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IL PROFUMO – STORIA DI UN ASSASSINO. ODORI INVINCIBILI, FRAGRANZE INQUIETANTI Di Mauro Giovanni Diluca |
data : 25.09.2006 |
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Il
linguaggio asciutto e sanguigno di uno degli scrittori più
solitari del nostro tempo costituisce l’ostacolo peggiore nel
portare il noto romanzo sul grande schermo. Un compito reso più
difficile dal distacco dell’autore che, se dopo quindici anni
finalmente si convince a concedere con una stringatissima
telefonata, i diritti cinematografici, non ha, dal suo
lunghissimo ritiro esistenziale, elargito il più piccolo
consiglio.
La vicenda si svolge nel diciottesimo secolo e narra le gesta di Grenouille, un figlio di nessuno destinato sin dalla nascita alle peggiori sofferenze e condizioni. Tanto da sembrare un miracolo il solo essere scampato, appena partorito, all’abbandono della madre a essere spazzato via insieme alla pattumiera del mercato più pestilenziale di Parigi. Egli invece da subito è galvanizzato dall’odore (puzza diremmo noi, ma per costui non esistono qualità) della vita, e vi si aggrappa strillando, così da condannare subito la madre al patibolo per abbandono di minore. Schiavizzato dalla propietaria dell’orfanotrofio, viene venduto bambino a un conciatore di pelli per pochi soldi, e trattato come una bestia. Inaspettatamente tenace, il giovane sopravvive alle esalazioni e alle fatiche del lavoro, ben rese dal regista, grazie alla sua mancanza totale di emozioni e sentimenti. Grenouille infatti non ha interesse diverso dallo scoprire sempre nuovi odori da scomporre e catalogare. Il resto, gli altri, sè stesso, non esistono o non hanno alcuna importanza.
Un olfatto eccezionale che andrà ad affinare lavorando poi per noti profumieri parigini e provenzali, con l’obiettivo di riprodurre l’odore più esaltante mai annusato, l’estasi dell’incontro con le fragranze della sua prima vittima, una giovane e bellissima popolana che ha ucciso senza volere (ma senza pentirsi)Egli si fa apprendista profumiere con l’unico scopo di imparare l’arte dell’estrazione delle essenze meglio di chiunque altro. Per ottenere l’odore assoluto, dovrà però sacrificare la vita di numerose altre giovani donne, cosa che non esita a fare, nel modo più freddo che si possa immaginare. Purtroppo il film si sofferma abbondantemente, sin dal titolo, su questa parte della storia, francamente molto superficiale e patinata. Le vergini e i papà valorosi che cercano di difenderne la virtù. Il mostro invisibile e incomprensibile perché non violenta le sue vittime. Se all’inizio del film si riesce a entrare bene, quasi quanto il libro, nel ghiaccio e nell’incanto odoroso della vita di Grenouille, è grazie all’uso di un linguaggio realisticamente disturbante e concentrato, senza fronzoli diversi dalla (fastidiosa, ma infine accettabile) voce fuori campo.
Ma il serial-killer non è un ruolo per Grenouille, come si capisce bene dalle pagine de “Il profumo”. L’essenza del personaggio è in realtà molto più sconvolgente di quella evocata dall’essere un omicida di fanciulle indifese. Grenouille semplicemente non esiste. Sopravvivere a condizioni e trattamenti atroci, lo porta a non essere in grado di nutrire sentimenti di alcun genere. E fin qui, non sarebbe una novità. Sapere però, unico fra le infinite forme della realtà, di non avere odori, in altre parole di non essere fisicamente e spiritualmente parte dell’unico mondo conosciuto, è un concetto di ben altro spessore e portata. Questa disgraziata scoperta, fatta dallo stesso Grenouille a un certo punto della vicenda, ha conseguenze estreme per la vita del giovane e per quella di chi ne vuole la testa. Un’angoscia estrema porta dritta al cuore dell’essenza più nefasta, l’odio, per sé e il mondo intero. Malanimo purissimo che, nel cuore di Grenouille, accende incontenibili desideri di rivalsa, brame di dominio e annullamento dell’altro. Così, nel finale, sarà il profumo, l’anima animale, volubile e inconfondibile, a trasformare il demone in angelo, la superbia in prostrazione, l’indifferenza in senualità e estasi. In altre parole, il trionfo della volontà di un essere nato morto, perché senza odore proprio, e la vittoria dell’artificio e della solitudine, di un uomo dalle capacità e dal potere apparentemente infiniti. Scheda: Regia: Tom Tykwer Interpreti: Dustin Hoffman, Ben Whishaw, Alan Rickman, Rachel Hurd-Wood, Corinna Harfouch. Colore, 147 minuti. Produzione Francia, Spagna, Germania, USA Anno: 2006. A Milano
A Roma
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