L' antiquario deve essere anche  interprete del cambiamento

Con internet possiamo  pervenire ad orizzonti sempre più vasti ed a conoscenze più profonde svolgendo il  compito di una maggiore valorizzazione della cultura in genere e delle culture territoriali e nazionali nel particolare. Potranno così raccogliersi in tempo reale informazioni indispensabili all’esercizio dell’attività, conoscere eventi ed accadimenti nazionali ed europei.

di Antonello Governale, Presidente dell' Asamas,  Associazione Sindacale Antiquari e Mercanti d'Arte Siciliani

www.eosarte.it

data : 03.08.2006

Antonello Governale è stato riconfermato di recente Presidente dell'Asamas, e pochi giorni prima aveva pubblicato nel sito dell'associazione, www.asamas.it, un interessante intervento che riportiamo integralmente, sul ruolo dell'antiquario rispetto ai forti cambiamenti del mercato, ove internet rappresenta uno degli elementi determinanti.

La realizzazione dei siti della FIMA e dell’ Associazione Sindacale Antiquari e Mercanti D’Arte Siciliani comprendenti l’elenco degli iscritti, il loro indirizzo, la loro specializzazione, la loro realtà operativa, rappresenta, tra l’altro, l’impegno di un numero di antiquari italiani ad adottare nuove realtà tecnologiche, oggi fondamentali per l’esercizio del nostro lavoro.


In tal modo anche coloro che si trovano localmente più decentrati rispetto ai centri più importanti del commercio antiquario europeo, appartenenti a sindacati regionale o provinciali aderenti alla Federazione, potranno partecipare più attivamente alle realtà di un mercato che dilata i propri confini, acquisendo la percezione immediata di essere parte vitale di una struttura federale nazionale che li rappresenta nel loro lavoro e che pur consorziando realtà locali spesso diverse per cultura, tradizioni e tessuto sociale ed economico, vuole essere sensibile alle esigenze di tutti. Aderiscono infatti operatori diversi legati tutti da un unico denominatore comune: la passione per il proprio lavoro e l’amore per l’arte, l’ansia per una ricerca senza sosta ed il bisogno viscerale di arricchire sempre più le proprie conoscenze.


Così, tramite il proprio lavoro, nel legittimo commercio dei beni e nello scambio, gli antiquari potranno pervenire ad orizzonti sempre più vasti ed a conoscenze più profonde svolgendo, nel contempo, l’elevato compito di una maggiore valorizzazione della cultura in genere e delle culture territoriali e nazionali nel particolare. Potranno così raccogliersi in tempo reale informazioni indispensabili all’esercizio dell’attività, conoscere eventi ed accadimenti nazionali ed europei, interloquire per pareri o consigli e, nella sostanza, rendere più viva e partecipe l’intera trama nazionale delle gallerie antiquarie, attraverso un interscambio di notizie od informazioni altrimenti recepite parzialmente e tardivamente attraverso i media o le comunicazioni periodiche.


Attraverso lo straordinario strumento mediatico che è Internet, adesso potrà aversi una visione immediata dell’importanza e del ruolo che la FIMA svolge nell’ambito del mercato nazionale e della piena legittimità del proprio ruolo di rappresentante della categoria nazionale degli antiquari che essa riveste, dal momento che attualmente consorzia 28 sindacati nazionali di categoria che rappresentano ben 953 iscritti, e potrà così comprendersi meglio il senso ed il significato di una federazione di sindacati che tenta di rappresentare anche i legittimi interessi degli antiquari, in un paese ultraprotettivo dei propri beni culturali quale è l’Italia.


A sua volta la FIMA aderisce anche alla più vasta Confederazione Internazionale dei Mercanti d’Arte CINOA, che consorzia 31 associazioni antiquarie in 21 paesi diversi che rappresentano circa 5000 antiquari i quali svolgono la propria attività con alta professionalità nelle varie specializzazioni del commercio dei beni d’antiquariato. Tale più vasta organizzazione accosta, in un più vasto legame ideale, operatori diversi per culture locali, legislazioni e mercati, tutti impegnati nell’esercizio della nostra professione e tutti partecipi di una più vasta realtà che prescinde un ruolo puramente mercantile del lavoro per cogliere gli aspetti più elevati, relativi alla costante valorizzazione e ricerca nel campo dei beni culturali.

Tale è uno degli aspetti fondamentali del nostro lavoro, cioè quello di integrare la valorizzazione del bene culturale da parte delle strutture pubbliche con un’azione costante ed incisiva di ricerca e studio degli operatori privati, anch’essi attivamente presenti ed attori nella creazione di nuove collezioni.

E di conseguenza, tale è anche uno dei principali problemi del nostro lavoro in Italia: operare con una legislazione oltremodo protettiva dei beni culturali, che limita notevolmente le contrattazioni commerciali al di fuori del territorio nazionale allo scopo di far si che le opere d’arte non abbandonino il paese, e che investe e condiziona anche il commercio verso l’Europa dei beni culturali di minore importanza, che privilegia indiscriminatamente lo Stato Italiano con un diritto di prelazione sulle vendite che esso può sempre esercitare, che fornisce alle istituzioni pubbliche lo strumento della notifica talvolta usato impropriamente e che tiene poco conto dell’elevato livello di professionalità ed impegno della categoria nazionale degli antiquari e del ruolo da essi svolto nella ricerca identificazione ed acquisizione all’estero dei beni culturali, ma che in definitiva penalizza pesantemente gli antiquari italiani che vedono deprezzarsi il valore commerciale dei beni culturali in loro possesso rispetto a situazioni similari di colleghi europei, dal momento che essi rischiano di non riuscire spesso ad ottenerne la libera circolazione nemmeno nell’ambito del mercato europeo ove dovrebbero poter operare più facilmente con i vantaggi di un mercato potenzialmente più vasto e per i quali , quindi un medesimo bene sui loro mercati assume valore superiore.


Se a ciò si aggiunge la crisi economica nazionale maggiormente avvertita nel nostro paese e se si considera il numeroso e variegato mondo di coloro che operano nel settore dei beni culturali, dai restauratori ai vari artigiani, dai corrieri agli intermediari del commercio, dagli editori agli assicuratori e così via, ci si rende conto come in questo momento come non mai, occorrerebbero scelte ed iniziative specifiche e mirate che sostengano la professione degli antiquari italiani rilanciandone il commercio, ed in tal senso e malgrado tali limitazioni, ritengo che l’inserimento nel mercato virtuale, vitale ed aperto allo scambio di opinione e proposte, nel quale gli operatori del settore possano ritrovarsi ed essere contattati con facilità, nel quale possano avanzare proposte od iniziative, aprendosi forme di dialogo nuove ma efficaci tra essi, non possa che essere di giovamento a tutti, anche in uno spirito di reale e rinnovata collaborazione fra il mondo degli antiquari e quello delle istituzioni pubbliche.

Ed in tal senso questo sito dell’Associazione Sindacale Antiquari e Mercanti D’Arte Siciliani rappresenta appunto un invito al dialogo ed allo scambio di opinioni attraverso le pagine : Comunicazioni e Contatti , create appunto a tal fine ed attraverso le quale rivolgiamo un invito ad uno scambio costruttivo di opinioni sulle problematiche del nostro lavoro.

 

Il Presidente dell’ASAMAS
Antonello Governale

 

 

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