Roma, trionfo del Barocco

di Isabella de Stefano Giannuzzi Savelli

www.eosarte.it

data : 29.06.2006

Una mostra non facile, neanche per i più appassionati, quella inaugurata da pochi giorni a Castel S. Angelo, Roma barocca. Bernini, Borromini, Pietro da Cortona; una mostra dove il materiale esposto e le sezioni tematiche sono troppo ampie per essere apprezzate da un visitatore frettoloso e distratto.

Mai titolo più appropriato se pensiamo che vanto e primato di Roma è stato proprio il Barocco, inteso come meraviglia, spettacolo e invenzione continua dall’eccezionale forza rivoluzionaria.

La mostra, diretta da Paolo Portoghesi e Marcello Fagiolo, si dipana attraverso un percorso visivo che presenta i luoghi più significativi della Roma barocca attraverso i tre pontificati di Urbano VIII Barberini (1623-1644), Innocenzo X Pamphilj (1644-1655) e Alessandro VII Chigi (1655-1666).

Un periodo relativamente breve in cui però la città di Roma si trasforma, si modella, si plasma, assume quel volto che ancora oggi si imprime indelebile nella mente dei visitatori della Città Eterna.

Una ricerca a tutto campo, il cui fascino si sprigiona soprattutto nella capacità di ricostruire la città con perizia architettonica attraverso una serie di modelli e plastici, da quelli inerenti alla sistemazione di via del Corso e della Fontana dei Fiumi alla lunga stratificazione della “fabrica” di San Pietro, per proseguire poi anche nei progetti delle conosciutissime piazze romane, da piazza Colonna a Piazza di Spagna, a Piazza del Popolo.

Ma il respiro della mostra è ancora più ampio, perché la rassegna non si sofferma solo sul linguaggio architettonico, comunque preponderante anche se mai troppo invasivo, perché getta uno sguardo anche sulle arti decorative, la musica, la scienza e la prospettiva, l’arte maestra dell’illusione barocca.

Non solo quindi le creazioni di indiscussi protagonisti come Bernini, Borromini e Pietro da Cortona dominano la scena, ma partecipano a questo trionfo dei sensi anche preziose “chicche” come la famosa Arpa Barberini, un modello di cembalo in terracotta con divinità marine e il modello al vero della meridiana di Borromini nei giardini del Quirinale.

Barocco e non solo: la mostra si propone, con intenti quasi virtuali, anche di documentare alcune delle più significative sperimentazioni del Barocco interrotto, ovvero tutte quelle opere non realizzate e rimaste sulla carta , vuoi per scelta dei committenti, vuoi per mancanza di risorse.

In mostra quindi anche una Roma “immaginata”, una Roma che non c’è ma di cui ricostruiamo la fisionomia attraverso modelli di grandi dimensioni, che vanno dai tre agli otto metri di ampiezza, come la villa del Pigneto Sacchetti di Pietro da Cortona o il progetto di Pietro da Cortona per un palazzo – fontana a piazza Colonna.

Scenografie complesse, dove l’immaginazione vola nel gioco di curve concave e convesse, cornici mistilinee e spezzate, dove la realtà lascia spazio all’illusione e la mera verità si abbandona alla più fittizia delle finzioni.

Ma su questo nulla da dire, era il secolo del barocco e tutto era lecito.

Informazioni utili:

Roma, Castel S. Angelo

Lungotevere Castello 50

Orario: martedì-domenica, 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00)

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