|
|
data : 03.08.2006 |
![]() Le Foto: Copertina del libro "La Vera Storia d'Arezzo" scritto da Piero Greci, Filippo Nibbi e curato da Marco Caneschi; Foto scattata alla presentazione del libro, al centro Piero Greci con alla sua destro Filippo Nibbi ed alla sua sinistra Marco Caneschi Il 23 luglio, all'età di 81 anni, è morto Piero Greci. Ho scelto di dire “è morto” anziché “è venuto a mancare” oppure “è scomparso” perché a Piero sarebbe piaciuto così, lui detestava i giri di parole e chiamava le cose con il loro nome. Un titolo più di tutti, scorso distrattamente tra i vari mass media aretini che hanno dato risalto alla sua morte, mi ha colpito, diceva: Greci, l'aretino Piero; riecheggiando appunto il nome di un illustre concittadino, anche lui bastian contrario, affascinante, controverso, libero, inafferrabile. Perché Piero Greci era tutte queste cose. Nella sua lunga vita ha fatto il maestro, il critico d'arte, lo scrittore, era esperto di storia locale, ha ideato il premio Montagnano e dato vita all'associazione Tagete. Inoltre, cose di cui andava particolarmente fiero, aveva fatto il soldato e infatti il suo aspetto era quello fiero e inossidabile, di un vecchio combattente, anche in vecchiaia quando viaggiava appoggiandosi a un bastone. Piero aveva vissuto gli anni della sua infanzia a Sansepolcro, città natale di Piero della Francesca, teneva a precisare, e ha amato l'arte al punto da diventare uno degli esperti più noti e un critico puntuale e temuto nonché gestore di una Galleria dove, tra i primi ad Arezzo, dava risalto all'arte contemporanea. Nemico feroce di ogni imposizione, uomo libero e ribelle anche dopo gli ottanta anni, a Piero non andava giù nemmeno il fatto che un artista potesse, o peggio ancora dovesse, avere la partita Iva o il codice fiscale! Tante volte l'ho sentito arrabbiarsi contro un mondo senza più utopia, né poesia, senza arte né bellezza ma pieno di tecnologia e business. Difficile scegliere un solo ricordo legato a un uomo grande nonostante l'esilità del corpo. Piero era un uomo avanti, forse troppo ed è per questo motivo che a volte le sue intuizioni venivano accolte con scetticismo. Negli occhi di chi l'ha conosciuto resterà sempre l'uomo in pantaloni cachi stile coloniale, camicia in tinta, panama, bastone e l'immancabile sigaretta, che con sguardo curioso, a volte severo, scrutava la realtà per poi criticarla, rielaborarla, reinvetarla. A lui il grande merito di non essersi arreso al mondo e alle sue regole. A noi l'immensa tristezza di non poter più vedere il cielo azzurro dei suoi occhi.
|
|
Home | Aste Calendario | Aste Top Lots | Aste Press | Recensioni Mostre Antiquarie | Cultura e Arte | News Mostre Antiquarie | Antiquari e Gallerie | Calendario Antiquario | Amarcord Antiquario | Restauro | Gli Articoli di EOS | Documenti Utili | Buon Vivere | Gli Archivi |
|
La testata Eosarte ed il sito
www.eosarte.it hanno assorbito tutti i contenuti di EOS-Mercanti
d'Arte e di www.eosmercantidarte.it |