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27.04.2006 |
In mostra a Bellinzona l’Atelier Simultané di SONIA DELAUNAY (1923-1934) |
«Nel
1923 sono stata interpellata da una Casa di Lione interessata a disegni
di tessuti. Ho eseguito 50 disegni-rapporti di colore con forme
geometriche pure, ritmate. Per me, essi furono e restano gamme di
colori, la base, in fondo, del concetto essenziale della nostra pittura
[di Robert e mia]. Tutto ciò comportava ricerche e molti studi.
Le mie ricerche erano squisitamente pittoriche e furono plasticamente una scoperta servita poi a tutti e due per la nostra pittura. Il ritmo è basato su numeri, perché il colore può misurarsi con la quantità di vibrazioni. È una concezione tutta nuova, che apre orizzonti infiniti per la pittura e può essere impiegata da chiunque la sentirà e la comprenderà. Dopo aver superato questo stadio di ricerche che non erano mai teoriche, ma soltanto basate sulla sensibilità (per me), ho acquistato una libertà d’espressione che si può riscontrare nelle mie ultime opere, soprattutto nelle gouaches, che sono espressioni di stati d’animo, poesie». (Sonia Delaunay) Si potrebbero paragonare a degli haiku giapponesi, o alle poesie visive dell’arte contemporanea, questi gouaches dai mille ed armonici colori, raccolti negli anni dalla Fondazione Marconi, che ora li espone (per un totale di 174 disegni e opere su carta) nella verde cornice del Museo Villa dei Cedri della deliziosa cittadina di Bellinzona, nel Canton Ticino (mostra a cura di Annette Malochette, docente alla Sorbona di Parigi, e di Matteo Bianchi, direttore di Villa dei Cedri).
Una collezione ricca, accompagnata in questa occasione da immagini, fotografie e reperti d’epoca, utili a rendere più concreta l’idea di un periodo artistico unico in tutto il Novecento, quello racchiuso nel decennio 1923-1934, date a cui si riferisce la creazione e realizzazione da parte di Sonia Delaunay del suo progetto di Atelier Simultané. All’incrocio tra arte e moda, queste opere di piccole dimensioni su carta, quasi fossero dei tessuti su muro, bene esprimono l’atmosfera originale di un fare artistico che tenta di ibridarsi da una parte con uno spirito artigianale, e dall’altra con l’industria nascente (come quella dello spettacolo, testimonianza ne siano le riproduzioni di fotogrammi di film in cui la Delaunay venne coinvolta in qualità di scenografa e costumista). Una produzione in cui l’elemento essenziale e predominante è senz’altro un gioco dei colori che esprime una sensibilità tutta particolare nell’ambito delle avanguardie novecentesche, che lascerà poi tracce molto influenti - anche se spesso non debitamente riconosciute - nei movimenti artistici successivi. Il colore, tagliato nella luce, come vita, cucito e tessuto che prorompe sulla carta e negli “abiti simultanei” realizzati dalla Delaunay (i cui colori vivaci possiamo purtroppo solo immaginare, attraverso le riproduzioni e gli scatti in bianco e nero dell’epoca), in una serie infinita di variazioni che ripetono con piccole o grandi modifiche moduli e fantasie e che costituiscono nel loro insieme una galleria e una rassegna così intensa di veri e propri bozzetti poetici.
Il gesto dell’Artista, così legato ad una ricerca teorica, ma anche ad intenti creativi pratici ed applicati, costeggia sia una poetica incentrata sulle trame di forma-colore di ambito fauve, che l’intento del movimento delle arts&crafts di William Morris, legato al piacere di rendere migliore la qualità della vita quotidiana, sostenuta da una visione moderna del pensiero sociale. L’occasione quindi, quella di questa piccola mostra - incastonata in un contesto ambientale a dir poco meraviglioso (si consiglia la visita alla piccola chiesa, con affreschi medievali mirabilmente conservati sulla facciata, sita nella piazza antistante l’ingresso della Villa) - per soffermarsi su di un periodo unico per l’arte novecentesca, e sull’originale tentativo (caratteristico del periodo delle Avanguardie, basti pensare al movimento della Bauhaus) di questa grande artista di portare a compimento da una parte l’unione tra fare artistico e fare artigianale/primo industriale, e dall’altra la ripresa di una sottile poetica del colore, dell’armonia e del gesto pittorico.
SONIA DELAUNAY. Atelier Simultané 1923-1934 12 aprile - 11 giugno 2006 Museo Villa dei Cedri Piazza San Biagio 9, Bellinzona |
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