“CAR
DESIGN WORKSHOP” vuole rappresentare, per l’autore, insieme, la
testimonianza, ma anche la rivendicazione di una profonda e radicata
cultura dell’auto che la Toscana e Firenze hanno rappresentato nella
della storia di questo mezzo di locomozione, sia sul piano della
creatività produttiva che nell’ambito disciplinare della ricerca e della
formazione universitaria.Una cultura dell’auto, declinata prima come passione: si racconta che la prima auto a circolare in Italia sia stata una Panhard-Levassor acquistata dal nobile fiorentino Carlo Ginori, ma anche poi, come capacità creativa e produttiva: a Firenze, mentre a Torino nasce la FIAT, vede la luce la Rondine, che nel 1902 produce una prima elegante automobile che vincerà la medaglia d’oro all’esposizione di Parigi, ma nel 1901 era già nata un’altra fabbrica di auto la FTA (Fabbrica Toscana Automobili), una delle marche d’automobili più antiche d’Italia, che costruisce la Florentia, che vantava soluzioni e finiture di altissima classe, inoltre dobbiamo ricordare il lavoro e la creatività di costruttori come Pasquale Ermini e Giotto Bizzarrini, rappresentanti proprio di quella diffusa e radicata professionalità, creatività e saper fare che la nostra regione ha da sempre prodotto, ed infine il fenomeno dell’organizzazione dei concorsi di eleganza, il primo a Firenze si tenne nel 1903, e questi concorsi, non dobbiamo dimenticare, superata la primissima fase di passerella del lusso e dello status simbol dei primi ricchi acquirenti di auto, hanno rappresentato lo sviluppo e l’evoluzione, non solo formale, ma anche sostanziale del design che, dagli anni ’60 entra come fattore integrato alla progettazione e produzione industriale. Quel tanto decantato, spesso a sproposito, italian style si è formato proprio in quegli anni, in quella attenzione alla ricerca formale, fin nel particolare, della qualità del bello in quanto conforme in sé, come categoria intrinseca della funzione.
Il transport design, disciplina che comprende lo specifico del Car design, è nato, come tema di insegnamento all’interno dei corsi di Product design, insieme alla scuola di disegno industriale della Facoltà di Architettura di Firenze, per merito soprattutto del Prof. Roberto Segoni, purtroppo oggi scomparso. Sia come elaborati di corso che di tesi, sotto la guida di Segoni e in seguito di alcuni suoi validissimi giovani allievi sono stati prodotti diversi e interessantissimi progetti riferiti a vetture di diversa natura e tipologia. Dall’origine di questa scuola ad oggi il Design ha vissuto un suo percorso di evoluzione passando dalla cultura declinata all’interno del paradigma industriale a quella del nuovo paradigma postindustriale, ed in questo passaggio, in questa sua progressiva “metamorfosi”, soprattutto il Car Design viene chiamato a misurarsi contestualmente sia con un terreno potenziale di sviluppo e di enorme rivalutazione che con i rischi di una progressiva omologazione ed appiattimento linguistico dettato dalle leggi di mercato. E’ in questo contesto e nella consapevolezza di questo scenario che si muove l’impegno del nuovo corso di car design, voluto dal presidente del CdL, prof. Massimo Ruffilli, e tenuto dal prof. Grandi ed in questo volume ritroviamo le basi della filosofia e del metodo sui quali si imposta lo stesso corso, ed i primi risultati, sia nella forma delle esercitazioni degli studenti che in quella della tesi prodotte come : la Lancia “Nynpha”, la Ferrari “Aurea”, il pluritaxi “ASTUTA”, la Gran Turismo Minardi “Kimera” e la vetturetta “Maja” della Piaggio.
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