Il Museo Boncompagni Ludovisi ricorda Mario Quesada

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

www.eosarte.it

data : 05.07.2006

Sono passati ben dieci anni dalla scomparsa di Mario Quesada (1941-1996) e il suo ricordo è ancora così vivo nella mostra organizzata da Irene de Guttry, Andrea Franchi e Maria Paola Maino al Museo Boncompagni Ludovisi, che il tempo sembra essersi davvero fermato.

Un percorso, quello di Mario Quesada, che la mostra descrive con molta attenzione, delineando attraverso una cinquantina di opere il ritratto poliedrico di Quesada, fine studioso e critico d’arte, ma anche poeta, esegeta, appassionato bibliofilo e collezionista a tutto campo.

Le opere in mostra infatti provengono in gran parte dalla sua collezione privata costituita dalle opere degli artisti a lui più cari, dove accanto ai nomi più conosciuti e consolidati della storia dell’arte moderna e contemporanea, compaiono anche talenti dimenticati o forse poco noti al grande pubblico.

 

Colpisce, dall’accurata selezione delle opere esposte, che Quesada non era vittima di quelle  restrittive distinzioni tra pittura, scultura e arti applicate e così, forse anche con sorpresa, ci immergiamo in un piacevole e poliedrico itinerario espositivo, dove compaiono non solo le sculture, ma anche le ceramiche, i vetri, i dipinti e i disegni.

Un microcosmo dove, finalmente, le cosiddette “arti minori” sono in compagnia delle sorelle “maggiori” e certo, non sfigurano. Straordinario il Vaso con cerve in bronzo di Duilio Cambelotti, di cui Quesada fu il più convinto esegeta e, sempre dello stesso, la Coppa delle violette, una terracotta dipinta e invetriata, da cui si irradiano suggestive trasparenze di luce.

E poi ancora lo sguardo si posa sulle delicate levità cromatiche del vetro soffiato (Nautilus di Hans Stoltenberg Lerche) per poi soffermarsi, tappa quasi obbligata, sulla Testa di gesso e piani e ancora su Icaro di Ferruccio Ferrazzi, una vera esplosione cromatica dove la materia brucia sotto i colpi di un pennello sempre più vorticoso e visionario.

Come non ricordare poi il San Sebastiano di Leoncillo, che sembra quasi trasudare sangue dalle ferite della terracotta e, spostandoci verso l’arte contemporanea, le distese e nebulose visioni, quasi sospese in un nulla eterno, di Thomas Corey, a cui recentemente Carlo Virgilio ha dedicato una interessante retrospettiva.

Una mostra ricca di fascino, resa ancora più emozionante dalla presenza di un catalogo che contiene una commovente raccolta di scritti di amici e compagni di strada: Ricordando, così recita il titolo di questa sezione, è un tuffo nel passato, un passato che nel ricordo di tutti coloro che hanno incontrato Mario Quesada è così vivo, che anche coloro che non hanno avuto modo di conoscerlo ne rimarranno dolcemente conquistati.

 

Informazioni utili:

fino al 10 settembre 2006

Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative del XIX e XX secolo

Via Boncompagni 18

a.artiapplicate@iol.it

andrea_franchi@fastwebnet.it

 

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