Cultura , mostre, arte contemporanea, eventi musicali
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Aste
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Mercato Antiquario, Restauro
31.08.2007
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NICCHI: "SARA' UNA BELLA EDIZIONE!"
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Un grande cambiamento ben gestito
dall'organizzazione Fiera, con visibile
soddisfazione degli operator
Milano: Asta di Antiquariato,
Moderno e Contemporanea a Viscontea Casa d’Asta
Fondazione Guido d’Arezzo e Fiera
Antiquaria insieme, per la prima volta, domani al Museo d’Arte Medievale
di Arezzo. MUSICA E ANTIQUARIATO PER I BAROCCHISTI DI LUGANO
Mostre, Parma: “BURRI opere
1949-1994. La misura dell’equilibrio”
Cerreto Sannita (BN): “Folli geni
andati a male”
Ghibellina: “La notte, la luce
aspettando l’alba”
Firenze: al via la IX edizione di
Settembre in Piazza della Passera
Trento: il corso di Astrazione
lirica di Italo Bressan alla Galleria Civica di Arte Contemporanea
30.08.2007
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Sorpresa:
il nostro Sito darà
via webcam dalla Fiera Antiquaria di Arezzo la
diretta on line dello scarico.
- Appuntamento su
www.eosarte.eu domani alle ore 15.00. E'
la risposta del mercato dell'arte al lavoro a quello dei Grandi
Fratelli e della violenza via cellulare. Magari sarà divertente e
certamente più istruttiva e vera.
Arezzo, Fiera di Settembre al Prato:
informazioni sulla Disciplina per il carico e scarico delle merci
Arezzo: l'Orchestra
“I
Barocchisti” conclude il Guidoneum Festival
durante la Fiera
Antiquaria
Anghiari (AR):
II Festival Paesi e
Città in racconto. Narratori per diletto
Mostre, Padova: omaggio a Boccioni
prefuturista
Mostre, Gorizia: “Vanità e decoro.
Merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg”
Premio letterario Viareggio-Rèpaci
2007 78esima edizione
San Marco Argentano (Cosenza):
l'edizione 2007 del premio di pittura estemporanea
Mostre, Palermo: Sinfonie di Giorgio
Melzi alla galleria091
Mostre, Palestrina: "Ferro
dell'altro mondo" di Giacomo Bagnaia
Mostre, Piombino: “L’immagine
segreta” di Abdallah Khaled all'Accademia dei Ravvivati
Palermo: Mario Biondi e la Duke
Orkestra al teatro Verdura
29.08.2007
Mostre, Lissone (Milano): Giorgio de
Chirico & Alberto Savinio al Museo di Arte Contemporanea
Mostre, Lucca: Cartasia 2007
Mostre, Ravenna: Luca Longhi al Mar
per il cinquecentenario della nascita
Mostre, Bologna: Orizzonte degli
eventi – connessioni tra arte e scienza
Mostre, Milano: personale di Gianni
Cuomo al
Torchio
- Costantini
Mostre, Perugia: capolavori della
maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi
Mostre, Bracciano (Roma):
Archivolandi di Gerry Turano al Museo Storico dell’Aeronautica Militare
di Vigna di Valle
Mostre, Canneto sull’Oglio
(Mantova): Bambole d’artista? Sono in Vespa!
Mostre, Roma: Hanging Out alla Notte
Bianca
Torino: il calendario degli eventi
del Museo Accorsi
Mostre, Bellinzona: Antonio Lüönd
alla Galleria Balmelli
Mostre, Torino: i lavori di Giuseppe
Chiari
Mostre, Pietrasanta: La robotica e i
materiali innovativi nel Chiostro di Sant’Agostino
28.08.2007
Termoli: ad ottobre week end
dedicato alla passione di Milwauke
Conferenze, Roma: conferenza e
azione MEMORIA: creazione e richiamo di Masao Okabe al MLAC
Mostre, Parma:“Foodscapes – Art &
Gastronomy”
Lugano (Svizzera):
“Speed. Michael
Schumacher e la Scuderia Ferrari” alla Galleria Gottardo
Due statue in
terracotta dipinta, un San
Francesco e una Santa Chiara
di
Giovanni della Robbia a Cortonantiquaria
Premio Letterario Viareggio Repaci
2007
Mostre, Monfalcone (GO): GIPI. La
'vita' tra le pagine. I romanzi a fumetti di Gian Alfonso Pacinotti
Mostre, Orta San Giulio (NO):
Ortissima. Percorsi d'Orta a Palazzo Ubertini
Mostre, Modena: Arnold Mario dall’O
– Ritratto di famiglia alla galleria Canalgrande18
Mostre, Parma: “BURRI opere
1949-1994. La misura dell’equilibrio” alla Fondazione Magnani Rocca
Gavi (Alessandria): Segreti
geometrici e sensoriali dell’arte e dei vini in “Giustiniana” alla
Tenuta La Giustiniana
27.08.2007
Arezzo:
Grande successo del 55° Concorso Polifonico Internazionale
Ad
ottobre la I edizione di DolcementePrato
Al via
la 45a edizione di Cortonantiquaria
Mostre, Ravenna: “Renato Guttuso. La
passione della forma”
Svetlana Ostapovici espone a Las
Vegas negli Usa, mentre continua il suo successo alla 52. Biennale di
Venezia
Mostre, Brufa (PG): Teodosio Magnoni
alla XXI edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”
Vicchio: La “Fiera Calda”
Mostre, Ancona: la collezione
Artemisia all'Atelier dell’Arco Amoroso
Mostre, Udine: “La Casa
dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)”
Gorizia: settembre musicale nel
Parco Coronini
Anghiari (Arezzo):Il II Festival
nazionale
Città e Paesi in
racconto. Narratori per diletto
21.08.2007
La
Galleria di Camberra acquista un De Chirico
Passeggiando con Cesare Pavese,
Davide Lajolo, Beppe Fenoglio
Itinerari letterari tra Langhe e Monferrato fino a Ottobre 2007
Subbiano (AR), Giorgio Albertazzi il 24 Agosto alla XX edizione di Pievi
e Castelli in musica
LUCCA. In mostra nuovi sistemi per attirare turisti
20.08.2007
Bellissima statua colossale di
Adriano recuperata a Sagalassos in Turchia da archeologi belgi
Scoperta tomba etrusca a Civitella
Paganico in provincia di Grosseto.
Notizia ferragostana? I Bronzi di
Riace erano forse tre.
Gli Uffizi acquistano da Fabrizio Moretti una tavola del Maestro del
Bigallo appartenuta a Bardini
Una Santa Martina di Pietro da Cortona acquistata dal LACMA
Nel borgo medievale di Longiano (FC)
inaugura il 25 agosto una sezione della mostra “Renato Guttuso.
Il San Francesco di Bernardino Mei ritrovato a Seggiano sarà presentato
il 18 agosto al pubblico dopo il restauro
Cortona prepara la 45esima edizione della sua mostra antiquaria
Chiesa del Luogo Pio, Livorno ,
Jannis Kounellis - Michele Zaza fino al 31 Agosto
06.08.2007
Mostre, Perugia: capolavori della
maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi
San Lauro (Cosenza): momenti di
aggregazione per celebrare la “Madonna del Carmelo”
La XXI edizione di Scultori a Brufa.
La strada del vino e dell’arte
Concerto di San Lorenzo in Piazza
Dante con l’Orchestra Sinfonica di Grosseto diretta da Franz Anton
Krager
San Marco Argentano (Cosenza):
Giornate normanne
03.08.2007
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Mostre, Roma:
Stop&Go per la Notte Bianca
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San Marco Argentano
(Cosenza): la X edizione del premio di pittura
estemporanea
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A settembre la XII
edizione di Milano Film Festival
Massa Carrara: Ultima settimana per
Lunatica 2007
Palermo: Franco Battiato al Teatro
di Verdura
02.08.2007
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Mostre, Ravenna:
Critica in Arte al MAR
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Mostre, Gorizia: una
preziosa collezione di pizzi e merletti a Palazzo Coronini Cronberg
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"Nascerai artista
da Terni a Madrid"
Massa Carrara:
Taranta Lunatica
Eugenio Riotto al Parco di Pinocchio a Collodi
Pietrasanta:
Turris Babel, la nuova avventura espositiva per ASART
Mostre,
Arezzo: Un viaggio nel colore di Mirella Milanini
Corchiano di
Viterbo: l’VIII edizione del Fescellino d’oro con il Maestro Piovani
01.08.2007
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Mostre, Vicenza: La
rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma
e Bisanzio
Roma: al via in
autunno la MaratonArte
Gorizia: i prossimi
concerti al parco Coronini
Roma: il
restauro di Castel Sant'Angelo ha interessato anche la loggia di Giulio
II del 1505
Massa Carrara:
Progetto Speciale “Vite”
a Lunatica 2007
Colle Val
D'Elsa: appuntamento con LiberaCollaterale il 1 settembre
La XX edizione
di Pievi & Castelli in Musica
San Marco
Argentano: al via domani la kermesse “Estate sammarchese 2007”
L’Orchestra
Sinfonica Città di Grosseto diretta dal maestro Jesus Medina al Cassero
Senese
Il progetto di
valorizzazione dell' “Agro Prenestino Tiburtino”
Mazara:
Concerto di Antonello Venditti per salutare il ritorno del Satiro
Danzante
Il Circolo Ufficiali la scia dopo 70
anni Palazzo Barberini
Notizie 31.08.2007
Milano: Asta di Antiquariato, Moderno e Contemporanea a Viscontea Casa
d’Asta
Giovedi’ 4 ottobre 2007 a partire dalle ore 10:00, presso Viscontea Casa
d’Aste, avrà luogo un asta di Antiquariato, Moderno e Contemporaneo.
L’esposizione allestita presso le sale della nuova sede di Via Pisacane
57, sarà aperta al pubblico dal 28 settembre al 2 ottobre 2007 con
orario continuato dalle 10:00 alle 19:00.
Info: Viscontea Casa d’Aste, Via Pisacane 57 – 20129 Milano
Fondazione Guido d’Arezzo e Fiera Antiquaria insieme, per la prima
volta, domani al Museo d’Arte Medievale di Arezzo. MUSICA E ANTIQUARIATO
PER I BAROCCHISTI DI LUGANO
Calato il sipario sulla 55^ edizione del Concorso Polifonico
Internazionale Guido d’Arezzo con la vittoria dei francesi di
Lione, componenti il Choeur National des Junes a Coeur Joie, la
Fondazione Guido d’Arezzo ha ancora in serbo un gioiello da proporre al
pubblico. Si tratta dell’ultimo concerto inserito nel programma del
Guidoneum Festival
– autentica novità di questo anno – che verrà eseguito
domani 1 settembre alle ore 21 al Museo di arte Medievale e Moderna di
Arezzo
(via san Lorentino, 8) dall’orchestra “I
Barocchisti”
di Lugano. L’orchestra - diretta da Diego Fasolis, con il musicista
svizzero Duilio M. Galfetti violino di spalla e solista - presenterà un
suggestivo quanto interessante programma legato agli
Stili musicali nella cultura del Settecento,
sulle note di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel, Antonio
Vivaldi e di François Joseph Gossec, capace di immergere il pubblico
nella musica di quella straordinaria stagione che fu il Settecento.
“Il concetto di stile muove da presupposti collegati al comportamento e
alle fattezze, e bene si accompagna alle manifestazioni di genio e di
creatività che quel comportamento o quelle fattezze intendono richiamare
– sottolinea
Francesco Luisi,
presidente e sovrintendente della Fondazione Guido d’Arezzo. Spesso
lo stile si stigmatizza in accezioni di significato convenzionale che
delimitano veri e propri modelli, poi i modelli transitano da un piano
all’altro della produzione artistica e intellettuale e si trovano
utilizzati con valori universali. Così è, ad esempio, il riferimento
allo stile barocco, allo stile galante, allo stile rococò e così via,
senza alcun limite apparente riguardo all’oggetto individuato come base
della definizione stilistica”.
E poiché il leitmotiv della serata è proprio lo stile d’epoca, ha
una sua intrinseca coerenza la collaborazione per questo concerto con un
partner particolare come l’Associazione
Fiera Antiquaria
che,
proprio sabato 1
settembre ritorna ad esporre i propri banchi – dopo undici anni di
assenza – al giardino monumentale de Il Prato.
“E’ un grande onore poter condividere una manifestazione così importante
per la vita culturale ed artistica della città come il Concorso
Polifonico Guido d’Arezzo e, nello specifico, il
Guidoneum Festival, tanto strenuamente voluto dal professor Luisi
– sostiene
Paolo Nicchi,
presidente dell’Associazione Fiera Antiquaria.
E’ significativo che le due manifestazioni aretine più conosciute in
Italia e all’estero (senza niente togliere alla Giostra del Saracino)
abbiano deciso di unire i propri sforzi per lavorare assieme con il
dichiarato intento di offrire l’una all’altra le proprie peculiarità.
Siamo così convinti della bontà di questo progetto che, già da adesso,
stiamo pensando a manifestazioni comuni future, come esposizioni
tematiche riguardanti strumenti musicali, partiture…
“- conclude Nicchi.
L’ingresso al concerto è libero.
I Barocchisti
Il complesso raccoglie, sotto la guida di Diego Fasolis, l’eredità della
Società cameristica di Lugano, che a partire dagli anni ’50, sotto la
guida di Edwin Löherer, ha svolto un’attività fondamentale per il
recupero delle opere vocali e strumentali del Barocco ottenendo successi
concertistici e discografici di livello mondiale (tra cui vari dischi
d’oro). Primo violino e violino solista è l’artista svizzero Duilio
Galfetti. Il complesso si presenta in formazioni variabili e i musicisti
provengono da varie esperienze con i maggiori complessi barocchi
d’Europa. Il carattere latino delle esecuzioni improntate al virtuosismo
e al ritmo equilibrati da una costante metodicità espressiva stimola il
plauso del pubblico e della critica che, sin dalle prime apparizioni, ha
scritto in termini entusiastici. Unitamente al Coro della Radio Svizzera
in questi ultimi anni, con la direzione di Fasolis, ha realizzato
diverse produzioni concertistiche e discografiche pluripremiate dedicate
a Händel, Vivaldi, Bach, Galoppi, Scarlatti, Paisiello, Cassini, Mozart,
Pergolesi. Il doppio CD Il Mondo alla Roversa di Galoppi è stato
insignito del Premio Internazionale del Disco della Fondazione Cini di
Venezia.
Mostre, Parma: “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”
La presenza nella collezione permanente della Fondazione
Magnani Rocca di due opere di
Alberto Burri (Città di Castello
1915 – Nizza 1995) costituisce lo spunto per l’organizzazione,
dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, di un’iniziativa espositiva che renda
omaggio a Burri attraverso una mostra antologica dal titolo “BURRI opere
1949-1994. La misura dell’equilibrio”, organizzata in collaborazione con
la Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” di Città di Castello
(PG). E’ noto che una sera di aprile del 1960 il pensiero di Luigi
Magnani ondeggiava tra la soddisfazione per l’acquisto di un Sacco di
Burri del 1954 e il timore di “scandalizzare”
Giorgio Morandi che sarebbe venuto in
visita a Mamiano il giorno successivo, e quasi arrivò a pensare di
toglierlo dal muro per nasconderlo al pittore; alla fine il Sacco rimase
dove si trovava, e Morandi, di fronte all’opera, si complimentò con
Magnani, evidenziando con grande sensibilità e senso critico una
caratteristica che non era ancora tra quelle più riconosciute all’opera
di questo grande maestro, il massimo rigore progettuale e spaziale. A
conferma di tale rapporto di stima reciproca si affianca al Sacco del
1954 una piccola splendida Combustione donata da Burri a Magnani nel
1961.
La mostra si snoda attraverso le sale espositive della
Fondazione Magnani Rocca con un percorso emblematico di tutta
l’articolata vicenda artistica di Burri. Le opere presenti sono
esemplari scelti nell’osservanza del principio più volte ribadito da
Burri stesso, secondo cui “il mio primo quadro è uguale all’ultimo”; le
opere trovano collocazione nello spazio secondo un allestimento in
relazione ad esso, altro principio caro al Maestro. L’arco cronologico
copre tutta l’attività di Burri coi primi esperimenti dell’artista sulla
materia, le mescolanze di colore a olio e sabbia o pietra pomice o altri
frammenti di minerali, tese a creare una miscela densa e spessa, che si
raggruma sulla tela e rifiuta l’appiattimento sul supporto. Anche
quest’ultimo, d’altra parte, diventa presto oggetto di un’ulteriore
innovativa ricerca che darà origine alle serie celebri dei Gobbi, opere
in cui strutture metalliche (o, come nell’unico caso del primo “Gobbo”
del 1950, con un ramo d’albero) premono dal retro sul tessuto della tela
dando luogo a estroflessioni, prominenze, deformazioni. Da supporto
neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo,
sinergicamente partecipe del processo creativo. E’ a partire dagli inizi
degli anni cinquanta che Burri comincia a realizzare i Sacchi,
presentati in numerose mostre, personali e collettive, in Europa e in
America, cui fanno seguito, negli ambiti di sperimentazione del Maestro,
i Legni, le Combustioni, i Ferri. Nel decennio successivo le Plastiche
diventano i materiali protagonisti delle sue opere. Dalla fine degli
anni sessanta l’artista crea i Cretti, ottenuti con un impasto di
caolino e vinavil e, a partire dalla metà degli anni settanta, i
Cellotex, pannelli di compressi lignei per uso industriale, variamente
sfogliati e dipinti. In mostra, fra l’altro, è presente l’importante
Grande nero cellotex M2 del 1975, appartenente alle collezioni del
Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di
Parma. Nel 1981 Burri dona una ricca selezione di opere che verranno
collocate nel palazzo Albizzini di Città di Castello, sede della
Fondazione da lui voluta e attualmente presieduta da Maurizio Calvesi.
La mostra, a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la
Fondazione Burri, mette in risalto, accanto alle opere di grande
formato, altri aspetti particolari della produzione di Burri, come libri
d’artista in edizione limitata e opere di piccolo formato, che
rispecchiano mirabilmente gli aspetti dell’arte del Maestro
nell’equilibrio delle composizioni e della materia cromatica.
BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio
Mostra a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara
Sarteanesi per la Fondazione Burri
Catalogo edito da Silvana editoriale a cura di Chiara
Sarteanesi e Simona Tosini Pizzetti con la collaborazione di Stefano
Roffi
Allestimento a cura di Tiziano Sarteanesi.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4
Parma - Mamiano di Traversetolo.
Dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, dal martedì alla
domenica orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)
Lunedì chiuso.
Tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337
info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it
LA MOSTRA E’ REALIZZATA GRAZIE AL CONTRIBUTO DI
FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE S.P.A.
Sponsor tecnici: Arterìa, Gazzetta di Parma, Hotel Palace
Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels, TEP, Società per la Mobilità e
il Trasporto Pubblico
Cerreto
Sannita (BN): “Folli geni andati a male”
Sabato 1 settembre 2007 in occasione de “LA MOVIDA” III
edizione della notte bianca la galleria GiaMaArt studio di Vitulano
presenta “FOLLI GENI ANDATI A MALE”, una doppia mostra personale di due
giovani artisti sanniti,
Sara
Cancellieri e Igor Verrilli.
Genio incompreso, genio fallito, genio ribelle, quanti modi
per descrivere il genio, ma qualè il modo per descrivere il genio
artistico? Un uomo che riesce con i colori a descrivere e dare emozioni,
a rappresentare follie, storie, drammi, tristezze e felicità, facendole
proprie e soffrendo in prima persona. Come descrivere questa forma di
genio se non come "folle genio andato a male". Cancellieri e Verrilli
incarnano in pieno questa forma di genio, ambedue calati in
rappresentazioni di mondi reali con temi diversi tra di loro, ambedue
nemici dell'unico amico degli artisti "il colore" regalando sfumature di
grigi nei loro racconti anacronistici o improbabili. Cancellieri e
Verrilli, geni incompresi, geni ribelli, geni andati a male, ma non geni
falliti.
Orari: dal martedì al sabato ore 17.00 - 20.00 e per
appuntamento, (possono variare verificare sempre via telefono)
Info: GiaMaArt a r t e c o n t e m p o r a n e a, Via
Iadonisi, 14 · 82038 Vitulano (BN) · Italy, Tel./Fax 0824.878665 · Cell.
338.9565828 · Web:
www.giamaartstudio.it · E_mail:
info@giamaartstudio.it
Ghibellina:
“La notte, la luce aspettando l’alba”
L’ultima lunga notte di Gibellina si svolgerà al suono dei
tamburi. Tra sabato 1 e domenica 2 settembre si concludono infatti gli
appuntamenti de “La notte, la luce aspettando l’alba” inseriti nelle
Orestiadi 2007. Dopo mezzanotte il Baglio di Stefano di Gibellina sarà
animato dal gruppo dei Tamburi Siciliani, sei strumentisti di Aspra
diretti da Gaetano La Licata. A ruota, Mario Pirovano riporterà in scena
“Lu Santo Jullare Françesco” di Dario Fo, in particolare il “discorso di
Francesco ai Bolognesi”, famosa “concione” del 1222, ricostruita da Fo
sulla base della tradizione popolare, di cronache e testimonianze
dirette; non predica moralistica ma affabulazione ironica, poetica, a
volte sarcastica, sulla guerra, che fa ricorso al particolare linguaggio
dei giullari fatto di lombardo, siciliano, umbro e napoletano,
inframmezzato da vocaboli latini, spagnoli e provenzali, comprensibile
ovunque e comunque. All’interno dello spettacolo Pirovano reciterà anche
“Il Cantico delle Creature”. Dopo una breve pausa – durante la quale gli
spettatori potranno rifocillarsi nel ristorantino che propone piatti
della cucina araba e mediterranea o nel posto di ristoro che invece si
affida alla tradizione della cucina siciliana - sarà la volta di un
concerto di chitarra di Francesco Buzzurro. A chiudere ancora i tamburi
di Gaetano La Licata. Biglietto: 6 euro. Il 4 e 5 settembre alle 21,15
al Baglio di Stefano debutta “La mia vita vorrei scriverla cantando”,
primo dei due spettacoli che la Fondazione Orestiadi e la Fondazione
Buttitta dedicano al poeta Ignazio Buttitta. La regia è di Enrico Stassi
con lo interpreta al fianco di Franco Scaldati, Tano Avanzato ed Etta
Scollo accompagnata dal fisarmonicista Pier Paolo Petta. Le luci sono di
Tonino D’Aloisio. Un recital ideato scenicamente e costruito da Emanuele
Buttitta, nipote del poeta bagherese, memoria storica e profondo
conoscitore della sua opera. Lo stesso
Emanuele Buttitta
ha collaborato con
Moni Ovadia per dar vita ad “Amicu di cento
anni canasciutu ora”, recital in programma il 6 e 7 settembre. Ovadia,
che in scena sarà accompagnato dal gruppo musicale degli Alkantara,
conobbe Buttitta parecchi anni addietro, avviando con lui un lungo
scambio epistolare. Rapporto di penna e di comuni intenti che Ovadia
recupera oggi dedicando all’amico poeta un commosso omaggio tra prosa,
musica e versi.
Spiega Emanuele Buttitta: “I caratteri e i mezzi della
scrittura di Buttitta sono quelli propri di una letteratura, classica e
medievale, che non conosce subalternità culturali fra classi. Perché
Buttitta, poeta culto e popolare, vuole comunicare con tutti e ci
riesce, parla al contadino e all’imprenditore. In ciò è la sua
specificità nel panorama letterario contemporaneo, e la sua forza
rivoluzionaria”. Biglietto per ciascun recital: 12 e 10 euro.
Biglietti: 12 e 10 euro per gli spettacoli dell’Omaggio a
Buttitta
6 euro per “La Notte, la luce aspettando l’alba”
botteghino direttamente al Baglio di Stefano
Prenotazioni: 092467844.
Info: Fondazione Orestiadi - Baglio di Stefano – Ghibellina,
092467844 Sito:
www.fondazione.orestiadi.it
Firenze: al via la
IX edizione di Settembre in Piazza della Passera
IX
edizione per SETTEMBRE IN PIAZZA DELLA PASSERA, organizzata da Stefano
Di Puccio dei “4 Leoni” e dall’Associazione culturale IN PIAZZA,
manifestazione che, per una settimana circa, anima uno dei più
intriganti e caratteristici angoli di Firenze con spettacoli di musica,
teatro, arte, fotografia e quant’altro. Un piccolo festival autonomo che
è diventato ormai uno degli appuntamenti imperdibili del settembre
fiorentino. Direttore artistico della rassegna musicale è Alessandro di
Puccio che, in ogni edizione, presenta generi diversi in sintonia con i
gusti del pubblico eterogeneo che frequenta la piazza. Si parte lunedì 3
settembre con Stefano “Cocco” Cantini “quartet” che presenta The sound
of the “Train”.
Uno straordinario quartetto jazz che si distingue per il
suono, l’energia e il lirismo. Stefano Cantini ha suonato e collaborato
con i più grandi jazzisti di tutto il mondo tra i quali Chet Baker,
Elvin Jones e Michel Petrucciani. Sarà accompagnato da altri tre
straordinari musicisti come: Ares Tavolazzi bassista di levatura
assoluta, fondatore degli Area, che vanta collaborazioni con Richard
Galliano, Kenny Wheeler; Francesco Maccianti grande pianista toscano che
ha suonato con moltissimi solisti di grande caratura come Massimo
Urbani, Larry Nocella, Tonolo, Joe Chamber ed Essiet Essiet con i quali
ha registrato il suo ultimo lavoro discografico per la Philology; infine
Piero Borri, già collaboratore di Art Farmer, Eddie "Lokjaw" Davis, Joy
Garrison, Tristan Holsinger, Karl Potter, Mark Abrams, Noah Howard e
tantissimi altri.
Martedì 4 settembre
è la volta di Barbara Casini, un artista dalla personalità
indiscutibile e stupenda interprete del repertorio jazz brasiliano. Con
lei Mauro Negri al clarinetto, Giovanni Guidi al piano, Raffaello Pareti
al contrabbasso e Enzo Zirilli alla batteria in una serata dal titolo
“Volare. Viaggio nella canzone d’autore”. In prima nazionale, Ray
Mantilla con “Space Station” sarà sul palco di Piazza della Passera
mercoledì 5 settembre. Un nuovo progetto per gli Space Station del
grande showman Ray Mantella, che vuole essere un omaggio al grande Tito
Puente, uno spettacolo di raffinata bellezza dove i musicisti radunati
da Mantilla rappresentano una testimonianza del sound Newyorican, con
lui Edy Martine al piano, Cucho Martinez al basso, Bill Elder alla
Batteria e Mike Freeman al Vibrafono. Oggi a pochi anni dalla morte di
Tito Puente, Mantilla continua la tradizione musicale del maestro con
una vena latina più jazz e contemporanea.
Giovedì 6 settembre arriva in città il “Cirko Guerrini”, condotto da Mirko
Guerrini, nome storico del “sassofono italiano”, noto per le sue
collaborazioni con Stefano Bollani, Ivano Fossati, la Millennium Bug
Orchestra e molti altri. “Cirko Guerrini”, è un viaggio in tredici
momenti nel pittoresco mondo del circo, un brano per ogni personaggio
caratteristico, dalla moglie del lanciatore di coltelli, al giocoliere,
al clown, al pinguino, e così via. Un progetto dall’evidente sapore
felliniano, godibile, divertente, fatto anche di note pungenti,
sarcastiche e a volte un po’ malinconiche. Con Guerrini naturalmente al
sax tenore, abbiamo Mauro Grossi al pianoforte, Saverio Tasca al
vibrafono, Daniele Mencarelli al contrabbasso e Paolo Corsi alla
batteria. Anche per questa nona edizione, venerdì 7 settembre, si
festeggia la tradizionale Festa della Rificolona, festa dedicata
naturalmente ai bambini e non solo. Per i bambini alle 17 La comic band
parade esilarante spettacolo ad opera della Teca dell’Immaginario,
merenda fino all'inizio del concerto e sfilata delle rificolone nel
quartiere con partenza e arrivo nella Piazza. Alle 21.30, invece,
Settembre in piazza della Passera chiude con il concerto della
straordinaria Rossana Casale. E' un trio jazz quello proposto
dall’artista in questa occasione, accompagnata al piano da Luigi
Bonafede e al basso da Aldo Mella. Dopo due anni di tour e più di 250
concerti con il suo famoso progetto dedicato a Billie Holiday, la
cantante nata a New York ma di origini veneziane non rinnega il suo
amore per il jazz, con standard che hanno fatto la storia della musica
afroamericana e fra quali non mancherà un omaggio alla storica jazz
singer. Si ricorda che tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero,
hanno inizio alle ore 21.30 e si svolgeranno all’aperto in Piazza della
Passera. In caso di pioggia, saranno spostati presso l’Auditorium del
Musicus Concentus, Sala Vanni in Piazza del Carmine. La manifestazione è
realizzata con il contributo di Trattoria 4 Leoni, Caffè degli
Artigiani, il Magazzino Osteria Tripperia e grazie a Braccialini,
Giunti al Punto librerie, Marchesi de’ Frescobaldi, GiulioTanini,
Gherardini, Replay Store, Banco Desio Toscana S.p.A., Hotels Lungarno,
ILCO 2000, Acqua Panna, Diladdarno.
L’Associazione Culturale IN PIAZZA sostiene Amici di Angal
Onlus.
Info:
info@4leoni.com, tel.
055/218562
Programma 2007
Lunedì 3 settembre, ore 21.30 -
Stefano “Cocco” Cantini “ quartet” - Stefano Cantini, sax
tenore & soprano - Francesco Maccianti, pianoforte – Ares Tavolazzi,
contrabbasso - Piero Borri, batteria
Martedì 4 settembre, ore 21.30 -
Volare. Viaggio nella canzone d’autore - Barbara Casini,
voce - Mauro Negri, clarinetto - Giovanni Guidi, piano - Raffaello
Pareti, contrabbasso – (Special guest) Enzo Zirilli, batteria
Mercoledì 5 settembre, ore 21.30 -
Ray Mantilla “Space Station” - Tribute to Tito Puente & Cal
Tjader - Ray Mantilla, Percussioni - Edy Martinez, Piano - Cucho
Martinez, Basso - Bill Elder, Batteria - Mike Freeman, Vibrafono
Giovedì 6 settembre, ore 21.30 -
“Cirko Guerrini” - Mirko Guerrini, sax tenore – Mauro
Grossi, pianoforte – Saverio Tasca, vibrafono – Daniele Mencarelli,
contrabbasso – Paolo Corsi, batteria
Venerdì 7 settembre -
ore17,30 - Festa della Rificolona - La Teca dell’Immaginario
presenta il CLOWN GIONI - IL CIRCO IN PIAZZA DELLA PASSERA - Merenda,
animazione spettacolo e parata delle rificolone per le vie del quartiere
ore 21.30 - Rossana Casale “Jazz Trio” - Rossana Casale,
voce - Luigi Bonafede, pianoforte – Aldo Mella, contrabbasso
Info:
info@4leoni.com -
www.4leoni.com ;
www.piazzadellapassera.com - tel.
055/218562
Trento: il corso di Astrazione lirica di Italo Bressan alla Galleria
Civica di Arte Contemporanea
Riprendono
dopo la pausa estiva i corsi di pittura presso la Galleria Civica di
Arte Contemporanea. Dal 4 al 7 settembre, infatti, sarà l'artista
trentino
Italo Bressan a condurre
appassionati e curiosi alla scoperta dell tema dell' astrazione lirica.
I laboratori di Scuola di pittura hanno ottenuto, per i primi
appuntamenti, un successo enorme. Moltissime sono state infatti le
richieste di partecipazione da parte del pubblico, che ha affollato le
lezioni e seguito con entusiasmo le proposte dei maestri, armeggiando
con tele e pennelli. Le tre tematiche affrontate sono
state l'astrattismo, il ritratto e il nudo. Italo Bressan è nato a
Vezzano nel 1950 ed oggi vive e lavora fra Trento e Milano. L'artista
crea opere di forte intensità cromatica in cui i i colori, i rossi, i
blu, i gialli, gli arancioni e i verdi, rispecchiano il mutare dei
pensieri e delle emozioni che li hanno originati, con una specifica
attenzione ai supporti.
Negli ultimi anni, particolarmente importante è stata
l'introduzione del vetro come base per la pittura, che ha permesso
all'artista di sviluppare un' indagine originale e articolata,
particolarmente concentrata sul concetto di "macchia".
Nel workshop in galleria l'artista lavorerà con acquarello,
gouache (tempera) e matite e analizzerà il rapporto tra colori
fondamentali e complementari.
L'iniziativa è organizzata con il supporto di Centro Color e
Movimento Turismo del Vino Trentino Alto Adige (mtvtrentinoaltoadige.it)
Info: Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento,
0461.985511
Notizie del 30.08.2007
Sorpresa:
il nostro Sito darà
via webcam dalla Fiera Antiquaria di Arezzo la
diretta on line dello scarico.
Appuntamento su
www.eosarte.eu
domani alle ore 15.00.
E' la risposta del
popolo del mercato dell'arte al lavoro a quello dei Grandi Fratelli e
della violenza via cellulare.
Magari sarà divertente
e certamente più istruttiva e vera.
Si chiama
www.eosarte.eu
e da un po’ di tempo stiamo lavorando a questo nostro secondo sito, il
punto EU, che raccoglierà dalla versione italiana, il punto IT, Notizie,
Articoli e Rubriche di maggior interesse internazionale.
Il sito è già
attivo in versione sperimentale e non saremmo ancora pronti per lanciarlo,
anche se basta clikkare il banner di EosArte.eu per vederlo.
Ma l’evento
Fiera di Arezzo del 1 e 2 Settembre, particolare in molti sensi, ci ha
spinto a tentare un esperimento.
Quindi domani
abbiamo deciso di mettere on line lo scarico. Il collegamento via webcam
avverrà intorno alle ore 15.00.
Sarà quindi
possibile vedere in diretta il mondo degli operatori al lavoro. Lo
scarico, la scoperta delle trouvailles da parte dei conoscitori,
ed anche la fatica ed il sacrificio che c’è dietro tutto questo: quella
degli operatori del mercato e degli stessi responsabili
dell’organizzazione.
E’ la nostra
risposta, quella del popolo del mercato dell’arte di cui facciamo parte,
ai Grandi Fratelli, alle Isole dei Famosi ed anche alla cultura della
violenza on line che parte dai cellulari.
Abbiamo pensato
che è bene si metta un po’ a confronto la cultura del lavoro, la cultura
del mercato dell’arte, con quella Cultura Italiana che monopolizza
l’attenzione dei media. Non sappiamo se sarà più divertente.
Certamente più istruttiva e vera. Niente di artificioso, nessuna
sceneggiata. Che magari piaccia?
Ovviamente
registreremo a rimanderemo il tutto in differita, per chi a quell'ora
non è al pc, e comunque faremo collegamenti in diretta dalla Fiera
Antiquaria durante tutto il suo svolgimento, quindi consigliamo di
entrare spesso nel sito.
Fra l’altro i
lettori del nostro sito sanno bene che con questa Fiera Antiquaria di
Arezzo, si apre di fatto il mercato autunnale dell’antiquariato, perchè
Cortonantiquaria si è aperta appena pochi giorni fa.
Qui si vedranno
i primi sintomi dell’andamento del mercato autunnale dell’arte, tanto
che lo stesso direttore scientifico di Nomisma, Stefano Stanzani, che
cura i ben noti Rapporti annuali sullo stato del mercato, sarà ad Arezzo
in Fiera sabato per raccogliere le impressioni degli operatori
sull’andamento e le previsioni del mercato.
Atteso sabato
ad Arezzo anche il Segretario nazionale della Fima, Carlo Teardo, anche
lui per vedere le propensioni degli operatori e del pubblico.Il lavoro
visibile al pubblico sarà quello da domani alle 14.00, mentre da parte
degli operatori e dell’organizzazione tanto ne è stato fatto a monte per
prepararlo.
Noi di EoaArte
con i limitati mezzi di questo Sito più non possiamo fare, ma pensiamo
di dare il nostro contributo al successo del mercato.
In
contemporanea l’artista
Antonino
Cammarata , anche lui on line via webcam su EosArte.eu
realizzerà un’opera dedicata alla fiera antiquaria direttamente dal suo
studio in Sicilia.
Arezzo, Fiera di Settembre al Prato: informazioni sulla Disciplina per
il carico e scarico delle merci
Su proposta
dell'Associazione Fiera Antiquaria e in accordo con la Soprintendenza,
come è noto ai lettori, l'edizione della Fiera Antiquaria che si
svolgerà sabato 1 e domenica 2 settembre avrà come location l'area del
Prato e quella di via Buozzi.
A tale proposito il
Comune di Arezzo – Servizio Comunicazione informa che tale evento rende
necessaria una specifica disciplina oraria per il carico e scarico delle
merci dei quasi 500 espositori tenuto conto anche della concomitanza con
la rievocazione storica della Giostra del Saracino, che rende opportuno
il posizionamento dei titolari di posteggio nel pomeriggio del giorno 31
agosto.
In particolare vengono invitati tutti gli operatori di Fiera Antiquaria
titolari di posteggio ad effettuare le operazioni di scarico delle
merci dalle ore 13 alle ore 17 di venerdì 31 agosto, secondo
quanto indicato nell'apposito pass rilasciato dalla Polizia Municipale.
Nella giornata di domenica 2 settembre invece le operazioni di carico
(ripartenza degli operatori) non potranno iniziare prima delle ore
19, ora prevista per la fine della "Giostra del Saracino" e comunque non
appena l'afflusso del pubblico lo consentirà.
Inoltre le operazioni di carico e scarico della merci dovranno essere
effettuate lasciando lo spazio sufficiente al transito dei veicoli degli
altri espositori che devono raggiungere il posteggio avuto in
concessione.
Per quanto riguarda gli spuntisti: i posteggi che non verranno
occupati dai titolari entro le ore 17 del 31 agosto, saranno considerati
liberi e saranno assegnati in spunta la mattina di sabato. Gli spuntisti
dovranno montare le loro strutture entro e non oltre le 9 dello stesso
giorno e comunque entro mezz'ora dal termine delle operazioni di spunta.
Inoltre tutti gli operatori sono tenuti al rispetto delle disposizioni
contenute nel disciplinare loro consegnato al momento dell'assegnazione
del posteggio.
Su questo ultimo
punto l'organizzazione della Fiera non si stanca di raccomandare agli
operatori il rispetto del Prato.
Arezzo: l'Orchestra
“I Barocchisti” conclude il Guidoneum Festival
durante la Fiera Antiquaria
Sabato 1 settembre, alle ore 21, conclude il Guidoneum Festival il
concerto proposto dall’Orchestra “I Barocchisti” diretta da Diego
Fasolis con il musicista svizzero Duilio M. Galfetti violino di spalla e
solista.
Per l’eccezionale serata sarà il Museo di Arte Medievale e
Moderna (via san Lorentino) ad aprire le sue sale, ove riecheggeranno
musiche di Bach, Charpentier, Händel, Gossec e Vivaldi capaci di
immergere il pubblico nella musica di quella straordinaria stagione che
fu il Settecento.
Il concerto ha, inoltre, un’altra caratteristica inedita. E’ organizzato
in collaborazione con l’Associazione Fiera Antiquaria di Arezzo che,
proprio sabato 1 settembre, ritorna ad esporre i propri banchi – dopo
undici anni di assenza – al giardino monumentale de Il Prato.
“E’
un grande onore poter condividere una manifestazione così importante per
la vita culturale ed artistica della città come il Concorso Polifonico
Guido d’Arezzo e, nello specifico, il Guidoneum Festival, tanto
strenuamente voluto dal professor Luisi – sostiene Paolo
Nicchi, presidente dell’Associazione
Fiera Antiquaria.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica, ed è realizzata anche grazie al contributo
dell’Unione europea, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Arezzo, dell’Ente
Cassa di Risparmio di Firenze e di BancaEtruria.
Anghiari (AR): il Festival Paesi e Città in racconto. Narratori per
diletto
Tre giorni interamente dedicati alla
memoria in forma scritta: è il Festival dell’Autobiografia, che si
svolge da domani 31 agosto al 2 settembre ad Anghiari.
La manifestazione, giunta alla seconda
edizione, è organizzata dalla Libera Università
dell’Autobiografia assieme al comune di Anghiari e all’Università di
Milano-Bicocca con il patrocinio della
provincia di Arezzo e della Regione Toscana. Protagonisti i cosiddetti
narratori per diletto -
ovvero coloro che si sono dedicati a fissare sulla pagina scritta il
ricordo di un’esperienza, una memoria -, oltre ad esperti di
memorialistica e memoria storica, e case editrici specializzate, senza
dimenticare le persone comuni, i paesi, le comunità che sono oggetto del
ricordo scritto. Così, per tre giorni, le strade e le piazze del
piccolo centro medievale dell’Aretino si animeranno con spettacoli,
letture, incontri. Tra questi i Cenacoli Letterari su poesia, prosa,
psicologia dell’autobiografia e vari eventi speciali, tra cui l’omaggio
a Lalla Romano. Da segnalare la
presenza di ben 181 libri autobiografici
(equamente suddivisi tra 84 uomini e 77 donne, “le donne scrivono di
più, ma gli uomini hanno più coraggio a presentarsi alle case editrici”
- sostiene Ada Ascari, consigliere della Libera Università
dell’Autobiografia) pervenuti alla
segreteria del Festival e affidati alla lettura dei collaboratori
scientifici, con un picco anagrafico over 60. Le case editrici
presenti sono sedici (Alberti Editore,
Alieno Editrice, Beppe Dini, Davide Ghaleb, Memori, Ponte alle Grazie,
Casiraghi Editore, Editrice Zona, Edizioni Biografiche, Edizioni Del
Cerro, Il Fiorino, Il Foglio, il Lunario, Maremmi Editore, Sergio
Antolini Editore, UCEB).
Festival
dell'Autobiografia
Mostre,
Padova: omaggio a Boccioni prefuturista
Dal 27 ottobre 2007 al 27 gennaio 2008 la Galleria Civica d'Arte
Contemporanea ospiterà, dopo un lavoro impegnativo di ristrutturazione
architettonica e funzionale, la mostra dal titolo “Boccioni
prefuturista. Gli anni di Padova”.
La mostra ricostruirà il contesto cittadino nel quale acquisteranno
plastica evidenza, sia narrativa che espositiva, quei soggetti che hanno
attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire dalle
presenze fondamentali della madre, della sorella, dell’amata
Ines e della cugina pittrice
Adriana Bisi Fabbri,
ritratta da Umberto in
un celebre olio, che visse con la madre e la sorella dell’artista dal
1900 al 1905. A queste quattro donne si uniscono, sullo sfondo, le due
signore milanesi Baer e Ruberl
(destinate a diventare madre e moglie di amici e collezionisti di
Boccioni) con cui Boccioni manterrà sempre rapporti affettuosi sino alla
fine. In questa ricostruzione Padova appare veramente “città materna”,
votata agli affetti e alle presenze femminili. Nella sfera più pubblica
e lavorativa Boccioni intrecciò, invece, rapporti non superficiali con
affermati professionisti cittadini che ritrasse in un originale versione
di post- impressionismo, energico e fortemente espressivo, circoscritto
a quel periodo: l’avvocato Gopcevich che si fece ritrarre durante il
viaggio a Parigi, il dottor Tian che lo salvò da una fatale
broncopolmonite contratta durante il viaggio in Russia, i fratelli
Brocchi (Virgilio scrittore e Valerio scultore) socialisti di lungo
corso e il cavalier Tramello, funzionario della banca d’Italia, vissuto
a lungo a Roma. Il contenuto della mostra e i testi in catalogo
ricostruiranno relazioni, intrecci e scenari presentando materiali e
contributi inediti. Oltre ai quadri che l’artista dipinse a Padova,
provenienti da importanti collezioni pubbbliche e private, ci sarà in
mostra un’accurata selezione di tempere commerciali di gusto liberty che
Boccioni dipinse tra il 1903 e il 1906, oltre a numerosi disegni di
formazione e un ricco materiale documentario costituito da fotografie,
oggetti, lettere, documenti. I tre artisti attivi a Padova in quegli
stessi anni, Ugo Valeri, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, saranno
presenti in mostra con sezioni mirate che presenteranno opere, disegni e
testimonianze inedite relativi a quegli stessi anni compresi tra il 1902
e il 1907. La mostra sarà curata dalla stessa studiosa che ha restituito
evidenza al segmento padovano della vita e della formazione dell’artista
precisando molti aspetti sinora ignorati oppure oggetto di supposizioni.
Oltre al testo principale di Virginia Baradel ci saranno in catalogo
importanti contributi di approfondimento: di Nico Stringa incentrato sul
rapporto tra Boccioni e Venezia, dello storico padovano Lino Scalco che
traccerà l’affresco della città nei primi anni del ‘900, di Simone
Nicotra, discendente dell’amico fraterno di Boccioni Mario Nicotra, che
tratterà della vocazione alla scrittura emersa durante il soggiorno
catanese e della psicanalista Franca Munari che proporrà delle
riflessioni sulla figura e sul legame con la madre, figura cardine della
vita ma anche dell’opera di Boccioni. Il catalogo edito da Skira
pubblicherà per la prima volta in modo esteso e documentato le novità
emerse nelle ultime fortunate ricerche su Boccioni padovano e si
comporrà per capitoli intesi come “ritratti” dei personaggi che animano
lo scenario padovano intorno alla presenza, assai più consistente di
quanto si pensasse fino ad oggi, di Umberto Boccioni. I documenti
ritrovati (stato famiglia, registro della cresima, fogli di leva,
domicilî, articoli di giornale) consentono infatti di datare circostanze
biografiche che mostrano come il pittore a Padova fosse di casa, come
gli ambienti culturali cittadini fossero ben informati della sua
presenza, nonché incuriositi dalla sua eccentricità, sia dal punto di
vista esistenziale che artistico.
Orario: 10.00 – 18.00, lunedì chiuso
Catalogo Skira - Biglietti: interi € 7,00, ridotti € 4,00
Info: 049 8204544
Mostre, Gorizia: “Vanità
e decoro. Merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg”
Fervono gli ultimi preparativi per gli allestimenti
della prossima mostra che la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg
intende presentare al pubblico ed agli estimatori dal 14 settembre al 28
novembre 2007. Nel ricco programma di appuntamenti e manifestazioni per
l’anno in corso, infatti, oltre alle conversazioni ogni 15 del mese, ai
concerti estivi nel parco, all’ospitalità data al premio cinematografico
“S. Amidei” lo scorso mese di luglio ed al Puppet Festival che in questi
giorni sta animando il prato antistante il palazzo Coronini, è prevista
anche una rassegna dedicata a una delle collezioni d’arte più ricche
appartenute alla nobile famiglia goriziana. Protagonisti raffinati pizzi
e delicati merletti come preziose opere d’arte.
Dal 14 settembre, quindi, nelle Ex-Scuderie di
Palazzo Coronini Cronberg, saranno esposti bordure, colletti, jabot,
cuffiette, polsini e fazzoletti, tutti di pregevole fattura realizzati
fra il XVII e l’inizio del XX secolo. In tutto 66 manufatti, prescelti
con la consulenza tecnica della studiosa e collezionista danese Marianne
Stang.
Un panorama completo delle diverse tipologie di
merletti che costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare
tradizione artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli. Si
potranno ammirare, attraverso un’accattivante e scenografico
allestimento, pizzi veneziani con raffinati effetti a rilievo e pizzi
milanesi dalla caratteristica lavorazione a nastrino; pregiati merletti
di Bruxelles, nelle varianti antiche e in quelle suntuose denominate
“Duchesse” prodotte a metà del XIX secolo a Bruges; delicati pizzi
in seta nera Chantilly, la lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla
duchessa di Longueville Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny
e sorprendenti Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie
esagonali con fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche l’esemplare
più importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo Coronini”,
una splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque metri e alta
sessanta centimetri con motivi floreali eseguiti ad ago a lavorazione
fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto Sedan e punto
quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio di
famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 dalle città di
Francia al Vaticano.
La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel
1912 tramite l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del
conte Eduard Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov
e zio materno del conte Guglielmo Coronini.
La rassegna, realizzata in collaborazione con la
Scuola Merletti di Gorizia ed il contributo della Friulcassa S.p.A.
Cassa di Risparmio Regionale, è curata da Cristina Bragaglia Venuti che
firma anche il relativo catalogo insieme a Marina Vidoni.
L’inaugurazione è fissata per le ore 18.00 del
prossimo 14 settembre. Gli orari di visita coincideranno con quelli di
apertura al pubblico del Palazzo Coronini Cronberg (da martedì a sabato
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle
15 alle 20). Dal mese di novembre la domenica aperto solo su
prenotazione.
Info: segreteria Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle
14) tel. 0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail
info@coronini.it,
sito web
www.coronini.it.
Premio letterario
Viareggio-Rèpaci 2007 78esima edizione
La
giuria, esaminate con scrupolo e competenza le opere finaliste delle
quattro classi del premio – Narrativa, Poesia, Saggistica e Opera Prima
– e superato con una lunga discussione un primo imbarazzo nello
scegliere opere tutte di grande qualità, annuncia oggi i libri vincitori
di questa edizione 2007 del Premio letterario Viareggio-Rèpaci,
che sono per la Narrativa Ultimo Parallelo di Filippo Tuena
(Rizzoli), per la Poesia Marmo di Silvia Bre (Einaudi)
e per la Saggistica Buio di Paolo Mauri (Einaudi).
La giuria ha inoltre ritenuto di assegnare una
menzione speciale a tutte e tre le opere finaliste nella classe Opera
Prima, che sono Figlia di una vestaglia blu di Simona Baldanzi
(Fazi), Fideg di Paolo Colagrande (Alet) e Freni
di Paolo Fallai (edizioni e/o). Le motivazioni saranno rese note nella relazione finale della giuria,
prevista dallo statuto del premio,
durante la cerimonia di consegna che si terrà stasera
alle 21.30, presso il Cinema Teatro Eden di Viareggio (Viale Margherita
22). Ai vincitori verrà consegnata una piccola
scultura in bronzo dell’artista Marcello Pietrantoni. A
conclusione della serata verrà assegnato il Premio Internazionale
Viareggio Versilia, attribuito all’unanimità dalla Giuria nella
riunione del 22 giugno ad Arturo Paoli in riconoscimento di una
vita spesa “per la cultura, l’intesa tra i popoli, il progresso sociale,
la pace”. Simbolo del Premio Internazionale è la colomba della pace
dell’artista viareggino Gionata Francesconi.
Alla cerimonia di premiazione sono invitati in
qualità di ospiti d’onore lo scrittore Manlio Cancogni
vincitore del Premio Viareggio per la Narrativa 1985, la poetessa
Gabriella Sobrino e il senatore Giovanni Pieraccini, al quale
si deve la donazione di un’importantissima collezione di opere d’arte
per la futura Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) di
Viareggio. Alla serata saranno presenti i finalisti dell’edizione
2007 del premio.
LE TERNE
San Marco Argentano (Cosenza): l'edizione 2007 del premio di pittura
estemporanea
Il premio di pittura
estemporanea tenutosi a San Marco Argentano ha avuto, per il valore dei
lavori proposti e per il prestigio della qualificata giuria, una vasta
eco. Virginia Mariotti,
assessore alla cultura della cittadina normanna, soddisfatta per
l’attenzione riposta all’iniziativa, è già in fermento per assegnare
alla prossima edizione (XI) ancora più slancio e diffusione. Tutte le
sezioni del concorso (adulti, ragazzi e bambini) hanno registrato alta
partecipazione e le opere realizzate sono state eseguite con notevole
perizia. La giuria, che ha decretato i vincitori, è stata presieduta dal
competente architetto Francesca Lucà.
Fra gli altri componenti della commissione citiamo Adele
Bonofiglio, della Soprintendenza
per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Calabria e lo storico
dell’arte Edvige De Rose. Ha espresso gratitudine per le importanti
presenze nella cittadina normanna il sindaco Pinotto Mollo, il quale ha
inviato loro una missiva che fra l’altro riporta: «... L’edizione 2007
ci ha regalato grandi soddisfazioni, sia per l’elevato livello dei
lavori prodotti e sia per il Vostro qualificato, competente e valido
apporto. ...». La prossima edizione, così come afferma l’assessore
Mariotti, avrà come tema “Memorie storiche nell’antica Argentanum”,
che certamente darà la possibilità di evidenziare il rilevante
patrimonio storico ed artistico della città di San Marco Argentano.
Mostre, Palermo: Sinfonie di Giorgio Melzi alla galleria091
La
galleria091, diretta da Carola Fazio, fa parte del progetto
artsinergy, nato dall’idea del critico d’arte Amnon Barzel, curatore
delle mostre del Metropolitan e del Chelsea Museum di New York.
Più gallerie d’arte distribuite su tutto il territorio, economicamente
indipendenti ma unite dalla direzione artistica dei critici, che
selezionano accuratamente artisti ed opere e organizzano gli eventi. In
questa rosa di artisti, entra a far parte GIORGIO MELZI. Una
ventina di opere inedite verranno esposte alla galleria091. Dal 20
settembre al 6 ottobre 2007 sarà
aperta al pubblico la prima mostra del Maestro Giorgio Melzi,
artista milanese ma legato dal lontano 1972 alla nostra terra, con
personali a Taormina, Enna, Letojanni, Naxos, Messina, Agrigento; si
innamora dei colori caldi, teneri ed intensi della Sicilia fino ad
imprimere alle sue tele colori gialli ocra, aranci e blu con tutte le
gradazioni proprie del mare siciliano. Collezionisti, mercanti e
galleristi attendono il nuovo Giorgio Melzi, un’artista che,
innamorato del colore, è naturalmente capace di rigenerarsi e di
rinnovare il proprio spirito creativo da cui emerge, armonioso, un modo
variegato di sensazioni, di immagini e di ricerca artistica personale.
Sinfonie, non è solo un insieme pensato di note e colori ma un
insieme di sentimenti che proviene solo da chi ha ricevuto un dono: la
capacità di trasmettere emozioni creando opere uniche, quelle che
arricchisco anche chi non le “capisce”, perché inevitabilmente hanno
influenzato la storia dandone significato
Un evento che coinvolgerà anche il collezionista più conservatore.
Orario: Dal lunedì al venerdì ore 17,00/19,30 o su appuntamento, Sabato
ore 10,30/13,00 - Ingresso libero
Info: galleria091 […ESSERE
ARTE ] Via Enrico Fermi 38/40 -
90145 Palermo Tel 091 681 40 67
Mostre, Palestrina: "Ferro dell'altro mondo" di Giacomo Bagnaia
Dal 14 settembre al 14 novembre 2007,
presso lo studio medico Banica, una mostra di sculture assai originale:
Giacomo Bagnaia recupera
vecchi oggetti del passato, pezzi di attrezzi agricoli, utensili in
disuso e dà loro nuova vita, liberandoli dalla ruggine del tempo: ecco
allora che una vecchia vanga diventa il volto di un gendarme, le pale di
una motozappa si trasformano in piume d'uccello, doghe di botte
impersonano una flessuosa ed affascinante rappresentazione della
maternità.
Un mondo fantastico nato
dal genio creativo di Giacomo Bagnaia, che ha scoperto questo suo dono
in età matura, interpretando la scultura non solo come libero sfogo
della fantasia, ma anche come percorso della memoria.
Un mezzo per conoscere,
acquisire nuovi spazi per andare oltre nell'avventura della vita: un
senso dell'avventura che Bagnaia, paracadutista, ha trasmesso ai suoi
tre figli, anch'essi paracadutisti come lui.
Mostre, Piombino:
“L’immagine segreta” di Abdallah Khaled all'Accademia dei Ravvivati
Dal 1 al 20 settembre 2007 l'Accademia dei Ravvivati ospiterà la mostra
“L’immagine segreta” di Abdallah Khaled. Nelle pitture dell'artista si
coglie il mistero di un mondo che sembra del tutto scomparso,
irrecuperabile, ma fortunatamente ci sono ancora degli angoli nel mondo
non omologati al nostro modo di vivere pieno di stimoli artificiali. Uno
di questi angoli è la Piccola Kabylia dove è nato Khaled, una regione di
lingua e cultura berbera, cultura autoctona del Nordafrica, ricca e
variegata anche per i numerosi apporti esterni succedutisi nei secoli.
Nelle opere di Khaled vi si ritrovano simboli ancestrali propri delle
culture arcaiche, come quello della mucca, del toro, del bisonte, del
cavallo, ma anche un segno e un graffio che non è solo una ripresa del
graffito rupestre o del geroglifico egizio................
Orario: dal lunedì al sabato 15:30 / 19:30 - Domenica e festivi chiuso.
Info: Accademia Dei Ravvivati Centro Promozione Artistica, Direttore
Artistico Renzo Mezzacapo, Via L. Da Vinci 7 57025 Piombino (Li) Italy,
Tel. Fax 0565 221314 e-mail
gallcom@interfree.it
Palermo: Mario Biondi e la Duke Orkestra al teatro Verdura
E’ stato definito il “Barry White bianco”, la voce soul più siciliana
del mondo. Arriva domani (31 agosto) al Teatro di Verdura Mario
Biondi, la voce dell'anno, il crooner che ha spopolato con il suo
album "Handful Of Soul" (Schema Records), pubblicato a fine ottobre e
solo dopo due mesi al primo posto delle classifiche di vendita,
raggiungendo il doppio disco d'oro prima e quello di platino poi. La
duplice veste del cantante catanese si racchiude proprio nel titolo del
suo album, il ”soul” inteso come musica nera, la sua grande passione e
il “soul” inteso come anima, capace di colpire direttamente al cuore
l’ascoltatore. Sicuramente nel suo tour estivo il pubblico di
appassionati saprà apprezzare queste doti, caratteristiche di un
personaggio che da sempre vive per la musica. Sono stati fatti tanti
accostamenti per far capire il genere musicale che propone, ma se da un
lato fa piacere essere paragonati ad artisti del calibro di Isaac Hayes
o Barry White, solo per citarne alcuni, dall’altro è giusto dare il
risalto che si merita ad una voce che da sempre è solo quella di Mario
Biondi. Per coronare il successo che
gli è stato unanimemente riconosciuto da critica e pubblico, Mario
Biondi si esibirà con una duplice formazione: in quintetto con gli High
Five (Luca Mannutza – piano; Fabrizio Bosso – tromba, flicorno; Daniele
Scannapieco – sax tenore, flauto; Pietro Ciancaglini – contrabbasso;
Lorenzo Tucci – batteria), uno dei gruppi attualmente più stimati del
jazz europeo, freschi reduci del successo di un lungo tour invernale che
li ha visti protagonisti di prestigiosi palcoscenici nazionali ed
internazionali, come il Jazz Cafè di Londra o il Live a Fip di Parigi; e
con la Duke Orkestra, vera
novità di questo nuovo tour. Ben 24 elementi uniti alla straordinaria
voce di Mario Biondi, capace di modulare sulle note gravi e di inseguire
con la stessa naturalezza i virtuosismi dei suoi musicisti: con questa
nuova dimensione live alcuni brani dell'album si arricchiranno di
ulteriori sfumature, oltre a quelli erano stati originariamente composti
proprio per una partitura orchestrale, come "On A Clear Day"
dell'omonimo musical americano e "Slow Hot Wind" di Henry Mancini. Un
concerto emozionante, curato dalla direzione orchestrale di
Alessandro Magnanini, dalle
scenografie di Maria Chiara Castelli
e dalla regia di Giampiero Solari.Biglietti: 46 euro (platea
numerata), 34 euro (gradinata non numerata). Il botteghino al Teatro di
Verdura sarà aperto dalle 9 alle 13 e dalle 16 all’inizio del concerto.
Prevendita circuito Box Office.
Notizie 29.08.2007
Mostre, Lissone
(Milano): Giorgio de Chirico & Alberto Savinio al Museo di Arte
Contemporanea
Dal 28
ottobre 2007 al 27 gennaio 2008 il Museo d'Arte Contemporanea ospiterà
la mostra Colloquio. Giorgio de Chirirco & Alberto Savinio. Un ruolo di
primo piano nell'arte del '900 va senza dubbio attribuito ai due
fratelli Giorgio de Chirico (1888-1978) e Andrea De Chirico
– noto come Alberto Savinio (1891-1952) – figure singolari di una
cultura aristocratica che coltiva interessi culturali ampi, cimentandosi
nella musica, nella letteratura e nell.arte. Gli obiettivi dei due
fratelli dopo un percorso di formazione parallelo nel 1912 si
differenziano, individuando ciascuno una propria strada: la pittura per
Giorgio, la musica e la letteratura per Andrea (che assume lo pseudonimo
di Alberto Savinio proprio per non generare confusioni). Dopo varie
esperienze, che attraversano anche gli anni della prima guerra mondiale,
nel 1925 Savinio ritornerà alla pittura con una intensità particolare,
senza pretese di confrontarsi con il fratello che nel frattempo si era
già costruito un curriculum prestigioso, ma sicuro di possedere qualità
e idee da proporre in ambito europeo. La mostra che la Città di Lissone
ha voluto per promuovere ulteriormente il proprio Museo, per dare
continuità alla linea ormai consolidata di presentazione degli artisti
che hanno partecipato allo storico Premio Lissone (la presenza di de
Chirico, seppure fuori concorso, è documentata nell.edizione del 1952) e
per presentare una sua piccola opera recentemente acquisita per la
Collezione, mette a “colloquio” i due fratelli attraverso la loro
produzione pittorica, mutuando il titolo da un lavoro di Savinio del
1932 che rappresenta Oreste e Pilade in una composizione che si fa eco
dell.opera di entrambi gli artisti.
La mostra
si compone di una settantina di opere (in larga parte dipinti, ma anche
disegni) lungo un percorso temporale che tocca praticamente tutta la
ricerca da loro condotta, riservando particolare attenzione, oltre che
ad opere note, a dipinti e disegni inediti o da molto tempo non
presentati in pubblico. Grande è la disponibilità riscontrata da parte
di qualificati collezionisti italiani che hanno aderito alle richieste
di prestito, mostrando apprezzamento per l.attività che il Museo di arte
contemporanea di Lissone ha sviluppato nella sua breve storia, che
allinea, fra le altre esposizioni dedicate a Le Corbusier, Le vie
dell'avanguardia, Antoni Tàpies, Valerio Adami.
Curata da
Luigi Cavadini, direttore artistico del Museo d.arte contemporanea di
Lissone, e da Silvia Pegoraro, storica dell.arte che si sta occupando da
tempo dei fratelli de Chirico, la rassegna, sarà accompagnata da un
catalogo edito da Silvana editoriale, introdotto dai testi dei curatori
e con la riproduzione a colori di tutte le opere in mostra.
Orario:
10-12 / 15-19 (giovedì 15-22) – chiuso lunedì
Ingresso: €
6,00 – ridotto € 3,00
Visite
guidate per scuole e gruppi su prenotazione.
Informazioni: tel. 039.2145174 museo@comune.lissone.mi.it
Mostre, Lucca: Cartasia 2007
La
città con la sua provincia, diventa la capitale europea della carta:
opere d’arte di carta, abiti di carta, gioielli di carta arriveranno a
settembre nelle piazze della città e di alcuni comuni limitrofi. Lucca
ricorda e valorizza così il suo cuore produttivo e industriale.
E vere e proprie sculture di carta occuperanno per un mese il centro
della città e altre piazze vicine. Dal 1° al 30 settembre,
quattro piazze del centro storico di Lucca (piazza Anfiteatro, piazza
San Salvatore, piazza Cittadella e piazza del Giglio), una di Porcari
(piazza Felice Orsi), una di Villa Basilica (piazza Vittorio Veneto) e
una di Capannori (Piazza Aldo Moro) ospiteranno altrettante grandi
opere, realizzate da artisti italiani e stranieri, invitati ad esprimere
la loro creatività utilizzando esclusivamente la carta ed il cartone.
Selezionate in una rosa di duecento progetti provenienti da scultori e
artisti di tutto il mondo (il concorso scadeva il 22 giugno 2007) le
sette opere selezionate saranno il fulcro di una mostra en plein
air che sarà l’evento centrale di Cartasia
2007. Il 29 settembre una giuria popolare (le votazioni si
faranno sul sito di Cartasia,
www.cartasia.it)
e una giuria di esperti decreteranno il vincitore assoluto. Nata da una
felice intuizione dell’associazione culturale Metropolis e realizzata
grazie alla collaborazione della Fondazione Arkad e da Prismanet –
con la direzione artistica dello scultore francese Nicolas Bertoux
- la manifestazione trasformerà la città e i suoi dintorni in una sorta
di galleria d’arte contemporanea: le piazze ospiteranno installazioni di
carta e cartone, alcune delle quali ideate in modo da integrarsi con gli
elementi di arredo già presenti negli spazi cittadini, suggerendo così
nuovi punti di vista, talvolta inusuali, per nuove interpretazioni del
paesaggio urbano. Il tema scelto per la quarta edizione di Cartasia è
l’intercultura. La particolarità
di questa edizione sarà che gli artisti hanno lavorato tutti insieme -
come in un grande reality art show - alla realizzazione delle
loro opere, nei quindici giorni antecedenti all’inaugurazione, in uno
dei luoghi più belli e significativi della città: l’ex Manifattura
Tabacchi. Ecco come si articolerà il percorso che potremmo
poi – idealmente – far partire da tre punti diversi, tutti esterni alle
mura della città. Da Capannori - dove in piazza Aldo Moro ci sarà
l’opera dell’italiana Nicoletta Boris I quattro elementi o
da Porcari dove, in piazza Felice Orsi, sarà allestita l’opera del
francese Pierre Pitrou Sailing away o da Villa Basilica
che ospiterà Isole Danzanti nell’Aria del giapponese
Hiroaki Ashara. Arrivati a Lucca, in Piazza San Salvatore, troveremo
Pyramid, dei russi Alexei Petrov e Natalia Petrova
e proseguendo verso il centro, in piazza del Giglio, L’albero
eolico dell’italiana Emanuela Camacci. Nella
straordinaria Piazza dell’Anfiteatro ci sarà Equivalenze
dell’artista svizzera Patricia Muller, e in Piazza Cittadella
Surface dell’inglese Richard Sweeney.
Gli eventi e
le mostre
Cartasia ospita nel suo percorso altri eventi di grande
rilievo, sempre legati alla carta.
Sabato 8
settembre, alle 18.00, presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Lucca,
verrà aperta al pubblico la mostra collettiva Impressioni di Carta,
che vede al suo interno varie personali: Davide Frisoni, giovane
pittore romagnolo che da anni compie un’attenta ricerca sulla luce e sul
colore, ricerca che lo ha portato, in tempi recenti, a cimentarsi nella
pittura in bianco e nero su carta, Adamo Modesto, geniale
scultore di opere interamente in cartone (rilievi, assemblaggi,
scatole-scultura…), gli eclettici pittori Pavel Kapic e Cécile
Defforey, i cui soggetti sono rappresentati su carta grezza,
Nicoletta Boris, artista poliedrica che dipinge su cellulosa, la
fotografa Alyssia Lazin Kapic, che sempre su cellulosa stampa
poetiche vedute, Alessandro Giuliani e David Sani, due
originali fotografi lucchesi che utilizzano vari tipi di carta come
supporto per i loro lavori.Altra protagonista sarà Caterina Crepax,
figlia del grande Guido, scenografa e scultrice. La mostra che la vede
protagonista insieme a Clizia Ornato e Angela Simone, Tendenze di
carta, verrà inaugurata domenica 9, alle 18:00, presso la
Fondazione Lazzareschi, in Piazza Felice Orsi a Porcari. Caterina
Crepax crea vestiti di carta, utilizzando per lo più materiale di
scarto. I suoi vestiti sono realizzati con scontrini fiscali, fatture,
buste, biglietti, fogli di carta di riso e carte raffinate di ogni
genere, che sono l’essenza e la sostanza delle sue creazioni.
Angela
Simone e Clizia Ornato sono tra le piu famose e geniali
designer di bijoux e oggetti di moda realizzati a partire dalla carta.
La mostra presenta collane realizzate con scatole di cioccolatini
vintage a forma di cuore, braccialetti postali realizzati con
francobolli africani, anelli con i semi delle carte da gioco, orecchini
di carta riciclata o carte da origami, perle realizzate con le carte più
differenti unite in collane barocche, minimali o etniche.
Al Palazzo
Comunale di Capannori, domenica 16 settembre alle 18.00, sarà
inaugurata la mostra Carta e Caratteri: trentacinque
scatti di Enzo Cei per raccontare - con l’incisività propria del
bianco e nero - il ciclo della carta, dalla produzione al riciclo.
L’obbiettivo di Cei si focalizza sull’elemento umano: sono i volti
suggestivi degli operai, affaccendati nella lavorazione della carta, gli
assoluti protagonisti di questo suo lavoro.
Cartasia
2007 ospita anche mostre di artisti contemporanei che utilizzano
materiali e tecniche più consueti e “tradizionali”, quali la pittura su
tela e la scultura. Presso la Galleria Bottega 27 (Lucca, via San
Leonardo, 27) esporrà, da giovedì 13 settembre, l’originale
scultore figurativo Simone Gelli. Martedì 11 settembre,
presso il Caffè Ristorante San Colombano, inaugura la mostra di
pittura dell’artista camerunense Marina Ngah Ondigui, i cui
soggetti rappresentano volti e luoghi della sua terra, mentre
mercoledì 12 settembre sarà la volta di Glauco Guidotti (Bar
Baricentro, via Fillungo), pittore astratto, concentrato sulla
potenza e sull’espressività del colore.
Sono previsti
inoltre un ciclo di incontri letterari ogni venerdì di settembre presso
l’Ex Manifattura Tabacchi, 3 workshops teatrali con docenti di fama
nazionale e una serie di concerti che vedranno protagonisti gli
allievi/musicisti della Scuola di Musica Jam di Lucca.
L’ingresso
alle varie mostre è gratuito.
Cartasia
2007 – Biennale d’arte (www.cartasia.it) è promosso dall'Associazione
Metropolis, dalla Fondazione Arkad, da Prismanet Snc, in
collaborazione con Comune di Lucca e Provincia di Lucca, Distretto
Cartario di Capannori, Comune di Capannori, Comune di Villa Basilica,
Comieco, Fondazione Lazzareschi, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca,
Fondazione della Banca del Monte di Lucca e con il patrocinio del
Ministero dell’Ambiente, del progetto TRAART della Regione Toscana.
Partecipano inoltre al progetto numerose aziende cartarie del
territorio, fra cui SCA, Kappa, Industria Cartaria Pieretti,
Tubettificio Pasquetti,Sistema Ambiente, Eliotropica Travelling, ICP,
Sofidel.
Info
www.cartasia.it; Associazione Metropolis;+39. 0583.429169
info@metro-polis.it
Le mostre
Mostre, Monfalcone (GO): i romanzi a fumetti di GIPI alla GC.AC
Dall' 8 settembre al 7 ottobre 2007
la
GC.AC
Galleria Comunale d'Arte Contemporanea
esporrà i romanzi a fumetti di GIPI. Un atteso appuntamento con
il fumetto d'autore si inaugura sabato 8 settembre 2007, alle ore 18,
presso la
GC.AC
- Galleria Comunale d'Arte Contemporanea: protagonista della mostra,
organizzata dall'Associazione ARTeFUMETTO di Monfalcone in
collaborazione con il Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura ,
è l'opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti),
autore di fama nazionale e internazionale, oggi tra le personalità più
importanti del panorama del fumetto italiano: in mostra circa
centoquaranta tavole originali dell'intera produzione dei romanzi e dei
racconti a fumetti dell'autore, una trentina delle quali finora mai
conosciute né esposte in Italia.
L'autore
Gian Alfonso Pacinotti, noto con il nome d'arte di GIPI , autore toscano
d'origine, oggi trasferitosi pressoché stabilmente a Parigi, si fa
conoscere nel 1994 con la pubblicazione di vignette e racconti brevi
sulla rivista satirica Cuore. La sua attività prosegue con le
prime storie a fumetti complete (pubblicate da Blue e da altre
riviste), e molti cortometraggi e lungometraggi, per SantaMariaVideo ,
da GIPI stesso fondata e diretta. Nel 2002 inizia la collaborazione con
la Coconino Press, tuttora attiva, che dà luogo ad alcune tra le opere
più rilevanti di GIPI, suggellando con la raccolta di racconti
Esterno notte (publicata nel 2003 e vincitrice del Premio Micheluzzi
al Comicon di Napoli e del Gran Premio Romics nel 2004), il passaggio
dell'espressione artistica di GIPI alla "narrativa" del fumetto. Da
questo momento si sussegue una lunga, intensa serie di racconti e
romanzi a fumetti, che raccolgono numerosi tra i più importanti premi in
Italia e all'estero: del 2004 è Appunti per una storia di guerra
(Miglior Libro di Scuola Italiana al Festival Romics 2005, miglior libro
anche al Premio Goscinny ad Angôuleme 2006, segnalazioni importanti al
Festival 2005 de la BD de Saint Denis de la Réunion e sulla rivista
Lire ). Del 2005 è la nascita di Baci dalla provincia,
serie inaugurata da Gli Innocenti (Premio Max und Moritz,
Erlangen) per la collana "Ignatz", sempre di Coconino Press; nello
stesso anno GIPI vince il Premio speciale della giuria per un autore
unico al Festival di Lucca e, con Questa è la stanza, conquista
nuovamente il premio Micheluzzi. Del 2006 sono il Premio speciale della
giuria al festival di narrativa di Fiesole e il Premio per la migliore
storia breve al Festival Lucca Comics, quest'ultimo conquistato con
Hanno ritrovato la macchina, secondo volume della serie Baci
dalla provincia. Del novembre 2006 è il romanzo a fumetti S.
, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti e riscontri. Tutte le
opere dell'autore sono state tradotte e pubblicate nei principali paesi
europei, negli Stati Uniti e in Asia. Durante la maggior parte della sua
carriera di fumettista, GIPI affianca alla creazione di racconti la
realizzazione di illustrazioni per l'editoria e la stampa nazionale.
Attualmente collabora con il quotidiano La Repubblica e con la
rivista Internazionale, dove pubblica una striscia satirica
settimanale.
L'opera
I lavori di GIPI , innegabile testimonianza del ruolo centrale
dell'espressione del fumetto nella cultura contemporanea, nascono da un
percorso artistico dove l'interpretazione della vicenda personale riesce
a non tradursi mai in retorica autobiografica, verificando, invece, un
procedimento di trasformazione della realtà, capace di ricreare un
equilibrio perfetto tra plot narrativo e tensione creativa. Quello di
GIPI non è semplice fumetto neorealistico, ma una rilettura della realtà
attraverso la lente della cultura personale, della propria riflessione
sul sociale. Le vicende personali, filtrate dagli occhi del ricordo,
assumono spesso significati profondi, andando ad indagare al contempo
emozioni private e sentimenti collettivi. A fare da sfondo alle storie
sono solitamente la provincia e le realtà urbane periferiche con i loro
ritmi e le frustrazioni e aspirazioni dei loro abitanti. Intorno a quei
fondali scenici, che l'autore ama pittoricamente rappresentare, i
personaggi si muovono come attori su di un palcoscenico indistinto, ma
riconoscibile, mimando le pause, i tempi del quotidiano, che può
divenire a volte eccezione, fatto esplicito.
GIPI riassume con maestria, attraverso la sua scrittura fatta a volte di
cadenze poetiche a volte da toni disturbanti e grazie al suo disegno dal
carattere espressionista, la vita che si cela dietro i singoli individui
e dietro i luoghi specifici. E nel descriverla rivela quanto la sua
formazione d'autore attinga nell'opera dei padri della letteratura
italiana novecentesca (Pasolini, Pavese). Le tavole scelte per la mostra
restituiscono sequenze narrative complete e contemporaneamente
consentono confronti linguistici tra opere diverse: esse rappresentano
tutti i lavori con cui GIPI si è fatto conoscere a livello
internazionale, ovvero Esterno notte, Appunti per una storia
di guerra, Questa è la stanza, Hanno ritrovato la macchina,
S., e ripercorrono la rapida maturazione grafica e narrativa
dell'autore. In mostra, inoltre, alcune sezioni sono dedicate ai libri
pubblicati e a diverse videointerviste all'autore, mentre viene
parallelamente analizzata anche l'attività cinematografica di GIPI,
attraverso la proiezione dei video in digitale che egli stesso ha
realizzato con la sua casa di produzione SantaMariaVideo.
Gli
incontri con l'autore
GIPI, ormai
trasferitosi a Parigi, sarà eccezionalmente presente all'inaugurazione
della mostra, sabato 8 settembre 2007 dalle ore 18. Il giorno
successivo, domenica 9 settembre, dalle ore 11 alle ore 13 presso la
Sala Incontri organizzata all'interno della Galleria Comunale d'Arte
Contemporanea di Monfalcone, l'autore si confronterà con il pubblico
rispetto alla propria attività. In questa sede sarà possibile richiedere
omaggi grafici o dediche (incontro a cura di ARTeFUMETTO).
GIPI. La
'vita' tra le pagine
Luogo:
GC.AC
- Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Piazza Cavour, 44 - Monfalcone
(GO)
Inaugurazione: sabato 8 settembre 2007, ore 18.00, alla presenza
dell'autore
Periodo : 8 settembre > 7 ottobre 2007
Orari : tutti i giorni, ore 16.30 > 20.00 - sabato e domenica, ore 10.30
> 13.00 - 16.30 > 20.00
Incontri con l'autore : sabato 8 settembre 2007, ore 18 (inaugurazione)
domenica 9 settembre, ore 11.00 > 13.00 (incontro con il pubblico)
ingresso libero
Curatori: Roberto Franco, Fabio Doria, Mauro Paronitti per ARTeFUMETTO,
Monfalcone
In collaborazione con : Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura
Info:
Associazione Culturale ARTeFUMETTO, via S. Antonio, 11 - 34074
Monfalcone (GO) ,
artefumetto@libero.it
- http//digilander.libero.it/ARTeFUMETTO
(in corso di aggiornamento)
Mostre, Ravenna: Luca
Longhi al Mar per il cinquecentenario della nascita
Le immagini: Luca Longhi,
Santa Caterina d’Alessandria, olio su tela, cm 39x32, Ravenna,
Pinacoteca Comunale; Barbara Longhi, Madonna che legge con il
Bambino, olio su tela, cm 35x28, Ravenna, Pinacoteca Comunale;
Francesco Longhi, Il Crocifisso con la Vergine, San Giovanni,
Sant'Apollinare e San Vitale, 1571, olio su tela, cm 306x211,
Ravenna, Pinacoteca Comunale
In occasione
del cinquecentenario della nascita di Luca Longhi, dal 14 ottobre
2007 al 6 gennaio 2008, il Museo d’Arte della città dedica all’artista
ravennate e alla sua bottega la rassegna intitolata “Luca Longhi. Una
bottega del '500 a Ravenna”. Il progetto espositivo si propone di
collegare le numerose testimonianze pittoriche di Luca e dei figli
Francesco e Barbara attraverso un percorso nella città che riunisce
le opere conservate nelle chiese di Sant’Agata, Santa Maria Maggiore,
nel Palazzo Arcivescovile – Cappella di Sant’Andra, presso la Biblioteca
Classense, le istituzioni culturali ravennati e le raccolte pubbliche e
private romagnole. Nel Museo d’Arte della città, saranno infatti
visibili le ventuno opere dei Longhi esposte nella Collezione antica
della Pinacoteca - undici di Luca, tre di Francesco e sette di Barbara -
assieme ad altri quadri provenienti da collezioni private e dalla
quadreria della Cassa di Risparmio di Ravenna. Luca Longhi (1507 – 1580)
nasce a Ravenna il 14 gennaio 1507 da Francesco e Antonia da Cunio,
secondo di tre fratelli. Della sua formazione artistica mancano notizie
certe, si presume che abbia avuto luogo presso una bottega locale:
l’ipotesi più probabile è che nella fanciullezza avesse frequentato
l’ambiente di Francesco Zaganelli, rimasto solo a gestire la bottega che
condivideva con il fratello Bernardino. Fin dalle prime prove
conosciute, datate fra il 1538 e il 1531, pare piuttosto evidente un
tentativo di mediazione fra la tradizione locale o più largamente
romagnola - Rondinelli e Palmezzano - e i grandi maestri d’importazione,
in particolare Raffaello. La propensione del Longhi verso forme dolci e
aggraziate segnerà il suo linguaggio, che in seguito saprà rinnovare
secondo un’ottica eclettica e una personale visione sentimentale.
Secondo Giorgio Vasari che soggiornò a Ravenna
nel 1548: “Maestro Luca de’ Longhi, ravingano, uomo di natura buono,
queto e studioso, ha fatto nella sua patria Ravenna, e per di fuori,
molte tavole a olio e ritratti di naturale e bellissimi; e fra le altre
sono assai leggiadre due tavolette che gli fece fare, non ha molto,
nella chiesa dei monaci di Classi il reverendo Don Antonio da Pisa,
allora abate di quel monasterio; per non dir nulla di un infinito
numero di grandi opere che ha fatto questo pittore. E’ per vero dire, se
maestro Luca fosse uscito di Ravenna, dove si è stato sempre e sta con
la sua famiglia, essendo assiduo e molto diligente e di bel giudizio,
sarebbe riuscito rarissimo; perché ha fatto e fa le sue cose con
pacienza e studio; ed io ne posso far fede, che so quanto gli
acquistasse, quando dimorai due mesi in Ravenna, in praticando e
ragionando delle cose dell’arte”. Dal matrimonio con
Elisabetta, nel 1531, nacquero Francesco (1544 – 1618) e Barbara (1552 –
1638), anche loro artisti, che seppero proseguire il sentiero tracciato
dal padre, facendone propri modelli e modi espressivi. Opere di Luca,
Francesco e Barbara Longhi – la cui operosità è testimoniata da un ricco
repertorio di madonne, ritratti e opere destinate alla devozione privata
– sono oggi presenti in numerose pinacoteche di grande rilievo nazionale
ed internazionale, tra cui Milano, Roma, Vienna, Dresda, Bucarest,
Baltimora e Filadelfia.
La scheda
tecnica
La mostra: un percorso alla riscoperta di una
delle più prestigiose botteghe di pittori nella Ravenna del XVI secolo
Sede:Mar - Museo d’Arte della città, via di
Roma 13 - Ravenna
Periodo: 14 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008
Conferenza stampa: venerdì 12 ottobre ore
11.00
Inaugurazione: sabato 13 ottobre ore 18.00
Curatori mostra: Claudio Spadoni, Nadia Ceroni
e Alberta Fabbri
Ente organizzatori: Mar - Museo d’Arte
della città di Ravenna
Orari:
martedì, giovedì, venerdì e sabato 9.00 - 13.30, 15.00 - 18.00 -
mercoledì 9.00 – 13.30; domenica: 10.00 - 17.00 - lunedì chiuso
Ingresso: Pinacoteca + mostra: intero €3,
ridotto euro €2
Mar - Ufficio
relazioni esterne e promozione, Nada Mamish - Francesca Boschetti, tel
+39 0544 482017 / 482775, fax +39 0544 212092,
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
Mostre, Bologna:
Orizzonte degli eventi – connessioni tra arte e scienza
Inaugura
il 29 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria Artsinergy, in
via San Giorgio 3, la mostra Orizzonte degli eventi – connessioni tra
arte e scienza, collettiva di artisti internazionali a cura di
Olivia Spatola. La rassegna propone opere d’arte contemporanea che
affrontano, mediante differenti modalità espressive e contenutistiche,
tematiche scientifiche realizzate da una selezione di artisti attivi a
livello internazionale: Rebecca Agnes, Bianco – Valente, Davide D’Elia,
Nicola Evangelisti e Richard Journo.
Rebecca
Agnes indaga le profondità del microcosmo, dove la vita e la morte
sembrano essere divise da un filo sottile. Le cellule, frammenti di
energia, si uniscono e si dividono tra loro per partenogenesi dando
luogo a nuove forme di vita metà aliene e metà umane. Rebecca opera
sull’apparato didascalico della scienza reinventandolo fantasticamente
ma con verosimiglianza tramite animazioni e schede appartenenti ad
ipotetiche enciclopedie di botanica. L’ironia cade sulla metodologia
razionalistica di catalogazione operata dalla scienza sulle specie
viventi in un’ipotesi che coinvolge anche le categorie più improbabili
ed insignificanti per raccontare un universo evolutivo, precario e
mutevole in cui è messo in discussione il primato e l’origine terrestre
della vita.
Bianco e
Valente, celebre duo della videoarte italiana, lavorano da anni ad
una ricerca che si fonda tra il rigore scientifico ed una espressività
emozionale: una rappresentazione dell’esistente che indaga processi
naturali biochimici in una relazione tra naturale e artificiale.
Immagini costituite da colore-luce sottintendono processi cerebrali
invisibili connessi a dinamiche percettive atte alla rappresentazione
del reale in una sovrapposizione tra soggettivo e oggettivo, fisico e
biologico. La ricerca di questi artisti si focalizza su alcune dinamiche
complesse di processi naturali in cui la scienza stenta ad ottenere
risultati di prevedibilità certa. L’esistente è scandagliato nei sui
aspetti instabili in cui una piccola variazione in un dettaglio del
tessuto connettivo provoca una concatenazione di eventi causa/effetto
atti ad alterare la totalità.
Davide
D’Elia indaga, invece, i processi naturali delle muffe e della
coagulazione del sangue al fine di creare “un palcoscenico
dell’astrazione”: l’artista si cala nella metodologia scientifica da
laboratorio e ci presenta il risultato empirico delle sue ricerche in
una fase “presumibilmente quasi stabilizzata” del processo di cui
possiamo ammirarne gli effetti casuali delle maculazioni e delle
lacerazioni operate dai batteri sui tessuti. Queste opere “contaminate”
esprimono rigore e ricerca come suggestione estetica in un equilibrio
che esprime la consapevolezza del lavoro dell’artista.
Nicola
Evangelisti lavora sullo spazio e sulla luce in una direttiva
connessa a tematiche scientifiche principalmente di ordine cosmologico.
L’analisi dei principi scientifici che generano le forme a tutti i
livelli di grandezza e dei modelli spaziotemporali hanno portato
Evangelisti ad elaborare opere con diversi media (dal light box alla
fotografia, al video) chiamate strutture spaziali o ipotesi
cosmiche che sono visualizzazioni estetiche di concetti matematici
tra atto poetico e rigore scientifico. Le opere di Evangelisti tentano
di visualizzare gli scenari possibili aperti dalla teoria della
relatività generale di Einstein tessendo un’estetica emozionale in grado
di coinvolgere lo spettatore nello spaziotempo dell’opera stessa.
Richard
Journo si relaziona alla scienza ed alla matematica indagando una
problematica connessa al concetto di codificazione attraverso l’analisi
e la rielaborazione personale dei codici cifrati, musicali,
comportamentali e genetici. I suoi lavori recenti sono una serie di
riflessioni profonde sull'apertura di una nuova era nella storia del
genere umano: l'era della biotecnologia, della nanotecnologia e
neurotecnologia. Nel lavoro di Journo sono quindi messi in discussione i
valori della società ed il ruolo stesso della scienza nel momento in cui
viene strumentalizzata dall’industria mediatica generando sogni ed
illusioni.
MOSTRA:ORIZZONTE
DEGLI EVENTI Connessioni fra arte e scienza
ARTISTI:Rebecca Agnes, Bianco-Valente, Davide D’Elia, Nicola
Evangelisti, Richard Journo
A CURA
DI: Olivia Spatola
INAUGURAZIONE: Sabato 29 Settembre ore 18.00
PERIODO: 29
Settembre – 31 ottobre 2007
SEDE: Galleria
Art Sinergy, Via San Giorgio 3 - 40121 Bologna, Tel. +39 051 5871145,
E-mail:
artsinergybo@artsinergy.com,
Info:
www.artsinergy.com
ORARI:Martedì
– Sabato 16.30 / 20.00
Mostre, Milano:
personale di Gianni Cuomo al Torchio - Costantini
Il Torchio - Costantini arte contemporanea presenta
la seconda mostra personale di Gianni Cuomo nei suoi spazi dal 4
ottobre al 3 novembre 2007. Nell’occasione la galleria sarà popolata
dalla presenza di numerose sculture dell’artista, i cosiddetti
“Ominidi”, opere realizzate con materiali poveri come la carta, che
rappresentano l’essere umano, figure al tempo stesso tragiche e
poetiche. Altre presenze affolleranno le pareti: si tratta dei lavori su
tavola multidimensionali, costellazioni di volti, inseriti in contesti
urbani, che proiettano il loro sguardo verso lo spettatore. La
cifra stilistica di Cuomo è caratterizzata dall’uso del bianco e nero,
evocativo ed enigmatico; inoltre la presenza di numeri e lettere sulle
superfici richiama l’incombenza del sistema della comunicazione di
massa. Le tavole e le sculture di Cuomo coinvolgono
emotivamente il pubblico, reclamando l’attenzione e dichiarando con
forza la propria esistenza. Gianni Cuomo è nato a Battipaglia
(SA) nel 1962, vive e lavora a Milano. Negli ultimi anni ha esposto in
numerose mostre personali e collettive. La sua presenza è stata inoltre
apprezzata nell’ambito di numerose fiere, italiane ed internazionali.
Catalogo
bilingue in galleria a cura di Stefano Castelli
Orari
galleria: 10.00-12.30; 15.30-19.30 – chiuso lunedì mattina e festivi
Info: Galleria Il Torchio – Costantini
Arte Contemporanea, Via Crema 8, 20135 – Milano, Tel. +39 0258318325 -
Fax +39 0258318325,
iltorchio@fastwebnet.it
–
www.iltorchio-costantini.com
Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a Palazzo
Baldeschi
Dal 3 ottobre
2007 al 6 gennaio 2008 tutti potranno ammirare, per la prima volta nella
sua veste completa, la Collezione di maioliche della Fondazione Cassa
di Risparmio di Perugia a Palazzo Baldeschi, sede espositiva della
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Ed è proprio alla Fondazione
che questa rarissima Collezione appartiene, frutto di acquisizioni
importanti nel corso degli anni, tra cui quella dei 76 strepitosi pezzi
raccolti Paolo Sprovieri, forse il più attento collezionista del
settore, e le meraviglie della Collezione Frizzi Baccioni. Conclusa
l’esposizione a Perugia, la Collezione, in versione più contenuta, è
destinata ad essere presentata in diversi centri italiani e europei.
Complessivamente, a Palazzo Baldeschi saranno esposti 144 pezzi e
l’utilizzo del termine “capolavori” per descriverli non è improprio: la
qualità delle maioliche entrate a far parte della Collezione è
assolutamente altissima. Il cuore della Raccolta è cinquecentesco; il
Cinquecento certo fu il secolo in cui l’arte della maiolica viene
considerata, nelle sue espressioni più alte, essenzialmente come una
forma pittorica. Non mancano però esemplari quattrocenteschi, in
particolare albarelli di produzione centroitaliana, opere di botteghe di
livello. Ma con il nuovo secolo, a Faenza ma anche in Toscana, in
Umbria, a Napoli, nelle Marche e in altri centri della penisola si
sviluppano botteghe che sanno creare veri capolavori. Anche quei centri
di produzione che, come Faenza, Mentelupo, Deruta, Castelli, riescono a
creare manufatti “di massa”, destinati ad invadere mercati anche
lontani, confermano talune produzioni di qualità e livello altissimo.
Basti ammirare i piatti da pompa di Deruta presenti nella Collezione:
grandi piatti dipinti con profili femminili, scene di caccia o soggetti
religiosi che riecheggiano molto da vicino i modi di Perugino o
di Pintoricchio. Faenza ha certo titolo per essere definita come
la “regina delle ceramiche”, tanto da imporre i propri stili (il bianco
di Faenza, o l’istoriato, appunto). E da Faenza partono, nel ‘500,
maestranze che esportano i loro modelli in tutta Italia contribuendo
così a dare non poco filo da torcere agli esperti impegnati a datare e
indicare i loghi di produzione delle maioliche di questi decenni. Così
circa alla stessa paternità dello stile “istoriato”, tradizionalmente
iscritta alla città di Faenza, c’è chi avanza una diversa primogenitura:
sembra infatti che la consuetudine di ricoprire l’intera superficie di
una maiolica con figure o storie sia nata ad Urbino e lo dimostrerebbe
la datazione di opere magnifiche di questa Collezione. Ovunque la
diffusione di modelli e di storie consentita dall’arte della stampa
stimolò gli artisti della ceramica a riportare sulle loro creazioni i
capolavori di Raffaello o il racconto delle Metamorfosi di Ovidio oppure
ancora, in ossequio ai dettami del Concilio di Trento, scene e soggetti
biblici. Ma fu a Gubbio che l’arte de “lustro” ebbe il suo massimo
protagonista: nessuno, infatti come Mastro Giorgio aveva rivali
nell’applicare il lustro alle ceramiche e la Collezione documenta questo
miracolo della tecnica con numerosi, bellissimi esemplari. La
trasmigrazione dei maestri contaminò utilmente molte città e tra esse la
grande Venezia, contribuendo a creare stili nuovi e di grande eleganza.
Qua e là per l’Italia, intanto, interi piccoli centri si andavano
specializzando nell’arte della maiolica. In mostra si possono ammirar,
ad esempio, esemplari tra i più belli fra quelli prodotti a Castelli,
piccolo centro dell’Abruzzo noto, in particolare, per la preziosità dei
suoi vasi da farmacia.
Esposizione
promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. A cura di
Timothy Wilson e Paola Elisa Sani. Schede di Carola Fiocco, Gabriella
Gherardi, Marino Marini e Claudio Paolinelli.
ingresso
libero
Info:
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Tel.
075-5725981
fondazione.pg@infinito.it
Mostre, Bracciano
(Roma): Archivolandi
di Gerry Turano al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di
Valle
Dal
20 ottobre al 18 novembre 2007 il Museo Storico dell’Aeronautica
Militare di Vigna di Valle ospiterà la mostra personale di Gerry
Turano, Archivolandi, a cura di Lucia Collarile. A
Vigna di Valle, più antico aerodromo d'Italia, è stato fondato nel 1977
il Museo Storico dell'Aeronautica Militare, inaugurato dal Presidente
della Repubblica Giovanni Leone. Situato a pochi chilometri dalla
cittadina di Bracciano, e più precisamente sulla sponda meridionale
dell’omonimo lago, il Museo con una superficie espositiva di circa
12.000 mq è tra i più grandi musei aeronautici d’Europa. Disposto in
quattro grandi padiglioni espositivi, di cui due sono hangar storici dei
primi anni del 1900, il Museo possiede una delle collezioni di aerei e
motori più belle ed interessanti del mondo che racconta la Storia del
Volo in Italia e quella degli uomini che ne furono protagonisti. Fin
dalla sua nascita il Museo ha richiamato un pubblico sempre più
eterogeneo ospitando eventi culturali, presentazioni di libri, concerti
musicali, rappresentazioni teatrali e mostre di artisti contemporanei,
diventando così da culla dell’aviazione a moderno centro culturale.
Del resto è cosa nota il connubio tra Arte e Aviazione, basti
ricordare quei maestri del Futurismo (Dottori, Crali, Delle Site,
Tato, solo per citarne alcuni) che teorizzarono e poi diedero corpo
ad un movimento artistico di fondamentale importanza come l’Aeropittura,
che rappresentò un momento fondamentale preannunciato da vari contributi
teorici (Manifesti) e figurativi (pittura e scultura), e prese corpo
proprio a ridosso della fondazione dell’Arma Aeronautica Italiana. Non è
un caso che il Museo di Vigna di Valle, dunque, ospiti in autunno i
lavori più recenti di Gerry Turano, artista e designer palermitano che
vive e lavora a Roma, attivo sulla scena artistica dagli anni Ottanta.
Le sue opere, (matite, acrilici e collage su tavola e sculture in
argilla) si contraddistinguono per la loro tridimensionalità aerea e la
visione cosmica. Lo stesso titolo della mostra, “Archivolandi”, è un
neologismo creato dall’artista proprio per indicare un dinamismo
aerospaziale che ha sempre origine da una concatenazione dinamica di
architetture, elementi che rappresentano la pulsione tutta umana verso
la sperimentazione e la conoscenza. Un nuovo senso della materia e un
tratto più lieve, seppure caratterizzato dalla consueta meticolosità
manuale, danno vita a monocromie dal forte senso evocativo, in grado di
catturare l’occhio e trascinarlo in un labirinto di segni apparentemente
senza via d’uscita.
Oraraio: Mart
- Dom: 9.30-16.30
Info: Museo Storico A.M. Aeroporto Vigna di Valle -
Bracciano (Roma), Tel./Fax. +39 0699887509,
aeromuseo@aeronautica.difesa.it
-
www.aeronautica.difesa.it
Mostre, Canneto
sull’Oglio (Mantova): Bambole d’artista? Sono in Vespa!
Bambole
d’artista contemporanee e Vespa. Questo è il binomio insolito e
inconsueto che ispira la V Collettiva nazionale di bambole d’artista,
che si svolgerà nel Museo Civico dal 15 settembre al 18 novembre 2007.
Bambole e scooter, un’accoppiata che di certo desterà interesse e
curiosità sia tra gli appassionati di bambole, sia tra i cultori della
celebre Vespa che, prodotta in oltre sedici milioni di esemplari
nel mondo, ci è familiare a ogni latitudine, ormai integrata nel
paesaggio urbano. Un’accoppiata che unisce un simbolo di stile e design
italiano, uno dei “segni del nostro tempo”, con l’arte di fare bambole,
un’attività che per circa un secolo ha reso Canneto sull’Oglio famosa in
tutto il mondo, tanto che meritò l’appellativo di “piccola Norimberga”.
Oggi, purtroppo, le ditte di bambole e giocattoli a Canneto sull’Oglio
non ci sono più. C’è però un Museo Civico nel quale sono gelosamente
conservati moltissimi dei balocchi che sono stati prodotti dal 1870 agli
anni Ottanta del ‘900 nelle ditte locali. Ed è proprio in questo Museo
che le artiste contemporanee presenteranno le proprie creazioni ispirate
al “fenomeno Vespa” a livello sociale, di costume e pubblicitario. E, si
noti, parliamo al femminile, parliamo di artiste, perché questa è
un’arte praticata, almeno in Italia, essenzialmente da donne, anche se
in mostra sarà presente un artista maschio. Le opere presentate in
mostra saranno tutte pezzi unici o originali in edizione limitata, senza
restrizioni di sorta rispetto ai materiali o alle tecniche di
realizzazione per le quali, ovviamente, ad ogni artista sono richieste
grandi capacità creative associate ad abilità manuali. Per la
realizzazione di ogni bambola, infatti, l’artista deve conoscere a fondo
il materiale scelto. Per esempio, in caso si tratti di bambole in
biscuit o porcellana, l’artista deve padroneggiare le tecniche del
modellato, della fusione, della cottura, della levigatura e della
pittura. Se invece la tecnica scelta è quella della scultura ad ago, che
consiste nello "scolpire" la bambola sulla stoffa, l’artista deve
possedere maestria nell’uso di ago e filo di nylon, creando, con un
sapiente gioco di fili tirati, sia i dettagli e le diverse espressioni
del viso, sia il corpo e l'articolazione degli arti. Una volta finita,
la bambola va poi completata e vestita, per cui è fondamentale che il
suo creatore si destreggi anche con le tecniche sartoriali, del ricamo e
dell’ornamentazione per realizzare abiti, scarpe, parrucche e accessori.
Ideata e curata da Caterina Vagliani, Direttore del Museo Civico,
con l’aiuto del Gruppo del giocattolo Storico, la mostra presenterà una
cornice inconsueta e singolare: le bambole d’artista saranno esposte
accanto a una decina di preziosi esemplari dello scooter Vespa,
prestati appositamente per la mostra dal Vespa Club Scooter Boys di
Asola (Mantova). Tra i partner dell’iniziativa si segnala anche la
Bonelli Arte Contemporanea. La Galleria mette a disposizione per
l’allestimento della mostra la riproduzione fotografica di un’opera
realizzata da uno dei protagonisti più originali del panorama figurativo
italiano, Fulvio Di Piazza. Si tratta di Vespaliptus, un olio su
tela di notevoli dimensioni (200 cm x 170 cm) in cui, in un mondo
lussureggiante, con alberi che si trasformano in esseri umani o in
oggetti, un grosso tronco assume le sembianze proprio della Vespa.
Pare superfluo sottolineare che le bambole d’artista, presentate in una
mostra con un allestimento tanto ricco e insolito, non potranno che
essere valorizzate in una suggestiva commistione di arte nel senso più
ampio del termine. La mostra sarà allestita a Canneto sull’Oglio grazie
alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Canneto
sull’Oglio, del Vespa Club Scooter Boys di Asola (MN), di Bonelli Arte
Contemporanea, della falegnameria Ruggeri di Piadena (CR), di DatAllarm
di Asola (MN), di Eurograf e Litosystem 3 di Canneto sull’Oglio, della
Cooperativa Pier Giorgio Frassati di Canneto sull’Oglio (MN), di Ronda
Gomme di Piadena (CR) e dell’Officina Monduzzi di Piadena (CR).
Orario Fino al
31 ottobre: lunedì-venerdì 9.00-12.00; sabato 15.00-19.00; domenica
10.00-12.30 e 15.00-19.00. Dall’1 novembre: lunedì-venerdì 8.45-12.15;
domenica 9.30-12.30 e 14.30-19.00. Ingresso libero
Info:Biblioteca
Comunale, tel. 0376 70.671;
cannetocultura@libero.it,
Comune di Canneto sull'Oglio, tel. 0376 71.700 - fax 0376 72.40.10,
www.comune.canneto.mn.it,
cannetocultura@libero.it
Mostre, Roma:
Hanging Out alla Notte Bianca
La Z2O
Galleria – Sara Zanin con il patrocinio del Comune di Roma e
l’organizzazione e produzione di Zétema progetto cultura presenta
il progetto HANGING OUT a cura di Chiara Vigliotti che vedrà
realizzata un’istallazione site specific con immagini dei tre giovani
fotografi Matteo Alessandri, Alberto Di Cesare e Claudia Ferri
nel suggestivo scenario del Vicolo del Bollo, piccola strada a pochi
passi dalla famosa piazza di Campo dei Fiori, nel corso della
manifestazione La Notte Bianca di Roma che avrà luogo nei giorni 7 e 8
Settembre 2007. Hanging Out è un progetto curatoriale che nasce dalla
precisa volontà di mostrare al pubblico della Notte Bianca l’opera di
giovani artisti italiani che hanno deciso di collaborare insieme
adattando il loro lavoro ad uno spazio inedito ed utilizzando un
linguaggio espositivo alternativo. L’idea portante è stata quella di
voler avvicinare il più possibile il lavoro di un’artista alla vita
quotidiana, rubando da quest’ultima un agire comune qual è appunto
quello di appendere il proprio bucato alla vista di tutti affinché si
asciughi. Abbiamo così deciso con Matteo, Alberto e Claudia di
stampare le fotografie su un supporto inusuale che ci consentisse di
esporle all’esterno tra i palazzi del Vicolo del Bollo.Lavorando sul
messaggio implicito che ciascuno di noi comunica quando mostra in
pubblico qualcosa di molto privato, come il proprio bucato, abbiamo
costruito un ponte tra la dimensione intima che ognuno di noi decide di
mostrare e quella dell'arte, chiedendo ai fotografi di raccontare nelle
proprie immagini quale fosse la loro idea di intimità.
Matteo
Alessandri nato a Roma nel 1972, vive e lavora a Roma, 2007
Postcards from Romania, Eyelight Gallery, Roma; Luoghi, non
Luoghi, VI Festival Internazionale di Fotografia di Roma, z2o
Galleria – Sara Zanin, Roma; Taliannu Taliannu, Bambusa Garden
Center, Roma
Alberto Di
Cesare nato a Roma nel 1978, vive e lavora tra Roma e Bologna.
GenovArte 2007, II Biennale d’Arte Contemporanea, Genova; Visioni,
Spazio Culturale per la Fotografia Su Palatu e Sas Iscolas, Villanova
Monteleone, Sassari; Luoghi, non Luoghi, VI Festival
Internazionale di Fotografia di Roma, z2o Galleria – Sara Zanin, Roma;
L’incanto di un tetto, Christie’s, Roma
Claudia
Ferri nata a Pescara nel 1980, vive e lavora a Roma dove attualmente
è assistente della fotografa Ileana Florescu. Luoghi, Non Luoghi,
z2o Galleria-Sara Zanin, Roma; Bianco, Bibli, Roma; Artour-o,
presentata da z2o Galleria I Sara Zanin, Grand Hotel Minerva, Firenze;
Ateliers d’artista, presentata da Ileana Florescu, Biblioteca
Villa Mercede, Roma.
SCHEDA
INFORMATIVA:
Inaugurazione: venerdì 7 settembre 2007 alle ore 19.30 Vicolo del
Bollo
Sede:
Vicolo Del Bollo 00185 ,Roma
Curatore:
Chiara Vigliotti
Durata
mostra: 7settembre 2007 – 8 settembre 2007
Orari:
dalle 19.30 del giorno 7 settembre alle ore 6.00 del giorno 9 settembre
2007
Ingresso
libero
Per ulteriori informazioni: Tel.:
+39 3409090008, +39 06 704 522 61; Fax: +39 06 770 776
16
info@z2ogalleria.it;
www.z2ogalleria.it
Inoltre in galleria sarà possibile visitare la mostra Luoghi Non Luoghi
fino al 16 settembre 2007
Torino:
il calendario degli eventi del Museo Accorsi
mercoledì
12 settembre 2007, ore 14.00, e
sabato 22 settembre 2007, ore 14.00
Itinerari
culturali ELISIR. GOCCE D’ARTE IN ITALIA
Patrocinio di Regione Piemonte,
Regione Liguria, Provincia di Torino, Città di Torino, Città di
Vercelli, Città di Savigliano, Città di Genova
ALLE PORTE
DELLA CITTÁ. La dimora dei Benso di Cavour
in collaborazione con Fondazione
Camillo Cavour – Castello di Santena. A cura di: Museo
Accorsi – Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour. Partenza:
Museo Accorsi, via Po 55 (TO). Partenza per il Castello di Santena con
bus privato e rientro in via Po 55 -
Durata: 5 ore - Costo: € 17,00 cad. per gruppi max 50 persone,
comprensivo di ingresso e visita guidata presso le due istituzioni,
biglietto bus andata/ritorno
ATTENZIONE:
per i possessori dell’Abbonamento Musei l’ingresso è € 8,50
Accessibile ai
disabili
Per
informazioni: 011.837.688
La
prenotazione e’ obbligatoria.
Passeggiata
nel verde a settembre grazie alla collaborazione tra il Museo di Arti
Decorative Pietro Accorsi di Torino e la Fondazione Camillo Cavour –
Castello di Santena (TO).
Le due istituzioni hanno infatti
organizzato un itinerario culturale dal titolo Alle porte della
città. La dimora dei Benso di Cavour
per mercoledì 12 e sabato 22 settembre, con partenza alle ore 14.00 dal
Museo Accorsi in via Po 55 a Torino. La visita comprende il
percorso al parco e al Castello a Santena (TO): annesso al Castello di
Cavour, il parco è stato disegnato dal prussiano Xavier Kurten (1811 –
1840), direttore del parco di Racconigi nel 1830, su committenza di
Camillo Benso Cavour (Torino 1810 – 1861). L’architetto tedesco del
verde aveva già lavorato ai giardini delle residenze di Racconigi,
Govone, Agliè e Pollenzo, adeguandoli al gusto inglese. Il parco viene
quindi inteso da un punto di vista paesaggistico, ambientale e botanico
attraverso l’inserimento di varietà di piante scelte per un risultato
compositivo più scenografico e coinvolgente.
Il castello residenza preferita del
grande statista piemontese, che tuttora conserva gli arredi originari,
si presenta come una casa-museo, come quella di Pietro Accorsi, un
susseguirsi di ambienti raffinati, tra cui si segnala il salotto
"dorato" Lascaris, sala di
rappresentanza collegata al salone delle cacce, in cui sono conservati
importanti arredi di gusto rocaille, provenienti da Palazzo
Lascaris di Torino. Risaltano anche porte,
specchiere e due magnifici sofà
d’angolo risalenti alla metà del XVIII secolo con cornici scolpite e
dorate a fogliami fioriti e a palmette; e, infine, la serie di ritratti
con il “Marchese di Avigliana”
(Giuseppe Vittorio Carron di San Tomaso) in tenera età e “Don
Giuseppe Lascaris di Ventimiglia, Marchese della Rocchetta, del Varo,
Viceré di Sardegna e Grande di Corona”. Tra le opere presenti si cita
ancora il tavolino impiallacciato di legno di palissandro e intarsiato
di avorio e bosso, con rifiniture dorate, datato 1739 e opera di Pietro
Piffetti, uno degli oggetti più
pregiati della collezione santese: sulla mensa gli stemmi uniti dei
Rhebinder e dei Piossasco chiusi dal collare dell’Annunziata e sostenuti
da putti allegorici e da stendardi, simbolo del matrimonio avvenuto tra
il settantottenne maresciallo Tommaso Rhebinder e la sedicenne
nobildonna Cristina di Piossasco nello stesso anno.
Il complesso
(Castello, Parco, Sala Diplomatica, Tomba dei Cavour, Torre) è gestito
dalla Fondazione Cavour.
Al Museo
Accorsi invece è custodito uno degli oggetti più pregevoli del famoso
ebanista Pietro Piffetti (Torino 1701-1777): il grandioso doppio corpo,
impiallacciato di legni rari con avorio, tartaruga, madreperla, di
fantasiosa sagoma mistilinea di gusto pienamente barocco nel gioco di
profili concavi e convessi d’intonazione architettonica, è alto 350 cm e
presenta la parte inferiore a cassettone con scrivania a sportello
ribaltabile, mentre la superiore, retta da eleganti mensole a voluta, è
ad alzata con due battenti apribili. La decorazione è ricchissima,
persino esuberante, e costituisce un elemento fondamentale della
particolare scenografia del mobile. Il mobile è firmato e datato 1738 (“Petrus
Piffetti inve’, fecit et sculpsit Taurini 1738”). Tra le sale citiamo la
Sala da pranzo le cui pareti sono interamente ricoperte da una serie di
pannelli dipinti a "chinoiserie" con uccelli, insetti e tralci di rami
fioriti alla maniera di Cristiano Werhlin, pittore viennese attivo
presso la Palazzina di caccia di Stupinigi. Essi incarnano il tipico
gusto piemontese di ispirazione orientale che si ritrova sovente
all’interno delle settecentesche dimore sabaude. Le otto sedie da pranzo
sono in legno di noce scolpito e laccato con decorazioni floreali
policrome (Milano, 1745 circa), mentre il lampadario è in lamierino
piegato e dipinto a motivi floreali, secondo la tipica tecnica
piemontese del XVIII secolo (Piemonte, metà XVIII secolo).
La visita al parco e Castello di
Santena sarà condotta dall’Associazione Amici della Fondazione
Camillo Cavour.
“Elisir.
Gocce d’Arte in Italia” hanno il
patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino,
Città di Vercelli, Città di Savigliano, Regione Liguria, Città di
Genova.
martedì 18
settembre 2007, ore 17.30
Conferenza IL
SECOLO DELL’ARGENTERIA. IL SETTECENTO TRA TORINO E PARIGI, DISEGNI
PREPARATORI E OGGETTI DI ARGENTERIA
con Tullia Tabasso,
studiosa di argenteria antica e moderna
Ingresso
gratuito. Prenotazione obbligatoria: 011.837.688
L’importanza del disegno nel campo
delle argenterie del Settecento è indiscussa, dichiara Tullia
Tabasso, studiosa di argenteria antica e moderna, relatrice della
conferenza su “Il secolo dell’argenteria. Il Settecento tra Torino e
Parigi, disegni preparatori e oggetti di argenteria”.
Il maestro
argentiere esprimeva conoscenze e fantasia nei bozzetti preparatori
delle sue opere. Il disegno è quindi da osservare, come commistione di
saperi ed espressione del passare del tempo. I progetti per ornamenti di
Gilles Marie Oppenordt (1672-1742), Juste Aurèle Meissonier (1695-1750)
e Nicolas Pineau (1684-1754) sono tra quelli che più influenzarono lo
sviluppo dello stile rococò con i suoi temi leggeri ma intricati che si
addicono perfettamente agli oggetti di piccole dimensioni.
TULLIA TABASSO
Nata a Torino,
iscritta alla Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in
Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, presso
l'Università degli Studi di Torino, dal 2002 al 2004 ha frequentato il
Corso Superiore Biennale di Formazione Professionale per “Consulenti
Scientifici in Argenteria Antica e Moderna” riconosciuto dal Collegio
dei Periti Italiani.
In quegli anni
ha inoltre collaborato con l’Agenzia di Accoglienza e Promozione
Turistica dell’Area Metropolitana di Torino.
Dall’1998 ad
oggi lavora per la Fondazione Pietro Accorsi tenendo incontri di
approfondimento e corsi di formazione per insegnanti sull’argenteria del
Settecento.
Sabato 29
settembre 2007, ore 17.00
Conferenza LE
ARTI FRA TORINO E PARIGI NEL SEI E SETTECENTO in occasione delle
GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO (29-30 settembre 2007)
con Arabella Cifani
e Franco Monetti,
storici dell’arte
Ingresso
gratuito. Prenotazione obbligatoria: 011.837.688
Arabella
Cifani e Franco Monetti, storici dell’arte di fama internazionale,
illustreranno i complessi e significativi rapporti che legarono Torino e
Parigi fra Sei e Settecento con vivaci influssi e scambi nel campo
dell’architettura, della pittura, della scultura e delle arti
decorative. In particolare saranno analizzate le affinità fra i pittori
torinesi o attivi a Torino e quelli di ambito parigino e lorenese. Nel
settore della scultura, la figura di Francoise Ladatte a confronto con
gli atelier di Versailles. Infine, le tipologie dei mobili e delle
argenterie ed altri oggetti d’arredo nei secondi scambi con gli artisti
parigini attivi soprattutto per la corte di Francia.
La conferenza rientra nelle
Giornate Europee del Patrimonio (29-30
settembre 2007), promosse dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, che quest’anno hanno per slogan “Cultura e
patrimonio: una strada verso e dall’Europa”.
In occasione della Giornate Europee del Patrimonio, il biglietto
d’ingresso al Museo Accorsi sarà ridotto: € 5,00 anzichè € 7,00. Il
museo è aperto da martedì a domenica ore 10.00-13.00; 14.00-18.30.
Visite ogni ora circa condotte da storici dell’Arte. Su prenotazione,
visite in inglese e francese, e percorso tattile per non vedenti e
ipovedenti
Prenotazione
obbligatoria allo 011.837.688
Info:
Fondazione Pietro Accorsi, Museo di Arti Decorative, Via Po, 55 – 10124
Torino, Tel. 011.837.688,
www.fondazioneaccorsi.it
-
info@fondazioneaccorsi.it
Mostre, Bellinzona: Antonio
Lüönd alla Galleria Balmelli
La Galleria Balmelli Arte Contemporanea presenta negli spazi di Via
Orico un'esposizione dedicata all’opera del pittore Antonio
Lüönd. L'esposizione sarà aperta
al pubblico dal 7 settembre al 20 ottobre 2007.
orari: dal
martedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00, oppure su appuntamento.
Mostre, Torino: i
lavori di Giuseppe Chiari
Con la
riapertura autunnale èArte proporrà dal 14 settembre al 17 novembre 2007
una morta dedicata al maestro, recentemente scomparso, Giuseppe
Chiari unico artista italiano a far parte del movimento artistico
internazionale Fluxus. L’esposizione proporrà una panoramica dei lavori
di Chiari che vanno dai famosi spartiti cancellati dei primi anni ’70,
fino alle chitarre dell’ultimo periodo per un totale di una trentina di
opere.
Orari:
Martedi' – Sabato 11/13:30; 15/19
Info: èArte
moderna e contemporanea, Via Palazzo di Città 2/C, Torino, Tel.
0114363902, info@eartgallery.com
Mostre,
Pietrasanta: La robotica e i materiali innovativi nel Chiostro di
Sant’Agostino
Dalla
rivoluzionaria invenzione di Padre Eugenio Barsanti, la
tecnologia ha visto aprirsi nuove frontiere di ricerca e di
applicazione. Un lungo percorso di acquisizione delle conoscenze sino
allo sviluppo della robotica e dei cosiddetti materiali innovativi i cui
esiti più avanzati sono al centro dell’originale
mostra che si svolgerà dal 23 settembre al 28 ottobre 2007
nel complesso di Sant’Agostino, in quelle stesse mura che videro i primi
studi ed esperimenti del giovane scienziato di Pietrasanta.
Un’iniziativa promossa dal Comune di Pietrasanta e dal Premio
Internazionale Barsanti e Matteucci in collaborazione con Finmeccanica,
la Scuola Superiore Sant’Anna (Centro di ricerca Gustavo Stefanini e
PERCRO) Oto Melara e Celin Avio (Gruppo Elettronica Melara). In
occasione dell’VIII edizione del Premio Internazionale Barsanti e
Matteucci, che si terrà a Pietrasanta il 27 ottobre 2007, si
presenta una mostra che guarda agli sviluppi più innovativi del settore
della robotica mostrando i molteplici impieghi di piattaforme terrestri
ed aeree, di varie dimensioni e tipologie, per il controllo del
territorio con funzione di monitoraggio, sorveglianza e ricognizione. Il
costante progresso delle tecniche consente, infatti, di estendere le
capacità dei sistemi robotici in termini di flessibilità d’impiego. In
esposizione tante curiosità, tra le quali “Manta Mk2” : un robot aereo
di piccole dimensioni, appena 7 chili e mezzo di peso, poco meno di due
metri di lunghezza, sul quale è integrato un sensore ottico orientabile
per la ricognizione e la sorveglianza a medio raggio. Può raggiungere i
200 km orari. E “Colibrì”, un micro-elicottero senza pilota, meno di un
chilo di peso, controllato a distanza. La rassegna illustra, inoltre,
come l’utilizzo di nuovi materiali consenta di raggiungere le massime
prestazioni, anche per oggetti di grandi dimensioni, aprendo nuove
opportunità di applicazione con cicli produttivi più economici. Nelle
sale del Chiostro di Sant’Agostino saranno presentati veicoli senza
pilota, dimostratori tecnologici dell’impiego di nuovi materiali,
piattaforme robotiche finalizzate alla sperimentazione e alla verifica
di algoritmi e tecniche SW per la guida, il controllo e la navigazione
di veicoli totalmente autonomi. L’evento espositivo, organizzato in
sezioni tematiche, offrirà al pubblico un’ampia vetrina tecnologica tra
filmati, pannelli esplicativi e strumenti robotici.
Mostra:La
robotica e i materiali innovativi
Date
esposizione:23 settembre – 28 ottobre 2007
Luogo:Chiesa e
chiostro di Sant’Agostino, Pietrasanta (LU)
Orario:16-19;
da martedì a domenica
Visite
guidate: gratuite per gruppi di almeno 15 persone, prenotazione,
obbligatoria al numero 0584-795369
Ingresso:libero
Notizie 28.08.2007
Termoli: ad ottobre week end dedicato alla passione di Milwauke
Chi l’ha detto
che la stagione autunnale porta via la voglia di divertirsi, di godersi
un viaggio in moto e stare in buona compagnia? Harley-Davidson sfida la
tradizione, proponendo per il 5, 6 e 7 Ottobre 2007 un nuovo
imperdibile appuntamento rivolto a tutti, Soci H.O.G.® (Harley Owners
Group) e non, appassionati del bicilindrico più “cool” e semplici
curiosi. Per questa tre giorni dedicata al mondo di Milwaukee,
Termoli (CB) accoglierà per la prima volta, il 5° H.O.G.® Italian
National Rally, evento Harley-Davidson alle porte del freddo. La
città molisana, inedita location nel calendario dei National Rallies,
farà da splendida cornice all’evento, offrendo la vista di un
promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro ricco di storia,
delimitato da un muraglione che cade a picco sul litorale. La lunga
spiaggia bianca che incontra il mare Adriatico, il calore
dell’ospitalità termolese ed un’ottima offerta gastronomica
accoglieranno i partecipanti. Il programma del 5° H.O.G.® Italian
National Rally prevede una vasta offerta di attività ed intrattenimenti,
atti a soddisfare i palati dei bikers più esigenti. Chi proprio non
riesce a stare fermo potrà partecipare ai Tour Guidati nei
meravigliosi scenari naturalistici della zona e per i più intraprendenti
muniti di road-book, Self Guided Tours alla scoperta di un
inedito Molise. I “fedelissimi” della vita Rally, avranno l’opportunità
di districarsi tra la Dealer Area dove acquistare accessori e
abbigliamento ufficiale Harley-Davidson, la Vendors Area con
bancarelle di ogni sorta e per i più golosi, stand gastronomici colmi di
specialità culinarie. Per chi volesse avvicinarsi al mondo
Harley-Davidson o approfondire la proprie attitudini motociclistiche,
verrà proposta la partecipazione ai Demo Ride per testare in
prima persona il piacere di guida del bicilindrico made in USA. Non v’è
modo migliore per sentire, capire e creare quel particolare feeling con
il mezzo. Come da tradizione Harley-Davidson, grande attenzione al
pubblico femminile per il quale verrà allestita la Scuola Guida per
Donne. Alle neofite amazzoni verranno forniti i primi rudimenti di
una guida a due ruote sicura e divertente, il tutto approfondito da
nozioni tecniche teoriche e pratiche. La gamma Sportster, serie
entry-level della gamma, adempierà perfettamente a questo scopo. Le tre
giornate termolesi del 5° H.O.G.® Italian National Rally verranno
inoltre scandite da importanti momenti di intrattenimento musicale. Di
forte richiamo il concerto serale del sabato a cura del gruppo
milanese “Le Vibrazioni”, espressione italiana della tradizione
pop-rock votata rigorosamente ad esibizioni live. Ad accendere
l’adrenalina dei presenti, il self made stuntman Craig Jones
eseguirà le sue famose funamboliche esibizioni. Durante lo Stunt Show
e il Night Stunt Show tra penne, stoppies, wheelies, “donut” e
leggendari burn-out Craig metterà alla prova la versatilità e
l’agilità dell’imponente bicilindrico. Immancabili nel programma, i più
classici momenti di spettacolo, come il Bike Show con
l’esibizione delle “special” su base Harley-Davidson e la parata.
Il 5° H.O.G.® Italian National Rally come già anticipato è
aperto a tutti, Harleysti e non, appassionati o semplici curiosi. I
Soci H.O.G., fedelissimi del Marchio, potranno darsi appuntamento ed
intrattenersi presso la H.O.G.® Hospitality appositamente
allestita. Un’occasione per trovarsi e condividere una grande passione.
Per i veri bikers non è ancora giunto il momento di scendere dalla
sella, l’appuntamento è per il 5, 6 e 7 Ottobre a Termoli (CB).
Il divertimento continua…
Info:Harley-Davidson Italia
- MarketingIsabella De Alberti - Tel 02.93454445 Fax 02.93581922
E-mail:
isabella.dealberti@harley-davidson.com;
Simona Bendotti – Tel 02.93454441 Fax 02.93581922 E-mail:
simona.bendotti@harley-davidson.com;
Harley-Davidson Italia - Ufficio Stampa, AlessandroGedda&Partners - Via
Volta, 13 - 22070 Appiano G. (CO) - Tel 02.48513324 Fax 02- 32066783,
E-mail: p.giamminola@geddapartners.com, m.trezzi@geddapartners.com
Conferenze,
Roma: conferenza e azione MEMORIA: creazione e richiamo
di Masao Okabe al MLAC
Giovedì 6 settembre alle ore 17.00 si
terrà presso il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Sapienza
Università di Roma, la conferenza e azione MEMORIA:
creazione e richiamo,
di Masao Okabe, artista
rappresentante del Giappone alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia. Alla conferenza sarà presente il Magnifico
Rettore, Renato Guarini.
Interverranno: il Direttore del centro
di Ricerca MLAC, Simonetta Lux;
il Commissario del Padiglione Giappone presso la 52. Biennale
Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Chihiro Minato;
il curatore del Centro di Ricerca MLAC, Domenico Scudero.
Parteciperanno inoltre i membri del collegio del Dottorato di ricerca in
Storia dell’Arte/Arte Contemporanea-Arte di confine, gli studenti del
Dottorato e gli studenti del Master in Curatore di Arte
Contemporanea. In occasione
dell’evento Masao Okabe farà una performance come anticipazione della
mostra Masao Okabe. Attingendo dalla memoria che verrà inaugurata
in occasione della Notte Bianca (sabato 8 settembre 2007 ore 20.00, fino
al 20 ottobre 2007) presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.
Masao Okabe ha ritratto città e architetture con la tecnica del
frottage, che consiste nel carpire le immagini dei soggetti
ricoprendoli con un foglio e sfregandovi sopra una matita a punta
morbida. Tali lavori sono spesso definiti “incisioni di storia”.
Presente all’attuale edizione della Biennale di Venezia, dove espone
oltre 1.400 frottage del porto di Ujina (Hiroshima), durante la Notte
Bianca di Roma animerà uno artist talk, insieme a Chihiro Minato,
commissario del Padiglione Giappone presso La Biennale, e a Mary Angela
Schroth, direttrice della Galleria Sala 1 di Roma; il breve dibattito
aprirà la personale dell’artista presso l’Istituto Giapponese di Cultura
composta di opere realizzate a Parigi, Venezia e Roma. L’evento
MEMORIA: creazione e richiamo, nato da una collaborazione tra il
Centro di Ricerca MLAC e l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, è il
primo appuntamento del ciclo Conferenza e Azione, realizzato nell’ambito
delle attività del MLAC, del Dottorato di ricerca in Storia
dell’Arte/Arte Contemporanea-Arte di confine e del Master in Curatore di
Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma. Il MLAC, diretto
da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, è sostenuto dal
contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove
tecnologie multimediali arte contemporanea”.
MLAC,
Direttore: Simonetta Lux; Curatore: Domenico Scudero; Ufficio stampa:
Giorgia Calò; Piazzale Aldo Moro 5 - 00185 Roma, Italia, Tel. +39.06.49910653,
Fax +39.06.49910365, E-mail
muslab@uniroma1.it,
www.luxflux.net
Mostre,
Parma:“Foodscapes – Art & Gastronomy”
Pochi gesti
sono così semplici, immediati eppure complessi come l’atto del mangiare.
Non stupisce quindi che più di 40 artisti internazionali abbiano voluto
misurarsi con quell’atto. Le loro opere comporranno “Foodscapes – Art &
Gastronomy”, la grande mostra che sarà allestita nei locali dell'ex
Cinema Trento, a cura di Lòrànd Hegyi, critico internazionale e
direttore del Museo d'Arte Moderna di Saint Etienne.L’esposizione, che
sarà aperta al pubblico dal 7 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008, presenta
un vasto orizzonte di opere d'arte che riflettono, appunto, il complesso
tema del mangiare, fornendone un contesto storico, antropologico,
sociologico e culturale. Questa fondamentale seppur banale, naturale,
elementare attività implica ed evoca riferimenti illimitati, di tipo
sociale, culturale, linguistico, politico, ideologico, religioso,
antropologico, medico, clinico e va a toccare zone particolarmente
sensibili, tabù, territori proibiti, contenuti nascosti ed inconsci, che
sono condizionati dal contesto culturale e storico e determinati
dall'educazione. In questo senso, l'atto di mangiare sembra essere più
culturale che biologico; più metafisico che fisico; più metaforico che
reale. Benché sia strettamente necessario alla vita, benché sia esso
stesso vita, benché sia parte delle attività umane fondamentali ed
essenziali, l'atto di mangiare è una delle attività umane più potenti e
complesse: è l'attività che in se stessa ha a che fare con la
fondamentale ed elementare auto-riproduzione, così come con la
socializzazione e la comunicazione dell'individuazione metaforica
dell'esistenza umana in quanto attività strutturata, organizzata,
teologica, razionale, nell'universo. La mostra sarà strutturata in
diverse sezioni tematiche, basate su diversi contesti di riferimento. Da
un lato, ci sono contesti culturalmente, storicamente, ideologicamente,
religiosamente condizionati nei quali l'atto di mangiare si trasforma in
un'entità profondamente metaforica. La sacralità e il carattere
rappresentativo del cibo, le formalità cerimoniali, l'estetica di potere
e ricchezza, la gerarchia ed il complesso e differenziato sistema di
esclusività ed inclusività, l'accettazione o il rifiuto sociale, la
posizione centrale o la marginalità costituiscono momenti cruciali in
questi contesti. D'altro canto, l'atto di mangiare è – e tuttora rimane
– qualcosa di barbaro, animale, incontrollabile, qualcosa di
distruttivo, inconscio, spontaneo, anarchico, immediato, bestiale,
un'attività immorale che dà ampio spazio a processi irrazionali,
spontanei, illimitati, irreversibili, ad absurdum fino al cannibalismo e
all' auto-distruzione più oscena, all'auto-mortificazione simile al
suicidio ed all'edonismo che va oltre l'esagerazione. Quest'aspetto
patologico dell'atto di mangiare al di fuori delle necessità biologiche
e sociali, al di fuori di ogni necessità razionale e fisiologica, è
spesso connessa con una prassi allegorica, magica, di segrete visioni
religiose, mistiche di potere sul mondo reale. Artisti di tutti i tempi
sono stati affascinati dalle complesse declinazioni possibili del
“cibarsi”. In questa occasione, Lòrànd Hegyi ha scelto opere di artisti
contemporanei quali: Marina Abramovic, John Armleder, Matthew Barney,
Vanessa Beecroft, Valerio De Berardinis, Wim Delvoye, Silvano De Pietri
, Erich Dittman, Tracey Emin, Erro, Sylvie Fleury, Omar Galliani,
Gilbert & George, Jörg Immendorff, Ilya Kabakov, Sejla Kameric, Oleg
Kulig, Eva Marisaldi, Hermann Nitsch, Daniel Spoerri, Jean-Jacques Lebel,
Orlan, Vettor Pisano, Michelangelo Pistoletto, Chun, Sung-Myung,
Maurizio Nannucci, Brigitte Niedermair (Niccoli), Claes Oldenburg,
Dennis Oppenheim, Claudio Parmiggiani, Graziano Pompili, Patrick Raynaud,
Alberto Reggianini, David Reimondo, Salvo, Denis Santachiara, Stefano
Spagnoli, Andrés Serrano, Barthélémy Toguo, Tunga, Sam Taylor-Wood.
“Foodscapes
– Arte & Gastronomia” è uno dei momenti del grande progetto denominato
“GNAM Gastronomia nell’Arte Moderna” promosso da Provincia di Parma,
Fondazione Cariparma, Unione Parmense degli Industriali, Camera di
Commercio di Parma e realizzato da Solares Fondazione delle Arti con la
direzione artistica di Andrea Gambetta. Nell’ambito della manifestazione
sarà presentato un progetto realizzato dall’Accademia di Belle Arti di
Brera di Milano intitolato “Trattoria da Salvatore”. Il progetto, nato
nel 1996 presso l’Accademia e curato da Antonio D'Avossa e Alberto
Mattia Martini, ha come elemento primario il rapporto tra cibo e arte.
Orari: dal
martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato e
domenica dalle 10 alle 19
Prezzi:
ingresso intero 7 €, ingresso ridotto 5 €, ingresso performance 3 €.
Bambini fino a 5 anni gratuito; da 6 a 18 anni e oltre i 65 ridotto.
Possibilità di sconti per gruppi e scolaresche. Catalogo mostra edito da
Federico Motta Editore a cura di Andrea Gambetta con interventi di
Lòrànd Hegyi, Marcello Garofalo, Luigi Settembrini, Gloria Bianchino e
Giuseppe Bertolucci.
Info: Solares
Fondazione delle Arti, l. go VIII Marzo, 9/a - 43100 Parma ITALY, tel.
+39 (0)521 967088, fax. +39 (0)521 925669
Lugano
(Svizzera): “Speed. Michael Schumacher
e la Scuderia Ferrari” alla Galleria Gottardo
Dal 7 al 30 settembre 2007 in anteprima la Galleria
Gottardo proprrà le opere di Michel Comte nell’esposizione
intitolata “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari”.
L’opera artistica del fotografo svizzero ruota intorno alle prestazioni
straordinarie del pilota Michael Schumacher e dei bolidi rossi di
fama mondiale della Scuderia di Maranello. Sei gigantografie (220 x 180
cm) stampate su supporto trasparente Duraclear, oltre 30
fotografie (90 x 90 cm) a colori e bianco/nero svelano chiaramente
quanto Michel Comte subisca il fascino del mondo dei motori.
L’esposizione si contraddistingue per la raffinata selezione delle opere
esposte e per l’alta qualità artistica dei lavori di questo fotografo
internazionalmente riconosciuto. Le collaborazioni con prestigiose
riviste quali Vogue e Vanity Fair, i numerosi ritratti fatti a celebrità
dello show business e del mondo artistico ci portano a confrontare il
percorso artistico di Michel Comte a quello di esponenti dell’arte
fotografica del calibro di Edward Steichen, Irving Penn e Richard
Avedon. In termini qualitativi e di espressività artistica, il
fotografo svizzero non ha infatti nulla da invidiare ai Titani della
fotografia del XX secolo. Michel Comte è maestro nel porre nella giusta
luce il soggetto che intende riprendere sia che utilizzi l’obiettivo
della sua fotocamera a lastre Linhof, sia che utilizzi la Pentax oppure
la Leica. Con l’esposizione “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia
Ferrari”, Galleria Gottardo, come prima Istituzione in Svizzera, propone
l'opera fotografica di Michel Comte scaturita dall'interesse
dell'artista per le gare di Formula 1 e per i suoi circuiti in tutto il
mondo. Galleria Gottardo è una fondazione per la cultura della Banca del
Gottardo la quale è una delle principali banche svizzere di medie
dimensioni a fornire servizi di Private Banking e di gestione
patrimoniale. Fin dai primi anni ’60, l’Istituto ticinese si impegna nel
campo dell’arte contemporanea e, in particolare, nella promozione di
artisti svizzeri. L’esposizione ci propone un aspetto nascosto del
fotografo delle star. Con la sua ossessione maniacale e il fascino senza
confini per i circuiti di Formula 1, Comte diventa cronista della
carriera sportiva senza precedenti del grande campione Michael
Schumacher. I suoi scatti, che hanno immortalato innumerevoli circuiti
di gara in tutto il mondo, schiudono allo spettatore un mondo che ha
contrassegnato lo spirito della fine del Novecento e l’inizio del nuovo
millennio. Un mondo caratterizzato dai progressi, dalla rapidità e dai
moti dell’animo vissuti apertamente. Il mondo della Formula 1. Lo sport
automobilistico è sinonimo di alta tecnologia. Le nitide immagini
riprese nelle officine della Ferrari ne sono l’incarnazione: il
linguaggio razionale visivo di Michel Comte crea lo stesso stato d’animo
che si potrebbe respirare in una sala operatoria perfettamente sterile
di una clinica universitaria o in un laboratorio di ricerca. Lo
spettatore viene coinvolto dall’atmosfera carica di precisione e
sicurezza che regna negli stabilimenti Ferrari. In contrapposizione a
tutto ciò troviamo immagini sfocate, astratte, ma estremamente
espressive scattate durante le gare: queste ci fanno vivere direttamente
il brivido della velocità. Oppure le fotografie della vita privata di
Michael Schumacher: queste immagini trasportano lo spettatore in un
mondo dove il gladiatore dei tempi moderni mostra il suo lato più
tenero. Si tratta di riprese intime estremamente raffinate che
testimoniano l’abilità di Comte ad immedesimarsi nel soggetto e
confermano un’amicizia che si è consolidata durante tutti gli anni in
cui il fotografo Comte ha seguito il pilota Schumacher con la sua
macchina fotografica. Attraverso l’estetica purista di Comte vengono
messe in contrapposizione, rendendoli quasi tangibili, il rigore e la
delicatezza, il movimento e l’immobilità, il rombo assordante dei motori
e il silenzio assoluto. Le sue foto risultano autentiche poichè nello
scatto non si avvale di un eccessivo utilizzo di accorgimenti. tecnici.
7 titoli mondiali, 91 vittorie, 250 Gran Premi: il palmares di Michael
Schumacher è irraggiungibile. A suggellare la conclusione della
strepitosa carriera di un pilota senza precedenti nella storia delle
corse automobilistiche, viene pubblicato un corposo volume fotografico
intitolato “7 – 91: Michel Comte on Michael Schumacher”, con oltre 400
fotografie a colori e in bianco e nero, corredate dai testi di Sabine
Kehm e Michael Schumacher.
Conferenza stampa:
giovedì 6 settembre 2007 alle ore 11.00
Vernissage: giovedì
6 settembre 2007 dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Durata
della mostra: dal 7 al 30 settembre 2007
Orari di apertura: martedì 14.00-17.00; mercoledì-sabato
11.00-17.00, apertura straordinaria domenica 11.00-17.00. Entrata
libera.
Volume:
“7- 91:Michel Comte on Michael Schumacher”. 512 pagine con oltre
400 fotografie a colori e in bianco e nero, corredate dai testi di
Sabine Kehm e Michael Schumacher. Edizioni AlbersZimmerman.
Galleria
Gottardo, fondazione per la cultura della Banca del Gottardo, dal
1989 organizza mostre in collaborazione con musei, enti culturali e
collezionisti. In più di quindici anni ha esplorato l’attività dell’Uomo
con mostre e pubblicazioni di qualità con l’intento di fissare lo
sguardo sulle innumerevoli sfaccettature dell’arte e della fotografia,
dell’etnografia e dell’archeologia, del design e di oggetti particolari
che sono, con gli anni, divenuti fonte di interessanti collezioni. La
sua attività editoriale ha assunto un carattere importante nel complesso
della sua produzione con particolare attenzione, nei testi e
nell’impaginato, alla qualità dei propri cataloghi.
Info: Galleria Gottardo, Viale
Stefano Franscini 12 - 6900 Lugano, Switzerland, Tel. +41 91 808 1988,
Fax +41 91 808 2447,
galleria@gottardo.com,
www.galleria-gottardo.org
Due statue in terracotta dipinta, un
San Francesco e una Santa Chiara
di Giovanni della Robbia a
Cortonantiquaria
La scultura
in terracotta, o “per via di porre”, come era detta nella trattatistica
rinascimentale, ha recuperato solo negli ultimi decenni, grazie ad un
più concreto interesse degli studiosi, quel ruolo da protagonista che
gli è spettato nello sviluppo dell’arte del Rinascimento, al fianco
delle tecniche cosiddette “per forza di levare”, cioè l’intaglio ligneo
e la scultura in marmo o pietra.
Ruolo di primo piano, peraltro, riconosciutole dalle fonti quattro e
cinquecentesche, che sovente si soffermano a spiegare i processi
tecnico-operativi della terracotta (Filarete, Leon Battista Alberti,
e ancora Benvenuto Cellini, Giorgio Vasari, Cipriano Piccolpasso,
Vannoccio Biringuccio, Borghini e il Baldinucci), e al contempo
intuibile dal prestigio degli artisti che la praticarono ai massimi
livelli; bastino, per la Toscana, i nomi di Donatello, Lorenzo
Ghiberti, Iacopo della Quercia, i Della Robbia e Andrea del Verrocchio.
La produzione contemplava bassorilievi e statue a tutto tondo, spesso i
primi replicati in serie con l’ausilio di calchi in negativo. Molto
diffusi sono i rilievi con Madonne col Bambino a mezzo busto, per la
devozione privata, ma la bottega dei Della Robbia introdusse per prima
anche l’uso di imponenti pale in terracotta invetriata. Nel caso di
statue di grande formato si modellavano singole figure o gruppi,
talvolta di notevoli dimensioni; eccezionali quelle del Profeta
di Donatello, oltre 5 metri, eretto su uno dei contrafforti della Cupola
di Santa Maria del Fiore a Firenze. A questo secondo tipo di prodotti,
lavorati a tutto tondo, vanno ricondotte le due statue di San
Francesco e Santa Chiara, in terracotta dipinta, alte circa
125 cm, di provenienza toscana, esposte qui per la prima volta in
occasione di Cortonantiquaria 2007. La loro collocazione
originale è immaginabile all’interno di un complesso d’altare, su
nicchie laterali contrapposte, come lasciano pensare la postura e la
gestualità tra loro speculari, e la lavorazione più sommaria del retro.
L’iconografia dei santi è quella consueta, e concerne per San
Francesco il volto scarno, vestito del saio, con stimmate e ferita
al costato in evidenza, oltre ad una croce, perduta, la cui presenza si
intuisce da un piccolo alloggiamento scavato sulla mano destra. Santa
Chiara, con l’abito scuro e il velo, di fattezze giovanili, stringe
il libro con la mano sinistra mentre sull’altra mano doveva reggere
l’attributo della pisside con l’Eucaristia, esponendo la quale fermò i
saraceni. Entrambi avevano un’aureola sul capo, come si evince dal foro
di innesto. Lo stato di conservazione delle sculture è decisamente
buono, e specie nel caso della Santa Chiara, la recente pulitura
ha messo in evidenza la policromia originale pressoché intatta. La
coppia di statue, una volta modellate, vennero dapprima divise in due
parti, secondo una linea di taglio che il plasticatore ha cercato di
mimetizzare al meglio fra le pieghe delle vesti, poi svuotate con
notevole perizia ed accuratezza, fino a portarle ad uno spessore medio
di circa due centimetri, indice di una notevole pratica di mestiere. La
policromia, una tempera a legante proteico, è data a freddo con una
minima preparazione di fondo. La superficie è perfettamente liscia e
rifinita fin nei dettagli più minuti in tutta la zona frontale delle
statue, mentre è lasciata più grezza sul retro, escluso alla vista, dove
sono evidenti le tracce degli strumenti del plasticatore. Le due statue
presentano caratteri stilistici che le fanno collocare in stretto ambito
robbiano, e tali da sostenere, come si dirà, un’attribuzione a Giovanni
della Robbia (Firenze 1469 – 1529). Nella figura di San Francesco
è evidente l’osservanza di modelli riconducibili ancora al padre Andrea;
non tanto nei lavori celeberrimi di Santa Maria degli Angeli presso
Assisi e della Verna, ma piuttosto in quelli afferenti alla sua
produzione matura, dell’ultimo decennio del XV secolo, a cominciare
dalle due statue ferraresi con i Santi Francesco e Bernardino da
Siena, invetriate, parte di una lunetta e datate attorno al 1495, o
anche il San Francesco del Victoria & Albert Museum di Londra;
ancora, nello stesso museo londinese, un Santo evangelista,
assegnato anch’esso dalla critica ad Andrea, il cui movimento delle
vesti trova più di un riscontro nella Santa Chiara. Ma i
confronti più stringenti, per le due statue, sono rintracciabili a
latere della produzione di Andrea, in quella del figlio Giovanni, e, di
riflesso, dei suoi principali collaboratori, come Agnolo di Polo, figura
la cui ‘messa a fuoco’ sta interessando sempre più spesso la critica
specializzata.
Giovanni,
attivo circa dall’ultimo decennio del Quattrocento come collaboratore
entro la bottega del padre Andrea, se ne distaccò presto discostandosi
in buona parte dal linguaggio paterno per uno stile più libero ed
eclettico, indugiante a volte in inflessioni marcatamente popolari.
In particolare, Giovanni «affrontò il difficile, e peraltro controverso
compito di adeguare la produzione robbiana agli orientamenti di un gusto
ormai profondamente mutato, mediandone la consueta vena devota con le
sofisticate maniere antichizzanti e l’enfasi monumentale che, emerse già
intorno al 1490, si sarebbero affermate nella scultura fiorentina dei
primi decenni del Cinquecento» (Gentilini). Se qualche
difficoltà si incontra ancora nel ricostruire il suo catalogo per gli
anni della formazione, meglio nota è l’attività matura, a partire dal
secondo decennio del XVI secolo, scandita da numerosi riscontri
documentari e opere certe. Significativo, nel percorso di Giovanni, è il
legame molto stretto fra la sua bottega e la committenza francescana del
ramo Osservante già sul cadere del primo decennio del ‘500, stante
l’attività sia in San Salvatore al Monte che nel convento di San Vivaldo
a Montaione, e questo in anni in cui il padre e i fratelli si erano al
contrario schierati apertamente in difesa del predicatore domenicano
Gerolamo Savonarola. Inutile sottolineare come il soggetto francescano
delle due sculture costituisca una traccia in questo senso, confortata
da motivazioni stilistiche e confronti che, come anticipato, portano a
Giovanni. Sebbene la gran parte della produzione a
lui ascritta sia relativa ad opere in terracotta invetriata, non
dovettero mancare occasioni in cui lo stesso utilizzò la policromia a
freddo, come si evince dall’uso che sovente ne fece in sussidio dell’invetriatura
per i colori più ostici a quel procedimento, nonché dalla fortuna
riscossa da questo tipo di policromia nell’ambito della bottega.
Ripercorrendo la produzione di Giovanni collocabile attorno al secondo
decennio del XVI secolo, un primo eloquente raffronto è quello
istituibile con la figura di Cristo nell’Incredulità
di san Tommaso a Quarto (Firenze), presso il Conservatorio La
Quiete, ma già a Firenze in San Jacopo a Ripoli, databile verso il 1510,
composta sul celebre modello verrocchiesco, rilievo che ha in comune con
il San Francesco l’allungamento del volto e i delicati passaggi
degli incarnati, indagati con notevole sensibilità. L’intensità dello
sguardo del santo assisiate è la stessa presente nei santi laterali
della lunetta ancora in situ sul portale di San Jacopo a Ripoli, in cui
figurano la Madonna col Bambino tra i santi Iacopo Maggiore e
Domenico, con i quali il San Francesco condivide anche la
medesima attenzione anatomica nell’articolazione delle mani. La
lunetta con la Sepoltura di Cristo (1521 ca.) già alla Santissima
Annunziata, oggi al Bargello, offre ulteriori occasioni per una lettura
in parallelo con le due sculture in oggetto, i cui volti, orfani della
policromia originale, avvicinati a quelli della Vergine e del Cristo del
museo fiorentino tuttora ricoperti da una ricca vernice policroma data a
freddo, presentano non solo un puntuale affinità di forme, ma di nuovo
quella sensibilità epidermica che è uno dei tratti distintivi dei lavori
più raffinati di Giovanni. Sempre cercando tra le opere che la critica
riconduce alla sua mano, confronti positivi sono possibili tanto con il
rilievo con l’Ultima cena conservato al Victoria & Albert Museum
di Londra, che con la statua di San Pietro martire nella chiesa
di San Domenico di Arezzo. La Santa Chiara, poi, trova la sua
somiglianza si direbbe ‘gemellare’ nella Vergine della celebre lunetta
con Visitazione, modellata da Giovanni attorno al 1517 per la
chiesa fiorentina di Sant’Elisabetta, oggi al Museo Bandini di Fiesole,
strettamente accomunate nell’identico taglio dei profili e
nell’espressione estatica dei volti. Di circa tre anni precedente, si
data infatti al 1514, è il grande rilievo con La Pietà tra san
Giovanni e la Maddalena del Bargello, modellato da Giovanni per la
cappella dell’Orto nell’Ospedale di Santa Maria della Scala. L’opera,
replicata più volte dagli allievi, trova il suo vertice nel volto
segnato della Vergine dolente, la cui efficacissima analisi evidenzia
interessi e capacità in tutto simili a quelli visti nel San Francesco.
E’ esattamente questo tipo di sensibilità che manca nella gran parte dei
diciassette rilievi in terracotta policroma con i momenti salienti della
Passione di Cristo per altrettante cappelle costituenti il “Sacro Monte”
del convento di San Vivaldo a Montaione, dove Giovanni, che ne fu una
sorta di regista, fu affiancato da altri plasticatori di ambito robbiano,
come Agnolo di Polo, e della cerchia di Benedetto Buglioni. L’impresa,
dove i modelli di Giovanni sono ampiamente riproposti, è oggi letta
proprio in direzione di Agnolo di Polo. Questi, formatosi nella bottega
del Verrocchio, e citato da Vasari come uno fra i più attivi maestri
della terracotta attivi a Firenze, strinse nei primi anni del
Cinquecento un rapporto di collaborazione con Giovanni della Robbia,
certificato da un documento del 1517. La formazione verrocchiesca di
Agnolo, evidente in un’opera giovanile come il Redentore del
Museo Civico di Pistoia documentato al 1498, tende in seguito a diluirsi
in un linguaggio più popolare ed affine a quello di Giovanni, del quale
imita le soluzioni ma ne semplifica e banalizza la resa plastica ed ‘epidermica’.
E ciò in misura tale da risultare subito evidente raffrontando il volto
del San Francesco qui presentato con opere certe di Agnolo, quali
il Redentore citato o il più tardo altare Spadari commissionato
nel 1526 per l’omonima cappella nella chiesa della SS. Annunziata di
Arezzo, in particolare nei laterali con San Francesco e San
Rocco. Tutti lavori dove, fermi i ‘vincoli di parentela’, gli
incarnati e i volumi sono trattati per ‘sintesi’ piuttosto che per ‘analisi’.
È sulla base delle considerazioni appena esposte, che si propone di
assegnare le statue di San Francesco e Santa Chiara
d’Assisi a Giovanni della Robbia, in un momento circoscrivibile agli
anni tra il primo e secondo decennio del Cinquecento. In quel torno di
tempo, nella bottega di Giovanni, circolavano ancora le soluzioni
elaborate anni prima dal padre Andrea (peraltro in vita e attivo), tanto
da affiorare, si è visto, neanche troppo timidamente, soprattutto nel
San Francesco. Nella rilettura del linguaggio paterno operata da
Giovanni, la vena classicista di Andrea viene opportunamente stemperata,
così da licenziare rilievi e sculture di intonazione meno solenne e più
comunicativa, adatta ad un pubblico devoto, come quello che ruota
attorno agli Osservanti francescani, contesto nel quale si inseriscono
perfettamente le due statue dei santi assisiati. L’intervallo
cronologico è determinato dalle strettissime relazioni che legano la
coppia di sculture, in particolar modo alla lunetta con l’Incredulità
di san Tommaso già a Firenze in San Jacopo a Ripoli (1510 ca.) e
all’altra con la Visitazione (1517 ca.) al Museo Bandini di
Fiesole. La paternità di Giovanni per il San Francesco e la
Santa Chiara, come mi conferma Giancarlo Gentilini, che ringrazio,
emerge da un lato in virtù dei legami molto forti con questi ed altri
suoi lavori più noti, e al contempo trova sostegno nel confronto ‘in
negativo’ delle due sculture con le opere certe dei pur dotati
collaboratori di Giovanni, fra i quali è appunto Agnolo di Polo,
plasticatori che, alle prese con i medesimi modelli, non raggiungono
livelli altrettanto alti di qualità come invece si ravvisano nelle
sculture qui presentate.
Premio Letterario
Viareggio Repaci 2007
Nell’ambito delle manifestazioni conclusive del Premio Viareggio,
domani, mercoledì 29 agosto alle ore 21.30, Villa Borbone (viale dei
Tigli) ospiterà “Incontro con la poesia”, serata dedicata a
Gabriella Sobrino con la partecipazione di Marcello Ciccuto,
Giuseppe Leonelli e Roberto Amato.
Giovedì 30 agosto poi, sempre alle 21.30, presso il Cinema Teatro Eden
di Viareggio (Viale Margherita 22), la Giuria assegnerà l’importante
riconoscimento agli autori delle quattro classi: Narrativa, Saggistica,
Poesia e Opera Prima. Ai vincitori verrà consegnata una piccola scultura
in bronzo dell’artista Marcello Pietrantoni. A conclusione della
serata verrà consegnato il Premio Internazionale Viareggio Versilia,
assegnato all’unanimità dalla Giuria nella riunione del 22 giugno ad
Arturo Paoli in riconoscimento di una vita spesa “per la cultura,
l’intesa tra i popoli, il progresso sociale, la pace”. Simbolo del
Premio Internazionale è la colomba della pace dell’artista viareggino
Gionata Francesconi.
Alla cerimonia di premiazione sono invitati in qualità di ospiti d’onore
lo scrittore Manlio Cancogni vincitore del Premio Viareggio per
la Narrativa 1985, la poetessa Gabriella Sobrino e il senatore
Giovanni Pieraccini, al quale si deve la donazione di
un’importantissima collezione di opere d’arte per la futura Galleria
d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) di Viareggio. Alla serata saranno
presenti i finalisti dell’edizion 2007 del Premio Viareggio Rèpaci, che
sono: per la Narrativa Marisa Bulgheroni con Un saluto attraverso
le stelle (Mondadori), Ermanno Cavazzoni con Storia naturale dei
Giganti (Guanda) e Filippo Tuena con Ultimo parallelo (Rizzoli);
per la Poesia Silvia Bre con Marmo (Einaudi), Franco Loi
con Voci d’osteria (Mondadori) e Michele Mari con Cento poesie
d’amore a Ladyhawke (Einaudi); per la Saggistica Stefano Agosti
con Il testo visivo (Marinotti), Gian Luigi Beccaria con Tra le
pieghe delle parole. Lingua storia cultura (Einaudi) e Paolo Mauri
con Buio (Einaudi); per l’Opera Prima Simona Baldanzi con Figlia
di una vestaglia blu (Fazi), Paolo Colagrande con Fideg (Alet) e
Paolo Fallai con Freni (edizioni e/o).
Mostre, Monfalcone (GO):
GIPI. La 'vita' tra le pagine. I romanzi a fumetti di
Gian Alfonso Pacinotti
Un atteso appuntamento con il fumetto d'autore si
inaugura sabato 8 settembre 2007, alle ore 18, presso la GC.AC -
Galleria Comunale d'Arte Contemporanea: protagonista della mostra
GIPI. La 'vita' tra le pagine, organizzata dall'Associazione
ARTeFUMETTO di Monfalcone in collaborazione con il Comune di Monfalcone
- Assessorato alla Cultura, è l'opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti),
autore di fama nazionale e internazionale, oggi tra le personalità più
importanti del panorama del fumetto italiano. In mostra circa
centoquaranta opere originali dell'intera produzione dei romanzi e dei
racconti a fumetti dell'autore, una trentina delle quali finora mai
esposte in Italia.
L'autore: Gian Alfonso Pacinotti, noto con il nome
d'arte di GIPI, si fa conoscere nel 1994 con la pubblicazione di
vignette e racconti brevi sulla rivista satirica Cuore. La sua
attività prosegue con le prime storie a fumetti complete (pubblicate da
Blue e da altre riviste), e molti cortometraggi e lungometraggi,
per la SantaMariaVideo, da GIPI stesso fondata e diretta. Nel 2002
inizia la collaborazione, tuttora in corso, con la casa editrice
Coconino Press che dà luogo ad alcune tra le opere più rilevanti di GIPI:
nel 2004, con la raccolta di racconti Esterno notte si consolida
definitivamente il passaggio dell'espressione artistica dell’autore alla
"narrativa" del fumetto. Da questo momento si sussegue una lunga,
intensa serie di racconti e romanzi a fumetti, che raccolgono numerosi
tra i più importanti premi in Italia e all'estero, dal Premio Micheluzzi
al Comicon, al Gran Premio Romix, al Goscinny in Francia, e molti altri
riconoscimenti. Del 2004 è Appunti per una storia di guerra,
mentre nel 2005 nasce Baci dalla provincia, serie inaugurata da
Gli Innocenti per la collana "Ignatz", sempre di Coconino Press;
nello stesso anno GIPI vince il Premio speciale della giuria per un
autore unico al Festival di Lucca e, con Questa è la stanza,
conquista il premio Micheluzzi. Del 2006 sono Hanno ritrovato la
macchina, secondo volume della serie Baci dalla provincia, e
il più recente romanzo a fumetti, S.Pubblicato e tradotto nei
principali paesi europei, negli Stati Uniti e in Asia, attualmente GIPI
collabora con il quotidiano La Repubblica e con la rivista
Internazionale.
L'opera: I
lavori di GIPI, innegabile testimonianza del ruolo centrale
dell'espressione del fumetto nella cultura contemporanea, nascono da un
percorso artistico dove l'interpretazione della vicenda personale riesce
a non tradursi mai in retorica autobiografica, verificando, invece, un
procedimento di trasformazione della realtà, capace di ricreare un
equilibrio perfetto tra plot narrativo e tensione creativa. Quello di
GIPI non è semplice fumetto neorealistico, ma una rilettura della realtà
attraverso la lente della cultura personale, della propria riflessione
sul sociale. A fare da sfondo alle storie sono solitamente la provincia
e le realtà urbane periferiche con i loro ritmi e le frustrazioni e
aspirazioni dei loro abitanti. Intorno a quei fondali scenici i
personaggi si muovono come attori su un palcoscenico indistinto, ma
riconoscibile, mimando le pause, i tempi del quotidiano, che può
divenire a volte eccezione, fatto esplicito. Le numerose e pregiate
tavole esposte in mostra ripercorrono la rapida maturazione grafica e
narrativa dell'autore; oltre ad esse saranno esposti libri e
videointerviste dedicati a GIPI, e proiettati alcuni video in digitale
che l’autore ha realizzato con la sua casa di produzione SantaMariaVideo.
Gli incontri
con l'autore: GIPI, ormai trasferitosi a Parigi, sarà eccezionalmente
presente all'inaugurazione della mostra, sabato 8 settembre 2007, dalle
ore 18. Il giorno successivo, domenica 9 settembre, dalle ore 11 alle
ore 13, presso la Sala Incontri organizzata all'interno della Galleria
Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, l'autore si confronterà con
il pubblico rispetto alla propria attività. In questa sede sarà
possibile richiedere omaggi grafici o dediche (incontro a cura di
ARTeFUMETTO).
GIPI. La 'vita' tra le pagine
Luogo: GC.AC -
Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Piazza Cavour, 44 - Monfalcone
(GO)
Inaugurazione:
sabato 8 settembre 2007, ore 18.00, alla presenza dell'autore
Periodo: 8
settembre > 7 ottobre 2007
Orari: tutti i
giorni, ore 16.30 > 20.00 - sabato e domenica, ore 10.30 > 13.00 - 16.30
> 20.00
Incontri con
l'autore: sabato 8 settembre 2007, ore 18 (inaugurazione)
domenica 9
settembre, ore 11.00 > 13.00 (incontro con il pubblico)
Curatori:
Roberto Franco, Fabio Doria, Mauro Paronitti per ARTeFUMETTO, Monfalcone
In
collaborazione con: Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura
ingresso
libero
Mostre, Orta San
Giulio (NO): Ortissima. Percorsi d'Orta a Palazzo Ubertini
Giovedì
6 Settembre 2007 il Comune di Orta S.Giulio, con il patrocinio della
Regione Piemonte e della Provincia di Novara, inaugura il primo
appuntamento della rassegna “ORTISSIMA PERCORSIDORTA”, che
resterà aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2007. L’iniziativa nasce da
una proposta dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la
collaborazione dello Studio Copernico di Milano. Questa prima edizione
sarà dedicata a uno dei più rappresentativi scultori del novecento
italiano: Giacomo Manzù. ORTISSIMA PERCORSIDORTA è questa nuova
iniziativa che sogna di divenire, nel tempo, una sorta di “marchio di
qualità”, dove il visitatore avrà la certezza di poter ammirare in uno
dei borghi più belli del mondo l’opera di artisti che, in modo certo,
potranno fregiarsi di questo titolo ormai abusato e bistrattato. Per
questa edizione, il cui progetto sarà tesi di Laurea della stessa
curatrice per la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di
Milano, verranno esposte all’aperto sei opere di Giacomo Manzù
provenienti dalla collezione dello Studio Copernico di Milano. La
collocazione di tali opere verrà effettuata in base ad una scelta
particolarmente accurata di alcuni degli scorci più suggestivi
dell’antico borgo al fine di realizzare un percorso singolare e
particolarmente affascinante per il visitatore, che si troverà mediatore
nello scambio equo tra l’importanza dell’artista esposto ed il valore
del luogo, tra la poesia del sito e la ricerca dell’opera, tra il
fascino del bronzo e la delicatezza di vicoli, portici e piazze dove il
tempo sembra essersi fermato.
Giacomo Manzù è uno dei più grandi artisti del
Novecento. Nato a Bergamo nel 1908, pressoché autodidatta, a
vent’anni inizia la sua avventura di scultore arricchendo la sua
formazione tra Parigi e Roma. Il successo giunge con la Biennale di
Venezia del ‘36. L'amicizia con Giovanni XXIII matura la fama
internazionale di Manzù, del cui lavoro si interesseranno grandi nomi
come Cesare Brandi, Giulio Carlo Argan, Ludovico Ragghianti, John Rewald
e tanti altri. Docente all’Accademia di Brera di
Milano con Carrà, Marini e Casorati da cui si dimette per
dissensi con il Ministero della Pubblica Istruzione,
viene chiamato all'International Sommerakademie di Salisburgo ad
insegnare scultura. Qui conosce Oskar Kokoschka insegnante di pittura e
la ballerina Inge Schabel che diverrà sua moglie e musa ispiratrice.
Nel ‘58 realizza il portale della cattedrale di Salisburgo con il
tema dell’Amore. L’amicizia con il “Papa Buono” porterà l’artista alla
definitiva realizzazione di un'opera centrale per la carriera dello
scultore, la porta di San Pietro, ispirata al tema della Morte, che gli
era stata commissionata molti anni prima e non era però mai stata
portata a termine. Innumerevoli sono le mostre in Italia e all’estero.
Sue opere sono conservate nei maggiori musei del mondo e “La Pace“
campeggia nel giardino dell’ONU a New York.
Mostre, Modena: Arnold
Mario dall’O – Ritratto di famiglia alla galleria Canalgrande18
In
occasione del Festivalfilosofia 2007, dedicato al tema del sapere, la
galleria Canalgrande18 presenta dal 14 settembre al 13 ottobre 2007 una
personale - con opere inedite - dell’artista altoatesino Arnold Mario
Dall’O, “Ritratto di famiglia”, a cura di Francesca Baboni
e Stefano Taddei. Arnold Mario dall’O si inserisce in un flusso
d’immagini contemporanee e costruisce una serie di personificazioni che
hanno la funzione di ricreare una sorta di album dei ricordi di tipo
familiare. L’autore presenta difatti una serie di interpretazioni
desunte dall’immaginario collettivo contemporaneo, standardizzato su
canoni prefissati ed omologanti, ricavandone una differente modulazione,
giocando sulla manifestazione della maschera che copre l’identità di
tali personificazioni vendute come merce di scambio. La mostra attinge
dunque al tema del ritratto rivisto in una chiave non convenzionale, e
si lega in modo metaforico ai racconti di Freddy Longo, che
trattano di gente comune, colta nelle normali funzioni fisiologiche.
Persone che vengono messe a nudo, senza una maschera, all’interno di un
luogo crudo come il bagno. Personaggi che si spogliano delle proprie
resistenze, si scoprono diversi e ci accordano la visione chiara della
loro personalità. Vengono dunque “corretti” e rielaborati da parte
dell’artista, 100 ritratti in cui la bellezza perfetta ed
interscambiabile viene degradata attraverso la strana e crudele
bestialità del mondo animale, non senza una punta d’ironia. Una
trasformazione identitaria che va a comporre un “ritratto di famiglia”
sui generis. Una serie di lavori che, collocati come un’unica
installazione all’interno della galleria, possono essere letti come una
sorta di album fotografico appeso, una “stanza dei ricordi” appartenente
ad un angolo della casa di una grande famiglia.Per l’occasione uscirà
una pubblicazione con le riproduzioni delle opere di Dall’O e i racconti
di Freddy Longo : Arnold Mario Dall'O / Freddy Longo “Ritratto di
Famiglia” (Raetia Edizioni) con una prefazione critica a cura di
Francesca Baboni e Stefano Taddei, che verrà presentata il 6 ottobre
alle ore 21 durante la giornata del Contemporaneo.
orari: dal martedì al
venerdì 10-13/ 16.20; chiuso lunedì mattina, giovedì pomeriggio e
domenica tutto il giorno; orario continuato per i tre giorni del
festivalfilosofia ( 14-15-16 settembre), dalle 10 alle 23
Info: Galleria d’arte
Canalgrande18, Corso Canalgrande n. 18, Modena,
info@canalgrande18.com,
www.canalgrande18.com,
tel.
059220263
Mostre, Parma: “BURRI
opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio” alla Fondazione Magnani
Rocca
La presenza nella collezione
permanente della Fondazione Magnani Rocca di due opere di
Alberto Burri (Città di Castello
1915 – Nizza 1995) costituisce lo spunto per l’organizzazione, dall’8
settembre al 2 dicembre 2007, di un’iniziativa espositiva che renda
omaggio a Burri attraverso una mostra antologica dal titolo “BURRI opere
1949-1994. La misura dell’equilibrio”, in collaborazione con la
Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” di Città di Castello
(PG). E’ noto che una sera di aprile del 1960 il pensiero di Luigi
Magnani ondeggiava tra la soddisfazione per l’acquisto di un Sacco
di Burri del 1954 e il timore di “scandalizzare” Giorgio Morandi che
sarebbe venuto in visita a Mamiano il giorno successivo, e quasi arrivò
a pensare di toglierlo dal muro per nasconderlo al pittore; alla fine il
Sacco rimase dove si trovava, e Morandi, di fronte all’opera, si
complimentò con Magnani, evidenziando con grande sensibilità e senso
critico una caratteristica che non era ancora tra quelle più
riconosciute all’opera di questo grande maestro, il massimo rigore
progettuale e spaziale.
A conferma di tale rapporto di stima reciproca si affianca al Sacco
del 1954 una piccola splendida Combustione donata da Burri a
Magnani nel 1961. La mostra si snoda attraverso le sale espositive della
Fondazione Magnani Rocca con un percorso emblematico di tutta
l’articolata vicenda artistica di Burri. Le opere presenti sono
esemplari scelti nell’osservanza del principio più volte ribadito da
Burri stesso, secondo cui “il mio primo quadro è uguale all’ultimo”;
le opere trovano collocazione nello spazio secondo un allestimento in
relazione ad esso, altro principio caro al Maestro. L’arco cronologico
copre tutta l’attività di Burri coi primi esperimenti dell’artista sulla
materia, le mescolanze di colore a olio e sabbia o pietra pomice o altri
frammenti di minerali, tese a creare una miscela densa e spessa, che si
raggruma sulla tela e rifiuta l’appiattimento sul supporto. Anche quest’ultimo,
d’altra parte, diventa presto oggetto di un’ulteriore innovativa ricerca
che darà origine alle serie celebri dei Gobbi, opere in cui
strutture metalliche (o, come nell’unico caso del primo “Gobbo” del
1950, con un ramo d’albero) premono dal retro sul tessuto della tela
dando luogo a estroflessioni, prominenze, deformazioni.Da supporto
neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo,
sinergicamente partecipe del processo creativo. E’ a partire dagli inizi
degli anni cinquanta che Burri comincia a realizzare i Sacchi,
presentati in numerose mostre, personali e collettive, in Europa e in
America, cui fanno seguito, negli ambiti di sperimentazione del Maestro,
i Legni, le Combustioni, i Ferri. Nel decennio
successivo le Plastiche diventano i materiali protagonisti delle
sue opere. Dalla fine degli anni sessanta l’artista crea i Cretti,
ottenuti con un impasto di caolino e vinavil e, a partire dalla metà
degli anni settanta, i Cellotex, pannelli di compressi lignei per
uso industriale, variamente sfogliati e dipinti. In mostra, fra l’altro,
è presente l’importante Grande nero cellotex M2 del 1975,
appartenente alle collezioni del Centro Studi e Archivio della
Comunicazione, Università degli Studi di Parma.Nel 1981 Burri dona una
ricca selezione di opere che verranno collocate nel palazzo Albizzini di
Città di Castello, sede della Fondazione da lui voluta e attualmente
presieduta da Maurizio Calvesi.
La mostra, a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la
Fondazione Burri, mette in risalto, accanto alle opere di grande
formato, altri aspetti particolari della produzione di Burri, come libri
d’artista in edizione limitata e opere di piccolo formato, che
rispecchiano mirabilmente gli aspetti dell’arte del Maestro
nell’equilibrio delle composizioni e della materia cromatica.
Catalogo edito
da Silvana editoriale a cura di Chiara Sarteanesi e Simona Tosini
Pizzetti con la collaborazione di Stefano Roffi
Allestimento a
cura di Tiziano Sarteanesi.
Fondazione
Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4
Parma -
Mamiano di Traversetolo.
Orario: dal
martedì alla domenica orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude
alle 17). Lunedì chiuso.Tel. 0521 848327 / 848148, Fax 0521 848337.
info@magnanirocca.it,
www.magnanirocca.it
Gavi (Alessandria):
Segreti geometrici e sensoriali dell’arte e dei vini in
“Giustiniana” alla Tenuta La Giustiniana
Se non è
originale l’idea di inserire un’opera d’arte in uno spazio,
destabilizzandolo dalla sua convenzionale abitabilità e dal suo impiego
funzionale, è sicuramente affascinante e curioso avvicinare il pubblico
alla dimensione della sorpresa che il genio creativo di un artista può
generare e all’emozione che la degustazione di un vino può donare.
Basandosi su questi presupposti, la famiglia Lombardini, con la
collaborazione artistica del curatore Riccardo Zelatore e
dell’Enosis di Donato Lanati (winemaker di fama mondiale),
ha voluto aprire gli ambienti suggestivi della Giustiniana, nel
cuore di Rovereto, sulle colline del Gavi, all’imprevisto artistico,
rappresentato nell’occasione dal particolare accostamento di singolari
profili geometrici, frutto dell’intuizione espressiva degli artisti, e
della degustazione dei vini di Giustiniana. Giovanni Campus, Ugo La
Pietra, Vincenzo Marsiglia, Marcello Morandini, Paolo Minoli, Carlo
Nangeroni, Gianfranco Pardi, Walter Valentini, Grazia Varisco, sono
gli autori selezionati, artefici di questa irruzione dell’ingegno e
della fantasia nel mondo del vino. Il valore della geometria,
all’interno della ricerca di tutti questi artisti, è fondamentale per
cogliere i processi di organizzazione della superficie, le coordinate
spaziali, la scelta dei valori luminosi, gli equilibri delle forme in
gioco, in un divenire espressivo che non è mai statico, ma esplora in
modo sempre diverso il rapporto con lo spazio. Geometria non tanto come
modello stilistico, ma come struttura metodologica, come meccanismo
visivo, che permette di svelare la poesia della luce. Processo
cromatico, esplorazione del campo percettivo, dinamismo compositivo,
sono, in sintesi, gli elementi alla base del divenire immaginativo degli
autori ordinati in questa mostra. Accanto alle opere degli artisti, si
potranno apprezzare singolari profili geometrici risultanti dai “radar”
magistralmente effettuati, con l’ausilio di strumentazioni
all’avanguardia, da Donato Lanati nella sua Enosis e dalla degustazione
della gamma dei vini di Giustiniana. Le complesse figure geometriche
risultanti stanno a dimostrare come sia inusuale, ma non certo
arbitrario, l’accostamento di arte e vino, anche da un’ottica puramente
strutturale. Sarà facile, in questo ambiente accogliente e suggestivo
incontrare e conoscere gli artefici delle opere esposte: i creatori
delle opere pittoriche e scultoree e i creatori dei vini, orgoglio della
Giustiniana. Proprio nell’ottica di gratificare le percezioni
sensoriali, sarà anche offerta una “merenda sinoira” (alla fine del
pomeriggio, in piemontese) con i prodotti tipici del territorio in
abbinamento ai vini di Giustiniana, tra i quali il Gavi Docg del Comune
di Gavi cru Lugarara 2006, vincitore del Marengo D’Oro 2007 come miglior
vino della Provincia di Alessandria. Ecco quindi perché questo evento
riuscirà a soddisfare e stimolare tutti i sensi di coloro che sanno e
vogliono godere dei doni della vita: sarà piacevole poter degustare vini
pregiati immersi in un’atmosfera magica, creata dalla bellezza del
paesaggio e dalla presenza di tante opere d’arte.
Sede:
Tenuta La Giustiniana, GAVI (Alessandria) 15066, , Frazione Rovereto
5, Tel. 0143/682132, , Fax 0143/682851,
www.lagiustiniana.it,
info@lagiustiniana.it
Mostre,
Venezia Lido: i primi dieci anni di OPEN
Dal
30 agosto al 14 ottobre presso gli spazi all’aperto di Venezia Lido,
OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, celebra i
suoi primi dieci anni. Dieci anni di sculture, installazioni, happening
e performance a testimonianza di quanto l’arte possa irrompere
nell’ambiente esterno per attirare l’osservatore catturandone lo sguardo
e rallegrandone l’animo. Una tappa, un punto d’arrivo e di ripartenza,
più consapevole e più rigoroso, sempre in linea, comunque, con la
filosofia curatoriale del suo ideatore Paolo De Grandis. Diversamente,
infatti, da ogni altro evento a carattere annuale, dal quale ci si
potrebbe aspettare sempre qualcosa di nuovo, OPEN propone la sua
linearità e la sua integrazione, aspetti maturati grazie alla semplicità
dell’idea di fondo ed al suo contesto espositivo offerto dagli spazi
all’aperto di Venezia Lido: territori di esplorazione, punti di scambio
e di confronto, spazi coreografici spesso aperti alla loro stessa
trasformazione, luoghi in cui il visitatore negozia, in termini sia
fisici che mentali, i contenuti delle opere esposte. Per questa decima
edizione sono stati inoltre coinvolti curatori riconosciuti a livello
internazionale tra i quali Achille Bonito Oliva, Alanna Heiss,
Chang Tsong-zung e Vincenzo Sanfo. Dunque, un’occasione davvero
speciale di confronto e di dialogo tra artisti, curatori ed istituzioni
al fine di valorizzare la cultura contemporanea e dare spazio alla
creatività artistica proveniente da tutto il mondo. Come sempre, OPEN
coniuga la presenza di artisti importanti, quali Christo e
Jeanne-Claude, Lee Ufan e Beverly Pepper a figure storiche dell’arte
contemporanea italiana quali Sandro Chia, Enzo Cucchi e Giuseppe
Spagnulo, unitamente alle opere di giovani talenti ormai riconosciuti
come Daniele Nitti Sotres, Antonella Zazzera ed Enzo Castagno
così come continua a presentare promesse di talenti ancora da scoprire.
Prosegue, infatti, la felice formula delle Accademie con la presenza
della Finnish Academy of Fine Arts. Particolare attenzione è stata
inoltre data alla presenza asiatica con gli interventi di Hu Xiangcheng,
Li Chen, Shi Jinsong, Xiang Jin e Shan Shan Sheng fino alle nuove
partecipazioni indiane di Bharti Kher e Kriti Arora. Tutti gli artisti
si sono come ogni anno fatti conquistare dalla magia di OPEN dove ogni
particolare è il frutto di una profonda collaborazione fra spazio, arte,
territorio e come sempre hanno realizzato opere appositamente concepite.
L’arte dunque declinata in tutte le sue varianti, dall’essenza più
rigorosa fino a quella ludica e di intrattenimento con la performance di
Iris Brosch e l’intervento di B.zarro. Una decima edizione che è
attestazione di crescita. Quarantotto artisti alle prese con il
tentativo di ordinare e riformulare il concetto di arte all’aperto.
Anche quest’anno Arte Communications organizza il PREMIO OPEN
parallelamente alla 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
L’evento prevede la premiazione di un regista in concorso che con la sua
opera riveli, in maniera inedita, un fertile interesse verso la
seducente tematica della mutua interazione tra arte e cinema, due forme
artistiche che vivono d’immagine e si nutrono del desiderio di tradurre
emozioni. OPEN è organizzato da Arte Communications e come ogni anno si
avvale della co-organizzazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune
di Venezia unitamente ai patrocini concessi dal Ministero per i Beni e
le Attività Culturali, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione
Veneto, la Provincia di Venezia ed il Comune di Venezia. La mostra è
accompagnata da un catalogo, edito Arte Communications, che raccoglie
gli apparati illustrativi delle opere, gli interventi degli artisti, dei
curatori e delle personalità culturali e politiche coinvolte nel
progetto. Il catalogo è disponibile presso l’infopoint al Lido, presso
il Lungomare G. Marconi (di fronte all’Hotel Des Bains) aperto tutti i
giorni, dal 31/08 al 10/09 h. 10.00 - 19.00, dal 11/09 al 14/10 h. 11.00
-17.00; a Venezia presso Riva San Biagio, Castello 2145 (Arsenale) tutti
i giorni dalle 10.00 alle 18.00.
Mostre,
Gorizia: collezione di pizzi e merletti a Palazzo Coronini Cronberg
Dal 14 settembre al 30
novembre Palazzo Coronini Cronberg ospiterà una preziosa collezione di
pizzi e merletti. Fra i pezzi più
rari, anche una splendida bordura lunga oltre cinque metri che fu donata
nel 1750 da alcune città di Francia al Vaticano
Raffinati pizzi e delicati
merletti come preziose opere d’arte. Dal 14 settembre al 30 novembre
nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, a Gorizia, saranno
esposti bordure, colletti, jabot, cuffiette, polsini e
fazzoletti, tutti di pregevole fattura realizzati fra il XVII e l’inizio
del XX secolo. In tutto 78 manufatti, prescelti con la consulenza
tecnica della Scuola Merletti di Gorizia, fra i pezzi di una delle
collezioni più ricche lasciate in eredità dal conte Guglielmo Coronini
Cronberg. Un panorama completo delle diverse tipologie di merletti che
costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare tradizione
artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli. Nelle Ex-Scuderie
di Palazzo Coronini Cronberg, infatti, saranno esposti pizzi veneziani
con raffinati effetti a rilievo e pizzi milanesi dalla caratteristica
lavorazione a nastrino; pregiati merletti di Bruxelles, nelle varianti
antiche e in quelle suntuose denominate “Duchesse” prodotte a
metà del XIX secolo a Bruges; delicati pizzi in seta nera Chantilly, la
lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla duchessa di Longueville
Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny e sorprendenti
Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie esagonali con
fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche l’esemplare più
importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo Coronini”, una
splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque metri e alta
sessanta centimetri con motivi floreali eseguiti ad ago a lavorazione
fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto Sedan e punto
quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio di
famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 da alcune città di
Francia al Vaticano, probabilmente come omaggio al Pontefice Benedetto
XIV . La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel 1912 tramite
l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del conte Eduard
Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov e zio materno
del conte Guglielmo Coronini.
La rassegna, intitolata “Vanità
e decoro: merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg di
Gorizia”, sarà inaugurata il prossimo 14 settembre e resterà aperta
fino al 30 novembre. Gli orari di visita coincideranno con quelli di
apertura al pubblico del Palazzo Coronini Cronberg (da martedì a sabato
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle
15 alle 20).
Per informazioni:
segreteria Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle 14) tel.
0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail
info@coronini.it,
sito web
www.coronini.it.
SCHEDA TECNICA
Titolo della mostra: “Vanità e decoro:merletti antichi
dalle collezioni Coronini Cronberg di Gorizia”
Quando: dal 14 settembre al
30 novembre 2007
Dove: Ex-Scuderie
di Palazzo Coronini Cronberg – GORIZIA Entrata da Viale XX Settembre
14 o da via Coronini 1
Orari: da martedì a sabato
dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 19; la domenica dalle ore 10
alle ore 13 e dalle ore 15 alle 20
Costo del biglietto:
3 Euro; ingresso gratuito per chi compie la visita
guidata al Palazzo Coronini Cronberg (5 Euro)
Informazioni:
dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 14: telefono 0481 533485; fax
0481 547222; e-mail
info@coronini.it
: sito internet www.coronini.it
Palermo: Al Teatro di Verdura si ride con la banda di Colorado Cafè.
Nuovi biglietti per il concerto di Renzo Arbore
Il
VerduraTeatroMusic si apre anche al cabaret: dopo i grossi concerti
delle ultime sere – Franco Battiato, il pianista Giovanni
Allevi, gli Stadio e i Pooh – la rassegna del Teatro
di Verdura ospita domani sera (29 agosto) alle 21,15, la banda di
Colorado Cafè capitanata da un’inedita Rossella Brescia e
da Beppe Braida. Al loro seguito, pronti a rubarsi la scena
vicendevolmente, ecco il genovese Enrique Balbontin, Fabrizio
Casalino con il suo Giginho (portoghese maccheronico dalle sambe
rivisitate) e i quattro scalmanati Turbolenti, oltre al nuovo acquisto
tutto siciliano, Ivan Fiore. Una serata tutta da ridere che prende
spunto dalla fortunata trasmissione televisiva che ha rivelato tanti
nuovi talenti da tutta Italia. Sono disponibili biglietti per ogni
settore, costano 20 euro (I settore), 16 euro (II settore) e 10 euro
(gradinata) . Domani il botteghino del Teatro di Verdura aprirà alle 18.
Organizzano Agave e Live Spettacoli. Data l’enorme richiesta, sono stati
aggiunti altri 200 posti per il concerto di Renzo Arbore con
l’Orchestra Italiana, il 30 agosto. I biglietti, disponibili per ogni
settore nelle prevendite abituali, costano 65, 50 e 34 euro a seconda
della posizione.
ROSSELLA
BRESCIA
Rossella
Brescia è nata a Martinafranca il 20 Agosto 1971; dopo la maturità
classica si diploma nel 1994, presso l’Accademia Nazionale di Danza
Classica di Roma, con il massimo dei voti. Nel 1992 vince il titolo di
Miss Sorriso Puglia per il concorso di Miss Italia. E, nello stesso anno
è la ballerina solista nell’ opera “Attila”, regia di F. Crivelli, per
il “Festival della Valle d’ Itria”. Nel 1994 arriva la prima esperienza
televisiva con “Tutti a casa” con Pippo Baudo per la regia di G. Landi.
Nel 1995 alterna esperienze di teatro e televisione che la vede
impegnata per Canale 5 in “Cuori e Denari” con Alberto Castagna e “Un
disco per l’estate” con Paola Barale e Gerry Scotti. Nel 1996/97 fa
parte del cast dello spettacolo teatrale “Viva l’ Italia”, con Pippo
Franco, Lorenza Mario e Martufello, per la regia di P. Pingitore, a cui
fa seguito anche il programma televisivo in onda su Canale 5. Sempre per
Canale 5 la vediamo impegnata in “Viva le italiane” ancora per la regia
di P.Pingitore, “Sotto a chi tocca” con Pippo Franco e Pamela Prati per
la regia di Mario Bianchi. Dal 1997 ha fatto parte del corpo di ballo di
“Buona Domenica” per tre edizioni. Gli ultimi anni la vedono impegnata
prima come postina in “C’ è posta per te” (2001) su Canale 5, come
insegnante di danza classica in “Amici” di Maria De Filippi (2001-2003)
e di Sanremo Estate sempre nel 2003. Dal 9 febbraio 2004 conduttrice di
“Colorado Cafè Live”. E’ stata scelta per illustrare i dodici mesi del
calendario MAX 2004 firmato da Fabrizio Ferri.
BEPPE BRAIDA
Torinese,
cabarettista ed attore dal 1989. Vincitore nel 1992 del FESTIVAL
NAZIONALE DEL CABARET, vi è ritornato nelle edizioni 95 e ’96 come
presentatore e ospite. Nel 1997 ha esordito in teatro, sotto la regia di
Filippo Crivelli, nella commedia “Non aprire la porta scorrevole”
prodotta dalla Compagnia Torino Spettacoli. Nel 1999 vince a Paestum
(SA) il premio “CHARLOT”. Nel 2000 vince a Sanremo “L’OSCAR DEL MARE”,
quale comico rivelazione dell’anno. Dal 2003 ottiene la definitiva
consacrazione entrando a far parte della grande famiglia Zelig. Gira
l'Italia con il suo spettacolo "INFORMASHOW", registrando ovunque un
successo straordinario. Nell' autunno 2004 ha debuttato a Torino al
teatro Colosseo con il suo nuovo spettacolo "Fulmini". Il 4 Giugno 2005
è partito il tour estivo che lo vedrà esibirsi in tutta Italia. Il 29
Novembre 2005 debutta al "Teatro Petrella" di Longiano (FC) con il nuovo
spettacolo dal titolo "Segnali di Fumo".Il tour lo vedrà impegnato per
tutto il 2006 / 2007 nei pricipali teatri italiani. Il 15 Giugno 2006
parte il tour estivo che lo vedrà impegnato fino alla metà di Settembre.
Il 16 Settembre 2006 vince la 34° edizione del premio di satira politica
di Forte Dei Marmi. Dal 15 Aprile 2007 conduce su Italia 1 "Colorado
Cafè".
ENRIQUE
BALBONTIN
Nato a Genova
il 1° novembre 1968, di origini spagnole, di professione fa l’avvocato
penalista, ma nel 1997 viene temerariamente gettato sul palco dai
Cavalli Marci partecipando con loro alla prima “Ventiquattrore” di
cabaret nelle vesti di “Minghio Pegasù”, un guru giapponese profondo
conoscitore della storia e delle antiche usanze del suo paese. Nel 1999,
con Andrea Ceccon, è autore ed interprete nel gruppo comico “La notte
dei Fufu” in cartellone dal Gennaio 2000 allo Zelig. Nel luglio 2000 è
sul palco delle “Voci Atroci” come rapper nella trasmissione
“Estatissima Sprint”. Ha partecipato alla prima edizione della
trasmissione televisiva di Raidue “Bulldozer” . Nel 2004 è uscito il suo
libro “Son tutti finocchi col culo degli altri” (ed. Mondadori). Nel
2005 ha fatto parte del cast “Eccezzziunale veramente 2 – capitolo
secondo…me”. Dalla fine del 2002 è parte del cast principale del
Colorado Cafè Live.
FABRIZIO
CASALINO
Nasce a Genova
il 18 novembre 1970. Nel ’94 viene scelto dal Premio Tenco come migliore
artista esordiente fra le nuove leve della canzone d’autore. Nel ’96,
mentre si laurea in giurisprudenza, pubblica un cd con la Polygram,
intitolato “Come un angelo”. Con la canzone omonima arriva secondo al
“Disco per l’estate ‘97”. Nel ’98 “Come un angelo” viene tradotto in
spagnolo pubblicato in 11 nazioni dell’area sudamericana; nello stesso
anno si esibisce in Argentina, Venezuela, Uruguay. Passa sei mesi a
Nashville, scrivendo canzoni country con un pool di autori americani.
Nel ’99 rientra in Italia e scopre la propria “vena comica”, aiutato
dalla collaborazione con i Cavalli Marci. Nasce così Giginho, ospite
frequente dei loro spettacoli. Partecipa alla tournée “Cavalli Marci &
Friends” nel 2000/2001 e “Chiacchiere e Distintivo” nel 2002/2003. Ha
partecipato alla prima edizione della trasmissione televisiva di Raidue
“Bulldozer”. Nel 2005 è uscito il libro “Quattro salti in favela” (ed.Mondadori)
e un cd “Italia brasile sola andata” con le migliori canzoni di Giginho.
Fa parte del cast fisso di “Colorado Cafè Live” dal settembre 2003.
I TURBOLENTI
I TURBOLENTI
nascono artisticamente nell'ottobre 1998. Iiniziano la loro avventura
presso locali milanesi per sperimentare la loro comicità, che viene
plasmata dagli studi di mimo, clownerie e improvvisazione teatrale.
Quattro artisti polivalenti (Enzo Polidoro, milanese 31.10.67, Gianluca
Impastato, milanese 21.11.1971, Gianluca Fubelli romano 9.4.73 e Stefano
Vogogna milanese 10.5.71) che ballano come cantanti, cantano come mimi,
recitano come musicisti ma soprattutto parlano come mangiano. Vincitori
del Festival Nazionale Del Cabaret di Torino nel settembre 2000 entrano
a far parte del cast di "Lista D'attesa" su Telenova. Nel luglio 2002
hanno vinto il premio della critica al prestigioso Premio Charlot di
Paestum. Fanno parte del cast fisso di “Colorado Cafè Live” fin
dall’inizio. Nel 2005 hanno partecipato al film “Eccezzziunale veramente
2 – capitolo secondo…me”.
IVAN FIORE
Nasce
artisticamente nel 1995, dal trio ScarpeDiem, con il quale condivide per
sei anni l’avventura nel mondo dello spettacolo. Inizia dal 2000 il suo
percorso da monologhista, frequentando laboratori di cabaret, quali,
Caffeteatro (dove debutta il 17 gennaio del 2001) e Zelig, affinando il
suo linguaggio e ritagliandosi un genere di spettacolo nuovo e fresco.
Nel 2002 vince il festival del cabaret di Catania e il festival di Sesto
San Giovanni. Notato dagli autori di Bulldozer entra a far parte del
cast fisso del programma di Rai Due. Nell’ottobre del 2004 si
trasferisce sul palco di Colorado Cafè su Italia Uno dove, con la
chitarrina, racconta il suo mond.
San
Marco Argentano (Cosenza): presentato il trittico bronzeo su san
Francesco da Paola
Nei
giorni scorsi, presso la sala consiliare di palazzo santa Chiara, si è
svolta una manifestazione di elevato spessore: la presentazione di un
trittico bronzeo (Famulatus) su san Francesco da Paola,
realizzato dallo scultore Eduardo Bruno e un approfondimento sul
santo paolano. Hanno partecipato all’importante evento, moderato dallo
scrivente, Pinotto Mollo, sindaco della città, che ha
portato i saluti di rito; Virginia Mariotti, assessore comunale
alla cultura, che ha introdotto i lavori; lo scultore Eduardo Bruno; don
Gian Franco Belsito, rettore del seminario vescovile di San Marco
Argentano, che ha relazionato sul tema “Le motivazioni
storico-pastorali per rinnovare i festeggiamenti in onore di san
Francesco da Paola a San Marco Argentano”; Paola Carnevale,
collaboratrice del prof. Pietro Dalena e dottoranda di ricerca presso
l’Università di Lecce, che ha letto una relazione del prof. Pietro
Dalena, presidente del Corso di laurea in storia e conservazione dei
beni culturali - Università della Calabria, sul tema “Gli
itinerari di san Francesco di Paola” e Enrico Tassone che
ha tracciato, con un suggestivo supporto tecnico, l’itinerario dei
genitori di Francesco da Paola a San Marco. I lavori sono stati
conclusi da un apprezzato intervento di mons. Domenico Crusco,
vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea. La manifestazione,
inserita nel cartellone dell’Estate sammarchese 2007, kermesse
organizzata dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la
collaborazione del Centro Internazionale di studi sull’arte
normanno-sveva, ha evidenziato, in maniera mirabile, una delle figure
più amate dal popolo sammarchese: san Francesco da Paola. L’iniziativa
si è avvalsa del patrocinio dell’UNICAL (Università della Calabria) –
dipartimento di storia e della diocesi di San Marco Argentano-Scalea.
Francesco De Gregori in
concerto a Taormina e Palermo
“La
donna cannone” eseguita al piano, delicata e struggente, “Buonanotte
fiorellino” in versione pop e “L’agnello di Dio” addirittura a ritmo
rock. Francesco De Gregori
si reinventa ad ogni concerto, offrendo di volta in volta nuove emozioni
anche ai più affezionati conoscitori della sua musica. Sull’onda
dell’ultima, splendida, tripla antologia “Tra un manifesto e uno
specchio”, arriva anche in Sicilia il concerto del cantautore romano che
si esibirà martedì 4 settembre al Teatro Antico di Taormina e il giorno
successivo al Teatro di Verdura di Palermo. Per la tappa taorminese del
4 settembre 2007 i biglietti costano 46 - 40,30 e 25,40 euro, a seconda
della posizione, mentre per Palermoil 5 settembre 2007 si potranno
acquistare a 58,50 - 46 e 29 euro, sempre comprensivi dei diritti di
prevendita.
Francesco
De Gregori seguendo la propria via
e il proprio respiro artistico, rappresenta la canzone d’autore italiana
ai suoi più alti livelli. Artista dalla carriera trentacinquennale,
dagli anni ’70 in poi ha retto l’urto del tempo sapendosi mettere in
gioco, disco dopo disco: rinnovandosi costantemente, senza mai perdere
il proprio stile. Tanto che al pari di pochi, pochissimi altri, ha via
via assunto la statura di classico, del modello di riferimento per le
generazioni che a lui sono seguite. Cresciuto sulle orme di
Dylan piuttosto che
Cohen o De Andrè,
allevato al leggendario Folkstudio, la stessa fucina di
Venditti, Pietrangeli o Locasciulli,
sin dal suo primo disco, lo storico “Theorius Campus” del 1972, ha
saputo inventare, con uno stile sobrio eppure ricco di angoli, emozioni,
sfaccettature e fantasia, una canzone italiana capace di aprirsi a
quanto avveniva fuori dai propri confini senza per questo svilirsi alla
pura e banale ripetizione di canoni esterefoli. Trovando nel rock, nel
folk e nel pop anglofono uncini e raccordi in grado di rinnovarla. Per
poi scavare nelle radici popolari della stessa tradizione italiana e
raccontarla rendendola comprensibile e affascinante anche al grande
pubblico. Le canzoni più famose e amate fanno tutte parte
dell’antologia: oltre alla celebre Diamante (pezzo scritto per Zucchero
e incluso nel suo album Oro, incenso e birra), un demo del 1979 di
Mannaggia alla musica, scritta originariamente per Ron e già presente in
versione live nell'album Bootleg, e il b-side del singolo Viva l'Italia,
la celebre Banana Republic, cantata senza Lucio Dalla.
TAORMINA -
TEATRO ANTICO
Martedì 4
settembre 2007 ore 21,30
Platea Vip
numerata € 46,00Tribuna numerata € 40,30Gradinata € 25,30
PALERMO-
TEATRO VERDURA
Martedì 5
settembre 2007 ore 21,15
Platea (I
settore) 58,50 Platea (II settore) € 46,00 gradinata € 29,90
INFO: BOX
OFFICE 091.335566 – Infoline: 091 525631 - 392 9963662.
Miramare di
Rimini: la XIV edizione della Fiera degli antichi Sapori di Mare e
di Terra
Eventi 3000 è
lieta di presentare l’appuntamento con la Fiera degli antichi Sapori di
Mare e di Terra. la XIV edizione avrà luogo dal 5 al 9 settembre 2007
presso il lungomare Spadazzi – Miramare di Rimini. Lungomare
Spadazzi è sicuramente la sede perfetta per questa manifestazione, visto
il grande afflusso di turisti che si andranno ad aggiungere ai numerosi
visitatori abituali di questa importante manifestazione. Questa Fiera
vede il connubio tra gli “Antichi Sapori di Terra”, i prodotti tipici
della tradizione contadina, ed i “Sapori del Mare”, i prodotti che
rappresentano la cultura eno-gastronomica tipica delle città costiere.
Da sempre svolgiamo una ricerca approfondita sull’intero territorio
nazionale di tutti i prodotti DOP di alto livello, e siamo in grado di
confermare già da ora la presenza, come nelle passate edizioni, dei
Balsamici, del Parmigiano biologico, del Tonno di Favignana, della
Bottarga di Oristano, solo per citarne alcuni. A cornice di questo
“Festival del Mare”, è previsto un programma ricco di appuntamenti
esclusivi e conferme importanti come “La tavola del Re”, dove i migliori
chef della Riviera e dell’entroterra presenteranno le loro creazioni in
diretta; ed i “Laboratori del Gusto” che saranno fonte di ispirazione
per nuovi abbinamenti eno-gastronomici in un contesto dove sarà
protagonista l’unione di più tradizioni regionali. Ad arricchire
l’intero evento avranno luogo rappresentazioni teatrali, animazioni,
dibattiti a tema con la partecipazione di famosi giornalisti ed
affermati politici con i quali si discuterà di tematiche ambientali,
politiche e sociali legate al nostro contesto provinciale e non solo,
per sottolineare l’importanza delle tradizioni locali. Un evento di
questa portata, che ha già avuto spazi all’interno di trasmissioni come
“la Vita in Diretta” e “Gusto”, è sempre seguito con grande interesse da
parte dei media nazionali, grazie ai continui contatti della nostra
Agenzia con Rai e Mediaset, nonché con le riviste specializzate che
danno sempre ampia eco pubblicitaria alla manifestazione. Eventi 3000
può garantire la serietà delle sue iniziative grazie alla presenza, al
suo interno di personale e collaboratori di provata professionalità, con
un know-how completo e sempre al passo con i tempi. La nostra forza sta
sicuramente nel nostro background di esperienze, maturato con la
realizzazione di tanti eventi organizzati con successo (la precedente
edizione ha contato 10.000 visitatori). Il nostro obiettivo è quello di
proporre la più grande manifestazione del Prodotto Tipico di Mare e di
Terra mai realizzata dalla Riviera Romagnola.
PROGRAMMA:
Mercoledì 5:
-
inaugurazione in contemporanea con la festa “Miramare Good-bye!” offerta
dal “Comitato Turistico di Miramare” con degustazione di dolci e vini
tipici romagnoli e musica dal vivo.
- In chiusura:
spettacolo pirotecnico.
Giovedì 6:
- ore 19:00,
“Aperitivo sul Lungomare” (degustazione gratutite di specialità di pesce
e vino bianco)
- ore 21:00,
Dibattito sul tema: “L’immigrato ci fa ricchi?”
Venerdì 7:
- dalle ore
18:00, kermesse live di musiche popolari
Sabato 8:
- dalle ore
17:00, “Musica dal Mare”, con gruppi pop / rock
- ore 21:30
tributo a Fabrizio De Andrè
Domenica 9:
- dalla
mattina: spettacoli di animazione, giocoleria e clown
- ore 23:00
chiusura manifestazione
Il programma è
suscettibile di variazioni
gli stand
saranno aperti dalle 17:00 per le giornate di Mercoledì, Giovedì e
Venerdì, e dalle ore 09:00, per i giorni Sabato 8 e Domenica 9.
Notizie 27.08.2007
Arezzo:
Grande successo del 55° Concorso Polifonico Internazionale
Il Concorso Polifonico Internazionale
si è concluso con la vittoria del coro francese “Choeur National des
Jeunes a Coeur Joie” diretto da Valerie Fayet
che si è aggiudicato il massimo riconoscimento del concorso toscano: il
“Gran Premio Città di Arezzo” di 4.000 Euro
unitamente al “Guido d’Arezzo”, scultura in bronzo di Venturino Venturi.
Alla direttrice del coro francese il riconoscimento per miglior
direttore nelle categorie 2 e 3. Lo stesso coro ha conquistato il 1°
premio per la categoria “polifonia” del Concorso Internazionale e
si è dimostrato il migliore anche per la sezione dedicata alla musica
romantica, mentre per la sezione di musica rinascimentale e
moderna-contemporanea il vincitore è stato il londinese “Coro” di
Mark Griffiths. Due
complessi corali italiani si sono aggiudicati le categorie della
polifonia per voci bianche, terzo premio vinto dal “Ars Canto
Giuseppe Verdi” di Parma (primo e secondo premio non assegnati) e del
canto corale popolare, vinto dalle italiane “Eos” di Roma che hanno
conquistato il premio assegnato in base al gradimento del pubblico.
Mentre i due cori “Pearls of Odessa” (Ucraina) e “Musicanti Kinderkoor”
(Olanda) hanno vinto in ex-aequo il premio assegnato dalla commissione
d’ascolto. Tra i cinque cori internazionali che hanno gareggiato per il
“Gran Premio Europeo di canto corale” sono stati i “Philippine Madrigal
Singers” ad avere la meglio. Arrivano da Quezon City (Filippine) e hanno
vinto la competizione riservata ai complessi vincitori dei Concorsi
Polifonici internazionali del circuito europeo gareggiando con cori di
Cuba, Russia, Taiwan e Ungheria.Per quanto riguarda il Concorso
Nazionale, giunto quest’anno alla 24esima edizione, il primo premio è
andato al complesso di voci sardo “Coro del Centro Universitario
Musicale di Cagliari”, mentre il premio messo in palio da Fe.N.I.A.R.Co
(Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali) è
stato vinto dal coro “Hasta Madrigalis” di Asti. Il Concorso Polifonico
Internazionale e le competizioni ad esso collegate sono giunte anche per
il 2007 alla conclusione con risultati incoraggianti per lo sviluppo
della coralità e della cultura della musica polifonica nel nostro Paese.
Di grande rilievo anche lo svolgimento del convegno “Giovanni Maria
Nanino e la Scuola Romana” nel IV centenario della scomparsa di questo
grande polifonista, che ha riunito ad Arezzo i massimi esperti del
settore. E’ stato un anno di particolari soddisfazioni per la
“Fondazione Guido d’Arezzo” che ha organizzato il Polifonico grazie
all’appoggio della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo, del
Comune di Arezzo, dell’Associazione “Amici della Musica”, dell’ente
Cassa di Risparmio di Firenze e di Banca Etruria. Quest’anno in
particolare la Fondazione Guido d’Arezzo ha trovato un ulteriore
interlocutore nella Commissione Europea che ha supportato e sostenuto la
prima edizione del GUIDONEUM FESTIVAL, insieme di concerti di musica
corale di altissima qualità proposta da cori professionisti come l’
“Ensemble vocale e strumentale Akadêmia” (Francia), il “Consortium
Vocale Oslo” (Norvegia), l’”Ensemble Oktoechos” (Italia), l’ “Ensemble
More Antiquo” (Svizzera) e l’ “Orchestra barocca Musica Fiata e
Coro La Capella Ducale” (Germania). La prima edizione del GUIDONEUM
FESTIVAL, inserito nel prestigioso “Programma Cultura” della Commissione
europea e proposto con successo alla città di Arezzo, si concluderà il 1
Settembre con un eccezionale concerto conclusivo ad ingresso libero
presso il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo in
collaborazione con
l’Associazione “Fiera Antiquaria”. Per questa
occasione GUIDONEUM FESTIVAL e FIERA ANTIQUARIA (che si svolge ad Arezzo
nei giorni di 1 e 2 Settembre) propongono “Stili musicali nella cultura
del Settecento”, musiche di Bach, Charpentier, Händel e Vivaldi
nell’esecuzione dell’Orchestra “I Barocchisti” dalla Svizzera, primo
violino:
Duilio M.
Galletti, direttore:
Diego Fasolis.
Appuntamento
alla prossima edizione del Polifonico che sarà dedicato a Paolo Aretino,
polifonista autore di madrigali e varia musica sacra del secolo XVI.
Ad
ottobre la I edizione di DolcementePrato
Dal
5 al 7 ottobre si terrà una “tre giorni” di raffinati percorsi golosi
tra boutique del gusto, profumi e sensazioni emozionanti, stili
innovativi e antiche tradizioni, dal nome DOLCEMENTEPRATO, la prima
edizione della kermesse nazionale dedicata alla pasticceria di alto
livello. Preparatevi per tanti peccati di gola: dolcezze in tutte le
salse ma anche molto di più. I dolci dei ricordi, le migliori creme
pasticcere, i dessert dei sogni, le torte delle fiabe, il cioccolato dei
desideri, i profumi del forno e quelli delle spezie, ma anche le mousse
più insolite, le gelatine più eteree, gli aromi speziati, insomma tanta
creatività, ricerca, sperimentazioni. Insomma, haute couture della
pasticceria perché è proprio nel dolce il fermento più vivace dei pastry
chef e dei pasticceri oggi. E i migliori in giro per l’Italia, e non
solo, saranno tutti a DolcementePrato per il week end più goloso
dell’anno con spettacolari preparazioni live. DolcementePrato
sarà, insomma, un intrigante laboratorio di profumi, sapori, colori dal
quale per 72 ore si sforneranno le più golose opere d’arte del gusto. E
allora non perdetevi l’occasione di un fine settimana a Prato da
leccarsi i baffi! La migliore tradizione e le ultime tendenze, le
boutique pasticcere e i laboratori all’avanguardia, le forme
stupefacenti e il design più raffinato e minimale, le torte gigantesche
e i finger food dolci più sorprendenti. Insomma il Gran Gala
dell’arte pasticcera con ben 40 pasticceri! E di arte si
tratta, a cominciare dalla sede, decisamente insolita, il Centro per
l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato: una sintesi innovativa
tra l’antica tradizione dolciaria della città (66 le pasticcerie
esistenti a Prato e dintorni con alcuni dei maggiori esponenti dell’arte
pasticcera internazionale!) e le nuove spinte della ricerca, uno
scenario inedito e affascinante. Un museo di arte contemporanea, punto
di riferimento nel panorama internazionale, dove le dimostrazioni
con le migliori performances saranno firmate dall’Accademia
Pasticceri Italiani, dalla Cast Alimenti e dal Consorzio
pasticceri Pratesi e la “collezione permanente” andrà in mostra con
la migliore confetteria, torroni e croccanti, la tradizione biscottiera,
i mieli e le confetture, i tanti cioccolati, i dolci delle tradizioni
regionali artigianali e i soffici pan di spagna. Il tutto solo
scegliendo l’eccellenza. Accanto alla sezione espositiva e di vendita
dedicata alle produzioni dolciarie artigianali, ampio spazio avranno le
dimostrazioni delle raffinate tecniche di lavorazione in laboratorio.
Altrettanto golosa la lista degli eventi collaterali, di cui alcuni
continuano per l’intera settimana, insomma, ce n’è per tutti i gusti…
DOLCEMENTEPRATO è promosso da Confartigianato Imprese Prato e
organizzato da Artex - Centro per l’Artiginato Artistico e Tradizionale
della Toscana, con il contributo di Regione Toscana, Toscana Promozione,
Comune, Provincia e Camera di Commercio di Prato, Apt, con il patrocinio
di Confartigianato Nazionale e la collaborazione del Consorzio
Pasticceri Pratesi e dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Pratesi
PRATO - CENTRO
PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI – 5-6-7 OTTOBRE 2007
ORARI:
VENERDI’ E SABATO 10.00 – 22.00; DOMENICA 10.00 – 21.00
BIGLIETTO EURO
5; RIDOTTO EURO 3
INFO
0574/5177836
Il programma
Al via
la 45a edizione di Cortonantiquaria
Dopo
il grande successo dell’ultima edizione, con più di diecimila
visitatori, Cortonantiquaria
è aperta al
pubblico fino al 9 settembre 2007. Una mostra per visitatori
esigenti; assai raffinata, con pezzi rari selezionati da un severo pool
di addetti all’expertise e moltissima Alta Epoca. Cresce in maniera
esponenziale quest’anno la qualità tanto che si registra il ritorno di
antiquari storici, e si lancia il primo segnale forte in direzione
dell’internazionalità con la presenza di una delle migliori gallerie
antiquarie d’Oltralpe, PlusArt di Montecarlo, una “firma” assai fashion.
Uno degli appuntamenti più prestigiosi e più attesi, e non solo dagli
amanti del collezionismo d’arte. Una mostra che guarda al mercato
internazionale partendo da una scelta fatta nelle regioni italiane più
ricche e interessanti quanto a mercato antiquariale. Dalla Lombardia
alla Sicilia, dal Veneto al Lazio, e ancora, il Trentino Alto Adige,
l’Umbria, la Liguria, le Marche, l’Emilia Romagna e la Toscana,
ovviamente! In totale più di 1000 pezzi importanti e poi tanti piccoli
oggetti da collezione provenienti da espositori attentamente selezionati
grazie a un lavoro iniziato appena chiusi i battenti della mostra dello
scorso anno. Ma vediamo nel dettaglio qualcuno dei pezzi più importanti
o più insoliti.
Per gli amanti
del tessile d’epoca un Succo d’erba (fine ‘500 inizi ‘600) dal
cromatismo acceso appartenuto alla famiglia dei Lorena. Un vero e
proprio dipinto su stoffa con ghirlande di frutta che decorano, in un
simposio di colori e variazione cromatiche, l’intero dipinto, chiamato
anche “portiere” o “portale”, utilizzato per decorare le porte delle
stanze dei palazzi/ville nobiliari. Rappresenta il primo ingresso di uno
dei componenti della famiglia Lorena presso la famiglia fiorentina dei
Medici. Ritrae le nozze, avvenute nel 1589, di Ferdinando dei Medici,
figlio di Cosimo I, con Maria Cristina di Lorena.
Tra i pezzi di oreficeria la Croce Astile
(1550) in argento – sbalzata e punzonata a Napoli. Un lato riporta le
immagini dei 4 evangelisti, l’altro ritrae il Pellicano, simbolo del
sacrificio di Cristo, San Giovanni, la Madonna e Maddalena.
Tantissimi i tavoli in mostra, tra i più pregiati,e
caratterizzato da una decorazione leggera e delicata, un tavolo
fiorentino di metà ‘700 da centro rettangolare in legno dorato a mecca
con piano di marmo giallo di Siena dalla forma sagomata e la fascia
sottopiano traforata con larghe volute a "rocaille" ornata da serti
fioriti rilevati. Dalla Toscana arriva anche uno dei pezzi più antichi
in mostra uno splendido Pegaso, un cavallo alato in pietra
serena del 1100-1200: si tratta, probabilmente, di una decorazione di
una scalinata o il resto di un tempio. In mostra anche molti dipinti, come nel caso di una
vera e propria quadreria dell’’800 allestita nello stand numero
7, e ancora, mobili orientali, gioielli, bronzi, avori. Un
repertorio di grande eleganza e bellezza estetica e anche molti segnali
di nuove tendenze e orientamenti di stile destinati a connotare il
mercato antiquario del prossimo autunno, quando torna la voglia di stare
in casa, tanto più se circondati da oggetti che abbiano il fascino di
storie importanti e lontane nel tempo.
Com’è consuetudine, anche quest’anno il Premio
Cortonantiquaria, che per il 2007 va a Patrizio Bertelli
(consegna il 4 settembre ore 21,30 al Teatro Signorelli), Presidente e
Amministratore Delegato del Gruppo Prada, armatore di yacht
d’epoca, oltre che appassionato velista, ma soprattutto raffinato
estimatore e mecenate d’arte contemporanea attraverso la Fondazione
Prada. In questa ottica alla serata di gala saranno presenti
numerosi artisti di fama mondiale e critici che hanno caratterizzato
l'attività della Fondazione negli anni '90 e che si sono spesso in
quegli anni ritrovati a Cortona per fare mostre o anche solo per
incontrarsi dando vita ad un vero e proprio cenacolo di artisti.
Tornando alla
mostra, come è tradizione di Cortonantiquaria, mostre
collaterali che fanno parlare, possono risultare “scomode” e
scaldano il dibattito sulle attribuzioni, tanto da poter immaginare
presso Cortonantiquaria un panel permanente su metodologie, criteri e
tecniche relative al tema dell’attribuzione. Riflettori puntati, quest’anno,
al terzo piano di Palazzo Vagnotti, sulle robbiane inedite:
SAN FRANCESCO E SANTA CHIARA. GIOVANNI DELLA ROBBIA – IPOTESI SULLA
PATERNITÀ con due pezzi che fanno notizia: due sculture
rappresentati San Francesco e Santa Chiara, databili al 1510
ca. Si tratta di opere in terracotta policroma, di
provenienza toscana, attribuite a Giovanni della Robbia. Sono
oggetti assolutamente inediti, provenienti da collezione privata (la
proprietà è di un antiquario toscano), presumibilmente collocate
originariamente all’interno di un complesso d’altare su nicchie
contrapposte. Si tratterà anche di una vera e propria anteprima
di una mostra sulle robbiane che la Provincia di Arezzo sta organizzando
per il 2008. Per una collaterale “curiosa”, invece, UN’ELICA PER
IL VINO: IL CAVATAPPI: in esposizione una
collezione di circa 80 cavatappi dagli inizi dell’Ottocento ai
primi del Nove. Diversi i materiali tra cui avorio, legno di bosso,
bronzo, osso, ferro, rame, alluminio e le forme anche molto curiose.
Numerosi in mostra anche altri strumenti utilizzati in passato nella
lavorazione e degustazione del vino dal momento che la cultura del bere
cammina parallelamente alla cultura dei
manufatti di uso comune, (bicchieri, bottiglie) che interpretano l'estro
e le mode dei tempi. Con questa mostra si rafforza ancora di più
il legame con un prodotto d’eccellenza di questa terra che è fatta anche
di grandi vini e della loro storia. E a proposito di vini, con
l’edizione 2007 si conferma il felice sodalizio tra la tenuta La
Braccesca di proprietà della famiglia Antinori e Cortonanatiquaria.
Sarà in particolare Achelo, il vino creato appositamente per
Cortonantiquaria il protagonista di “serate a tema” all’insegna
dell’eccellenza enologica e gastronomica. Da segnalare la serata del
6 settembre, ore 19,00, quando nel Chiostro di Palazzo Vagnotti,
Renzo Cotarella illustrerà e condurrà la degustazione proprio di
Achelo 2006, Cortona Doc Sirah e Bramasole 2006, Cortona Doc Sirah.E dal
vino eccoci alla tavola: connubio intrigante declinato attraverso delle
degustazioni guidate che hanno come location una cucina d’epoca nel
chiostro di Palazzo Vagnotti. Nel centro storico di Cortona, invece,
seguendo un circuito di ristoratori aderenti a “Vetrina Toscana a
tavola” si avrà l’opportunità di degustare menù tipici della tradizione
culinaria toscana ad un prezzo fisso, fare acquisti di tipicità, nonché
ricevere un biglietto di ingresso alla mostra per ogni menù ordinato. E
a proposito di biglietti d’ingresso, offerta speciale per gli
appassionati di arte che potranno acquistare un biglietto congiunto, al
prezzo di 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra
Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e
della Città di Cortona (MAEC) nel bel Palazzo Casali a pochi passi dalla
sede della mostra, all’interno di Palazzo Vagnotti. Uno dei palazzi,
quest’ultimo, meglio conservati di Cortona, e che torna a vivere proprio
nei giorni della mostra allestita in sale che racchiudono il fascino di
storie, stili, gusti diversi. Ogni stanza un mondo a sé, eppure un
percorso unico da ritrovare anche usciti da Palazzo Vagnotti tra i
vicoli e le strade segrete e silenziose di una città che è tutta a
misura d’antico, fitta di botteghe di rigattieri, gallerie, laboratori
di restauro. Una città che vanta una tradizione antiquaria di gran
prestigio e tuttora vivissima.
INFO
055/2399514 –
info@deplano.it
La Scheda
Tecnica
45° edizione
25 agosto – 09
settembre 2007 - Palazzo Vagnotti, Piazza Franciolini – CORTONA
Apertura al
pubblico da sabato 25 agosto sino a domenica 09 settembre
Orari: feriali
10-13 15-20; sabato e domenica 10-20.
Costo del
biglietto: intero euro 8; ridotto euro 6 - biglietto congiunto: 10 euro
anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale
d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di
Cortona (MAEC).
Info
(attivo da sabato 25 agosto), tel. 0575/630610 -
E-mai:
info@cortonantiquaria.com -
info@deplano.it -
Web:
http://www.cortonantiquaria.it
Comitato
promotore:Agenzia per il Turismo di Arezzo; Provincia di Arezzo; Comune
di Cortona; Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di
Arezzo; Ente Promotore; Agenzia per il Turismo di Arezzo, Piazza
Risorgimento 116 Arezzo, Tel 0575/23952 -
www.apt.arezzo.it;
Comitato
Direttivo: Fabrizio Raffaelli (Presidente) - Claudio Bucaletti - Liletta
Fornasari - Susanna Milani - Emanuele Rachini - Sergio Tamburi - Furio
Velona; Direttore della Mostra: Susanna Milani; Organizzazione tecnica:
De Plano Consulting, P.zza Brunelleschi, 2 Firenze, Tel. 055/2399514 -
info@deplano.it
Ufficio Stampa:
LR Comunicazione Laura Ruggieri,
assistente Emanuela Di Stefano 06/6631305 – 339/4755329 –
l.r.comunicazione@libero.it;
Ufficio Stampa
Locale: Andrea Laurenzi 348/8714051; Sponsor: Banca Popolare di Cortona
- Cassa di Risparmio di Firenze
N° espositori:
41 - Provenienza geografica:
-
Toscana
-
Umbria
-
Veneto
-
Sicilia
-
Lombardia
-
Liguria
-
Marche
-
Lazio
-
Emilia
Romagna
-
Campania
-
Trentino Alto Adige (non presente nel 2006)
Categorie
merceologiche presenti:
Specialisti
per tipologia merceologica, per area geografica o per periodo:
-
Antiquariato UMBRO: Rolando Moro Antiquariato (Spoleto)
-
Antiquariato TOSCANO: Giusti Rita (PO), Antichità Vanneschi (AR)
-
Antiquariato SICILIANO: Giulio Torta Antichità (PA),
-
Antiquariato FRANCESE: L’Atelier Antichità (TV)
-
Antiquariato Tibetano e Cinese: West King (Pelago – FI)
-
Neoclassico: Antichità D’Alessio (NA)
-
Quadri
d’alta epoca e dell’’800: Numero 7 (Montecatini – FI)
-
Mobili
dell’800: Ottocento (Figline V.no – FI)
-
Argenti:
Zacchetti (MI)
-
Oggetti da
collezione: Vietti Antiquari (Borgo Val di Taro)
-
Ventagli:
Le De Dominicis Antiquariato (MI)
-
Gioielli:
Galleria Antiquaria L’Angolo (PG)
Epigrafi
medievali: Il Portico di Ottavia (GE)
N° pezzi: In
totale più di 800 pezzi importanti e poi tanti piccoli oggetti da
collezione provenienti da espositori attentamente selezionati che non
sono quantificabili.
Mostre, Ravenna: “Renato Guttuso. La passione della forma”
Vent’anni fa
moriva Renato Guttuso, l’artista, l’intellettuale, l’idealista, l’uomo
politico, il protagonista del Novecento. Nell’anno di celebrazioni a lui
dedicate, l’Associazione Culturale Il Cerbero, con la mostra dal
titolo “Renato Guttuso. La passione della forma”, vuole
ripercorrere la vita e l’impegno artistico-politico di uno dei più
grandi interpreti del secolo scorso. Esponente di punta del dibattito
sul “realismo” e sulla funzione sociale dell’arte, Guttuso è stato un
punto di riferimento, per un’intera generazione, della ricerca artistica
italiana ed internazionale. Questo elemento è facilmente riconoscibile
attraverso la lettura delle 40 opere in mostra al Pala De Andrè di
Ravenna e delle 26 opere in mostra alla Fondazione “Tito Balestra” di
Longiano (FC). In tutto 66 opere tra disegni, incisioni e dipinti a
olio, attraverso un percorso cronologico che si snoda dagli anni ’40
agli anni ’80 e che si esplicita nella visione di alcune delle opere
di nudo, delle opere dedicate ai soggetti protagonisti di un contesto
sociale - come Donne di zolfatari (Studio) del 1953, o ancora il
disegno Pescatori di Sicilia (1949) - delle scene del
quotidiano che l’artista con abile maestria riusciva a rendere con pochi
tratti di china - come La strada (1945), Plinius (1952) -
infine della serie dedicata alle nature morte; come Natura morta con
sedia (1958). Lo
studio attento delle figurazioni del Picasso post-cubista – di cui
diventerà amico intimo fin dal 1945 – lo porta alla realizzazione della
Crocifissione del 1940, secondo classificato al Premio Bergamo del 1942,
che lo conduce definitivamente verso quell’evoluzione “realista”,
attenta alle questioni sociali, alle relazioni con le tradizioni
popolari, alle tematiche che scaturiscono da un modo di intendere l’arte
come gesto che privilegia il “contenuto”. La sua capacità critica e
educativa, già ampiamente riconosciuta nelle opere passate, trapela
ulteriormente nei successivi quadri: Il partigiano (1944),
Gottmituns (1944) e
La Resa
(1946), L'occupazione delle terre
(1948). Sciolto il “Fronte” nel 1948, nel pieno della crisi che
investe il rapporto tra intellettuali e Partito Comunista in seguito
alla polemica tra Palmiro Togliatti ed Elio Vittorini, Guttuso cerca di
orientare il proprio realismo verso soluzioni che rifuggono ai dettami
del “zdanovismo”, del realismo ideologicamente programmato, dell’arte
come strumento illustrativo dell’azione politica, per esaltarne una
libertà inesauribile, fatta di ricerca delle qualità formali, di
esaltazione delle tensioni stilistiche. Sono gli anni di Boogie-woogie
(1953) e del bozzetto La Spiaggia (1952) da cui nascerà
l’opera Spiaggia del ‘56, de La discussione (1960) e La contadina
(1954), Garofani (1957).
Nel corso
degli anni Sessanta e Settanta, il suo realismo si rinnova, aprendosi
verso i “nuovi realismi” che stanno attraversando l’orizzonte delle arti
occidentali. Sono questi gli anni dell’Autobiografia (1966), dei
Funerali di Togliatti (1972), di Vucciria (1974), del Caffè Greco
(1976), cui si accompagnano le serie incalzanti dei nudi, delle nature
morte, ed un’inesauribile produzione grafica: Calze rosse
guache
su carta, 1970/75, Due donne abbracciate, 1986, Donna che si
pettina, 1976. La mostra “Renato Guttuso: la passione
della forma”, che si realizza in
due sedi espositive, tra loro intimamente connesse: il Pala De André e
la “Fondazione Tito Balestra” di Longiano, rende omaggio anche ai
personaggi della nostra terra che lo hanno conosciuto intimamente, come
Tito Balestra, nato nel 1923 e scomparso nel 1976, poeta, scrive di lui
Guttuso: …- parlava
di rado ma sempre in modo conclusivo. Come un prestigiatore faceva di
tanto in tanto apparire dalle pieghe dei suoi vestiti una stampa di Goya
o di Daumier, o un epigramma. Era un uomo colto e segreto -…
Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911) è
scomparso a Roma il 18 gennaio 1987. Oltre ad essere stato un famoso
pittore italiano era anche esponente della cultura di area comunista.
Figlio di Gioacchino, agrimensore e acquarellista dilettante, e di
Giuseppina d'Amico il piccolo Renato manifestò precocemente la sua
predisposizione alla pittura. Influenzato
dall'hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore
Domenico Quattrociocchi, iniziò appena tredicenne a datare e firmare i
propri quadri. Si tratta per lo più di copie (paesaggisti siciliani
dell'Ottocento ma anche pittori francesi come Millet o artisti
contemporanei come Carrà), ma non mancano ritratti originali. Il giovane
Guttuso abita in una casa vicino alle ville Valguarnera e Palagonia, di
cui ritrarrà particolari in quadri successivi e s'ispira agli scogli
dell'Aspra e tra le gite al mare e i primi amori vive tutta la crisi
siciliana del dopoguerra. L'adolescenza borghese è fitta di stimoli per
il futuro pittore, iniziò anche a frequentare gli ambienti artistici
palermitani. Nel 1928, appena diciassettenne partecipa alla sua prima
mostra collettiva a Palermo. Guttuso vede in completa decadenza la
nobiltà, l'avanzare di un vero massacro urbanistico e delle lotte di
potere che scuotono il temperamento di Guttuso, mentre la famiglia è
segnata dall'ostilità di clericali e fascisti nei confronti del padre.
Nel suo espressionismo si fanno sempre più forte non solo i motivi
siciliani come i rigogliosi limoneti, l'ulivo saraceno, il Palinuro, tra
mito e solitudine isolana che, inviati nel '31 alla Quadriennale,
confluirono in una collettiva di sei pittori siciliani accolti dalla
critica – dice Franco Grasso nella citata monografia – come “una
rivelazione, un'affermazione siciliana”.
Tornato a Palermo apre uno studio in Corso Pisani e
con la pittrice Lia Pasqualino e gli scultori Barbera e Nino Franchina
forma il Gruppo dei Quattro. Rifiutato ogni canone
accademico, con le figure libere nello spazio o la ricerca del puro
senso del colore, Guttuso s'inserisce nel movimento artistico
“Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati s'oppone alla cultura
ufficiale e denota una forte opposizione antifascista nelle scelte
tematiche negli anni della guerra di Spagna e che preparano la seconda
guerra mondiale. Per Guttuso la pittura fu una forma di denuncia matura
(l'arte “sociale” di Guttuso), un impegno morale e politico più scoperto
che si rivelava in quadri come “Fucilazione in Campagna”, dedicato a
Garcia Lorca, fra il '37 ed il '38, “Fuga dall'Etna”in due stesure. Si
trasferisce a Roma, in Via Margutta dove frequenta la cerchia di artisti
più significativi del tempo: Mario Mafai, Corrado Cagli, Antonello
Trombadori, tenendosi anche in contatto col gruppo milanese di Treccani,
Giacomo Manzù, Aligi Sassu. Il dipinto che gli dà la fama, fra mille
polemiche da parte anche del clero e del fascio perché sotto il soggetto
sacro denunzia gli orrori della guerra, è “Crocifissione”. Di esso
Guttuso ha scritto nel suo Diario che è “il simbolo di tutti coloro che
subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee” con il quale
al Premio Bergamo sigla la sua nuova stagione. L'artista non cesserà mai
di lavorare in anni difficili come quelli della guerra ed alterna,
specie nelle nature morte, gli oggetti delle case umili della sua terra,
a squarci di paesaggio del Golfo di Palermo a una collezione di disegni
intitolata “Massacri”, che circolarono clandestinamente poiché
ritraggono le repressioni naziste, come quello dedicato alle Fosse
Ardeatine.
La mostra si
avvale del contributo di: Arimar, Acmar, Copura, Consar-Grar, Europa
2000, Fiat S.V.A., Marcegaglia, Marinara, Moviter Strade Cervia, Agenzia
Ritmo, Idroexpert, Club del Sole, Consorzio Ciro Menotti.
Sedi
espositive: Palazzo De Andrè, viale Europa, 1 – Ravenna; Fondazione
“Tito Balestra”, Piazza Malatestiana, 1 - Longiano (FC)
Periodo: Pala
De Andrè dal 24/08/2007 al 16/09/2007
Fondazione
Balestra dal 25/08/2007 al 16/08/2007
Organizzazione:Associazione Culturale Il Cerbero
Orario:Pala
De Andrè dalle 18, 30 alle 23, 30, domenica dalle 18 alle 23,30
Fondazione
“Tito Balestra” da martedì a domenica dalle 10 alle 12, dalle 15
alle 19
Informazioni:Pala De
Andrè: 335 8151821– Fondazione “Tito Balestra” 0547 665850 e-mail:
info@ilcerbero.it
Catalogo e
mostra:a cura di Silvana Costa, testo critico di Bruno Bandini
Patrocinio:
Mistero dei Beni Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di
Ravenna, Comune di Ravenna.
INGRESSO
GRATUITO
Svetlana Ostapovici espone a Las Vegas negli Usa, mentre continua il suo
successo alla 52. Biennale di Venezia
Continua il
successo dell’artista naturalizzata italiana Svetlana Ostapovici,
con la presentazione di cinque opere da parte del curatore Francesco
Elisei, al MAGIC Marketplace, padiglione centrale ME – stand 2612,
che si terrà dal 27 al 30 Agosto 2007 presso il Convention Center di
Las Vegas. In contemporanea alla
sua presenza alla 52 Biennale di Venezia, Svetlana Ostapovici ha voluto
esporre alcuni suoi lavori in mosaico a questa manifestazione americana.
Un anno particolare per Svetlana Ostapovici, giovane emergente,
originale e raffinata 'maestra' di una tecnica completamente nuova
nell'ambito dell'espressione figurata contemporanea. Geniale
manipolatrice di frammenti di vetro colorato, la Ostapovici (che nasce
in Moldova nel 1967 e vive e lavora in Italia dal '99) non crea il
mosaico in modo statico e composto, ma utilizza quelle schegge taglienti
come impulsive pennellate. E’ un’occasione particolare in quanto
l’affluenza di persone è enorme, un pubblico di qualità che visita per
quattro giorni la fiera di abbigliamento più importante degli Stati
Uniti.
Mostre, Brufa (PG): Teodosio Magnoni alla XXI edizione di “SCULTORI A
BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”
Promossa ed organizzata dalla Pro Loco
di Brufa, dal Comune di Torgiano e dall'Assessorato alle Attività
Culturali della Provincia di Perugia, in collaborazione con la Regione
dell’Umbria e l'Associazione Nazionale Città del Vino, mercoledì
22 Agosto 2007 in Piazza Mancini del borgo medievale di Brufa si è
tenuta la cerimonia d’inaugurazione dell’opera permanente “ARA”
dello scultore TEODOSIO MAGNONI, artista invitato in occasione della 21a
edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”. “Ara” è
in acciaio corten, misura cm.570 di lunghezza, cm.350 di larghezza e cm.350
di altezza; lo spessore delle lamiere è di cm.3. La scultura, appoggiata
su una piattaforma sagomata, a livello del terreno, in cemento, è
collocata nello splendido paesaggio agrario del territorio torgianese,
lungo il crinale collinare, sulla strada che da Brufa porta a Torgiano.
Il critico Enzo Bilardello, curatore del catalogo afferma:
“……………Cercherò di essere minimalista e di attenermi strettamente al
dettato delle sculture di Teodosio Magnoni, uno che impone ai propri
lavori la massima concisione e la ricerca di un’efficacia senza
fronzoli. E veniamo alla scultura appositamente concepita per il luogo
di Brufa. Teodosio Magnoni forse non se n’è accorto, ma le sue parole
per individuare il nesso tra opera e ambiente riproducono il concetto
che ha mosso Leopardi per creare l’Infinito: “Gli spazi di Brufa e la
vastità del cielo che li abbraccia e con essi le colline che vi si
aprono, suggeriscono una continua proiezione oltre il dato reale,
aprendosi addirittura a una realtà cosmica”. Certo, Leopardi ha scritto
in un modo insfidabile, ma l’ambito di Magnoni non sono le parole e il
loro senso, peraltro benissimo espresso, quanto la scultura che si
impone per la sua polisemicità. Ara (2007, acciaio corten, cm
570x350x350) rimanda ad un tumolo di terra, ad un altare,
all’aratro, ad una costellazione, senza essere direttamente nulla di
tutto ciò. Per quanto mi riguarda, ci vedo anche l’idea di un timone che
paradossalmente solca la terra, aggiungendo quindi l’elemento equoreo a
quello della terra e dell’aria. Se l’acciaio venisse dipinto di rosso si
aggiungerebbe il fuoco a contemplare l’evocazione dei quattro elementi.
La scultura poggia su una losanga stirata di cemento che mi fa pensare
ad un aquilone confitto al suolo, accentuando l’effetto di paradosso di
ancorare ciò che deve volare e di far svettare con leggerezza quanto è
pesante e dovrebbe subire la gravità. E’ la natura che snatura la
geometria o è questa che impone il suo passo alla natura? Fatto sta che
l’artista s’impone delle regole e poi l’opera si crea la propria
autonomia e vitalità, inventandosi prospettive inaspettate e
sorprendenti; l’oggetto scultoreo si posa al suolo con la delicatezza di
una gigantesca libellula, ma a differenza di questa, è fatta per durare;
la direzione dell’arte attuale va in direzione di componenti e aspetti
futuribili, e questo lavoro invece sa di primordiale e d’ancestrale, la
tendenza è di insinuare inquietudine in chi guarda e qui siamo indotti
in una situazione di pace e pacatezza”. Di Magnoni, oltre l’opera
permanente, fino al 2 Settembre 2007, presso la sala polivalente
comunale a Brufa si può visitare una mostra con altre sculture e
disegni.
Teodosio
Magnoni nasce a Offanengo (CR) nel 1934. La sua attività artistica
inizia nel 1954 e prosegue ininterrottamente. Ha tenuto oltre 40 mostre
personali in prestigiose gallerie private e musei pubblici italiani ed
esteri; è stato invitato a numerose mostre di carattere storico e a
mostre di tendenza, italiane e estere, tra cui la Biennale di Venezia e
la Quadriennale di Roma. Sue opere si trovano in collezioni sia
pubbliche che private in Italia e all’estero. Ha realizzato opere di
grandi dimensioni, tra l’altro per il Palazzo della Food & Agricolture
Organization (FAO) di Roma, quale dono dello Stato Italiano alla FAO, e
per l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Si sono interessati al suo
lavoro critici e studiosi d’arte contemporanea italiana. Sono stati
pubblicati due libri monografici e numerosissimi articoli sul suo
lavoro. E’ presente in importanti studi storici sull’arte contemporanea
italiana. Con le sue opere attua, sin dall’inizio degli anni ’60, una
ricerca sullo spazio assolutamente originale. “L’operazione di
Magnoni inverte il segno dell’intervento, nel senso che il punto
centrale non è dato più dall’occupazione dello spazio quanto allo
svuotamente” (Filiberto Menna, dal catalogo della mostra personale
al Karl Ernst Osthaus musum, Hagen, Germania, 1978). “Per Magnoni la
struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri entro la
definizione dello spazio virtuale: è struttura insomma in evidenza
mentale, e che tuttavia di definisce in un rapporto spaziale concreto,
che non esclude ne annulla la scala umana e dunque è commisurazione di
spazialità praticabile” (Enrico Crispolti dal catalogo della
Biennale di Venezia 1978).
Ha collaborato
con poeti, tra cui Alfredo Giuliani, Jacopo Ricciardi e Jesper Sventro.
“Scultori
a Brufa” fu ideata nel 1987 dalla comunità di Brufa che, invitando uno
scultore all’anno ad esporre i propri lavori per le strade che dominano
i vigneti e le piazzette del borgo e acquisendo un’opera realizzata
appositamente per il paese, è arrivata alla 21a edizione con grandi
risultati. Oramai, durante tutto l’anno, molti turisti arrivano a Brufa
per visitare le sculture all’aperto in permanenza e per il mondo
dell’arte l’iniziativa è un appuntamento consolidato. Brufa è un piccolo
centro del Comune di Torgiano, sulle cui colline sono situati i vigneti
della prestigiosa produzione enologica torgianese; domina la piana del
Tevere e la pianura di Assisi fino a Foligno. Fa parte della dorsale
Torgiano - Brufa - Miralduolo - Torgiano, dove si sviluppa “La Strada
del Vino e dell’Arte”. In questo paesaggio sono state inserite grandi
sculture di artisti contemporanei (Pierucci, Sforna, Pizzoni,
Miniucchi, Giuman, De Felice, Liberatore, Caruso, Sguanci, Mastroianni,
Carroli, Lorenzetti, Roca-Rey, Carrino, Giuliani, Marotta, Mattiacci,
Staccioli, Trubbiani, Cascella) volute dalla Pro Loco di Brufa, dal
Comune di Torgiano e dalla Provincia di Perugia per creare dei punti di
attrazione per lo sguardo. Il progetto “La Strada del Vino e dell’Arte”
è un percorso ideale all’interno del quale trovano la propria
collocazione strategica i beni e gli eventi culturali già esistenti nel
territorio torgianese, sollecitando inoltre il restauro e la
rifunzionalizzazione dei reperti storici, nel quadro di una rinnovata
protezione del territorio nella sua globalità, attenta alla qualità
della vita di chi lo abita e ai possibili sviluppi di un turismo attento
e “intelligente”.
NOTIZIE UTILI
Sede
dell’installazione di Teodosio Magnoni: strada Brufa – Torgiano,
adiacente al Relais Borgo Brufa
Sede della
mostra di Teodosio Magnoni:Sala polivalente comunale a Brufa
Durata: dal 22
Agosto al 2 Settembre 2007
Orario: tutti
i giorni dalle 17 alle 24 ingresso gratuito
Info: Pro Loco
di Brufa, tel. 075 9889208 * Comune di Torgiano, tel. 075 988601 *
Provincia di Perugia, tel. 075 3681 218 / 405 / 620
Sponsor: Banca
Popolare di Spoleto, Cassa di Risparmio di Foligno, Gesenu,
Metalserbatoi
Vicchio: La “Fiera Calda”
Dal 25 Agosto
fino al 2 Settembre torna la “Fiera Clada”. Come tradizione vuole
l’ultima settimana di Agosto torna nel paese di Giotto e del Beato
Angelico uno degli appuntamenti fissi del calendario folkloristico
dell’Estate mugellana e della provincia fiorentina in generale. La nuova
Pro-Loco vicchiese, a pochi mesi dall’aver spento la prima candelina
dalla sua nascita, si è impegnata anche per quest’anno ad organizzare 9
giorni ricchi di iniziative ed eventi, pronti a soddisfare le esigenze
di tutte le fasce d’età. Un’organizzazione che ha potuto contare sulla
preziosa collaborazione del Comune di Vicchio ma anche su quella
fondamentale delle numerose Associazioni locali presenti sul territorio.
Dal 25 di Agosto così ritroviamo il consueto appuntamento con la Mostra
dell’Artigianato MAZE (presso le Scuole Elementari), arrivata alla sua
XXVI^ edizione ed organizzata dal Comune di Vicchio in collaborazione
con CNA, Comunità Montana Mugello e Provincia di Firenze. La Maze
inoltre ospiterà quest’anno la splendida mostra “Percorsi d’arte”, una
serie di opere nate ispirandosi alla storia, alla natura ed ai luoghi
della terra di Giotto e del Beato Angelico. Da mercoledì 29 Agosto
saranno poi presenti come sempre le 4A, la mostra che mette insieme
Artigianato, Agricoltura, Arte ed Antiquariato. Un’edizione, quella del
2007, ricca di novità, che vedrà affiancata una nuova A, ovvero quella
di Ambiente, grazie sopratutto alla collaborazione dell’Associazione
Prorinnovabili e del Dipartimento di energetica della Facoltà di
Ingegneria dell’Università di Firenze. A differenza delle passate
edizioni le 4A non saranno tutte nello stesso luogo ma ad ognuna è stata
riservata una zona del centro del paese, in modo da rendere attiva e
dinamica ogni zona del centro storico. Riproposta come lo scorso anno
anche la mostra all’interno della Casa di Benvenuto Cellini dedicata
quest’anno all’ “Arte orafa, Scultura e Design”. Come la più antica
tradizione della Fiera vuole sarà organizzata in località Ponte a
Vicchio la “Fiera del Bestiame”, affiancata come la passata stagione da
“Vicchio Alleva” presso la Zona dei Giardini del Sole, in zona Coop.
Tutta la manifestazione vedrà poi il centro storico di Vicchio
vivacizzato ogni giorno da eventi diversi. La Musica come sempre sarà
protagonista con il rock contest dei Gruppi emergenti locali, il liscio
della “Montuschi Folk Band” ed i concerti che vedranno sul palco di
Piazza Giotto i Gem Boy (Mercoledì 29) ed i Khorakhane (Venerdì 31)
oltre alla musica del Jazz Night Garden presso i giardini di Piazza
della Vittoria organizzati dal Jazz Club of Vicchio. Jazz Club che
organizzarà come ormai accade da 11 anni anche le due feste in Piscina,
presso le piscine comunali di Vicchio, nei due Sabati della Fiera.
Domenica 2 Settembre gran finale con la satira di Alessandro Paci e gli
immancabili giochi pirotecnici di fine Fiera sulla splendida cornice del
Lago di Montelleri. Ancora poi il mercatino dell’antiquariato, la
briscolata sotto le stelle, spettacoli di illusionismo, , la tombola in
piazza anticipata dal concerto della Vicchio Folk Band ed eventi per
bambini al parco di Montelleri. Tutto questo e molto altro sarà
l’Edizione 2007 della Fiera Calda di Vicchio. Un’occasione unica per
ammirare una vetrina unica che unisce le tradizioni mugellane
dell’artigianato e dell’agricoltura insieme al divertimento e
all’innovazione.
FIERA CALDA
2007 - Programma spettacoli
Lunedì 27
Agosto -
Ore 21:00
Torneo a coppie di ” Pro Evolution soccer 6” (Playstation 2 )
presso
l’Arci “Il
Tiglio” (Info e iscrizioni: 3471968595).
Ore 21:30 La
tradizionale Gara di briscola sotto le stelle con in
premio prodotti tipici mugellani. Iscrizioni dalle ore 21.00 in Piazza
Giotto.
(In caso di
mal tempo verrà effettuata sotto le Logge Comunali in Piazza della
Vittoria).
Martedì 28
Agosto -
Ore 21:00
Finali del Torneo di ” Pro Evolution soccer 6” (Playstation
2 ) presso l’Arci “Il Tiglio”; Ore 21:30 Serata all’insegna del Ballo
liscio e di gruppo con l’orchestra “Montuschi”.
Mercoledi 29
Agosto -
Ore 7.00 La
tradizionale Fiera del Bestiame presso il parco di Ponte a
Vicchio a cura del Gruppo Agricolo - Ore 08.00 Apertura del
Mercato della Fiera (fino al 03/09) - Ore 11.00 Inaugurazione
Mostra 4 A presso il parco della Rimembranza - Ore 16:00
Mercatino dell’antiquariato
Dalle ore
17.30 nel corso del popolo esposizione di associazioni e aziende
operanti nel settore dell’Ambiente con la collaborazione di Pro
Rinnovabile che metterà a disposizione alcuni esperti per
illustrare il funzionamento di modelli in scala sulle fonti di energia
alternativa e rinnovabile (fino al 2/09) con la partecipazione del
Dipartimento di Energetica della facoltà di Ingegneria di
Firenze e Lega Ambiente.
Ore 21 :30
Concerto dei Gem Boy.
I Gem Boy
nascono per gioco nel 1992 quando il cantautore Carletto comincia a
riscrivere i testi di canzoni note prendendo in giro la cerchia dei suoi
amici. Nel giro di pochi anni si consolida un gruppo di 5 ragazzi che
propongono le loro “cover-parodie” di noti testi di Ligabue, Cremonini e
delle sigle dei cartoni animati, riscuotendo grande successo ai concerti
e vendendo inaspettatamente 15.000 copie del loro primo vero CD
“Internettezza Urbana” con testi e musiche inedite. A questo segue nel
2004 il secondo album “Sbollata” da cui viene tratto il singolo “2 di
picche”.
Ore 22.30
Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno
dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.
Giovedi 30
Agosto -
Ore 19.00
Inaugurazione dell’evento “Arte Orafa, Scultura, Design in Casa di
Benvenuto Cellini”.
Aperto dal 31
agosto al 2 settembre: 10.00 – 13.00 e 17.00 – 23.00 -
Ore 21:30
Concerto della “Vicchio folk band” – Piazza Giotto. - Ore
22.30 Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden
all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”
- Ore 23:00 La tradizionale Tombola in Piazza Giotto con
ricchi premi a cura della Misericordia di Vicchio.
Venerdi 31 Agosto
- Ore 17.30
Apertura “Vicchio Alleva” zona Coop (fino al 3/09).
Esposizione del bestiame degli allevatori di Vicchio e mostra con
stand agro-alimentari, zootecnici e attrezzature per l’agricoltura.
Degustazioni prodotti tipici.
Ore 18.00
Gavettoni a squadre al Campo Sportivo Simone Margheri e Torneo di
tiro alla Muriella presso “Vicchio Alleva” zona Coop
- Dalle 18.00 fino
a tarda serata Laboratorio di intaglio del legno con
l’ausilio di una motosega,
realizzato da un boscaiolo di Baviera che realizzerà in estemporanea
figure e sculture presso Zona Macelli -
Ore 21:00
Esibizione equestre al campo sportivo “S.Margheri”. Si balla
la quadriglia presso “Vicchio Alleva”, zona Coop
- Ore 21.30
Concerto dei Khorakanè in Piazza Giotto
Questo gruppo
nasce nel 2001 con lo scopo di riproporre al pubblico i bellissimi brani
che hanno reso immortale uno fra i nostri cantautori italiani più
importanti: Fabrizio De Andrè. Negli anni seguenti è poi maturato uno
stile ed un sound personale, originale e interessante, che ha potato
alla realizzazione di brani inediti, inerenti tematiche sociali e spesso
trasversali alle generazioni, portando una nuova immagine al gruppo,
riconosciuto oggi sia per i brani editi del cantautore genovese sia per
gli inediti proposti al pubblico. Nel 2007 partecipano al Festival di
Sanremo col brano "La ballata di Gino", classificandosi al secondo posto
nel premio della critica.
Ore 22.30
Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno
dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.
Sabato 1°
Settembre -
Ore 17.00
Partenza del Corteo storico rievocativo da viale Mazzini –
centro storico, con arrivo ore 18.30 alla zona “Vicchio Alleva”, zona
Coop, con attrezzature necessarie alla trebbiatura - Dalle 17.30
Concerto dei Rock Media in Piazza Giotto - Dalle 18.00
fino a tarda serata Laboratorio di intaglio del legno con
l’ausilio di una motosega, realizzato da un boscaiolo di Baviera che
realizzerà in estemporanea figure e sculture presso “Zona Macelli” - Ore
20.00 Rievocazione storica dell’ antica trebbiatura
sull’aia maggiaioli e antiche figure dell’epoca presso “Vicchio Alleva”
zona Coop - Ore 21:30 Serata Spagnola in Piazza Giotto.
Parteciperanno con la loro musica i “Sabor Flamenco”, il
gruppo composto da 2 chitarrisiti ed una ballerina con all’attivo un
importante curriculum nazionale ed internazionale, suonando brani che
spaziano dal flamenco di Paco de Lucia allo gipsy flamenco dei Gispy
Kings, a brani del repertorio latino-americano. La serata sarà inoltre
animata da un vero e proprio spettacolo di rodeo nel quale, grazie ad un
Toro meccanico, il pubblico potrà sfidarsi in una
emozionante gara il cui obiettivo sarà di rimanere in sella il più a
lungo possibile. Il/la migliore vincerà uno stupendo soggiorno premio in
una località esclusiva
Ore 22.30
Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno
dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio” - Ore 23:30
Festa di Fine Estate in Piscina
Domenica 2
Settembre -
Ore 9.00
XIII Edizione della Maratonina della Fiera Calda organizzata
dall’associazione “Maraton il Tiglio” nei pressi del paese - Ore
10.00: Gara di pesca per bambini dai 3 agli 14 anni al
lago di Montelleri (ritrovo alle ore 9.15 presso la Baracchina).
La gara
si concluderà alle ore 11.00 ed all’11.30 seguirà la premiazione sul
palco in Piazza Giotto dei primi "3 pescatori" che avranno raggiunto il
peso maggiore di pesci. Il costo della partecipazione è di 1€
(assicurazione); iscrizioni presso l'ufficio Relazioni al Pubblico del
Comune di Vicchio – Bar Cimabue – Circolo Arci – La Baracchina.
Ore 16.30:
Esibizione di Agility Dog a cura del gruppo cinofilo Empolese,
a seguire,
Mostra canina “Un
bastardo per amico”
presso il Lago di
Montelleri. Iscrizione gratuita, ritrovo alla Capannina
ore 16.00. Premi: mangimi e coperte.
Ore 17.00
Esibizione di Walking a cura della palestra Gymnasium di Borgo
San Lorenzo, presso P.zza Giotto
- Ore 17.30
Presentazione del progetto “Dove si va a veglia stasera?”,
rievocazione storica delle antiche veglie, presso “Vicchio Alleva”, zona
Coop -
Ore 21:30
Spettacolo del Paci in Piazza Giotto.
Nato
professionalmente con tutti i comici toscani più noti tra cui Carlo
Conti, Panariello, e Pieraccioni, ha partecipato al programma Aria
Fresca, andato in onda su Video Music alla fine degli anni '90, dove
ironizzava sul suo fisico interpretando un improbabile butta fuori. Ha
collaborato più volte con l’amico Massimo Ceccherini, sia nello
spettacolo teatrale del riadattamento di Pinocchio che nei film
“Lucignolo”, “Faccia da Picasso” e “Tutti all’attacco”, e con Alessandro
Benvenuti in “Benvenuti in casa Gori”, “Zitti e mosca” e “Ritorno a casa
Gori. Da regista invece ha realizzato “Andata e ritorno”, “Cenerentolo”,
“Gli abiti nuovi del Granduca", "La nipote di Barbablù", e "la piccola
Fiammiferaia".
Dal 2002 porta
avanti il suo one man show ”Grande Paci”.
Ore
22.30:Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden
all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.
Ore 23:30:
Suggestivo Spettacolo pirotecnico sul lago di Montelleri.
La Francesca
Landini poi ha suggerito che venisse aggiunto che durante la fiera si
potranno visionare le seguenti mostre. Sullo Strillo non c’era più posto
ma sul sito direi che non ci sono problemi.
-
“Lettera
ad una professoressa 40 anni dopo” – biblioteca comunale (dal lunedì
al venerdi dalle 15 alle 19 – martedì, giovedì, sabato 25 agosto
dalle 9,30-12,30 sabato 1° settembre dalle 9,30/12,30 e dalle 17
alle 23, domenica 2 settembre dalle 17 alle 22,30)
-
Mostra
fotografica “il tempo che fu” –piazzetta don Milani (davanti alla
biblioteca) dal lunedì al venerdi dalle 15 alle 19 – martedì,
giovedì, sabato 25 agosto dalle 9,30-12,30 sabato 1° settembre dalle
9,30/12,30 e dalle 17 alle 23, domenica 2 settembre dalle 17 alle
22,30
-
Museo
d’arte sacra e religiosità popolare (domenica 26 agosto ore 10-12
/15.30-18.30 – sabato 1° settembre dalle 9,30/12,30 e dalle 17 alle
23, domenica 2 settembre dalle 17 alle 22,30
Mostre, Ancona: la collezione Artemisia all'Atelier dell’Arco Amoroso
L’Associazione
Artistica Artemisia accoglie l’invito di Alfredo Trifogli e
Paolo Benvenuti rispettivamente Presidente e Direttore
dell’Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche, per presentare dal
30 agosto al 30 settembre 2007 all'Atelier dell'Arco Amoroso la
collezione di opere della Galleria Artemisia Arte Contemporanea.
L’occasione si pone come un peculiare momento di incontro e riflessione
su due importanti realtà istituzionali. La prima, raccoglie ad Ancona
l’eredità di oltre cinquant’anni di attività espositiva, documentaria e
divulgativa dell’arte contemporanea (dalla ormai storica Galleria
Puccini al Premio Marche), mentre la seconda rappresenta un’importante
realtà territoriale attiva nella valorizzazione dell’esperienza
artistica contemporanea. Le opere, accuratamente scelte dal “vigile
occhio” del collezionista, narrano alcune fra le più importanti ed
accattivanti esperienze artistiche delle Avanguardie del Secondo
Novecento. Dalla Pop Art, all’Arte Concettuale, alla Transavanguardia
fino alle tendenze Anacroniste e Citazioniste, la rassegna costituisce
un vivo “spaccato” e un’importante testimonianza, di un percorso
estetico delle più interessanti esperienze artistiche e culturali del
Ventesimo Secolo. La scelta delle opere acquisite nel tempo dalla
Galleria Artemisia Arte Contemporanea, rivela un indirizzo espositivo
figurativo orientato alla valorizzazione critica di alcuni importanti
movimenti delle Neo avanguardie protagoniste della scena artistica a
partire dagli anni Sessanta e la particolare considerazione espositiva
di alcuni autori come Giorgio Bompadre, Bruno Ceccobelli, Fabio Mauri,
Omar Galliani, o Mario Schifano, oltreché di Claudio Cintoli
e di Bruno d’Arcevia. La Galleria ha comunque trattato fenomeni
espositivi come ad esempio quello delle installazioni, e della
fotografia. Volendo presentare una breve selezione dei più importanti
artisti della collezione della Galleria Artemisia, si citano le seguenti
personalità. Mario Schifano, lucido interprete della Pop, maestro del
dettaglio, decostruisce l’immagine massificata in virulenta energia
cromatica, in scattante e polemico accento visivo. E così nel violento
contrappunto, nel corposo, fluido e penetrante flusso, le sue fotografie
ritoccate appaiono come sorda critica alla società ed al costume, e dal
gesto meccanico, mimetico, è chiara la volontà di esprimere come in
Senza titolo, la gioiosa potenza dell’immaginazione. Gino De
Dominicis pittore, scultore, filosofo ed architetto, anch’egli di
origine anconetana e formazione romana, è una delle più eclettiche ed
interessanti personalità del panorama artistico del Secondo Novecento.
L’impiego di diversi supporti espressivi, non tradisce la volontà di
comunicare con intensità e lirismo, con icastica gestualità il valore
del segno, che si fa pensiero, contemplazione, suggestione, dialogo muto
su temi di grande attualità. Evocativa è l’opera Auronia.
Enzo Cucchi, protagonista di spicco della stagione della
Transavanguardia, artista eccentrico e sperimentatore, si caratterizza
per una poetica di forte impianto narrativo dove una segnica gestualità
si fonde con la volontà di trasmettere, evocare, le eterne energie che
animano le vicende umane; in una cornice dove i valori spazio-temporali
si sposano alla dottrina degli archetipi. Così nell’impiego di supporti
che esaltano i propri, peculiari, caratteri materici, si imprimono con
delicata leggerezza o con dura, profonda concisione come nell’opera
forme vibranti. Quando lavora legno, terriccio o ferro è possibile
leggere una sospirata traccia di ruralismo magico, di intima comunione
con la natura. Omar Galliani è ormai unanimamente considerato uno dei
più insigni artisti contemporanei e vanto della collezione della
Galleria. L’intera sua opera è allusione ad una dimensione irreale,
onirica, frammento di una poetica che dall’ineffabile, dalla controversa
ed epifanica materializzazione estatica della forma, si fa coscienza,
sublime citazione. Nella tecnica resa del soggetto, nella creazione
alchemica, l’errore è metafora, ludica concitazione, stimolo visivo,
come si può osservare dalla serie di opere Puttaparti e Nuovi
Santi. Si fa infine riferimento ad una importante personalità
artistica della Collezione della Galleria che sarà presentata con una
mostra monografica, in occasione della seconda edizione del Premio
Nazionale Artemisia 2007. In Bruno d’Arcevia, si esplica una poetica che
guarda ai modelli classici, di sapore vagamente arcadico, come stimoli
alla teatralizzazione, ad una dimensione plastico-pittorica dalla
solida, incisiva resa scultorea, che si fa vanitas, velato e raffinato,
(a volte ironico), compiacimento espressivo. La narrazione come
nell’opera Incontro di bellezza è dinamica testimone del
gesto, in un’aerea quanto ponderata articolazione formale, frutto di
mitologie nostalgiche e di incredibili, titaniche, apparizioni. Ciò non
toglie che nella collezione siano presenti autori anche occasionalmente
“integrati” secondo una scelta che, basata sulle prerogative di
partenza, è confortata dall’altro aspetto “selettivo”, quello
dell’importanza e del grande valore storico dell’artista. Uno per tutti
Claudio Cintoli, il noto artista marchigiano al quale un giudizio
critico concorde riconosce il merito di essere stato uno tra i maggiori
autori del secondo Novecento. In conclusione si vuole richiamare un’idea
“poetica” di Silvia Cuppini che riguarda la definizione dell’itinerario
collezionistico: un desiderio nascosto, profondo, anima il collezionista
alla “disperata” ricerca della propria identità artistica. E’ lo
specchio di un’emozione, di un ricordo perduto nel tempo, di un attimo
intenso dove l’opera, sublime e tersa condanna, ci richiama alla sua
contemplazione. E, come in un’estasi mistica, ci troviamo attratti ad un
simulacro, ad un’immagine che è rivelazione della mostra memori. Quello
che, però, è fondamentale in questo contesto di acquisizioni, acquisti e
accantonamenti, è che si può parlare solo di percorso, ancor
meglio di collezione in divenire, perché “l’amatore d’arte è
simile all’artista per il quale l’ultima opera in senso cronologico è
quella che riassume il senso della ricerca” (S. Cuppini), ma,
soprattutto, perché la curiosità è strettamente legata al
divenire delle cose, della storia e, quindi, in questo caso, dell’arte
che, della storia del mondo, è una forma di testimonianza e
rappresentazione.
Artisti
presenti nella collezione della Galleria Artemisia con opere uniche o
multipli:
Roberto
Barni, Luigi Bartolini, Davide Benati, Carlo Bertocci, Giorgio Bompadre,
Pierpaolo Calzolai, Bruno Ceccobelli, Claudio Cintoli, Fabrizio Clerici,
Sandro Chia, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Buno D’Arcevia, Tano Festa,
Giosetta Fioroni, Mario Giacomelli, Omar Galliani, Paola Gandolfi,
Osvaldo Licini, Lucia Marcucci, Umberto Mastroianni, Fabio Mauri, Eliseo
Mattiacci, Bruno Munari, Magdalo Mussio, Romano Notari, Luciano Ori,
Giulio Paolini, Mimmo Paladino, Giò Pomodoro, Vettor Pisani, Piero Pizzi
Cannella, Emilio Prini, Concetto Pozzati, Aligi Sassu, Mario Schifano,
Emilio Tadini, Walter Valentini.
orario: tutti
i giorni 10.30 – 12.30 e 17.30 – 20.00
Mostre, Udine: “La Casa dell’Architetto. Idee e progetti per Casa
D’Aronco a Torino (1903-1906)”
Si
è inaugurata il 15 giugno 2007 con grande successo di pubblico, presso
le Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo, la mostra “La Casa
dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino
(1903-1906)”, che resterà aperta al pubblico fino al 14 ottobre 2007.
L’evento, dedicato alla memoria del prof. Marco Pozzetto,
studioso dell’opera daronchiana, da avvio - con il patrocinio della
Regione Friuli Venezia Giulia e Piemonte, e in collaborazione con la
Soprintendenza Archivistica per il Friuli Venezia Giulia e il Comune di
Gemona - al programma di valorizzazione degli archivi di architettura e
design custoditi presso la sede di via Savorgnana. Nel 150º anniversario
della nascita di Raimondo D’Aronco (1857-1932), la Galleria
d’Arte Moderna di Udine presenta una mostra interamente dedicata al
progetto di Casa D’Aronco a Torino, la dimora che l’architetto ideò tra
il 1903 e il 1906 per sé e la propria famiglia, recentemente acquistata
e restaurata dalla Regione Piemonte. L’evento espositivo, a cura di
Roberto Albanese e Anna Damiani, mira a promuovere la miglior
conoscenza del patrimonio archivistico dei Musei udinesi all’interno del
quale il Fondo D’Aronco, donato dagli eredi dell’architetto a
documentare la sua lunga e operosa attività progettuale tra Italia e
Turchia, costituisce una delle presenze più prestigiose. Per l’occasione
sono presentati i disegni di progetto, alcuni dei quali inediti,
concernenti l’edificio torinese (comprensivi sia di tavole di massima
che definitive), ma anche fotografie e documenti d’epoca accompagnati da
una selezione di oggetti e opere d’arte di proprietà di collezionisti
privati che un tempo arredavano Casa D’Aronco e che contribuiscono a
ricostruire l’atmosfera intima e familiare della residenza sita in corso
Sclopis. Un’attenta e significativa selezione di tavole di
progetto, alcune delle quali provenienti dall’Archivio Storico di
Torino, documenta in maniera dettagliata tutte le fasi che hanno
condotto alla realizzazione della dimora, ponendo particolare attenzione
sugli elementi decorativi che la impreziosiscono e che costituiscono la
più autentica cifra stilistica di D’Aronco. All’interno dell’evento
espositivo udinese una parentesi è inoltre dedicata alla produzione
artistica di Rita D’Aronco, figlia dell’architetto, la cui carriera di
illustratrice, stilista e costumista viene ripercorsa attraverso alcuni
bozzetti a tempera. A corredo dell’iniziativa, l’intero progetto di Casa
D’Aronco è stato pubblicato in un Quaderno d’Archivio che fa seguito a
quello già dedicato dalla Gamud nel 2005 a Marcello D’Olivo. Il volume
costituisce un importante strumento per comprendere le vicende
costruttive, biografiche e critiche relative alla palazzina torinese. In
particolare, oltre al saggio di approfondimento di Albanese sulla casa
di via Sclopis, posta a confronto con la residenza ideata alcuni anni
prima da D’Aronco come propria dimora turca, il volume comprende un
saggio di Gabriella Bucco sugli aspetti più prettamente decorativi e di
Stefano Trucco sul restauro pilota che, tra il 2004 e il 2005, ha
interessato una delle facciate della casa. Infine, a cura di Anna
Damiani, un contributo sulla storia archivistica e i criteri di
ordinamento del Fondo introduce l’intera catalogazione dei disegni
concernenti la residenza torinese conservati presso gli Archivi di
Palazzo Morpurgo.
In
concomitanza con l’evento udinese, sabato 16 giugno verrà inoltre
inaugurata presso Palazzo Elti a Gemona la rassegna “Raimondo D’Aronco
l’inquieto ingegno. Architetture da Gemona alle porte dell’Oriente”,
ricca di disegni eseguiti tra il 1883 e il 1924 provenienti dai Musei
udinesi e dagli eredi dell’architetto.
Scheda Mostra:
Titolo:La Casa
dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)
Curatori:
Roberto Albanese, Anna Damiani
Sede: Gallerie del Progetto di Palazzo
Morpurgo, Via Savorgnana, 12 – Udine, Tel 0432.295891/414742,
gamud@comune.udine.it,
www.comune.udine.it
Periodo:15
giugno – 14 ottobre 2007
Orari:da
martedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00, sabato dalle 9.30 alle 12.30 e
dalle 15.00 alle 18.00, festivi dalle 9.30 alle 12.30, visitabile anche
in orario diverso su prenotazione
Gorizia:
settembre musicale nel Parco Coronini
Prosegue
con successo il programma concertistico 2007 nel parco Coronini,
organizzato dalla Fondazione Coronini in collaborazione con la
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Dopo i due concerti curati
dall’Associazione Intermusica, dell’8 e 16 agosto scorsi, i protagonisti
del mese di settembre saranno alcuni importanti gruppi musicali,
coordinati dal Centro Chitarristico “Mauro Giuliani”, e l’Orchestra
Civica di Fiati; quest’ultima si esibirà sabato 22 settembre alle ore
17.00.
Per quanto riguarda il
programma curato dal Centro Chitarristico “Mauro Giuliani”, le date
saranno le seguenti: sabato 1 settembre alle ore 18.00 musiche e
ritmi jazz di latino americano e nord americano tradizionale
Dal Be Bop al Jazz Samba
con il J
and B Jazz Quartet, composto da Giuliano Tull al saxofono,
Axel Boch alla chitarra, Aleksandar Paunovic al contrabbasso e Fabio
Jegher alla batteria. In tale occasione il palazzo Coronini resterà
aperto al pubblico fino alle ore 24.00 con possibilità di visite
accompagnate e guidate ogni ora.
Giovedì 6 settembre alle ore
18.00
spettacolo di musica e
poesia dal titolo
1882-1915. “Il sogno infranto
della Belle Epoque”
con
testi di Michelstaedter,
Ungaretti e
con
Alessandra Marc alla regia e
voce recitante, il soprano Francesca Moretti, il tenore
Salvatore Moretti e Claudio Pio Liviero alla chitarra; sarammo eseguite
musiche di De Visee, Arditi, Gastaldon, Offenbach, Fortea, Llobet e
Liviero.
Giovedì 13 settembre alle ore 18.00
l’orchestra “VENTAGLIO D’ARPE” del Conservatorio “J. Tomadini”
di Udine, composta da ben 17 elementi e diretta da Patrizia Tassini
(unica in Italia per il suo genere), si esibirà in“Tutti
insieme appassionatamente” proponendo
musiche di
Leontovich, Andres, Dvorak, Grieg, Rodgers, Elliott, Leccona, Anonimo,
Bevilacqua.
In caso di maltempo i
concerti si svolgeranno presso l’Auditorium “Biagio Marin” del Liceo
Classico “Dante Alighieri” di Viale XX Settembre 11.
Anghiari
(Arezzo):Il II Festival nazionale Città e Paesi in
racconto. Narratori per diletto
Keith Richards,
Genesis, Patty Pravo, Laura Pausini, Sting, Bob Dylan, Gianni Morandi…
sono solo gli ultimi nomi noti rimasti colpiti dalla voglia di
raccontarsi, di scavare dentro di sé, accomunati al desiderio di
riannodare i fili della propria storia personale, consapevoli
dell’importanza di riuscire ad interrogarsi su se stessi. Nomi famosi,
certo, ma che costituiscono solo la punta di un iceberg formato da una
moltitudine di persone che, dal 31 agosto al 2 settembre prossimo, si
incontreranno ad Anghiari in occasione del II Festival nazionale
Città e Paesi in racconto. Narratori per diletto. Il Festival,
giunto alla II edizione, organizzato dalla Libera Università
dell’Autobiografia, in collaborazione con il comune di Anghiari e
l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con il patrocinio della
Regione Toscana e della provincia di Arezzo, costituisce ormai un
appuntamento importante per il mondo della scrittura. Nei tre giorni del
Festival si danno appuntamento non solo scrittori per diletto -
autori di autobiografie, pubblicate in proprio o da piccole case
editrici – ma case editoriali stesse, oltre a studiosi che si occupano
di infanzia, adolescenza ed età matura e le realtà istituzionali e
territoriali (enti locali, biblioteche, associazioni) che hanno favorito
e promosso ricerche e stampe di opere che valorizzano la memoria:
autobiografie, poesie come ricordo e scrittura di sé, raccolta di
testimonianze e storie di vita, esperienze formative e didattiche. La
manifestazione, ideata come momento pubblico della Libera Università
dell’Autobiografia – che, nel 2008, giungerà al suo decimo anno di
attività formativa e culturale e che costituisce il felice quanto
significativo frutto dell’incontro tra Saverio Tutino, già fondatore
dell’Archivio Diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e Duccio
Demetrio, professore di pedagogia generale e di educazione agli adulti
presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – intende, quindi,
dare visibilità a città, paesi, gruppi e associazioni che si sono
distinti nella valorizzazione del racconto e del ricordo di singoli o di
comunità attraverso varie forme di scrittura e di espressione, per
giungere ad una rappresentazione collettiva della realtà locale anche
attraverso mnemoteche, musei e laboratori della memoria. Verrà
dato, pertanto, rilievo ai narratori per diletto, con
l’intenzione di nobilitare donne, uomini, giovani ed anziani che,
pubblicando i loro testi, sentono in sé vocazioni narrative,
valorizzando la memoria come componente della vita e la scrittura come
supporto indispensabile alla cultura del nostro tempo.
“Il
nostro territorio non è solo ricco di bellezze paesaggistiche, storiche
e artistiche, ma anche di memoria – afferma il Presidente della
Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli.
Per questo è importante che proprio qui nascano esperienze legate
all’autobiografia come quella di Anghiari, nella consapevolezza che
raccontare di se sia anche un modo per parlare non solo della propria
storia, ma anche del proprio territorio e della propria comunità”.
"Il tempo
oggi ha assunto una dimensione molto particolare. Il passato viene
liquidato come qualcosa di inutile e di vecchio, il futuro viene vissuto
come lontano, dai contorni indefinibili: rimane solo il presente,
l'immediatezza dell'attimo che, nel momento stesso in cui viene
enunciato, è già passato" - sottolinea Danilo Bianchi, sindaco di
Anghiari.
"E allora come
costruire la nostra storia? Anghiari, da vari anni, prova a dare la sua
personale risposta a questa domanda: credendo nella costruzione di una
comunità di relazioni. Una comunità capace, quindi, di vedere
nell'individuo - consapevole della propria appartenenza - una grande
risorsa e nella relazione di riconoscimento della diversità dell'altro
il modo per costruire una relazione, ovvero una comunicazione, ovvero
una storia.
La nostra
comunità di Anghiari è molto grata alla Libera Università
dell'Autobiografia per la sensibilità dimostrata e per averci insegnato
a scavare dentro di noi, alla ricerca delle nostre radici, delle origini
e per averci dato il senso della nostra piccola storia che poi, altro
non è, che un granello della grande Storia che chiama ciascuno di noi ad
essere protagonista della sua vita - conclude il sindaco.
“La
narrazione e la scrittura della propria e altrui vita stimola persone a
comporre le pagine del rapporto con se stessi, con la propria famiglia,
con gli eventi della storia, anche e soprattutto locale, con altre
persone restituendo al tempo gli elementi (passato, presente, futuro)
che ne definiscono lo spessore - spiega Stefania Bolletti,
vicepresidente della Libera Università dell’Autobiografia.
“Una
sorta di libro che parte dal soggetto per aprire al collettivo, dal
privato per giungere al politico, le cui pagine vengono scritte dagli
stessi protagonisti in una sorta di dialogo trai soggetti delle diverse
generazioni. In esse è possibile rintracciare, non solo sviluppo
esistenziale di singoli soggetti ma anche le costruzioni sociali e
culturali che hanno costruito l’identità personale e collettiva di noi
come gruppo culturale. Queste storie, apparentemente lontane dai grandi
avvenimenti economico-politico-militari, considerate minori e che i
libri di testo non riportano non sono per questo meno importanti. Sono
le storie che tessono la quotidianità della vita dei paesi e
contribuiscono a trasformarli. Sono i racconti di vita che diventano
testimonianza del passaggio tra ciò che era e ciò che è oggi un luogo,
la sua gente; tra ciò che si è trasformato e mantenuto”.
Conclude
Bolletti, affermando che
“profonde ed importanti sono dunque le immagini dei luoghi, le
esperienze di chi ci ha preceduto al mondo, come pure le nostre;
recuperare una conoscenza della gente e del luogo in cui si vive diviene
allora un modo per conoscere la tradizione come orizzonte che guida la
nostra comprensione del mondo, come elemento che ha contribuito alla
nostra costruzione come persone portatrici di una identità culturale”.
Il tema scelto
per questa seconda edizione è: “I luoghi e le stagioni della vita:
infanzia, giovinezza, età matura e anziana”.
I testi
presentati saranno compresi in quattro sezioni a seconda della tipologia
del testo:
a)
autobiografia in prosa;
b) testi
poetici a sfondo autobiografico;
c) raccolte di
testimonianze biografiche e autobiografiche;
d) esperienze
formative e didattiche.
Tutti i testi
presentati, verranno vagliati dai collaboratori scientifici e dai
consulenti scientifici della Libera Università dell’Autobiografia e,
successivamente, presentati nei vari momenti della manifestazione.
Nel ricco
programma, da segnalare alcuni eventi speciali:
il 31 agosto,
alle 17, Omaggio a Lalla Romano nel centenario della nascita con
Antonio Ria, Duccio Demetrio e Paolo di Paolo;
alle 21,
l’apertura dei Cenacoli letterari sulla filosofia, la poesia, la
psicoanalisi della scrittura, il viaggio.
Sabato 1
settembre, alle 18.30, il popolare cantautore Nanni Svampa presenterà la
sua autobiografia e alle 21 vi sarà uno spettacolo teatrale realizzato
nell’ambito del Progetto La Plata con la Compagnia dei Ricomposti per la
regia di Andrea Merendelli.
Notizie 21.08.2007
La Galleria di Camberra acquista un De
Chirico
La Galleria Nazionale d'Australia in Canberra ha rivelato di aver
acquistato il quadro di Giorgio De Chirico 'La morte di uno spirito'.L'opera
fara' parte della sezione dedicata al surrealismo. Il direttore della
galleria, Ron Radford, non ha voluto rivelare il prezzo di acquisto, ma
ha precisato che l'opera proviene da una collezionista privato in
Belgio, e che l'acquisto e' stato reso possibile da un piccolo gruppo di
anonimi benefattori.
Passeggiando con Cesare Pavese,
Davide Lajolo, Beppe Fenoglio
Itinerari letterari tra Langhe e Monferrato fino a Ottobre 2007
Subbiano (AR), Giorgio Albertazzi il 24 Agosto alla XX edizione di
Pievi e Castelli in musica
Cresce l'attesa per l'ultimo appuntamento della ventesima edizione di
Pievi & Castelli in Musica. Venerdì 24 agosto al Castello di Valenzano (Subbiano,
Arezzo), arriverà Giorgio Albertazzi che, insieme a Anna Maria Castelli,
presenterà Borges in Tango.
Un vero e proprio evento per Arezzo e la sua provincia, uno spettacolo
rappresentato eccezionalmente in data unica italiana per questo anno
2007.
In Borges in Tango, Giorgio Albertazzi ripercorre la vita di Jorge Luis
Borges (uno dei più famosi e influenti scrittori argentini del XX
secolo, dalle cui opere molti musicisti continuano a trarre spunto per
le proprie composizioni), impersonando il poeta stesso e mettendo in
luce le fasi salienti della sua vita. Albertazzi alterna alle poesie di
Borges, le musiche, prevalentemente firmate Astor Piazzolla,
magistralmente interpretate dalla straordinaria voce di Anna Maria
Castelli (vincitrice del Premio Portovenere Donna 2007 e molto amata in
Argentina ma non solo. Ha tenuto moltissimi concerti in tutto il mondo
ed è stata l'unica cantante italiana a partecipare, per ben due volte,
al Montreux Jazz Festival), accompagnata dalle splendide ed intense
sonorità dei Tangoseis.
Venerdì 24 agosto, ore 21.30
SUBBIANO, Castello di Valenzano , "BORGES IN TANGO"
Scritto, diretto ed interpretato da Giorgio Albertazzi
con Giorgio Albertazzi e Anna Maria Castelli
musiche ed arrangiamenti di "Tangoseis"
Biglietti: € 11,00
Info: consiglia di prenotare i biglietti telefonando allo 0575 908040 o
scrivendo a
pieviecastelliinmusica@gmail.com
Ufficio Stampa , Gloria Peruzzi 349 3588645, Francesca Bassani 340
9519438
www.sonorika.com/pieviecastelliinmusica
LUCCA. In mostra nuovi sistemi per attirare turisti
LUNEDÌ, 20 AGOSTO 2007 il Tirreno, Lucca
Alla rassegna “Digital Tecnology” progetti
di aziende di tutta Italia
Paline Bluetooth che informano i turisti su monumenti ed edifici
storici, sistemi di navigazione satellitare che indicano le strade per
raggiungere non solo monumenti o edifici, ma anche parcheggi e hotel.
Sono alcune delle nuove tecnologie che saranno presentate alla rassegna
“Lu.Be.C. Digital Tecnology” che si terrà il 15 e 16 novembre 2007.
La rassegna è la prima in Europa che parlerà delle nuove tecnologie da
utilizzare per la valorizzazione del patrimonio culturale e del
marketing turistico, ed è diretta a tutte le aziende e gli enti pubblici
che operano nel campo dei beni culturali e del turismo.
L’incontro è organizzato dalla “Promo P.A. Fondazione” ed è patrocinato
dal convegno nazionale “Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali” che ha
l’obbiettivo di approfondire le conoscenze generali nei campi
dell’innovazione tecnologica e dell’integrazione fra le diverse risorse
turistiche e culturali.
Il comune di Lucca finanzia l’evento in collaborazione con il ministero
dello sviluppo economico e il ministero dei beni culturali.
L’obbiettivo della manifestazione è di presentare progetti e prodotti
tecnologicamente innovativi, che enti ed aziende hanno creato nel
settore della valorizzazione dei beni culturali. L’incontro offre anche
la possibilità di avvicinare gli enti pubblici alle aziende, nel
tentativo di migliorare le reazioni fra loro.
«I partecipanti proverranno da tutta Italia e appartengono sia al mondo
della pubblica amministrazione che a quello dell’imprenditoria privata.
«Sia i partecipanti che gli espositori sono fra i maggiori esperti
italiani dell’innovazione tecnologica in campo multimediale, digitale,
mobile e documentale - dice Francesca Velani, una delle organizzatrici
della rassegna -. Fra le nuove tecnologie saranno presentati sistemi a
paline Bluetooth che possono essere posizionate vicino luoghi di
interesse culturale e che invieranno direttamente sul cellulare di chi
ne farà richiesta informazioni sul luogo. Altri esempi sono la proposta
della regione Liguria, che ha recentemente messo sul proprio sito web
tutti gli edifici gestiti dalla sovrintendenza; oppure la possibilità di
utilizzare un sistema di comunicazione satellitare che informi i turisti
sui luoghi d’arte della città o più semplicemente sulle strutture
alberghiere e parcheggi. Ma questi sono solo pochi esempi delle
innovazioni che saranno presentate.
«Il nostro obbiettivo è quello di proporre sistemi tecnologici che
possano valorizzare il patrimonio culturale della città. Per
raggiungerlo stiamo organizzando sessioni d’incontro fra enti pubblici
ed aziende, che durante tutto lo svolgimento della manifestazione,
possano permettere un incontro diretto fra la domanda e l’offerta nei
settori dell’innovazione tecnologica».
All’incontro parteciperanno diverse aziende lucchesi: «Gli espositori
dei progetti tecnologici proverranno da tutta Italia e proporranno sia
applicazioni teoriche, che applicazione pratiche realizzate da diversi
enti pubblici sia in Italia che all’estero - continua Velani -.
L’incontro porterà molti vantaggi per il territorio lucchese: le aziende
e le amministrazioni potranno conoscersi in modo diretto e cercare
quindi una migliore collaborazione. In più l’incontro farà conoscere
Lucca e la sua realtà in tutta Italia a organizzazioni e dirigenti di
grandi aziende con cui sarà possibile realizzare collaborazioni, che
sono la base per l’applicazione di nuove tecnologie sul territorio e
quindi di uno sviluppo territoriale che passi per la valorizzazione dei
beni culturali».
Tommaso Paolini
Notizie 20.08.2007
Scoperta tomba etrusca a Civitella Paganico in provincia di Grosseto.
Nascosta dalla vegetazione del bosco una tomba etrusca del periodo
Ellenistico è stata scoperta a Casenovole, piccola località nel comune
di Civitella Paganico, a 45 chilometri da Grosseto. Un ritrovamento
archeologico di grande significato. Sedici le urne cinerarie venute alla
luce, insieme a vasi di bronzo e ceramica e a monete che potranno dirci
con certezza il periodo della sepoltura. L'associazione archeologica «Odysseus»
sta conducendo gli scavi in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni
archeologici di Siena. «E' noto che questa sia una zona di insediamento
etrusco, ma non pensavamo certo di trovarci di fronte a una scoperta
così emozionante. Da questo poggettino ricoperto di alberi - spiega
l'archeologo And rea Marcocci, presidente di Odysseus — si intravedevano
le due pareti laterali di pietra scavata che compongono il dromos, il
corridoio di accesso alla carriera funeraria vera e propria, posta sotto
terra. E in alto, sotto una grande radice, sì scorgeva una cavità. La
gioia più grande, comunque, è stata vedere che tutto era intatto.
L'importanza della sepoltura è stata subito evidente quando abbiamo
trovato i primi reperti nel dromos, perché si tratta di ceramiche e
vasellame di pregio. Le urne in pietra sono tre, di cui una con
decorazione floreale con croce celtica. Le altre sono in terracotta con
coperchio a ciotola». Al loro interno le ceneri dei defunti e frammenti
di ossa.
A 50 metri da questa è stata individuato un'altra tomba che dovrebbe
risalire al 300 A.C.
Notizia
ferragostana? I Bronzi di Riace erano forse tre.
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha appena dato il via
libera a una spedizione scientifica per verificare che cosa c'è sotto i
fondali di Riace.
A 35 anni dal ritrovamento dei due guerrieri greci, avvenuto il 16
agosto 1972 a un centinaio di chilometri da Reggio Calabria si fa largo
l’ipotesi di una terza statua. Il fatto è legato alle scoperte di un
ricercatore di Vibo, Giuseppe Braghò, secondo il quale mancano vari
reperti che erano con i bronzi. Ma soprattutto una foto inedita
mostrerebbe la presenza di una statua diversa da quelle che conosciamo.
Sulla vicenda indaga la magistratura e Braghò ha indicato ai carabinieri
il nome di una persona che all'epoca casualmente avrebbe assistito al
trafigamento di uno scudo e una lancia e che è pronta a testimoniare. Ma
non è tutto, perchè Braghò è venuto in possesso anche delle bobine
registrate con la voce di un uomo che nel 1981 sosteneva di essere stato
il mediatore tra emissari del Getty Museum interessati a reperti
archeologici venuti in possesso di alcuni pescatori.
Il fatto, se fosse vero, sosterrebbe la tesi, peraltro sempre rigettata
dal Getty Museum, che alcuni reperti archeologici legati ai Bronzi di
Riace abbiano preso la via dell'America.
Ogni cosa andrà dimostrata, naturalmente. Ma della storia dei Bronzi di
Riace molte domande sono ancora senza risposta. Perfino il ritrovamento
delle due statue da parte del turista romano Stefano Mariottini, sub
dilettante che trascorreva le vacanze a Riace, fu messo in discussione
da quattro ragazzi del posto che dicevano di averle avvistate per primi.
La storia finì in tribunale e vinse Mariottini.
Secondo gli esperti, le due statue forse facevano parte di un gruppo di
bronzi collocato nella piazza principale di Argo, un monumento agli eroi
che fallirono nella conquista di Tebe, e ai loro figli che riuscirono
poi nell'impresa. Ma che ci facevano i Bronzi nel mare di Calabria?
Gli Uffizi
acquistano da Fabrizio Moretti una tavola del Maestro del Bigallo
appartenuta a Bardini
 |
La Soprintendenza
per i Beni Architettonici di Firenze ha acquistato recentemente
una Vergine cl Bambino del Maestro del Bigallo presso la
galleria Fabrizio Moretti per la somma di 700.000 euro. L’opera
aveva fatto parte della raccolta del famoso antiquario e
collezionista italiano Stefano Bardini (1836-1922) ed era
passata da Christie's Londra nel dicembre 2005 (aggiudicata per
276.000 sterline ). Il Maestro del Bigallo), attivo nella metà
del secolo XIII. |
Una Santa
Martina di Pietro da Cortona acquistata dal LACMA
 |
Il Los Angeles,
County Museum of Art ha recentemente annunciato l'acquisto
grazie ad un finanziamento proveniente da The Ahmanson
Foundation di una Santa Martina di Pietro da Cortona proveniente
da una residenza inglese dove era conservata dal 1840.
Pietro Berrettini era devoto a Santa Martina che raffigurò molte
volte e di cui edificò la Chiesa ai Fori imperiali
Il LACMA, di cui è conservatore Jean-Patrice Marandel. è uno dei
musei americani più attivi per le acquisizioni nel settore dei
dipinti e sculture antiche
Sempre nel settore della pittura italiana e con il contributo
della stessa fondazione nel 2005 aveva acquistato un Cristo e
l’adultera di Gian Domenico Tiepolo. |
Nel
borgo medievale di Longiano (FC) inaugura il 25 agosto una sezione della
mostra “Renato Guttuso.
Diventano così più di sessanta le opere in esposizione tra Longiano e
Ravenna per la mostra dedicata al maestro Renato Guttuso. Si arricchisce
di 26 opere la mostra “Renato Guttuso. La passione della forma” - che
inaugura il 24 agosto a Ravenna – si arricchisce di un nuovo percorso
espositivo allestito negli splendidi spazi della Fondazione “Tito
Balestra” di Longiano.
La mostra “Renato Guttuso: la passione della forma”, che si realizza in
due sedi espositive, tra loro intimamente connesse: il Pala De André e
la Fondazione “Tito Balestra” di Longiano, rende omaggio anche ai
personaggi della nostra terra che lo hanno conosciuto intimamente, come
Tito Balestra, nato nel 1923 e scomparso nel 1976, poeta. Scrive di lui
Guttuso: …- parlava di rado ma sempre in modo conclusivo. Come un
prestigiatore faceva di tanto in tanto apparire dalle pieghe dei suoi
vestiti una stampa di Goya o di Daumier, o un epigramma. Era un uomo
colto e segreto…
Il San
Francesco di Bernardino Mei ritrovato a Seggiano sarà presentato il 18
agosto al pubblico dopo il restauro
 |
Sabato 18 agosto
nel palazzo comunale di Seggiano (GR) il Sindaco
Daniele Rossi, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza per
il
Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle
province di
Siena e Grosseto e il restauratore prof. Andrea Granchi
presenteranno
alla popolazione l’importante e inedito dipinto, recentemente
ritrovato, raffigurante S. Francesco.
L’opera appartenente all’antica Compagnia del Corpus Domini è
stata riscoperta fortuitamente nel 2005 in un oratorio del paese
ed era in cattive condizioni di conservazione.
La tela è stata oggetto tra il 2006 e il 2007 di un complesso
intervento di restauro diretto da Fabio Torchio che ne ha
riportato in evidenza la straordinaria qualità pittorica
consentendo di attribuire la tela riscoperta all’importante
pittore senese Bernardino Mei.
Il restauro è stato condotto a Firenze dallo Studio Granchi di
Giacomo Granchi con la collaborazione tecnica di Andrea Granchi
e Maria Bisi.
L’opera sarà visibile al pubblico dal 18 agosto nei rinnovati
spazi del Centro di Documentazione Permanente destinati alla
costituenda Pinacoteca Civica nel palazzo del Comune di Seggiano.
Sabato 18 agosto alle ore 17
Presso il Centro di Documentazione Permanente del Comune di
Seggiano
Via Trento e Trieste 19, Seggiano (GR)
Tel.: 0564.950925 |
Cortona
prepara la sua 45esima edizione
Mentre mezza Italia sonnecchia al mare
e l’altra metà è già rientrata nella consuetudine metropolitana, c’è una
meta tutta italiana intrigante e très chic per chi è tentato dal
silenzio e raffinati paesaggi. Una Cortona adagiata sulle morbide
colline della Val di Chiana, tra ulivi e vigneti, eccellenti cantine e
splendidi casali e ville rinascimentali annunciate da giardini
appartati, prepara la 45esima edizione della sua Mostra antiquaria.
Più di ottocento pezzi selezionati in arrivo dall’Italia e dall’estero,
da scovare attraversando le stanze di Palazzo Vagnotti: mobili italiani
dal Sei all’Ottocento, dipinti, arredi orientali, argenti, antiquariato
tibetano e cinese, avori e gioielli.
Scheda Tecnica
Palazzo Vagnotti, Piazza Franciolini – CORTONA - 25 agosto – 09
settembre 2007
Inaugurazione - venerdi 24 agosto 2006 ore 18.30
Apertura al pubblico - da sabato 25 agosto sino a domenica 09 settembre
Orari - feriali 10-13 15-20 - sabato e domenica 10-20.
Costo del biglietto - intero euro 8 - ridotto euro 6
biglietto congiunto: 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla
Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia
Etrusca e della Città di Cortona (MAEC).
Numero telefonico della mostra (attivo da sabato 25 agosto)
Info: tel. 0575/630610 - info@cortonantiquaria.com - info@deplano.it
Comitato promotore
Agenzia per il Turismo di Arezzo
Provincia di Arezzo
Comune di Cortona
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Arezzo
Ente Promotore
Agenzia per il Turismo di Arezzo
Piazza Risorgimento 116 Arezzo
Tel 0575/23952 - www.apt.arezzo.it
Comitato Direttivo
Fabrizio Raffaelli (Presidente), Claudio Bucaletti, Liletta Fornasari,
Susanna dilani, Emanuele Rachini, Sergio Tamburi, Furio Velona
Direttore della Mostra - Susanna Dilani- Organizzazione tecnica - De
Plano Consulting
info@deplano.it
Ufficio Stampa - LR Comunicazione Laura Ruggirei- 06/6631305 –
339/4755329 – l.r.comunicazione@libero.it
Sponsor
Banca Popolare di Cortona - Cassa di Risparmio di Firenze
N° espositori: 41
Notizie 06.08.2007
Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a
Palazzo Baldeschi
Dal 3
ottobre 2007 al 6 gennaio 2008 tutti potranno ammirarla,
per la prima volta nella sua veste completa, a Palazzo Baldeschi, la
Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Ed è
proprio alla Fondazione che questa rarissima Collezione appartiene,
frutto di acquisizioni importanti nel corso degli anni, tra cui quella
dei 76 strepitosi pezzi raccolti Paolo Sprovieri, forse il più
attento collezionista del settore, e le meraviglie della Collezione
Frizzi Baccioni. Conclusa l’esposizione a Perugia, la Collezione, in
versione più contenuta, è destinata ad essere presentata in diversi
centri italiani e europei. Complessivamente, a Palazzo Baldeschi
saranno esposti 144 pezzi e l’utilizzo del termine “capolavori” per
descriverli non è improprio: la qualità delle maioliche entrate a far
parte della Collezione è assolutamente altissima. Il cuore della
Raccolta è cinquecentesco; il Cinquecento certo fu il secolo in cui
l’arte della maiolica viene considerata, nelle sue espressioni più alte,
essenzialmente come una forma pittorica. Non mancano però
esemplari quattrocenteschi, in particolare albarelli di produzione
centroitaliana, opere di botteghe di livello. Ma con il nuovo
secolo, a Faenza ma anche in Toscana, in Umbria, a Napoli, nelle Marche
e in altri centri della penisola si sviluppano botteghe che sanno creare
veri capolavori. Anche quei centri di produzione che, come Faenza,
Mentelupo, Deruta, Castelli, riescono a creare manufatti “di massa”,
destinati ad invadere mercati anche lontani, confermano talune
produzioni di qualità e livello altissimo. Basti ammirare i
piatti da pompa di Deruta presenti nella Collezione: grandi piatti
dipinti con profili femminili, scene di caccia o soggetti religiosi che
riecheggiano molto da vicino i modi di Perugino o di Pintoricchio.
Faenza ha certo titolo per essere definita come la “regina delle
ceramiche”, tanto da imporre i propri stili (il bianco di Faenza, o
l’istoriato, appunto). E da Faenza partono, nel ‘500, maestranze che
esportano i loro modelli in tutta Italia contribuendo così a dare non
poco filo da torcere agli esperti impegnati a datare e indicare i loghi
di produzione delle maioliche di questi decenni. Così circa alla
stessa paternità dello stile “istoriato”, tradizionalmente iscritta alla
città di Faenza, c’è chi avanza una diversa primogenitura: sembra
infatti che la consuetudine di ricoprire l’intera superficie di una
maiolica con figure o storie sia nata ad Urbino e lo dimostrerebbe la
datazione di opere magnifiche di questa Collezione. Ovunque la
diffusione di modelli e di storie consentita dall’arte della stampa
stimolò gli artisti della ceramica a riportare sulle loro creazioni i
capolavori di Raffaello o il racconto delle Metamorfosi di Ovidio oppure
ancora, in ossequio ai dettami del Concilio di Trento, scene e soggetti
biblici. Ma fu a Gubbio che l’arte de “lustro” ebbe il suo massimo
protagonista: nessuno, infatti come Mastro Giorgio aveva rivali
nell’applicare il lustro alle ceramiche e la Collezione documenta questo
miracolo della tecnica con numerosi, bellissimi esemplari. La
trasmigrazione dei maestri contaminò utilmente molte città e tra esse la
grande Venezia, contribuendo a creare stili nuovi e di grande eleganza.
Qua e là per l’Italia, intanto, interi piccoli centri si andavano
specializzando nell’arte della maiolica. In mostra si possono ammirar,
ad esempio, esemplari tra i più belli fra quelli prodotti a Castelli,
piccolo centro dell’Abruzzo noto, in particolare, per la preziosità dei
suoi vasi da farmacia.
CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA DEL RINASCIMENTO
La
Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Perugia, Palazzo Baldeschi, 3 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008.
Esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. A
cura di Timothy Wilson e Paola Elisa Sani. Schede di Carola Fiocco,
Gabriella Gherardi, Marino Marini e Claudio Paolinelli.
ingresso libero
Info:
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Tel. 075-5725981
fondazione.pg@infinito.it
San Lauro (Cosenza): momenti di aggregazione per celebrare la “Madonna
del Carmelo”
A San Lauro
caratteristico borgo del cosentino, vicinissimo alla città di San Marco
Argentano e ricadente nel comune di Fagnano Castello, grazie alla ferrea
volontà di un comitato festa denominato “S. Lauro” sono rimasti in vita
ricordi, leggende, folclore, arte e tradizioni gastronomiche di una
comunità assai sensibile e generosa.
Dopo aver celebrato
degnamente la “Madonna del Carmelo”, con manifestazioni religiose e con
iniziative in linea con lo spirito cristiano che hanno coinvolto
l’intera popolazione locale, segnaliamo, per gli amanti della buona
cucina, altri due importanti momenti di aggregazione che si terranno
nella ridente località calabrese: le sagre del cinghiale (lunedì 13
agosto) e delle crepes (martedì 28 agosto).
La festa in onore
della “Madonna del Carmelo”, lo vogliamo ricordare, «è stata animata –
come spiegano gli organizzatori - da un gruppo musicale di stile
etno-popolare che ha accompagnato la
degustazione di piatti tipici e allietato la visita nei vicoli
arricchiti da mostre espositive di quadri e artigianato locale».
La XXI edizione di
Scultori a Brufa. La strada del vino e dell’arte
Promossa ed organizzata dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di Torgiano
e dall'Assessorato alle Attività Culturali della Provincia di Perugia,
in collaborazione con la Regione dell’Umbria e l'Associazione Nazionale
Città del Vino, mercoledì 22 Agosto 2007 - alle 18.30, in Piazza Mancini
del borgo medievale di Brufa si terrà la cerimonia
d’inaugurazione dell’opera permanente “ARA” dello scultore TEODOSIO
MAGNONI, artista invitato in occasione della 21a edizione di “SCULTORI A
BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”. “Ara” è in acciaio corten,
misura cm.570 di lunghezza, cm.350 di larghezza e cm.350 di altezza; lo
spessore delle lamiere è di cm.3. La scultura, appoggiata su una
piattaforma sagomata, a livello del terreno, in cemento, è collocata
nello splendido paesaggio agrario del territorio torgianese, lungo il
crinale collinare, sulla strada che da Brufa porta a Torgiano.Il critico
Enzo Bilardello, curatore del catalogo afferma: “……………Cercherò di essere
minimalista e di attenermi strettamente al dettato delle sculture di
Teodosio Magnoni, uno che impone ai propri lavori la massima concisione
e la ricerca di un’efficacia senza fronzoli. E veniamo alla scultura
appositamente concepita per il luogo di Brufa. Teodosio Magnoni forse
non se n’è accorto, ma le sue parole per individuare il nesso tra opera
e ambiente riproducono il concetto che ha mosso Leopardi per creare
l’Infinito: “Gli spazi di Brufa e la vastità del cielo che li abbraccia
e con essi le colline che vi si aprono, suggeriscono una continua
proiezione oltre il dato reale, aprendosi addirittura a una realtà
cosmica”. Certo, Leopardi ha scritto in un modo insfidabile, ma l’ambito
di Magnoni non sono le parole e il loro senso, peraltro benissimo
espresso, quanto la scultura che si impone per la sua polisemicità. Ara
(2007, acciaio corten, cm 570x350x350) rimanda ad un tumolo di terra, ad
un altare, all’aratro, ad una costellazione, senza essere direttamente
nulla di tutto ciò. Per quanto mi riguarda, ci vedo anche l’idea di un
timone che paradossalmente solca la terra, aggiungendo quindi l’elemento
equoreo a quello della terra e dell’aria. Se l’acciaio venisse dipinto
di rosso si aggiungerebbe il fuoco a contemplare l’evocazione dei
quattro elementi. La scultura poggia su una losanga stirata di cemento
che mi fa pensare ad un aquilone confitto al suolo, accentuando
l’effetto di paradosso di ancorare ciò che deve volare e di far svettare
con leggerezza quanto è pesante e dovrebbe subire la gravità. E’
la natura che snatura la geometria o è questa che impone il suo passo
alla natura? Fatto sta che l’artista s’impone delle regole e poi l’opera
si crea la propria autonomia e vitalità, inventandosi prospettive
inaspettate e sorprendenti; l’oggetto scultoreo si posa al suolo con la
delicatezza di una gigantesca libellula, ma a differenza di questa, è
fatta per durare; la direzione dell’arte attuale va in direzione di
componenti e aspetti futuribili, e questo lavoro invece sa di
primordiale e d’ancestrale, la tendenza è di insinuare inquietudine in
chi guarda e qui siamo indotti in una situazione di pace e pacatezza”.
Di Magnoni, oltre l’opera permanente, fino al 2 Settembre 2007,
presso la sala polivalente comunale a Brufa si può visitare una mostra
con altre sculture e disegni. Teodosio Magnoni nasce a Offanengo (CR)
nel 1934. La sua attività artistica inizia nel 1954 e prosegue
ininterrottamente. Ha tenuto oltre 40 mostre personali in prestigiose
gallerie private e musei pubblici italiani ed esteri; è stato invitato a
numerose mostre di carattere storico e a mostre di tendenza, italiane e
estere, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Sue
opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private in Italia e
all’estero. Ha realizzato opere di grandi dimensioni, tra l’altro per il
Palazzo della Food & Agricolture Organization (FAO) di Roma, quale dono
dello Stato Italiano alla FAO, e per l’Aeroporto Leonardo da Vinci di
Roma. Si sono interessati al suo lavoro critici e studiosi d’arte
contemporanea italiana. Sono stati pubblicati due libri monografici e
numerosissimi articoli sul suo lavoro. E’ presente in importanti studi
storici sull’arte contemporanea italiana. Con le sue opere attua, sin
dall’inizio degli anni ’60, una ricerca sullo spazio assolutamente
originale. “L’operazione di Magnoni inverte il segno dell’intervento,
nel senso che il punto centrale non è dato più dall’occupazione dello
spazio quanto allo svuotamente” (Filiberto Menna, dal catalogo della
mostra personale al Karl Ernst Osthaus musum, Hagen, Germania, 1978).
“Per Magnoni la struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri
entro la definizione dello spazio virtuale: è struttura insomma in
evidenza mentale, e che tuttavia di definisce in un rapporto spaziale
concreto, che non esclude ne annulla la scala umana e dunque è
commisurazione di spazialità praticabile” (Enrico Crispolti dal catalogo
della Biennale di Venezia 1978). Ha collaborato con poeti, tra cui
Alfredo Giuliani, Jacopo Ricciardi e Jesper Sventro. “Scultori a Brufa”
fu ideata nel 1987 dalla comunità di Brufa che, invitando uno scultore
all’anno ad esporre i propri lavori per le strade che dominano i
vigneti e le piazzette del borgo e acquisendo un’opera realizzata
appositamente per il paese, è arrivata alla 21a edizione con grandi
risultati. Oramai, durante tutto l’anno, molti turisti arrivano a Brufa
per visitare le sculture all’aperto in permanenza e per il mondo
dell’arte l’iniziativa è un appuntamento consolidato. Brufa è un piccolo
centro del Comune di Torgiano, sulle cui colline sono situati i vigneti
della prestigiosa produzione enologica torgianese; domina la piana del
Tevere e la pianura di Assisi fino a Foligno. Fa parte della dorsale
Torgiano - Brufa - Miralduolo - Torgiano, dove si sviluppa “La Strada
del Vino e dell’Arte”. In questo paesaggio sono state inserite grandi
sculture di artisti contemporanei (Pierucci, Sforna, Pizzoni, Miniucchi,
Giuman, De Felice, Liberatore, Caruso, Sguanci, Mastroianni, Carroli,
Lorenzetti, Roca-Rey, Carrino, Giuliani, Marotta, Mattiacci, Staccioli,
Trubbiani, Cascella) volute dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di
Torgiano e dalla Provincia di Perugia per creare dei punti di attrazione
per lo sguardo. Il progetto “La Strada del Vino e dell’Arte” è un
percorso ideale all’interno del quale trovano la propria collocazione
strategica i beni e gli eventi culturali già esistenti nel territorio
torgianese, sollecitando inoltre il restauro e la rifunzionalizzazione
dei reperti storici, nel quadro di una rinnovata protezione del
territorio nella sua globalità, attenta alla qualità della vita di chi
lo abita e ai possibili sviluppi di un turismo attento e “intelligente”.
NOTIZIE
UTILI
Sede
dell’installazione di Teodosio Magnoni: strada Brufa – Torgiano,
adiacente al Relais Borgo Brufa
Sede
della mostra di Teodosio Magnoni : Sala polivalente comunale a Brufa
Durata:
dal 22 Agosto al 2 Settembre 2007
Orario:
tutti i giorni dalle 17 alle 24 ingresso gratuito
Informazioni al pubblico: Pro Loco di Brufa, tel. 075 9889208; Comune di
Torgiano, tel. 075 988601; Provincia di Perugia, tel. 075 3681 218 / 405
/ 620
Sponsor: Banca Popolare di Spoleto, Cassa di Risparmio di Foligno,
Gesenu, Metalserbatoi
Concerto di San Lorenzo in Piazza Dante con l’Orchestra Sinfonica di
Grosseto diretta da Franz Anton Krager
Eccezionale
appuntamento con l’Orchestra Sinfonica città di Grosseto per il consueto
ed atteso Concerto di San Lorenzo. Venerdì 10 Agosto infatti, in
occasione della festività del patrono della città, alle ore 21:15, in
Piazza Dante a Grosseto, l’Orchestra si esibirà diretta dal Maestro
Franz
Anton Krager
in un concerto ad ingresso libero dal titolo
“Pops, the March and the Big Band”. L’Orchestra proporrà
per l’occasione l’esecuzione dei brani Broadway Tonight di D. Chase,
The Sound of Music di R. Rodgers, Bugler’s Holiday di L.
Anderson, Pops Hoedown di R. Hayman, West Side Story
selections di L. Bernstein, American Salute di M. Gould,
Entry of the Gladiators di J. Fucik, Superman March di J.
Williams, The Exotic Ellington e Shades of Blue di R. Nelson.
Nel corso della
serata l’Orchestra sinfonica Città di Grosseto verrà premiata delle
autorità con il “Grifone d’Oro”, il massimo riconoscimento grossetano
riservato agli enti o alle personalità che maggiormente si sono distinte
durante l’ultimo anno. Franz Anton Krager, dal suo debutto in
Copenhagen's Tivoli Koncertsalen, a seguito di prestigiosi
riconoscimenti in Concorsi Internazionali per Direttori, Franz Anton
Krager ha diretto le più prestigiose Orchestra nel mondo, tra cui
Leipzig Gewandhaus, Moscow's State Kremlin Palace, Manchester England's
Bridgewater Hall, Sydney Opera House, Amsterdam Congresgebouw, Kazan's
State Philharmonic Hall in Russia, Guadalajara's Degollado Theater e
Sarasota's Van Wezel Performing Arts Hall. La sua presenza in
prestigiosi Festival include Lunatica, Festival Sinfonico, & Scarlino
Castello Music Festivals in Italia, il Lichfield e Aberystwyth
International Arts Festivals in Inghilterra., e il Texas Music Festival
e Interlochen National Music Camp in America. Nel Novembre 2000, Krager
è stato il Direttore Generale e Artistico del “Shostakovich 2000”, un
grande Festival internazionale in occasione del 25 anniversario della
morte del compositore. Il Festival ha radunato moltissimo pubblico
dall’America e da tutta Europa ed è stato recensito dal DSCH Journal
come il più importante evento di Danza, Opera, Musica da camera ed
Orchestrale del mondo, della musica di Shostakovich. Nell’Ottobre 2003,
su invito dell’autorità di Mosca, Krager ha diretto nel Palazzo del
Cremino a Mosca davanti 6500 persone, la Russian State Symphony
Orchestra e Symphonic Cappella con A. Kisseley del Teatro Bolshoi in
occasione del 70 compleanno del grande poeta russo Y. Yevtushenko. Dal
1984 al 1996, Krager è stato Direttore Musicale della Brazos Valley
Symphony Orchestra in Texas, dove ha diretto molti solisti di fama
internazionale. Ha diretto la Houston Symphony, la Russian State
Symphony, la Romanian e Kazan State Philharmonics, la Honolulu e
Florida West Coast Symphonies, la Grosseto Symphony Orchestra (Italia),
la Chetham's Symphony Orchestra ed il Musicfest International Orchestra
(Inghilterra.), la Symphony Orchestra di Berlin, l’Akademisches
Orchester Leipzig, l’Orchestra da Camera di Stratford (dove ha
ricoperto il ruolo di Principale Direttore Ospite nel 2000) e Leamington
(Inghilterra) e il Round Top Festival-Institute. Ha collaborato con
Robert Shaw, William Warfield, Maxim Shostakovich, Marilyn Horne,
Horacio Gutiérrez e Sergei Leiferkus. Krager è Professore di Direzione
d’Orchestra e Direttore d’Orchestra dell’University of Houston Moores
School of Music. Krager è anche Professore ospite alla Kinkaid School,
condirettore dei Virtuosi di Houston e Direttore stabile del Texas Music
Festival.
San Marco
Argentano (Cosenza): Giornate normanne
Venerdì
10 e sabato 11 agosto 2007, nell’ambito della kermesse Estate
sammarchese 2007, organizzata dall’amministrazione comunale di San Marco
Argentano con la collaborazione del Centro internazionale di studi
sull’arte normanno-sveva, si terrà una importante e significativa
iniziativa: Giornate normanne. Di alto profilo il programma di seguito
riportato. Venerdì 10 agosto, alle ore 16.30, nella sala consiliare di
palazzo santa Chiara, sarà illustrato l’evento; alle ore 17.30 sarà
presentato un plastico dell’Abbazia della Matina, realizzato dal maestro
Tonino Ciardullo; alle ore 18.00, si terrà l’atteso convegno sul
tema: La città di San Marco e la Valle del Crati al tempo di Roberto il
Guiscardo. Relazionerà il prof. Pietro Dalena, dell’Università della
Calabria. Alle ore 19.00, nel centro storico – quartieri Capo delle Rose
e Critè: apertura delle botteghe artigiane e degustazione dei prodotti
di antica tradizione. Sono previsti inoltre danze medievali e serate con
menestrelli. Sabato 11 agosto, alle ore 18.00, nel centro storico –
piazza Selvaggi, si celebreranno Le nozze del Guiscardo, rievocazione
storica in costume. Alle ore 20.00, in piazza Riforma, sarà consegnato
il premio Aquila d’oro al presidente della provincia di Cosenza Mario
Oliverio. Presenzieranno i sindaci della Valle dell’Esaro e della
Valle del Crati. Alle ore 20.30 presso la torre normanna, fatta erigere
da Roberto il Guiscardo nell’XI secolo: conclusione del corteo storico
iniziato in piazza Selvaggi e cena medievale.
Eduardo Bruno,
presidente del Centro internazionale di studi sull’arte normanno-sveva,
deus ex machina dell’iniziativa, così spiega le motivazioni dell’evento:
«Il nostro scopo è quello di far rivivere l’epopea normanna nella Valle
dell’Esaro ed in particolare a San Marco, centro operativo di Roberto il
Guiscardo. L’iniziativa mira inoltre alla valorizzazione del patrimonio
storico-artistico e degli usi e costumi che hanno caratterizzato l’epoca
normanna ».
Notizie 03.08.2007
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Mostre, Roma:
Stop&Go per la Notte Bianca
Sabato 8 settembre
2007, a partire dalle 20.00 fino a tarda notte, la galleria Margutta3 e
la galleria Margutta102 inaugurano la mostra collettiva Stop&Go,
a cura di Giorgia Calò e Giorgia Solarino. Come si evince dal
titolo il pubblico è invitato a fermarsi nei due spazi espositivi che in
questa occasione daranno vita ad un unico percorso “pedonale”, per poi
ripartire seguendo l’itinerario stabilito dalla Notte Bianca. Tre
artisti, Fabio Bisonni, dan.rec e Federico Fiorentini,
propongono lavori estremamente cromatici e di chiaro gusto pop che hanno
per oggetto il tema della città: dalle vaste aree urbane ai particolari
che caratterizzano la metropoli contemporanea.
Il percorso espositivo ha
inizio da Margutta3, dove Fabio Bisonni e Federico Fiorentini presentano
nei loro lavori un particolare modo di “vedere” la città. Bisonni
esprime nelle sue tele particolari vedute metropolitane. Famosi edifici
come il gazometro e la stazione, ma anche le rotaie dei tram, i semafori
e gli scorci di vie sono tutti soggetti che l’artista fa rivivere
mediante il suo occhio fotografico e la sua pennellata corposa.
Fiorentini è invece conosciuto come “l’artista delle 500” che lo vede
protagonista nelle interpretazioni della macchina made in Italy più
famosa del mondo, simbolo dello sviluppo urbano.
L’esposizione prosegue
nella galleria Margutta102, che ospita in esclusiva il giovanissimo
artista dan.rec le cui tele espimono un concetto urbano innovativo ed
allegro mediante pennellate pure e precise. Inquadrati in tagli
istantanei, a metà strada tra il grandangolo fotografico e lo storyboard
del fumetto, i suoi lavori “fissano” il movimento urbano in particolari
che identificano le grandi metropoli e che ci vengono restituiti
dall’artista mediante la stesura piatta di colori brillanti o del bianco
e nero assoluto.
La mostra fa
parte della programmazione della Notte Bianca promossa dal Comune di
Roma.
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San Marco Argentano
(Cosenza): la X edizione del premio di pittura
estemporanea
Giovedì 9 agosto
2007 il calendario dell’ “Estate sammarchese 2007”, kermesse organizzata
dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la
collaborazione del centro internazionale di studi sull’arte
normanno-sveva, prevede la celebrazione del premio di pittura
estemporanea, giunto alla X edizione. La tematica scelta è di grande
suggestione (I normanni a San Marco Argentano tra storia e leggenda) e
certamente darà la possibilità di evidenziare storia e bellezze
artistiche dell’antico centro del cosentino. Qualificata la giuria,
presieduta da Francesca Lucà giovane architetto di bellissimo aspetto,
che comprende anche autorevoli esponenti del mondo della cultura.
Citiamo fra gli altri Antonio De Sensi, docente UNICAL (Università della
Calabria), lo storico dell’arte Edvige De Rose e Adele Bonofiglio
della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della
Calabria. Ricordiamo, brevemente, che potranno concorrere all’iniziativa
pittori italiani e stranieri di qualsiasi stile e tendenza. Ad ogni
partecipante sarà consegnato un attestato. I primi classificati (per la
sezione adulti, i primi tre; per la sezione ragazzi e per la sezione
bambini, solo il primo) riceveranno un premio. Le domande di iscrizione
dovranno pervenire all’assessorato alla cultura del comune di San Marco
Argentano entro il 7 agosto prossimo. Le opere dovranno essere
realizzate, tra le ore 8.00 e le ore 17.00 di giovedì 9 agosto, sul tema
sopra citato.
La cerimonia di
premiazione si terrà, giovedì 9 agosto, nella sala consiliare di palazzo
santa Chiara di San Marco Argentano. La manifestazione, curata da
Virginia Mariotti, assessore alla cultura della cittadina normanna,
con il supporto di Patrizia Scarniglia, responsabile settore
affari generali del comune di San Marco Argentano, ha acquistato
autorevolezza e specificità e rappresenta, pertanto, nella rassegna
sammarchese, un importante riferimento culturale e sociale (richiama,
infatti, artisti provenienti da diverse parti della Calabria).
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A settembre la XII
edizione di Milano Film Festival
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Dal 14 al 23
settembre 2007 si terrà la XII edizione di Milano Film Festival. Dieci
giorni di cinema italiano e internazionale, studiato, indagato e
osservato attraverso opere di registi giovani e indipendenti, di
concerti e dj set in piazze e luoghi insospettabili, di momenti di
discussione e di confronto, di nuovi incontri e scambi. Dieci giorni in
cui Milano non sarà più la stessa. Una scelta che funziona. Da dodici
anni. In principio si chiamava Cortometraggio. Era il 1996, una chiesa
sconsacrata a pochi metri dal Piccolo Teatro, un centinaio di persone, 6
video di giovani registi italiani e dibattiti sul cinema. Era la prima
edizione del Milano Film Festival. Oggi, grazie alla passione e alla
dedizione di un gruppo di lavoro sempre più numeroso, grazie al sostegno
delle istituzioni e al supporto di aziende prestigiose che hanno creduto
nel festival e nella sua forza, ma soprattutto grazie al pubblico che
segue la manifestazione con sempre maggior interesse (l'edizione scorsa
ha contato 85.000 presenze, quest'anno si aspettano oltre100.000
persone), Milano Film Festival è diventato un progetto culturale di
ampio respiro, un evento sempre più completo e complesso, sempre più
grande. Un festival che non ha gli ospiti famosi di Venezia, non ha il
budget e i finanziamenti del Festival di Roma, ma che da dodici anni, e
quest'anno più che mai, si pone come terzo polo nel mondo
cinematografico italiano, come valida alternativa ad un sistema molto
spesso autoreferenziale e d'elite.
I luoghi del Milano Film Festival
Il Teatro Strehler, con il suo sagrato rimane il fulcro centrale,
attorno al quale vive e si espande il Milano Film Festival. Ma mai come
quest'anno la "piazza" sarà ricca di luoghi diversi: una zona infopoint,
un'edicola e libreria internazionale, il director's corner, una terrazza
panoramica… Con allestimenti semplici ma d'impatto, utilizzando oggetti
insoliti ma altamente funzionali, la scalinata del teatro e i luoghi
circostanti riscoprono così una nuova funzione, si tramutano da
non-luoghi a punti d'incontro, da zone di passaggio, senza personalità,
a piazze ricche di suoni, luci, colori e vita.
Un'altra novità di quest'anno è piazza del Cannone che sarà come una
"cittadella del cinema": nella strada che divide il Castello Sforzesco
dal Parco Sempione prenderanno forma architetture insolite che diventano
sale di proiezioni, palchi per concerti e dj set live, tende e strutture
in tubi layer che diventeranno aree ristorazione con il bar e la
Trattoria del festival. E poi sala relax con torrette videogiochi,
un'area Amaca Parking e una zona dedicata al benessere fisico... Punto
privilegiato d'osservazione, rialzato rispetto al Parco Sempione, piazza
del Cannone potrebbe diventare anche un enorme platea dalla quale
assistere a un film, magari proiettato su schermi gonfiabili in mezzo al
parco.
Chiunque abbia un letto molto grande, una stanza non utilizzata, un
divano mediamente comodo o un sottoscala areato può ospitare chi
arriverà a Milano nei giorni del festival. Con bed sharing il Milano
Film Festival entra nelle case di tutta la città: attraverso un sito
internet (
www.bedsharing.org) sarà possibile mettere in contatto registi,
attori e appassionati di cinema che cercano una sistemazione a Milano,
con i cittadini milanesi che offrono ospitalità. La Casa dei registi
invece sta cercando una nuova location. Un progetto insolito, una
casa-ostello temporanea allestita per dare una valida risposta al
problema dell'ospitalità a chi arriva a Milano e non riesce a trovare
una sistemazione canonica. Dopo le Ex-Cartiere Binda, dopo Assab One e
Baseb (diventate oggi location per eventi d'arte, di design e di
spettacolo), quale sarà il recapito di quest'anno?
Qualche curiosità sui film
Sono 2573 le opere iscritte al Milano Film Festival. I film arrivati
sono lungometraggi, cortometraggi, documentari,
mockumentary, biografie, opere di videoarte, opere di
videodanza, videoclip, film d'animazione. La commissione
selezionatrice è al lavoro e a breve sarà resa pubblica
la selezione dei lungometraggi e cortometraggi 2007.
Intanto: la maggior parte dei registi sono uomini, quasi
il 70%; 102 i paesi di provenienza delle opere iscritte,
fra cui il Burkina Faso, l'Iran, il Bangladesh, le
Bahamas, il Qatar, l'Uzbekistan e la Palestina; 2 film
provengono da Macao, ex colonia portoghese considerando
i paesi di provenienza dei cortometraggi, il primo posto
spetta all'Italia, seguita da Regno Unito e Germania; 55
cortometraggi invece provengono dall'Iran; fra i
lungometraggi il primato resta all'Italia, gli Stati
Uniti conquistano il secondo posto, mentre la medaglia
di bronzo spetta, a parimerito, a Francia e Germania; 11
lungometraggi provengono dall'India; il regista più
anziano ha 85 anni; il regista più giovane ha 15 anni;
un regista coreano e uno americano diverranno
maggiorenni nei giorni del festival; il film più lungo è
un documentario inglese di 199 minuti, mentre 27
cortometraggi durano 1 minuto; 20 film hanno la parola "death"
nel titolo, tra questi un israeliano, un tailandese e
due statunitensi; 40 film hanno la parola "love" nel
titolo, tra questi tre italiani, un iraniano e due
malesi nell'archivio delle copie inviate per la
pre-selezione, soltanto 5 le videocassette, a
dimostrazione dello strapotere assoluto del dvd come formato prediletto dai registi.
Massa
Carrara: Ultima settimana per Lunatica 2007
Ultima
settimana per LUNATICA 2007, il festival di musica, prosa e danza,
promosso, ideato e organizzato dalla Provincia di Massa-Carrara, che ha
allestito i suoi palcoscenici tra le cave di marmo, nelle grotte, nelle
piazze, nei borghi e nei castelli, nei palazzi, nei loggiati e nei
musei. Giunta alla sua tredicesima edizione, anche quest’anno Lunatica
ha coinvolto quasi tutti i comuni della provincia. Lunedì 6 agosto si
riparte con la musica: al Museo della Resistenza di Fosdinovo si terrà
il concerto degli YO YO MUNDI che dedicheranno la serata al
grande poeta Paolo Bertolani scomparso di recente; mentre martedì 7, a
Carrara, nel Parco Padula, ancora musica con il concerto di NADA, che
porta in tourneè il lavoro dell’ultimo anno, nato sulle colline
maremmane dove vive. Gli appuntamenti musicali si chiudono il 9 agosto
con il blues degli SLOW FEET, formazione che attinge i suoi elementi da
PFM e New Trolls, in Piazza Italia a Bagnone. Per gli spettacoli
teatrali sono stati scelti alcuni tra i castelli più belli della
Lunigiana: nella Fortezza Brunella di Aulla sarà allestita una
particolare lettura dell’Enrico IV di Pirandello (8 agosto), nel
Castello Malaspina di Massa, la Compagnia Teatro di Castalia terrà la
prima nazionale di Giulio Cybo Malaspina di Ubaldo Bellugi
(11 agosto) - entrambe le pièce si devono alla cura e alla regia di
Andrea Battistini -, mentre il Castello di Lusuolo, sede del museo
sull’emigrazione, ospiterà una particolarissima lettura dell’Odissea,
realizzata insieme da Mario Perrotta e i Têtes de Bois (12
agosto). Sempre in prima nazionale, il 10 agosto, il suggestivo recital
di Giovanni Lindo Ferretti, Il Suono del distacco di Franco Rossi,
realizzato nelle suggestive stanze di marmo color ghiaccio dentro la
cava del Ravaccione, luogo nel quale il pubblico viene condotto
attraverso un tunnel rugoso. Pino Castagna, Sei Sculture per Lunatica.
Ancora fino al 10 agosto è possibile vedere il lavoro che Pino Castagna
ha realizzato per questa edizione di Lunatica. Le sculture sono
installate a
Bagnone, a
Pontremoli, al
Castello di Lusuolo,
al Castello di Malgrate, ad Aulla, e infine a Fosdinovo; e la forza
spaziale della sua scultura sta proprio reggere il confronto con
l’ambiente, e in questa mostra che lo porta a peregrinare per le varie
stazioni di Lunatica.
Lunedì 6 agosto -
FOSDINOVO - Museo della Resistenza; Lunatica 2007 in collaborazione con
Ass.ne Archivi della Resistenza Fino al cuore della rivolta presenta YO
YO MUNDI in concerto - Ingresso gratuito
Martedì 7 agosto -
CARRARA - Parco Padula; Lunatica 2007 in collaborazione con Urla Padula
Festival presentano NADA in concerto - Ingresso: € 10,00
Mercoledì 8 agosto
- AULLA - Fortezza La Brunella, Teatro di Castalia presenta ENRICO IV -
Di Luigi Pirandello, Adattamento e Regia: Andrea Battistini bus navetta
gratuito a partire dalle ore 20.00 da Piazza del Comune, Aulla -
Ingresso: € 10,00
Giovedì 9 agosto -
BAGNONE - Piazza Italia - SLOW FEET - PAOLO BONFANTI: Chitarra e voce
solista - VITTORIO DE SCALZI (New Trolls): Tastiere e voce - FRANZ DI
CIOCCIO (PFM): Batteria e voce - REINHOLD KOHL : Basso - LUCIO FABRI (PFM):
violino, chitarra e tastiere - Ingresso gratuito
Venerdì 10 agosto -
CARRARA - Cava in galleria Ravaccione - PRODUZIONE LUNATICA 2007 - IL
SUONO DEL DISTACCO; Lettore e cantante; GIOVANNI LINDO FERRETTI;
Musicisti: MASSIMO FANTONI, FABRIZIO BERTONE, GIULIO ROSSI; Regia:
Franco Rossi; bus navetta gratuito a partire dalle ore 20.00 dal
capolinea CAT Piazza Ospedale di Carrara - Ingresso: € 10,00
Sabato 11 agosto -
MASSA - Castello Malaspina - PRIMA NAZIONALE; Teatro di Castalia -
GIULIO CYBO MALASPINA Di Ubaldo Bellugi; Adattamento e Regia di Andrea
Battistini; Elaborazione Musicale di Paolo Cillerai - Ingresso: € 10,00
Domenica 12 agosto
- LUSUOLO - MARIO PERROTTA & TETES DE BOIS - ODISSEA - In scena Mario
Perrotta e Andrea Satta, intorno i Têtes de Bois, tutti insieme nel
viaggio e nel racconto - Ingresso: € 10,00
INFO: numero verde
800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063
Palermo: Franco
Battiato al Teatro di Verdura
FRANCO BATTIATO
apre domenica alle 21,30 il nuovo Verdura TeatroMusic. Un concerto che
raggruppa rock, grunge, archi e voci. Quattro ragazze sarde tra grunge e
metal, un trio rock, un quartetto d’archi e i fidi Carlo Guaitoli
al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere: il concerto di
Franco Battiato è un evento live che dedica tributi alle sonorità
più diverse, proponendosi come un live spettacolare a tutto tondo. Ad
accompagnare il cantautore di Riposto nel nuovo tour “Il vuoto” saranno
infatti, oltre all’inseparabile Manlio Sgalambro, anche il Nuovo
Quartetto Italiano (Alessandro Simoncini – primo violino,
Luigi Mazza – secondo violino, Demetrio Comuzzi – viola,
Luca Simoncini – violoncello), gli FSC (Davide Ferrario
– voce e chitarra, Stefano Spallanzani – basso, Andrea Polato
– batteria) e le quattro MaB (Lisa Dply – chitarra e cori,
Marina – chitarra e cori, Psycho Jeremy – voce e basso,
Jessica – batteria). Un concerto che si annuncia memorabile e che sta
riscuotendo successo in tutta Italia: la tournée siciliana di Franco
Battiato approda domenica 5 agosto alle 21,30 a Palermo dove apre il
VerduraTeatroMusic, nuovo festival ospitato al Teatro di Verdura,
organizzato da Agave e Live Spettacoli in collaborazione con il Comune.
Franco Battiato
proporrà molti brani di “Il Vuoto”, album felicemente riuscito,
circolare, in cui prospettive e dimensioni si confondono in un tutto
unico: ma ci sarà spazio anche per tanti pezzi storici, dagli esordi del
cantautore ad oggi, una sorta di viaggio antologico, tra emozioni
dimesse e rock autentico. Anche per questo Battiato ha voluto sul palco
gli FSC, il trio rock che dall’uscita di “Dieci Stratagemmi” lo segue in
tournée, e le MaB, formazione femminile, italiana ma trapiantata a
Londra, già invitata a partecipare alle sessioni dello stesso disco e al
suo nuovo film. A permettere l’incontro fra le ragazze sardo-londinesi e
il cantautore italiano, un album tributo a Giuni Russo cui
entrambi parteciparono. Le MaB sono quattro ragazze sarde, (Lisa Dply,
chitarra e cori; Marina, chitarra e cori; Psycho Jeremy, voce e basso;
Jessica, batteria) con una cultura musicale impregnata di rock spesso ed
elettrico, dal grunge al trash metal, che negli anni hanno saputo
ricavare una propria personalissima formula musicale, ricercata e
profonda, che le ha portate a riprendere in mano i tasselli del dark
degli anni ’80, dai Joy Division ai Cure, come Bauhaus e Sisters Of
Mercy. Non a caso la critica specializzata, inglese come italiana, si è
affrettata a sperticarsi in lodi nei loro confronti, definendo il loro
suono come New Dark. Decay, al momento pubblicato soltanto in
Inghilterra, è il loro ultimo disco.
Biglietti: 57,50
euro (I settore) - 46,50 euro (II settore) – 34,50 euro (gradinata)
Prevendita:
circuito BoxOffice. Info: 091335566.
Notizie 02.08.2007
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Mostre, Ravenna:
Critica in Arte al MAR
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Dopo la rassegna
quinquennale no border, curata da Claudio Spadoni, Maria Rita
Bentini e Serena Simoni, il MAR propone una serie di eventi dedicati
a giovani artisti scelti da giovani curatori. Il progetto dal titolo
Critica in Arte intende infatti avere una valenza "militante" e
promuovere quattro appuntamenti autunnali, a cadenza mensile, durante i
quali un giovane critico presenta il lavoro di un giovane artista in una
mostra monografica allestita negli spazi al pianoterra del MAR. Critica
in Arte vuole far luce sulle nuove identità della critica attualmente
attiva in Italia e dedita espressamente alle espressioni artistiche
delle ultime generazioni. Coordinati da Claudio Spadoni, direttore del
MAR, sono stati invitati a partecipare al progetto Andrea Bruciati,
direttore della Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone, Claudia
Casali, curatore del MAR, Daniela Lotta, curatrice del Museo
Carlo Zauli di Faenza e Chiara Pilati, curatrice del Premio
Manara. Ciascun evento
sarà accompagnato da una piccola monografia, presentata dall'artista e
dal critico il giorno stesso dell'inaugurazione. I quattro cataloghi
saranno poi riuniti in un unico cofanetto. Il primo appuntamento in
calendario sarà venerdì 5 ottobre alle ore 18.00: Daniela
Lotta presenta David Casini. A seguire, sabato 3 novembre,
sempre alle ore 18.00, il lavoro di Silvia Camporesi sarà
presentato da Claudia Casali. Giovedì 6 dicembre ore
18.00, Chiara Pilati presenta Sara Rossi. Infine,
sabato 12 gennaio 2008 ore 18.00, Andrea Bruciati presenta il
lavoro di Ivan Malerba.
SCHEDA TECNICA
Il progetto:.
Critica in Arte intende avere una valenza "militante" e promuovere
quattro appuntamenti autunnali, a cadenza mensile, durante i quali un
giovane critico presenta il lavoro di un giovane artista in una piccola
mostra monografica allestita negli spazi del MAR. Critica in Arte vuole
far luce sulle interessanti forme di critica attualmente presenti in
Italia e dedicate espressamente alla giovane arte.
Sede: Mar-Museo
d’Arte della Città, via di Roma 13 - Ravenna
Periodo:
Ravenna, ottobre2007 – febbraio 2008
Inaugurazioni:
venerdì 5 ottobre 2007 ore 18.00; sabato 3 novembre 2007 ore 18.00;
giovedì 6 dicembre ore 18.00; sabato 12 gennaio ore 18.00
Conferenze
stampa: venerdì 5 ottobre 2007 ore 11.00; sabato 3 novembre 2007 ore
11.00; giovedì 6 dicembre ore 11.00; sabato 12 gennaio ore 11.00
Ideazione del
progetto: Claudio Spadoni
Appuntamenti :
5 ottobre – 28 ottobre 2007, David Casini, a cura di Daniela Lotta; 3
novembre - 2 dicembre 2007, Silvia Camporesi, a cura di Claudia Casali;
6 dicembre 2007 - 6 gennaio 2008, Sara Rossi, a cura di Chiara Pilati;
12 gennaio - 3 febbraio 2008, Ivan Malerba, a cura di Andrea Bruciati
Ente
organizzatore: Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna
Sponsor
ufficiale: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Orari: martedì,
giovedì, venerdì e sabato 9.00 – 13.30/ 15.00 – 18.00,
mercoledì 9.00
–13.30, domenica 10.00 – 17.00, lunedì: chiuso
Ingresso: libero
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Mostre, Gorizia: una
preziosa collezione di pizzi e merletti a Palazzo
Coronini Cronberg
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Dal 14 settembre al
30 novembre 2007 nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, saranno
esposti bordure, colletti, jabot, cuffiette, polsini e fazzoletti,
tutti di pregevole fattura realizzati fra il XVII e l’inizio del XX
secolo. In tutto 78 manufatti, prescelti con la consulenza
tecnica della Scuola Merletti di Gorizia, fra i pezzi di una delle
collezioni più ricche lasciate in eredità dal conte Guglielmo Coronini
Cronberg. Un panorama completo delle diverse tipologie di merletti che
costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare tradizione
artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli.
Nelle
Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, infatti, saranno esposti
pizzi veneziani con raffinati effetti a rilievo e pizzi milanesi dalla
caratteristica lavorazione a nastrino; pregiati merletti di Bruxelles,
nelle varianti antiche e in quelle suntuose denominate “Duchesse”
prodotte a metà del XIX secolo a Bruges; delicati pizzi in seta nera
Chantilly, la lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla duchessa di
Longueville Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny e
sorprendenti Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie
esagonali con fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche
l’esemplare più importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo
Coronini”, una splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque
metri e alta sessanta centimetri con motivi floreali eseguiti ad ago a
lavorazione fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto
Sedan e punto quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio
di famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 da alcune città
di Francia al Vaticano, probabilmente come omaggio al Pontefice
Benedetto XIV . La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel
1912 tramite l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del
conte Eduard Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov
e zio materno del conte Guglielmo Coronini.
Orari: da
martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10
alle 13 e dalle 15 alle 20
Info: segreteria
Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle 14) tel.
0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail
info@coronini.it, sito web
www.coronini.it
"Nascerai artista
da Terni a Madrid"
L'Accademia di
Belle Arti di Terni ha ideato, in collaborazione con l'Academia Taller
de Prado di Madrid, un nuovo Progetto europeo per valorizzare le singole
realtà, il patrimonio culturale, le tradizioni, espressione di identità
territoriale. Queste singole identità collegandosi tra di loro,
riscoprono la ricca trama di legami storico-culturali che unisce
l'intera Europa. L'evento "Nascerai artista da Terni a Madrid" si
inserisce nel contesto delle "Giornate Europee del Patrimonio 2007"
organizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i
prossimi 29 e 30 Settembre. Lo slogan di quest'anno "Cultura e
patrimonio: una strada verso l'Europa".
L'obiettivo di questo importante
e prestigioso appuntamento quello di incentivare e rafforzare il dialogo
e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei valorizzando i
contenuti della cultura e del patrimonio. Partendo da questo concept,
l'Accademia di Belle Arti di Terni e quella di Madrid intendono
riscoprire, sulla base delle rispettive percezioni culturali, le radici
secolari dei vincoli esistenti tra Spagna e Italia. L'eccezionale
similitudine dei rispettivi metodi didattici e, addirittura la
somiglianza della struttura scolastica, hanno generato un'insolita
curiosità che ha portato i due Direttori delle Accademie, Il maestro
Igor Borozan e il dott. Francisco Molina Montero, ad
intraprendere con entusiasmo questo percorso alla scoperta di un
linguaggio comune, fluido, eclettico. "Nascerai artista da Terni a
Madrid", non una partita ne tanto meno una gara, anzi, l'incontro
straordinario di un gruppo di artisti lontani e "vicini", dal cuore
dell'Italia al cuore della Spagna e non soltanto per posizione
geografica, che vede le due realtà situate proprio al centro dei due
Paesi. Ci piace pensare che si aperta una nuova via tra la nostra città
umbra e una capitale, quale Madrid, due realtà sicuramente diverse. "Via
est vita" usavano dire i Latini, ossia la strada la vita. "Nascerai
artista da Terni a Madrid" sarà infatti un sito concepito come una vera
e propria strada, una realtà multietnica di uomini in viaggio, un'
imponente esposizione virtuale di opere di artisti italiani, spagnoli e
non solo. Un dialogo interculturale tra professionisti che si incontrano
e si confrontano sul piano artistico scambiando e riscoprendo affinità e
diversità. L'arte diventa, in tal modo, il pi importante veicolo per
diffondere la conoscenza: un ponte tra individualità ed universalità,
tra passato e futuro. La mostra sarà visibile a partire dal prossimo 29
Settembre sui siti
www.italianartschool.it e
www.academia.tellerdelprado.com. Il viaggio continua...
ACCADEMIA DI BELLE
ARTI-INTERNATIONAL ART SCHOOL - Corso Tacito n20 Terni - Tel 0744 431918
-
info@italianartschool.it
Massa Carrara: Taranta
Lunatica
Sabato
4 agosto, nel cuore del Parco delle Alpi Apuane, tra le colline di una
Lunigiana misteriosa, ombrosa, lunare, arriva TARANTA LUNATICA.
L’esorcismo musicale salentino sbarca a LUNATICA, il festival di musica,
teatro e danza che da 13 anni anima le estati in Lunigiana, per una
produzione originale “site specific”, a misura del luogo che l’accoglie,
ideata e curata da Carlo Infante con teatron.org
(www.performingmedia.org). Sabato prossimo, per i viottoli di Equi
Terme, un borgo a strapiombo sulla spaccatura nella roccia del Pizzo
d'Uccello, a partire dalle 20,30 si avvierà la ricerca della “taranta
lunatica”, evocando il ragno che leggende e credenze popolari credono
capace di indurre con il morso uno stato di alterazione ed eccitazione
che solo la musica e la danza possono guarire. Alle 20.30, con partenza
dall’Albergo delle Terme di Equi, avrà inizio un percorso radioguidato
alla ricerca della taranta lunatica che confluirà nella Piazza delle
Terme per il concerto finale di musiche mediterranee dei MASCARIMIRI’,
l’esperienza più innovativa e contaminata del festival salentino Notte
della Taranta (storica la collaborazione con i Buena Vista Social Club
nell’edizione 2006). Lungo il percorso ogni spettatore avrà una propria
radiolina con cuffia (sintonizzata su una frequenza particolare da cui
trasmettono i performer con radio-microfoni), muovendosi tra le vie del
borgo, dentro le grotte e poi lungo le acque del Lucido, il fiume che dà
il nome alla valle e altre acque di sorgenti sulfuree. L’azione di
performing media della Koinè si svolge come una vera e propria
trasmissione radiofonica in diretta, giocata, agita dagli spettatori in
ascolto e in movimento lungo un itinerario che tappa per tappa offrirà
apparizioni, ritualità dionisiache,storie e leggende lunigiane. Alla
fine verrà avvistata la taranta, nelle spoglie di una misteriosa ragazza
danzante e cantante, e gli spettatori-cercatori di taranta, dopo una
degustazione teatralizzata di vino, lardo e pane di marocca (il tipico
pane di farina di castagne della Lunigiana) approderanno danzanti al
palco dove si terrà il concerto. Ad aprire saranno i Movimento Unico
Sud, e poi i salentini MASCARIMIRI’ che offriranno con il ritmo
frenetico della loro pizzica contaminata l’occasione di una serata
liberatoria con la danza-trance di una taranta senza confini, non solo
salentina, anche lunatica. Gli spettatori che desiderano partecipare
all’attività di laboratorio per l’azione di performing media della Koinè
che si svolgerà dalle ore 16 in poi possono contattare il 3393669717.
LA
PARTECIPAZIONE ALLA SERATA E’ GRATUITA
INFO:
numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063
MASCARIMIRì
Claudio “Cavallo” Gianotti : tamburi a cornice, fiati, voce;
Gianluca “Zimpiti” Longo: mandola “effettata”; Cosimo Giagnotti:
tambureddhru, chitarra acustica, voce; Alberto Stefanizzi
batteria percussiva
Nasce nel '97 dalla collaborazione di alcuni elementi del gruppo "Terra
de Menzu", gruppo storico di ricerca musicale del Salento. Con
Mascarimirì il lavoro prosegue: pizzica, canti di lotta, d'amore, di
lavoro, ma, in più, inizia una significativa apertura alle
contaminazioni sonore partendo dalle terre più vicine per sonorità e
tradizioni fino a quelle più distanti. Una buona chiave per capire i
Mascarimirì è ripercorrere il filo delle loro numerose collaborazioni.
Si comincia dai musicisti della regione Vesuviana, come Daniele Sepe,
Cristina Vetrone, Marcello Vitale Eugenio Bennato A.sur.D, O'Lione ,
Compagnia della Tammorra. Poi l'apertura al teatro con la partecipazione
a spettacoli del Centro Teatrale Astragali, e l'esperienza etno-jazz coi
Calixto; l'incontro musicale coi paesi dall'altra sponda dell'Adriatico
come l'Albania e la Grecia, e lo studio delle tradizioni come quella
Araba e Africana grazie all'incontro con il Berbero Al Noujoum, insieme
con Pierangelo Colucci. Ma forse le esperienze che più hanno lasciato il
segno derivano dallo scambio coi gruppi marsigliesi Dupain e Gacha
Empega e l'incontro con la solarità della musica Reggae e HipHop, con la
collaborazione con i Sud Sound System. Coi Mascarimirì la pizzica
tradizionale cambia aspetto manifestando una naturale inclinazione ai
tempi e alle timbrica della musica tecno, inaugurando un percorso
musicale nuovo, o, come viene definito dagli stessi musicisti, "tradinnovativo".
Il gruppo partecipa al festival NOTTE DELLA TARANTA, in ben 7 edizioni
presentando progetti sia per il festival che per il concertone finale,
tra cui citiamo: "Occitanica salentina " con i Dupain (2000) e "Nuevoflamencodub"(2001)
con l'asturiano Xuacu Amiev, l'occitano Manù Theron e i salentini Crifiu.
Nell’edizione 2006 la storica collaborazione con il gruppo cubano Buena
Vista Social Club. Il 2004 è l'anno di FESTA, disco prodotto da RADIO
POPOLARE che continua il percorso di apertura dei confini musicali e che
si traduce in un live inedito ed originale in cui le sonorità
trad-innovative si mescolano ad una scenografia teatrale legata ai
simboli del salento, come le luminarie tipiche delle feste paesane
salentine dedicate ai santi patroni. Triciu è il titolo del nuovo lavoro
discografico (aprile 2006) sempre con la collaborazione di Radio
Popolare/Sensibile Records, che tratta del rione di Muro Leccese dove i
Mascarimirì sono nati.
KOINE’
E’
un’alchimia sottile quella che caratterizza la ricerca della Koinè
(www.database.it/koine/koine.htm ), un gruppo di artisti e pensatori
emiliani che dagli anni ottanta lavora con teatro e multimedialità, dai
tempi del Festival Scenari dell’Immateriale di Narni, dove è nato quel
videoteatro che li vide protagonisti raffinati. Un salto di qualità lo
faranno poi incontrando il Pensiero Ecologico e in particolare di quell’”Ecologia
della Mente” di Bateson a cui è ispirata una loro performance del 2000
coprodotta con Greenpeace. Per tutti gli anni novanta avevano realizzato
azioni di trekking teatrale per i Parchi Nazionali con il costante
sostegno dell’Assessorato Agricoltura, Ambiente e Sviluppo sostenibile
della Regione Emilia Romagna e di molti altri enti connessi alle culture
e colture biologiche, operando più con gli addetti all’Agricoltura che
con quelli alla Cultura… Il format che li contraddistingue maggiormente
è quello del performing media di ecologia teatrale centrato sull’uso
dell’ascolto in cuffia che li ha visti più volte protagonisti al Salone
del Gusto di Torino. E’interessante perché stabilisce un equilibrio tra
la dimensione artificiale delle soluzioni elettroniche (il sistema
d’ascolto in cuffia e la regia multimediale con i laptop) con quella
naturale dalla percezione dei propri sensi alla degustazione vera di
prodotti biologici. E’ un equilibrio decisivo per proiettare
l’evoluzione tecnologica verso memorie di tradizione popolare, verso
paesaggi e culture materiali. In passato la Koinè ha realizzato
Agriculture. Racconti mitici sui prodotti tipici del Trentino: un
happening distribuito in otto località, invitando centinaia di
spettatori a vagare per piccoli centri storici di alcune cittadine
“ladine” o per gli alpeggi in altezza. Tour “teleguidati” da un sistema
d’ascolto in cuffia di una radio “da campo” gestita magistralmente nel
pilotare gli escursionisti teatrali nella degustazione sia della qualità
sia della sostenibilità ecologica dei processi produttivi che portano al
vino, alle mele, alle trote, ai distillati, alle carni stagionate, alla
farina di mais, ai frutti di bosco, alle verdure e ai formaggi.
L’utilizzo di queste tecnologie radiofoniche in modulazione di frequenza
è di una straordinaria versatilità visto che permettono una conduzione
in diretta dei percorsi (come quelli realizzati all’Abbazia di Fiastra
per un progetto dell’Università di Macerata dove gli spettatori
raccoglievano e mangiavano gelsi mentre il monaco che li aveva piantati
faceva, in cuffia, l’elegia delle more bianche e nere…). Prende così
forma un’inedita drammaturgia dell'interattività capace di pensare ed
organizzare il percorso basato sull’emozioni e le reazioni degli
spettatori.
Eugenio Riotto al Parco di Pinocchio a
Collodi
Dal
3 agosto fino al 16 settembre 2007 si svolgerà una mostra di sculture di
Eugenio Riotto al Giardino Garzoni e al Parco di Pinocchio a
Collodi, in provincia di Pistoia. Saranno esposte sculture monumentali
in bronzo dipinto e in terracotta, alcune delle quali sono state
dedicate espressamente alla storia di Pinocchio e ai suoi personaggi,
che si ritrovano anche in una serie di bassorilievi che arricchiscono la
mostra di Riotto. Il Giardino Garzoni che si
apre come uno stupendo teatro, con giochi e trionfi d'acqua e vasche
grandi e stellate, esprime i grandi ideali post-rinascimentali, con le
rigorose strutture geometriche stemperate dal verde, dagli elementi
comici, epici e fantastici di statue, mascheroni e fontane. Nel Giardino
hanno fissa dimora scoiattoli, cigni bianchi e neri, anatre dai colori
bellissimi, pavoni e gru.
Il
Parco di Pinocchio è aperto tutti i giorni dalle ore 9 al tramonto.
Sculture, mosaici, edifici di grandi artisti e architetti, immersi nel
verde, rievocano in un percorso a sorpresa la storia di Pinocchio. Al
termine del percorso, nell'area giochi del Parco, sono state installate,
dopo il restauro, 3 giostre d'epoca (la giostra con i cavalli, la
giostra Shimmy, la giostra lagunare e il teatrino meccanizzato di
Pinocchio a disposizione dei visitatori.
Eugenio Riotto nasce a Petralia Soprana (Palermo) il 12 giugno 1951, nel
1966 dopo un soggiorno di più di dieci anni all’estero torna in Italia e
si stabilisce a Viareggio. Qui incontra Carlo Oreste Strocco che gli
insegna la storia dell’arte, il disegno dal vero a carboncino, il
disegno a pastello e la pittura ad olio. A 23 anni Riotto ha il primo
contatto con una galleria d’arte di Viareggio. Da sempre Riotto è
colpito più dai volumi che dai colori, approccio già insito nelle sue
opere pittoriche. Per esprimere i temi che più sente – la psicologia
dell’uomo, il suo mondo interiore – elimina tutto il superfluo, compreso
il dettaglio anatomico. A partire dal 1993 realizza personali a
Pietrasanta, Camaiore, Pontremoli, Bologna, Cracovia; sue opere sono
esposte a Firenze, Roma, New York, Cannes, Capoverde (Portogallo). Il 13
dicembre 2004 apre un proprio studio a Pietrasanta e inizia il suo
percorso artistico più coerente e personale, salutato dal favore unanime
della critica. L’interesse crescente del pubblico conferma la vitalità
della strada intrapresa.
Biglietti: adulti: Parco di Pinocchio, 10 euro; Giardino Garzoni, 8
euro; Casa delle Farfalle, 4 euro; cumulativo, 14 euro
Orari: Il Giardino Garzoni e il Parco di Pinocchio nel periodo della
mostra (3 agosto- 16 settembre) sono aperti tutti i giorni dalle ore
9,00 al tramonto.
Info: Parco di Pinocchio - tel/fax 0572 429342; Fondazione Nazionale
Carlo Collodi - tel. 0572 429613 fax 0572 429614; Giardino Garzoni -
tel./fax 0572 429590; Sviluppo Turistico Collodi S.r.l. - tel. 0572
427308 fax 0572 426412
Pietrasanta: Turris Babel, la
nuova avventura espositiva per ASART
Dal
3 al 26 agosto 2007 ancora un’avventura espositiva per ASART che dopo
l’ex ospedale Lucchesi, la Rocca ed il chiostro di San Francesco,
interpreta un nuovo spazio cittadino: il campo di calcio in via della
Rocca, sopra piazza del Duomo. Una terrazza panoramica che gli artisti
di ASART trasformeranno, attraverso un grande intervento collettivo, in
un simbolico villaggio della creatività. “Turris Babel – spiega il
presidente dell’associazione Franco Martera – si propone di
riflettere sulla molteplicità di linguaggi nelle arti contemporanee, di
aprire un dibattito, di svolgere attività creative coinvolgendo il
pubblico”. Adulti e bambini potranno dunque partecipare, attraverso
laboratori, incontri e momenti ludici, alla creazione. Gli artisti,
impegnati nella pittura o nella scultura, illustreranno come nasce
un’opera, dall’idea al bozzetto, parleranno delle difficoltà affrontate,
dei materiali scelti, mostreranno le varie fasi di lavorazione, opere
finite ed opere ancora in fase di creazione. Saranno proiettati video
esplicativi. Un’iniziativa di ASART in collaborazione con l’Assessorato
alla Cultura del Comune di Pietrasanta. Partecipano gli artisti:
Angela Alberti, Naibi Aostri, Ursula Balhorn, Claudia Cavalieri, Valente
Cancogni, Ezio De Angeli, Silvia Loew, Carlo Maggia, Franco Martera,
Alfreda Mastromei, Sergio Mazzanti, Massimiliano Kornmuller, Franca
Puliti, Paul Saputo, Gian Franco Stacchi, Lynne Streeter. In
contemporanea si svolgerà, venerdì 3 e domenica 5 agosto, dalle ore
19.30 alle ore 23.00, “Un salto nel quadro”: coordinati da Anat
Golandski, Marco Barsotti, Antonio Diaz, Felice Esposito e Luca Piazza
presentano un simpatico gioco-installazione per bambini. Tessere
colorate e sculture “animali”, per divertirsi con arte. L’installazione
resterà a disposizione tutti i giorni, fino al 26 agosto, di chi vorrà
vederla e provarla anche senza animatori. Si tratta di un progetto di
arteterapia realizzato insieme alla comunità Vecoli del C.E.I.S. gruppo
“Giovani e Comunità”.
Orari: da venerdì alla domenica, dalle ore 19.00 alle ore 23.30,
ingresso libero.
Info: ASART tel. 0584 283092
www.asart.it -
info@asart.it
Mostre, Arezzo: Un viaggio nel colore di Mirella Milanini
La
Bottega delle Arti di via san Lorentino 81, con il contributo della
Provincia di Arezzo, ospita fino al 18 agosto 2007 l’esposizione di
Mirella Milanini dal titolo “Un viaggio nel colore”. Le immagini rubate
alla realtà divengono suggestioni e mentre si ricongiungono alla propria
gioia offrono attimi di felicità quotidiana un viaggio nel colore un
leggero brivido di emozione
Orario: dalle ore 9.00 alle 11.30; dalle 16.00 alle 19.00; prefestivi
dalle 16.00 alle 19.00 ; festivi chiuso
Info
tel. 334 22 04 425
Corchiano
di Viterbo: l’VIII edizione del Fescellino d’oro con il Maestro
Piovani
L’VIII
edizione del “Fescennino d’oro” si appresta a emozionare il pubblico.
L’iniziativa si terrà venerdì 3 agosto alle 21 in piazza Pina Piovani.
L’evento è nato 8 anni fa per promuovere la cultura del teatro e per
premiare artisti che si sono distinti in questo campo. L’artista che
sarà premiato riceverà dalle mani del maestro Piovani un bassorilievo
realizzato da Roberto Candolfi. Oltre al premio si esibirà Tosca,
artista legata a Corchiano, con la Nica Banda (Ruggiero
Mascellino: direzione artistica, fisarmonica, pianoforte, chitarra –
Giovanni Mattaliano: sax soprano, clarinetto, clarinetto basso - Massimo
Patti: contrabbasso - Giovanni Apprendi:percussioni).
Notizie 01.08.2007
-
Mostre, Vicenza: La
rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma
e Bisanzio
Dall'8
settembre al 18 novembre 2007 novanta superbe opere dell’arte
paleocristiana riunite alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari per
raccontare quella che fu una vera “rivoluzione dell’immagine”.
Rappresentano documenti, eccezionali, del passaggio dal mondo antico
alla modernità quando le opere d’arte divennero soprattutto simboli per
comunicare, davvero a chiunque, un nuovo rivoluzionario credo.
L’iconografia già in uso vira di significato, mentre segni di
appartenenza sino ad allora nascosti venivano svelati. Tutto ciò intorno
ad una data. L’aprile dell’anno 313 quando Costantino emanò l’Editto che
riconobbe al Cristianesimo una legittimità che lo toglierà dalle
catacombe e comunque dal puro ambito domestico e privato. Per l’arte fu
l’inizio di un nuovo tumultuoso passaggio dalla classicità alla
modernità, appunto. Questo momento cruciale della Storia, ma anche della
storia dell’arte, dell’iconografia e della comunicazione, viene
raccontato nell’esposizione promossa e curata da Intesa Sanpaolo nella
propria sede museale di Vicenza, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari,
con esempi tra i più importanti della produzione artistica tra quarto e
sesto secolo, creati in tutto il territorio dell’Impero ed in
particolare tra Roma e Bisanzio. Sono sculture in marmo e bronzo,
affreschi, mosaici, vetri dorati, avori, argenti, tessuti concessi per
questa mostra da una ventina di musei italiani. L’ampio apparato
illustrativo che accompagnerà l’esposizione delle opere condurrà il
visitatore non solo a godere della straordinarietà dei tesori esposti ma
anche ad entrare dentro quel particolare momento storico che quelle
opere fece germinare. L'esposizione è curata da Fabrizio Bisconti e
Giovanni Gentili ed è inserita in un progetto pluriennale denominato
Percorsi nel sacro, ideato e curato da Fatima Terzo con lo staff
Beni culturali di Intesa Sanpaolo. Tale progetto intende collegare le
numerose iniziative espositive degli anni recenti all'interno di una
generale prospettiva che, traendo ispirazione dalla collezione di
antiche icone russe dell’Istituto esposta in modo permanente al piano
alto di palazzo Montanari, vogliono far conoscere ad un ampio pubblico,
con approccio didattico-educativo, gli esiti migliori dell’arte
originata nei secoli, in Oriente e in Occidente, dall’avvento del
Cristianesimo. Quella paleocristiana fu un’arte al servizio della
comunicazione del messaggio, attraverso raffigurazioni semplificate o
simboliche, spesso abbandonando volutamente la cura e l’equilibrio
dell’arte ufficiale ancora legata, ormai stancamente, all’ellenismo e
alla sua cultura. La “Buona Novella” annunciata da Cristo deve essere
narrata e compresa senza inciampi perché la Salvezza promessa sia donata
a ciascuno. Così le storie bibliche dell’Antico Testamento anticipano
quelle della vita di Cristo e le figure dei patriarchi e dei profeti si
affiancano a quelle della Vergine e dei santi, nuovi amici di Dio e
modelli da seguire. Un nuovo significato è dato alle forme antiche:
giardini e pascoli, immagini suggestive del paradiso pre-cristiano, sono
adesso emblema dell’Eden riconquistato; il pastore diviene Cristo “Buon
Pastore”, l’orante dalle braccia tese è ora l’anima beata; il Sole dai
molti nomi è Cristo, luce definitiva sorta sul mondo. Simboli criptici
si sciolgono, come il pesce che significa “Gesù Cristo figlio di Dio”,
così come a Lui si riferiscono il faro, il porto o l’ancora. Nuovi ne
nascono e si diffondono fino ai nostri giorni, a cominciare dal
cristogramma, che unisce in sé le prime due lettere del nome greco di
Cristo, Chi e Rho. È rivoluzione, e non involuzione, anche nello stile:
abbandonato il naturalismo proprio dell’arte greco-romana, le figure si
dispongono l’una accanto all’altra nella rappresentazione delle vicende
bibliche, o si stagliano solenni nello spazio, come quelle di Cristo,
della Vergine e dei santi o dei primi imperatori cristiani e della
corte, rappresentanti in terra del consesso divino. Fino a suggerire,
nelle linee e nei segni come nei colori, l’avvento ormai prossimo
dell’icona bizantina, figlia ed erede della nuova concezione artistica.
Il
percorso espositivo ha inizio con una scelta selezione di opere
che illustrano le varie modalità con cui il paganesimo tardo antico
esprime il proprio sentimento religioso, all’interno dei vari popoli e
delle variegate culture del vasto impero romano: sono raffigurazioni
mitologiche che interessano la creazione del primo uomo, Prometeo,
oppure Ercole, Orfeo, Dioniso e Mitra/Sole - come nello splendida testa
in marmi colorati proveniente dal mitreo di S. Prisca sull’Esquilino,
ora al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo - , scene paradisiache
descritte da un paesaggio - come nella parete della Casa del bracciale
d’oro di Pompei o nell’affresco dei Campi Elisi, al Museo Nazionale
Romano - o da scene di vita pastorale - ne è esempio il bel sarcofago
dalla catacomba di Priscilla - fino all’immagine del pastore con la
pecora caricata sulle spalle, prefigurazione di Cristo Buon Pastore. Un
passaggio ulteriore considera i nuovi temi della fede cristiana,
attraverso la narrazione delle storie bibliche del Nuovo e dell’Antico
Testamento, che pittori e scultori cristiani raccontano in forme per lo
più semplici, atte ad essere comprese da tutti. Sono messaggi fissati
nella pietra come in nobili materiali - è il caso della splendida
pisside d’avorio con scene della vita di Cristo del Museo Archeologico
di Bologna e del mosaico con le storie di Giona e dei rarissimi tessuti
orientali con l’Annunciazione e la Natività, dei Musei Vaticani - da cui
prendono le mosse ulteriori immagini: quelle simboliche e celebrative
della maestà divina come di quella imperiale. Su vetri dorati come su
preziosissimi avori - come il celebre dittico di Murano, del Museo
Nazionale di Ravenna, o quello di Stilicone del Tesoro del Duomo di
Monza, insieme a quello detto del Patrizio della cattedrale di Novara -
si fissano le nuove immagini della Maestà di Dio e della maestà
imperiale, rimando a celebri, fastose decorazioni delle prime basiliche
cristiane come delle residenze della corte, spesso cancellate dal tempo.
Accanto alla corte terrena, modelli e campioni della nuova fede sono i
santi, gli apostoli e i primi martiri anzitutto, spesso ritratti oranti
nella beatitudine del paradiso, secondo uno stile sempre più prossimo al
linguaggio dell’icona bizantina. Ed è proprio al nuovo linguaggio
figurativo che è dedicato l’ultimo momento della mostra, che considera
attraverso un’accurata scelta di opere d’arte - che includono capolavori
quali la testa a mosaico di S. Pietro, oggi nelle Grotte Vaticane e il
ritratto di imperatrice su tavola d’avorio del Museo del Bargello di
Firenze - le novità stilistiche dell’arte, fino a sfiorare d’anticipo,
negli affreschi con santi dalle catacombe napoletane, l’icona. Non è un
caso, dunque, che la mostra proponga in chiusura una selezionatissima
scelta di icone, dalla collezione Intesa Sanpaolo, chiaramente relate,
nei segni, nei simboli, nello stile, all’arte paleocristiana, sua
primitiva radice. E che una sorta di fil rouge, dai chiari
intenti didattici, ci accompagni all’interno di Palazzo Leoni Montanari,
a riassumere e a riproporre situazioni in divenire, come lo è quest’arte
in questi secoli, attraverso l’uso di immagini e segni il cui
significato si svela e si arricchisce strada facendo. Novanta tesori
d’arte, dunque, alla riscoperta di un momento decisivo per il nostro
tempo: il passaggio dal mondo antico alla modernità.
Orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18
Catalogo Silvana Editoriale, a cura di Fabrizio Bisconti con Giovanni
Gentili
Info: tel. 800.578875;
informazioni@palazzomontanari.com
Roma: al via in
autunno la MaratonArte
Dal 5
al 7 ottobre 2007 partirà la sfida "MaratonArte", la campagna di
raccolta fondi rivolta al pubblico televisivo delle tre reti RAI per il
recupero ed il restauro di alcuni simboli della storia culturale
italiana, lanciata dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione
con la Rai, per la tutela e il restauro di sette luoghi simbolo del
patrimonio artistico italiano. Da settembre comincerà la campagna di
sensibilizzazione.
All'interno dei programmi Rai verranno infatti inseriti dei filmati di
3/4 minuti che illustrano le opere ed i luoghi, individuati dal
Ministero dei beni Culturali, che hanno bisogno di essere restaurati e
protetti. Le opere ed i siti storici in questione sono sette e vanno
dalla casa di Augusto al Palatino di Roma fino all'Accademia
del restauro degli strumenti musicali antichi di Cremona, passando
per il Treno-Museo di Val di Noto a Ragusa e per il Museo
Tattile 'Omero' di Ancona. Tra i luoghi che saranno restaurati ci
sono poi il Villaggio medievale di S. Maria del Cedro a Cosenza,
i Giardini Reali di Racconigi a Cuneo e la Citta' Fenicia di
Sulky in Sardegna. Ognuno di questi siti archeologici avra' un
proprio testimonial d'eccezione (Andrea Bocelli, Claudia Cardinale,
Michele Placido, Luca Zingaretti, Claudio Baglio, Riccardo Muti e
Gabriella Pession sono i sette che hanno aderito al progetto). I
telespettatori potranno scegliere a quale luogo culturale in pericolo
destinare le loro sottoscrizioni.
Gorizia: i prossimi
concerti al parco Coronini
Dopo il
grande successo riscosso dal Premio “Sergio Amidei” che ha visto
come nuova cornice del concorso cinematografico il parco Coronini, sta
per iniziare il ciclo di concerti estivi organizzato dalla Fondazione
Coronini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di
Gorizia. Dopo il concerto dell’Orchestra Civica di Fiati di Gorizia e
quello inaugurale della manifestazione “Nei Suoni e nei Luoghi”,
tenutosi rispettivamente il 23 e 24 giugno scorsi, le manifestazioni
musicali nel parco Coronini proseguiranno con due concerti fissati per
agosto e tre per il mese di settembre. I prossimi appuntamenti, quindi,
proposti dall’Associazione Intermusica, sono fissati per mercoledì 8
agosto e giovedì 16 agosto con inizio alle ore 18.00.
Il primo dei due concerti vedrà l’esibizione di Giulio Chiandetti
alla chitarra, presidente dell’Associazione Intermusica, che
assieme al Quartetto Stradivarius proporrà “La musica del Goya”,
con musiche di Boccherini e Beethoven. Nel secondo concerto, invece, si
esibirà la cantante Enza Pecorari, accompagnata da Caterina Goriup al
flauto e Fabio Cascioli alla chitarra, in “Modinha” (musiche di
Cordero, Domeniconi, Villa-Lobos e Piazzolla. L’ingresso è
libero. In caso di maltempo i due concerti si terranno presso
l’Auditorium “Biagio Marin” del prospiciente Liceo Classico (Viale XX
Settembre 11). Per settembre, invece, i tre concerti saranno curati dal
Centro Chitarristico Mauro Giuliani in collaborazione con la Scuola di
Musica di Gorizia. Il programma previsto: sabato 1° settembre con
inizio alle ore 21.00, spettacolare concerto del “Zagreb jazz
kuartet” con musiche jazz, popolari e classiche. In tale
occasione, la Fondazione Coronini ha deciso di prolungare l’apertura del
museo fino alle ore 24.00. Giovedì 6 settembre ore 21.00,
concerto del Centro Chitarristico “Mauro Giuliani” di Gorizia
“1882-1915. Il sogno infranto della Belle Epoque”. Spettacolo di musica
e poesia su testi di Michelstaedter e Ungaretti con il soprano Francesca
Moretti, la voce recitante Alessandra Marc, il tenore Salvatore Moretti
e la chitarra di Claudio Pio Liviero. Musiche di De Visée, Gastaldon,
Lehar, Offenbach, Fortea, Llobet e Livie. L’ultimo dei tre concerti
settembrini si terrà giovedì 13 settembre, anniversario della
morte del conte Guglielmo Coronini (1905-1990): con inizio alle ore
21.00, concerto dell’orchestra d’arpe di 17 elementi “Ventaglio
d’Arpe” diretto da Patrizia Tassini con musiche classiche e popolari.
Info:
uff. 0481/533485, fax 0481/547222, e-mail:
info@coronini.it
Roma: il
restauro di Castel Sant'Angelo ha interessato anche la loggia
di Giulio II del 1505
L'ufficio stampa di Castel S.Angelo ha reso noto che la Loggia
di Giulio II tornerà ad essere aperta al pubblico di “Notti Animate
sulle Terrazze di Castel Sant'Angelo”, dopo un
difficile lavoro di restauro. L'ufficio stampa ha affermato che
“L'intervento finalizzato alla pulitura dell'ambiente e alla cura degli
affreschi esposti alle intemperie e allo smog cittadino che li ha resi
leggibili solo in parte, si è concluso prima della data prevista e oggi
le ingombranti impalcature hanno lasciato il passo allo splendore della
loggetta fatta realizzare da papa Giulio II della Rovere nel 1505 allo
scopo di ingentilire la mole massiccia di Castello. Progettata
dall'architetto Giuliano da Sangallo, la loggia architravata di Giulio
II si imposta su due sottili colonne con capitello decorato a motivi
araldici. Le volte sono ricoperte da fregi decorativi e motivi a
grottesca e recano tre stemmi in stucco tra i quali si riconosce al
centro quello del committente. Il pontefice Paolo III, all'inizio del
Seicento, ne fece un accesso panoramico della Sala Paolina: è da qui
infatti che si gode del più straordinario scorcio sul Tevere e sul ponte
Sant'Angelo.Sempre in questi giorni sono state smontate le impalcature
che coprivano la parte anteriore del ‘cilindro romano’ per consentire,
appena all'entrata del Castello, di ammirare la parte più antica delle
fortificazioni. La tempestiva conclusione di questi lavori di restauro,
che fanno parte di un programma di interventi ad ampio raggio, ha
consentito di aprire al grande pubblico alcune parti importanti della
struttura, finora poco visibili; è un segnale concreto dell'impegno che
la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano sta dedicando per
la migliore esperienza che la visita al Castello può garantire”.
Massa
Carrara:
Progetto Speciale “Vite”
a Lunatica 2007
Da
quando Stefano Pasquini ha inserito La terra delle colline
di Gianmaria Testa in uno spettacolo delle Ariette, uno spettacolo che
si svolgeva a tavola per una ventina di spettatori al massimo, sono
passati più di due anni. Di tanto in tanto, tra una tournée e l’altra,
Gianmaria Testa e il Teatro delle
Ariette si ritrovano per uno
spettacolo come questo, VITE,
un progetto speciale che sbarca a LUNATICA
2007 giovedì 2 agosto (VILLAFRANCA LUNIGIANA -
Borgo di Filetto, ore 21.30). Come in un progressivo avvicinamento
alla parte più intima di tutti noi, che siamo attori, cantanti o
spettatori, le Ariette e Gianmaria Testa in punta di piedi ci chiedono
di entrare emotivamente nel loro mondo. Ci leggono parti dei loro diari
– e sono diari veri, non c’è finzione scenica - ci cantano le canzoni
dei loro pensieri, e a chi siede in platea sembra di essere quasi
inopportuno starsene lì, ad ascoltare quei brandelli di vita che escono
così spudoratamente intimi. Uno spettacolo non facile da definire, che
unisce e mescola due mondi, quello della parola cantata e quello della
parola detta, quello della melodia e quello del racconto;
VITE cantate e
VITE narrate, in uno spettacolo
straordinario ambientato in un contesto che si vuole il più consueto
possibile: mentre si cucina. Il Teatro delle Ariette ci dice di una vita
che può ancora essere scandita dal ritmo della natura, di un lavoro che
può ancora essere la fatica dei campi, di una scelta di essenzialità,
dell’importanza dell’amore. Ci raccontano del loro essere contadini e
teatranti e persone, e mentre lo fanno impastano il pane, lo stendono,
tagliano con il bicchiere le rondelle di pasta e poi le cuociono (e la
sala si riempie di un profumo intenso e antico). Gianmaria Testa, da
parte sua, racconta di un padre severo, di nuovi emigranti e nuovi
porti, di scafisti e di occhi di speranza, di una generazione disillusa
(la sua) che chissà cosa potrà lasciare in eredità ai figli.
L’arrangiamento musicale di questo spettacolo è all’insegna della
semplicità: la voce profonda di Testa è accompagnata solo da chitarra,
contrabbasso e strumenti a fiato. Ma, in questo contesto, un sacchetto
di plastica può diventare una percussione, così come un fascio di
saggina e un matterello segnano il ritmo del lavoro di impasto e quello
della musica: la canzone e il lavoro delle mani hanno pari dignità, sono
entrambi prodotto dell’uomo. Quando la musica finisce e le parole
tacciono, le luci in sala non si spengono, anzi: tutti sono invitati a
mangiare le tigelle calde preparate durante la serata. Come a dire: non
c’è confine, lo spettacolo non è finito, si infiltra nella vita e scende
a bere un bicchiere di vino. Perché era stata la vita, prima, a salire
sul palco e a farsi scena, in uno scambio continuo di verità e finzione.
GIANMARIA TESTA –
chitarre e voce;
PIERO PONZO –
clarinetto e sax;
NICOLA NEGRINI –
contrabbasso;
STEFANO PASQUINI –
voce;
PAOLA BORSELLI –
voce;
MAURIZIO FERRARESI –
voce;
CLAUDIO PONZANA –
voce
INGRESSO € 10,00
Venerdi' 3 agosto 2007 alle ore 21:30, a Bagnone – Villa Quartieri,
Andrea Elodie Moretti presenterà
un atto unico “Don Giovanni della Bambola”, tratto da
Molière, Shakespeare e Byron.
Il racconto insiste sulla diversità della vera essenza di Don Giovanni,
rispetto a come altri vogliono che appaia. S’indaga l’identità tra servo
e padrone e il concetto d’amore come conquista. La storia narra di un
Don Giovanni drammaturgo ossessionato dal teatro, che lo aiuta a
sopravvivere nella vaghezza della vita quotidiana. E’ la storia di
passioni (con attrici e prostitute) e amori spenti (la moglie). Tutto
intensificato dal sarcasmo e dalla filosofia di vita del protagonista.
INGRESSO GRATUITO
INFO:
numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT
0585/240063INFO: numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info
APT 0585/240063
Colle Val
D'Elsa: appuntamento con LiberaCollaterale il 1 settembre
Sabato
1 settembre sarà un giorno intero dedicato all’arte, alla cultura e allo
spettacolo di ogni genere e per tutte le età. Ancora una volta, saranno
questi gli ingredienti principali di LiberaCollArte, la rassegna
che animerà la città di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, con
musica, teatro, danza, letteratura, poesia, artigianato artistico, sport
e animazione per adulti e bambini. La manifestazione è organizzata dal
Comune di Colle di Val d’Elsa con il contributo della Fondazione Monte
dei Paschi di Siena. LiberaCollaArte
inizierà alle ore 10 con le note della Filarmonica “Vincenzo Bellini”
che risuoneranno per le vie, le strade e le piazze della città, dando
ufficialmente il via a una grande giornata di festa, musica e
divertimento per tutti. I visitatori potranno assistere, fino a notte
fonda, a performance teatrali itineranti, ascoltare musica di
ogni genere, ammirare pittori, graffitari e artisti che lavoreranno dal
vivo, curiosare fra le bancarelle dei mercatini equo e solidale,
biologico, vintage e artigianato artistico, visitare mostre
fotografiche e di pittura. LiberaCollArte, inoltre, proporrà la
Biblioteca del Libro Scambiato e la vendita di libri a peso;
installazioni di videoarte nell’impianto “Risalita Il Baluardo”,
allestite dall’Associazione Aramis; metterà a disposizione dei
visitatori un’area dedicata interamente alla salute e al benessere e
coinvolgerà i bambini in giochi ed attività sportive. A partire dal
pomeriggio, inoltre, sarà possibile assaggiare i sapori della cucina
tradizionale toscana e quelli provenienti dal resto del mondo, con
spezie mediorientali e prelibatezze asiatiche. La sezione musicale si
aprirà nel pomeriggio con ritmi coinvolgenti provenienti da parti
diverse d’Italia e del mondo. A partire dalle ore 17, inoltre, le
vie e le strade della città saranno animate dalla Zastava
Orkestar, gruppo composto da elementi provenienti da alcune tra le
migliori orchestre della maremma toscana che useranno strumenti
rigorosamente acustici, ottoni, fiati e percussioni, seguiti da
Tzacatal, piccola ed
energetica formazione “bras” romana e dagli Africa Tam Tam, che
metteranno in campo tutta l’energia ed il vigore delle musiche popolari
senegalesi. L’area della Casa del Popolo, invece,
dalle ore 19.30, vedrà protagonista Remo Remotti, artista
ottantenne romano, cantante, attore e poeta, accompagnato dalla
funky-band romana Funkallisto, mentre in Piazza Arnolfo dalle ore
21.30 saranno sul palco i Ragia Magna. La grande giornata
di LiberaCollArte culminerà con il concerto dei Modena City Remblers
in programma a partire dalle ore 22.30 nel vecchio campo
sportivo di Sant’Agostino. Il gruppo emiliano, attivo dal 1991, propone
musiche suggestive del folk irlandese unite ad una contagiosa allegria
dal sapore emiliano e testi di impegno politico, in stile combat-rock. A
Colle di Val d’Elsa, la band proporrà “Dopo il lungo inverno”, il nuovo
album che segna il ritorno della band sul mercato discografico, a un
anno dall’abbandono dello storico cantante “Cisco” Bellotti e con
l’entrata delle nuove voci, Davide “Dudu” Moranti e Elisabetta “Betty”
Mezzani. La notte di LiberaCollArte continuerà al Sonar, La Casa della
Musica con Villa Ada Posse Sound System, reggae crew che ha
contribuito a scrivere la storia del genere musicale in Italia.
LiberaCollArte è nata nel 2003 per
promuovere e valorizzare le attività delle associazioni locali con una
giornata ricca di spettacoli, musica e promozione dell’interculturalità
che ogni anno trasforma ogni angolo della città in un unico grande
palcoscenico all'aperto, con offerte di tutti i tipi e per tutti i
gusti. La sezione musicale di LiberaCollArte è organizzata da B-Side e
dall’associazione G.A.S. in collaborazione con l’amministrazione
comunale di Colle di Val d’Elsa.
L'ingresso è libero e tutte le manifestazioni sono gratuite
La XX
edizione di Pievi & Castelli in Musica
Pievi
& Castelli in Musica” è il festival estivo itinerante che
fino al 24 agosto 2007 coinvolge i Comuni del Casentino, offrendo un
programma in cui lo spettacolo della musica, del teatro e
della danza, si coniuga con il fascino delle pievi romaniche,
degli antichi castelli feudali e delle piazze storiche
della splendida vallata. Giunto alla XX edizione, il festival è
organizzato dalla Comunità Montana del Casentino in
collaborazione con la Provincia di Arezzo ed i Comuni del
Casentino. Tredici, le proposte musicali (tante quanti i
comuni pronti ad accogliere il pubblico e gli artisti nelle proprie
suggestive cornici naturali) ed una importante novità: il festival sarà
diviso in tre sezioni
“Melodia
& Contrappunto”, dedicata al repertorio concertistico vocale e
strumentale;
“Eloquio
& Armonia”, luogo d’incontro tra la parola teatrale ed il suono
evocativo degli strumenti;
“Colori
& Movimento”, che raccoglie tutte le forme sceniche dell’arte
musicale.
Artisti importanti come Giorgio Albertazzi, Paolo Poli e
Antonio Ballista, Catherine Spaak, il National Ballet di
Sofia, ma anche Stefano Bollani, il bluesman James Crouch
e la voce jazz di Suzanne Pittson, fanno
parte del cast dell’ edizione 2007 di Pievi & Castelli in Musica e
confermano il livello culturale che ha da sempre contraddistinto la
manifestazione.
Pievi & Castelli in Musica è un’occasione di confronto tra generi e
linguaggi differenti, è superamento dei “confini” dell’arte codificata,
oltre che strumento di valorizzazione del territorio.
Info:
tel 0575 5071 – 0575 908040
Il
programma
Venerdì 3 agosto, ore 21.30 - CHITIGNANO, Castello degli Ubertini -
JAMES CROUCH (U.S.A.) & band
Sabato 4 agosto, ore 21.30 - PRATOVECCHIO – Piazza Landino - National
Ballet di Sofia: “IL LAGO DEI CIGNI” - Balletto in quattro atti
su libretto di V.Beghiscev e V.Geltzer - Musiche di P.I.Ciaikovskij
Domenica 5 agosto, ore 21.30 - Castel Focognano – PIEVE A SOCANA -
CANZONI CORSARE - I miei quindici anni accanto al “Signor G” -
Dedicato a Giorgio Gaber - Canzoni di Giorgio Gaber e Luigi Campoccia -
Monologhi di L.Campoccia e Laudomia Corsini
Luigi Campoccia piano e voce; Luca Giorgi batteria e
percussioni; Rossano Gasperini basso e stick; Damiano
Niccolini sax e flauti; Andrea Scognamillo chitarra
Martedì 7 agosto, ore 21 - BIBBIENA – Piazza Tarlati - MADAMA BUTTERFLY
- Opera in tre atti di Giacomo Puccini - Libretto di Illica e Giacosa
Venerdì 10 agosto, ore 21.30 - RAGGIOLO – Piazzetta San Michele - (in
caso di maltempo lo spettacolo si terrà all’Area verde di San Piero in
Frassino) - SUZANNE & JEFF PITTSON (U.S.A.)
“Big Apple Jazz”
Sabato 11 agosto, ore 21.30 - CHIUSI DELLA VERNA – Piazzetta San Michele
Arcangelo - FOLLIE D’OPERETTA - Concerto-spettacolo con SANDRA
GIGLI (soubrette), SUSY GEORGIADIS (soprano),
UMBERTO SCIDA (baritono- comico), ANGIOLINA SENSALE
al pianoforte
Martedì 14 agosto, ore 21.30 - MONTEMIGNAIO – Piazza del castello -
BROADWAY Il musical in concerto - Cantanti: Chris
Channing, Elisa Pau, Cristina Bavutti - Band: Andrea
Candeli, Chitarra
Michele Serafini,Tastiera e Flauto; Tommaso di Giorno,
Basso Elettrico; Maurizio Gandolfi, Batteria;
Thomas Romano, chitarra elettrica
Giovedì 16 agosto, ore 21.30 - STIA – Palagio Fiorentino (In caso di
maltempo lo spettacolo si terrà al Teatro Comunale) - STEFANO BOLLANI
“piano solo”
Venerdì 24 agosto, ore 21.30 - Subbiano – CASTELLO DI VALENZANO (In caso
di maltempo lo spettacolo si terrà al Centro Polivalente Parco dell’Arno
di Subbiano) - Giorgio Albertazzi in “BORGES IN TANGO”
con Annamaria Castelli & Tango Seis
San Marco
Argentano: al via domani la kermesse “Estate sammarchese 2007”
Giovedì
2 agosto prossimo, alle ore 19.30, nella suggestiva torre normanna
(Cosenza), aprirà i battenti la sezione cultura (spazi espositivi) della
kermesse “Estate sammarchese 2007”, organizzata
dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la
collaborazione del centro internazionale di studi sull’arte
normanno-sveva.
Esporranno le loro opere, nel prestigioso monumento, fino al 19 agosto
prossimo, Antonio Mingrone e Alessandra Ferraro
L’Orchestra Sinfonica
Città di Grosseto diretta dal maestro Jesus Medina al Cassero Senese
Tornano
gli appuntamenti con l’Orchestra Sinfonica città di Grosseto in
questa sua nuova stagione concertistica. Giovedì 2 Agosto, alle
ore 21:15, presso il Cassero Senese di Grosseto,
l’Orchestra si esibirà eccezionalmente diretta dalla bacchetta del
Maestro Jesus Medina. L’Orchestra proporrà un programma tutto
incentrato su Beethoven con l’esecuzione della sinfonia n. 4 in sib
magg. op. 60 e della Sinfionia n. 6 in fa magg. op.68
conosciuta anche come la “Pastorale”.
Jesus Medina e’ direttore musicale della Bellas Artes Chamber
Orchestra a Citta’ del Messico. Nato nel 1959 e’ stato direttore
musicale di orchestre importanti quali UNAM Philharmonic, Queretaro
Philharmonic e Monterrey Symphony Orchestra. All’estero Medina dirige le
orchestre di Stati Uniti, Brasile, Singapore, Francia, Venezuela,
Guatemala, Colombia, Spagna, Israele, Italia, El Salvador. Con La
Camerata de Las Americas ha inciso 3 cd, “Sabor Latino”, “Dias de
Muertos” Gauguin; quest’ultimo CD, ha avuto nominations al Latin
American Grammy 2001, come miglior album classico. Itzhak Perlman,
Joaquin Achucarro, Angel Romero, Horacio Gutierrez, Elmar Oliveira,
Pierre Amoyal, Nathaniel Rosen, Mark Peskanov, Konstanty Kulka, Gyorgy
Sandor, Pascal Devoyon, Fernando de la Mora, The Vienna Schubert Trio,
Nikita Storoyev, Vladimir Viardo, sono solo alcuni solisti che sono
stati diretti da Medina. Medina ha studiato con Charles Bruck alla
Pierre Monteux School sul Maine, USA.
Il progetto di valorizzazione dell' “Agro Prenestino Tiburtino”
Nove
Comuni e un municipio della Capitale (Castel Madama, Casape, Gallicano,
Castel S. Pietro, Palestrina, Poli, S. Gregorio da Sassola, Tivoli,
Zagarolo e l’VIII Municipio) insieme alla Provincia hanno messo a punto
il progetto di valorizzazione dell'«Agro Prenestino Tiburtino». Un agro
romano antico, una campagna rimasta intatta con i resti degli acquedotti
che molti conoscono attraverso gli scorci e i panorami dipinti sui
quadri degli artisti del Grand Tour. Un ultimo lembo intatto di campagna
romana, ricco di testimonianze archeologiche ma anche di paesaggi agrari
ormai quasi estinti. Il progetto prevede la tutela del paesaggio, delle
tradizioni agricole e inoltre la realizzazione di una rete di percorsi
che permettano una maggiore conoscenza del territorio e occasioni di
educazione ambientale. Tra gli obiettivi c’è anche lo sviluppo di una
rIcettività turistica che preveda il recupero dei centri storici e
dell’artigianato locale.
Mazara: Concerto di
Antonello Venditti per salutare il ritorno del Satiro Danzante
Fuochi pirotecnici al ritmo delle musiche di Verdi, Zymer e Sinatra,
hanno illuminato a giorno il Lungomare Mazzini colmo di cittadini, già
ebbri delle canzoni di Antonello Venditti. Questo e molto altro
ancora nella lunga notte organizzata dal Comune, in collaborazione con
l'Assessorato regionale ai Beni Culturali, per salutare il ritorno del
Satiro Danzante dalle due recenti trasferte, la prima al Louvre di
Parigi, la seconda all'Ars in occasione dei 50 anni del Parlamento
Siciliano.
Il cantautore romano, una delle più belle voci italiane, accompagnato
dalla sua "Superband", ha trasportato il pubblico, circa 20 mila fra i
quali molti cittadini di città vicine, in un lungo viaggio nel passato,
attraverso le sue canzoni più famose, da "Notte prima degli esami",
"Giulio Cesare", "Sara", fino a "Ricordati di me" ed "Alta Marea".
Venditti ha pure interloquito con il pubblico, parlando di amicizia
amore e fratellanza dei popoli, ma senza dimenticare di denunciare come
oggi esistano forme diverse di discriminazione, sempre più forti e
pericolose.
Al
centro della serata il protagonista del ritrovamento della statua
bronzea, il cap. Francesco Adragna, che ha reso omaggio a
Venditti con una copia del volume illustrato "I mille volti del Satiro".
Il sindaco Giorgio Macaddino ed il presidente del Consiglio
Comunale Giampiero Giacalone hanno ringraziato della sua presenza
l'allenatore boemo Zdenek Zeman.
Dopo il concerto e i fuochi la "Notte Bianca del Satiro" è continuata
per le vie del centro storico, in piazza Mokarta e nel centralissimo
corso Umberto I, dove si svolgerà la festa "Un ponte di sogni, luci e
musica", organizzata dall'Associazione Agos, che attraverso la musica e
la degustazione di prodotti tipici, ha offerto a una folla di circa 30
mila persone momenti di aggregazione, esaltando la cultura e la storia
del territorio. In un tavolo lungo 174 metri, ubicato in corso Umberto
I, è avvenuta una degustazione di pizza. La "Notte Bianca" è proseguita
fino a notte inoltrata. Alla manifestazione dedicata al Satiro Danzante
ha aderito anche la sezione locale della Confesercenti con "la Notte
Bianca dei Saldi": diverse attività commerciali del centro storico sono
rimaste aperte così fino a notte fonda, offrendo la possibilità ai
moltissimi visitatori di acquistare a buon prezzo le loro merci. Il
centro della città per circa cinque ore è stato invaso in ogni angolo da
persone animate dallo spirito della festa. Completamente bloccato il
traffico, e tanta folla su Corso Umberto I, tanto che qualcuno si è pure
sentito male per il gran caldo, ma è stato prontamente assistito dagli
operatori del 118.
Infine la sinergia stabilita fra la Soprintendenza ai Beni Culturali ed
Ambientali di Trapani e la Curia Vescovile, ha fatto sì che sia il Museo
del Satiro che il Museo Diocesano, riaperto di recente, fossero aperti
fino a notte fonda. In molti, approfittando della bellissima serata,
hanno fatto la fila, per dare il proprio bentornato al Satiro Danzante e
per ammirare il "tesoro dei vescovi".
Il
Circolo Ufficiali la scia dopo 70 anni
Palazzo Barberini
La
rinascita della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini è
stata annunciata ieri durante una visita guidata "work in progress" dal
ministro peri i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli,
che ha precisato "Lì dove
c'erano le cucine e i depositi del Circolo Ufficiali delle Forze Annate
oggi si possono ammirare i capolavori dell'arte italiana del ‘500 e del
'600 e rivedere la grandiosità della residenza della nobile famiglia. Lo
storico edificio ha avuto per troppi anni una destinazione sacrificata,
utilizzato in modo ingiustificato per ricevimenti, banchetti e mense.
Sono orgoglioso e ringrazio i funzionari delle soprintendenze e del
dicastero per il prezioso lavoro di équipe che ha permesso di
raggiungere questo risultato". In
questa fase, infatti, il progetto che, con un investimento totale di
altri 15 milioni di euro, terminerà fra circa tre anni ha riportato alla
luce gli affreschi della “Sala dipinta”, opera del Maltese, fino ad oggi
coperti da diversi strati di intonaco e di pittura, applicati anche
durante l’utilizzo degli spazi da parte del Circolo Ufficiali che vi
aveva stabilito la mensa. I lavori di restauro, diretti da Laura
Cherubini, hanno evidenziato in questo ambiente anche le colonne in
granito, che poggiano su preziosissimi blocchi di marmo cipollino. La
stessa sala ospita una fontana in gesso, precedentemente oscurata da una
serie di di strati di vernice, che fu fatta costruire nel ‘600 per
celebrare un matrimonio contratto tra le famiglie Barberini e
Giustiniani. Tra gli altri elementi architettonici emersi durante il
recupero, prima noti solo attraverso i documenti, spicca il ponte del
Bernini che unisce la villa al giardino. La struttura era totalmente
assorbita da un lacerto in muratura che era servito per sostenere il
soffitto delle grandi cucine del Circolo Ufficiali.
Mentre
in questi ambienti i lavori dovranno proseguire per alcuni mesi, con una
prima inaugurazione prevista per il prossimo dicembre, completamente
allestiti sono gli spazi espositivi. “Le due grandi sale al Piano
Nobile, originariamente ambienti di udienza, sono contigue alla Sala
Ovale - ha detto Anna Lo Bianco, direttrice del museo- una era la
cucina dove i militari riscaldavano le vivande in occasione dei
ricevimenti, l’altra era un magazzino. Sono state restaurate e
costituiscono adesso il prosieguo del percorso inaugurato a dicembre”.
Le due sale ospitano opere spostate dal Salone Pietro da Cortona
“finalmente vuoto - ha commentato la direttrice - come deve essere” e
quadri provenienti da altre sedi come il “San Matteo e l’Angelo”,
custodito nell’ufficio del ministro degli Esteri alla Farnesina, e un
dipinto che raffigura San Giovanni Evangelista, opera di
Pierfrancesco Mola, finora appesa ad una parete nell’ambasciata
italiana a Madrid. Torna infine in esposizione, dopo quindici anni in
magazzino, il “Putto dormiente” di Guido Reni. Dopo le prime otto sale,
un percorso che va da Raffaello a El Greco, i lavori stanno
progressivamente liberando gli ultimi spazi utilizzati dal Circolo
Ufficiali, che a gennaio ha lasciato Palazzo Barberini dopo 70 anni.
L'operazione "trasloco del Circolo degli ufficiali" in altra sede
annovera promesse e scivoloni sulle date di trasferimento. Nel 1953
scadeva l'affitto concesso ai militari dallo Stato, che aveva
"ereditato" questo vincolo dai Barberini al momento dell'acquisto nel
1949. Da allora, per il palazzo-villa, realizzato da Bernini
(subentrato nel 1629 all'architetto Carlo Maderno) fino a
dicembre del 2006, quando il circolo si è spostato finalmente nella
palazzina adiacente Savorgnan Brazzà (del 1930 di Piacentini), si
avvicendano estenuanti trattative tra i Ministeri di competenza:
l'allora Pubblica Istruzione e Difesa.
I primi
raggi di luce si vedono solo con il ministro Parisi che firma con
Rutelli, appena un anno fa. Un accordo chiaro:
l'avvio
dei lavori di restauro degli spazi al pianterreno e al piano nobile
attuabili con un finanziamento di 25 milioni di euro che porteranno,
entro il 2009, al recupero di 2700 metri quadrati per ospitare le
preziose collezioni. Sala dopo sala il museo di via Quattro Fontane si
riappropria dei suoi spazi per diventare una Galleria Nazionale
allestita in ordine cronologico con opere dal XII al XVIII secolo. "Da
domani il pubblico potrà già visitare due sale in più oltre alle dieci
già aperte- specifica Anna Lo Bianco, direttrice insieme ad Angela
Negro. "Le tele prima esposte nel salone di Pietro da Cortona
sono state portate nelle due stanze restaurate e divise in due sezioni:
"Scuola Emiliana " e "Caravaggio e Caravaggeschi" . E' un primo passo
significativo per permettere una corretta visibilità di dipinti che si
concentravano in spazi non adatti". Ma nei depositi chiedono di vedere
la luce ancora un migliaio di quadri e più di duemila oggetti di arte
decorativa. Rutelli insieme ai suoi tecnici risponde con fermezza che
manterrà la parola fino in fondo e la quadreria di Palazzo Barberini al
completo ci sarà.
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