LA RIVOLTA DEL ROMANINO IN ESPOSIZIONE AL CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Di Lorenzo Mazzi

www.eosarte.it

data : 02.11.2006

Le Foto: Girolamo Romanino, Le Grazie, Trento, Castello del Buonconsiglio; Romanino, Allegoria della Castità (part.), scala, Castello del Buonconsiglio; Romanino, Visitazione e Natività (part.), olio su tela, 490 x 220 ognuna. Ante interne d'organo, Brescia, Duomo nuovo, 1540; Romanino, Allegoria della Lussuria (part.), scala, Castello del Buonconsiglio; Romanino, Fetonte trascinato dal carro del Sole, Loggia del Romanino, Castello del Buonconsiglio

Grazie alla sua pittura realistica, libera e lontana dall’ufficialità del tempo, Girolamo Romanino ha rappresentato “l’altro volto del Rinascimento” ed è da considerarsi uno dei precursori del naturalismo di Caravaggio e della modernità.

A distanza di 40 anni dalla prima e finora unica mostra monografica tenutasi a Brescia, il Castello del Buonconsiglio di Trento organizza nell’estate del 2006 un’ampia rassegna dedicata all’artista bresciano (1485-87 - ca. 1560) autore del celebre ciclo pittorico che impreziosisce il Castello, uno dei capolavori della decorazione ad affresco della prima metà del Cinquecento in Italia.

L’artista lavorò a Trento negli anni 1531-1532 su commissione del cardinale Bernardo Cles, principe vescovo di Trento dal 1514 al 1539 per decorare la nuova residenza rinascimentale nota come il Magno Palazzo.

Il percorso espositivo presenta complessivamente un centinaio di opere tra dipinti e disegni, la maggior parte del Romanino, allo scopo di ricostruire tutto l’arco di attività dell’artista nel contesto italiano del tempo.

Al centro dell’esposizione sono naturalmente gli affreschi del Castello, ed il suo vasto e prezioso apparato decorativo dovuto anche all’opera di altri importanti pittori come il ferrarese Dosso Dossi e il veneto Marcello Fogolino. Sono presentate infatti anche opere realizzate da altri importanti maestri della pittura rinascimentale italiana fra cui Tiziano, Moretto, Savoldo, Callisto Piazza e Altobello Melone.

La mostra - possibile grazie alla collaborazione dei Musei Civici di Brescia e delle Soprintendenze ai beni storico-artistici di Mantova e Trento - consente di ammirare straordinarie testimonianze pittoriche provenienti da prestigiosi musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra questi il Louvre, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, il Metropolitan di New York, la galleria Doria Pamphilj di Roma e il Museo di Belle Arti di Budapest. Da menzionare i curatori della mostra - in preparazione da ormai qualche anno - che sono: Francesco Frangi dell’Università di Pavia e per il Castello del Buonconsiglio Lia Camerlengo, Ezio Chini e Francesca de Grammatica; al progetto ha partecipato anche Alessandro Nova, professore alla Goethe-Universität di Francoforte, uno degli studiosi più autorevoli del Romanino nonché autore dell’ultima monografia sul pittore pubblicata nel 1994.

La mostra si articola in diverse sezioni: si apre con la prima produzione pittorica del Romanino e la sua formazione tra Venezia e Milano, ponendo in luce il rapporto con l’opera di Giorgione e di Tiziano. Seguono i ritratti giovanili e i lavori degli anni ’20. Parte fondamentale sono appunto gli affreschi del ciclo di Trento, presentati al termine dei restauri e inseriti nel contesto dell’opera complessiva del Romanino, anche in relazione con l’attività degli altri pittori che operarono nel Magno Palazzo.

Una sezione è dedicata alla produzione degli anni ’40-’50, all’interno della quale particolare risalto hanno le grandi ante d’organo provenienti dal Duomo di Brescia e dalla chiesa di S. Giorgio in Braida a Verona. Questi anni sono rappresentati anche dalla magnifica tela con La raccolta della Manna conservata a Brescia. Ampiamente documentata anche la produzione grafica del Romanino, molto significativa ma poco conosciuta, in una sezione comprendente disegni del Pordenone e del Lotto. Parte dell’esposizione è infine riservata alla figura di Bernardo Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi rapporti con la casa d’Austria, ma alla sua figura di committente in quel straordinario cantiere d’arte rinascimentale che fu il Castello intorno al 1530.

 

Girolamo Romanino: un pittore in rivolta nel Rinascimento italiano

Dal 29 luglio al 29 ottobre 2006

Castello del Buonconsiglio, Trento

www.buonconsiglio.it

 

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