-
-
- É una “mostra di raffinatezza e
di pace”, come l’ha definita la sua curatrice, Lorenza Melli, quella
che si è inaugurata presso l’Istituto Universitario Olandese di
Storia dell’Arte.
-
“Di
raffinatezza” perché ad essere esposti sono una cinquantina di
disegni datati dagli inizi del Quattrocento fino ai primissimi del
Cinquecento, di un periodo precoce e tra i più affascinati e
suggestivi dal punto di vista artistico, di artisti provenienti dai
vari ambiti regionali italiani, finora poco conosciuti e per la
maggior parte inediti, entrati a far parte delle collezioni dei
principi di Sassonia tra il Settecento e l’Ottocento.
- “Di pace” perché questa è
l’atmosfera che si respira presso l’Istituto Olandese di Storia
dell’Arte di Firenze, situato in mezzo al verde delle colline di
Firenze, appena sotto il Poggio Imperiale, dove ormai decennale è la
sua tradizione espositiva di grafica.

-
- La mostra, intitolata
Botticelli, Verrocchio e oltre. una cinquantina di disegni datati
dagli inizi del Quattrocento fino ai primissimi del Cinquecento, di
un periodo precoce e tra i più affascinati e suggestivi dal punto di
vista artistico, di artisti provenienti dai vari ambiti regionali
italiani, finora poco conosciuti e per la maggior parte inediti,
entrati a far parte delle collezioni dei principi di Sassonia tra il
Settecento e l’Ottocento, presenta per la prima volta in assoluto il
prezioso fondo di disegni tardogotici e rinascimentali conservati
nel Kupferstich-Kabinett der Staatliche Kunstsammlungen di Dresda,
una delle più ricche collezioni di opere d’arte su carta nel mondo.
-
- Quella che viene presentata è
una mostra “difficile”, in quanto l’esperienza insegna che le mostre
di grafica sono per lo più visitate da un pubblico selezionato e
scelto, tuttavia non dobbiamo immaginarci un’esposizione di oggetti
austeri e monocromatici. Essi, anzi, ci ammaliano proprio per la
loro vivacità. Vivace è infatti la varietà di materiali utilizzati
dagli artisti per mettere su carta i propri pensieri, progetti e
ricordi, ricorrendo ampiamente sia alle punte metalliche, costituite
da leghe d’argento, di piombo, di stagno, a volte d’oro, sia alle
penne e ai pennelli con vari tipi d’inchiostri, ottenuti dalla
cenere, dalle galle di quercia e dal fumo; vivace è l’impiego delle
caratteristiche ‘carte preparate’, cadute in disuso all’inizio del
Cinquecento, su cui prima di essere disegnate veniva stesa una
tempera colorata sul fondo per far risaltare gli effetti luministici
delle pennellate di bianco di piombo; vivace è lo stile dei diversi
artisti, ora chiaro e lineare, ora scattante e nervoso.
-
-
È
sicuramente con estremo piacere che questa mostra viene oggi accolta
a Firenze, sia perché fornisce l’occasione per far rientrare,
sebbene purtroppo per poco tempo, questi disegni italiani nella loro
patria, promuovendone l’opportuna divulgazione, sia perché,
contrariamente a quanto affermò alcuni anni fa un noto storico
dell’arte italiano, come ha ricordato il direttore dell’Istituto
Olandese Bert W. Meijer, c’è ancora molto d scoprire in merito ai
disegni degli antichi maestri. L’esposizione di questo nucleo di
disegni non molto grande, ma estremamente significativo, che da vari
secoli si trova a Dresda ne dà la prova. Per la maggior parte
infatti i singoli pezzi erano ancora da ricondurre ai loro autori o
all’area di origine ed alla situazione nella quale o per la quale
sono stati disegnati.
-
- Il Deutsche
Forschungsgemeinschaft (Centro Nazionale per la Ricerca tedesco),
con l’appoggio del Kunsthistorisches Institut in Florenz (Max-Planck-Institut),
ha permesso, tramite il suo contributo finanziario, la catalogazione
sistematica e critica di questo fondo di Dresda, affidata a Lorenza
Melli, da tempo specializzata nello studio dei disegni italiani
antichi. Grazie alla sua notevole competenza Lorenza Melli, che ha
condotto i suoi studi a partire dal dicembre 2002, ha ottenuto
risultati veramente sorprendenti che si manifestano in un cospicuo
numero di nuove ed importanti attribuzioni, avvalorate dal confronto
con un piccolo nucleo di fogli di proprietà del Gabinetto Disegni e
Stampe degli Uffizi, anch’essi esposti in mostra.
-
- Lungo il percorso espositivo
siamo accompagnati a compiere un viaggio immaginario nell’Italia del
Quattrocento attraverso le tracce lasciate dagli artisti sulle
carte. I disegni (capolavori e fogli di bottega, studi preparatori,
schizzi, disegni dal modello, derivazioni e copie) sono presentati
con uno svolgimento cronologico e geografico articolato in tre
ambiti geografico-culturali di riferimento, l’area padana, toscana,
e umbro laziale. L’area padana-lagunare è rappresentata a Bologna da
fogli di Giovanni da Modena, Lorenzo Costa, Francesco Francia e
Raimondi, a Verona e Padova da Stefano da Verona, Parenzano,
Falconetto, la scuola lombarda da Agostino da Lodi e dall’ambito
bramantesco, quella veneziana dal Carpaccio e Basaiti. La scuola
fiorentina, la più rappresentata, da Benozzo Gozzoli, Verrocchio,
Botticelli, Filippino Lippi e Ghirlandaio, mentre l’area
umbro-laziale da Signorelli, Pinturicchio, Berto di Giovanni, la
bottega peruginesca e Antoniazzo Romano.
-
-
Come
si è detto, molti dei nomi di questi artisti vengono proposti per la
prima volta. Tra le novità più importanti vi è lo studio per la
Testa di un bambino di Sandro Botticelli, o il Suonatore di flauto
di Lorenzo Costa, precedentemente attribuito ad un anonimo,
l’affascinante foglio su carta preparata in blu con Storie di
Giuseppe che, grazie ad un appunto del prof. Lucco letto dalla Melli
in una fototeca di Londra, è stato oggi verosimilmente attribuito
all’artista veneto Marco Basaiti, o ancora i due Gruppi di
committenti inginocchiati assegnati fino alla fine del secolo scorso
all’area lombarda ed oggi restituiti a quella
umbro-marchigiano-laziale, e più precisamente ad Antoniazzo Romano.
Fogli di grande qualità che vanno ad affiancarsi ai bellissimi e più
famosi disegni della Madonna di Verrocchio, dove è possibile
ammirare la nascita dell’arte dello sfumare le ombre, o gli Studi di
figura di Lippi e Signorelli.
-
- Infine vengono presentati
alcuni fogli particolarmente significativi che finora erano ritenuti
del XV secolo, ma che sono stati riconosciuti non pertinenti al
periodo considerato o all’ambito italiano.
-
- Nel catalogo, oltre alle
proposte attribuzionistiche dei disegni, è presentato un approccio
particolarmente attento alle problematiche tecniche e materiche per
le quali si è fatto ricorso ad una estesa campagna di indagini
scientifiche nei Laboratori di restauro del Kupferstich-Kabinett e
della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.
-
- La mostra merita dunque di
essere visitata, ma accettate un consiglio: non andate con vestiti
estivi, perché le temperature consigliate per la conservazione di
disegni antichi sono notevolmente basse!
Info:
Sede espositiva:
Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, Viale Torricelli, 5
– Firenze, 15 settembre 2006 – 5 novembre 2006, tel. 055 221612, fax
055 221106 mail:
iuo@iuo.iris.firenze.it - sito:
www.iuoart.org
Enti promotori:
Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, Firenze
Kupferstich-Kabinett, Staatliche Kunstsammlungen Dresden.
Curatrice mostra e
autrice catalogo: Lorenza Melli.
Catalogo: Casa
editrice Centro Di (collana dell’Istituto Olandese Italia e i Paesi
Bassi. Cataloghi).
Orario: 11.00 -
18.00, lunedì chiuso.
Biglietto: intero
€ 5,00; ridotto € 3,50; gruppi (min. 10-max.15 persone su prenotazione)
€ 4,00; ingresso gratuito bambini fino a 6 anni
Prenotazione
gruppi: da lunedì a venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00
Ufficio Stampa:
Camilla Speranza, 12, via de’ Coverelli - 50125 Firenze - Tel./Fax 055
217265 - Tel. 333 5315190
e-mail:
camilla.speranza@virgilio.it
|