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Mostre, Torino: Opere effimere e metaforiche di Carlo Maria Maggia al Parco delle Vallere |
data : 28.02.2007 |
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Il 24 e 25 marzo
2007 in occasione delle Giornate del FAI, al Parco delle Vallere,
Carlo Maria Maggia ha progettato due interventi in situ che verranno
presentati nella corte del complesso. Ad accogliere i visitatori sarà
una scultura naturale dal titolo “Erodi”. Una lastra di acciaio alta 3
metri, una sorta di paravento da cui prorompe, con forza ostinata e
irrazionale, un tronco di albero raccolto sul greto del fiume dopo una
piena: scheletro spoglio, ma vitale. L’azione erosiva lo ha sradicato e
condotto a valle, ed oltretutto si tratta di una varieta’ di Eucalipto
non autoctona in Piemonte. La realizzazione è avvenuta senza alcun
intervento sulla corteccia del tronco. L’ALBERO NON E’ FERITO, ma sembra
aver ingaggiato una sfida: imporre il suo ciclo vitale, forza e
leggerezza, sulla rigidità possente, razionale, ruvida e monotonamente
uguale della lamiera simbolo della produzione e della civiltà delle
macchine. Una sfida contemporanea, di forte attualità raccolta dai
movimenti ambientalisti internazionali e nel futuro prossimo da
sensibilità artistiche sempre più presenti nel panorama culturale
mondiale.
Il lavoro che Carlo Maria Maggia porta avanti da alcuni anni è, e non potrebbe essere diversamente, coerente con il pensiero e una filosofia esistenziale che si traduce in una serie di azioni che Maggia sviluppa in giro per il mondo, come nel suo giardino nel ponente Ligure in cui ha piantato oltre 7000 piante e nel corso della vita ha messo a dimora piu’di un milione di alberi ed arbusti. La sua conoscenza naturalista, affinata per alcuni anni dall’attività svolta nella sua Officina dei Giardini, (azienda che la lasciato nel 2004) si è totalmente concentrata sul terreno artistico, in una simbiosi invidiabile tra natura, conoscenza, creatività che annulla l’intervento materiale sulla Natura, preferendo assecondarla, rendendo manifeste la sua bellezza e la sua forza, la sua capacità di smuovere dentro ognuno di noi meta-pensieri. L’utilizzo di materiali naturali e biodegradabili è un’altra caratteristica del lavoro di Maggia, visibile nel secondo Intervento progettato per il Parco: nella vasca galleggiano sculture che nulla sono se non amidi di origine vegetale che oltre ad essere commestibili, si sciolgono non inquinando. I bambini che visiteranno la Mostra potranno sperimentare il laboratorio artistico allestito per loro dall’ artista, realizzando e seguendo l’ evoluzione della bio sculture che realizzeranno. L’arte si può introiettare fino a mangiarsela? Il gesto artistico, per essere tale, deve per forza sfociare in un prodotto determinato immutabile e infinito? Attorno a queste due AZIONI Maggia propone all’interno degli spazi del Parco una selezione di immagini montate su superfici specchianti e retroilluminate, dove è importante sottolineare che la fotografia è concretizzazione di azioni e pensieri dai quali non si può prescindere, per non cadere nella facile banalizzazione della bella immagine di Natura. Per chi è più addentro alla tecnica fotografica, Maggia scatta con una Nikon Coolpix digitale compatta, non particolarmente sofisticata, e non usa alcuna tecnica digitale di postproduzione. Durante il 2007 sono in programma: Milano Cow Parade. 14 Aprile/17 Giugno Rubiera, Corte Ospitale. Installazione di land art nel chiostro 31 Aprile Milano, Orticola Palazzo Dugnani. 10/13 Maggio Venezia, bacino dell’ Arsenale. Performance per la causa Africana. 10/12 Giugno Bordighera, Accademia Balbo. Installazione di art in nature. Luglio/Agosto Carlo Maria Maggia cenni biografici
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