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PUBBLICATO ON LINE IL 23.04.2006 ( Pagina 1 - Pagina 2 ) La mente di Leonardo
Nel laboratorio del Genio Universale Firenze, Galleria degli Uffizi 28 marzo 2006 – 7 gennaio 2007 Di Barbara Rosati Nonostante Leonardo venga abitualmente definito “genio universale”, le esposizioni a lui dedicate hanno quasi sempre lumeggiato solo un ambito specifico della sua attività: l’arte, l’anatomia, la tecnologia, gli studi d’acqua, oppure del volo, etc. La mostra in questi giorni allestita presso i locali degli Uffizi, dal titolo La mente di Leonardo, propone al visitatore un punto di vista diverso, invitandolo ad esplorare il modo stesso di pensare del genio e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura. Ne risulta un’immagine diversa, che contribuisce a dissolvere l’aura di mistero che ha spesso aleggiato intorno al mito di Leonardo: una mente protesa nella caparbia decifrazione dei processi squisitamente razionali che presiedono ai fenomeni del mondo fisico e ai moti del pensiero, guidata dall’intento di conseguire una perfetta imitazione della natura in disegno e in pittura. Although Leonardo is commonly known as a “universal genius”, the exhibitions dedicated to him have almost always focused on some specific area of his activity: art, anatomy, technology, studies on water, on flight, and so on. The exhibition The Mind of Leonardo offers its visitors a different point of view, inviting them to explore the genius’ very mode of thinking and his unitary conception of knowledge as the effort to assimilate, through bold theoretical syntheses and inventive experiments, the laws that govern all of the wondrous operations of man and nature. This approach gives rise to a different image, one that helps to dissolve the aura of mystery in which the myth of Leonardo has often been shrouded: a mind tenaciously endeavouring to decipher the rational processes that animate the phenomena of the physical world as well as the “motions of thought”, driven by the desire to achieve a perfect imitation of nature in drawing and painting. Correva l’anno 1775 quando per volontà riformatrice del Granduca Pietro Leopoldo sorse a Firenze il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale, ovvero il Museo della Specola. L’unità secolare di arte e scienza, che aveva fino ad allora caratterizzato il museo degli Uffizi, rutilante Wunderkammer barocca, dove convivevano opere pittoriche, reperti di statuaria antica, armi, porcellane, oggetti spurii, strumenti scientifici e reperti di storia naturale, venne così a spezzarsi lasciando il posto a parametri allestitivi e classificatori che privilegiassero la specializzazione dei singoli settori. Il lungo processo di riassetto degli Uffizi, dovuto in larga misura all’operato illuminato di Luigi Lanzi, trovò compimento nel corso dell’Ottocento, quando il museo assunse quella fisionomia che oggi ci è nota, ossia una pinacoteca in cui i reperti antichi svolgono una funzione esclusivamente ornamentale.
Oggi le testimonianze del culto per le scienze naturali, fisiche e matematiche che animò i granduchi medicei e lorenesi possono essere ammirate presso l’Istituto e Museo di Storia della Scienza, situato nello splendido palazzo Castellani, a due passi dagli Uffizi. In questa sede, tuttavia, fino al 7 gennaio del prossimo anno, i visitatori della Galleria degli Uffizi troveranno sale dove la pittura è quantomeno marginale, mentre largo spazio è dato a testimonianze di esperimenti scientifici, studi, progetti, disegni, progettazione di macchinari etc.
Firenze non è tornata sui suoi passi e gli Uffizi continueranno ad essere una pinacoteca, ma quale luogo migliore poteva ospitare la mostra su una delle personalità più misteriose e seducenti del Rinascimento italiano? Leonardo da Vinci. È questo il nome del protagonista di questa mostra. E pronunciandolo già dobbiamo correggerci: non “una delle personalità”, ma “la personalità”, e non del “Rinascimento italiano”, ma “dell’universo conosciuto”.
La mostra, curata da Paolo Galluzzi, Direttore dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza, e promossa dall’Istituto stesso, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, porta infatti il titolo “La mente di Leonardo. Nel laboratorio del Genio Universale”, ed inaugura la 28ª Esposizione d’Arte del Consiglio d’Europa Universal Leonardo, diretta dal prof. Martin Kemp.
Firenze aveva già ospitato nel 1980 la 16ª Esposizione d’Arte del Consiglio d’Europa, dal titolo “Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del 500”, ed è un grande onore per lei essere stata scelta anche questo anno da questa organizzazione politica, la più antica del continente, che dal 1954 organizza esposizioni d’arte con lo scopo di diffondere e far apprezzare la cultura europea e di stimolare la ricerca storico scientifica e della storia dell’arte, contemplando fra i suoi obiettivi lo sviluppo di un’identità europea, basata su valori condivisi, che trascendono le diversità culturali.
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