Il
tema è quello delle metamorfosi: cambio di forma dell’uomo, del corpo,
della società, dell’identità. Lo sguardo veste le lenti
dell’adolescenza, che alla trasformazione dà i tratti del discontinuo,
dell’ardito, dello scomodo e dell’inquieto.
L’oggetto cos’è? Il festival di teatro, danza e arti performative drosera>centrale fies che si è svolta presso la centrale di Fies dal 21 al 30 luglio. Il programma, di respiro europeo, ha dato spazio alle compagnie italiane che si sono segnalate e continuano ad essere centri di riferimento per la ricerca teatrale italiana, oltre ad ospitare gli islandesi Erna Ómarsdóttir e Jóhann Jóhannsson con due opere: IBM 1401 – a user’ s manual e The mysteries of love (prima nazionale il 27 luglio). Presente anche l’argentino Rodrigo García con La Historia de Ronald el payso de Mc Donald, (30 luglio) ispirata al mondo consumistico occidentale che produce rifiuti non solo materici ma anche spirituali e raccontato tutto attraverso immagini fisicamente difficili da sostenere e i danzatori belgi Michèle Anne de May e Grégory Grosjean che hanno proposto 12 easy walzes una sorta di esercizi di stile alla Quéneau: in scena dodici differenti modi di ballare dodici valzer suonati dai gruppi più diversi (Velvet Undergruond, Simon & Garfunkel, Christophe…).
Per il teatro italiano i Motus hanno presentato Rumore Rosa (21 e 22 luglio) uno spettacolo ispirato alle figure femminili di Fassbinder e Piccoli episodi di fascismo quotidiano (28 e 29 luglio) con il quale hanno cercato di rendere conto dello slittamento semantico del termine fascismo, che deprivato del suo connotato più storico, ora significa soprattutto prepotenza, arroganza e sopruso; il gruppo Fanny & Alexander ha mostrato in prima nazionale Heliogabalus (21 e 22 luglio), spettacolo in cui il protagonista è l’icona dell’adolescente che sta nel suo essere e si relaziona ad un mondo esterno differente da sè, del quale non parla il linguaggio: è la storia anche dell’artiste che comunica in un linguaggio non immediato; il teatro Valdoca ha proposto una riflessione sulla fragilità del Teatro con Opera (30 luglio) e un concerto teatrale con Misterioso Concerto (22 e 23 luglio); Virgilio Sieni e Letizia Renzini hanno continuato la loro ricerca sul movimento preciso che costituisce spazi, architetture, memoria e tempo; Sonia Brunelli ricerca la radice comune e i passaggio che si effettuano tra il movimento animale e quello umano nel suo spettacolo Doma (24 luglio), la STOA con Ballo occasionale in circostanze costrette (28 e 29 luglio) ha mostrato il lavoro della sua scuola la cui indagine verte sul passaggio che dall’accidentalità e occasionalità della relazione tra corpi e movimenti transita alla sua ripetizione strutturata portando il movimento verso l’azione; Paola Bianchi è stata presente con Kytos e Chrónoshomo (25 e 24 luglio) ispirati entrambi alla “Trilogia della città di K” e Corpus hominem (25 luglio) che è stata una riflessione sul corpo come luogo d’inscrizione potere e dominio. E poi Abbondanza/Bertoni con Prova d’assolo davanti a un pubblico (23 luglio), uno studio che ha rovesciato la prospettiva della loro ricerca degli ultimi cinque anni, spostando l’attenzione dall’altro al sé, come corpo percipiente, fatto della stessa sostanza dell’universo, e infine Teatroincorso con Barbablù (23 luglio) e teatro sotterraneo con 11\10 in Apnea (24 luglio). Attorno al festival molto altro: incontri con gli autori, dj set, work in progress. Da segnalare anche l’iniziativa di mettere on line in tempo quasi reale reportage di foto e video realizzati durante le giornate del festival, oltre che le interviste dei protagonisti di queste giornate di teatro, danza e arti performative: su www.drodesera.it.
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