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Antonello Governale è stato riconfermato di
recente Presidente dell'Asamas, e pochi giorni prima aveva pubblicato
nel sito dell'associazione,
www.asamas.it,
un interessante intervento che riportiamo integralmente, sul ruolo
dell'antiquario rispetto ai forti cambiamenti del mercato, ove internet
rappresenta uno degli elementi determinanti.
La
realizzazione dei siti della FIMA e dell’ Associazione Sindacale
Antiquari e Mercanti D’Arte Siciliani comprendenti l’elenco degli
iscritti, il loro indirizzo, la loro specializzazione, la loro realtà
operativa, rappresenta, tra l’altro, l’impegno di un numero di antiquari
italiani ad adottare nuove realtà tecnologiche, oggi fondamentali per
l’esercizio del nostro lavoro.
In tal modo anche coloro che si trovano localmente più decentrati
rispetto ai centri più importanti del commercio antiquario europeo,
appartenenti a sindacati regionale o provinciali aderenti alla
Federazione, potranno partecipare più attivamente alle realtà di un
mercato che dilata i propri confini, acquisendo la percezione immediata
di essere parte vitale di una struttura federale nazionale che li
rappresenta nel loro lavoro e che pur consorziando realtà locali spesso
diverse per cultura, tradizioni e tessuto sociale ed economico, vuole
essere sensibile alle esigenze di tutti. Aderiscono infatti operatori
diversi legati tutti da un unico denominatore comune: la passione per il
proprio lavoro e l’amore per l’arte, l’ansia per una ricerca senza sosta
ed il bisogno viscerale di arricchire sempre più le proprie conoscenze.
Così, tramite il proprio lavoro, nel legittimo commercio dei beni e
nello scambio, gli antiquari potranno pervenire ad orizzonti sempre
più vasti ed a conoscenze più profonde svolgendo, nel contempo,
l’elevato compito di una maggiore valorizzazione della cultura in genere
e delle culture territoriali e nazionali nel particolare. Potranno così
raccogliersi in tempo reale informazioni indispensabili all’esercizio
dell’attività, conoscere eventi ed accadimenti nazionali ed europei,
interloquire per pareri o consigli e, nella sostanza, rendere più viva e
partecipe l’intera trama nazionale delle gallerie antiquarie, attraverso
un interscambio di notizie od informazioni altrimenti recepite
parzialmente e tardivamente attraverso i media o le comunicazioni
periodiche.
Attraverso lo straordinario strumento mediatico che è Internet, adesso
potrà aversi una visione immediata dell’importanza e del ruolo che la
FIMA svolge nell’ambito del mercato nazionale e della piena legittimità
del proprio ruolo di rappresentante della categoria nazionale degli
antiquari che essa riveste, dal momento che attualmente consorzia 28
sindacati nazionali di categoria che rappresentano ben 953 iscritti, e
potrà così comprendersi meglio il senso ed il significato di una
federazione di sindacati che tenta di rappresentare anche i legittimi
interessi degli antiquari, in un paese ultraprotettivo dei propri beni
culturali quale è l’Italia.
A sua volta la FIMA aderisce anche alla più vasta Confederazione
Internazionale dei Mercanti d’Arte CINOA, che consorzia 31 associazioni
antiquarie in 21 paesi diversi che rappresentano circa 5000 antiquari i
quali svolgono la propria attività con alta professionalità nelle varie
specializzazioni del commercio dei beni d’antiquariato. Tale più vasta
organizzazione accosta, in un più vasto legame ideale, operatori diversi
per culture locali, legislazioni e mercati, tutti impegnati
nell’esercizio della nostra professione e tutti partecipi di una più
vasta realtà che prescinde un ruolo puramente mercantile del lavoro per
cogliere gli aspetti più elevati, relativi alla costante valorizzazione
e ricerca nel campo dei beni culturali.
Tale è uno degli aspetti fondamentali del nostro lavoro, cioè quello di
integrare la valorizzazione del bene culturale da parte delle strutture
pubbliche con un’azione costante ed incisiva di ricerca e studio degli
operatori privati, anch’essi attivamente presenti ed attori nella
creazione di nuove collezioni.
E di conseguenza, tale è anche uno dei principali problemi del nostro
lavoro in Italia: operare con una legislazione oltremodo protettiva dei
beni culturali, che limita notevolmente le contrattazioni commerciali al
di fuori del territorio nazionale allo scopo di far si che le opere
d’arte non abbandonino il paese, e che investe e condiziona anche il
commercio verso l’Europa dei beni culturali di minore importanza, che
privilegia indiscriminatamente lo Stato Italiano con un diritto di
prelazione sulle vendite che esso può sempre esercitare, che fornisce
alle istituzioni pubbliche lo strumento della notifica talvolta usato
impropriamente e che tiene poco conto dell’elevato livello di
professionalità ed impegno della categoria nazionale degli antiquari e
del ruolo da essi svolto nella ricerca identificazione ed acquisizione
all’estero dei beni culturali, ma che in definitiva penalizza
pesantemente gli antiquari italiani che vedono deprezzarsi il valore
commerciale dei beni culturali in loro possesso rispetto a situazioni
similari di colleghi europei, dal momento che essi rischiano di non
riuscire spesso ad ottenerne la libera circolazione nemmeno nell’ambito
del mercato europeo ove dovrebbero poter operare più facilmente con i
vantaggi di un mercato potenzialmente più vasto e per i quali , quindi
un medesimo bene sui loro mercati assume valore superiore.
Se a ciò si aggiunge la crisi economica nazionale maggiormente avvertita
nel nostro paese e se si considera il numeroso e variegato mondo di
coloro che operano nel settore dei beni culturali, dai restauratori ai
vari artigiani, dai corrieri agli intermediari del commercio, dagli
editori agli assicuratori e così via, ci si rende conto come in questo
momento come non mai, occorrerebbero scelte ed iniziative specifiche e
mirate che sostengano la professione degli antiquari italiani
rilanciandone il commercio, ed in tal senso e malgrado tali limitazioni,
ritengo che l’inserimento nel mercato virtuale, vitale ed aperto allo
scambio di opinione e proposte, nel quale gli operatori del settore
possano ritrovarsi ed essere contattati con facilità, nel quale possano
avanzare proposte od iniziative, aprendosi forme di dialogo nuove ma
efficaci tra essi, non possa che essere di giovamento a tutti, anche in
uno spirito di reale e rinnovata collaborazione fra il mondo degli
antiquari e quello delle istituzioni pubbliche.
Ed in tal senso questo sito dell’Associazione Sindacale Antiquari e
Mercanti D’Arte Siciliani rappresenta appunto un invito al dialogo
ed allo scambio di opinioni attraverso le pagine : Comunicazioni e
Contatti , create appunto a tal fine ed attraverso le quale rivolgiamo
un invito ad uno scambio costruttivo di opinioni sulle problematiche del
nostro lavoro.
Il Presidente dell’ASAMAS
Antonello Governale
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