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A MILANO

ANTOLOGICA DI GASTONE NOVELLI ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO

“Dipingere è anche esprimere per segni ciò che non si può, o non si sa, esprimere con le azioni. […] Di fronte ai fatti nuovi dell’arte le persone si bendano gli occhi, temendo che il loro mondo, fatto di confortevoli e edificanti idee sulla bellezza, possa andare in pezzi. […] E ancora: più universi linguistici, o segnici, verranno sperimentati e portati alla comunicazione, più largo sarà il campo delle possibili conoscenze offerto ai fruitori”. (Gastone Novelli, 1968)

Le Foto:Gastone Novelli, Dulcie, 1961, tecnica mista su tela, cm. 100x100; Gastone Novelli, Onphalos, 1967, marmo bianco, cm. 60x23 diam; Arnaldo Pomodoro, The Pietrarubbia Group: in primo piano La Quotidianità, 1975-76, bronzo e ferro, vetroresina e marmo, cm. 280x320x320; in secondo
piano Il fondamento, l’uso, il rapporto, 1975-76, bronzo, ferro, vetroresina e marmo, cm. 280x530x360; Gastone Novelli, Vuol dire caos, 1959, tecnica mista su tela, cm. 100x80; Le 2 immagini dello spazio della Fondazione sono del fotografo Vaclav Sedy; Gastone Novelli a Saturnia nel 1964

L’anno scorso è stato inaugurato a Milano uno spazio importante, per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea. Una realtà forse ancora poco conosciuta, ma che prevedibilmente già a fine 2006 (periodo in cui è prevista l’organizzazione di una mostra personale di Jannis Kounellis) assurgerà alla giusta notorietà.

Stiamo parlando della Fondazione Arnaldo Pomodoro, situata nell’area cosiddetta Ansaldo - Città della cultura, all’interno di una ex-fabbrica di turbine idrauliche.

Uno spazio espositivo spettacolare ed emozionante, che merita innanzitutto menzione per il progetto di ristrutturazione a cura dello studio Cerri & Associati.

Aver salvaguardato le strutture originarie, nonostante l’intento di realizzare un processo di riconversione funzionale, è un grande merito di quello che è finora uno dei pochi reali recuperi in un’area di Milano in cui da decenni si susseguono progetti, dibattiti e speculazioni che a poco hanno finora portato, in termini di realizzazioni concrete.

Ci preme allora inizialmente sottolineare - cogliendo l’occasione dell’inaugurazione della mostra antologica dell’artista Gastone Novelli (1925-1968) - come il trasferimento della Fondazione (fondata nel 1995) nella zona dei Navigli milanesi costituisca un elemento importante per la vita culturale cittadina e nazionale. Negli immensi locali (alti 15 metri) dell’ex-stabilimento trovano infatti sede, oltre allo spazio espositivo, una biblioteca specializzata in arte contemporanea (e in particolare, come del resto l’intera Fondazione, nella scultura del secondo dopoguerra), un teatro (che ospita eventi culturali, promozioni e seminari) e altri ambiti rivolti alla promozione della conoscenza in campo artistico.

La possibilità per il visitatore di camminare attraverso un open space continuo, in cui alle mostre temporanee (nel caso di Novelli realizzata a cura del direttore artistico della Fondazione Flaminio Gualdoni e di Walter Guadagnini) viene accostata una selezione ogni volta differente della collezione permanente di opere di Arnaldo Pomodoro, arricchisce il percorso e la visita di interessanti elementi di confronto.

In questo caso in particolare rispetto ad un periodo dell’avanguardia artistica italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, con un protagonista nel campo della pittura(ma non solo, dato che si sperimenterà in svariati settori - documentati in questa che è la più completa rassegna dei suoi lavori mai presentata - dalla scultura alla grafica, dal giornalismo culturale all’illustrazione) che si legò a diversi movimenti - dal gruppo Continuità, in cui si unì tra gli altri a Fontana e agli stessi fratelli Pomodoro, al Gruppo 63 - volti ad un rinnovamento avanguardistico e rivoluzionario della cultura (e non a caso in alcune delle sue tele ricorre a modo di effigie la citazione trotskjiana: “per una rivoluzione permanente”).

La vitalità culturale dell’artista è testimoniata dalla sua adesioni a diversi linguaggi e forme d’espressione:

dall’iniziale neo-dadaismo, all’informale, fino a quelle che diventerà in seguito una costante della sua produzione più matura (in particolare delle sue tele di grandi dimensioni), cioè l’introduzione di uno speciale e caratteristico segno grafico - misto di scrittura, disegno e schizzo - che inevitabilmente lo deve far avvicinare nella considerazione critica ad un artista come Twombly.

Un atteggiamento che arricchisce le opere di stratificazioni, che permettono a chi le guarda di scoprirne con sorpresa sempre nuovi dettagli e aspetti, in una molteplicità di letture. Opere plurali che possono essere viste come un avvicinamento alternativo, più appropriato e leggero alla ricchezza di risorse materiali e simboliche del pianeta, uguale a quello che si può cercare nelle opere sculturee di Arnaldo Pomodoro presenti.

In particolare mi riferisco alle sfere, disegno creativo che, attraverso la pluralità di livelli presenti nella forma sferica (oggetto straordinario che riflette in superficie tutto ciò che sta attorno, mentre al suo interno è tormentato e corroso, pieno di dentature), rappresenta la pluralità dei luoghi nel mondo, che non sono riducibili alla mera rappresentazione spaziale euclidea/newtoniana. La dimensione sferica della t/Terra contrassegna il carattere labirintico del mondo, la sua assenza/pluralità di centralità, che non permette di afferrarlo come un insieme le cui parti siano equivalenti e standardizzate. Simbolo, anche, di straordinaria perfezione e bellezza, nella puntuale scansione di giorno e notte, nel succedersi delle stagioni, nella straordinaria varietà di specie viventi, paesaggi, morfologie e orografie.

 

 

“Queste pagine saranno scritte nel segno dell’anti-nozione, non si potranno né guardare né leggere per abitudine, le parole che vi saranno segnate nascono da sole e con le macchi ed i graffi che vi si andranno raggrumando. Scritto con un alfabeto ancora da inventare”. (Gastone Novelli, 1958)

 

Gastone Novelli. Mostra antologica.

Fondazione Arnaldo Pomodoro, 09.03/10.05.06

Via Andrea Solari 35, Milano

www.fondazionearnaldopomodoro.it

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