Suoni e Visioni in quarant’anni di opere d’arte

A Palazzo della Penna opere di Warhol, Schifano, Peter Blake, Banhart e tanti altri

di Sonia Terzino

www.eosarte.it

03.05.2006

 

Raramente l’arte riesce a scuotere le persone e gli animi. Comunque a volte quest’impresa ardua si realizza.

Così è stato per “Sound & Vision”, la bella mostra organizzata dal Comune di Perugia e curata dal critico d’arte, tra i più apprezzati d’Italia, Luca Beatrice che dal 30 aprile si può ammirare presso gli spazi espositivi di Palazzo della Penna.

Tantissime le persone che hanno preso parte all’inaugurazione, un  pubblico attento e preparato, formato sopratutto da giovani, si è messo silenziosamente in fila per poter vedere un’esposizione unica nel suo genere.

L’evento è di quelli importanti, che sicuramente faranno discutere, ma al quale non si può non riconoscere il suo valore culturale.

Tutto questo grazie alla bravura del giovane Assessore alla cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi e del suo staff che hanno saputo lavorare nella direzione giusta e fare nuovamente del capoluogo umbro un punto importante per l’arte contemporanea.

E’ ancora una volta dalla provincia che sale l’urlo dell’innovazione, e ci vuole coraggio a presentare un evento di questo genere così lontano dalla tradizione culturale della cittadina umbra.

“L’arte – ha detto Andrea Cernicchi – sta andando in questa direzione. Se  vogliamo essere al passo con i tempi dobbiamo confrontarci con questi nuovi linguaggi espressivi. Alle Istituzioni spetta il compito della promozione e della divulgazione della cultura, in modo particolare dopo questa mostra vogliamo iniziare un’attiva collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, per poter dare così visibilità  a tanti nostri giovani artisti”.

Intanto, tra le antiche pareti di Palazzo della Penna, custode già di capolavori come la collezione Gerardo Dottori, fino al 25 giugno si potranno ammirare le opere che nascono dal rapporto tra arti visive e musicisti.

“La nostra storia – spiega Luca Beatrice – inizia nel 1967 quando i Beatles pubblicano “Sgt. Pepper”, l’album della svolta musicale, ma anche quello la cui copertina viene affidata a Peter Blake, contemporaneamente a New York Andy Warhol produce e disegna la copertina del primo album dei Velvet Underground, la famosa “banana”e intanto a Roma Mario Schifano realizza come musicista e come pittore il progetto del super gruppo “Le stelle di Mario Schifano”.

La storia di questa mostra parte da qui. Da quel momento si inizia a parlare del rapporto tra arte e musica in chiave di cultura popolare, mentre prima era un tema che riguardava solo le avanguardie”. Due forme d’arte a confronto  in una mostra di grande spessore che lo stesso Beatrice definisce  come una delle esposizioni più importanti da lui realizzate.

“E’ un rapporto ambivalente – dice ancora il critico d’arte torinese – l’arte visiva dona alla musica pop legittimità culturale, e ne riceve popolarità basti pensare a John Lennon e Yoko Ono. Si passa dunque per la New York decadente degli anni settanta, per arrivare al vitalismo dell’epoca dei graffitismi e per l’importante contributo dato dalla fotografia, fino al videoclip e al “crossover globale che è l’oggi”.

Un capitolo a parte dell’esposizione è riservato all’arte italiana. “In una mostra sul nostro territorio – afferma Beatrice – seppur proiettata nel panorama mondiale, non potevamo non tener conto delle esperienze anche se marginali dei rapporti attivi tra musicisti e artisti visivi nazionali”.

Un viaggio insolito, che nella città di Umbria Jazz, della musica internazionale, porta con se un vento di grande innovazione anche nel campo dell’arte figurativa.

Così tra le antiche pareti di Palazzo della Penna si può ammirare la “Marilyn” di Andy Warhol, l’arresto di Mick Jagger dipinto da Richard Hamilton, oppure i “Fag Pacckets” di Peter Blake, le foto di Timothy Grenfield-Sanders e Robert Mapplethorpe che ritraggono Lou Reed e Patty Smith, ma anche il “glamour” con David La Chapelle e Anton Corbijn, per arrivare al crossover della cultura globale.

Con questa mostra Perugia si conferma ancora una volta un punto importante nel panorama dell’arte contemporanea, una città con una lunga tradizione culturale alle spalle, che finalmente ha riscoperto il suo ruolo, che ha portato in superficie la sua anima più vera, un luogo dove da sempre  si confrontano le culture di tutto il mondo. Una mostra allestita in maniera magistrale dove il moderno e l’antico si incontrano in un magico gioco di suoni, di luci e di colori.

L’esposizione si può visitare fino al 25 giugno tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 

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