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REPORT DAL 16º FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA

Di Mauro Diluca    mauro.diluca@fastwebnet.it

Pubblicato on line il 12.04.2006

Si è chiuso a Milano Domenica 26 Marzo il 16º FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA, il più importante appuntamento in Italia dedicato alla produzione cinematografica del sud del mondo.       

Il premio al Miglior Lungometraggio Africano del Festival è stato assegnato al film “Barakat!” (nella sezione Panorama al Festival di Berlino) della regista algerina Djamila Sahraoui. Il film rappresenta un importante passo nell’ambito della rinascita del cinema algerino e il fatto che sia realizzato da una donna lo rende ancora più significativo.

   

da “And there in the dust”                   da “And there in the dust”                                    da“Tsotsi”

Segnaliamo in questa edizione la presenza di molte e apprezzabili produzioni dal Sudafrica: a cominciare dal bellissimo cortometraggio di animazione “And there in the dust”, di Lara Foot Newton e Gerhard Marx, vincitore del premio al Miglior Cortometraggio, per essere riuscito a trattare con grande umanità un argomento difficilissimo (lo stupro di una bambina di soli nove mesi) facendo appello alla ricchezza della narrazione popolare, il tradizionale storytelling sudafricano, ed a sofisticate tecniche di animazione visiva.

Il premio al lungometraggio più votato dal pubblico è andato allo squisito film “Poet of the wastes” (Poeta delle spazzature) di Mohammad Armadi (realizzato con la collaborazione dei Makhmalbaf). Una commovente e soave storia d’amore impossibile fra un comico e stralunato poeta-spazzino e una giovane vedova di terrorismo, in una Teheran incantata e sospesa. Ancora una conferma della straordinaria poeticità, ironia e capacità narrativa della cinematografia iraniana..

        

da  “Poet of the wastes”          da   “Beyond Freedom”                  da “Golden Blaze”

Il festival si conferma come un preziosissimo appiglio contro la deriva sociale e politica del generale panorama culturale, permettendo ai suoi spettatori un tuffo nella più genuina e autentica produzione cinematografica trans-culturale mondiale.

 

da “Afro-punk: the rock end roll                                 da “The dune runner”

Durante questa edizione il pubblico è ulteriormente cresciuto dimostrandosi attento e curioso alle novità. Particolarmente rilevante  la presenza sempre maggiore  delle comunità straniere.

Alla fine di un’edizione particolarmente positiva, unica nota di rammarico rimane il fatto che nonostante la ricchezza della programmazione, la continua evoluzione del Festival e l’incremento della partecipazione del pubblico, i finanziamenti indirizzati al Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina da parte delle istituzioni siano irrisori e non direttamente proporzionali; scarso il loro interesse, in particolare della regione Lombardia, con l’eccezione della Provincia di Milano che invece continua a sostenerlo.

Al momento non abbiamo dati che ci permettano di segnalare la futura proiezione delle pellicole del festival nelle sale italiane, ad eccezione de “Il suo nome è tsotsi”, già recensito per questo sito e attualmente in programmazione.

 Locandina 16°edizione  

Per maggiori informazioni:www.festivaldelcinemafricano.org

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