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Aste, Venezia: importaneti dipinti e disegni di antichi maestri da San Marco |
data : 04.07.2006 |
L’importante
asta organizzata da San Marco Casa d’Aste, la prima di dipinti e
disegni antichi, si terrà domenica 9 luglio presso la prestigiosa
sede del Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi, e consentirà ad un
vasto pubblico di ammirare un eterogeneo gruppo di opere su tavola e su
tela, dall’alta epoca fino al XIX secolo, provenienti dal mercato
antiquariale e appartenute a diverse collezioni private.
Durante la seduta d’asta verranno messi all’incanto 109 lotti, raggruppati per scuole pittoriche di provenienza; top lot dell’asta la Natura morta con cardo, frutta e selvaggina (lotto 75, stima a richiesta), il dipinto di Juan Sánchez Cotán, il padre fondatore della pittura spagnola di natura morta e autore di bodegones che esercitarono una notevole influenza sulla pittura del XVII secolo in Spagna; la tela presentata, in ottimo stato di conservazione e pubblicata nel 1960 da Pontus Grate, costituisce una replica piuttosto puntuale, ma di maggiori dimensioni, del celeberrimo dipinto acquisito nel 1991 dal Museo del Prado, firmato e datato 1602. Al nutrito gruppo di nature morte secentesche di scuola spagnola verranno poi ricondotte le composizioni di Juan de Arellano, Fiori in un cesto di vimini (lotto 70, stima 150.000-200.000 euro), e Pedro de Camprobín, Natura morta con fiori dentro a un canestro (lotto 72, stima 320.000-400.000 euro), nonché la Natura morta con frutta (lotto 71, stima 400.000-600.000 euro) di Tomás Yepes, il massimo rappresentante in area valenciana nel campo della pittura di “fruteros”, e la Natura morta con cardo e finestra su un paesaggio (lotto 73, stima a richiesta) del madrileno Juan Van der Hamen Y León, “el mayor Español que huviera avido de su Arte” (J. Pérez Montalván,1633), tela firmata e datata 1623 e studiata da Pérez Sánchez.
Ad un altro frequentatore della bottega di Rubens, Anton Van Dyck, spetta capolavoro del primo periodo ad Anversa, eseguito verso il 1616-17, lo Studio per una testa d’apostolo (lotto 62, stima 250.000-300.000 euro), olio su carta trasportata su tela pubblicato in due riprese da Erik Larsen; parimenti importante la Sacra Famiglia con San Giovannino di Bartholomaeus Spranger (lotto 66, stima 220.000-350.000 euro), una delle rare prove nel campo della pittura religiosa di un altro artista di Anversa specializzato in composizioni allegoriche e mitologiche, nominato nel 1581 a Praga pittore di corte da Rodolfo II. Ma il nucleo più corposo sarà senz’altro quello della pittura italiana del XVII e XVIII secolo. Fra i numerosi dipinti veneti, oltre alle varie vedute lagunari di Bernardo Canal, Jacob de Joncheer, Vincenzo Chilone, Apollonio Domenichini e Francesco Tironi e alle piacevoli tele di Giovanni Antonio Guardi, Giovan Battista Pittoni e Gregorio Lazzarini, il suggestivo San Giuseppe con il Bambino di Giambattista Piazzetta (lotto 11, stima 170.000-220.000 euro), soggetto molto caro al pittore veneziano, copiato addirittura da Giambattista Tiepolo agli esordi del terzo decennio del secolo.
Accanto alle tele di scuola bolognese di Giuseppe Maria Crespi e Francesco Tiarini spiccheranno poi quelle importantissime, romane, del classicista Carlo Maratta che ritrae Maria Maddalena Rospigliosi (lotto 33, stima 200.000-260.000 euro), del “fiorista” Mario Nuzzi che dipinge il Vaso di fiori (lotto 40, stima 100.000-150.000 euro) e di Francesco Ruschi, pittore formatosi a Roma e molto attivo in Veneto, con le sue tele di sapore barocco raffiguranti La Vanità (lotto 44, stima 140.000-180.000 euro) e Venere piange la morte di Adone (lotto 45, stima 60.000-90.000 euro). Il Sacrificio di Abramo (lotto 46, stima 140.000-180.000 euro), restituito da Nicola Spinosa a Gioacchino Assereto, pittore attivo a Genova alla metà del Seicento, va citato assieme al Giacobbe e il gregge di Labano del conterraneo Grechetto (lotto 43, stima 80.000-110.000 euro) e alla Disputa tra sapienti (lotto 47, stima 150.000-200.000 euro) del periodo giovanile di Bernardo Strozzi, pittore genovese influenzato da Rubens e di Van Dyck, le cui opere erano note nella città natale, dal manierismo tosco-lombardo e del naturalismo di derivazione caravaggesca. Non meno importanti le opere toscane di Rutilio Manetti, formatosi nel clima culturale del tardo manierismo senese di matrice romana, cui spetta la tela con Giuditta porge la testa di Oloferne alla fantesca (lotto 50, stima 220.000-250.000 euro), e del fiorentino Carlo Dolci, che ebbe il merito di saper reagire all’imperante venezianismo alla moda in Toscana nei primi decenni del Seicento, presente con la bella Madonna col Bambino (lotto 41, stima 100.000-120.000 euro). Di area lombarda, infine, il presunto autoritratto di Giacomo Ceruti, il ritratto di gentiluomo di Fra’ Galgario e la Natura morta con due figure di Giacomo Francesco Cipper, pittore austriaco attivo anch’egli nel bergamasco e nel bresciano (lotto 34, stima 160.000-220.000 euro). Tra le tavole a fondo oro del Trecento italiano, in maggior parte toscane, quella del pittore senese Bartolomeo Bulgarini, pittore dalle discusse vicende biografiche, raffigurante una Crocifissione con dolenti (lotto 80, stima 250.000-300.000 euro), quella col Cristo benedicente di Martino di Bartolomeo, già collezione Van Marle a Perugia, pubblicata in più occasioni e messa in relazione al grandioso polittico di Fontebranda, oggi smembrato (lotto 83, stima 150.000-220.000 euro). Alla prima metà del XV secolo risale invece la Madonna col Bambino fra i Santi Biagio, Giovanni Battista, Dorotea e Giacomo Maggiore e angeli del fiorentino Maestro di Montefoscoli (lotto 86, stima 120.000-150.000 euro), già esaminata da Federico Zeri, mentre nel Quattrocento inoltrato vanno collocati i due dipinti di Vittore Crivelli, tra cui la Santa Chiara (lotto 87, stima 120.000-160.000 euro) studiata da Pietro Zampetti nella sua monografia sul pittore veneziano molto attivo nelle Marche; a quest’ultimo studioso si deve anche la restituzione della tavola con la Sacra Conversazione (lotto 92, stima 160.000-180.000 euro) al catalogo del veneziano Vittore Carpaccio, intorno agli ultimi anni del Quattrocento. Di area mantovano-ferrarese, invece, l’importante tavola con Cristo morto con i Santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e un angelo in questa occasione ricondotta al raro pittore Giovan Francesco Manieri, documentato dal 1489 al 1506 (lotto 93, stima 150.000-200.000 euro); di ambito lombardo, invece, i Santi Pietro e Paolo (lotto 94, stima 140.000-200.000 euro) di Stefano de’ Fedeli, pittore direttamente influenzato dall’insegnamento di Vincenzo Foppa e dalla pittura ferrarese che aveva contaminato l’arte della Lombardia sforzesca verso l’ultimo quarto del Quattrocento, e il Cristo e l’adultera di Giampietro Silvio (lotto 101, stima 140.000-180.000 euro), esposto a Mantova nel 2002 nell’ambito della mostra sul collezionismo privato nelle terre dei Gonzaga, così come l’Adorazione dei Magi (lotto 97, stima 240.000-300.000 euro) del belliniano Rocco Marconi. Una nota a parte, infine, su un importante gruppo di dipinti veneti del Cinquecento: il Gesù Bambino e San Giovannino di Paolo Caliari detto il Veronese (lotto 107, stima a richiesta), pubblicato da Filippo Pedrocco e collocato alla fine degli anni Settanta del XVI secolo o all’esordio del decennio successivo; il Sant’Andrea in gloria e angeli (lotto 104, stima 150.000-200.000) firmato dagli “Haeredes Pauli”, i figli di Paolo Veronese Carletto e Gabriele e il fratello Benedetto che, alla morte del maestro (1588) diedero vita ad una società che si proponeneva, come indicava il nome stesso, di far vivere l’eredità artistica paolesca; il San Giovanni in Patmos di Jacopo Tintoretto (lotto 108, stima 280.000-350.000 euro), importante dipinto pubblicato per la prima volta dal von der Berken nel 1924, quando faceva parte della collezione Von Nemes a Monaco di Baviera e in seguito nelle moderne monografie di De Vecchi (1970), Pallucchini e Rossi (1982); la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo da Ponte detto Bassano (lotto109, stima a richiesta), opera firmata, apparsa al pubblico per la prima volta alla mostra monografica sul maestro bassanese organizzata nel 1957 da Pietro Zampetti a Venezia e unanimemente accolta dalla critica successiva, a partire da Bernard Berenson (1958), dal Pallucchini (1958) e dall’Arslan, che la conferma nella sua fondativa monografia su Jacopo data alle stampe nel 1960. Il catalogo includerà, infine, tre importanti disegni: due provenienti dalla collezione privata veneziana Gatti Casazzauna, la Scena galante (lotto 53, stima 14.000-18.000 euro) del pittore Giuseppe Zocchi, attivo a Firenze nel XVI secolo, e i Sei cani di Giandomenico Tiepolo (lotto 54, stima 18.000-22.000 euro), opera firmata dal figlio del celeberrimo Giambattista, e l’importantissimo Apollo di Benvenuto Cellini (lotto 55, stima a richiesta), studio per il sigillo dell’Accademia del Disegno di Firenze fondata nel 1563. Asta: Seduta unica: domenica 9 luglio 2006 ore 17.00 (dal lotto n.1 al n. 109) Esposizione: da sabato 1 a sabato 8 luglio 2006 Orario: 10.00 - 13.00 / 14.45 - 24.00 Sede: Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi, Cannaregio, 2040 Venezia Informazioni e offerte di partecipazione all’asta: tel +39 041 2777981, fax +39 041 2770664 www.sanmarcoaste.com, info@ sanmarcoaste.com
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