Prato

Tranquillo Casiraghi.

Operai e contadini protagonisti della storia

di Francesca Guerisoli

www.eosarte.it

data : 14.11.2007

La classe operaia protagonista e non più solo spettatrice della storia. Quest’ideale della rivoluzione d’ottobre viene ripreso da Tranquillo Casiraghi che, con la sua macchina fotografica,. realizza Rivoluzione d'ta, e staccò più, mentre la guerraggio di nozze. immortala gli abitanti della Sesto San Giovanni degli anni cinquanta, il comune alle porte di Milano dove egli nasce e vive e dove, per necessità, all’età di quattordici anni lavora già in fabbrica. I suoi scatti si concentrano quindi su un territorio divenuto velocemente sede di grandi gruppi industriali, come Breda, Pirelli, Marelli, Falk, che per questo ha mutato velocemente la sua economia da agricola ad industriale e i suoi abitanti da agricoltori e artigiani sono divenuti operai.

E’ durante il viaggio di nozze che Casiraghi comincia a fotografare. La macchina gli viene prestata da un amico che come lui, durante la guerra, aveva aderito alla lotta partigiana – come moltissimi degli operai sestesi, che hanno fatto di Sesto un comune medaglia d’oro per la resistenza – e con cui è compagno di partito. Da allora si occupa di fotografia in vario modo, sia fotografando e partecipando ad esposizioni sia organizzando incontri ed eventi culturali, fino alla sua scomparsa, avvenuta due anni fa.

E’ l’Archivio Fotografico Toscano a celebrare Tranquillo Casiraghi, con una mostra, aperta fino al 26 novembre 2007, in cui sono esposte (tra le altre) le fotografie che ritraggono la sua Sesto San Giovanni, con la gente che lì viveva e lavorava. A cominciare dalla serie della Torretta, un cascinale un tempo dimora di signori con attorno le abitazioni dei contadini e degli artigiani divenuti operai. Di questi scatti si nota la vicinanza alla fotografia-documento sviluppatasi negli Stati Uniti a metà anni trenta, al lavoro compiuto da Walker Evans e Dorothea Lange sulla Grande Depressione. Sono ritratti di uomini e donne che mostrano sé stessi per quello che sono, con tutta la loro dignità: così come Evans documenta la vita rurale americana, Casiraghi ritrae la Torretta, la gente e i suoi mestieri. In una di queste fotografie il soggetto è costituito dalle mani della madre appoggiate sui ferri e lana, che ricordano altre famose "mani", inaridite dal lavoro, quelle di un operaio con badile immortalate da Tina Modotti nel 1926: sono mani che svelano mestieri e con essi, una condizione sociale, umana, di vita.

E’ un racconto di molteplici vite attraverso immagini che Casiraghi produce non solo con le foto della Torretta, ma anche con le fotografie degli slogan sui muri delle fabbriche, degli operai in bicicletta nella foschia del mattino e che si riposano nelle pause-mensa, delle manifestazioni sindacali. E nella “Gente del Po”, in cui trova – scrive Cesare Colombo nel catalogo della mostra – “un possibile antidoto narrativo all’alienazione metropolitana”, in quanto “boscaioli, pescatori, tagliaboschi ricompaiono come fratelli dei personaggi sestesi ripresi alla torretta”.

Fotografie-testimonianza, fotografie che divengono, appunto, documento. Una narrazione sociologica, di persone e di luoghi che sembrano così lontani e diversi dall’oggi, che invece appartengono ad un passato molto vicino. Le fabbriche sono state dismesse e, quando non sono state abbattute, riutilizzate in vario modo. Così il territorio ha mutato nuovamente vocazione e, con essa, quella dei suoi abitanti.

Tranquillo Casiraghi. Un uomo coerente | fino al 26 novembre 2007 | Prato, Archivio Fotografico Toscano – Le Antiche Stanze (Via S. Caterina 17) | Tutti i giorni: 10-13 e 15-18. Chiuso il martedì | Tel. 0574 18351 49-50 | Fax 0574 1835174 | www.aft.it | info@aft.it |

Catalogo: Quaderni di AFT. Fotografi e fotografia oggi (il volume e’ in vendita anche come supplemento semestrale di AFT. Rivista di Storia e Fotografia, N.8/2007).

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