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Arte e manifattura di corte a Firenze. Dal tramonto dei Medici all’Impero (1732 - 1815) di Barbara Rosati |
data : 04.08.2006 |
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Le Foto:
Galleria dei Lavori, Placca da parete con Annunciazione,
1720, Rilievo di pietre dure e applicazioni di bronzo dorato, cm
89 x 85, Karlsruhe, Badisches Landesmuseum; Galleria dei Lavori, su
modello di Antonio Cioci, Piano raffigurante vasi di porcellana e fiori,
1797 ca, Mosaico di pietre dure su fondo di nefrite d’Egitto, cm 83 x
149, Firenze, Palazzo Pitti, Appartamenti Reali; Manifattura Ginori,
Doccia, Boccale, 1775-1780 ca, Porcellana dipinta con smalti
policromi e oro, H. cm 18, diam. cm 10,3, Provenienza: Collezione Enrico
Questa, Collezione privata; Medaglione, Oro, ovale, mm 760 x 700,
con le prese mm 802 x 90, peso gr 211,50; Giovanni Paolo Panini
(o Pannini)(Piacenza 1691 - Roma 1765), Rovine di un tempio con
fontana, sculture e frammenti di sculture antiche, 1740 ca, Olio su
tela, cm 48 x 64, Firmato sulla base della statua a sinistra: “i. p.
panini romae”, Piacenza, Collezioni d’arte Cariparma e Piacenza;
Galleria dei Lavori, Piano di tavolo con ghirlanda di fiori, frutta e
uccelli, 1710-1720 ca, Mosaico di pietre dure, diam. cm 72,4,
Collezione privata; Francis Harwood (doc. dal 1748 - Firenze
1783), Ritratto di uomo (Il pugile V. Richmond ?), 1758, Marmo
nero (Paragone di Fiandra o Nero del Belgio); base in giallo di Siena,
h. cm 69,9 (senza base), iscrizioni: “F. Harwood Fecit 1758”, Los
Angeles, The John Paul Getty Museum; Galleria dei Lavori, Piano
raffigurante l’Allegoria dell’Aria, 1765, Mosaico di pietre dure, cm 106
x 67, Parigi, Musée du Louvre; Galleria dei Lavori, Piano
raffigurante l’Allegoria dell’Acqua, 1766, Mosaico di pietre dure,
cm 91 x 116 x 79, San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage;
Galleria dei Lavori, su progetto di Giovan Battista Foggini -
Cassetta da rimedi - Collez. Principi Corsini, Firenze; Giovan
Battista Foggini e Balthasar Permoser - Orologio con immagine del tempo
- coll.privata; Louis Siries - Cesello-punzone con figura - Museo
dell'Opificio delle Pietre Dure, depositi, dono di Giovanni Pratesi;
Louis Siries - Cesello-punzone con trofeo allegorico - Museo
dell'Opificio delle Pietre Dure, depositi, dono di Giovanni Pratesi
Il livello di eccellenza raggiunto dalle arti decorative a Firenze durante il granducato mediceo non andò perduto nel successivo periodo lorenese, grazie anche alla persistente fortuna dell’antica e prestigiosa manifattura dedicata ai lavori di pietre dure, che riconferma nel corso del Settecento il suo ruolo centrale, vivificato da rinsaldati legami con l’ambiente locale e internazionale delle “arti maggiori”. The level of excellence attained by the decorative arts in Florence under the Medici Grand Duchy was not lost during the Lorraine period that followed. This is also explained by the continued fortune of the prestigious old manufactory dedicated to works in semiprecious stones which reconfirmed its central role in the 1700s, revitalised by fortified ties with the local and international milieu of the “major arts.”
Lo scorso 16 maggio si è inaugurata a Firenze una mostra che, se ci si vuol tuffare anche solo per un attimo in un’atmosfera di corte sognando di vivere in una reggia arredata da oggetti preziosi realizzati con maestria strabiliante, vale senz’altro la pena di vedere.
La mostra, intitolata “Arte e manifattura di corte a Firenze dal tramonto dei Medici all’Impero”, è stata curata da Annamaria Giusti, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino con l’Opificio delle Pietre Dure e Firenze Musei e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ed è ospitata nella Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, elegante edificio costruito per volontà del granduca Leopoldo di Lorena, scelto come dimora dalle case regnanti che si succedettero dai Lorena ai Savoia, e scelto nuovamente in questa occasione come luogo più indicato per ospitare l’esposizione della manifattura di corte. Ciò che con questa mostra viene posto all’attenzione del pubblico sono le arti decorative prodotte a Firenze durante il periodo lorenese (ambito culturale ad artistico fino ad oggi inspiegabilmente trascurato dalle iniziative espositive), le quali, grazie anche alla persistente fortuna dell’antica e prestigiosa manifattura dedicata ai lavori di pietre dure, che riconferma nel corso del Settecento il suo ruolo centrale, non perdettero affatto il livello di eccellenza raggiunto durante il granducato mediceo. Sono state prescelte per la mostra circa 180 opere, che comprendono dipinti, sculture, oreficerie, gioielli, porcellane, scagliole e naturalmente pietre dure, provenienti da sedi nazionali ed estere, e che correlano al filo conduttore della manifattura di corte temi articolati quali l’attività di orafo per gli ultimi Medici e di cammeista per Maria Teresa d’Austria di Louis Siries, quella di pittore e decoratore di Giuseppe Zocchi e dei suoi successori, il neoclassicismo leopoldino e i suoi echi nelle arti applicate e il fasto decorativo del gusto Impero.
Durante il secondo Settecento attorno alla corte di Firenze si venne a creare un vivace circuito artistico che permise il rinnovo dei “mosaici fiorentini” e fra i vari fattori che contribuirono a ciò vi furono senz’altro i legami dinastici con la corte di Vienna di cui Firenze godette all’epoca, il contatto con la brillante società cosmopolita di stanza o di passaggio in città, al volgere del secolo l’avventura napoleonica, e più di tutte la nomina a direttore della manifattura granducale del francese Louis Siries, già orafo di Luigi XV di Francia e poi degli ultimi Medici.
La politica artistica del Siries, e in seguito del figlio e del nipote che gli succedettero alla guida della manifattura, ossia della “Galleria dei lavori”, come si chiamava un tempo l’Opificio delle Pietre Dure, mirò ad un riuscito rafforzamento dei legami con l’ambiente locale e internazionale delle “arti maggiori”. I maggiori artisti all’epoca attivi a Firenze furono chiamati a ideare per le creazioni in pietre dure invenzioni che riuscirono spesso all’avanguardia del gusto decorativo europeo. Ruotavano attorno alla brillante manifattura granducale artisti come Giuseppe Zocchi, protagonista della pittura fiorentina dei decenni centrali del secolo, Antonio Cioci, le cui idee decorative di gusto precocemente neoclassico conobbero successo internazionale, e il lombardo Giovan Battista dell’Era, squisito ritrattista e autore di conversation pieces. L’esposizione riesce mirabilmente ad illustrare il periodo ed il contesto prescelti delineando un quadro mirato, ma al contempo rappresentativo e soprattutto godibile, per la qualità e varietà delle opere selezionale, dell’ambito culturale ed artistico fiorentino settecentesco.
Visitare questa mostra si presenta oggi come una grande opportunità che viene offerta al popolo fiorentino e non solo, ossia, oltre al poter ammirare oggetti meravigliosi che è riduttivo definire artigianato, il poter vedere una parte cospicua di Palazzo Pitti fino ad oggi incognita completamente restaurata (grazie all’intervento dell’architetto Mauro Linari la mostra ha infatti consentito il restauro di otto stanze della Meridiana: tutti gli impianti sono stati posti a norma, sono stati inseriti servizi per portatori di handicap e sono stati restaurati i tendaggi, le tappezzerie e lo zoccolo), e ammirare la splendida collezione di ceselli e punzoni che Giovanni Pratesi, antiquario fiorentino, ha voluto donare al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure e che viene presentata per la prima volta al pubblico in questa occasione.
Fra i nomi di illustri studiosi che hanno contribuito alla realizzazione del catalogo edito da Sillabe (Livorno) si annoverano Annamaria Giusti, curatrice della mostra, Alvar Gonzălez-Palacios, Silvia Meloni Trkulja, Roberta Roani, Carlo Sisi, Cristina Acidini Luchinat, Kirtsen Aschengreen Piacenti, Marco Chiarini, Mina Gregori, Antonio Paolucci, Sandra Pinto, Ettore Spalletti. Info: Sede espositiva: Palazzina della Meridiana, Palazzo Pitti, Firenze. Orario: 8.15 - 18.30 nei mesi di maggio, settembre, ottobre; 8.15 – 19.30 nei mesi di giugno, luglio, agosto; 8.15 – 16.30 nel mese di novembre. Chiuso il primo e l’ultimo lunedì del mese. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del Museo. Biglietto: Intero € 7,00 (comprensivo dell’ingresso al Museo degli Argenti ed al Giardino di Boboli e al Giardino Bardini). Ridotto € 3,50 per i cittadini della Comunità Europea tra i 18 e i 25 anni. Gratuito per i cittadini della Comunità Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. Informazioni e prenotazioni: Firenze Musei, tel. 055-2654321. La prenotazione per i gruppi scolastici è gratuita e obbligatoria. Servizio didattico per le scuole: Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3,00 ad alunno. Per prenotazioni e informazioni Firenze Musei: tel. 055-290112. Catalogo a cura di Annamaria Giusti, edito da Sillabe (Livorno). Sito ufficiale: www.artedicorteafirenze2006.it
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