.

Al primo posto, rimaneva stabile un altro quadro di Picasso, Ragazzo con la pipa, venduto da Sotheby’s nel maggio 2004 per 104 milioni di dollari.

Ma non finisce qui. Perché proprio dopo questi scossoni, pensavamo che il mercato dell’arte si fosse assestato.

Invece ecco che da oltreoceano, come sempre del resto, arrivano nuove e improrogabili leggi che rivoluzionano il mondo dell’arte.

A sorpresa infatti Picasso deve cedere il rinomato primato mondiale.

Ma come, proprio colui che anche questo anno, alla 37ma edizione di Art Basel si era confermato il re indiscusso, il leader intramontabile del mercato? Proprio lui, anno dopo anno più caro, eppure anno dopo anno comprato senza eccessiva difficoltà da avidi collezionisti?

Ma lo stupore aumenta quando appuriamo che Picasso è stato sconfitto dal Ritratto di Adele Bloch Bauer di Gustave Klimt, venduto come ricorda il “New York Times” in a private sale da Maria Altman, ultima erede della dinastia Bloch Bauer, industriali ebrei dello zucchero che dovettero fuggire dall'Austri per le persecuzioni naziste, per la cifra record di 135 milioni di dollari.

L’acquirente è la Neue Galerie di New York, una galleria che si occupa di arte tedesca e austriaca, fondata dal re della cosmetica Ronald S. Lauder, che a partire dal prossimo mese esporrà il capolavoro assoluto del periodo d’oro di Klimt.

E proprio dai metallici bagliori di uno sfondo dorato sublime e prezioso emerge Adele Bloch Bauer, icona sacrale e pensosa, dea sfarzosa e ieratica, musa astratta e sfuggente, ora d’improvviso protagonista assoluta della storia dell’arte, donna affascinate morta a 43 anni di meningite, nel 1925.

Quasi a dire che le leggi del mercato dell’arte sono tutte da riscrivere e a noi non rimane altro che aspettare, ma a questo punto senza più sorprese.

Più complessa, istruttiva e per certi versi kafkiana, la questione del riconoscimento della proprietà, con un conflitto legale lunghissimo, esasperante, con le autorità di Vienna, dato che negli ultimi sessanta anni il dipinto si trovava nel Belvedere Palace di Vienna, che ci conferma i tempi della giustizia in generale,  possono essere biblici anche altrove e non solo da noi, specialmente quando si parla di arte contesa  da restituire.

La proprietaria-venditrice del Klimt, Maria Altmann, nipote di Adele ha oggi la bellezza di novanta anni, donna di ferro che ha tenuto duro nella contesa. Come spenderà ora tutti quei soldi ci interessa poco: se li è conquistati.

Certo non verrà in Italia pensando ci comprarsi una cinquantina di Boldini.

 

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