Palazzo Odescalchi svela i suoi tesori

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

www.eosarte.it

data : 13.06.2006

L’iniziativa Capolavori da scoprire è giunta alla sua seconda edizione e, ancora una volta, il pieno successo è stato raggiunto.

La manifestazione, promossa da “Progetto Italia” e dalla Sezione Lazio dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, si sta preparando al gran finale. Dopo avere aperto il sipario sulla serie di Cristo e i dodici Apostoli di Rubens conservati nella collezione Pallavicini, è ora la volta di un altro capolavoro, realizzato da quell’indiscusso genio di Caravaggio, il cui solo nome basta ad attrarre folle di turisti e a sollecitare la continua attenzione di studiosi consolidati e avidi promotori di eventi culturali.

Questa volta però, il nome di Caravaggio attira anche persone che, come me, si sono ribellate con forza a questa sindrome da “caravaggismo”, che negli ultimi tempi si è impossessata con prepotenza anche delle menti più illuminate della storia dell’arte.

Non si tratta infatti della solita mostra: è un evento certamente “sui generis”, innanzitutto perché è esposta una sola opera, ma soprattutto perché l’opera in questione è una delle pochissime dell’artista ad essere conservata ancora in una collezione privata.

La famiglia Odescalchi infatti è la proprietaria di quella prima versione “censurata” della Conversione di Saulo, commissionata nel 1600 da Monsignor Cardinale Tiberio Cerasi al Caravaggio per la sua cappella in Santa Maria del Popolo e rifiutata per l’eccessiva concretezza, quasi profana, del dipinto e perché considerata contraria agli Atti degli Apostoli.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, rende quindi disponibile anche al grande pubblico un patrimonio che troppo spesso rimane inaccessibile all’interno di palazzi privati, visitabili solo da una stretta e privilegiata “elite”. In stretta coerenza con il suo programma culturale che, dal 1977, promuove con estrema serietà ed impegno la conservazione, la valorizzazione e la corretta gestione delle dimore storiche, l’Associazione ha dimostrato di non voler tralasciare a nessun costo neanche l’ altro nodo fondamentale connesso alla corretta politica dei beni culturali, quello della pubblica fruizione.

Aspetto certamente non secondario, potrebbe obiettare qualche lettore, ma spesso invece dimenticato o soppiantato da una logica culturale troppe volte disattenta e superficiale.

Informazioni utili:

dal 15 al 18 giugno 2006

Palazzo Odescalchi, Piazza dei SS. Apostoli 80

10.00-19.00

Ingresso gratuito

Informazioni A.D.S.I.- Sezione Lazio

Lucia Calabrese tel.fax 06-6832774; www.adsilazio.it; adsilazio@tiscali.it

 

 

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