Roma: anteprima mondiale per il Caravaggio della Regina

Riscoperto per merito di uno storico dell’arte italiano, aggiungiamo con un pizzico di orgoglio: Maurizio Marini che, per più di trenta anni ha studiato l’opera, la cui scoperta è avvallata ora anche da Denis Mahon – consigliere della regina Elisabetta II - da Mina Gregori e Vittorio Sgarbi che, già alcuni mesi or sono, pubblicava la tela come autografa.

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

 

 

www.eosarte.it

data : 21.11.2006

 

 

 

 

 

 

 

 

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, fa parlare sempre di sé e il suo nome, anche a distanza di tanti anni, accende polemiche che si spengono, come in questa ultima vicenda, dopo più di un secolo.

Questa volta l’attenzione del pubblico e degli storici dell’arte è rivolta ad uno splendido quadro, che raffigura la Vocazione dei santi Pietro e Andrea, dimenticato nei magazzini delle collezioni reali di Hampton Court Palace e, dopo trenta mesi di restauro, visibile in anteprima mondiale a Roma, nell’Ala Mazzoniana della Stazione Termini. Da sempre al centro di accesi dibattiti, l’ attribuzione del quadro è stata molto tormentata: solo dopo un’accurata pulizia e un prezioso restauro che ne ha riportato alla luce le cromie originali, l’autografia caravaggesca è stata data per certa.

Merito di uno storico dell’arte italiano, aggiungiamo noi con un pizzico di orgoglio: Maurizio Marini che, per più di trenta anni ha studiato l’opera, riportando alla storia e alla luce quello che ingiustamente era stato dimenticato.

La tela infatti era conservata nei depositi delle collezioni reali e, a causa delle pessime condizioni in cui versava, era ritenuta da gran parte della critica una copia. Marini però, illustre studioso di Caravaggio, profondo e acuto conoscitore dei segreti dell’artista, non si è arreso e, scontrandosi anche contro la critica più consolidata, ha convinto il soprintendente delle collezioni reali di Hampton Court a restaurare l’opera. Marini ha sfidato colossi della storia dell’arte come Longhi, che ne interpretò il soggetto, ma non ne riconobbe l’autografia; una tesi confermata anche nel lontano 1985 da Mina Gregori.

Un particolare però, che non era sfuggito all’occhio di Marini, convinse lo studioso a proseguire la sua analisi critica: la presenza di un’aggiunta sulla tela poteva invalidare la convinzione che si trattasse di una copia, poiché i copisti conoscevano le dimensioni alla perfezione. La tela della regina inoltre presentava le incisioni sulla preparazione di fondo e i tipici pentimenti del maestro: valeva quindi la pena rischiare e mettere nuovamente in discussione “il Caravaggio della regina”.

Chissà se il quadro tormentato potrà ora riposare in pace. Certo è che ieri, il gotha internazionale della storia dell’arte ha riconosciuto che si trattava del quadro originale e non di una debole copia: da sir Denis Mahon – consigliere della regina Elisabetta II- alla stessa Mina Gregori, appena tornata da Shangai,  al sempre presente Vittorio Sgarbi che, già alcuni mesi or sono, pubblicava la tela come autografa.

Vale la pena ammirarla, sembra che questa opera non aspetti altro, desiderosa e avida di essere guardata nei suoi nuovi abiti. Straordinaria in quegli squarci di luce e in quelle zone vibranti di ombra, commovente in quell’intreccio di sguardi e di mani palpitanti, rapida nel segno e nei dettagli, come solo la grandezza di un genio sapeva fare. A ragione Sgarbi ha sottolineato che in Caravaggio l’urgenza del pensiero vince sulla sostanza pittorica: “il pensiero è più veloce della pittura” e il pensiero è così violento che in alcuni punti, la pittura sembra sommaria e poco rifinita. Ma forse proprio questa urgenza, che traduce l’intuizione e la grandezza del vero genio, si presta a essere ospitata in uno spazio espositivo ampio e aperto alla fruizione collettiva come quello del “Gate- Termini Art Gallery”, dove i viaggiatori, tra una coincidenza e un’altra, anche con pochi minuti a disposizione, possono conoscere un’altra delle creazioni di colui che non si stanca di essere sempre al centro dei dibattiti.

Notizie utili:

fino al 31 gennaio

tutti i giorni: 10.00-20.00

Ala Mazzoniana della Stazione Termini

Informazioni: tel. 06-48900575

 

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