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06.05.2006

Aste internazionali, New York

Picasso vince ancora e batte Van Gogh.

E la nostra arte antica?

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

The Picasso painting "portrait of Dora Maar" has beaten van Gogh "the Arlesienne, madame Ginoux" 85 to 36 (millions of dollars).

This is the surprising result of the New York Sotheby's and Christies competition that many in the art world were waiting for since a few weeks.

A New York se ne parlava da tempo, tutti aspettavano con trepidazione quella che era giudicata la "grande sfida" tra quei due campioni, che tengono sempre con il fiato sospeso i mercanti di tutto il mondo, facendo lievitare a loro piacimento, ogni volta che lo desiderano, il mercato dell'arte: van Gogh e Picasso.

Ed ecco che dopo il sorprendente risultato raggiunto da un quadro di Picasso, Il ritratto di Dora Maar, battuto nella sede newyorkese di Sotheby's per ben 85 milioni di dollari (diritti di asta esclusi), vogliamo anche con i nostri lettori fare qualche piccola riflessione sul mercato dell'arte moderna e contemporanea, leader ormai indiscusso dei nuovi record di asta.

Picasso, sempre lui: il record mondiale del mondo dell'arte spetta a un altro capolavoro del maestro, Ragazzo con la pipa, venduto da Sotheby's solo due anni fa alla modica cifra di 104 milioni di dollari. Seguiva a poca distanza van Gogh con il suo Ritratto del dr. Gachet , che fu battuto nel 1990 per 82,5 milioni di dollari, rivelandosi il secondo quadro più costoso della storia.

Cifre da capogiro, che però confermano Picasso come l'unico e vero vincitore, che riesce a scalzare anche van Gogh, relegandolo al terzo posto e conquistando invece il podio con la prima e la seconda posizione.

La vendita di Sotheby's ha seguito di appena due giorni quella di Christie's, dove martedì uno dei pochi quadri di van Gogh ancora in mani private, l'Arlesienne, Madame Ginoux, è stato battuto per poco più di 36 milioni di dollari (diritti di asta esclusi), deludendo forse le aspettative degli addetti ai lavori di Christie's.

Forse si rigirerà nella tomba Durand- Ruel, costretto in vita a indebitarsi per comprare i quadri dei suoi amati impressionisti, se avesse saputo che nell'asta di Sotheby's un dipinto di Monet, Near Montecarlo, è stato venduto per 5 milioni di dollari, mentre un Renoir, Flowers and fruits per 2,8 milioni.

L'elenco sarebbe lungo, ma prendo spunto da questo ultimo avvenimento per riflettere sulle incredibili "impennate" raggiunte negli ultimi tempi dalle opere di alcuni artisti, specie se si tratta di autori viventi.

Picasso a parte, vorrei soffermarmi infatti sulle opere di un Damien Hirst o di un Maurizio Cattelan, forse i nuovi Picasso che l'era moderna ci ha consegnato.

Certo è che secondo la Rich list del "Sunday Times", la classifica annuale dei 100 uomini più ricchi di Gran Bretagna e Irlanda, Hirst vanterebbe un patrimonio di 150 milioni di euro. Forse troppo, ci chiederemo, per chi fa arte con pecore e squali in formalina o con mucche squartate e scheletri di animali? Eppure il mercato gli dà ragione, se pensiamo che il suo famoso "squalo" è stato venduto l'anno scorso a 7,5 milioni di sterline. E anche Francois Pinault, il re del lusso e delle firme (Balenciaga, Gucci, Christie's, Printemps), ha riservato un intero salone del nuovo e ristrutturato Palazzo Grassi a Hirst.

E proprio dalla fucina di Palazzo Grassi arrivano gli avvertimenti di quelle che saranno le nuove tendenze, quelle che non tramonteranno mai: dopo la mostra attualmente in corso Where are we going?, dedicata a 200 lavori di 49 artisti, la maggior parte dei quali fanno parte della collezione di 2000 esemplari di Pinault, tra le massime sul versante contemporaneo e dedicata in particolare all'arte americana e italiana, le prossime iniziative saranno dedicate non a caso a Picasso, all'Arte Povera e all'Europa nel 1967.

E la nostra arte antica, mi chiedo? Forse dimenticata e abbandonata dai collezionisti d'oltralpe e non più protagonista del circuito dei mercanti e delle case d'asta? Eppure questo è il mercato dell'arte odierno e questo sono i valori che dobbiamo tenere a mente: a fine mese sarà battuto nella sede milanese di Sotheby's un ciclo di tele di Giambattista Tiepolo; gli esperti sperano di toccare almeno 5 milioni di euro. Sarà un risultato forse eclatante, lo auguriamo, ma eclatante per il mercato taliano.

Con il sistema-paese che abbiamo, riferito al mercato dell’arte, i risultati non possono essere che questi.

Ma come, ricordava giustamente un giornalista de la Repubblica, solo un sesto di una Marilyn di Andy Warhol e meno di un dipinto di Richter?

 

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