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Presentate due splendide acquisizioni dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze di Rebecca Romoli |
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Le due opere che sono state presentate ieri, nella Sala delle Colonne in Via Bufalini, alla presenza del Presidente dell’Ente Cassa di Firenze Edoardo Speranza, sono veramente due gioielli. La prima è il ritratto dell’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa dei Medici, attribuito alla cerchia di Anton Domenico Gabbiani e acquistato due anni fa circa dall’Ente Cassa.
Per comprendere la grandiosità dell’opera è necessario ricordare che Maria Luisa dei Medici figlia del Granduca Cosimo III e sorella del Gran Principe Ferdinando andò in sposa nel 1691 al principe Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg di casa Wittelsbach, Elettore Palatino. Dopo la morte del marito nel 1717, l’Elettrice Palatina rientrò a Firenze. E questo ci riporta al dipinto visto che Maria Luisa è ritratta con la corona elettorale, ma in abito nero, quindi è plausibile che l’opera sia stata realizzata a posteriori del 1717.
Decisamente più importante e grandiosa è la cornice di un ampio gusto Rocaille fiorentino sovrastata dallo stemma inquadrato dei Medici e dei Pfalz-Neuburg e la dedica di Niccolò Medici che riporta la data del 1745. Dal momento che Anna Maria Luisa moriva nel 1743, l’omaggio di Niccolò Medici, seguiva dopo due anni con la realizzazione di questa splendida cornice e che di conseguenza utilizzava un ritratto precedente. Per quanto riguarda la dedica, invece, nel testo si allude al testamento che l’Elettrice Palatina fece alla città di Firenze: l’enorme patrimonio di famiglia che ancor oggi costituisce la maggior parte dei tesori d’arte custoditi nei principali musei e gallerie.
Un quadro in cui l’autore raffigura il tratto dell’Arno all’altezza degli Uffizi e documentando l’assetto urbano di quella zona del centro storico, in parte scomparso oggi.
Non si tratta del solito panorama cittadino, perché analizzando il dipinto con maggiore attenzione si può notare che c’è una combinazione di reale ed immaginario, poiché sulla grandiosa terrazza dove si muovono tutti i personaggi e le macchiette ispirate dalla commedia dell’arte persiste qualche dubbio. Tuttavia, però la fastosa imbarcazione accostata alla banchina esisteva veramente e si trattava della “bissona” granducale di rappresentanza. Il dipinto risale agli anni ’60 del settecento, ossia al periodo in cui il Duca di Devonshire visitò il capoluogo toscano , rimanendone totalmente affascinato. Si tratta di una delle due versioni esistenti che furono realizzate in quell’occasione, per l’illustre ospite. Questo quadro di Patch è una delle opere più belle e conosciute dell’artista inglese.
Un particolare interessante di questo splendido pittore inglese è il fatto che quest’ultimo si era specializzato nelle “vedute fiorentine” che gli venivano commissionate dai suoi connazionali in visita alla città o che egli stesso offriva in vendita come ricordo del viaggio. La versione presentata ieri alla stampa è quella più ampia e completa sia per le dimensioni, sia per i dettagli che per il numero delle figure. |
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