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05.05.2006

Tina Modotti tra Arte, Vita e Libertà

Una esposizione al Vittoriano ricostruisce la vita e l’opera della leggendaria fotografa

di Cinzia Folcarelli

Le Foto: Mani di operaio, Messico 1927 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Rose, Messico 1925 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Calle, Messico 1924 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Eleganza e povertà, fotomontaggio, Messico 1928 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Donna incinta con bambino in braccio, Tehuantepec 1929 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Canne di bambù, Messico 1925 ca (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Serbatoio n.1, Messico 1926 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Dolores Del Rio, Messico 1926 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine); Donna di Tehuantepec, 1929 (courtesy Comitato Tina Modotti Udine)

L’affascinante figura di Tina Modotti (Udine 1896 – Messico 1942), donna dalla vita avventurosa e fotografa di talento, viene indagata nell’esposizione allestita fino al 14 Maggio nella Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano, nell’ambito della manifestazione La Festa di Primavera.

La mostra, a cura di Riccardo Toffoletti del Comitato Tina Modotti di Udine, città natale della fotografa, senza mai indulgere alla celebrazione e senza scadere nella tentazione del racconto romanticamente esemplare, come sottolinea Vincenzo Vita, Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, nella presentazione al catalogo, vuole mettere in luce la vita e l’opera della Modotti, donna indipendente e “pasionaria”, anticipatrice del movimento femminista, rivoluzionaria, legata a uomini dalle forti aspirazioni artistiche e politiche, fotografa sensibile che ha saputo usare la fotografia in modo molto personale.

Circa un centinaio le fotografie in mostra, la maggior parte realizzate dalla Modotti nel corso della sua vita, dalle poetiche e sensuali immagini di fiori, ai ritratti, agli scatti di denuncia sociale.

Ci sono voluti diversi anni per allestire l’esposizione romana.

Sono stati utilizzati in massima parte i negativi dell’autrice, oppure le stampe d’origine. In mostra anche due preziose stampe originali (vintage print), Canne di bambù e Convento di Tepotzotlan.

Una ventina di immagini in mostra ritraggono la stessa Tina; sono scatti di famosi fotografi a lei vicini nel corso degli anni. Completano l’esposizione testi critici, lettere, poesie, un video che descrive per immagini la sua vita e il film muto The Tiger’s Coat, da lei interpretato nel 1920.

“La fotografia, per il fatto stesso che può essere prodotta soltanto nel presente e sulla base di ciò che oggettivamente esiste di fronte alla camera, si impone come il mezzo più soddisfacente per registrare la vita oggettiva in tutte le sue manifestazioni; da ciò il suo valore documentario, e se a questo si aggiunge la sensibilità e la comprensione del problema, e soprattutto un chiaro orientamento sull’importanza che deve assumere nel campo dello sviluppo storico, credo che il risultato meriti di occupare un posto nella rivoluzione sociale, alla quale tutti dobbiamo contribuire”. Questa dichiarazione di Tina Modotti, pubblicata sul numero di Ottobre - Dicembre 1929 di “Mexican Folkways”, riassume la sua “poetica” e le sue convinzioni.

Ciò che colpisce nelle fotografie della Modotti, anche in quelle di chiara denuncia sociale, è la volontà di immortalare la vita con una perfezione formale che esula dal voler presentare la bruttezza fine a sé stessa, cosa che spesso si riscontra in molti fotografi a noi contemporanei.

Anche nelle situazioni tragiche, il coraggio e la determinazione di Tina, portano alla realizzazione di fotografie belle da vedere, che toccano l’animo, sempre però con dolcezza, senza straziarlo.

Figlia di operai che avevano aderito al movimento socialista, Tina segue la famiglia in Austria, dove lavora duramente in una filanda, e poi in America, dove lavora prima come sarta e poi, grazie alla sua bellezza, come attrice ad Hollywood.

Per alcuni anni convive con il pittore e poeta Roubaix de L’Abrie Richey, scomparso in Messico nel 1922. Successivamente Tina si lega sentimentalmente prima al fotografo Edward Weston con il quale si stabilisce a Città del Messico, e poi ai rivoluzionari Guerrero e Julio Antonio Mella.

Frequenta i protagonisti della nuova arte messicana, i muralisti Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, Clemente Orotzco e stringe amicizia con la pittrice Frida Kahlo.

Dopo l’assassinio di Mella, si dedica alla militanza politica e realizza un importante reportage nella regione di Tehuantepec. Nel 1929 espone le sue fotografie all’Università Autonoma del Messico, ottenendo grande successo ma divenendo una rivoluzionaria agli occhi del mondo. Successivamente allestisce un’altra mostra insieme alla fotografa Lotte Jacobi. Raggiunto a Mosca il suo ultimo compagno, Vittorio Vitali, Tina ottiene la cittadinanza sovietica, diventa membro del partito comunista e combatte nel Soccorso Rosso Internazionale.

Dal 1936 al 1939 partecipa alla guerra di Spagna con il nome di Maria, accanto a Vitali che diventa il Comandante Carlos Contreras del Quinto Reggimento. Conosce Robert Capa, Gerda Taro, Hemingway, Malraux, Antonio Machado, Rafael Alberti e Norman Bethune. Tornata in Messico, continua a vivere nel continuo stato di emigrante e perseguitata politica, fino al 1943, quando un presunto infarto pone fine alla sua vita. Il giorno dopo Pablo Neruda scrive sulla sua lapide: “Tina Modotti, sorella tu non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente sorella”.

 

Tina Modotti. Arte Vita Libertà

27 Aprile – 14 Maggio 2006

Roma, Complesso del Vittoriano, Sala Giubileo,Via San Pietro in Carcere

Orario: tutti giorni, ore 9.30 – 19.30

Ingresso gratuito

Per informazioni: tel. 06 6780664

 

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