Firenze, Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, 15 settembre 2006 – 5 novembre 2006,

Botticelli, Verrocchio e oltre
Disegni italiani del Quattrocento dalle collezioni reali di Dresda

In mostra presso l' Istituto Universitario Olandese  una cinquantina di disegni datati dagli inizi del Quattrocento fino ai primissimi del Cinquecento, di un periodo precoce e tra i più affascinati e suggestivi dal punto di vista artistico, di artisti provenienti dai vari ambiti regionali italiani, finora poco conosciuti e per la maggior parte inediti, entrati a far parte delle collezioni dei principi di Sassonia tra il Settecento e l’Ottocento.

Tra le novità  più importanti vi è lo studio per la Testa di un bambino di Sandro Botticelli, o il Suonatore di flauto di Lorenzo Costa

Di Barbara Rosati

www.eosarte.it

data : 17.09.2006

 
 
É una “mostra di raffinatezza e di pace”, come l’ha definita la sua curatrice, Lorenza Melli, quella che si è inaugurata presso l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte.
“Di raffinatezza” perché ad essere esposti sono una cinquantina di disegni datati dagli inizi del Quattrocento fino ai primissimi del Cinquecento, di un periodo precoce e tra i più affascinati e suggestivi dal punto di vista artistico, di artisti provenienti dai vari ambiti regionali italiani, finora poco conosciuti e per la maggior parte inediti, entrati a far parte delle collezioni dei principi di Sassonia tra il Settecento e l’Ottocento.
“Di pace” perché questa è l’atmosfera che si respira presso l’Istituto Olandese di Storia dell’Arte di Firenze, situato in mezzo al verde delle colline di Firenze, appena sotto il Poggio Imperiale, dove ormai decennale è la sua tradizione espositiva di grafica.
 
La mostra, intitolata Botticelli, Verrocchio e oltre. una cinquantina di disegni datati dagli inizi del Quattrocento fino ai primissimi del Cinquecento, di un periodo precoce e tra i più affascinati e suggestivi dal punto di vista artistico, di artisti provenienti dai vari ambiti regionali italiani, finora poco conosciuti e per la maggior parte inediti, entrati a far parte delle collezioni dei principi di Sassonia tra il Settecento e l’Ottocento, presenta per la prima volta in assoluto il prezioso fondo di disegni tardogotici e rinascimentali conservati nel Kupferstich-Kabinett der Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, una delle più ricche collezioni di opere d’arte su carta nel mondo.
 
Quella che viene presentata è una mostra “difficile”, in quanto l’esperienza insegna che le mostre di grafica sono per lo più visitate da un pubblico selezionato e scelto, tuttavia non dobbiamo immaginarci un’esposizione di oggetti austeri e monocromatici. Essi, anzi, ci ammaliano proprio per la loro vivacità. Vivace è infatti la varietà di materiali utilizzati dagli artisti per mettere su carta i propri pensieri, progetti e ricordi, ricorrendo ampiamente sia alle punte metalliche, costituite da leghe d’argento, di piombo, di stagno, a volte d’oro, sia alle penne e ai pennelli con vari tipi d’inchiostri, ottenuti dalla cenere, dalle galle di quercia e dal fumo; vivace è l’impiego delle caratteristiche ‘carte preparate’, cadute in disuso all’inizio del Cinquecento, su cui prima di essere disegnate veniva stesa una tempera colorata sul fondo per far risaltare gli effetti luministici delle pennellate di bianco di piombo; vivace è lo stile dei diversi artisti, ora chiaro e lineare, ora scattante e nervoso.
 
È sicuramente con estremo piacere che questa mostra viene oggi accolta a Firenze, sia perché fornisce l’occasione per far rientrare, sebbene purtroppo per poco tempo, questi disegni italiani nella loro patria, promuovendone l’opportuna divulgazione, sia perché, contrariamente a quanto affermò alcuni anni fa un noto storico dell’arte italiano, come ha ricordato il direttore dell’Istituto Olandese Bert W. Meijer, c’è ancora molto d scoprire in merito ai disegni degli antichi maestri. L’esposizione di questo nucleo di disegni non molto grande, ma estremamente significativo, che da vari secoli si trova a Dresda ne dà la prova. Per la maggior parte infatti i singoli pezzi erano ancora da ricondurre ai loro autori o all’area di origine ed alla situazione nella quale o per la quale sono stati disegnati.   
 
Il Deutsche Forschungsgemeinschaft (Centro Nazionale per la Ricerca tedesco), con l’appoggio del Kunsthistorisches Institut in Florenz (Max-Planck-Institut), ha permesso, tramite il suo contributo finanziario, la catalogazione sistematica e critica di questo fondo di Dresda, affidata a Lorenza Melli, da tempo specializzata nello studio dei disegni italiani antichi. Grazie alla sua notevole competenza Lorenza Melli, che ha condotto i suoi studi a partire dal dicembre 2002, ha ottenuto risultati veramente sorprendenti che si manifestano in un cospicuo numero di nuove ed importanti attribuzioni, avvalorate dal confronto con un piccolo nucleo di fogli di proprietà del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, anch’essi esposti in mostra.
 
Lungo il percorso espositivo siamo accompagnati a compiere un viaggio immaginario nell’Italia del Quattrocento attraverso le tracce lasciate dagli artisti sulle carte. I disegni (capolavori e fogli di bottega, studi preparatori, schizzi, disegni dal modello, derivazioni e copie) sono presentati con uno svolgimento cronologico e geografico articolato in tre ambiti geografico-culturali di riferimento, l’area padana, toscana, e umbro laziale. L’area padana-lagunare è rappresentata a Bologna da fogli di Giovanni da Modena, Lorenzo Costa, Francesco Francia e Raimondi, a Verona e Padova da Stefano da Verona, Parenzano, Falconetto, la scuola lombarda da Agostino da Lodi e dall’ambito bramantesco, quella veneziana dal Carpaccio e Basaiti. La scuola fiorentina, la più rappresentata, da Benozzo Gozzoli, Verrocchio, Botticelli, Filippino Lippi e Ghirlandaio, mentre l’area umbro-laziale da Signorelli, Pinturicchio, Berto di Giovanni, la bottega peruginesca e Antoniazzo Romano.
 
Come si è detto, molti dei nomi di questi artisti vengono proposti per la prima volta. Tra le novità  più importanti vi è lo studio per la Testa di un bambino di Sandro Botticelli, o il Suonatore di flauto di Lorenzo Costa, precedentemente attribuito ad un anonimo, l’affascinante foglio su carta preparata in blu con Storie di Giuseppe che, grazie ad un appunto del prof. Lucco letto dalla Melli in una fototeca di Londra, è stato oggi verosimilmente attribuito all’artista veneto Marco Basaiti, o ancora i due Gruppi di committenti inginocchiati assegnati fino alla fine del secolo scorso all’area lombarda ed oggi restituiti a quella umbro-marchigiano-laziale, e più precisamente ad Antoniazzo Romano. Fogli di grande qualità che vanno ad affiancarsi ai bellissimi e più famosi disegni della Madonna di Verrocchio, dove è possibile ammirare la nascita dell’arte dello sfumare le ombre, o gli Studi di figura di Lippi e Signorelli.
 
Infine vengono presentati alcuni fogli particolarmente significativi che finora erano ritenuti del XV secolo, ma che sono stati riconosciuti non pertinenti al periodo considerato o all’ambito italiano.
 
Nel catalogo, oltre alle proposte attribuzionistiche dei disegni, è presentato un approccio particolarmente attento alle problematiche tecniche e materiche per le quali si è fatto ricorso ad una estesa campagna di indagini scientifiche nei Laboratori di restauro del Kupferstich-Kabinett e della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.
 
La mostra merita dunque di essere visitata, ma accettate un consiglio: non andate con vestiti estivi, perché le temperature consigliate per la conservazione di disegni antichi sono notevolmente basse!

Info:

Sede espositiva: Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, Viale Torricelli, 5 – Firenze, 15 settembre 2006 – 5 novembre 2006, tel. 055 221612, fax 055 221106  mail: iuo@iuo.iris.firenze.it - sito: www.iuoart.org         

Enti promotori: Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, Firenze  

Kupferstich-Kabinett, Staatliche Kunstsammlungen  Dresden.

Curatrice mostra e autrice catalogo: Lorenza Melli.

Catalogo: Casa editrice Centro Di (collana dell’Istituto Olandese Italia e i Paesi Bassi. Cataloghi).

Orario: 11.00 - 18.00, lunedì chiuso.

Biglietto: intero € 5,00; ridotto € 3,50; gruppi (min. 10-max.15 persone su prenotazione) € 4,00; ingresso gratuito bambini fino a 6 anni

Prenotazione gruppi: da lunedì a venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00

Ufficio Stampa: Camilla Speranza, 12, via de’ Coverelli - 50125 Firenze - Tel./Fax 055 217265 - Tel. 333 5315190

e-mail: camilla.speranza@virgilio.it

 

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