Tiepolo in asta: da palazzo Sandi a Sotheby's

Five large canvas by Tiepolo and Bambini will keep alive the interest of art collectors in Italy. We will have to wait until May the 30th to know the results of the auction sale by Sotheby's Milan branch. Some experts suggest the value of five million euro, but we wish a higher price.

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

 

www.eosarte.it

10.05.2006

Ancora poche settimane e lo straordinario ciclo di tele realizzato da Giambattista Tiepolo e Niccolò Bambini per palazzo Sandi andrà in asta (stima a richiesta), nella sede milanese di Sotheby's, a Palazzo Broggi.

Fino al 30 maggio, giorno in cui si terrà l'attesissima vendita, è possibile ammirare le splendide tele, per la prima volta dalla data della loro esecuzione nel 1720, in un'esposizione aperta al pubblico.

Il ciclo infatti, costituito da tre tele di Tiepolo e due di Niccolò Bambini, era stato ideato dallo stesso Tiepolo - insieme all'affresco raffigurante Il trionfo dell'eloquenza per il soffitto del palazzo- per il salone del piano nobile di palazzo Sandi a Venezia tra il 1724 e il 1725.

L’integrità del ciclo pittorico è stata preservata negli anni anche dalla continuità proprietaria, fattore non certo irrilevante, con l'unico trasferimento delle tele negli anni venti dal palazzo veneziano alla villa vicentina della famiglia.

Fortunato quindi il futuro proprietario, che potrà ammirare un ciclo di opere che vantano non solo un incontestabile valore artistico, ma anche un eccellente stato conservativo: Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede; Apollo scortica Marsia; Ercole soffoca Anteo di Giambattista Tiepolo e Coriolano persuaso dalla moglie Volumnia e dalla madre rinuncia a combattere contro Roma; Le tre Grazie, Venere e Mercurio di Niccolò Bambini.

Negli anni in cui realizza queste tele, Tiepolo non ha ancora raggiunto la piena maturità stilistica: è un Tiepolo giovane, non ancora trentenne, che prelude alla svolta udinese di Palazzo Dolfin, eppure sono già in nuce tutti i fermenti e il vigore di quella meravigliosa stagione, che di lì a poco esploderà in tutta la sua piena floridezza.

Come non riconoscere il futuro maestro in quella capacità narrativa degna del più acuto scenografo che, soprattutto nella tela che rappresenta Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede, trasforma la scena in un vivace palcoscenico, dove gli attori, attraverso un ben calibrato gioco di sguardi, invitano lo spettatore a entrare nel vivo della loro storia.

Il cielo, imbevuto di richiami tipicamente veneti, è attraversato da un chiarore che preannuncia quella capacità, in cui il maestro eccelleva, di far palpitare con le vibrazioni di luce anche le zone in ombra, riuscendo a stemperare la densità del colore in una miscela liquida, trasparente e trasformando la pesantezza di un cielo terreno nella levità aerea di un empireo dorato, imbevuto di una luce celeste, una luce pura, che solo il pennello del maestro riusciva a rendere.

Ed ecco che le tre tele sono ancora memori dei giovanili ricordi "tenebrosi", ma non si sottraggono però a quei sensuali barbagli luminosi che irradiano i personaggi, soprattutto quando colpiscono i fisici possenti di Anteo o di Marsia.

Un contrasto serrato tra due corpi in uno spazio angusto e ristretto, obbligato dalla forma verticale delle tele, che però non spaventa l'autore, che riesce a dilatare lo spazio grazie a un meraviglioso gioco di controluce tra le vittime e il cielo, corrusco quello contro cui si poggia il fisico vigoroso di Anteo, rischiarato invece da un alone di luce quello su cui sprofonda, per contrasto, la pelle scura e abbronzata di Marsia.

Diversa la mano del Bambini, forse troppo accademica e pedante, che non riesce a sciogliersi nella musicale fluidità del tocco tiepolesco.

Aspettiamo con ansia il 30 maggio, siamo curiosi di conoscere chi si aggiudicherà queste meravigliose opere, degne del più illustre museo.

Siamo anche curiosi di conoscere il valore che toccheranno, noi siamo ottimisti, anche perché, al di là dei valori odierni del mercato dell'arte, spesso traditori, noi difendiamo la nostra arte antica, quella che tutti ci invidiano. Ma questo, le leggi del mercato sembrano averlo dimenticato.

Informazioni utili:

Esposizione: Milano, Palazzo Broggi, Via Broggi 19

Da venerdì 26 a lunedì 29 maggio

0re 10.00-13.00; 14.00-19.00, martedì 30 maggio ore 10.00-13.00

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