Notizie di Eos -  Settembre 2007 - pubblicate il 05.09.2007
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FIERA ANTIQUARIA di AREZZO

la prima domenica
del mese
e il sabato precedente
40 anni di successi, 
500 espositori, 100 antiquari
..la più antica...la più grande

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Contatti: mail:  eosarteadv@yahoo.it
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Cultura , mostre,  arte contemporanea, eventi musicali  -  Aste - Mercato Antiquario, Restauro

05.09.2007

Roma: Farnesina Porte Aperte per la Notte Bianca

Mostre, Graz (Austria): i prossimi appuntamenti al Castello di EggenbergMartedi' 18 settembre

Genova: dipinti antichi, mobili, sculturi ed oggetti d'arte da Art Casa d'Aste

Parma: Mai dire Mao diventa icona pop al Mercantinfiera

Agrigento: RINVIATO LO SPETTACOLO DI ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

Mostre, Novedrate (CO): personale di Carla Badiali nel centenario della nascita

Mostre, Firenze: “Gambe in spalla” di Roberto Barni al museo Archeologico

Gorizia: “Il sogno infranto della Belle Epoque” al Parco Coronini

Firenze: Mirko Guerrini presenta il suo terzo album in Piazza della Passera

Firenze: la fisica scopre i segreti di San Francesco

Mostre, Genova: domenica chiude i battenti “ Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare di Palazzo San Giorgio”

Mostre, Firenze: personale di fotografia di KOSTAS FARMAKIS al FYR

Il Bagagliaio” al Parco Esposizioni di Novegro

Mostre, Milano: Giorgio Scalco allo Spazio Figurae

Mostre, Vicenza: “La rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma e Bisanzio” alla Galleria di Palazzo Leoni Montanari

Prato: visita all'Azienda Agricola Barone

L’Orchestra da Camera Fiorentina riprende la sua stagione con il pianoforte di Di Cristofano diretto da Rodilla

Raccolte differenziate alla VI puntata di Rai Radio2


Notizie 05.09.2007

Roma: Farnesina Porte Aperte per la Notte Bianca

Anche quest'anno il Ministero degli Affari Esteri aderisce all'iniziativa della Notte Bianca, organizzata dal Comune di Roma, che si svolgerà l'8 settembre dalle ore 21:00 alle ore 02:00. (ingresso libero).

Per l'occasione sarà possibile visitare le sale più rappresentative del Palazzo e la Collezione d'Arte Contemporanea, curata da Maurizio Calvesi. Nel corso della serata si terrà un concerto della banda dei Carabinieri: la prima parte inizierà alle ore 22:00, la seconda alle ore 23:00.

Le prossime giornate di Farnesina Porte Aperte: 17 novembre, Roma, Piazzale della Farnesina 1

Info: 0636915112 – 0636914559


Mostre, Graz (Austria): i prossimi appuntamenti al Castello di Eggenberg

Martedi' 18 settembre 2007 alle ore 11:00 si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Prelibatezze della pittura. I capolavori di Johann Georg Platzer”. Johann Georg Platzer viene considerato uno dei principali pittori di società del periodo Rococò mitteleuropeo. I suoi preziosi gioielli in piccolo formato, dal carattere elegante e dalla virtuosa tecnica sia del tratto che del colore, sono a buona ragione indicati come esempio antonomastico di ricercata raffinatezza. Grazie alla presentazione in pubblico di 40 opere dell’artista, la Alte Galerie - Galleria di Arte Antica - del Landesmuseum Joanneum svolge ancora una volta un ruolo da pioniere: infatti, nonostante sul mercato i lavori di Johann Georg Platzer (1704-1761) raggiungano altissime valutazioni, in campo storico-artistico sono tuttora relativamente poco studiati. Forse una trascuratezza che può essere fatta risalire all’epoca di appartenenza: il Rococò, la sua leggiadria ed il suo spirito piuttosto passionale, sono stati spessi bollati di frivolezza e superficialità. È un periodo in cui la piacevole gioia di vivere prende il posto del gesto potentemente monumentale e simbolico del Barocco e quindi nei confronti di questa pittura si insinuano accuse di pretenziosità e cattivo gusto. Sulle tele si dipanano leziose scene bucoliche, gioiose tavolate o eleganti gruppi concertanti. Severi moniti o profondo senso morale, che fino a poco prima avevano sotteso tali rappresentazioni, passano decisamente in secondo piano. Protagonisti in queste preziose scene sono ora divertimento e spensierato abbandono, ad anche il gusto del lusso. Il dipinto stesso diviene oggetto di sfarzo. È in questo spirito, in questa mentalità che si inserisce quindi anche l’opera di Johann Georg Platzer. L’artista alto-atesino è un vero professionista del pennello, un virtuoso del colore, possiede enorme talento compositivo e ricercatezza nel dettaglio. Fedele alla moda del tempo ed al gusto dei suoi committenti, principalmente della ricca borghesia, Platzer si dedica prevalentemente alle scene di società: ritrae gioiosi convivi, richiama con i suoi delicati giardini una vaga idea di paradiso terrestre, sapientemente addobbato però con suppellettili e simboli tipici dei baccanali pagani. Fa sottile ironia su chi moraleggiando diviene patetica figura, si confronta spesso con la rappresentazione dell’artista stesso o del suo mondo, utilizza altresì spunti presi dal mondo della fede. Le sue opere, pressoché tutte di piccolo formato, sono prevalentemente realizzate su lastre di rame, un elemento che indubbiamente ne sottolinea il carattere esclusivo e sicuramente anche un espediente tecnico, che consente una particolare, talvolta provocante luminosità della colorazione. Le opere esposte provengono da Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, Museo Nazionale di Norimberga, Schloss Fuschl Collection Salisburgo e Collezioni di Stato di Dresda. Nove opere appartengono alla collezione propria del Joanneum. Inaugurazione: 18 Settembre 2007, ore 19.00

Alte Galerie am Landesmuseum Joanneum - Eggenberger Allee 90, 8020 Graz

Orario: dal 19 Settembre 2007 al 13 Gennaio 2008,Ma - Dom, dalle 10.00 alle 18.00

Lendkai 1, A – 8020 Graz, Steiermark, Tel.: +43 316 8017 9213, Fax: +43 316 8017 9212, E-mail: presse@museum-joanneum.at, www.museum-joanneum.at

Dal 19 settembre 2007 al 13 gennaio 2008 al Castello di Eggenberg “Münzensammlung. Conferenza stampa Giovedì 11 Ottobre 2007 alle ore 11. Collezione permanente

Dal Panthertaler, il tallero raffigurante la pantera stiriana, coniato a Graz, all’Entenschnäbler celtico fino alla preziosa medaglia rinascimentale dell’Arciduca Carlo II dell’Austria Interiore: il nuovo gabinetto numismatico del Landesmuseum Joanneum narra storie di monete che hanno lasciato il segno. A partire dal prossimo ottobre 2007 i preziosi reperti, provenienti dalla regione Stiria verranno esposti nel castello di Eggenberg. Il primo seme della raccolta fu posto dall’arciduca Giovanni che nel 1811 fece includere negli statuti costitutivi del museo l’obbligo a collezionare “monete nazionali di tutti i metalli”. Oggi la collezione si è accresciuta fino a comprendere 70.000 oggetti, tanto da figurare tra le più ampie raccolte numismatiche pubbliche d’Austria. Oltre ad esemplari rari provenienti dalla zecca di Graz essa include anche preziosi reperti archeologici provenienti da tutta la Stiria. Per contenuti e disposizione il nuovo allestimento sottolinea gli aspetti chiave della collezione, mettendo in luce anche la sede del castello di Eggenberg. Il nuovo gabinetto numismatico è, infatti, ospitato in due sale appartenenti alla porzione più antica del castello, l’edificio che nel XV secolo funse da residenza reale prima della costruzione dell’attuale palazzo. La prima sala è dedicata al costruttore “Balthasar Eggenberger”, il cittadino più abbiente della Graz tardo-medievale. Essa apre uno spiraglio su quella che fu la vita di questo magnate della finanza, che spianò la strada alla futura ascesa del casato degli Eggenberg. Partendo dal personaggio di Balthasar Eggenberger si illustrano ai visitatori gli effetti ed i motivi di una catastrofica crisi monetaria che attorno al 1460 travolse i Länder austriaci. Fu questo il periodo in cui circolavano gli Schinderlinge, pfennig di rame di poco valore. L’atmosfera della seconda sala si ispira ad Hans Ulrich von Eggenberg, l’esponente di maggior rilievo della famiglia nonché costruttore del castello. Le monete e le medaglie qui conservate forniscono una panoramica dell’attività di coniazione stiriana e della circolazione monetaria in Stiria dall’antichità fino alla fine dell’età barocca. Pezzi scelti della zecca di Graz mostrano le prestazioni di questa sede che fu attiva per secoli battendo moneta dal 1215 circa fino alla sua chiusura sotto il regno di Maria Teresa. Qui, con l'ausilio di moderne tecnologie di presentazione, si renderà omaggio non soltanto ai reperti più importanti della regione, bensì si illustrerà anche la terminologia di base del settore monetario, diverse espressioni idiomatiche legate al denaro ed il significato e l’origine dei nomi delle monete servendosi di oggetti autentici. A conclusione delle presentazione vi sarà un omaggio alle monete ed alle medaglie della famiglia Eggenberg. Inaugurazione: 11 ottobre 2007. Contatto gabinetto numismatico: 0043/316/8017-9522 (Karl Peitler)

Schloss Eggenberg, Eggenberger Allee 90, A - 8020 Graz, Steiermark, Tel.: +43 316 58 32 64 9513, Fax: +43 316 58 32 64 9530, E-Mail: muenzensammlung@museum-joanneum.at

Info: www.kunsthausgraz.at, www.museum-joanneum.at


Genova: dipinti antichi, mobili, sculture ed oggetti d'arte da Art Casa d'Aste

Il 18 e 19 settembre 2007 alla casa d’aste ART di Guido Wannenes saranno battuti dipinti antichi, mobili, sculture ed oggetti d'arte. In asta anche un Gioacchino Assereto in temporanea importazione.

Per l’ebanisteria si affacciano sul mercato:

- DUE ECCEZIONALI CONSOLES SICILIANE IN LEGNO INTAGLIATO, LACCATO E DORATO CON PIANI IN MOSAICO, ULTIMO QUARTO DEL XVIII SECOLO, STIMA 150/200MILA EURO

il mosaico del piano policromo tripartito raffigura alle estremità coppie di vasi, uno di forma Medici, l'altro a guisa di versatoio con al centro vasi stilizzati. Sitratta di due oggettirarissimi l'unica coppia conosciuta appartiene alla Collezione Borghese a Roma ed é pubblicata nel testo diAlvar Gonzalez-Palacios Il Tempio del Gusto, 1984 p.385 vol. I, p.275 vol. II

- UNA STRAORDINARIA CONSOLE IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO REALIZZATA A NAPOLI NEL XVIII SECOLO Stima € 80.000 – 100.000

La cosole è l’unica conosciuta per l’eccezionale piano sagomato in pietre dure che vanno a creare un ideale paesaggio marino dove un’imbarcazione naviga a vele spiegate mentre alcune figure si muovono e lavorano sulle rive. Il paesaggio circostante ci rivela colline con castelli e torrette. Il supporto in legno dorato è intagliato nella fascia sotto piano a volute e tralci fogliacei intrecciati con un festone floreale e al centro c’è una grande voluta a forma di valva (venature sul piano, mancanze e rotture sul legno del supporto)

Alt. cm 97, larg. cm 158, prof. 78

- BUREAU PLAT IMPIALLACCIATO IN AMARANTO E EBANO CON APPLICAZIONI IN BRONZO DORATO, STAMPIGLIATO ETIENNE DOIRAT, FRANCIA TERZO DECENNIO DEL XVIII SECOLO, STIMA A RICHIESTA

Il piano è ad angoli smussi in pelle profilato in bronzo dorato, la fascia sottopiano presenta tre cassetti sul fronte e altri tre sul retro simulati; le gambe mosse sono sormontate da bronzi cesellati a raffigurare mascheroni virili con il capo cinto da una corona, mentre i fianchi rettilinei sono centrati da teste muliebri dai lunghi capelli; piedi a voluta terminanti con zoccoli bronzei (restauri). Alt. cm 78, larg. cm 187, prof. cm 90 - Reca la stampigliatura: E. Doirat

I dipinti:

- RARO E INEDITO DIPINTO DI GIOACCHINO ASSERETO (Genova, 1600 – 1650): ECCE HOMO vd scheda Anna Orlando allegata, l’olio su tela (cm 125x97) è siglato G. Ax sul pilastro a sinistra, stima180.000 – 220.000 euro

Provenienza: Monaco, Montecarlo, Christie’s, 3 aprile 1987, lotto 49 Londra, Heim Gallery, 1988 Roma, Collezione Enzo Costantini, Roma, Collezione Privata

Sede Asta: Palazzo del Melograno, Piazza Campetto 2, 16121 Genova, Tel. 010 253.00.97

Esposizione: dal 13 al 16 settembre ore 10-13 e 15-19

Info: Ufficio Stampa O.P.I. Srl, Lucia Compagnino Roberta Olcese, Tel. +39 010 543212 Fax +39 010 532434, E-mail: redazione@guidaopi.it


Parma: Mai dire Mao diventa icona pop al Mercantinfiera

Se a consacrarlo icona pop planetaria fu Andy Warhol, che neriprodusse leffigie in dipinti ormai da quotazioni stellari, oggi Mao Tse Tung al centro di una mostra ironica, ma non irriverente, che si svolgerà dal 22 al30 settembre alla Fiera di Parma. In esposizione le opere diartisti italiani e stranieri, ancoraispirati dalla figura del GrandeTimoniere, diventato come CheTimoniere, diventato come CheGuevara un simbolo a tuttocampo del XX secolo.Intitolata Mai dire Mao-Servire il Pop, la rassegna stataorganizzata nellambito de Ilmercante in fiera, la manifestazione antiquaria che ogni annorichiama migliaia di espositori evisitatori da tutta Europa. Scopo del curatore Gherardo Frassa (che si avvalso della collaborazione di Claudia Gianferrari)non quello di sottolineare ilprofilo storico n il ruolo politico del presidente Mao, tuttoramolto controversi, bens indagarne la sua natura di icona universale, capace di influenzare adistanza di decenni tanto la produzione quanto il merchandising. Considerato nellattuale Cinail Padre della patria, Mao statoun punto di riferimento ideologico per le generazioni di studenti occidentali nei decenni60 e70, fino a diventare protagonista indiscusso anche dellacultura popolare dellepoca.Una rassegna ironica, ma non irriverente, che non riprende il profilo storico nil ruolopolitico di Mao ma la sua natura di icona pop, elemento che risulta essere alla base dellacreativit che ancora vive in oriente ed in occidente, nel nord e nel sud del mondo slogan della mostra di Parma (una sorta di manifesto diintenti che riunisce numerosiartisti) riprende, sdrammatizzandole, le parole dordine dellarivoluzione maoista, quel servire il popolo", che ora diventaServire il Pop, con l'immaginedi Mao nella locandina dellamanifestazione affiancato daun sornione Piero Chiambretti,secondo gli stilemi delliconografia cinese di quegli anni.

La rivisitazione di Mao in chiavemoderna prosegue sotto formadi manifesti, ceramiche, bandiere, abiti, editoria della Rivoluzione Culturale e attraversocitazioni pi o meno irridenti,suddivisi in tre sezioni (altrettanto sarcastiche): OfficinaPop, Casa del Pop e China Pop. In Officina Pop sono appunto riuniti gli artisti, gli illustratori, idesigner che hanno aderito aServire il Pop, con l'obiettivodi non dimenticare i bianchi eneri dellideologia, i rossi dellebandiere e dei libretti, i gialli di stelle e falci & martello, i blu e iverdi delle uniformi rivoluzionarie, colori forti, semplici, ottimisti, infantili, entusiasti, pre-postmoderni, senza facili liquidazionie senza facili assoluzioni, perchè il Pop di tutti, ilPop del popolo. Ecco quindile opere degli artisti della Galleria Blanchaert, i lavori realizzati da "Quellidel 13 X 17", gruppo fondato nel 2005 da Mom Calascibetta (autore di Sei personaggi incerca di Mao) , Cristina Alaimo (autrice di " Servire il Pop per far felice Mao") ed Elena Agudio,quando alla Biennale di Venezia fu soppresso il Padiglione Italia. Mostra itinerante che conta oltre 1600 partecipanti, attualmente esposta a Murano. Il formato delle loro opere naturalmente 13x17 centimetri o un multiplo dello stesso; saranno allestite, come nelloperazione originale, mediante calamite applicate su lastre di ferro. La Casa del Pop offre cinema, cibi e bevande fra la via Emilia e l'est. Film rosso rosso: una selezionedi Romano Frassa di frammenti da film originalicinesi depoca e da opere .di Godard, Bellocchio,Bertolucci, Antonioni .Mao bar :cocktails & drinks di spirito ad altagradazione maoista. La cucina vicina: ricette rivoluzionarie di Nella Zanotti tra cuispaghetti per un movimento di massa al rag di funghi, la liberazione del raviolo nellunitdei sapori, prosciutto nella cooperazione agricola. La mostra della Fiera di Parma prevede anche China Pop: nel Maousoleum, saranno esposti e messi in vendita giacche delleguardie rosse, ceramiche rivoluzionarie, manuali di grafica di propaganda, sveglie, statue diMao, specchi e perfino alcuniesemplari dei celeberrimi libretti rossi. La rassegna, ideata e curata da Gherardo Frassa, organizzata in collaborazione con Fiere di Parma. Il progetto di allestimento di Dario Cavaletti con Annaluce Canali; il coordinamento editoriale di Giancarlo Ascari e la grafica di Edoardo Perri. L'organizzazione generale di Roberta Gaito.

Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Ingresso: Intero 10,00 - ridotto 8,00 (da 9 a 14 anni o acquistato on-line sul sito http://biglietteria.fiereparma.it) Bambini fino a 9 anni gratuito

Catalogo edito da Nuages, Milano stampato da Intese Grafiche, Brescia 336 pagine 18,00

Info: Mercanteinfiera - Padiglione 8, Via Rizzi, 67/A - 43031 Parma, Tel. 0521 9961


Agrigento: RINVIATO LO SPETTACOLO DI ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

E' stato rinviato a data da destinarsi lo spettacolo "Anplagged" che sabato 9 settembre avrebbe visto Aldo, Giovanni e Giacomo debuttare al Teatro della Valle dei Templi di Agrigento. Problemi tecnici insorti in queste ore rendono impossibile la messinscena nella serata prevista. La produzione dello spettacolo e gli organizzatori stanno cercando di fissare un'altra data, compatibilmente con gli impegni degli artisti. Già da oggi sono rimborsati i biglietti (compresi i diritti di prevendita) nelle prevendite in cui sono stati acquistati.


Mostre, Novedrate (CO): personale di Carla Badiali nel centenario della nascita

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Carla Badiali, una delle figure di primo piano del-l’astrattismo storico italiano e il suo Comune di nascita, intende ricordare l’avvenimento con un’importante rassegna antologica che sarà allestita nel Salone polivalente del Municipio, dal 4 al 25 novembre 2007.

Per inquadrare l’opera di quest’artista è opportuno ricordare che a partire dagli anni Trenta in Italia prende vigore una ricerca artistica che afferma il valore di forma e colore indipendentemente dai riferimenti immediati al mondo reale.

Ciò conduce ad uno sviluppo dell’arte in direzione astratto-geometrica (già ben radicata in Europa e a Parigi in particolare) che si manifesta quasi contemporaneamente in due luoghi ben definiti, in città della Lombardia: a Como (oltre a Badiali vanno ricordati in particolare Aldo Galli, Mario Radice e Manlio Rho) e a Milano (Bogliardi, Ghiringhelli, Reggiani, Licini, Fontana, Melotti, Soldati, pittori attivi presso la Galleria del Milione).

Carla Badiali è l’unica donna tra tanti uomini; gli si affiancherà nel 1942 Carla Prina, che diventerà poi moglie di Alberto Sartoris, figura significativa per la diffusione della conoscenza degli artisti comaschi fuori dai confini provinciali.

La mostra intenderà illustrare il percorso creativo dell'artista partendo da alcuni “appunti” giovanili di carattere figurativo, per soffermarsi poi sulla produzione storica degli anni fondamentali della sua ricerca (anni Trenta-Quaranta) e raccontare quindi l’evoluzione dei decenni successivi con opere selezionate sia fra i collage che fra i dipinti. Saranno esposte una cinquantina di opere, documentando come le varie tecniche (olio, disegno, collage, acrilico) abbiano reso molto ricco il suo alfabeto, consentendole risultati diversificati e qualificati per ciascuna modalità di lavoro. La rassegna è curata da Luigi Cavadini e accompagnata da un apposito catalogo che riprodurrà tutte le opere in mostra, edito da Silvana Editoriale. A suggellare il centenario della nascita, per il mese di novembre è anche prevista l’uscita in libreria, sempre da Silvana Editoriale, del Catalogo generale dell’opera di Carla Badiali, risultato di una lunga ricerca condotta negli scorsi anni da Luigi Cavadini, che permetterà di documentare in modo pressoché completo, con la presentazione di oltre 500 opere, tutta la produzione dell’artista.

Orari: feriali 15.30-19; domenica 10-13 / 15.30-19; chiuso lunedì

Ingresso libero


Mostre, Firenze: “Gambe in spalla” di Roberto Barni al museo Archeologico

Si apre venerdì 7 settembre al Museo Archeologico la seconda parte della mostra “Gambe in spalla” dell’artista Roberto Barni. Già il 25 giugno scorso si era inaugurata una prima sezione con una serie di grandi sculture in bronzo, collocate in Piazza della Repubblica, nel Piazzale della Galleria degli Uffizi, in Piazza Pitti e nel Giardino di Boboli. L’evento si concluderà sabato 29 settembre con l’esposizione di sculture e dipinti di grande formato a Le Pagliere dove sarà presentato anche il volume, edito da Cambi Editore, con testi di Alberto Boatto, Lóránd Hegyi e Maurizio Vanni che documenta le opere installate nei vari luoghi scelti per l‘esposizione. “Gambe in spalla” si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Polo Museale Fiorentino, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, della Soprintendenza Archeologica per la Toscana, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze. Roberto Barni è uno tra i protagonisti indiscussi dell’arte italiana dagli anni Sessanta ad oggi. La sua scultura si inserisce, rinnovandola, in quella linea impegnata - come sottolinea il critico Alberto Boatto – ad affrontare l’ardua questione di dare un’espressione plastica alla figura dell’uomo, non già dell’uomo eterno ma dell’uomo contemporaneo. Colpisce, oltre alle qualità formali e il peculiare uso della patina, la spiccata originalità dell’iconografia delle figure di Barni, figure umane che l’artista indaga nelle sue diverse e molteplici sfaccettature. L’uomo perde qui il privilegio dell’individualità per diventare uomo comune, anonimo, che si perde nella folla delle grandi metropoli: raddoppia, prolifica, si moltiplica in altrettanti cloni che creano concatenazioni, sovrapposizioni e sequenze. Le figure di Barni si presentano quasi sempre in cammino. Come dice l’artista, l’unico movimento che la scultura può visualizzare nell’universo è quello della figura umana, l’unica di cui si riesce a rendere il dinamismo. Le creature di Barni si trovano spesso in situazioni di equilibrio precario. Qui la scultura sfida il senso di staticità, il vuoto, la vertigine, con i suoi personaggi apparentemente impegnati in azioni contrastanti, animati da una grande tensione. “Gambe in spalla”, titolo della mostra che riprende quello di una delle sculture esposte, è un monito ad andare avanti: la strada da percorrere è ancora lunga. E’ un titolo che rispecchia quel tocco d’ironia che contraddistingue le opere dell’artista.

Roberto Barni ha scelto di collocare nelle piazze della città e nel Giardino di Boboli alcune sculture di grandi dimensioni, gruppi di figure umane, essenziali quanto basta per essere riconosciute come uomini, spesso caratterizzate dal rosso dell’abito e dall’oro dei volti. Queste si mescolano con la gente scendendo dal piedistallo dove in genere la scultura è posta per vestirsi di una dimensione più domestica e quotidiana. Al Museo Archeologico invece la scultura si ridimensiona, la scelta cade essenzialmente su una serie di piccoli bronzi, realizzati appositamente. Le opere entrano silenziosamente nelle sale del museo, a volte si inseriscono all’interno delle teche, confondendosi con i preziosi reperti della ricca collezione, quasi un invito per il visitatore a scoprirle durante il percorso. Nella sala d’ingresso Faccia a faccia, due volti di profilo che si affrontano separati da una piccola figurina, accoglie e introduce al museo. E così sala dopo sala ecco, tra le altre: Scherzo, che affianca i canopi di Chiusi del VII sec a.C.; Adagio, piccola figura distesa tra alcune anfore decorate del VI secolo a.C. nella Sala di Pescia romana; Progenie con le sue tre figure in scala insieme ai buccheri della prima metà del VI sec. a.C.; Colonna bisbetica che si erge in mezzo a un pathos e un braciere, raffinati esempi di produzione ceretana della fine del VII sec. – secondo quarto del VI sec. a.C.. Nella sala dedicata all’ellenismo troviamo Meteora e Impresa a fianco a oggetti di uso quotidiano come fruttiere, situle o anfore mentre Divergenze, Continuo, Rimorsi, Atto Muto interagiscono con le ceramiche di Età Geometrica dei ceramisti ateniesi. Sadovasomaso, dove due figure si aggrappano in contrapposizione a un vaso cilindrico, si distende quasi in atto ossequioso di fronte ad uno dei più illustri pezzi del museo, il Vaso François, firmato dal vasaio Ergotimos e dal pittore Kleitias, databile al 570 a.C. Gambe in spalle, qui in un formato ridotto rispetto all’omonima scultura monumentale nel Giardino di Boboli, è posta tra due capolavori: due marmi greci di grande raffinatezza quali l'Apollo e l'Apollino Milani. Gli uomini di Barni in fondo appartengono a quell’esigenza antica di rappresentare la figura umana che dal paleolitico va al kouros greco fino ai giorni nostri, e si pongono in un dialogo di assoluto rispetto con le opere del Museo Archeologico. In questo itinerario, interno a quello del museo, trovano spazio anche dodici disegni circa, esposti nel corridoio tra il primo e il secondo piano, a testimoniare l’importanza della pratica del disegno nel lavoro di Barni. Solo tre, le sculture di grande formato: Motus, nella suggestiva Sala delle Urne, e Passione dove la figura umana si accompagna a quella animale, un cervo, un piccolo uccellino e un cane, e infine Remar contro, al piano terra, posta davanti al sarcofago policromo etrusco di Larthia Seianti. Le opere di Roberto Barni al Museo Archeologico saranno visibili fino al 30 di novembre 2007. Mostra con il Patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Polo Museale Fiorentino, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, Soprintendenza Archeologica per la Toscana, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze

Firenze - Sculture Monumentali: Giardino di Boboli , Piazza Pitti, Piazza della Repubblica, Piazzale della Galleria degli Uffizi

25 giugno – 30 ottobre 2007

Orario del Giardino di Boboli: 8.15 - 19.30 da giugno ad agosto; 8.15 – 18.30, settembre; 8.15 – 17.30, ottobre. Escluso il primo e l’ultimo lunedì del mese.

Sculture e dipinti - Museo Archeologico, piazza S.S. Annunziata, 6; 7 settembre – 30 novembre 2007

Orario: lunedì 14.00 – 19.00; martedì e giovedì 8.30 – 19.00; mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30 - 14.00

Le Pagliere, viale Machiavelli 24; 29 settembre – 30 novembre 2007

Orario: tutti i giorni 9.00 – 18.00.

Per Informazioni: Galleria Alessandro Bagnai, Tel. 055 6802066; Galleria Poggiali e Forconi , Tel. 055 287748


Gorizia: “Il sogno infranto della Belle Epoque” al Parco Coronini

Domani 6 settembre alle ore 18.00 si svolgerà il secondo dei quattro concerti del “Settembre musicale” nel parco Coronini, organizzati dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Il programma, curato dal Centro Chitarristico “Mauro Giuliani” prevede lo spettacolo di musica e poesia dal titolo 1882-1915. “Il sogno infranto della Belle Epoque” con testi di Carlo Michelstaedter e Giuseppe Ungaretti, con Alessandra Marc alla regia e voce recitante, gli interpreti saranno il soprano Francesca Moretti, il tenore Salvatore Moretti mentre Claudio Pio Liviero accompagnerà con la chitarra; saranno eseguite musiche di De Visee, Arditi, Gastaldon, Offenbach, Fortea, Llobet e Liviero.

Giovedì 13 settembre sempre alle ore 18.00 l’orchestra “VENTAGLIO D’ARPE” del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, composta da ben 17 elementi (unica in Italia per il suo genere) e diretta da Patrizia Tassini, si esibirà in“Tutti insieme appassionatamente” proponendo musiche di Leontovich, Andres, Dvorak, Grieg, Rodgers, Elliott, Leccona, Anonimo, Bevilacqua.

Il 22 settembre con inizio alle ore 17.00, il ciclo musicale nel parco Coronini per l’estate 2007 si concluderà con l’esibizione dell’Orchestra Civica di Fiati.

In caso di maltempo i concerti si svolgeranno presso l’Auditorium “Biagio Marin” del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Viale XX Settembre 11.


Firenze: Mirko Guerrini presenta il suo terzo album in Piazza della Passera

Mirko Guerrini, nome storico del sassofono italiano grazie alle sue collaborazioni con Stefano Bollani, Ivano Fossati, la Millenium Bug Orchestra etc., presenta dal vivo, giovedi' 6 settembre 2007 alle ore 21:30 presso Piazza della Passera, il suo terzo album: una vera chicca, una sorpresa ironica, sarcastica e canzonatoria ma al tempo stesso godibile e piacevole. Abbandonato Bollani al piano per chiamare a sè Mauro Grossi, il Cirko Guerrini è un viaggio, in tredici momenti, nell’universo del circo. Un brano per ogni personaggio, o quasi: dalla Moglie del lanciatore di coltelli, al Pinguino, al Giocoliere, allo Spazzino del Cirko: un brano per ogni personaggio. Un’idea semplice, ma realizzata con musicisti di prim’ordine: la struttura dei brani è tanto complessa quanto godibile, ma la scrittura di Guerrini, che ha dato i natali al disco, è efficace e pungente, così come i suoi interventi al sassofono. Un concerto che offre di tutto: dalla Sigla, che potrebbe tranquillamente sostituire la danza ungherese di Brahms normalmente utilizzata in apertura di spettacolo, alla sottilmente free La moglie del lanciatore di coltelli, alla rumoristica e suggestiva Il Cirko se ne va, passando per il trombone ironico di Rudy Migliardi ne Il Pinguino, e per quello stupendo affresco tematico che e' Il Mangiafuoco, impreziosito dalla fantasia di tutti gli strumentisti con assoli prorompenti e unisoni fragorosi. Mirko Guerrini con questo lavoro, oltre a confermare la sua fama di sassofonista, ha anche dato prova di grandi capacità di composizione, riuscendo a non prendersi troppo sul serio e a far divertire tutti, anche il povero clown malinconico.

Mirko Guerrini nasce a Firenze nel 1973. Inizia giovanissimo gli studi e si diploma in sassofono al Conservatorio di Firenze nel 1992. Dal 1999 collabora con Giorgio Gaber suonando tastiere e fiati nello spettacolo “Gaber 1999/2000” e nel disco “La mia generazione ha perso”. Nel 2000 partecipa a un’incisione con Irene Grandi, Peppe Servillo, Elio (di Elio e le storie tese), Simona Bencini e Marco Parente, e collabora con Laura Pausini e Bobo Rondelli. Si esibisce abitualmente nell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Prende parte da anni ai progetti di ricerca sulla musica contemporanea con il compositore multimediale Lorenzo Brusci e il progetto di musica elettronica Timet esibendosi con la percussionista Ikue Mori oltre che con Bruno De Franceschi, con il quale ha suonato alla Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria. Nel 1998 è 1°Sax Tenore dalla European Jazz Orchestra (unico italiano) per una lunga tournée di 20 concerti in Europa. Ha collaborato con Eddie Floyd, Charlie Wood e Z-da Jones; con Kenny Wheeler, Dave Liebman, Peter Erskine, Palle Danielsson, John Taylor, Phil Markovitz, Matthias Schubert, Pierre Dorge, Antony Moreno, Stefano Battaglia, Paolino Dalla Porta, Roberto Gatto, Marco Tamburini, Gianluigi Trovesi, Ares Tavolazzi. Ha suonato ai festival di Copenhagen, Stoccolma, Helsinki, Anversa, Riga, Tallin, Stettino e Danzica, Berlino, Turku, Doetinchem, Vilnius, Roccella Jonica, Imola, Milano, Ferrara, Padova, Barga, Firenze, Siena, Lucca, Volterra, Camaiore.


Firenze: la fisica scopre i segreti di San Francesco

Al congresso Ecaartin al Centro Congressi della Calza, che volgerà al termine il 7 settembre 2007, gli specialisti del laboratorio LABEC / INFN rivelano che la tonaca di San Francesco custodita a Cortona fu tessuta davvero negli anni in cui visse il patrono d’Italia. Mentre quella conservata a Firenze è successiva di decine di anni alla sua morte. La prova viene da una tecnica che usa un acceleratore di particelle per misurare il carbonio 14. La tonaca attribuita a San Francesco conservata nella omonima Chiesa di Cortona (Arezzo) è compatibile con la vita del Santo. Quella custodita in Santa Croce a Firenze, al contrario, è successiva alla sua morte. Le misure del carbonio 14, che permette una datazione accurata dei reperti archeologici, dimostrano che la tonaca di Santa Croce risale a un periodo compreso tra gli ultimi anni del XIII secolo e gli ultimi del XIV. Il saio, dunque, non può essere appartenuto al poverello d’Assisi morto nel 1226. Queste e altre scoperte sono state possibili grazie alle analisi sulle reliquie condotte a Firenze con l’acceleratore di particelle Tandem del Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali (Labec) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Lo studio è stato presentato oggi a Firenze nel corso della Conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle, ECAART (European Conference on Accelerators in Applied Research and Technology), e sarà pubblicato nel volume L’eredità del Padre: le reliquie di San Francesco a Cortona (che uscirà a settimane dalle Edizioni Messaggero di San Antonio) in cui sono riportati tutti i risultati di una ricerca interdisciplinare, a carattere sia umanistico che scientifico, promossa dalla Provincia Toscana dei Frati Francescani Minori Conventuali. La ricerca è stata condotta con il metodo del radiocarbonio, misurato tramite la tecnica chiamata spettrometria di massa con acceleratore, Accelerator Mass Spectrometry (Ams). Da ciascuna delle due tonache i ricercatori hanno prelevato tra i 5 e i 7 campioni di stoffa, di dimensione inferiore a un centimetro quadrato e con un peso di circa 10 milligrammi ciascuno. La scelta di prelevare più campioni dello stesso saio consente di evitare possibili dubbi o ambiguità (dovuti ad esempio alla presenza di rattoppi successivi) e aumenta la validità dell’analisi. Ogni campione di lana è stato poi trattato al fine di estrarne il solo carbonio, ottenendo una piccola pastiglia di grafite del peso di 0.8 milligrammi circa. Questa è stata poi inserita nella sorgente dell’acceleratore. All’interno dell’acceleratore, nella sorgente, un fascio di ioni di cesio sparato sulla pastiglia di grafite ne “gratta” la superficie estraendo il carbonio nei suoi isotopi C12, C13 e C14. L’acceleratore dell’INFN ha misurato separatamente le quantità dei tre isotopi di carbonio. È la misura del rapporto delle quantità degli isotopi carbonio 14 e carbonio 12, “contate” nei rivelatori dell’acceleratore Tandem, che consente di datare un reperto. Si tratta di misure di grande delicatezza e che richiedono una sensibilità eccezionale per la misura del carbonio 14; infatti il rapporto fra isotopi 14 e 12 è dell’ordine di soltanto uno ogni mille miliardi o anche meno. Nel caso della tonaca di Santa Croce, le analisi hanno individuato, come intervallo a cui è possibile farla risalire, un periodo compreso tra la fine del 1200 e quella del 1300. La ricerca dimostra quindi che il tessuto è posteriore di almeno 80 anni alla morte di San Francesco e, dunque, che non poteva appartenergli. Al contrario, la datazione di tutti i frammenti prelevati dal saio della chiesa di Cortona è compatibile con gli anni di San Francesco (il risultato medio fornisce un intervallo fra il 1155 e il 1225). La tonaca fa parte di un insieme di tre reliquie francescane comprendente anche un cuscino finemente ricamato e un evangeliario, che si considerano portate a Cortona da Frate Elia, primo successore di Francesco alla guida dell’ordine. I ricercatori del Labec hanno analizzato anche la composizione del prezioso filato metallico del ricamo della fodera al cui interno è contenuto il cuscino posto sotto il capo del santo alla sua morte e hanno datato, col metodo del carbonio 14, il tessuto del cuscino interno. Inoltre, l’evangeliario, libro liturgico contenente i passi del Vangelo, è stato oggetto di approfondite indagini codicologiche e paleografiche da parte di ricercatori dell’Università di Siena. Sulla base delle evidenze sia scientifiche che umanistiche, anche cuscino e evangeliario sono risultati compatibili con il periodo di vita di Francesco.

LABEC / INFN ha condotto la ricerca in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggio, Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Provincia di Arezzo, l’Università di Siena e il Centro Interdipartimentale di Studi sui Beni Librari e Archivistici di Arezzo.

LABEC (INFN Sezione di Firenze), via Sansone 1, 50019 Sesto Fiorentino (Firenze)

Tel. 055.457 2707 - 2640, Cell 3489030042, mando@fi.infn.it

INFN - Ufficio Comunicazione, Piazza dei Caprettari 70, 00186 Roma, Tel 06.6868162, eleonora.cossi@presid.infn.it

Catola & Partners, Via degli Artisti 15B, 50132 Firenze, Tel. 055.5522892 – 867, r.catola@flashnet.it

Per saperne di più: le reliquie di San Francesco analizzate

In Italia sono quattro le tonache attribuite a San Francesco. Si trovano nelle basiliche di San Francesco ad Assisi e di Santa Croce a Firenze, nel santuario della Verna e nella chiesa di San Francesco a Cortona. Quella di Firenze e di Cortona sono state oggetto di analisi dei ricercatori del LABEC. Sia la chiesa di Cortona che Santa Croce fanno riferimento al ministro provinciale della Provincia toscana dei francescani minori conventuali, Padre Antonio Di Marcantonio, uno dei promotori dell’opera di restauro che ha interessato la chiesa di Cortona. Nell’ambito di questa operazione si era deciso di prevedere un nuovo allestimento per le reliquie di San Francesco. Cortona custodisce infatti, oltre alla tonaca, il cuscino che la tradizione vuole sia stato posto sotto al capo del Santo al momento della morte (1226) e un Evangeliario, ovvero un libro liturgico contenente i passi del Vangelo. Si suppone che queste reliquie, tuttora ben conservate, siano state portate a Cortona da frate Elia, primo successore di San Francesco alla guida dell’ordine. Fu lui, tra l’altro, a dirigere i lavori per la costruzione della basilica di Assisi e della chiesa di Cortona, avviando questi ultimi nel 1245. Il cuscino e la tonaca delle esequie sono ritenuti doni della nobildonna romana Jacopa de’ Settesoli. Più incerta appare invece la provenienza della tonaca di Firenze. La reliquia presenta caratteristiche di tessitura del filato molto diverse rispetto a quella di Cortona ed è mal conservata. Nel corso dei secoli dalla tonaca sono stati infatti asportati piccoli pezzetti diffusi poi tra i fedeli. Sull’argomento, e in generale sugli studi effettuati sulle reliquie francescane di Cortona, è di prossima uscita per le Edizioni Messaggero di S. Antonio il libro L’eredità del Padre: le reliquie di San Francesco a Cortona.

Il cuscino: le analisi sul filato metallico

Il cuscino di Cortona presenta una fattura particolare, caratterizzata da più strati di fodere interne in lino e lana grezza. La fodera esterna è invece ricamata con filato dorato, presenta figure di animali e motivi floreali ed è impreziosita da sferette d’oro che guarniscono i bordi del cuscino. La composizione dei materiali usati per la decorazione è stata analizzata senza prelevare campioni o provocare alterazioni grazie a una tecnica basata sull’uso di un acceleratore di particelle, chiamata “Particle Induced X-ray Emission” (Pixe). Pixe è la più potente tra le tecniche di “Analisi con fasci ionici”, usualmente citate col loro acronimo inglese IBA (Ion Beam Analysis). Con Pixe un microfascio di particelle di bassissima intensità (millesimi di miliardesimo di Ampère) viene inviato sul materiale da indagare che reagisce emettendo raggi X. La rivelazione delle energie degli X emessi permette di capire la composizione nella zona colpita dal fascio. Questa tecnica è completamente non invasiva, caratteristica fondamentale nell’analisi di reperti preziosi e opere d’arte e deriva dall’elevatissima probabilità di emissione X indotta dal fascio.

Il laboratorio LABEC-INFN

Il laboratorio LABEC-INFN di Firenze ha un’esperienza ventennale di ricerca con tecniche nucleari nel campo dei beni culturali, con analisi svolte su numerose opere d’arte o di interesse storico tra cui dipinti, monumenti, reliquie e scritti antichi. Tra le opere studiate vi sono capolavori come la Madonna dei Fusi di Leonardo, il Ritratto di ignoto di Antonello da Messina, la Croce di Rosano, o testimonianze preziose della storia della scienza come gli appunti manoscritti di Galileo. LABEC è un centro di riferimento a livello mondiale per le applicazioni di tecniche nucleari basate sull’uso di un acceleratore di particelle. Svolge un’intensa attività in diversi settori, in particolare beni culturali e inquinamento atmosferico. È dotato di un moderno acceleratore di particelle di tipo Tandetron, da 3 milioni di Volt di tensione di terminale, progettato sia per misure di spettroscopia di massa con acceleratore (servono in particolare per le datazioni col metodo del carbonio-14), sia per le analisi IBA che servono per scoprire di quali elementi chimici è composto un qualunque materiale. LABEC organizza la Conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle, ECAART (European Conference on Accelerators in Applied Research and Technology) in corso a Firenze. L’evento, giunto alla nona edizione, si tiene per la prima volta in Italia e vi partecipano oltre 200 esperti provenienti da tutto il mondo.

LABEC (INFN Sezione di Firenze), via Sansone 1, 50019 Sesto Fiorentino (Firenze)

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Mostre, Genova: domenica chiude i battenti “ Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare di Palazzo San Giorgio”  

Ultimi giorni di apertura per la mostra “Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare di Palazzo San Giorgio” allestita presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola sino a domenica 9 settembre 2007 e visitata sino ad oggi da poco meno di 5.000 persone. Il restauro del Putto con attributi marinareschi della Galleria Nazionale della Liguria, realizzato nel 2005 da Monica Piatti, con la direzione di Farida Simonetti, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha costituito lo spunto per ricostruire le vicende dell’importante cantiere della facciata a mare di Palazzo di San Giorgio; in particolare, sono riproposte le fasi di progettazione ed esecuzione dei restauri di fine Ottocento progettati da Alfredo d’Andrade e realizzati da Lodovico Pogliaghi con la collaborazione di Ferdinando Bialetti e Gaetano Cresseri, a cui vanno attribuiti il Putto di Palazzo Spinola, entrato a far parte nel 1991 del patrimonio della Galleria grazie alla donazione della Casa d’Aste Boetto di Genova, e il gemello in collezione Zerbone, tradizionalmente ritenuti gli unici frammenti superstiti degli affreschi eseguiti da Lazzaro Tavarone sulla facciata a mare dell’importante edificio genovese, fulcro della vita economica della Repubblica ligure, e risultati invece due dei sei bozzetti che parteciparono al Concorso indetto nel 1910 per il recupero della facciata a mare di Palazzo San Giorgio. Una specifica sezione della mostra è dedicata all’analisi, attraverso attestazioni archivistiche e testimonianze figurative, delle vicende storiche precedenti, a partire dal decoro, affidato nel 1590 ad Andrea Semino e successivamente eseguito da Lazzaro Tavarone.

Orari di apertura: giovedì 6, venerdì 7 e sabato 8 settembre 2007: ore 8.30 – 19.30, domenica 9 settembre 2007: ore 13.30 – 19.30

Biglietti: intero: euro 4,00; ridotto (dai 18 ai 25 anni): euro 2,00; gratuito per under 18 e over 65 anni (cittadini CEE). Il costo del biglietto comprende anche l’ingresso alla mostra “Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare di Palazzo San Giorgio”. La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola è inserita nella “Card” dei Musei di Genova

Info: Galleria Nazionale di Palazzo Spinola - Piazza Pellicceria, 1 - 16123 Genova, tel. 010/2705300 fax 010/2705322, galspinola@libero.it, www.palazzospinola.it, servizio guardaroba presso il Museo


Mostre, Firenze: personale di fotografia di KOSTAS FARMAKIS al FYR

Dal 6 al 20 settembre la Galleria FYR ospiterà la personale di fotografia di KOSTAS FARMAKIS “φωτογραφία”. Attraverso lo strumento fotografico l'artista conduce un’indagine sulla storia antica ricercando la grandezza dei greci e dei romani, sull’architettura gotica e rinascimentale, sull’opera scultorea del periodo ellenico, sulla dolcezza e romanticità del paesaggio italiano. Crea immagini poetiche riprendendo monumenti e scorci paesaggistici con l’occhio indagatore dell’artista che valorizza e accentua di significati ogni particolare benché consueto e familiare. La fotografia diventa quindi strumento di dialogo con le tracce lasciate dall’uomo nella sua storia, dall’antichità al nostro contemporaneo. Molteplici sono i temi su cui il fotografo greco, qui alla prima mostra in Italia, esprime la sua validità professionale, dal cinema alla moda al paesaggio. Ma la sua terra nativa, Atene, gli ha inevitabilmente suscitato l’interesse per la storia, l’antica cultura ellenica e di conseguenza il suo obiettivo si sofferma con più insistenza sugli antichi reperti di cui le città mediterranee sono ricche. Kostas usa l’apparecchio fotografico tradizionale e le immagini, senza ritocchi e senza manipolazioni, giocano esclusivamente sulla luce, sui contrasti, chiaro-scuro e nitido-sfocato, mettendo in evidenza sottigliezze che spesso sfuggono all’occhio del comune spettatore. La mostra è costituita da cinquanta fotografie che mettono a confronto le città a cui Kostas è più profondamente legato: Parigi Roma Firenze e, naturalmente, lo splendore del mare della sua Grecia. Kostas Farmakis ha esposto in numerose mostre in Grecia e in diversi paesi in Europa.

Orario : 10 - 22 - La mostra proseguirà fino al 20 Settembre.

Info: FYR, Via dell'Acqua ang. Viale della Vigna Vecchia, Firenze, foyer@fyr.it, tel. 0552343351


Il Bagagliaio” al Parco Esposizioni di Novegro

Domenica 21 OTTOBRE 2007 appuntamento con “IL BAGAGLIAIO”, mercatino che si svolge nell’area all’aperto del PARCO ESPOSIZIONI NOVEGRO, dove chiunque può improvvisarsi venditore per un giorno.

I costi di partecipazione sono: posteggio con tettoia € 65,00 IVA compresa; posteggio all’aperto € 50,00 IVA compresa.

ORARI: espositori 7,00 – 17,30 (continuato); visitatori 8,30 – 17,30 (continuato).

Ingresso visitatori: € 2,00 (ingresso gratuito per ragazzi fino a 16 anni).

Info: COMIS Lombardia c/o PARCO ESPOSIZIONI NOVEGRO via Novegro – 20090 Segrate (MI) – Tel. 02 70 20 00 22 - Fax 02 70 20 81 01

Nel giorno di svolgimento della Manifestazione tel.: 02 70 20 05 45

e-mail: bagagliaio@parcoesposizioninovegro.it - www.parcoesposizioninovegro.it


Mostre, Firenze: Merita Koskimes e Saija Puustinen al FYR

Dal 7 al 21 settembre 2007 la Galleria di Arte Contemporanea FYR, ospiterà la mostra di Merita Koskimes e Saija Puustinen. Le due artiste finlandesi presentate dalla galleria FYR in questa apertura di stagione hanno una indubbia matrice espressionista, caratteristica della produzione nordica che fa capo a Munch, Kirchener ed altri grandi maestri che hanno interpretato le problematiche esistenziali all’inizio del Novecento. L’angoscia esistenziale, la crisi dei valori etici e religiosi, la solitudine dell’uomo e l’incertezza nel futuro, che erano i temi dominanti della corrente espressionista al suo nascere, sono tuttora al centro della ricerca artistica contemporanea, come ci mostrano anche molte delle opere che compongono l’attuale Biennale di Venezia in corso. Gli artisti di inizio secolo manifestarono la forte critica nei confronti di una società priva di valori morali e spirituali attraverso una deformazione violentemente soggettiva della realtà: le figure caratterizzate da linee spezzate, spigolose e da colori violenti e contrastanti, in cui spazio e prospettiva risultano estremamente distorti, hanno influenzato molti artisti in epoche successive, come nel caso delle due protagoniste della mostra. Le opere di Merita Koskimes hanno una impronta astratta giocata su combinazioni di sfondi tenui contrastati da tracce più decise e graffianti. I colori sono forti, intensi, stesi con pennellate aggressive che spesso danno forma a volti astratti e drammatici.

Saija Puustinen usa un linguaggio più vicino alla drammaticità espressiva di Kokoscka, dove l’elemento dell’inquietudine e del disagio esistenziale trova il suo equilibrio nei colori più tenui dell’acquarello e in quelli più cupi dell’acrilico. La dimensione rievocata dall’artista raggiunge così una perfetta sintesi tra lirica e dramma, utilizzando la tela come specchio per rappresentare le emozioni più intime e passionali. Merita Koskimes ha fatto studi artistici in Finlandia e a Praga; è insegnante d’arte e curatrice artistica presso il Museo Ateneum di Helsinki. Saija Puustinen, nata nel 1971, laureata in scienze applicate e materie artistiche, vive e lavora a Joensuu, Finlandia. Entrambe le artiste hanno all’attivo numerose esposizioni in Finlandia, in gallerie e musei, ed hanno partecipato ad importanti Esposizioni Internazionali di Arte Contemporanea in Europa.

Orario visita: 16 – 19,30 dal martedì alla domenica o su richiesta telefonando al 055 2343351

FYR arte contemporanea – Borgo Albizi 23 – 50122 Firenze – tel. 055 2343351 – foyer@fyr.it


Mostre, Milano: Giorgio Scalco allo Spazio Figurae

Paesaggi, nature morte e figure, che ribadiscono canoni eterni dell’estetica e del sentimento: le opere di Giorgio Scalco saranno in esposizione presso lo Spazio Figurae, dal 13 Settembre al 21 ottobre, in una mostra che ripropone l’intero percorso creativo del pittore di Schio. Curata da Gilberto Algranti realizzata da Tekne Eventi, l’esposizione presenta 41 tele, di medie e grandi dimensioni e si trasferirà nel periodo autunnale (27 Ottobre - 14 Novembre) al Palazzo Ex Municipio di Trissino (Vicenza) con il patrocinio del Comune che ospiterà la mostra.

Nato a Schio (Vicenza) nel 1929, Giorgio Scalco, dopo una borsa di studio al Centro Sperimentale di Cinematografia e il diploma in Scenografia, lavora per molti anni a CineCittà come scenografo. In seguito si dedica al mosaico, all'affresco e alla vetreria istoriata. Dal 1961 comincia il suo avvicinamento alla pittura alla quale deciderà ben presto di dedicarsi professionalmente. Difficile da catalogare nelle varie scuole o movimenti artistici succedutisi nella seconda metà del ’900, Scalco non abbandona le sue passioni, anzi le fonde adeguando l’intensa sensibilità pittorica alla composizione architettonica della scena.

Il percorso espositivo è significativamente suddiviso in tre generi-sezioni: nature morte, paesaggi e figure.

  • La natura morta caratterizza la produzione degli anni Ottanta. Non sono semplici assemblaggi di oggetti d’uso comune o frutti, sono le cose che realmente gli sono intorno nella vita e che gli appartengono. Più che ritrarre dal vero, il pittore sembra ritrarre il suo vero.

  • Nei paesaggi l’artista ritrae le sue terre, gli altipiani dell’Asiago o la campagna intorno a Roma dove ora vive. Non accetta il presente, nei ritratti come nei paesaggi, dove omette i fabbricati che disturbano la memoria dei posti che tanto ha amato. Sono vedute romantiche, alla scoperta dell’anima delle cose.

  • Le figure sono poste fuori dal tempo, dove la famiglia è un tema fondamentale, i soggetti prediletti sono i figli e i nipoti, sempre colti in pose che non permettono un dialogo con lo spettatore. Giovani donne, ragazzi, la figlia Ginny (modella preferita), tutti immobili, senza emozioni visibili sui volti. A volte, come per sottolineare ancora di più questo aspetto, Scalco realizza un quadro nel quadro: il soggetto si ripete nel quadro che gli fa da sfondo.

Come scrive Gilberto Algranti nella recensione del catalogo dell’ Antologia della figurazione contemporanea. Italia: le ultime generazioni “Volumi sicuri, forme compiute e fortemente plastiche nelle figure, nelle cose, paesaggi veri senza sogno: questo è il mondo di Giorgio Scalco. Il racconto non è mai enfatico, mai retorico, la tela ospita la narrazione come una storia antica come la vita e non ha bisogno di fronzoli e di ricercatezze, non si compiace di invenzioni ma punta diritto al vero, forse indugiando su alcuni dettagli salienti che vogliono confermare la sua propensione a non transigere mai dal pensiero profondo che la sospinge. Così Giorgio Scalco vuole cantare la poesia del quotidiano, fatta di parole che non indugiano negli effetti ma mirano al cuore. Facile criticare quello che si vede, più difficile riuscire a restituire la grande dignità della verità anche alle cose più semplici e ai sentimenti più genuini.” L'esposizione sarà documentata da un catalogo edito da Tekne Eventi - Spazio Figurae, contenente le immagini delle opere esposte e accompagnata da un testo di Gilberto Algranti, da due presentazioni del Sindaco e del presidente della Pro Loco di Trissino, e da un’intervista all’artista di Alessia Mesirca Morlotti.

Catalogo Tekne

Orario: dalle 10:00 alle 13:00; dalle 15:00 alle 19:00; Chiuso Domenica – Lunedi' mattina

Ingresso libero

Info: Spazio Figurae, Viale Sabotino, 22 – 20135 Milano, Tel. +39 02 45470740/1 Tel. 02 36505077


Mostre, Vicenza: “La rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma e Bisanzio” alla Galleria di Palazzo Leoni Montanari

Ottanta opere dell’arte paleocristiana riunite alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari per raccontare quella che fu una vera “rivoluzione dell’immagine”, saranno esposte dall'8 settembre al 18 novembre 2007 alla Galleria di Palazzo Leoni Montanari. Rappresentano documenti del passaggio dal mondo antico alla modernità quando le opere d’arte divennero soprattutto simboli per comunicare, davvero a chiunque, un nuovo rivoluzionario credo. L’iconografia già in uso vira di significato, mentre segni di appartenenza sino ad allora nascosti venivano svelati. Tutto ciò intorno ad una data. L’aprile dell’anno 313 quando Costantino emanò l’Editto che riconobbe al Cristianesimo una legittimità che lo toglierà dalle catacombe e comunque dal puro ambito domestico e privato. Per l’arte fu l’inizio di un nuovo tumultuoso passaggio dalla classicità alla modernità, appunto. Questo momento cruciale della Storia, ma anche della storia dell’arte, dell’iconografia e della comunicazione, viene raccontato nell’esposizione promossa e curata da Intesa Sanpaolo nella propria sede museale di Vicenza, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, con esempi tra i più importanti della produzione artistica tra quarto e sesto secolo, creati in tutto il territorio dell’Impero ed in particolare tra Roma e Bisanzio. Sono sculture in marmo e bronzo, affreschi, mosaici, vetri dorati, avori, argenti, tessuti concessi per questa mostra da una ventina di musei italiani. L’ampio apparato illustrativo che accompagna l’esposizione - cui si affianca, nei fine settimana, un laboratorio didattico per coinvolgere ragazzi e adulti in una piacevole ed istruttiva attività di interpretazione e riappropriazione del significato profondo delle opere esposte -  conduce il visitatore non solo a godere della straordinarietà dei tesori esposti ma anche ad entrare dentro quel particolare momento storico che quelle opere fece germinare. L'esposizione è curata da Fabrizio Bisconti e Giovanni Gentili ed è inserita in un progetto pluriennale denominato Percorsi nel sacro, ideato e curato da Fatima Terzo con lo staff Beni culturali di Intesa Sanpaolo. Tale progetto intende collegare le numerose iniziative espositive degli anni recenti all'interno di una generale prospettiva che, traendo ispirazione dalla collezione di antiche icone russe dell’Istituto esposta in modo permanente al piano alto di palazzo Montanari, vogliono far conoscere ad un ampio pubblico, con approccio didattico-educativo, gli esiti migliori dell’arte originata nei secoli, in Oriente e in Occidente, dall’avvento del Cristianesimo.

Quella paleocristiana fu un’arte al servizio della comunicazione del messaggio, attraverso raffigurazioni semplificate o simboliche, spesso abbandonando volutamente la cura e l’equilibrio dell’arte ufficiale ancora legata, ormai stancamente, all’ellenismo e alla sua cultura. La “Buona Novella” annunciata da Cristo deve essere narrata e compresa senza inciampi perché la Salvezza promessa sia donata a ciascuno. Così le storie bibliche dell’Antico Testamento anticipano quelle della vita di Cristo e le figure dei patriarchi e dei profeti si affiancano a quelle della Vergine e dei santi, nuovi amici di Dio e modelli da seguire. Un nuovo significato è dato alle forme antiche: giardini e pascoli, immagini suggestive del paradiso pre-cristiano, sono adesso emblema dell’Eden riconquistato; il pastore diviene Cristo “Buon Pastore”, l’orante dalle braccia tese è ora l’anima beata; il Sole dai molti nomi è Cristo, luce definitiva sorta sul mondo. Simboli criptici si sciolgono, come il pesce che significa “Gesù Cristo figlio di Dio”, così come a Lui si riferiscono il faro, il porto o l’ancora. Nuovi ne nascono e si diffondono fino ai nostri giorni, a cominciare dal cristogramma, che unisce in sé le prime due lettere del nome greco di Cristo, Chi e Rho. È rivoluzione, e non involuzione, anche nello stile: abbandonato il naturalismo proprio dell’arte greco-romana, le figure si dispongono l’una accanto all’altra nella rappresentazione delle vicende bibliche, o si stagliano solenni nello spazio, come quelle di Cristo, della Vergine e dei santi o dei primi imperatori cristiani e della corte, rappresentanti in terra del consesso divino. Fino a suggerire, nelle linee e nei segni come nei colori, l’avvento ormai prossimo dell’icona bizantina, figlia ed erede della nuova concezione artistica. Il percorso espositivo ha inizio con una scelta selezione di opere che illustrano le varie modalità con cui il paganesimo tardo antico esprime il proprio sentimento religioso, all’interno dei vari popoli e delle variegate culture del vasto impero romano: sono raffigurazioni mitologiche che interessano la creazione del primo uomo, Prometeo, oppure Ercole, Orfeo, Dioniso e Mitra/Sole - come nello splendida testa in marmi colorati proveniente dal mitreo di S. Prisca sull’Esquilino, ora al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo -, scene paradisiache descritte da un paesaggio - come nella parete della Casa del bracciale d’oro di Pompei o nell’affresco dei Campi Elisi, al Museo Nazionale Romano - o da scene di vita pastorale - ne è esempio il bel sarcofago dalla catacomba di Priscilla - fino all’immagine del pastore con la pecora caricata sulle spalle, prefigurazione di Cristo Buon Pastore.

Un passaggio ulteriore considera i nuovi temi della fede cristiana, attraverso la narrazione delle storie bibliche del Nuovo e dell’Antico Testamento, che pittori e scultori cristiani raccontano in forme per lo più semplici, atte ad essere comprese da tutti. Sono messaggi fissati nella pietra come in nobili materiali - è il caso della splendida pisside d’avorio con scene della vita di Cristo del Museo Archeologico di Bologna e del mosaico con le storie di Giona e dei rarissimi tessuti orientali con l’Annunciazione e la Natività, dei Musei Vaticani - da cui prendono le mosse ulteriori immagini: quelle simboliche e celebrative della maestà divina come di quella imperiale. Su vetri dorati come su preziosissimi avori - come il celebre dittico di Murano, del Museo Nazionale di Ravenna, o quello di Stilicone del Tesoro del Duomo di Monza, insieme a quello detto del Patrizio della cattedrale di Novara - si fissano le nuove immagini della Maestà di Dio e della maestà imperiale, rimando a celebri, fastose decorazioni delle prime basiliche cristiane come delle residenze della corte, spesso cancellate dal tempo. Accanto alla corte terrena, modelli e campioni della nuova fede sono i santi, gli apostoli e i primi martiri anzitutto, spesso ritratti oranti nella beatitudine del paradiso, secondo uno stile sempre più prossimo al linguaggio dell’icona bizantina. Ed è proprio al nuovo linguaggio figurativo che è dedicato l’ultimo momento della mostra, che considera attraverso un’accurata scelta di opere d’arte - che includono capolavori quali la testa a mosaico di S. Pietro, oggi nelle Grotte Vaticane e il ritratto di imperatrice su tavola d’avorio del Museo del Bargello di Firenze - le novità stilistiche dell’arte, fino a sfiorare d’anticipo, negli affreschi con santi dalle catacombe napoletane, l’icona. Non è un caso, dunque, che la mostra proponga in chiusura una selezionatissima scelta di icone, dalla collezione Intesa Sanpaolo, chiaramente relate, nei segni, nei simboli, nello stile, all’arte paleocristiana, sua primitiva radice. E che una sorta di fil rouge, dai chiari intenti didattici, ci accompagni all’interno di Palazzo Leoni Montanari, a riassumere e a riproporre situazioni in divenire, come lo è quest’arte in questi secoli, attraverso l’uso di immagini e segni il cui significato si svela e si arricchisce strada facendo. Ottanta tesori d’arte, dunque, alla riscoperta di un momento decisivo per il nostro tempo: il passaggio dal mondo antico alla modernità.

INFORMAZIONI UTILI

anteprima per la stampa 6 settembre dalle 11 alle 15

inaugurazione 7 settembre ore 18

Orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18

Catalogo Silvana Editoriale, a cura di Fabrizio Bisconti con Giovanni Gentili

Info: tel. 800.578875 informazioni@palazzomontanari.com


Prato: visita all'Azienda Agricola Barone

Si respira un fascino d'altri tempi quando si entra in questa splendida azienda, residenza dei nobili a Prato. Un luogo ameno, tutto improntato a salvaguardare una cultura enologica forte di secolare esperienza. La suggestione del posto aveva incantato anche il Dürer, che nel suo famoso viaggio in Italia, proprio a Segonzano aveva soggiornato, dipingendo uno dei suoi famosi quadri; un fascino che continua e che si ritrova nei vini prodotti in questa cantina. Nel decennio fra il XIX e il XX secolo, l'enologo Giovanni Napoleone a Prato, dopo gli studi compiuti in tutta Europa, introdusse a Segonzano il Pinot Nero e il Cabernet. A questi vitigni, coltivati ormai da quattro generazioni, l'Azienda ha affiancato da qualche anno la coltivazione dello Chardonnay. Il barone Ferdinando a Prato ed il figlio Paolo, enotecnico diplomato all'Istituto Agrario di San Michele a/A, curano personalmente ogni fase della produzione del vino. Con uno stile quanto mai personale, continuano a vinificare con metodi assolutamente tradizionali. I loro vini dimostrano classe e originalità.

Giorni e orari di apertura: lun.-sab.: 9.00-12.00 / 14.00-19.00; festivi su prenotazione - Lingue parlate: italiano, tedesco  - Referente Visite: Paolo a Prato

Visite: La visita ha inizio con un racconto sulla storia dell’azienda per passare poi alle tecniche di vinificazione. Visita alla cantina e alla sala di invecchiamento. Infine degustazione dei vini dell’azienda

Durata visite: 1 h - N° persone max per visite: 50 (prenotazione necessaria per gruppi) - Visita ai vigneti: sì - Degustazioni: sì - Ristorazione: no - Altre attività/offerte: - Altre strutture: punto vendita, sala degustazione - Parcheggio: sì - Possibilità di acquisti: vino

Loc. Piazzo, 44 - 38047 Segonzano (Tn), Tel. 0461/686241, Fax. 0461/686241, paoloaprato@inwind.it


L’Orchestra da Camera Fiorentina riprende la sua stagione con il pianoforte di Di Cristofano diretto da Rodilla

Dopo i successi del Bargello e la sosta di Agosto torna con un nuovo doppio appuntamento l'Orchestra da Camera Fiorentina in questa sua 27^ Stagione concertistica. Domenica 9 Settembre alle ore 21:00, ed in replica il giorno seguente alla stessa ora, sempre presso la splendida Chiesa di Orsanmichele, l’Orchestra si esibirà con il pianoforte di Antonio Di Cristofano e sarà eccezionalmente diretta dalla bacchetta del Maestro Josè Miguel Rodilla. Il programma dei due concerti prevede la prima esecuzione a Firenze del Concerto per orchestra d’archi suite alla Maniera antica di Bartolucci, del Concerto per Pianoforte e orchestra in Re minore di Bach, di Due melodie elegiache Op. 34 di Grieg e l’ Eine Kleine Nachtmusik di W.A. Mozart..

Josè Miguel Rodilla, nato a Valencia, Spagna, ha studiato direzione d’orchestra, composizione e clarinetto a Valencia, Alicante, Rotterdam e al Mozarteum di Salisburgo, ricevendo il Diploma d’onore in Direzione dal Collegio Reale di musica. Ha debuttato come direttore con l’orchestra del Conservatorio di Murcia nel 1990, che ha poi diretto fino al 1996 con tournee in Ungheria, Portogallo, Spagna. Nel 1991 ha ricevuto il premio “Miglior Direttore” dal Festival Internazionale di orchestre Giovanili di Murcia. Nel 1993 ha fondato il “Concertus Novo Chamber orchestra” realizzando il suo sogno di costituire un Ensamble specializzato nella musica contemporanea, presente da allora nei più importanti festival Internazionali. Molti sono stati i suoi concerti diretti con la Aachen Symphony, Szeged Symphony, e altre importanti orchestre sinfoniche in Austria, Paraguay, a Milano, Valencia, Extremadura, Oporto, Bratislava, Castilla y Leon, Città di Malaga, Siviglia e tante altre. E’ spesso invitato anche come direttore d’opera e ha lavorato con grandi solisti quali: Ana Sanchez, Steven Isserlis, Montserrat Caballè, Carlos Breganza e Josè Sempere. Dal 1997 è direttore Principale della orchestra Sinfonica di Murcia.

Antonio Di Cristofano. Ha conseguito il Diploma di Pianoforte nel 1986 al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze sotto la guida del M° Antonio Bacchelli, e si è succesivamente perfezionato con il M° Massimiliano Damerini. Si è esibito in recital e con orchestra presso le più prestigiose Istituzioni italiane ed estere nel Festival Pianistico Internazionale di Vigo e Gioventù Musicale di Siviglia, Sala del Conservatorio Ciaikovsky di Mosca, la Smetana Hall e Dvorak Hall a Praga, la Moores Opera House di Houston e molte altre in ogni parte del globo. Ha collaborato con i direttori e le Orchestre più importanti del panorama mondiale. Ha tenuto masterclass per il Conservatorio Ciaikovsky di Mosca, per l’Accademia di Dubrovnik, per l’Università di Denver e la SMC Accademia di Seoul. Tra i suoi prossimi impegni è previsto il debutto al Musikverein di Vienna e nella Disney Hall a Los Angeles.

A far da partner, anche quest’anno all'orchestra, saranno la Regione Toscana, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Banca CR Firenze sponsor Istituzionale, oltre al Ministero per i beni e le Attività Culturali, al Comune di Firenze assessorato alla Cultura, il Polo Museale Fiorentino e Findomestic Banca spa

I biglietti per i due concerti potranno essere acquistati in prevendita presso il Box Office di Via Alamanni (055/210804) oppure un’ora prima dei concerti presso la stessa Chiesa, La prevendita sarà effettuata anche persso la Chiesa di Orsanmichele nei giorni dei concerti dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30

Per prenotazioni e informazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Orchestra al numero di telefono - 055 783374 o al sito www.orcafi.it

Info: Orchestra da Camera Fiorentina, Via E. Poggi n°6 - 50129 Firenze; Tel/Fax 055- 783374; E-mail info@orcafi.it; www.orcafi.it


Raccolte differenziate alla VI puntata di Rai Radio2

Discariche abusive e pericolose aree contaminate da rifiuti tossici divenute patrimonio artistico e culturale”. Di questo si parlerà nella VI puntata di Raccolte Differenziate, di Mimmo Mollica, in onda sabato 8 settembre alle ore 20.35 su Radio2. Mollica ripercorre le incredibili vicissitudini della Fiumara d’Arte di Tusa, in Sicilia, una discarica a cielo aperto divenuta il “più grande museo d’arte contemporanea d’Europa” e delle Cave di Su Cuccuru Mannu, in Sardegna, un enorme ricettacolo di rifiuti tossici ad alto rischio di contaminazione, oggi il primo grande ‘Museo dei suoni e delle musiche del Mediterraneo’. Il primo caso è quello della Fiumara d’arte di Tusa, sulla costa tirrenica, tra Messina e Palermo, un grande percorso monumentale: il tribunale ne aveva ordinato la demolizione, la reclusione e milioni di multa, per alterazione del territorio, abusivismo edilizio e violazione della legge Galasso. Il secondo caso è quello delle cave di Su Cuccuru Mannu, sulle rovine di una città fenicia chiamata Tharros, lungo la costa occidentale della Sardegna, destinate all’estrazione della pietra, divenute una discarica di rifiuti tossici, oggi un auditorium unico al mondo, dove è possibile ascoltare i ‘suoni prodotti dalle stesse rocce’ e trecento antichi strumenti musicali tipici dell’isola.

CANTANTI ECOCOMPATIBILI

Jamiroquai e le sue tematiche ambientaliste nei i testi delle canzoni; Francesco Guccini” e “Dio non e’ morto”, un saggio con una prefazione di Don Backy.

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