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Un capolavoro di Turner lascia l’Italia |
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Pochi giorni sono passati da quando un articolo del quotidiano Libero (3-2- 2006) denunciava il “volo” intrapreso da un capolavoro di Turner verso New York e precisamente verso la prestigiosa Casa d’Aste Christies, 20 Rockfeller Plaza.
Fin qui nulla di male, se non fosse che lo straordinario quadro si trovava, guarda caso in Italia, in una collezione privata bergamasca. E allora qui entra in gioco il problema dei “mali culturali” che affliggono il nostro Paese. A ragione Vittorio Sgarbi lamentava, in un intervista rilasciata sul quotidiano, la scarsa attenzione dei nostri funzionari, che si sono fatti soffiare un’opera non solo di altissimo livello qualitativo che in asta parte già da una stima di 15 milioni di dollari, ma soprattutto un’opera che si inquadrava perfettamente in un contesto come quello italiano. Innanzitutto perché il soggetto rappresenta La Giudecca, la Salute e San Giorgio e poi perché durante i suoi tre soggiorni in Italia nel 1819, 1828 e 1840, Turner realizzò moltissimi acquarelli, ma pochissime tele ad olio, di cui invece l’esemplare bergamasco costituisce una preziosa nonché rara documentazione. Ancora più grave è anche il fatto che l’artista inglese sarà il protagonista di una mostra in Italia, che si aprirà il prossimo ottobre a nel Museo di Santa Giulia di Brescia, dove sicuramente brucerà l’assenza di questo straordinario capolavoro: come non trattenere un sussulto davanti a quella materia pittorica manipolata dall’artista così sapientemente da bruciare sotto i tocchi, quasi incandescenti, di un pennello che, anticipando l’epoca a venire, rasenta quasi l’astrazione . E poi la luce, quella luce che solo Turner riuscirà a descrivere in tutti i suoi palpiti attimali, infuocata e drammatica nei tramonti, melanconica e tempestosa durante i temporali, incredibilmente vera quando si riflette nelle acque increspate dell’amata laguna veneziana. Incredibile anche quel sapiente gioco di controluce , che riesce a scandire i diversi piani della tela, differenziando le trasparenti architetture dello sfondo, ombre evanescenti pronte a sparire nel cielo bagnato di una tenera luce rosata, dalle imbarcazioni in primo piano, diluite in una miscela di toni, che sfumano delicatamente dall’azzurro violetto al verde acido. La tela dello scandalo, ancora una volta, ha messo in evidenza la cattiva gestione del nostro patrimonio culturale, spesso incompreso o ancora peggio svenduto al miglior offerente. E pensare che adesso il quadro di Turner già troneggia nel sito di Christies, attirando gli sguardi di migliaia di avidi compratori. Non ci resta che aspettare, con rabbia e malinconia, il 6 aprile, giorno in cui si svolgerà la battutta d’asta di Christies a New York. Malvagia ironia della sorte: proprio in questi giorni si è deciso, sulla base degli accordi tra il Ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione e il direttore del Metropolitan Museum di New York, Philippe de Montebello, che da New York prenderanno il volo preziosi reperti antichi, che il Museo americano dopo decenni si impegna a restituire all’Italia.
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