Sommario delle notizie di Eos di Agosto 2007
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Cultura , mostre,  arte contemporanea, eventi musicali  -  Aste - Mercato Antiquario, Restauro


31.08.2007

NICCHI: "SARA' UNA BELLA EDIZIONE!"
Un grande cambiamento ben gestito dall'organizzazione Fiera, con visibile soddisfazione degli operator

Milano: Asta di Antiquariato, Moderno e Contemporanea a Viscontea Casa d’Asta

Fondazione Guido d’Arezzo e Fiera Antiquaria insieme, per la prima volta, domani al Museo d’Arte Medievale di Arezzo. MUSICA E ANTIQUARIATO PER I BAROCCHISTI DI LUGANO

Mostre, Parma: “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”

Cerreto Sannita (BN): “Folli geni andati a male”

Ghibellina: “La notte, la luce aspettando l’alba”

Firenze: al via la IX edizione di Settembre in Piazza della Passera

Trento: il corso di Astrazione lirica di Italo Bressan alla Galleria Civica di Arte Contemporanea

30.08.2007

Sorpresa: il nostro Sito darà via webcam dalla Fiera Antiquaria di Arezzo la diretta on line dello scarico.
Appuntamento su www.eosarte.eu domani alle ore 15.00. E' la risposta del mercato dell'arte al lavoro a quello dei Grandi Fratelli e della violenza via cellulare. Magari sarà divertente e certamente più istruttiva e vera.

Arezzo, Fiera di Settembre al Prato: informazioni sulla Disciplina per il carico e scarico delle merci

Arezzo: l'Orchestra I Barocchisti” conclude il Guidoneum Festival durante la Fiera Antiquaria

Anghiari (AR): II Festival Paesi e Città in racconto. Narratori per diletto

Mostre, Padova: omaggio a Boccioni prefuturista

Mostre, Gorizia: “Vanità e decoro. Merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg”

Premio letterario Viareggio-Rèpaci 2007 78esima edizione

San Marco Argentano (Cosenza): l'edizione 2007 del premio di pittura estemporanea

Mostre, Palermo: Sinfonie di Giorgio Melzi alla galleria091

Mostre, Palestrina: "Ferro dell'altro mondo" di Giacomo Bagnaia

Mostre, Piombino: “L’immagine segreta” di Abdallah Khaled all'Accademia dei Ravvivati

Palermo: Mario Biondi e la Duke Orkestra al teatro Verdura

29.08.2007

Mostre, Lissone (Milano): Giorgio de Chirico & Alberto Savinio al Museo di Arte Contemporanea

Mostre, Lucca: Cartasia 2007

Mostre, Ravenna: Luca Longhi al Mar per il cinquecentenario della nascita

Mostre, Bologna: Orizzonte degli eventi – connessioni tra arte e scienza

Mostre, Milano: personale di Gianni Cuomo al Torchio - Costantini

Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi

Mostre, Bracciano (Roma): Archivolandi di Gerry Turano al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle

Mostre, Canneto sull’Oglio (Mantova): Bambole d’artista? Sono in Vespa!

Mostre, Roma: Hanging Out alla Notte Bianca

Torino: il calendario degli eventi del Museo Accorsi

Mostre, Bellinzona: Antonio Lüönd alla Galleria Balmelli

Mostre, Torino: i lavori di Giuseppe Chiari

Mostre, Pietrasanta: La robotica e i materiali innovativi nel Chiostro di Sant’Agostino

28.08.2007

Termoli: ad ottobre week end dedicato alla passione di Milwauke

Conferenze, Roma: conferenza e azione MEMORIA: creazione e richiamo di Masao Okabe al MLAC

Mostre, Parma:“Foodscapes – Art & Gastronomy”

Lugano (Svizzera): “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari” alla Galleria Gottardo

Due statue in terracotta dipinta, un San Francesco e una Santa Chiara di Giovanni della Robbia a Cortonantiquaria

Premio Letterario Viareggio Repaci 2007

Mostre, Monfalcone (GO): GIPI. La 'vita' tra le pagine. I romanzi a fumetti di Gian Alfonso Pacinotti

Mostre, Orta San Giulio (NO): Ortissima. Percorsi d'Orta a Palazzo Ubertini

Mostre, Modena: Arnold Mario dall’O – Ritratto di famiglia alla galleria Canalgrande18

Mostre, Parma: “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio” alla Fondazione Magnani Rocca

Gavi (Alessandria): Segreti geometrici e sensoriali dell’arte e dei vini in “Giustiniana” alla Tenuta La Giustiniana

27.08.2007

Arezzo: Grande successo del 55° Concorso Polifonico Internazionale

Ad ottobre la I edizione di DolcementePrato

Al via la 45a edizione di Cortonantiquaria

Mostre, Ravenna: “Renato Guttuso. La passione della forma”

Svetlana Ostapovici espone a Las Vegas negli Usa, mentre continua il suo successo alla 52. Biennale di Venezia

Mostre, Brufa (PG): Teodosio Magnoni alla XXI edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”

Vicchio: La “Fiera Calda”

Mostre, Ancona: la collezione Artemisia all'Atelier dell’Arco Amoroso

Mostre, Udine: “La Casa dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)”

Gorizia: settembre musicale nel Parco Coronini

Anghiari (Arezzo):Il II Festival nazionale Città e Paesi in racconto. Narratori per diletto

21.08.2007

La Galleria di Camberra acquista un De Chirico

Passeggiando con Cesare Pavese, Davide Lajolo, Beppe Fenoglio Itinerari letterari tra Langhe e Monferrato fino a Ottobre 2007

Subbiano (AR), Giorgio Albertazzi il 24 Agosto alla XX edizione di Pievi e Castelli in musica

LUCCA. In mostra nuovi sistemi per attirare turisti

20.08.2007

Bellissima statua colossale di Adriano recuperata a Sagalassos in Turchia da archeologi belgi

Scoperta tomba etrusca a Civitella Paganico in provincia di Grosseto.

Notizia ferragostana? I Bronzi di Riace erano forse tre.

Gli Uffizi acquistano da Fabrizio Moretti una tavola del Maestro del Bigallo appartenuta a Bardini

Una Santa Martina di Pietro da Cortona acquistata dal LACMA

Nel borgo medievale di Longiano (FC) inaugura il 25 agosto una sezione della mostra “Renato Guttuso.

Il San Francesco di Bernardino Mei ritrovato a Seggiano sarà presentato il 18 agosto al pubblico dopo il restauro

Cortona prepara la 45esima edizione della sua mostra antiquaria

Chiesa del Luogo Pio, Livorno , Jannis Kounellis - Michele Zaza fino al 31 Agosto

06.08.2007

Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi

San Lauro (Cosenza): momenti di aggregazione per celebrare la “Madonna del Carmelo”

La XXI edizione di Scultori a Brufa. La strada del vino e dell’arte

Concerto di San Lorenzo in Piazza Dante con l’Orchestra Sinfonica di Grosseto diretta da Franz Anton Krager

San Marco Argentano (Cosenza): Giornate normanne

03.08.2007

Mostre, Roma: Stop&Go per la Notte Bianca
 
San Marco Argentano (Cosenza): la X edizione del premio di pittura estemporanea
 
A settembre la XII edizione di Milano Film Festival

Massa Carrara: Ultima settimana per Lunatica 2007

Palermo: Franco Battiato al Teatro di Verdura

02.08.2007

Mostre, Ravenna: Critica in Arte al MAR
 
Mostre, Gorizia: una preziosa collezione di pizzi e merletti a Palazzo Coronini Cronberg
 
"Nascerai artista da Terni a Madrid"

Massa Carrara: Taranta Lunatica

Eugenio Riotto al Parco di Pinocchio a Collodi

Pietrasanta: Turris Babel, la nuova avventura espositiva per ASART

Mostre, Arezzo: Un viaggio nel colore di Mirella Milanini

Corchiano di Viterbo: l’VIII edizione del Fescellino d’oro con il Maestro Piovani

01.08.2007

Mostre, Vicenza: La rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma e Bisanzio

Roma: al via in autunno la MaratonArte

Gorizia: i prossimi concerti al parco Coronini

Roma: il restauro di Castel Sant'Angelo ha interessato anche la loggia di Giulio II del 1505

Massa Carrara: Progetto Speciale “Vite” a Lunatica 2007

Colle Val D'Elsa: appuntamento con LiberaCollaterale il 1 settembre

La XX edizione di Pievi & Castelli in Musica

San Marco Argentano: al via domani la kermesse “Estate sammarchese 2007”

L’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto diretta dal maestro Jesus Medina al Cassero Senese

Il progetto di valorizzazione dell' “Agro Prenestino Tiburtino”

Mazara: Concerto di Antonello Venditti per salutare il ritorno del Satiro Danzante

Il Circolo Ufficiali la scia dopo 70 anni Palazzo Barberini


Notizie 31.08.2007

Milano: Asta di Antiquariato, Moderno e Contemporanea a Viscontea Casa d’Asta

Giovedi’ 4 ottobre 2007 a partire dalle ore 10:00, presso Viscontea Casa d’Aste, avrà luogo un asta di Antiquariato, Moderno e Contemporaneo. L’esposizione allestita presso le sale della nuova sede di Via Pisacane 57, sarà aperta al pubblico dal 28 settembre al 2 ottobre 2007 con orario continuato dalle 10:00 alle 19:00.

Info: Viscontea Casa d’Aste, Via Pisacane 57 – 20129 Milano


Fondazione Guido d’Arezzo e Fiera Antiquaria insieme, per la prima volta, domani al Museo d’Arte Medievale di Arezzo. MUSICA E ANTIQUARIATO PER I BAROCCHISTI DI LUGANO

Calato il sipario sulla 55^ edizione del Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo con la vittoria dei francesi di Lione, componenti il Choeur National des Junes a Coeur Joie, la Fondazione Guido d’Arezzo ha ancora in serbo un gioiello da proporre al pubblico. Si tratta dell’ultimo concerto inserito nel programma del Guidoneum Festival – autentica novità di questo anno – che verrà eseguito domani 1 settembre alle ore 21 al Museo di arte Medievale e Moderna di Arezzo (via san Lorentino, 8) dall’orchestra “I Barocchisti” di Lugano. L’orchestra - diretta da Diego Fasolis, con il musicista svizzero Duilio M. Galfetti violino di spalla e solista - presenterà un suggestivo quanto interessante programma legato agli Stili musicali nella cultura del Settecento, sulle note di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel, Antonio Vivaldi e di François Joseph Gossec, capace di immergere il pubblico nella musica di quella straordinaria stagione che fu il Settecento. 

“Il concetto di stile muove da presupposti collegati al comportamento e alle fattezze, e bene si accompagna alle manifestazioni di genio e di creatività che quel comportamento o quelle fattezze intendono richiamare – sottolinea Francesco Luisi, presidente e sovrintendente della Fondazione Guido d’Arezzo.  Spesso lo stile si stigmatizza in accezioni di significato convenzionale che delimitano veri e propri modelli, poi i  modelli transitano da un piano all’altro della produzione artistica e intellettuale e si trovano utilizzati con valori universali. Così è, ad esempio, il riferimento allo stile barocco, allo stile galante, allo stile rococò e così via, senza alcun limite apparente riguardo all’oggetto individuato come base della definizione stilistica”.

E poiché il leitmotiv della serata è proprio lo stile d’epoca, ha una sua intrinseca coerenza la collaborazione per questo concerto con un partner particolare come l’Associazione Fiera Antiquaria che, proprio sabato 1 settembre ritorna ad esporre i propri banchi – dopo undici anni di assenza – al giardino monumentale de Il Prato.

“E’ un grande onore poter condividere una manifestazione così importante per la vita culturale ed artistica della città come il Concorso Polifonico Guido d’Arezzo e, nello specifico, il Guidoneum Festival, tanto strenuamente voluto dal professor Luisi – sostiene Paolo Nicchi, presidente dell’Associazione Fiera Antiquaria.  E’ significativo che le due manifestazioni aretine più conosciute in Italia e all’estero (senza niente togliere alla Giostra del Saracino) abbiano deciso di unire i propri sforzi per lavorare assieme con il dichiarato intento di offrire l’una all’altra le proprie peculiarità. Siamo così convinti della bontà di questo progetto che, già da adesso, stiamo pensando a manifestazioni comuni future, come esposizioni tematiche riguardanti strumenti musicali, partiture… “- conclude Nicchi.

L’ingresso al concerto è libero.

I Barocchisti

Il complesso raccoglie, sotto la guida di Diego Fasolis, l’eredità della Società cameristica di Lugano, che a partire dagli anni ’50, sotto la guida di Edwin Löherer, ha svolto un’attività fondamentale per il recupero delle opere vocali e strumentali del Barocco ottenendo successi concertistici e discografici di livello mondiale (tra cui vari dischi d’oro). Primo violino e violino solista è l’artista svizzero Duilio Galfetti. Il complesso si presenta in formazioni variabili e i musicisti provengono da varie esperienze con i maggiori complessi barocchi d’Europa. Il carattere latino delle esecuzioni improntate al virtuosismo e al ritmo equilibrati da una costante metodicità espressiva stimola il plauso del pubblico e della critica che, sin dalle prime apparizioni, ha scritto in termini entusiastici. Unitamente al Coro della Radio Svizzera in questi ultimi anni, con la direzione di Fasolis, ha realizzato diverse produzioni concertistiche e discografiche pluripremiate dedicate a Händel, Vivaldi, Bach, Galoppi, Scarlatti, Paisiello, Cassini, Mozart, Pergolesi. Il doppio CD Il Mondo alla Roversa di Galoppi è stato insignito del Premio Internazionale del Disco della Fondazione Cini di Venezia.


Mostre, Parma: “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”
La presenza nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca di due opere di Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995) costituisce lo spunto per l’organizzazione, dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, di un’iniziativa espositiva che renda omaggio a Burri attraverso una mostra antologica dal titolo “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”, organizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” di Città di Castello (PG). E’ noto che una sera di aprile del 1960 il pensiero di Luigi Magnani ondeggiava tra la soddisfazione per l’acquisto di un Sacco di Burri del 1954 e il timore di “scandalizzare” Giorgio Morandi che sarebbe venuto in visita a Mamiano il giorno successivo, e quasi arrivò a pensare di toglierlo dal muro per nasconderlo al pittore; alla fine il Sacco rimase dove si trovava, e Morandi, di fronte all’opera, si complimentò con Magnani, evidenziando con grande sensibilità e senso critico una caratteristica che non era ancora tra quelle più riconosciute all’opera di questo grande maestro, il massimo rigore progettuale e spaziale. A conferma di tale rapporto di stima reciproca si affianca al Sacco del 1954 una piccola splendida Combustione  donata da Burri a Magnani nel 1961. La mostra si snoda attraverso le sale espositive della Fondazione Magnani Rocca con un percorso emblematico di tutta l’articolata vicenda artistica di Burri. Le opere presenti sono esemplari scelti nell’osservanza del principio più volte ribadito da Burri stesso, secondo cui “il mio primo quadro è uguale all’ultimo”; le opere trovano collocazione nello spazio secondo un allestimento in relazione ad esso, altro principio caro al Maestro. L’arco cronologico copre tutta l’attività di Burri coi primi esperimenti dell’artista sulla materia, le mescolanze di colore a olio e sabbia o pietra pomice o altri frammenti di minerali, tese a creare una miscela densa e spessa, che si raggruma sulla tela e rifiuta l’appiattimento sul supporto. Anche quest’ultimo, d’altra parte, diventa presto oggetto di un’ulteriore innovativa ricerca che darà origine alle serie celebri dei Gobbi, opere in cui strutture metalliche (o, come nell’unico caso del primo “Gobbo” del 1950, con un ramo d’albero) premono dal retro sul tessuto della tela dando luogo a estroflessioni, prominenze, deformazioni. Da supporto neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo, sinergicamente partecipe del processo creativo. E’ a partire dagli inizi degli anni cinquanta che Burri comincia a realizzare i Sacchi, presentati in numerose mostre, personali e collettive, in Europa e in America, cui fanno seguito, negli ambiti di sperimentazione del Maestro, i Legni, le Combustioni, i Ferri. Nel decennio successivo le Plastiche diventano i materiali protagonisti delle sue opere. Dalla fine degli anni sessanta l’artista crea i Cretti, ottenuti con un impasto di caolino e vinavil e, a partire dalla metà degli anni settanta, i Cellotex, pannelli di compressi lignei per uso industriale, variamente sfogliati e dipinti. In mostra, fra l’altro, è presente l’importante Grande nero cellotex M2 del 1975, appartenente alle collezioni del Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di Parma. Nel 1981 Burri dona una ricca selezione di opere che verranno collocate nel palazzo Albizzini di Città di Castello, sede della Fondazione da lui voluta e attualmente presieduta da Maurizio Calvesi. La mostra, a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la Fondazione Burri, mette in risalto, accanto alle opere di grande formato, altri aspetti particolari della produzione di Burri, come libri d’artista in edizione limitata e opere di piccolo formato, che rispecchiano mirabilmente gli aspetti dell’arte del Maestro nell’equilibrio delle composizioni e della materia cromatica.

BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio

Mostra a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la Fondazione Burri

Catalogo edito da Silvana editoriale a cura di Chiara Sarteanesi e Simona Tosini Pizzetti con la collaborazione di Stefano Roffi

Allestimento a cura di Tiziano Sarteanesi.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4

Parma - Mamiano di Traversetolo.

Dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, dal martedì alla domenica orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)

Lunedì chiuso.

Tel. 0521 848327 / 848148    Fax 0521 848337    info@magnanirocca.it     www.magnanirocca.it

LA MOSTRA E’ REALIZZATA GRAZIE AL CONTRIBUTO DI

FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE S.P.A.  

Sponsor tecnici: Arterìa, Gazzetta di Parma, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels, TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico


Cerreto Sannita (BN): “Folli geni andati a male”

Sabato 1 settembre 2007 in occasione de “LA MOVIDA” III edizione della notte bianca la galleria GiaMaArt studio di Vitulano presenta “FOLLI GENI ANDATI A MALE”, una doppia mostra personale di due giovani artisti sanniti, Sara Cancellieri e Igor Verrilli. Genio incompreso, genio fallito, genio ribelle, quanti modi per descrivere il genio, ma qualè il modo per descrivere il genio artistico? Un uomo che riesce con i colori a descrivere e dare emozioni, a rappresentare follie, storie, drammi, tristezze e felicità, facendole proprie e soffrendo in prima persona. Come descrivere questa forma di genio se non come "folle genio andato a male". Cancellieri e Verrilli incarnano in pieno questa forma di genio, ambedue calati in rappresentazioni di mondi reali con temi diversi tra di loro, ambedue nemici dell'unico amico degli artisti "il colore" regalando sfumature di grigi nei loro racconti anacronistici o improbabili. Cancellieri e Verrilli, geni incompresi, geni ribelli, geni andati a male, ma non geni falliti.

Orari: dal martedì al sabato ore 17.00 - 20.00 e per appuntamento, (possono variare verificare sempre via telefono)

Info: GiaMaArt a r t e  c o n t e m p o r a n e a, Via Iadonisi, 14 · 82038 Vitulano (BN) · Italy, Tel./Fax 0824.878665 · Cell. 338.9565828 · Web: www.giamaartstudio.it · E_mail: info@giamaartstudio.it


Ghibellina: “La notte, la luce aspettando l’alba”

L’ultima lunga notte di Gibellina si svolgerà al suono dei tamburi. Tra sabato 1 e domenica 2 settembre si concludono infatti gli appuntamenti de “La notte, la luce aspettando l’alba” inseriti nelle Orestiadi 2007. Dopo mezzanotte il Baglio di Stefano di Gibellina sarà animato dal gruppo dei Tamburi Siciliani, sei strumentisti di Aspra diretti da Gaetano La Licata. A ruota, Mario Pirovano riporterà in scena “Lu Santo Jullare Françesco” di Dario Fo, in particolare il “discorso di Francesco ai Bolognesi”, famosa “concione” del 1222, ricostruita da Fo sulla base della tradizione popolare, di cronache e testimonianze dirette; non predica moralistica ma affabulazione ironica, poetica, a volte sarcastica, sulla guerra, che fa ricorso al particolare linguaggio dei giullari fatto di lombardo, siciliano, umbro e napoletano, inframmezzato da vocaboli latini, spagnoli e provenzali, comprensibile ovunque e comunque. All’interno dello spettacolo Pirovano reciterà anche “Il Cantico delle Creature”. Dopo una breve pausa – durante la quale gli spettatori potranno rifocillarsi nel ristorantino che propone piatti della cucina araba e mediterranea o nel posto di ristoro che invece si affida alla tradizione della cucina siciliana - sarà la volta di un concerto di chitarra di Francesco Buzzurro. A chiudere ancora i tamburi di Gaetano La Licata. Biglietto: 6 euro. Il 4 e 5 settembre alle 21,15 al Baglio di Stefano debutta “La mia vita vorrei scriverla cantando”, primo dei due spettacoli che la Fondazione Orestiadi e la Fondazione Buttitta dedicano al poeta Ignazio Buttitta. La regia è di Enrico Stassi con lo interpreta al fianco di Franco Scaldati, Tano Avanzato ed Etta Scollo accompagnata dal fisarmonicista Pier Paolo Petta. Le luci sono di Tonino D’Aloisio. Un recital ideato scenicamente e costruito da Emanuele Buttitta, nipote del poeta bagherese, memoria storica e profondo conoscitore della sua opera. Lo stesso Emanuele Buttitta ha collaborato con Moni Ovadia per dar vita ad “Amicu di cento anni canasciutu ora”, recital in programma il 6 e 7 settembre. Ovadia, che in scena sarà accompagnato dal gruppo musicale degli Alkantara, conobbe Buttitta parecchi anni addietro, avviando con lui un lungo scambio epistolare. Rapporto di penna e di comuni intenti che Ovadia recupera oggi dedicando all’amico poeta un commosso omaggio tra prosa, musica e versi. Spiega Emanuele Buttitta: “I caratteri e i mezzi della scrittura di Buttitta sono quelli propri di una letteratura, classica e medievale, che non conosce subalternità culturali fra classi. Perché Buttitta, poeta culto e popolare, vuole comunicare con tutti e ci riesce, parla al contadino e all’imprenditore. In ciò è la sua specificità nel panorama letterario contemporaneo, e la sua forza rivoluzionaria”. Biglietto per ciascun recital: 12 e 10 euro.

Biglietti: 12 e 10 euro per gli spettacoli dell’Omaggio a Buttitta

6 euro per “La Notte, la luce aspettando l’alba”

botteghino direttamente al Baglio di Stefano

Prenotazioni: 092467844.

Info: Fondazione Orestiadi - Baglio di Stefano – Ghibellina, 092467844 Sito: www.fondazione.orestiadi.it


Firenze: al via la IX edizione di Settembre in Piazza della Passera

IX edizione per SETTEMBRE IN PIAZZA DELLA PASSERA, organizzata da Stefano Di Puccio dei “4 Leoni” e dall’Associazione culturale IN PIAZZA, manifestazione che, per una settimana circa, anima uno dei più intriganti e caratteristici angoli di Firenze con spettacoli di musica, teatro, arte, fotografia e quant’altro. Un piccolo festival autonomo che è diventato ormai uno degli appuntamenti imperdibili del settembre fiorentino. Direttore artistico della rassegna musicale è Alessandro di Puccio che, in ogni edizione, presenta generi diversi in sintonia con i gusti del pubblico eterogeneo che frequenta la piazza. Si parte lunedì 3 settembre con Stefano “Cocco” Cantini “quartet” che presenta The sound of the “Train”.

Uno straordinario quartetto jazz che si distingue per il suono, l’energia e il lirismo. Stefano Cantini ha suonato e collaborato con i più grandi jazzisti di tutto il mondo tra i quali Chet Baker, Elvin Jones e Michel Petrucciani. Sarà accompagnato da altri tre straordinari musicisti come: Ares Tavolazzi bassista di levatura assoluta, fondatore degli Area, che vanta collaborazioni con Richard Galliano, Kenny Wheeler; Francesco Maccianti grande pianista toscano che ha suonato con moltissimi solisti di grande caratura come Massimo Urbani, Larry Nocella, Tonolo, Joe Chamber ed Essiet Essiet con i quali ha registrato il suo ultimo lavoro discografico per la Philology; infine Piero Borri, già collaboratore di Art Farmer, Eddie "Lokjaw" Davis, Joy Garrison, Tristan Holsinger, Karl Potter, Mark Abrams, Noah Howard e tantissimi altri.

Martedì 4 settembre è la volta di Barbara Casini, un artista dalla personalità indiscutibile e stupenda interprete del repertorio jazz brasiliano. Con lei Mauro Negri al clarinetto, Giovanni Guidi al piano, Raffaello Pareti al contrabbasso e  Enzo Zirilli alla batteria in una serata dal titolo “Volare. Viaggio nella canzone d’autore”. In prima nazionale, Ray Mantilla con “Space Station” sarà sul palco di Piazza della Passera mercoledì 5 settembre. Un nuovo progetto per gli Space Station del grande showman Ray Mantella, che vuole essere un omaggio al grande Tito Puente, uno spettacolo di raffinata bellezza dove i musicisti radunati da Mantilla rappresentano una testimonianza del sound Newyorican, con lui Edy Martine al piano, Cucho Martinez al basso, Bill Elder alla Batteria e Mike Freeman al Vibrafono. Oggi a pochi anni dalla morte di Tito Puente, Mantilla continua la tradizione musicale del maestro con una vena latina più jazz e contemporanea.  

Giovedì 6 settembre arriva in città  il “Cirko Guerrini”, condotto da Mirko Guerrini, nome storico del “sassofono italiano”, noto per le sue collaborazioni con Stefano Bollani, Ivano Fossati, la Millennium Bug Orchestra e molti altri. “Cirko Guerrini”, è un viaggio in tredici momenti nel pittoresco mondo del circo, un brano per ogni personaggio caratteristico, dalla moglie del lanciatore di coltelli, al giocoliere, al clown, al pinguino, e così via. Un progetto dall’evidente sapore felliniano, godibile, divertente, fatto anche di note pungenti, sarcastiche e a volte un po’ malinconiche. Con Guerrini naturalmente al sax tenore, abbiamo Mauro Grossi al pianoforte, Saverio Tasca al vibrafono, Daniele Mencarelli al contrabbasso e Paolo Corsi alla batteria. Anche per questa nona edizione, venerdì 7 settembre, si festeggia  la tradizionale Festa della Rificolona, festa dedicata naturalmente ai bambini e non solo. Per i bambini alle 17 La comic band parade esilarante spettacolo ad opera della Teca dell’Immaginario, merenda fino all'inizio del concerto e sfilata delle rificolone nel quartiere con partenza e arrivo nella Piazza. Alle 21.30, invece, Settembre in piazza della Passera chiude con il concerto della straordinaria Rossana Casale. E' un trio jazz quello proposto dall’artista in questa occasione, accompagnata al piano da Luigi Bonafede e al basso da Aldo Mella. Dopo due anni di tour e più di 250 concerti con il suo famoso progetto dedicato a Billie Holiday, la cantante nata a New York ma di origini veneziane non rinnega il suo amore per il jazz, con standard che hanno fatto la storia della musica afroamericana e fra quali non mancherà un omaggio alla storica jazz singer. Si ricorda che tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero, hanno inizio alle ore 21.30 e si svolgeranno all’aperto in Piazza della Passera. In caso di pioggia, saranno spostati presso l’Auditorium del Musicus Concentus, Sala Vanni in Piazza del Carmine. La manifestazione è realizzata con il contributo di Trattoria 4 Leoni, Caffè degli Artigiani, il Magazzino Osteria Tripperia e grazie a  Braccialini, Giunti al Punto librerie, Marchesi de’ Frescobaldi, GiulioTanini, Gherardini, Replay Store, Banco Desio Toscana S.p.A., Hotels Lungarno, ILCO 2000, Acqua Panna, Diladdarno.

L’Associazione Culturale IN PIAZZA  sostiene Amici di Angal Onlus.

Info: info@4leoni.com, tel. 055/218562

Programma 2007

Lunedì 3 settembre, ore 21.30 - Stefano “Cocco” Cantini  “ quartet” - Stefano Cantini, sax tenore & soprano - Francesco Maccianti, pianoforte – Ares Tavolazzi, contrabbasso - Piero Borri, batteria  

Martedì 4 settembre, ore 21.30 - Volare. Viaggio nella canzone d’autore - Barbara Casini, voce - Mauro Negri, clarinetto - Giovanni Guidi, piano - Raffaello Pareti, contrabbasso – (Special guest) Enzo Zirilli, batteria

Mercoledì 5 settembre, ore 21.30 - Ray Mantilla “Space Station” - Tribute to Tito Puente & Cal Tjader - Ray Mantilla, Percussioni - Edy Martinez, Piano - Cucho Martinez, Basso - Bill Elder,  Batteria - Mike Freeman, Vibrafono

Giovedì 6 settembre, ore 21.30 - “Cirko Guerrini” - Mirko Guerrini, sax tenore – Mauro Grossi, pianoforte – Saverio Tasca, vibrafono – Daniele Mencarelli, contrabbasso – Paolo Corsi, batteria 

Venerdì 7 settembre - ore17,30 - Festa della Rificolona - La Teca dell’Immaginario presenta il CLOWN GIONI - IL CIRCO IN PIAZZA DELLA PASSERA - Merenda, animazione spettacolo e parata delle rificolone per le vie del quartiere

ore 21.30 - Rossana Casale “Jazz Trio” - Rossana Casale, voce - Luigi Bonafede, pianoforte – Aldo Mella, contrabbasso

Info: info@4leoni.com - www.4leoni.com ; www.piazzadellapassera.com - tel. 055/218562


Trento: il corso di Astrazione lirica di Italo Bressan alla Galleria Civica di Arte Contemporanea

Riprendono dopo la pausa estiva i corsi di pittura presso la Galleria Civica di Arte Contemporanea. Dal 4 al 7 settembre, infatti, sarà l'artista trentino Italo Bressan a condurre appassionati e curiosi alla scoperta dell tema dell' astrazione lirica. I laboratori di Scuola di pittura hanno ottenuto, per i primi appuntamenti, un successo enorme. Moltissime sono state infatti le richieste di partecipazione da parte del pubblico, che ha affollato le lezioni e seguito con entusiasmo le proposte dei maestri, armeggiando con tele e pennelli. Le tre tematiche affrontate sono state l'astrattismo, il ritratto e il nudo. Italo Bressan è nato a Vezzano nel 1950 ed oggi vive e lavora fra Trento e Milano. L'artista crea opere di forte intensità cromatica in cui i i colori, i rossi, i blu, i gialli, gli arancioni e i verdi, rispecchiano il mutare dei pensieri e delle emozioni che li hanno originati, con una specifica attenzione ai supporti.

Negli ultimi anni, particolarmente importante è stata l'introduzione del vetro come base per la pittura, che ha permesso all'artista di sviluppare un' indagine originale e articolata, particolarmente concentrata sul concetto di "macchia".

Nel workshop in galleria l'artista lavorerà con acquarello, gouache (tempera) e matite e analizzerà il rapporto tra colori fondamentali e complementari.

L'iniziativa è organizzata con il supporto di Centro Color e Movimento Turismo del Vino Trentino Alto Adige (mtvtrentinoaltoadige.it)

Info: Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, 0461.985511


Notizie del 30.08.2007

Sorpresa: il nostro Sito darà via webcam dalla Fiera Antiquaria di Arezzo la diretta on line dello scarico.

Appuntamento su www.eosarte.eu domani alle ore 15.00.

E' la risposta del popolo del mercato dell'arte al lavoro a quello dei Grandi Fratelli e della violenza via cellulare.

Magari sarà divertente e certamente più istruttiva e vera.

Si chiama www.eosarte.eu e da un po’ di tempo stiamo lavorando a questo nostro secondo sito, il punto EU, che raccoglierà dalla versione italiana, il punto IT, Notizie, Articoli e Rubriche di maggior interesse internazionale.

Il sito è già attivo in versione sperimentale e non saremmo ancora pronti per lanciarlo, anche se basta clikkare il banner di EosArte.eu per vederlo.

Ma l’evento Fiera di Arezzo del 1 e 2 Settembre, particolare in molti sensi, ci ha spinto a tentare un esperimento.

Quindi domani abbiamo deciso di mettere on line lo scarico. Il collegamento via webcam avverrà intorno alle ore 15.00.

Sarà quindi possibile vedere in diretta il mondo degli operatori al lavoro. Lo scarico, la scoperta delle trouvailles da parte dei conoscitori, ed anche la fatica ed il sacrificio che c’è dietro tutto questo: quella degli operatori del mercato e degli stessi responsabili dell’organizzazione.

E’ la nostra risposta, quella del popolo del mercato dell’arte di cui facciamo parte, ai Grandi Fratelli, alle Isole dei Famosi ed anche alla cultura della violenza on line che parte dai cellulari.

Abbiamo pensato che è bene si metta un po’ a confronto la cultura del lavoro, la cultura del mercato dell’arte, con quella Cultura Italiana che monopolizza l’attenzione dei media. Non sappiamo se sarà più divertente. Certamente più istruttiva e vera. Niente di artificioso, nessuna sceneggiata. Che magari piaccia?

Ovviamente registreremo a rimanderemo il tutto in differita, per chi a quell'ora non è al pc, e comunque faremo collegamenti in diretta dalla Fiera Antiquaria durante tutto il suo svolgimento, quindi consigliamo di entrare spesso nel sito.

Fra l’altro i lettori del nostro sito sanno bene che con questa Fiera Antiquaria di Arezzo, si apre di fatto il mercato autunnale dell’antiquariato, perchè Cortonantiquaria si è aperta appena pochi giorni fa.

Qui si vedranno i primi sintomi dell’andamento del mercato autunnale dell’arte, tanto che lo stesso direttore scientifico di Nomisma, Stefano Stanzani, che cura i ben noti Rapporti annuali sullo stato del mercato, sarà ad Arezzo in Fiera sabato per raccogliere le impressioni degli operatori sull’andamento e le previsioni del mercato.

Atteso sabato ad Arezzo anche il Segretario nazionale della Fima, Carlo Teardo, anche lui per vedere le propensioni degli operatori e del pubblico.Il lavoro visibile al pubblico sarà quello da domani alle 14.00, mentre da parte degli operatori e dell’organizzazione tanto ne è stato fatto a monte per prepararlo.

Noi di EoaArte con i limitati mezzi di questo Sito più non possiamo fare, ma pensiamo di dare  il nostro contributo al successo del mercato.

In contemporanea l’artista Antonino Cammarata , anche lui on line via webcam su EosArte.eu realizzerà un’opera dedicata alla fiera antiquaria direttamente dal suo studio in Sicilia.


Arezzo, Fiera di Settembre al Prato: informazioni sulla Disciplina per il carico e scarico delle merci

Su proposta dell'Associazione Fiera Antiquaria e in accordo con la Soprintendenza, come è noto ai lettori, l'edizione della Fiera Antiquaria che si svolgerà sabato 1 e domenica 2 settembre avrà come location l'area del Prato e quella di via Buozzi.

A tale proposito il Comune di Arezzo – Servizio Comunicazione informa che tale evento rende necessaria una specifica disciplina oraria per il carico e scarico delle merci dei quasi 500 espositori tenuto conto anche della concomitanza con la rievocazione storica della Giostra del Saracino, che rende opportuno il posizionamento dei titolari di posteggio nel pomeriggio del giorno 31 agosto.
In particolare vengono invitati tutti gli operatori di Fiera Antiquaria titolari di posteggio ad effettuare le operazioni di scarico delle merci dalle ore 13 alle ore 17 di venerdì 31 agosto, secondo quanto indicato nell'apposito pass rilasciato dalla Polizia Municipale.
Nella giornata di domenica 2 settembre invece le operazioni di carico (ripartenza degli operatori) non potranno iniziare prima delle ore 19, ora prevista per la fine della "Giostra del Saracino" e comunque non appena l'afflusso del pubblico lo consentirà.
Inoltre le operazioni di carico e scarico della merci dovranno essere effettuate lasciando lo spazio sufficiente al transito dei veicoli degli altri espositori che devono raggiungere il posteggio avuto in concessione.
Per quanto riguarda gli spuntisti: i posteggi che non verranno occupati dai titolari entro le ore 17 del 31 agosto, saranno considerati liberi e saranno assegnati in spunta la mattina di sabato. Gli spuntisti dovranno montare le loro strutture entro e non oltre le 9 dello stesso giorno e comunque entro mezz'ora dal termine delle operazioni di spunta.
Inoltre tutti gli operatori sono tenuti al rispetto delle disposizioni contenute nel disciplinare loro consegnato al momento dell'assegnazione del posteggio.

Su questo ultimo punto l'organizzazione della Fiera non si stanca di raccomandare agli operatori il rispetto del Prato.


Arezzo: l'Orchestra “I Barocchisti” conclude il Guidoneum Festival durante la Fiera Antiquaria

Sabato 1 settembre, alle ore 21, conclude il Guidoneum Festival il concerto proposto dall’Orchestra “I Barocchisti” diretta da Diego Fasolis con il musicista svizzero Duilio M. Galfetti violino di spalla e solista.

Per l’eccezionale serata sarà il Museo di Arte Medievale e Moderna (via san Lorentino) ad aprire le sue sale, ove riecheggeranno musiche di Bach, Charpentier, Händel, Gossec e Vivaldi capaci di immergere il pubblico nella musica di quella straordinaria stagione che fu il Settecento.

Il concerto ha, inoltre, un’altra caratteristica inedita. E’ organizzato in collaborazione con l’Associazione Fiera Antiquaria di Arezzo che, proprio sabato 1 settembre, ritorna ad esporre i propri banchi – dopo undici anni di assenza – al giardino monumentale de Il Prato.

E’ un grande onore poter condividere una manifestazione così importante per la vita culturale ed artistica della città come il Concorso Polifonico Guido d’Arezzo e, nello specifico, il Guidoneum Festival, tanto strenuamente voluto dal professor Luisi – sostiene Paolo Nicchi, presidente dell’Associazione Fiera Antiquaria.

La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è realizzata anche grazie al contributo dell’Unione europea, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Arezzo, dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e di BancaEtruria.


Anghiari (AR): il Festival Paesi e Città in racconto. Narratori per diletto

Tre giorni interamente dedicati alla memoria in forma scritta: è il Festival dell’Autobiografia, che si svolge da domani 31 agosto al 2 settembre ad Anghiari. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è organizzata dalla Libera Università dell’Autobiografia assieme al comune di Anghiari e all’Università di Milano-Bicocca con il patrocinio della provincia di Arezzo e della Regione Toscana. Protagonisti i cosiddetti narratori per diletto - ovvero coloro che si sono dedicati a fissare sulla pagina scritta il ricordo di un’esperienza, una memoria -, oltre ad esperti di memorialistica e memoria storica, e case editrici specializzate, senza dimenticare le persone comuni, i paesi, le comunità che sono oggetto del ricordo scritto. Così, per tre giorni, le strade e le piazze del piccolo centro medievale dell’Aretino si animeranno con spettacoli, letture, incontri. Tra questi i Cenacoli Letterari su poesia, prosa, psicologia dell’autobiografia e vari eventi speciali, tra cui l’omaggio a Lalla Romano. Da segnalare la presenza di ben 181 libri autobiografici (equamente suddivisi tra 84 uomini e 77 donne, “le donne scrivono di più, ma gli uomini hanno più coraggio a presentarsi alle case editrici” - sostiene Ada Ascari, consigliere della Libera Università dell’Autobiografia) pervenuti alla segreteria del Festival e affidati alla lettura dei collaboratori scientifici, con un picco anagrafico over 60. Le case editrici presenti sono sedici (Alberti Editore, Alieno Editrice, Beppe Dini, Davide Ghaleb, Memori, Ponte alle Grazie, Casiraghi Editore, Editrice Zona, Edizioni Biografiche, Edizioni Del Cerro, Il Fiorino, Il Foglio, il Lunario, Maremmi Editore, Sergio Antolini Editore, UCEB).

Festival dell'Autobiografia


Mostre, Padova: omaggio a Boccioni prefuturista

Dal 27 ottobre 2007 al 27 gennaio 2008 la Galleria Civica d'Arte Contemporanea ospiterà, dopo un lavoro impegnativo di ristrutturazione architettonica e funzionale, la mostra dal titoloBoccioni prefuturista. Gli anni di Padova”. La mostra ricostruirà il contesto cittadino nel quale acquisteranno plastica evidenza, sia narrativa che espositiva, quei soggetti che hanno attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire dalle presenze fondamentali della madre, della sorella, dell’amata Ines e della cugina pittrice Adriana Bisi Fabbri, ritratta da Umberto in un celebre olio, che visse con la madre e la sorella dell’artista dal 1900 al 1905. A queste quattro donne si uniscono, sullo sfondo, le due signore milanesi Baer e Ruberl (destinate a diventare madre e moglie di amici e collezionisti di Boccioni) con cui Boccioni manterrà sempre rapporti affettuosi sino alla fine. In questa ricostruzione Padova appare veramente “città materna”, votata agli affetti e alle presenze femminili. Nella sfera più pubblica e lavorativa Boccioni intrecciò, invece, rapporti non superficiali con affermati professionisti cittadini che ritrasse in un originale versione di post- impressionismo, energico e fortemente espressivo, circoscritto a quel periodo: l’avvocato Gopcevich che si fece ritrarre durante il viaggio a Parigi, il dottor Tian che lo salvò da una fatale broncopolmonite contratta durante il viaggio in Russia, i fratelli Brocchi (Virgilio scrittore e Valerio scultore) socialisti di lungo corso e il cavalier Tramello, funzionario della banca d’Italia, vissuto a lungo a Roma. Il contenuto della mostra e i testi in catalogo ricostruiranno relazioni, intrecci e scenari presentando materiali e contributi inediti. Oltre ai quadri che l’artista dipinse a Padova, provenienti da importanti collezioni pubbbliche e private, ci sarà in mostra un’accurata selezione di tempere commerciali di gusto liberty che Boccioni dipinse tra il 1903 e il 1906, oltre a numerosi disegni di formazione e un ricco materiale documentario costituito da fotografie, oggetti, lettere, documenti. I tre artisti attivi a Padova in quegli stessi anni, Ugo Valeri, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, saranno presenti in mostra con sezioni mirate che presenteranno opere, disegni e testimonianze inedite relativi a quegli stessi anni compresi tra il 1902 e il 1907. La mostra sarà curata dalla stessa studiosa che ha restituito evidenza al segmento padovano della vita e della formazione dell’artista precisando molti aspetti sinora ignorati oppure oggetto di supposizioni. Oltre al testo principale di Virginia Baradel ci saranno in catalogo importanti contributi di approfondimento: di Nico Stringa incentrato sul rapporto tra Boccioni e Venezia, dello storico padovano Lino Scalco che traccerà l’affresco della città nei primi anni del ‘900, di Simone Nicotra, discendente dell’amico fraterno di Boccioni Mario Nicotra, che tratterà della vocazione alla scrittura emersa durante il soggiorno catanese e della psicanalista Franca Munari che proporrà delle riflessioni sulla figura e sul legame con la madre, figura cardine della vita ma anche dell’opera di Boccioni. Il catalogo edito da Skira pubblicherà per la prima volta in modo esteso e documentato le novità emerse nelle ultime fortunate ricerche su Boccioni padovano e si comporrà per capitoli intesi come “ritratti” dei personaggi che animano lo scenario padovano intorno alla presenza, assai più consistente di quanto si pensasse fino ad oggi, di Umberto Boccioni. I documenti ritrovati (stato famiglia, registro della cresima, fogli di leva, domicilî, articoli di giornale) consentono infatti di datare circostanze biografiche che mostrano come il pittore a Padova fosse di casa, come gli ambienti culturali cittadini fossero ben informati della sua presenza, nonché incuriositi dalla sua eccentricità, sia dal punto di vista esistenziale che artistico.

Orario: 10.00 – 18.00, lunedì chiuso

Catalogo Skira - Biglietti: interi € 7,00, ridotti € 4,00

Info: 049 8204544


Mostre, Gorizia: “Vanità e decoro. Merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg”

Fervono gli ultimi preparativi per gli allestimenti della prossima mostra che la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg intende presentare al pubblico ed agli estimatori dal 14 settembre al 28 novembre 2007. Nel ricco programma di appuntamenti e manifestazioni per l’anno in corso, infatti, oltre alle conversazioni ogni 15 del mese, ai concerti estivi nel parco, all’ospitalità data al premio cinematografico “S. Amidei” lo scorso mese di luglio ed al Puppet Festival che in questi giorni sta animando il prato antistante il palazzo Coronini, è prevista anche una rassegna dedicata a una delle collezioni d’arte più ricche appartenute alla nobile famiglia goriziana. Protagonisti raffinati pizzi e delicati merletti come preziose opere d’arte.

Dal 14 settembre, quindi, nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, saranno esposti bordure, colletti, jabot, cuffiette, polsini e fazzoletti, tutti di pregevole fattura realizzati fra il XVII e l’inizio del XX secolo. In tutto 66 manufatti, prescelti con la consulenza tecnica della studiosa e collezionista danese Marianne Stang.

Un panorama completo delle diverse tipologie di merletti che costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare tradizione artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli. Si potranno ammirare, attraverso un’accattivante e scenografico allestimento, pizzi veneziani con raffinati effetti a rilievo e pizzi milanesi dalla caratteristica lavorazione a nastrino; pregiati merletti di Bruxelles, nelle varianti antiche e in quelle suntuose denominate “Duchesse” prodotte a metà del XIX secolo a Bruges; delicati pizzi in seta nera Chantilly, la lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla duchessa di Longueville Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny e sorprendenti Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie esagonali con fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche l’esemplare più importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo Coronini”, una splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque metri e alta sessanta centimetri con motivi floreali eseguiti ad ago a lavorazione fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto Sedan e punto quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio di famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 dalle città di Francia al Vaticano.  

La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel 1912 tramite l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del conte Eduard Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov e zio materno del conte Guglielmo Coronini.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Scuola Merletti di Gorizia ed il contributo della Friulcassa S.p.A. Cassa di Risparmio Regionale, è curata da Cristina Bragaglia Venuti che firma anche il relativo catalogo insieme a Marina Vidoni.

L’inaugurazione è fissata per le ore 18.00 del prossimo 14 settembre. Gli orari di visita coincideranno con quelli di apertura al pubblico del Palazzo Coronini Cronberg (da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20). Dal mese di novembre la domenica aperto solo su prenotazione.

 

Info: segreteria Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle 14) tel. 0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail info@coronini.it, sito web www.coronini.it.


Premio letterario Viareggio-Rèpaci 2007 78esima edizione 

La giuria, esaminate con scrupolo e competenza le opere finaliste delle quattro classi del premio – Narrativa, Poesia, Saggistica e Opera Prima – e superato con una lunga discussione un primo imbarazzo nello scegliere opere tutte di grande qualità, annuncia oggi i libri vincitori di questa edizione 2007 del Premio letterario Viareggio-Rèpaci, che sono per la Narrativa Ultimo Parallelo di Filippo Tuena (Rizzoli), per la Poesia Marmo di Silvia Bre (Einaudi) e per la Saggistica Buio di Paolo Mauri (Einaudi).

La giuria ha inoltre ritenuto di assegnare una menzione speciale a tutte e tre le opere finaliste nella classe Opera Prima, che sono Figlia di una vestaglia blu di Simona Baldanzi (Fazi), Fideg di Paolo Colagrande (Alet) e Freni di Paolo Fallai (edizioni e/o). Le motivazioni saranno rese note nella relazione finale della giuria, prevista dallo statuto del premio, durante la cerimonia di consegna che si terrà stasera alle 21.30, presso il Cinema Teatro Eden di Viareggio (Viale Margherita 22). Ai vincitori verrà consegnata una piccola scultura in bronzo dell’artista Marcello Pietrantoni. A conclusione della serata verrà assegnato il Premio Internazionale Viareggio Versilia, attribuito all’unanimità dalla Giuria nella riunione del 22 giugno ad Arturo Paoli in riconoscimento di una vita spesa “per la cultura, l’intesa tra i popoli, il progresso sociale, la pace”. Simbolo del Premio Internazionale è la colomba della pace dell’artista viareggino Gionata Francesconi. Alla cerimonia di premiazione sono invitati in qualità di ospiti d’onore lo scrittore Manlio Cancogni vincitore del Premio Viareggio per la Narrativa 1985, la poetessa Gabriella Sobrino e il senatore Giovanni Pieraccini, al quale si deve la donazione di un’importantissima collezione di opere d’arte per la futura Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) di Viareggio. Alla serata saranno presenti i finalisti dell’edizione 2007 del premio.

LE TERNE


San Marco Argentano (Cosenza): l'edizione 2007 del premio di pittura estemporanea

Il premio di pittura estemporanea tenutosi a San Marco Argentano ha avuto, per il valore dei lavori proposti e per il prestigio della qualificata giuria, una vasta eco. Virginia Mariotti, assessore alla cultura della cittadina normanna, soddisfatta per l’attenzione riposta all’iniziativa, è già in fermento per assegnare alla prossima edizione (XI) ancora più slancio e diffusione. Tutte le sezioni del concorso (adulti, ragazzi e bambini) hanno registrato alta partecipazione e le opere realizzate sono state eseguite con notevole perizia. La giuria, che ha decretato i vincitori, è stata presieduta dal competente architetto Francesca Lucà. Fra gli altri componenti della commissione citiamo Adele Bonofiglio, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Calabria e lo storico dell’arte Edvige De Rose. Ha espresso gratitudine per le importanti presenze nella cittadina normanna il sindaco Pinotto Mollo, il quale ha inviato loro una missiva che fra l’altro riporta: «... L’edizione 2007 ci ha regalato grandi soddisfazioni, sia per l’elevato livello dei lavori prodotti e sia per il Vostro qualificato, competente e valido apporto. ...». La prossima edizione, così come afferma l’assessore Mariotti, avrà come tema “Memorie storiche nell’antica Argentanum”, che certamente darà la possibilità di evidenziare il rilevante patrimonio storico ed artistico della città di San Marco Argentano.


Mostre, Palermo: Sinfonie di Giorgio Melzi alla galleria091

La galleria091, diretta da Carola Fazio, fa parte del progetto artsinergy, nato dall’idea del critico d’arte Amnon Barzel, curatore delle mostre del Metropolitan e del Chelsea Museum di New York.

Più gallerie d’arte distribuite su tutto il territorio, economicamente indipendenti ma unite dalla direzione artistica dei critici, che selezionano accuratamente artisti ed opere e organizzano gli eventi. In questa rosa di artisti, entra a far parte GIORGIO MELZI. Una ventina di opere inedite verranno esposte alla galleria091. Dal 20 settembre al 6 ottobre 2007 sarà aperta al pubblico la prima mostra del Maestro Giorgio Melzi, artista milanese ma legato dal lontano 1972 alla nostra terra, con personali a Taormina, Enna, Letojanni, Naxos, Messina, Agrigento; si innamora dei colori caldi, teneri ed intensi della Sicilia fino ad imprimere alle sue tele colori gialli ocra, aranci e blu con tutte le gradazioni proprie del mare siciliano. Collezionisti, mercanti e galleristi attendono il nuovo Giorgio Melzi, un’artista che, innamorato del colore, è naturalmente capace di rigenerarsi e di rinnovare il proprio spirito creativo da cui emerge, armonioso, un modo variegato di sensazioni, di immagini e di ricerca artistica personale. Sinfonie, non è solo un insieme pensato di note e colori ma un insieme di sentimenti che proviene solo da chi ha ricevuto un dono: la capacità di trasmettere emozioni creando opere uniche, quelle che arricchisco anche chi non le “capisce”, perché inevitabilmente hanno influenzato la storia dandone significato

Un evento che coinvolgerà anche il collezionista più conservatore.

Orario: Dal lunedì al venerdì ore 17,00/19,30 o su appuntamento, Sabato ore 10,30/13,00 - Ingresso libero

Info: galleria091 […ESSERE ARTE ] Via Enrico Fermi 38/40 - 90145 Palermo Tel 091 681 40 67


Mostre, Palestrina: "Ferro dell'altro mondo" di Giacomo Bagnaia  

Dal 14 settembre al 14 novembre 2007, presso lo studio medico Banica, una mostra di sculture assai originale: Giacomo Bagnaia recupera vecchi oggetti del passato, pezzi di attrezzi agricoli, utensili in disuso e dà loro nuova vita, liberandoli dalla ruggine del tempo: ecco allora che una vecchia vanga diventa il volto di un gendarme, le pale di una motozappa si trasformano in piume d'uccello, doghe di botte impersonano una flessuosa ed affascinante rappresentazione della maternità.

Un mondo fantastico nato dal genio creativo di Giacomo Bagnaia, che ha scoperto questo suo dono in età matura, interpretando la scultura non solo come libero sfogo della fantasia, ma anche come percorso della memoria.

Un mezzo per conoscere, acquisire nuovi spazi per andare oltre nell'avventura della vita: un senso dell'avventura che Bagnaia, paracadutista, ha trasmesso ai suoi tre figli, anch'essi paracadutisti come lui.


Mostre, Piombino: “L’immagine segreta” di Abdallah Khaled all'Accademia dei Ravvivati

Dal 1 al 20 settembre 2007 l'Accademia dei Ravvivati ospiterà la mostra “L’immagine segreta” di Abdallah Khaled. Nelle pitture dell'artista si coglie il mistero di un mondo che sembra del tutto scomparso, irrecuperabile, ma fortunatamente ci sono ancora degli angoli nel mondo non omologati al nostro modo di vivere pieno di stimoli artificiali. Uno di questi angoli è la Piccola Kabylia dove è nato Khaled, una regione di lingua e cultura berbera, cultura autoctona del Nordafrica, ricca e variegata anche per i numerosi apporti esterni succedutisi nei secoli. Nelle opere di Khaled vi si ritrovano simboli ancestrali propri delle culture arcaiche, come quello della mucca, del toro, del bisonte, del cavallo, ma anche un segno e un graffio che non è solo una ripresa del graffito rupestre o del geroglifico egizio................

Orario: dal lunedì al sabato 15:30 / 19:30 - Domenica e festivi chiuso.

Info: Accademia Dei Ravvivati Centro Promozione Artistica, Direttore Artistico Renzo Mezzacapo, Via L. Da Vinci 7 57025 Piombino (Li) Italy, Tel. Fax 0565 221314 e-mail gallcom@interfree.it


Palermo: Mario Biondi e la Duke Orkestra al teatro Verdura

E’ stato definito il “Barry White bianco”, la voce soul più siciliana del mondo. Arriva domani (31 agosto) al Teatro di Verdura Mario Biondi, la voce dell'anno, il crooner che ha spopolato con il suo album "Handful Of Soul" (Schema Records), pubblicato a fine ottobre e solo dopo due mesi al primo posto delle classifiche di vendita, raggiungendo il doppio disco d'oro prima e quello di platino poi. La duplice veste del cantante catanese si racchiude proprio nel titolo del suo album, il ”soul” inteso come musica nera, la sua grande passione e il “soul” inteso come anima, capace di colpire direttamente al cuore l’ascoltatore. Sicuramente nel suo tour estivo il pubblico di appassionati saprà apprezzare queste doti, caratteristiche di un personaggio che da sempre vive per la musica. Sono stati fatti tanti accostamenti per far capire il genere musicale che propone, ma se da un lato fa piacere essere paragonati ad artisti del calibro di Isaac Hayes o Barry White, solo per citarne alcuni, dall’altro è giusto dare il risalto che si merita ad una voce che da sempre è solo quella di Mario Biondi. Per coronare il successo che gli è stato unanimemente riconosciuto da critica e pubblico, Mario Biondi si esibirà con una duplice formazione: in quintetto con gli High Five (Luca Mannutza – piano; Fabrizio Bosso – tromba, flicorno; Daniele Scannapieco – sax tenore, flauto; Pietro Ciancaglini – contrabbasso; Lorenzo Tucci – batteria), uno dei gruppi attualmente più stimati del jazz europeo, freschi reduci del successo di un lungo tour invernale che li ha visti protagonisti di prestigiosi palcoscenici nazionali ed internazionali, come il Jazz Cafè di Londra o il Live a Fip di Parigi; e con la Duke Orkestra, vera novità di questo nuovo tour. Ben 24 elementi uniti alla straordinaria voce di Mario Biondi, capace di modulare sulle note gravi e di inseguire con la stessa naturalezza i virtuosismi dei suoi musicisti: con questa nuova dimensione live alcuni brani dell'album si arricchiranno di ulteriori sfumature, oltre a quelli erano stati originariamente composti proprio per una partitura orchestrale, come "On A Clear Day" dell'omonimo musical americano e "Slow Hot Wind" di Henry Mancini. Un concerto emozionante, curato dalla direzione orchestrale di Alessandro Magnanini, dalle scenografie di Maria Chiara Castelli e dalla regia di Giampiero Solari.Biglietti: 46 euro (platea numerata), 34 euro (gradinata non numerata). Il botteghino al Teatro di Verdura sarà aperto dalle 9 alle 13 e dalle 16 all’inizio del concerto. Prevendita circuito Box Office.


Notizie 29.08.2007

Mostre, Lissone (Milano): Giorgio de Chirico & Alberto Savinio al Museo di Arte Contemporanea

Dal 28 ottobre 2007 al 27 gennaio 2008 il Museo d'Arte Contemporanea ospiterà la mostra Colloquio. Giorgio de Chirirco & Alberto Savinio. Un ruolo di primo piano nell'arte del '900 va senza dubbio attribuito ai due fratelli Giorgio de Chirico (1888-1978) e Andrea De Chirico – noto come Alberto Savinio (1891-1952) – figure singolari di una cultura aristocratica che coltiva interessi culturali ampi, cimentandosi nella musica, nella letteratura e nell.arte. Gli obiettivi dei due fratelli dopo un percorso di formazione parallelo nel 1912 si differenziano, individuando ciascuno una propria strada: la pittura per Giorgio, la musica e la letteratura per Andrea (che assume lo pseudonimo di Alberto Savinio proprio per non generare confusioni). Dopo varie esperienze, che attraversano anche gli anni della prima guerra mondiale, nel 1925 Savinio ritornerà alla pittura con una intensità particolare, senza pretese di confrontarsi con il fratello che nel frattempo si era già costruito un curriculum prestigioso, ma sicuro di possedere qualità e idee da proporre in ambito europeo. La mostra che la Città di Lissone ha voluto per promuovere ulteriormente il proprio Museo, per dare continuità alla linea ormai consolidata di presentazione degli artisti che hanno partecipato allo storico Premio Lissone (la presenza di de Chirico, seppure fuori concorso, è documentata nell.edizione del 1952) e per presentare una sua piccola opera recentemente acquisita per la Collezione, mette a “colloquio” i due fratelli attraverso la loro produzione pittorica, mutuando il titolo da un lavoro di Savinio del 1932 che rappresenta Oreste e Pilade in una composizione che si fa eco dell.opera di entrambi gli artisti.

La mostra si compone di una settantina di opere (in larga parte dipinti, ma anche disegni) lungo un percorso temporale che tocca praticamente tutta la ricerca da loro condotta, riservando particolare attenzione, oltre che ad opere note, a dipinti e disegni inediti o da molto tempo non presentati in pubblico. Grande è la disponibilità riscontrata da parte di qualificati collezionisti italiani che hanno aderito alle richieste di prestito, mostrando apprezzamento per l.attività che il Museo di arte contemporanea di Lissone ha sviluppato nella sua breve storia, che allinea, fra le altre esposizioni dedicate a Le Corbusier, Le vie dell'avanguardia, Antoni Tàpies, Valerio Adami.

Curata da Luigi Cavadini, direttore artistico del Museo d.arte contemporanea di Lissone, e da Silvia Pegoraro, storica dell.arte che si sta occupando da tempo dei fratelli de Chirico, la rassegna, sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana editoriale, introdotto dai testi dei curatori e con la riproduzione a colori di tutte le opere in mostra.

Orario: 10-12 / 15-19 (giovedì 15-22) – chiuso lunedì

Ingresso: € 6,00 – ridotto € 3,00

Visite guidate per scuole e gruppi su prenotazione.

Informazioni: tel. 039.2145174 museo@comune.lissone.mi.it


Mostre, Lucca: Cartasia 2007

La città con la sua provincia, diventa la capitale europea della carta: opere d’arte di carta, abiti di carta, gioielli di carta arriveranno a settembre nelle piazze della città e di alcuni comuni limitrofi. Lucca ricorda e valorizza così il suo cuore produttivo e industriale.
E vere e proprie sculture di carta occuperanno per un mese il centro della città e altre piazze vicine. Dal 1° al 30 settembre, quattro piazze del centro storico di Lucca (piazza Anfiteatro, piazza San Salvatore, piazza Cittadella e piazza del Giglio), una di Porcari (piazza Felice Orsi), una di Villa Basilica (piazza Vittorio Veneto) e una di Capannori (Piazza Aldo Moro) ospiteranno altrettante grandi opere, realizzate da artisti italiani e stranieri, invitati ad esprimere la loro creatività utilizzando esclusivamente la carta ed il cartone. Selezionate in una rosa di duecento progetti provenienti da scultori e artisti di tutto il mondo (il concorso scadeva il 22 giugno 2007) le sette opere selezionate saranno il fulcro di una mostra en plein air che sarà l’evento centrale di Cartasia 2007. Il 29 settembre una giuria popolare (le votazioni si faranno sul sito di Cartasia,
www.cartasia.it) e una giuria di esperti decreteranno il vincitore assoluto. Nata da una felice intuizione dell’associazione culturale Metropolis e realizzata grazie alla collaborazione della Fondazione Arkad e da Prismanet – con la direzione artistica dello scultore francese Nicolas Bertoux - la manifestazione trasformerà la città e i suoi dintorni in una sorta di galleria d’arte contemporanea: le piazze ospiteranno installazioni di carta e cartone, alcune delle quali ideate in modo da integrarsi con gli elementi di arredo già presenti negli spazi cittadini, suggerendo così nuovi punti di vista, talvolta inusuali, per nuove interpretazioni del paesaggio urbano. Il tema scelto per la quarta edizione di Cartasia è l’intercultura. La particolarità di questa edizione sarà che gli artisti hanno lavorato tutti insieme - come in un grande reality art show - alla realizzazione delle loro opere, nei quindici giorni antecedenti all’inaugurazione, in uno dei luoghi più belli e significativi della città: l’ex Manifattura Tabacchi. Ecco come si articolerà il percorso che potremmo poi  – idealmente – far partire da tre punti diversi, tutti esterni alle mura della città. Da Capannori - dove in piazza Aldo Moro ci sarà l’opera dell’italiana Nicoletta Boris I quattro elementi o da Porcari dove, in piazza Felice Orsi, sarà allestita l’opera del francese Pierre Pitrou Sailing away o da Villa Basilica che ospiterà Isole Danzanti nell’Aria del giapponese Hiroaki Ashara. Arrivati a Lucca, in Piazza San Salvatore, troveremo Pyramid, dei russi Alexei Petrov e Natalia Petrova e proseguendo verso il centro, in piazza del Giglio, L’albero eolico dell’italiana Emanuela Camacci. Nella straordinaria Piazza dell’Anfiteatro ci sarà Equivalenze dell’artista svizzera Patricia Muller, e in Piazza Cittadella Surface dell’inglese Richard Sweeney.

Gli eventi e le mostre
Cartasia
ospita nel suo percorso altri eventi di grande rilievo, sempre legati alla carta.

Sabato 8 settembre, alle 18.00, presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Lucca, verrà aperta al pubblico la mostra collettiva Impressioni di Carta, che vede al suo interno varie personali: Davide Frisoni, giovane pittore romagnolo che da anni compie un’attenta ricerca sulla luce e sul colore, ricerca che lo ha portato, in tempi recenti, a cimentarsi nella pittura in bianco e nero su carta, Adamo Modesto, geniale scultore di opere interamente in cartone (rilievi, assemblaggi, scatole-scultura…), gli eclettici pittori Pavel Kapic e Cécile Defforey, i cui soggetti sono rappresentati su carta grezza, Nicoletta Boris, artista poliedrica che dipinge su cellulosa, la fotografa Alyssia Lazin Kapic, che sempre su cellulosa stampa poetiche vedute, Alessandro Giuliani e David Sani, due originali fotografi lucchesi che utilizzano vari tipi di carta come supporto per i loro lavori.Altra protagonista sarà Caterina Crepax, figlia del grande Guido, scenografa e scultrice. La mostra che la vede protagonista insieme a Clizia Ornato e Angela Simone, Tendenze di carta, verrà inaugurata domenica 9, alle 18:00, presso la Fondazione Lazzareschi, in Piazza Felice Orsi a Porcari. Caterina Crepax crea vestiti di carta, utilizzando per lo più materiale di scarto. I suoi vestiti sono realizzati con scontrini fiscali, fatture, buste, biglietti, fogli di carta di riso e carte raffinate di ogni genere, che sono l’essenza e la sostanza delle sue creazioni.

Angela Simone e Clizia Ornato sono tra le piu famose e geniali designer di bijoux e oggetti di moda realizzati a partire dalla carta. La mostra presenta collane realizzate con scatole di cioccolatini vintage a forma di cuore, braccialetti postali realizzati con francobolli africani, anelli con i semi delle carte da gioco, orecchini di carta riciclata o carte da origami, perle realizzate con le carte più differenti unite in collane barocche, minimali o etniche.

Al Palazzo Comunale di Capannori, domenica 16 settembre alle 18.00, sarà inaugurata la mostra Carta e Caratteri: trentacinque scatti di Enzo Cei per raccontare - con l’incisività propria del bianco e nero - il ciclo della carta, dalla produzione al riciclo. L’obbiettivo di Cei si focalizza sull’elemento umano: sono i volti suggestivi degli operai, affaccendati nella lavorazione della carta, gli assoluti protagonisti di questo suo lavoro.

Cartasia 2007 ospita anche mostre di artisti contemporanei che utilizzano materiali e tecniche più consueti e “tradizionali”, quali la pittura su tela e la scultura. Presso la Galleria Bottega 27 (Lucca, via San Leonardo, 27) esporrà, da giovedì 13 settembre, l’originale scultore figurativo Simone Gelli. Martedì 11 settembre, presso il Caffè Ristorante San Colombano, inaugura la mostra di pittura dell’artista camerunense Marina Ngah Ondigui, i cui soggetti rappresentano volti e luoghi della sua terra, mentre mercoledì 12 settembre sarà la volta di Glauco Guidotti (Bar Baricentro, via Fillungo), pittore astratto, concentrato sulla potenza e sull’espressività del colore.

Sono previsti inoltre un ciclo di incontri letterari ogni venerdì di settembre presso l’Ex Manifattura Tabacchi, 3 workshops teatrali con docenti di fama nazionale e una serie di concerti che vedranno protagonisti gli allievi/musicisti della Scuola di Musica Jam di Lucca.

L’ingresso alle varie mostre è gratuito.

Cartasia 2007 – Biennale d’arte (www.cartasia.it) è promosso dall'Associazione Metropolis, dalla Fondazione Arkad, da Prismanet Snc, in collaborazione con Comune di Lucca e Provincia di Lucca, Distretto Cartario di Capannori, Comune di Capannori, Comune di Villa Basilica, Comieco, Fondazione Lazzareschi, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione della Banca del Monte di Lucca e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del progetto TRAART della Regione Toscana. Partecipano inoltre al progetto numerose aziende cartarie del territorio, fra cui SCA, Kappa, Industria Cartaria Pieretti, Tubettificio Pasquetti,Sistema Ambiente, Eliotropica Travelling, ICP, Sofidel.

Info www.cartasia.it; Associazione Metropolis;+39. 0583.429169 info@metro-polis.it

Le mostre


Mostre, Monfalcone (GO): i romanzi a fumetti di GIPI alla GC.AC
Dall' 8 settembre al 7 ottobre 2007 la
GC.AC Galleria Comunale d'Arte Contemporanea esporrà i romanzi a fumetti di GIPI. Un atteso appuntamento con il fumetto d'autore si inaugura sabato 8 settembre 2007, alle ore 18, presso la GC.AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea: protagonista della mostra, organizzata dall'Associazione ARTeFUMETTO di Monfalcone in collaborazione con il Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura , è l'opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), autore di fama nazionale e internazionale, oggi tra le personalità più importanti del panorama del fumetto italiano: in mostra circa centoquaranta tavole originali dell'intera produzione dei romanzi e dei racconti a fumetti dell'autore, una trentina delle quali finora mai conosciute né esposte in Italia.

L'autore
Gian Alfonso Pacinotti, noto con il nome d'arte di GIPI , autore toscano d'origine, oggi trasferitosi pressoché stabilmente a Parigi, si fa conoscere nel 1994 con la pubblicazione di vignette e racconti brevi sulla rivista satirica Cuore. La sua attività prosegue con le prime storie a fumetti complete (pubblicate da Blue e da altre riviste), e molti cortometraggi e lungometraggi, per SantaMariaVideo , da GIPI stesso fondata e diretta. Nel 2002 inizia la collaborazione con la Coconino Press, tuttora attiva, che dà luogo ad alcune tra le opere più rilevanti di GIPI, suggellando con la raccolta di racconti Esterno notte (publicata nel 2003 e vincitrice del Premio Micheluzzi al Comicon di Napoli e del Gran Premio Romics nel 2004), il passaggio dell'espressione artistica di GIPI alla "narrativa" del fumetto. Da questo momento si sussegue una lunga, intensa serie di racconti e romanzi a fumetti, che raccolgono numerosi tra i più importanti premi in Italia e all'estero: del 2004 è Appunti per una storia di guerra (Miglior Libro di Scuola Italiana al Festival Romics 2005, miglior libro anche al Premio Goscinny ad Angôuleme 2006, segnalazioni importanti al Festival 2005 de la BD de Saint Denis de la Réunion e sulla rivista Lire ). Del 2005 è la nascita di Baci dalla provincia, serie inaugurata da Gli Innocenti (Premio Max und Moritz, Erlangen) per la collana "Ignatz", sempre di Coconino Press; nello stesso anno GIPI vince il Premio speciale della giuria per un autore unico al Festival di Lucca e, con Questa è la stanza, conquista nuovamente il premio Micheluzzi. Del 2006 sono il Premio speciale della giuria al festival di narrativa di Fiesole e il Premio per la migliore storia breve al Festival Lucca Comics, quest'ultimo conquistato con Hanno ritrovato la macchina, secondo volume della serie Baci dalla provincia. Del novembre 2006 è il romanzo a fumetti S. , che ha già ottenuto importanti riconoscimenti e riscontri. Tutte le opere dell'autore sono state tradotte e pubblicate nei principali paesi europei, negli Stati Uniti e in Asia. Durante la maggior parte della sua carriera di fumettista, GIPI affianca alla creazione di racconti la realizzazione di illustrazioni per l'editoria e la stampa nazionale. Attualmente collabora con il quotidiano La Repubblica e con la rivista Internazionale, dove pubblica una striscia satirica settimanale.

L'opera
I lavori di GIPI , innegabile testimonianza del ruolo centrale dell'espressione del fumetto nella cultura contemporanea, nascono da un percorso artistico dove l'interpretazione della vicenda personale riesce a non tradursi mai in retorica autobiografica, verificando, invece, un procedimento di trasformazione della realtà, capace di ricreare un equilibrio perfetto tra plot narrativo e tensione creativa. Quello di GIPI non è semplice fumetto neorealistico, ma una rilettura della realtà attraverso la lente della cultura personale, della propria riflessione sul sociale. Le vicende personali, filtrate dagli occhi del ricordo, assumono spesso significati profondi, andando ad indagare al contempo emozioni private e sentimenti collettivi. A fare da sfondo alle storie sono solitamente la provincia e le realtà urbane periferiche con i loro ritmi e le frustrazioni e aspirazioni dei loro abitanti. Intorno a quei fondali scenici, che l'autore ama pittoricamente rappresentare, i personaggi si muovono come attori su di un palcoscenico indistinto, ma riconoscibile, mimando le pause, i tempi del quotidiano, che può divenire a volte eccezione, fatto esplicito.
GIPI riassume con maestria, attraverso la sua scrittura fatta a volte di cadenze poetiche a volte da toni disturbanti e grazie al suo disegno dal carattere espressionista, la vita che si cela dietro i singoli individui e dietro i luoghi specifici. E nel descriverla rivela quanto la sua formazione d'autore attinga nell'opera dei padri della letteratura italiana novecentesca (Pasolini, Pavese). Le tavole scelte per la mostra restituiscono sequenze narrative complete e contemporaneamente consentono confronti linguistici tra opere diverse: esse rappresentano tutti i lavori con cui GIPI si è fatto conoscere a livello internazionale, ovvero Esterno notte, Appunti per una storia di guerra, Questa è la stanza, Hanno ritrovato la macchina, S., e ripercorrono la rapida maturazione grafica e narrativa dell'autore. In mostra, inoltre, alcune sezioni sono dedicate ai libri pubblicati e a diverse videointerviste all'autore, mentre viene parallelamente analizzata anche l'attività cinematografica di GIPI, attraverso la proiezione dei video in digitale che egli stesso ha realizzato con la sua casa di produzione SantaMariaVideo.

Gli incontri con l'autore

GIPI, ormai trasferitosi a Parigi, sarà eccezionalmente presente all'inaugurazione della mostra, sabato 8 settembre 2007 dalle ore 18. Il giorno successivo, domenica 9 settembre, dalle ore 11 alle ore 13 presso la Sala Incontri organizzata all'interno della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, l'autore si confronterà con il pubblico rispetto alla propria attività. In questa sede sarà possibile richiedere omaggi grafici o dediche (incontro a cura di ARTeFUMETTO).

GIPI. La 'vita' tra le pagine

Luogo: GC.AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Piazza Cavour, 44 - Monfalcone (GO)
Inaugurazione: sabato 8 settembre 2007, ore 18.00, alla presenza dell'autore
Periodo : 8 settembre > 7 ottobre 2007
Orari : tutti i giorni, ore 16.30 > 20.00 - sabato e domenica, ore 10.30 > 13.00 - 16.30 > 20.00
Incontri con l'autore : sabato 8 settembre 2007, ore 18 (inaugurazione)
domenica 9 settembre, ore 11.00 > 13.00 (incontro con il pubblico)
ingresso libero
Curatori: Roberto Franco, Fabio Doria, Mauro Paronitti per ARTeFUMETTO, Monfalcone
In collaborazione con : Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura

Info: Associazione Culturale ARTeFUMETTO, via S. Antonio, 11 - 34074 Monfalcone (GO) , artefumetto@libero.it - http//digilander.libero.it/ARTeFUMETTO (in corso di aggiornamento)


Mostre, Ravenna: Luca Longhi al Mar per il cinquecentenario della nascita

Le immagini: Luca Longhi, Santa Caterina d’Alessandria, olio su tela, cm 39x32, Ravenna, Pinacoteca Comunale; Barbara Longhi, Madonna che legge con il Bambino, olio su tela, cm 35x28, Ravenna, Pinacoteca Comunale; Francesco Longhi, Il Crocifisso con la Vergine, San Giovanni, Sant'Apollinare e San Vitale, 1571, olio su tela, cm 306x211, Ravenna, Pinacoteca Comunale

In occasione del cinquecentenario della nascita di Luca Longhi, dal 14 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008, il Museo d’Arte della città dedica all’artista ravennate e alla sua bottega la rassegna intitolata “Luca Longhi. Una bottega del '500 a Ravenna”. Il progetto espositivo si propone di collegare le numerose testimonianze pittoriche di Luca e dei figli Francesco e Barbara attraverso un percorso nella città che riunisce le opere conservate nelle chiese di Sant’Agata, Santa Maria Maggiore, nel Palazzo Arcivescovile – Cappella di Sant’Andra, presso la Biblioteca Classense, le istituzioni culturali ravennati e le raccolte pubbliche e private romagnole. Nel Museo d’Arte della città, saranno infatti visibili le ventuno opere dei Longhi esposte nella Collezione antica della Pinacoteca - undici di Luca, tre di Francesco e sette di Barbara - assieme ad altri quadri provenienti da collezioni private e dalla quadreria della Cassa di Risparmio di Ravenna. Luca Longhi (1507 – 1580) nasce a Ravenna il 14 gennaio 1507 da Francesco e Antonia da Cunio, secondo di tre fratelli. Della sua formazione artistica mancano notizie certe, si presume che abbia avuto luogo presso una bottega locale: l’ipotesi più probabile è che nella fanciullezza avesse frequentato l’ambiente di Francesco Zaganelli, rimasto solo a gestire la bottega che condivideva con il fratello Bernardino. Fin dalle prime prove conosciute, datate fra il 1538 e il 1531, pare piuttosto evidente un tentativo di mediazione fra la tradizione locale o più largamente romagnola - Rondinelli e Palmezzano - e i grandi maestri d’importazione, in particolare Raffaello. La propensione del Longhi verso forme dolci e aggraziate segnerà il suo linguaggio, che in seguito saprà rinnovare secondo un’ottica eclettica e una personale visione sentimentale. Secondo Giorgio Vasari che soggiornò a Ravenna nel 1548: “Maestro Luca de’ Longhi, ravingano, uomo di natura buono, queto e studioso, ha fatto nella sua patria Ravenna, e per di fuori, molte tavole a olio e ritratti di naturale e bellissimi; e fra le altre sono assai leggiadre due tavolette che gli fece fare, non ha molto, nella chiesa dei monaci di Classi il reverendo Don Antonio da Pisa, allora abate di quel monasterio; per non dir nulla di un infinito numero di grandi opere che ha fatto questo pittore. E’ per vero dire, se maestro Luca fosse uscito di Ravenna, dove si è stato sempre e sta con la sua famiglia, essendo assiduo e molto diligente e di bel giudizio, sarebbe riuscito rarissimo; perché ha fatto e fa le sue cose con pacienza e studio; ed io ne posso far fede, che so quanto gli acquistasse, quando dimorai due mesi in Ravenna, in praticando e ragionando delle cose dell’arte”. Dal matrimonio con Elisabetta, nel 1531, nacquero Francesco (1544 – 1618) e Barbara (1552 – 1638), anche loro artisti, che seppero proseguire il sentiero tracciato dal padre, facendone propri modelli e modi espressivi. Opere di Luca, Francesco e Barbara Longhi – la cui operosità è testimoniata da un ricco repertorio di madonne, ritratti e opere destinate alla devozione privata – sono oggi presenti in numerose pinacoteche di grande rilievo nazionale ed internazionale, tra cui Milano, Roma, Vienna, Dresda, Bucarest, Baltimora e Filadelfia.

La scheda tecnica

La mostra: un percorso alla riscoperta di una delle più prestigiose botteghe di pittori nella Ravenna del XVI secolo

Sede:Mar - Museo d’Arte della città, via di Roma 13 - Ravenna

Periodo: 14 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008

Conferenza stampa: venerdì 12 ottobre ore 11.00

Inaugurazione: sabato 13 ottobre ore 18.00

Curatori mostra: Claudio Spadoni, Nadia Ceroni e Alberta Fabbri

Ente organizzatori: Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna

Orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato 9.00 - 13.30, 15.00 - 18.00 - mercoledì 9.00 – 13.30; domenica: 10.00 - 17.00 - lunedì chiuso

Ingresso: Pinacoteca + mostra: intero €3, ridotto euro €2

Mar - Ufficio relazioni esterne e promozione, Nada Mamish - Francesca Boschetti, tel +39 0544 482017 / 482775, fax +39 0544 212092, ufficio.stampa@museocitta.ra.it


Mostre, Bologna: Orizzonte degli eventi – connessioni tra arte e scienza

Inaugura il 29 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria Artsinergy, in via San Giorgio 3, la mostra Orizzonte degli eventi – connessioni tra arte e scienza, collettiva di artisti internazionali a cura di Olivia Spatola. La rassegna propone opere d’arte contemporanea che affrontano, mediante differenti modalità espressive e contenutistiche, tematiche scientifiche realizzate da una selezione di artisti attivi a livello internazionale: Rebecca Agnes, Bianco – Valente, Davide D’Elia, Nicola Evangelisti e Richard Journo.

Rebecca Agnes indaga le profondità del microcosmo, dove la vita e la morte sembrano essere divise da un filo sottile. Le cellule, frammenti di energia, si uniscono e si dividono tra loro per partenogenesi dando luogo a nuove forme di vita metà aliene e metà umane. Rebecca opera sull’apparato didascalico della scienza reinventandolo fantasticamente ma con verosimiglianza tramite animazioni e schede appartenenti ad ipotetiche enciclopedie di botanica. L’ironia cade sulla metodologia razionalistica di catalogazione operata dalla scienza sulle specie viventi in un’ipotesi che coinvolge anche le categorie più improbabili ed insignificanti per raccontare un universo evolutivo, precario e mutevole in cui è messo in discussione il primato e l’origine terrestre della vita.

Bianco e Valente, celebre duo della videoarte italiana, lavorano da anni ad una ricerca che si fonda tra il rigore scientifico ed una espressività emozionale: una rappresentazione dell’esistente che indaga processi naturali biochimici in una relazione tra naturale e artificiale. Immagini costituite da colore-luce sottintendono processi cerebrali invisibili connessi a dinamiche percettive atte alla rappresentazione del reale in una sovrapposizione tra soggettivo e oggettivo, fisico e biologico. La ricerca di questi artisti si focalizza su alcune dinamiche complesse di processi naturali in cui la scienza stenta ad ottenere risultati di prevedibilità certa. L’esistente è scandagliato nei sui aspetti instabili in cui una piccola variazione in un dettaglio del tessuto connettivo provoca una concatenazione di eventi causa/effetto atti ad alterare la totalità.

Davide D’Elia indaga, invece, i processi naturali delle muffe e della coagulazione del sangue al fine di creare “un palcoscenico dell’astrazione”: l’artista si cala nella metodologia scientifica da laboratorio e ci presenta il risultato empirico delle sue ricerche in una fase “presumibilmente quasi stabilizzata” del processo di cui possiamo ammirarne gli effetti casuali delle maculazioni e delle lacerazioni operate dai batteri sui tessuti. Queste opere “contaminate” esprimono rigore e ricerca come suggestione estetica in un equilibrio che esprime la consapevolezza del lavoro dell’artista.

Nicola Evangelisti lavora sullo spazio e sulla luce in una direttiva connessa a tematiche scientifiche principalmente di ordine cosmologico. L’analisi dei principi scientifici che generano le forme a tutti i livelli di grandezza e dei modelli spaziotemporali hanno portato Evangelisti ad elaborare opere con diversi media (dal light box alla fotografia, al video) chiamate strutture spaziali o ipotesi cosmiche che sono visualizzazioni estetiche di concetti matematici tra atto poetico e rigore scientifico. Le opere di Evangelisti tentano di visualizzare gli scenari possibili aperti dalla teoria della relatività generale di Einstein tessendo un’estetica emozionale in grado di coinvolgere lo spettatore nello spaziotempo dell’opera stessa.

Richard Journo si relaziona alla scienza ed alla matematica indagando una problematica connessa al concetto di codificazione attraverso l’analisi e la rielaborazione personale dei codici cifrati, musicali, comportamentali e genetici. I suoi lavori recenti sono una serie di riflessioni profonde sull'apertura di una nuova era nella storia del genere umano: l'era della biotecnologia, della nanotecnologia e neurotecnologia. Nel lavoro di Journo sono quindi messi in discussione i valori della società ed il ruolo stesso della scienza nel momento in cui viene strumentalizzata dall’industria mediatica generando sogni ed illusioni.

MOSTRA:ORIZZONTE DEGLI EVENTI Connessioni fra arte e scienza

ARTISTI:Rebecca Agnes, Bianco-Valente, Davide D’Elia, Nicola Evangelisti, Richard Journo

A CURA DI: Olivia Spatola

INAUGURAZIONE: Sabato 29 Settembre ore 18.00

PERIODO: 29 Settembre – 31 ottobre 2007

SEDE: Galleria Art Sinergy, Via San Giorgio 3 - 40121 Bologna, Tel. +39 051 5871145, E-mail: artsinergybo@artsinergy.com, Info: www.artsinergy.com

ORARI:Martedì – Sabato 16.30 / 20.00


Mostre, Milano: personale di Gianni Cuomo al Torchio - Costantini

Il Torchio - Costantini arte contemporanea presenta la seconda mostra personale di Gianni Cuomo nei suoi spazi dal 4 ottobre al 3 novembre 2007. Nell’occasione la galleria sarà popolata dalla presenza di numerose sculture dell’artista, i cosiddetti “Ominidi”, opere realizzate con materiali poveri come la carta, che rappresentano l’essere umano, figure al tempo stesso tragiche e poetiche. Altre presenze affolleranno le pareti: si tratta dei lavori su tavola multidimensionali, costellazioni di volti, inseriti in contesti urbani, che proiettano il loro sguardo verso lo spettatore. La cifra stilistica di Cuomo è caratterizzata dall’uso del bianco e nero, evocativo ed enigmatico; inoltre la presenza di numeri e lettere sulle superfici richiama l’incombenza del sistema della comunicazione di massa. Le tavole e le sculture di Cuomo coinvolgono emotivamente il pubblico, reclamando l’attenzione e dichiarando con forza la propria esistenza. Gianni Cuomo è nato a Battipaglia (SA) nel 1962, vive e lavora a Milano. Negli ultimi anni ha esposto in numerose mostre personali e collettive. La sua presenza è stata inoltre apprezzata nell’ambito di numerose fiere, italiane ed internazionali.

Catalogo bilingue in galleria a cura di Stefano Castelli

Orari galleria: 10.00-12.30; 15.30-19.30 – chiuso lunedì mattina e festivi

Info: Galleria Il Torchio – Costantini Arte Contemporanea, Via Crema 8, 20135 – Milano, Tel. +39 0258318325 - Fax +39 0258318325, iltorchio@fastwebnet.it www.iltorchio-costantini.com


Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi

Dal 3 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008 tutti potranno ammirare, per la prima volta nella sua veste completa, la Collezione di maioliche della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia a Palazzo Baldeschi, sede espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Ed è proprio alla Fondazione che questa rarissima Collezione appartiene, frutto di acquisizioni importanti nel corso degli anni, tra cui quella dei 76 strepitosi pezzi raccolti Paolo Sprovieri, forse il più attento collezionista del settore, e le meraviglie della Collezione Frizzi Baccioni. Conclusa l’esposizione a Perugia, la Collezione, in versione più contenuta, è destinata ad essere presentata in diversi centri italiani e europei. Complessivamente, a Palazzo Baldeschi saranno esposti 144 pezzi e l’utilizzo del termine “capolavori” per descriverli non è improprio: la qualità delle maioliche entrate a far parte della Collezione è assolutamente altissima. Il cuore della Raccolta è cinquecentesco; il Cinquecento certo fu il secolo in cui l’arte della maiolica viene considerata, nelle sue espressioni più alte, essenzialmente come una forma pittorica. Non mancano però esemplari quattrocenteschi, in particolare albarelli di produzione centroitaliana, opere di botteghe di livello. Ma con il nuovo secolo, a Faenza ma anche in Toscana, in Umbria, a Napoli, nelle Marche e in altri centri della penisola si sviluppano botteghe che sanno creare veri capolavori. Anche quei centri di produzione che, come Faenza, Mentelupo, Deruta, Castelli, riescono a creare manufatti “di massa”, destinati ad invadere mercati anche lontani, confermano talune produzioni di qualità e livello altissimo. Basti ammirare i piatti da pompa di Deruta presenti nella Collezione: grandi piatti dipinti con profili femminili, scene di caccia o soggetti religiosi che riecheggiano molto da vicino i modi di Perugino o di Pintoricchio. Faenza ha certo titolo per essere definita come la “regina delle ceramiche”, tanto da imporre i propri stili (il bianco di Faenza, o l’istoriato, appunto). E da Faenza partono, nel ‘500, maestranze che esportano i loro modelli in tutta Italia contribuendo così a dare non poco filo da torcere agli esperti impegnati a datare e indicare i loghi di produzione delle maioliche di questi decenni. Così circa alla stessa paternità dello stile “istoriato”, tradizionalmente iscritta alla città di Faenza, c’è chi avanza una diversa primogenitura: sembra infatti che la consuetudine di ricoprire l’intera superficie di una maiolica con figure o storie sia nata ad Urbino e lo dimostrerebbe la datazione di opere magnifiche di questa Collezione. Ovunque la diffusione di modelli e di storie consentita dall’arte della stampa stimolò gli artisti della ceramica a riportare sulle loro creazioni i capolavori di Raffaello o il racconto delle Metamorfosi di Ovidio oppure ancora, in ossequio ai dettami del Concilio di Trento, scene e soggetti biblici. Ma fu a Gubbio che l’arte de “lustro” ebbe il suo massimo protagonista: nessuno, infatti come Mastro Giorgio aveva rivali nell’applicare il lustro alle ceramiche e la Collezione documenta questo miracolo della tecnica con numerosi, bellissimi esemplari. La trasmigrazione dei maestri contaminò utilmente molte città e tra esse la grande Venezia, contribuendo a creare stili nuovi e di grande eleganza. Qua e là per l’Italia, intanto, interi piccoli centri si andavano specializzando nell’arte della maiolica. In mostra si possono ammirar, ad esempio, esemplari tra i più belli fra quelli prodotti a Castelli, piccolo centro dell’Abruzzo noto, in particolare, per la preziosità dei suoi vasi da farmacia.

Esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. A cura di Timothy Wilson e Paola Elisa Sani. Schede di Carola Fiocco, Gabriella Gherardi, Marino Marini e Claudio Paolinelli.

ingresso libero

Info: Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Tel. 075-5725981 fondazione.pg@infinito.it


Mostre, Bracciano (Roma): Archivolandi di Gerry Turano al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle

Dal 20 ottobre al 18 novembre 2007 il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle ospiterà la mostra personale di Gerry Turano, Archivolandi, a cura di Lucia Collarile. A Vigna di Valle, più antico aerodromo d'Italia, è stato fondato nel 1977 il Museo Storico dell'Aeronautica Militare, inaugurato dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Situato a pochi chilometri dalla cittadina di Bracciano, e più precisamente sulla sponda meridionale dell’omonimo lago, il Museo con una superficie espositiva di circa 12.000 mq è tra i più grandi musei aeronautici d’Europa. Disposto in quattro grandi padiglioni espositivi, di cui due sono hangar storici dei primi anni del 1900, il Museo possiede una delle collezioni di aerei e motori più belle ed interessanti del mondo che racconta la Storia del Volo in Italia e quella degli uomini che ne furono protagonisti. Fin dalla sua nascita il Museo ha richiamato un pubblico sempre più eterogeneo ospitando eventi culturali, presentazioni di libri, concerti musicali, rappresentazioni teatrali e mostre di artisti contemporanei, diventando così da culla dell’aviazione a moderno centro culturale. Del resto è cosa nota il connubio tra Arte e Aviazione, basti ricordare quei maestri del Futurismo (Dottori, Crali, Delle Site, Tato, solo per citarne alcuni) che teorizzarono e poi diedero corpo ad un movimento artistico di fondamentale importanza come l’Aeropittura, che rappresentò un momento fondamentale preannunciato da vari contributi teorici (Manifesti) e figurativi (pittura e scultura), e prese corpo proprio a ridosso della fondazione dell’Arma Aeronautica Italiana. Non è un caso che il Museo di Vigna di Valle, dunque, ospiti in autunno i lavori più recenti di Gerry Turano, artista e designer palermitano che vive e lavora a Roma, attivo sulla scena artistica dagli anni Ottanta. Le sue opere, (matite, acrilici e collage su tavola e sculture in argilla) si contraddistinguono per la loro tridimensionalità aerea e la visione cosmica. Lo stesso titolo della mostra, “Archivolandi”, è un neologismo creato dall’artista proprio per indicare un dinamismo aerospaziale che ha sempre origine da una concatenazione dinamica di architetture, elementi che rappresentano la pulsione tutta umana verso la sperimentazione e la conoscenza. Un nuovo senso della materia e un tratto più lieve, seppure caratterizzato dalla consueta meticolosità manuale, danno vita a monocromie dal forte senso evocativo, in grado di catturare l’occhio e trascinarlo in un labirinto di segni apparentemente senza via d’uscita.

Oraraio: Mart - Dom: 9.30-16.30

Info: Museo Storico A.M. Aeroporto Vigna di Valle - Bracciano (Roma), Tel./Fax. +39 0699887509, aeromuseo@aeronautica.difesa.it - www.aeronautica.difesa.it


Mostre, Canneto sull’Oglio (Mantova): Bambole d’artista? Sono in Vespa!

Bambole d’artista contemporanee e Vespa. Questo è il binomio insolito e inconsueto che ispira la V Collettiva nazionale di bambole d’artista, che si svolgerà nel Museo Civico dal 15 settembre al 18 novembre 2007. Bambole e scooter, un’accoppiata che di certo desterà interesse e curiosità sia tra gli appassionati di bambole, sia tra i cultori della celebre Vespa che, prodotta in oltre sedici milioni di esemplari nel mondo, ci è familiare a ogni latitudine, ormai integrata nel paesaggio urbano. Un’accoppiata che unisce un simbolo di stile e design italiano, uno dei “segni del nostro tempo”, con l’arte di fare bambole, un’attività che per circa un secolo ha reso Canneto sull’Oglio famosa in tutto il mondo, tanto che meritò l’appellativo di “piccola Norimberga”. Oggi, purtroppo, le ditte di bambole e giocattoli a Canneto sull’Oglio non ci sono più. C’è però un Museo Civico nel quale sono gelosamente conservati moltissimi dei balocchi che sono stati prodotti dal 1870 agli anni Ottanta del ‘900 nelle ditte locali. Ed è proprio in questo Museo che le artiste contemporanee presenteranno le proprie creazioni ispirate al “fenomeno Vespa” a livello sociale, di costume e pubblicitario. E, si noti, parliamo al femminile, parliamo di artiste, perché questa è un’arte praticata, almeno in Italia, essenzialmente da donne, anche se in mostra sarà presente un artista maschio. Le opere presentate in mostra saranno tutte pezzi unici o originali in edizione limitata, senza restrizioni di sorta rispetto ai materiali o alle tecniche di realizzazione per le quali, ovviamente, ad ogni artista sono richieste grandi capacità creative associate ad abilità manuali. Per la realizzazione di ogni bambola, infatti, l’artista deve conoscere a fondo il materiale scelto. Per esempio, in caso si tratti di bambole in biscuit o porcellana, l’artista deve padroneggiare le tecniche del modellato, della fusione, della cottura, della levigatura e della pittura. Se invece la tecnica scelta è quella della scultura ad ago, che consiste nello "scolpire" la bambola sulla stoffa, l’artista deve possedere maestria nell’uso di ago e filo di nylon, creando, con un sapiente gioco di fili tirati, sia i dettagli e le diverse espressioni del viso, sia il corpo e l'articolazione degli arti. Una volta finita, la bambola va poi completata e vestita, per cui è fondamentale che il suo creatore si destreggi anche con le tecniche sartoriali, del ricamo e dell’ornamentazione per realizzare abiti, scarpe, parrucche e accessori. Ideata e curata da Caterina Vagliani, Direttore del Museo Civico, con l’aiuto del Gruppo del giocattolo Storico, la mostra presenterà una cornice inconsueta e singolare: le bambole d’artista saranno esposte accanto a una decina di preziosi esemplari dello scooter Vespa, prestati appositamente per la mostra dal Vespa Club Scooter Boys di Asola (Mantova). Tra i partner dell’iniziativa si segnala anche la Bonelli Arte Contemporanea. La Galleria mette a disposizione per l’allestimento della mostra la riproduzione fotografica di un’opera realizzata da uno dei protagonisti più originali del panorama figurativo italiano, Fulvio Di Piazza. Si tratta di Vespaliptus, un olio su tela di notevoli dimensioni (200 cm x 170 cm) in cui, in un mondo lussureggiante, con alberi che si trasformano in esseri umani o in oggetti, un grosso tronco assume le sembianze proprio della Vespa. Pare superfluo sottolineare che le bambole d’artista, presentate in una mostra con un allestimento tanto ricco e insolito, non potranno che essere valorizzate in una suggestiva commistione di arte nel senso più ampio del termine. La mostra sarà allestita a Canneto sull’Oglio grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Canneto sull’Oglio, del Vespa Club Scooter Boys di Asola (MN), di Bonelli Arte Contemporanea, della falegnameria Ruggeri di Piadena (CR), di DatAllarm di Asola (MN), di Eurograf e Litosystem 3 di Canneto sull’Oglio, della Cooperativa Pier Giorgio Frassati di Canneto sull’Oglio (MN), di Ronda Gomme di Piadena (CR) e dell’Officina Monduzzi di Piadena (CR).

Orario Fino al 31 ottobre: lunedì-venerdì 9.00-12.00; sabato 15.00-19.00; domenica 10.00-12.30 e 15.00-19.00. Dall’1 novembre: lunedì-venerdì 8.45-12.15; domenica 9.30-12.30 e 14.30-19.00. Ingresso libero

Info:Biblioteca Comunale, tel. 0376 70.671; cannetocultura@libero.it, Comune di Canneto sull'Oglio, tel. 0376 71.700 - fax 0376 72.40.10, www.comune.canneto.mn.it, cannetocultura@libero.it


Mostre, Roma: Hanging Out alla Notte Bianca

La Z2O Galleria – Sara Zanin con il patrocinio del Comune di Roma e l’organizzazione e produzione di Zétema progetto cultura presenta il progetto HANGING OUT a cura di Chiara Vigliotti che vedrà realizzata un’istallazione site specific con immagini dei tre giovani fotografi Matteo Alessandri, Alberto Di Cesare e Claudia Ferri nel suggestivo scenario del Vicolo del Bollo, piccola strada a pochi passi dalla famosa piazza di Campo dei Fiori, nel corso della manifestazione La Notte Bianca di Roma che avrà luogo nei giorni 7 e 8 Settembre 2007. Hanging Out è un progetto curatoriale che nasce dalla precisa volontà di mostrare al pubblico della Notte Bianca l’opera di giovani artisti italiani che hanno deciso di collaborare insieme adattando il loro lavoro ad uno spazio inedito ed utilizzando un linguaggio espositivo alternativo. L’idea portante è stata quella di voler avvicinare il più possibile il lavoro di un’artista alla vita quotidiana, rubando da quest’ultima un agire comune qual è appunto quello di appendere il proprio bucato alla vista di tutti affinché si asciughi. Abbiamo così deciso con Matteo, Alberto e Claudia di stampare le fotografie su un supporto inusuale che ci consentisse di esporle all’esterno tra i palazzi del Vicolo del Bollo.Lavorando sul messaggio implicito che ciascuno di noi comunica quando mostra in pubblico qualcosa di molto privato, come il proprio bucato, abbiamo costruito un ponte tra la dimensione intima che ognuno di noi decide di mostrare e quella dell'arte, chiedendo ai fotografi di raccontare nelle proprie immagini quale fosse la loro idea di intimità.

Matteo Alessandri nato a Roma nel 1972, vive e lavora a Roma, 2007 Postcards from Romania, Eyelight Gallery, Roma; Luoghi, non Luoghi, VI Festival Internazionale di Fotografia di Roma, z2o Galleria – Sara Zanin, Roma; Taliannu Taliannu, Bambusa Garden Center, Roma

Alberto Di Cesare nato a Roma nel 1978, vive e lavora tra Roma e Bologna. GenovArte 2007, II Biennale d’Arte Contemporanea, Genova; Visioni, Spazio Culturale per la Fotografia Su Palatu e Sas Iscolas, Villanova Monteleone, Sassari; Luoghi, non Luoghi, VI Festival Internazionale di Fotografia di Roma, z2o Galleria – Sara Zanin, Roma; L’incanto di un tetto, Christie’s, Roma

Claudia Ferri nata a Pescara nel 1980, vive e lavora a Roma dove attualmente è assistente della fotografa Ileana Florescu. Luoghi, Non Luoghi, z2o Galleria-Sara Zanin, Roma; Bianco, Bibli, Roma; Artour-o, presentata da z2o Galleria I Sara Zanin, Grand Hotel Minerva, Firenze; Ateliers d’artista, presentata da Ileana Florescu, Biblioteca Villa Mercede, Roma.

SCHEDA INFORMATIVA:
Inaugurazione: venerdì 7 settembre 2007 alle ore 19.30 Vicolo del Bollo

Sede: Vicolo Del Bollo 00185 ,Roma

Curatore: Chiara Vigliotti

Durata mostra: 7settembre 2007 – 8 settembre 2007

Orari: dalle 19.30 del giorno 7 settembre alle ore 6.00 del giorno 9 settembre 2007

Ingresso libero

Per ulteriori informazioni: Tel.: +39 3409090008, +39 06 704 522 61; Fax: +39 06 770 776 16 info@z2ogalleria.it; www.z2ogalleria.it
Inoltre in galleria sarà possibile visitare la mostra Luoghi Non Luoghi fino al 16 settembre 2007


Torino: il calendario degli eventi del Museo Accorsi

mercoledì 12 settembre 2007, ore 14.00, e sabato 22 settembre 2007, ore 14.00

Itinerari culturali ELISIR. GOCCE D’ARTE IN ITALIA

Patrocinio di Regione Piemonte, Regione Liguria, Provincia di Torino, Città di Torino, Città di Vercelli, Città di Savigliano, Città di Genova

ALLE PORTE DELLA CITTÁ. La dimora dei Benso di Cavour in collaborazione con Fondazione Camillo Cavour – Castello di Santena. A cura di: Museo Accorsi – Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour. Partenza: Museo Accorsi, via Po 55 (TO). Partenza per il Castello di Santena con bus privato e rientro in via Po 55 - Durata: 5 ore - Costo: € 17,00 cad. per gruppi max 50 persone, comprensivo di ingresso e visita guidata presso le due istituzioni, biglietto bus andata/ritorno

ATTENZIONE: per i possessori dell’Abbonamento Musei l’ingresso è € 8,50

Accessibile ai disabili

Per informazioni: 011.837.688

La prenotazione e’ obbligatoria.

Passeggiata nel verde a settembre grazie alla collaborazione tra il Museo di Arti Decorative Pietro Accorsi di Torino e la Fondazione Camillo Cavour – Castello di Santena (TO).

Le due istituzioni hanno infatti organizzato un itinerario culturale dal titolo Alle porte della città. La dimora dei Benso di Cavour per mercoledì 12 e sabato 22 settembre, con partenza alle ore 14.00 dal Museo Accorsi in via Po 55 a Torino. La visita comprende il percorso al parco e al Castello a Santena (TO): annesso al Castello di Cavour, il parco è stato disegnato dal prussiano Xavier Kurten (1811 – 1840), direttore del parco di Racconigi nel 1830, su committenza di Camillo Benso Cavour (Torino 1810 – 1861). L’architetto tedesco del verde aveva già lavorato ai giardini delle residenze di Racconigi, Govone, Agliè e Pollenzo, adeguandoli al gusto inglese. Il parco viene quindi inteso da un punto di vista paesaggistico, ambientale e botanico attraverso l’inserimento di varietà di piante scelte per un risultato compositivo più scenografico e coinvolgente. Il castello residenza preferita del grande statista piemontese, che tuttora conserva gli arredi originari, si presenta come una casa-museo, come quella di Pietro Accorsi, un susseguirsi di ambienti raffinati, tra cui si segnala il salotto "dorato" Lascaris, sala di rappresentanza collegata al salone delle cacce, in cui sono conservati importanti arredi di gusto rocaille, provenienti da Palazzo Lascaris di Torino. Risaltano anche porte, specchiere e due magnifici sofà d’angolo risalenti alla metà del XVIII secolo con cornici scolpite e dorate a fogliami fioriti e a palmette; e, infine, la serie di ritratti con il Marchese di Avigliana (Giuseppe Vittorio Carron di San Tomaso) in tenera età e Don Giuseppe Lascaris di Ventimiglia, Marchese della Rocchetta, del Varo, Viceré di Sardegna e Grande di Corona”. Tra le opere presenti si cita ancora il tavolino impiallacciato di legno di palissandro e intarsiato di avorio e bosso, con rifiniture dorate, datato 1739 e opera di Pietro Piffetti, uno degli oggetti più pregiati della collezione santese: sulla mensa gli stemmi uniti dei Rhebinder e dei Piossasco chiusi dal collare dell’Annunziata e sostenuti da putti allegorici e da stendardi, simbolo del matrimonio avvenuto tra il settantottenne maresciallo Tommaso Rhebinder e la sedicenne nobildonna Cristina di Piossasco nello stesso anno.

Il complesso (Castello, Parco, Sala Diplomatica, Tomba dei Cavour, Torre) è gestito dalla Fondazione Cavour.

Al Museo Accorsi invece è custodito uno degli oggetti più pregevoli del famoso ebanista Pietro Piffetti (Torino 1701-1777): il grandioso doppio corpo, impiallacciato di legni rari con avorio, tartaruga, madreperla, di fantasiosa sagoma mistilinea di gusto pienamente barocco nel gioco di profili concavi e convessi d’intonazione architettonica, è alto 350 cm e presenta la parte inferiore a cassettone con scrivania a sportello ribaltabile, mentre la superiore, retta da eleganti mensole a voluta, è ad alzata con due battenti apribili. La decorazione è ricchissima, persino esuberante, e costituisce un elemento fondamentale della particolare scenografia del mobile. Il mobile è firmato e datato 1738 (“Petrus Piffetti inve’, fecit et sculpsit Taurini 1738”). Tra le sale citiamo la Sala da pranzo le cui pareti sono interamente ricoperte da una serie di pannelli dipinti a "chinoiserie" con uccelli, insetti e tralci di rami fioriti alla maniera di Cristiano Werhlin, pittore viennese attivo presso la Palazzina di caccia di Stupinigi. Essi incarnano il tipico gusto piemontese di ispirazione orientale che si ritrova sovente all’interno delle settecentesche dimore sabaude. Le otto sedie da pranzo sono in legno di noce scolpito e laccato con decorazioni floreali policrome (Milano, 1745 circa), mentre il lampadario è in lamierino piegato e dipinto a motivi floreali, secondo la tipica tecnica piemontese del XVIII secolo (Piemonte, metà XVIII secolo). La visita al parco e Castello di Santena sarà condotta dall’Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour.

Elisir. Gocce d’Arte in Italia” hanno il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Città di Vercelli, Città di Savigliano, Regione Liguria, Città di Genova.

martedì 18 settembre 2007, ore 17.30

Conferenza IL SECOLO DELL’ARGENTERIA. IL SETTECENTO TRA TORINO E PARIGI, DISEGNI PREPARATORI E OGGETTI DI ARGENTERIA

con Tullia Tabasso, studiosa di argenteria antica e moderna

Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: 011.837.688

L’importanza del disegno nel campo delle argenterie del Settecento è indiscussa, dichiara Tullia Tabasso, studiosa di argenteria antica e moderna, relatrice della conferenza su “Il secolo dell’argenteria. Il Settecento tra Torino e Parigi, disegni preparatori e oggetti di argenteria”.

Il maestro argentiere esprimeva conoscenze e fantasia nei bozzetti preparatori delle sue opere. Il disegno è quindi da osservare, come commistione di saperi ed espressione del passare del tempo. I progetti per ornamenti di Gilles Marie Oppenordt (1672-1742), Juste Aurèle Meissonier (1695-1750) e Nicolas Pineau (1684-1754) sono tra quelli che più influenzarono lo sviluppo dello stile rococò con i suoi temi leggeri ma intricati che si addicono perfettamente agli oggetti di piccole dimensioni.

TULLIA TABASSO

Nata a Torino, iscritta alla Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, presso l'Università degli Studi di Torino, dal 2002 al 2004 ha frequentato il Corso Superiore Biennale di Formazione Professionale per “Consulenti Scientifici in Argenteria Antica e Moderna” riconosciuto dal Collegio dei Periti Italiani.

In quegli anni ha inoltre collaborato con l’Agenzia di Accoglienza e Promozione Turistica dell’Area Metropolitana di Torino.

Dall’1998 ad oggi lavora per la Fondazione Pietro Accorsi tenendo incontri di approfondimento e corsi di formazione per insegnanti sull’argenteria del Settecento.

Sabato 29 settembre 2007, ore 17.00

Conferenza LE ARTI FRA TORINO E PARIGI NEL SEI E SETTECENTO in occasione delle GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO (29-30 settembre 2007)

con Arabella Cifani e Franco Monetti, storici dell’arte

Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: 011.837.688

Arabella Cifani e Franco Monetti, storici dell’arte di fama internazionale, illustreranno i complessi e significativi rapporti che legarono Torino e Parigi fra Sei e Settecento con vivaci influssi e scambi nel campo dell’architettura, della pittura, della scultura e delle arti decorative. In particolare saranno analizzate le affinità fra i pittori torinesi o attivi a Torino e quelli di ambito parigino e lorenese. Nel settore della scultura, la figura di Francoise Ladatte a confronto con gli atelier di Versailles. Infine, le tipologie dei mobili e delle argenterie ed altri oggetti d’arredo nei secondi scambi con gli artisti parigini attivi soprattutto per la corte di Francia.

La conferenza rientra nelle Giornate Europee del Patrimonio (29-30 settembre 2007), promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che quest’anno hanno per slogan “Cultura e patrimonio: una strada verso e dall’Europa”. In occasione della Giornate Europee del Patrimonio, il biglietto d’ingresso al Museo Accorsi sarà ridotto: € 5,00 anzichè € 7,00. Il museo è aperto da martedì a domenica ore 10.00-13.00; 14.00-18.30. Visite ogni ora circa condotte da storici dell’Arte. Su prenotazione, visite in inglese e francese, e percorso tattile per non vedenti e ipovedenti

Prenotazione obbligatoria allo 011.837.688

Info: Fondazione Pietro Accorsi, Museo di Arti Decorative, Via Po, 55 – 10124 Torino, Tel. 011.837.688, www.fondazioneaccorsi.it - info@fondazioneaccorsi.it


Mostre, Bellinzona: Antonio Lüönd alla Galleria Balmelli
La Galleria Balmelli Arte Contemporanea presenta negli spazi di Via Orico un'esposizione dedicata all’opera del pittore
Antonio Lüönd. L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 7 settembre al 20 ottobre 2007.

orari: dal martedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00, oppure su appuntamento.


Mostre, Torino: i lavori di Giuseppe Chiari

Con la riapertura autunnale èArte proporrà dal 14 settembre al 17 novembre 2007 una morta dedicata al maestro, recentemente scomparso, Giuseppe Chiari unico artista italiano a far parte del movimento artistico internazionale Fluxus. L’esposizione proporrà una panoramica dei lavori di Chiari che vanno dai famosi spartiti cancellati dei primi anni ’70, fino alle chitarre dell’ultimo periodo per un totale di una trentina di opere.

Orari: Martedi' – Sabato 11/13:30; 15/19

Info: èArte moderna e contemporanea, Via Palazzo di Città 2/C, Torino, Tel. 0114363902, info@eartgallery.com


Mostre, Pietrasanta: La robotica e i materiali innovativi nel Chiostro di Sant’Agostino

Dalla rivoluzionaria invenzione di Padre Eugenio Barsanti, la tecnologia ha visto aprirsi nuove frontiere di ricerca e di applicazione. Un lungo percorso di acquisizione delle conoscenze sino allo sviluppo della robotica e dei cosiddetti materiali innovativi i cui esiti più avanzati sono al centro dell’originale mostra che si svolgerà dal 23 settembre al 28 ottobre 2007 nel complesso di Sant’Agostino, in quelle stesse mura che videro i primi studi ed esperimenti del giovane scienziato di Pietrasanta. Un’iniziativa promossa dal Comune di Pietrasanta e dal Premio Internazionale Barsanti e Matteucci in collaborazione con Finmeccanica, la Scuola Superiore Sant’Anna (Centro di ricerca Gustavo Stefanini e PERCRO) Oto Melara e Celin Avio (Gruppo Elettronica Melara). In occasione dell’VIII edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci, che si terrà a Pietrasanta il 27 ottobre 2007, si presenta una mostra che guarda agli sviluppi più innovativi del settore della robotica mostrando i molteplici impieghi di piattaforme terrestri ed aeree, di varie dimensioni e tipologie, per il controllo del territorio con funzione di monitoraggio, sorveglianza e ricognizione. Il costante progresso delle tecniche consente, infatti, di estendere le capacità dei sistemi robotici in termini di flessibilità d’impiego. In esposizione tante curiosità, tra le quali “Manta Mk2” : un robot aereo di piccole dimensioni, appena 7 chili e mezzo di peso, poco meno di due metri di lunghezza, sul quale è integrato un sensore ottico orientabile per la ricognizione e la sorveglianza a medio raggio. Può raggiungere i 200 km orari. E “Colibrì”, un micro-elicottero senza pilota, meno di un chilo di peso, controllato a distanza. La rassegna illustra, inoltre, come l’utilizzo di nuovi materiali consenta di raggiungere le massime prestazioni, anche per oggetti di grandi dimensioni, aprendo nuove opportunità di applicazione con cicli produttivi più economici. Nelle sale del Chiostro di Sant’Agostino saranno presentati veicoli senza pilota, dimostratori tecnologici dell’impiego di nuovi materiali, piattaforme robotiche finalizzate alla sperimentazione e alla verifica di algoritmi e tecniche SW per la guida, il controllo e la navigazione di veicoli totalmente autonomi. L’evento espositivo, organizzato in sezioni tematiche, offrirà al pubblico un’ampia vetrina tecnologica tra filmati, pannelli esplicativi e strumenti robotici.

Mostra:La robotica e i materiali innovativi

Date esposizione:23 settembre – 28 ottobre 2007

Luogo:Chiesa e chiostro di Sant’Agostino, Pietrasanta (LU)

Orario:16-19; da martedì a domenica

Visite guidate: gratuite per gruppi di almeno 15 persone, prenotazione, obbligatoria al numero 0584-795369

Ingresso:libero


Notizie 28.08.2007

Termoli: ad ottobre week end dedicato alla passione di Milwauke

Chi l’ha detto che la stagione autunnale porta via la voglia di divertirsi, di godersi un viaggio in moto e stare in buona compagnia? Harley-Davidson sfida la tradizione, proponendo per il 5, 6 e 7 Ottobre 2007 un nuovo imperdibile appuntamento rivolto a tutti, Soci H.O.G.® (Harley Owners Group) e non, appassionati del bicilindrico più “cool” e semplici curiosi. Per questa tre giorni dedicata al mondo di Milwaukee, Termoli (CB) accoglierà per la prima volta, il 5° H.O.G.® Italian National Rally, evento Harley-Davidson alle porte del freddo. La città molisana, inedita location nel calendario dei National Rallies, farà da splendida cornice all’evento, offrendo la vista di un promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro ricco di storia, delimitato da un muraglione che cade a picco sul litorale. La lunga spiaggia bianca che incontra il mare Adriatico, il calore dell’ospitalità termolese ed un’ottima offerta gastronomica accoglieranno i partecipanti. Il programma del 5° H.O.G.® Italian National Rally prevede una vasta offerta di attività ed intrattenimenti, atti a soddisfare i palati dei bikers più esigenti. Chi proprio non riesce a stare fermo potrà partecipare ai Tour Guidati nei meravigliosi scenari naturalistici della zona e per i più intraprendenti muniti di road-book, Self Guided Tours alla scoperta di un inedito Molise. I “fedelissimi” della vita Rally, avranno l’opportunità di districarsi tra la Dealer Area dove acquistare accessori e abbigliamento ufficiale Harley-Davidson, la Vendors Area con bancarelle di ogni sorta e per i più golosi, stand gastronomici colmi di specialità culinarie. Per chi volesse avvicinarsi al mondo Harley-Davidson o approfondire la proprie attitudini motociclistiche, verrà proposta la partecipazione ai Demo Ride per testare in prima persona il piacere di guida del bicilindrico made in USA. Non v’è modo migliore per sentire, capire e creare quel particolare feeling con il mezzo. Come da tradizione Harley-Davidson, grande attenzione al pubblico femminile per il quale verrà allestita la Scuola Guida per Donne. Alle neofite amazzoni verranno forniti i primi rudimenti di una guida a due ruote sicura e divertente, il tutto approfondito da nozioni tecniche teoriche e pratiche. La gamma Sportster, serie entry-level della gamma, adempierà perfettamente a questo scopo. Le tre giornate termolesi del 5° H.O.G.® Italian National Rally verranno inoltre scandite da importanti momenti di intrattenimento musicale. Di forte richiamo il concerto serale del sabato a cura del gruppo milanese “Le Vibrazioni”, espressione italiana della tradizione pop-rock votata rigorosamente ad esibizioni live. Ad accendere l’adrenalina dei presenti, il self made stuntman Craig Jones eseguirà le sue famose funamboliche esibizioni. Durante lo Stunt Show e il Night Stunt Show tra penne, stoppies, wheelies, “donut” e leggendari burn-out Craig metterà alla prova la versatilità e l’agilità dell’imponente bicilindrico. Immancabili nel programma, i più classici momenti di spettacolo, come il Bike Show con l’esibizione delle “special” su base Harley-Davidson e la parata. Il 5° H.O.G.® Italian National Rally come già anticipato è aperto a tutti, Harleysti e non, appassionati o semplici curiosi. I Soci H.O.G., fedelissimi del Marchio, potranno darsi appuntamento ed intrattenersi presso la H.O.G.® Hospitality appositamente allestita. Un’occasione per trovarsi e condividere una grande passione. Per i veri bikers non è ancora giunto il momento di scendere dalla sella, l’appuntamento è per il 5, 6 e 7 Ottobre a Termoli (CB). Il divertimento continua…

Info:Harley-Davidson Italia - MarketingIsabella De Alberti - Tel 02.93454445 Fax 02.93581922 E-mail: isabella.dealberti@harley-davidson.com; Simona Bendotti – Tel 02.93454441 Fax 02.93581922 E-mail: simona.bendotti@harley-davidson.com; Harley-Davidson Italia - Ufficio Stampa, AlessandroGedda&Partners - Via Volta, 13 - 22070 Appiano G. (CO) - Tel 02.48513324 Fax 02- 32066783, E-mail: p.giamminola@geddapartners.com, m.trezzi@geddapartners.com


Conferenze, Roma: conferenza e azione MEMORIA: creazione e richiamo di Masao Okabe al MLAC

Giovedì 6 settembre alle ore 17.00 si terrà presso il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Sapienza Università di Roma, la conferenza e azione MEMORIA: creazione e richiamo, di Masao Okabe, artista rappresentante del Giappone alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Alla conferenza sarà presente il Magnifico Rettore, Renato Guarini. Interverranno: il Direttore del centro di Ricerca MLAC, Simonetta Lux; il Commissario del Padiglione Giappone presso la 52. Biennale Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Chihiro Minato; il curatore del Centro di Ricerca MLAC, Domenico Scudero. Parteciperanno inoltre i membri del collegio del Dottorato di ricerca in Storia dell’Arte/Arte Contemporanea-Arte di confine, gli studenti del Dottorato e gli studenti del Master in Curatore di Arte Contemporanea. In occasione dell’evento Masao Okabe farà una performance come anticipazione della mostra Masao Okabe. Attingendo dalla memoria che verrà inaugurata in occasione della Notte Bianca (sabato 8 settembre 2007 ore 20.00, fino al 20 ottobre 2007) presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma. Masao Okabe ha ritratto città e architetture con la tecnica del frottage, che consiste nel carpire le immagini dei soggetti ricoprendoli con un foglio e sfregandovi sopra una matita a punta morbida. Tali lavori sono spesso definiti “incisioni di storia”. Presente all’attuale edizione della Biennale di Venezia, dove espone oltre 1.400 frottage del porto di Ujina (Hiroshima), durante la Notte Bianca di Roma animerà uno artist talk, insieme a Chihiro Minato, commissario del Padiglione Giappone presso La Biennale, e a Mary Angela Schroth, direttrice della Galleria Sala 1 di Roma; il breve dibattito aprirà la personale dell’artista presso l’Istituto Giapponese di Cultura composta di opere realizzate a Parigi, Venezia e Roma. L’evento MEMORIA: creazione e richiamo, nato da una collaborazione tra il Centro di Ricerca MLAC e l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, è il primo appuntamento del ciclo Conferenza e Azione, realizzato nell’ambito delle attività del MLAC, del Dottorato di ricerca in Storia dell’Arte/Arte Contemporanea-Arte di confine e del Master in Curatore di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma. Il MLAC, diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, è sostenuto dal contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”.

MLAC, Direttore: Simonetta Lux; Curatore: Domenico Scudero; Ufficio stampa: Giorgia Calò; Piazzale Aldo Moro 5 - 00185 Roma, Italia, Tel. +39.06.49910653, Fax +39.06.49910365, E-mail muslab@uniroma1.it, www.luxflux.net


Mostre, Parma:“Foodscapes – Art & Gastronomy”

Pochi gesti sono così semplici, immediati eppure complessi come l’atto del mangiare. Non stupisce quindi che più di 40 artisti internazionali abbiano voluto misurarsi con quell’atto. Le loro opere comporranno “Foodscapes – Art & Gastronomy”, la grande mostra che sarà allestita nei locali dell'ex Cinema Trento, a cura di Lòrànd Hegyi, critico internazionale e direttore del Museo d'Arte Moderna di Saint Etienne.L’esposizione, che sarà aperta al pubblico dal 7 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008, presenta un vasto orizzonte di opere d'arte che riflettono, appunto, il complesso tema del mangiare, fornendone un contesto storico, antropologico, sociologico e culturale. Questa fondamentale seppur banale, naturale, elementare attività implica ed evoca riferimenti illimitati, di tipo sociale, culturale, linguistico, politico, ideologico, religioso, antropologico, medico, clinico e va a toccare zone particolarmente sensibili, tabù, territori proibiti, contenuti nascosti ed inconsci, che sono condizionati dal contesto culturale e storico e determinati dall'educazione. In questo senso, l'atto di mangiare sembra essere più culturale che biologico; più metafisico che fisico; più metaforico che reale. Benché sia strettamente necessario alla vita, benché sia esso stesso vita, benché sia parte delle attività umane fondamentali ed essenziali, l'atto di mangiare è una delle attività umane più potenti e complesse: è l'attività che in se stessa ha a che fare con la fondamentale ed elementare auto-riproduzione, così come con la socializzazione e la comunicazione dell'individuazione metaforica dell'esistenza umana in quanto attività strutturata, organizzata, teologica, razionale, nell'universo. La mostra sarà strutturata in diverse sezioni tematiche, basate su diversi contesti di riferimento. Da un lato, ci sono contesti culturalmente, storicamente, ideologicamente, religiosamente condizionati nei quali l'atto di mangiare si trasforma in un'entità profondamente metaforica. La sacralità e il carattere rappresentativo del cibo, le formalità cerimoniali, l'estetica di potere e ricchezza, la gerarchia ed il complesso e differenziato sistema di esclusività ed inclusività, l'accettazione o il rifiuto sociale, la posizione centrale o la marginalità costituiscono momenti cruciali in questi contesti. D'altro canto, l'atto di mangiare è – e tuttora rimane – qualcosa di barbaro, animale, incontrollabile, qualcosa di distruttivo, inconscio, spontaneo, anarchico, immediato, bestiale, un'attività immorale che dà ampio spazio a processi irrazionali, spontanei, illimitati, irreversibili, ad absurdum fino al cannibalismo e all' auto-distruzione più oscena, all'auto-mortificazione simile al suicidio ed all'edonismo che va oltre l'esagerazione. Quest'aspetto patologico dell'atto di mangiare al di fuori delle necessità biologiche e sociali, al di fuori di ogni necessità razionale e fisiologica, è spesso connessa con una prassi allegorica, magica, di segrete visioni religiose, mistiche di potere sul mondo reale. Artisti di tutti i tempi sono stati affascinati dalle complesse declinazioni possibili del “cibarsi”. In questa occasione, Lòrànd Hegyi ha scelto opere di artisti contemporanei quali: Marina Abramovic, John Armleder, Matthew Barney, Vanessa Beecroft, Valerio De Berardinis, Wim Delvoye, Silvano De Pietri , Erich Dittman, Tracey Emin, Erro, Sylvie Fleury, Omar Galliani, Gilbert & George, Jörg Immendorff, Ilya Kabakov, Sejla Kameric, Oleg Kulig, Eva Marisaldi, Hermann Nitsch, Daniel Spoerri, Jean-Jacques Lebel, Orlan, Vettor Pisano, Michelangelo Pistoletto, Chun, Sung-Myung, Maurizio Nannucci, Brigitte Niedermair (Niccoli), Claes Oldenburg, Dennis Oppenheim, Claudio Parmiggiani, Graziano Pompili, Patrick Raynaud, Alberto Reggianini, David Reimondo, Salvo, Denis Santachiara, Stefano Spagnoli, Andrés Serrano, Barthélémy Toguo, Tunga, Sam Taylor-Wood.

Foodscapes – Arte & Gastronomia” è uno dei momenti del grande progetto denominato “GNAM Gastronomia nell’Arte Moderna” promosso da Provincia di Parma, Fondazione Cariparma, Unione Parmense degli Industriali, Camera di Commercio di Parma e realizzato da Solares Fondazione delle Arti con la direzione artistica di Andrea Gambetta. Nell’ambito della manifestazione sarà presentato un progetto realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano intitolato “Trattoria da Salvatore”. Il progetto, nato nel 1996 presso l’Accademia e curato da Antonio D'Avossa e Alberto Mattia Martini, ha come elemento primario il rapporto tra cibo e arte.

Orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19

Prezzi: ingresso intero 7 €, ingresso ridotto 5 €, ingresso performance 3 €. Bambini fino a 5 anni gratuito; da 6 a 18 anni e oltre i 65 ridotto. Possibilità di sconti per gruppi e scolaresche. Catalogo mostra edito da Federico Motta Editore a cura di Andrea Gambetta con interventi di Lòrànd Hegyi, Marcello Garofalo, Luigi Settembrini, Gloria Bianchino e Giuseppe Bertolucci.

Info: Solares Fondazione delle Arti, l. go VIII Marzo, 9/a - 43100 Parma ITALY, tel. +39 (0)521 967088, fax. +39 (0)521 925669


Lugano (Svizzera): “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari” alla Galleria Gottardo

Dal 7 al 30 settembre 2007 in anteprima la Galleria Gottardo proprrà le opere di Michel Comte nell’esposizione intitolata “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari”. L’opera artistica del fotografo svizzero ruota intorno alle prestazioni straordinarie del pilota Michael Schumacher e dei bolidi rossi di fama mondiale della Scuderia di Maranello. Sei gigantografie (220 x 180 cm) stampate su supporto trasparente Duraclear, oltre 30 fotografie (90 x 90 cm) a colori e bianco/nero svelano chiaramente quanto Michel Comte subisca il fascino del mondo dei motori. L’esposizione si contraddistingue per la raffinata selezione delle opere esposte e per l’alta qualità artistica dei lavori di questo fotografo internazionalmente riconosciuto. Le collaborazioni con prestigiose riviste quali Vogue e Vanity Fair, i numerosi ritratti fatti a celebrità dello show business e del mondo artistico ci portano a confrontare il percorso artistico di Michel Comte a quello di esponenti dell’arte fotografica del calibro di Edward Steichen, Irving Penn e Richard Avedon. In termini qualitativi e di espressività artistica, il fotografo svizzero non ha infatti nulla da invidiare ai Titani della fotografia del XX secolo. Michel Comte è maestro nel porre nella giusta luce il soggetto che intende riprendere sia che utilizzi l’obiettivo della sua fotocamera a lastre Linhof, sia che utilizzi la Pentax oppure la Leica. Con l’esposizione “Speed. Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari”, Galleria Gottardo, come prima Istituzione in Svizzera, propone l'opera fotografica di Michel Comte scaturita dall'interesse dell'artista per le gare di Formula 1 e per i suoi circuiti in tutto il mondo. Galleria Gottardo è una fondazione per la cultura della Banca del Gottardo la quale è una delle principali banche svizzere di medie dimensioni a fornire servizi di Private Banking e di gestione patrimoniale. Fin dai primi anni ’60, l’Istituto ticinese si impegna nel campo dell’arte contemporanea e, in particolare, nella promozione di artisti svizzeri. L’esposizione ci propone un aspetto nascosto del fotografo delle star. Con la sua ossessione maniacale e il fascino senza confini per i circuiti di Formula 1, Comte diventa cronista della carriera sportiva senza precedenti del grande campione Michael Schumacher. I suoi scatti, che hanno immortalato innumerevoli circuiti di gara in tutto il mondo, schiudono allo spettatore un mondo che ha contrassegnato lo spirito della fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio. Un mondo caratterizzato dai progressi, dalla rapidità e dai moti dell’animo vissuti apertamente. Il mondo della Formula 1. Lo sport automobilistico è sinonimo di alta tecnologia. Le nitide immagini riprese nelle officine della Ferrari ne sono l’incarnazione: il linguaggio razionale visivo di Michel Comte crea lo stesso stato d’animo che si potrebbe respirare in una sala operatoria perfettamente sterile di una clinica universitaria o in un laboratorio di ricerca. Lo spettatore viene coinvolto dall’atmosfera carica di precisione e sicurezza che regna negli stabilimenti Ferrari. In contrapposizione a tutto ciò troviamo immagini sfocate, astratte, ma estremamente espressive scattate durante le gare: queste ci fanno vivere direttamente il brivido della velocità. Oppure le fotografie della vita privata di Michael Schumacher: queste immagini trasportano lo spettatore in un mondo dove il gladiatore dei tempi moderni mostra il suo lato più tenero. Si tratta di riprese intime estremamente raffinate che testimoniano l’abilità di Comte ad immedesimarsi nel soggetto e confermano un’amicizia che si è consolidata durante tutti gli anni in cui il fotografo Comte ha seguito il pilota Schumacher con la sua macchina fotografica. Attraverso l’estetica purista di Comte vengono messe in contrapposizione, rendendoli quasi tangibili, il rigore e la delicatezza, il movimento e l’immobilità, il rombo assordante dei motori e il silenzio assoluto. Le sue foto risultano autentiche poichè nello scatto non si avvale di un eccessivo utilizzo di accorgimenti. tecnici. 7 titoli mondiali, 91 vittorie, 250 Gran Premi: il palmares di Michael Schumacher è irraggiungibile. A suggellare la conclusione della strepitosa carriera di un pilota senza precedenti nella storia delle corse automobilistiche, viene pubblicato un corposo volume fotografico intitolato “7 – 91: Michel Comte on Michael Schumacher”, con oltre 400 fotografie a colori e in bianco e nero, corredate dai testi di Sabine Kehm e Michael Schumacher.

Conferenza stampa: giovedì 6 settembre 2007 alle ore 11.00

Vernissage: giovedì 6 settembre 2007 dalle ore 18.00 alle ore 20.00

Durata della mostra: dal 7 al 30 settembre 2007

Orari di apertura: martedì 14.00-17.00; mercoledì-sabato 11.00-17.00, apertura straordinaria domenica 11.00-17.00. Entrata libera.

Volume: “7- 91:Michel Comte on Michael Schumacher”. 512 pagine con oltre 400 fotografie a colori e in bianco e nero, corredate dai testi di Sabine Kehm e Michael Schumacher. Edizioni AlbersZimmerman.

Galleria Gottardo, fondazione per la cultura della Banca del Gottardo, dal 1989 organizza mostre in collaborazione con musei, enti culturali e collezionisti. In più di quindici anni ha esplorato l’attività dell’Uomo con mostre e pubblicazioni di qualità con l’intento di fissare lo sguardo sulle innumerevoli sfaccettature dell’arte e della fotografia, dell’etnografia e dell’archeologia, del design e di oggetti particolari che sono, con gli anni, divenuti fonte di interessanti collezioni. La sua attività editoriale ha assunto un carattere importante nel complesso della sua produzione con particolare attenzione, nei testi e nell’impaginato, alla qualità dei propri cataloghi.

Info: Galleria Gottardo, Viale Stefano Franscini 12 - 6900 Lugano, Switzerland, Tel. +41 91 808 1988, Fax +41 91 808 2447, galleria@gottardo.com, www.galleria-gottardo.org


Due statue in terracotta dipinta, un San Francesco e una Santa Chiara di Giovanni della Robbia a Cortonantiquaria

La scultura in terracotta, o “per via di porre”, come era detta nella trattatistica rinascimentale, ha recuperato solo negli ultimi decenni, grazie ad un più concreto interesse degli studiosi, quel ruolo da protagonista che gli è spettato nello sviluppo dell’arte del Rinascimento, al fianco delle tecniche cosiddette “per forza di levare”, cioè l’intaglio ligneo e la scultura in marmo o pietra1. Ruolo di primo piano, peraltro, riconosciutole dalle fonti quattro e cinquecentesche, che sovente si soffermano a spiegare i processi tecnico-operativi della terracotta (Filarete, Leon Battista Alberti, e ancora Benvenuto Cellini, Giorgio Vasari, Cipriano Piccolpasso, Vannoccio Biringuccio, Borghini e il Baldinucci), e al contempo intuibile dal prestigio degli artisti che la praticarono ai massimi livelli; bastino, per la Toscana, i nomi di Donatello, Lorenzo Ghiberti, Iacopo della Quercia, i Della Robbia e Andrea del Verrocchio. La produzione contemplava bassorilievi e statue a tutto tondo, spesso i primi replicati in serie con l’ausilio di calchi in negativo. Molto diffusi sono i rilievi con Madonne col Bambino a mezzo busto, per la devozione privata, ma la bottega dei Della Robbia introdusse per prima anche l’uso di imponenti pale in terracotta invetriata. Nel caso di statue di grande formato si modellavano singole figure o gruppi, talvolta di notevoli dimensioni; eccezionali quelle del Profeta di Donatello, oltre 5 metri, eretto su uno dei contrafforti della Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. A questo secondo tipo di prodotti, lavorati a tutto tondo, vanno ricondotte le due statue di San Francesco e Santa Chiara, in terracotta dipinta, alte circa 125 cm, di provenienza toscana, esposte qui per la prima volta in occasione di Cortonantiquaria 2007. La loro collocazione originale è immaginabile all’interno di un complesso d’altare, su nicchie laterali contrapposte, come lasciano pensare la postura e la gestualità tra loro speculari, e la lavorazione più sommaria del retro. L’iconografia dei santi è quella consueta, e concerne per San Francesco il volto scarno, vestito del saio, con stimmate e ferita al costato in evidenza, oltre ad una croce, perduta, la cui presenza si intuisce da un piccolo alloggiamento scavato sulla mano destra. Santa Chiara, con l’abito scuro e il velo, di fattezze giovanili, stringe il libro con la mano sinistra mentre sull’altra mano doveva reggere l’attributo della pisside con l’Eucaristia, esponendo la quale fermò i saraceni. Entrambi avevano un’aureola sul capo, come si evince dal foro di innesto. Lo stato di conservazione delle sculture è decisamente buono, e specie nel caso della Santa Chiara, la recente pulitura ha messo in evidenza la policromia originale pressoché intatta. La coppia di statue, una volta modellate, vennero dapprima divise in due parti, secondo una linea di taglio che il plasticatore ha cercato di mimetizzare al meglio fra le pieghe delle vesti, poi svuotate con notevole perizia ed accuratezza, fino a portarle ad uno spessore medio di circa due centimetri, indice di una notevole pratica di mestiere. La policromia, una tempera a legante proteico, è data a freddo con una minima preparazione di fondo. La superficie è perfettamente liscia e rifinita fin nei dettagli più minuti in tutta la zona frontale delle statue, mentre è lasciata più grezza sul retro, escluso alla vista, dove sono evidenti le tracce degli strumenti del plasticatore. Le due statue presentano caratteri stilistici che le fanno collocare in stretto ambito robbiano, e tali da sostenere, come si dirà, un’attribuzione a Giovanni della Robbia (Firenze 1469 – 1529). Nella figura di San Francesco è evidente l’osservanza di modelli riconducibili ancora al padre Andrea; non tanto nei lavori celeberrimi di Santa Maria degli Angeli presso Assisi e della Verna, ma piuttosto in quelli afferenti alla sua produzione matura, dell’ultimo decennio del XV secolo, a cominciare dalle due statue ferraresi con i Santi Francesco e Bernardino da Siena, invetriate, parte di una lunetta e datate attorno al 1495, o anche il San Francesco del Victoria & Albert Museum di Londra; ancora, nello stesso museo londinese, un Santo evangelista, assegnato anch’esso dalla critica ad Andrea, il cui movimento delle vesti trova più di un riscontro nella Santa Chiara. Ma i confronti più stringenti, per le due statue, sono rintracciabili a latere della produzione di Andrea, in quella del figlio Giovanni, e, di riflesso, dei suoi principali collaboratori, come Agnolo di Polo, figura la cui ‘messa a fuoco’ sta interessando sempre più spesso la critica specializzata.

Giovanni, attivo circa dall’ultimo decennio del Quattrocento come collaboratore entro la bottega del padre Andrea, se ne distaccò presto discostandosi in buona parte dal linguaggio paterno per uno stile più libero ed eclettico, indugiante a volte in inflessioni marcatamente popolari. In particolare, Giovanni «affrontò il difficile, e peraltro controverso compito di adeguare la produzione robbiana agli orientamenti di un gusto ormai profondamente mutato, mediandone la consueta vena devota con le sofisticate maniere antichizzanti e l’enfasi monumentale che, emerse già intorno al 1490, si sarebbero affermate nella scultura fiorentina dei primi decenni del Cinquecento» (Gentilini). Se qualche difficoltà si incontra ancora nel ricostruire il suo catalogo per gli anni della formazione, meglio nota è l’attività matura, a partire dal secondo decennio del XVI secolo, scandita da numerosi riscontri documentari e opere certe. Significativo, nel percorso di Giovanni, è il legame molto stretto fra la sua bottega e la committenza francescana del ramo Osservante già sul cadere del primo decennio del ‘500, stante l’attività sia in San Salvatore al Monte che nel convento di San Vivaldo a Montaione, e questo in anni in cui il padre e i fratelli si erano al contrario schierati apertamente in difesa del predicatore domenicano Gerolamo Savonarola. Inutile sottolineare come il soggetto francescano delle due sculture costituisca una traccia in questo senso, confortata da motivazioni stilistiche e confronti che, come anticipato, portano a Giovanni. Sebbene la gran parte della produzione a lui ascritta sia relativa ad opere in terracotta invetriata, non dovettero mancare occasioni in cui lo stesso utilizzò la policromia a freddo, come si evince dall’uso che sovente ne fece in sussidio dell’invetriatura per i colori più ostici a quel procedimento, nonché dalla fortuna riscossa da questo tipo di policromia nell’ambito della bottega. Ripercorrendo la produzione di Giovanni collocabile attorno al secondo decennio del XVI secolo, un primo eloquente raffronto è quello istituibile con la figura di Cristo nell’Incredulità di san Tommaso a Quarto (Firenze), presso il Conservatorio La Quiete, ma già a Firenze in San Jacopo a Ripoli, databile verso il 1510, composta sul celebre modello verrocchiesco, rilievo che ha in comune con il San Francesco l’allungamento del volto e i delicati passaggi degli incarnati, indagati con notevole sensibilità. L’intensità dello sguardo del santo assisiate è la stessa presente nei santi laterali della lunetta ancora in situ sul portale di San Jacopo a Ripoli, in cui figurano la Madonna col Bambino tra i santi Iacopo Maggiore e Domenico, con i quali il San Francesco condivide anche la medesima attenzione anatomica nell’articolazione delle mani. La lunetta con la Sepoltura di Cristo (1521 ca.) già alla Santissima Annunziata, oggi al Bargello, offre ulteriori occasioni per una lettura in parallelo con le due sculture in oggetto, i cui volti, orfani della policromia originale, avvicinati a quelli della Vergine e del Cristo del museo fiorentino tuttora ricoperti da una ricca vernice policroma data a freddo, presentano non solo un puntuale affinità di forme, ma di nuovo quella sensibilità epidermica che è uno dei tratti distintivi dei lavori più raffinati di Giovanni. Sempre cercando tra le opere che la critica riconduce alla sua mano, confronti positivi sono possibili tanto con il rilievo con l’Ultima cena conservato al Victoria & Albert Museum di Londra, che con la statua di San Pietro martire nella chiesa di San Domenico di Arezzo. La Santa Chiara, poi, trova la sua somiglianza si direbbe ‘gemellare’ nella Vergine della celebre lunetta con Visitazione, modellata da Giovanni attorno al 1517 per la chiesa fiorentina di Sant’Elisabetta, oggi al Museo Bandini di Fiesole, strettamente accomunate nell’identico taglio dei profili e nell’espressione estatica dei volti. Di circa tre anni precedente, si data infatti al 1514, è il grande rilievo con La Pietà tra san Giovanni e la Maddalena del Bargello, modellato da Giovanni per la cappella dell’Orto nell’Ospedale di Santa Maria della Scala. L’opera, replicata più volte dagli allievi, trova il suo vertice nel volto segnato della Vergine dolente, la cui efficacissima analisi evidenzia interessi e capacità in tutto simili a quelli visti nel San Francesco. E’ esattamente questo tipo di sensibilità che manca nella gran parte dei diciassette rilievi in terracotta policroma con i momenti salienti della Passione di Cristo per altrettante cappelle costituenti il “Sacro Monte” del convento di San Vivaldo a Montaione, dove Giovanni, che ne fu una sorta di regista, fu affiancato da altri plasticatori di ambito robbiano, come Agnolo di Polo, e della cerchia di Benedetto Buglioni. L’impresa, dove i modelli di Giovanni sono ampiamente riproposti, è oggi letta proprio in direzione di Agnolo di Polo. Questi, formatosi nella bottega del Verrocchio, e citato da Vasari come uno fra i più attivi maestri della terracotta attivi a Firenze, strinse nei primi anni del Cinquecento un rapporto di collaborazione con Giovanni della Robbia, certificato da un documento del 1517. La formazione verrocchiesca di Agnolo, evidente in un’opera giovanile come il Redentore del Museo Civico di Pistoia documentato al 1498, tende in seguito a diluirsi in un linguaggio più popolare ed affine a quello di Giovanni, del quale imita le soluzioni ma ne semplifica e banalizza la resa plastica ed ‘epidermica’. E ciò in misura tale da risultare subito evidente raffrontando il volto del San Francesco qui presentato con opere certe di Agnolo, quali il Redentore citato o il più tardo altare Spadari commissionato nel 1526 per l’omonima cappella nella chiesa della SS. Annunziata di Arezzo, in particolare nei laterali con San Francesco e San Rocco. Tutti lavori dove, fermi i ‘vincoli di parentela’, gli incarnati e i volumi sono trattati per ‘sintesi’ piuttosto che per ‘analisi’. È sulla base delle considerazioni appena esposte, che si propone di assegnare le statue di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi a Giovanni della Robbia, in un momento circoscrivibile agli anni tra il primo e secondo decennio del Cinquecento. In quel torno di tempo, nella bottega di Giovanni, circolavano ancora le soluzioni elaborate anni prima dal padre Andrea (peraltro in vita e attivo), tanto da affiorare, si è visto, neanche troppo timidamente, soprattutto nel San Francesco. Nella rilettura del linguaggio paterno operata da Giovanni, la vena classicista di Andrea viene opportunamente stemperata, così da licenziare rilievi e sculture di intonazione meno solenne e più comunicativa, adatta ad un pubblico devoto, come quello che ruota attorno agli Osservanti francescani, contesto nel quale si inseriscono perfettamente le due statue dei santi assisiati. L’intervallo cronologico è determinato dalle strettissime relazioni che legano la coppia di sculture, in particolar modo alla lunetta con l’Incredulità di san Tommaso già a Firenze in San Jacopo a Ripoli (1510 ca.) e all’altra con la Visitazione (1517 ca.) al Museo Bandini di Fiesole. La paternità di Giovanni per il San Francesco e la Santa Chiara, come mi conferma Giancarlo Gentilini, che ringrazio, emerge da un lato in virtù dei legami molto forti con questi ed altri suoi lavori più noti, e al contempo trova sostegno nel confronto ‘in negativo’ delle due sculture con le opere certe dei pur dotati collaboratori di Giovanni, fra i quali è appunto Agnolo di Polo, plasticatori che, alle prese con i medesimi modelli, non raggiungono livelli altrettanto alti di qualità come invece si ravvisano nelle sculture qui presentate.


Premio Letterario Viareggio Repaci 2007

Nell’ambito delle manifestazioni conclusive del Premio Viareggio, domani, mercoledì 29 agosto alle ore 21.30, Villa Borbone (viale dei Tigli) ospiterà “Incontro con la poesia”, serata dedicata a Gabriella Sobrino con la partecipazione di Marcello Ciccuto, Giuseppe Leonelli e Roberto Amato.

Giovedì 30 agosto poi, sempre alle 21.30, presso il Cinema Teatro Eden di Viareggio (Viale Margherita 22), la Giuria assegnerà l’importante riconoscimento agli autori delle quattro classi: Narrativa, Saggistica, Poesia e Opera Prima. Ai vincitori verrà consegnata una piccola scultura in bronzo dell’artista Marcello Pietrantoni. A conclusione della serata verrà consegnato  il Premio Internazionale Viareggio Versilia, assegnato all’unanimità dalla Giuria nella riunione del 22 giugno ad Arturo Paoli in riconoscimento di una vita spesa “per la cultura, l’intesa tra i popoli, il progresso sociale, la pace”. Simbolo del Premio Internazionale è la colomba della pace dell’artista viareggino Gionata Francesconi.

Alla cerimonia di premiazione sono invitati in qualità di ospiti d’onore lo scrittore Manlio Cancogni vincitore del Premio Viareggio per la Narrativa 1985, la poetessa Gabriella Sobrino e il senatore Giovanni Pieraccini, al quale si deve la donazione di un’importantissima collezione di opere d’arte per la futura Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) di Viareggio. Alla serata saranno presenti i finalisti dell’edizion 2007 del Premio Viareggio Rèpaci, che sono: per la Narrativa Marisa Bulgheroni con Un saluto attraverso le stelle (Mondadori), Ermanno Cavazzoni con Storia naturale dei Giganti (Guanda) e Filippo Tuena con Ultimo parallelo (Rizzoli); per la Poesia Silvia Bre con Marmo (Einaudi), Franco Loi con Voci d’osteria (Mondadori) e Michele Mari con Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi); per la Saggistica Stefano Agosti con Il testo visivo (Marinotti), Gian Luigi Beccaria con Tra le pieghe delle parole. Lingua storia cultura (Einaudi) e Paolo Mauri con Buio (Einaudi); per l’Opera Prima Simona Baldanzi con Figlia di una vestaglia blu (Fazi), Paolo Colagrande con Fideg (Alet) e Paolo Fallai con Freni (edizioni e/o).


Mostre, Monfalcone (GO): GIPI. La 'vita' tra le pagine. I romanzi a fumetti di Gian Alfonso Pacinotti

Un atteso appuntamento con il fumetto d'autore si inaugura sabato 8 settembre 2007, alle ore 18, presso la GC.AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea: protagonista della mostra GIPI. La 'vita' tra le pagine, organizzata dall'Associazione ARTeFUMETTO di Monfalcone in collaborazione con il Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura, è l'opera di GIPI (Gian Alfonso Pacinotti), autore di fama nazionale e internazionale, oggi tra le personalità più importanti del panorama del fumetto italiano. In mostra circa centoquaranta opere originali dell'intera produzione dei romanzi e dei racconti a fumetti dell'autore, una trentina delle quali finora mai esposte in Italia.

L'autore: Gian Alfonso Pacinotti, noto con il nome d'arte di GIPI, si fa conoscere nel 1994 con la pubblicazione di vignette e racconti brevi sulla rivista satirica Cuore. La sua attività prosegue con le prime storie a fumetti complete (pubblicate da Blue e da altre riviste), e molti cortometraggi e lungometraggi, per la SantaMariaVideo, da GIPI stesso fondata e diretta. Nel 2002 inizia la collaborazione, tuttora in corso, con la casa editrice Coconino Press che dà luogo ad alcune tra le opere più rilevanti di GIPI: nel 2004, con la raccolta di racconti Esterno notte si consolida definitivamente il passaggio dell'espressione artistica dell’autore alla "narrativa" del fumetto. Da questo momento si sussegue una lunga, intensa serie di racconti e romanzi a fumetti, che raccolgono numerosi tra i più importanti premi in Italia e all'estero, dal Premio Micheluzzi al Comicon, al Gran Premio Romix, al Goscinny in Francia, e molti altri riconoscimenti. Del 2004 è Appunti per una storia di guerra, mentre nel 2005 nasce Baci dalla provincia, serie inaugurata da Gli Innocenti per la collana "Ignatz", sempre di Coconino Press; nello stesso anno GIPI vince il Premio speciale della giuria per un autore unico al Festival di Lucca e, con Questa è la stanza, conquista il premio Micheluzzi. Del 2006 sono Hanno ritrovato la macchina, secondo volume della serie Baci dalla provincia, e il più recente romanzo a fumetti, S.Pubblicato e tradotto nei principali paesi europei, negli Stati Uniti e in Asia, attualmente GIPI collabora con il quotidiano La Repubblica e con la rivista Internazionale.

L'opera: I lavori di GIPI, innegabile testimonianza del ruolo centrale dell'espressione del fumetto nella cultura contemporanea, nascono da un percorso artistico dove l'interpretazione della vicenda personale riesce a non tradursi mai in retorica autobiografica, verificando, invece, un procedimento di trasformazione della realtà, capace di ricreare un equilibrio perfetto tra plot narrativo e tensione creativa. Quello di GIPI non è semplice fumetto neorealistico, ma una rilettura della realtà attraverso la lente della cultura personale, della propria riflessione sul sociale. A fare da sfondo alle storie sono solitamente la provincia e le realtà urbane periferiche con i loro ritmi e le frustrazioni e aspirazioni dei loro abitanti. Intorno a quei fondali scenici i personaggi si muovono come attori su un palcoscenico indistinto, ma riconoscibile, mimando le pause, i tempi del quotidiano, che può divenire a volte eccezione, fatto esplicito. Le numerose e pregiate tavole esposte in mostra ripercorrono la rapida maturazione grafica e narrativa dell'autore; oltre ad esse saranno esposti libri e videointerviste dedicati a GIPI, e proiettati alcuni video in digitale che l’autore ha realizzato con la sua casa di produzione SantaMariaVideo.

Gli incontri con l'autore: GIPI, ormai trasferitosi a Parigi, sarà eccezionalmente presente all'inaugurazione della mostra, sabato 8 settembre 2007, dalle ore 18. Il giorno successivo, domenica 9 settembre, dalle ore 11 alle ore 13, presso la Sala Incontri organizzata all'interno della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, l'autore si confronterà con il pubblico rispetto alla propria attività. In questa sede sarà possibile richiedere omaggi grafici o dediche (incontro a cura di ARTeFUMETTO).

GIPI. La 'vita' tra le pagine

Luogo: GC.AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Piazza Cavour, 44 - Monfalcone (GO)

Inaugurazione: sabato 8 settembre 2007, ore 18.00, alla presenza dell'autore

Periodo: 8 settembre > 7 ottobre 2007

Orari: tutti i giorni, ore 16.30 > 20.00 - sabato e domenica, ore 10.30 > 13.00 - 16.30 > 20.00

Incontri con l'autore: sabato 8 settembre 2007, ore 18 (inaugurazione)

domenica 9 settembre, ore 11.00 > 13.00 (incontro con il pubblico)

Curatori: Roberto Franco, Fabio Doria, Mauro Paronitti per ARTeFUMETTO, Monfalcone

In collaborazione con: Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura

ingresso libero


Mostre, Orta San Giulio (NO): Ortissima. Percorsi d'Orta a Palazzo Ubertini

Giovedì 6 Settembre 2007 il Comune di Orta S.Giulio, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Novara, inaugura il primo appuntamento della rassegna “ORTISSIMA PERCORSIDORTA”, che resterà aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2007. L’iniziativa nasce da una proposta dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la collaborazione dello Studio Copernico di Milano. Questa prima edizione sarà dedicata a uno dei più rappresentativi scultori del novecento italiano: Giacomo Manzù. ORTISSIMA PERCORSIDORTA è questa nuova iniziativa che sogna di divenire, nel tempo, una sorta di “marchio di qualità”, dove il visitatore avrà la certezza di poter ammirare in uno dei borghi più belli del mondo l’opera di artisti che, in modo certo, potranno fregiarsi di questo titolo ormai abusato e bistrattato. Per questa edizione, il cui progetto sarà tesi di Laurea della stessa curatrice per la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, verranno esposte all’aperto sei opere di Giacomo Manzù provenienti dalla collezione dello Studio Copernico di Milano. La collocazione di tali opere verrà effettuata in base ad una scelta particolarmente accurata di alcuni degli scorci più suggestivi dell’antico borgo al fine di realizzare un percorso singolare e particolarmente affascinante per il visitatore, che si troverà mediatore nello scambio equo tra l’importanza dell’artista esposto ed il valore del luogo, tra la poesia del sito e la ricerca dell’opera, tra il fascino del bronzo e la delicatezza di vicoli, portici e piazze dove il tempo sembra essersi fermato.

Giacomo Manzù è uno dei più grandi artisti del Novecento. Nato a Bergamo nel 1908, pressoché autodidatta, a vent’anni inizia la sua avventura di scultore arricchendo la sua formazione tra Parigi e Roma. Il successo giunge con la Biennale di Venezia del ‘36. L'amicizia con Giovanni XXIII matura la fama internazionale di Manzù, del cui lavoro si interesseranno grandi nomi come Cesare Brandi, Giulio Carlo Argan, Ludovico Ragghianti, John Rewald e tanti altri. Docente all’Accademia di Brera di Milano con Carrà, Marini e Casorati da cui si dimette per dissensi con il Ministero della Pubblica Istruzione, viene chiamato all'International Sommerakademie di Salisburgo ad insegnare scultura. Qui conosce Oskar Kokoschka insegnante di pittura e la ballerina Inge Schabel che diverrà sua moglie e musa ispiratrice. Nel ‘58 realizza il portale della cattedrale di Salisburgo con il tema dell’Amore. L’amicizia con il “Papa Buono” porterà l’artista alla definitiva realizzazione di un'opera centrale per la carriera dello scultore, la porta di San Pietro, ispirata al tema della Morte, che gli era stata commissionata molti anni prima e non era però mai stata portata a termine. Innumerevoli sono le mostre in Italia e all’estero. Sue opere sono conservate nei maggiori musei del mondo e “La Pace“ campeggia nel giardino dell’ONU a New York.


Mostre, Modena: Arnold Mario dall’O – Ritratto di famiglia alla galleria Canalgrande18

In occasione del Festivalfilosofia 2007, dedicato al tema del sapere, la galleria Canalgrande18 presenta dal 14 settembre al 13 ottobre 2007 una personale - con opere inedite - dell’artista altoatesino Arnold Mario Dall’O, “Ritratto di famiglia”, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Arnold Mario dall’O si inserisce in un flusso d’immagini contemporanee e costruisce una serie di personificazioni che hanno la funzione di ricreare una sorta di album dei ricordi di tipo familiare. L’autore presenta difatti una serie di interpretazioni desunte dall’immaginario collettivo contemporaneo, standardizzato su canoni prefissati ed omologanti, ricavandone una differente modulazione, giocando sulla manifestazione della maschera che copre l’identità di tali personificazioni vendute come merce di scambio. La mostra attinge dunque al tema del ritratto rivisto in una chiave non convenzionale, e si lega in modo metaforico ai racconti di Freddy Longo, che trattano di gente comune, colta nelle normali funzioni fisiologiche. Persone che vengono messe a nudo, senza una maschera, all’interno di un luogo crudo come il bagno. Personaggi che si spogliano delle proprie resistenze, si scoprono diversi e ci accordano la visione chiara della loro personalità. Vengono dunque “corretti” e rielaborati da parte dell’artista, 100 ritratti in cui la bellezza perfetta ed interscambiabile viene degradata attraverso la strana e crudele bestialità del mondo animale, non senza una punta d’ironia. Una trasformazione identitaria che va a comporre un “ritratto di famiglia” sui generis. Una serie di lavori che, collocati come un’unica installazione all’interno della galleria, possono essere letti come una sorta di album fotografico appeso, una “stanza dei ricordi” appartenente ad un angolo della casa di una grande famiglia.Per l’occasione uscirà una pubblicazione con le riproduzioni delle opere di Dall’O e i racconti di Freddy Longo : Arnold Mario Dall'O / Freddy Longo “Ritratto di Famiglia” (Raetia Edizioni) con una prefazione critica a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, che verrà presentata il 6 ottobre alle ore 21 durante la giornata del Contemporaneo.

orari: dal martedì al venerdì 10-13/ 16.20; chiuso lunedì mattina, giovedì pomeriggio e domenica tutto il giorno; orario continuato per i tre giorni del festivalfilosofia ( 14-15-16 settembre), dalle 10 alle 23

Info: Galleria d’arte Canalgrande18, Corso Canalgrande n. 18, Modena, info@canalgrande18.com, www.canalgrande18.com, tel. 059220263


Mostre, Parma: “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio” alla Fondazione Magnani Rocca

La presenza nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca di due opere di Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995) costituisce lo spunto per l’organizzazione, dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, di un’iniziativa espositiva che renda omaggio a Burri attraverso una mostra antologica dal titolo “BURRI opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” di Città di Castello (PG). E’ noto che una sera di aprile del 1960 il pensiero di Luigi Magnani ondeggiava tra la soddisfazione per l’acquisto di un Sacco di Burri del 1954 e il timore di “scandalizzare” Giorgio Morandi che sarebbe venuto in visita a Mamiano il giorno successivo, e quasi arrivò a pensare di toglierlo dal muro per nasconderlo al pittore; alla fine il Sacco rimase dove si trovava, e Morandi, di fronte all’opera, si complimentò con Magnani, evidenziando con grande sensibilità e senso critico una caratteristica che non era ancora tra quelle più riconosciute all’opera di questo grande maestro, il massimo rigore progettuale e spaziale.
A conferma di tale rapporto di stima reciproca si affianca al Sacco del 1954 una piccola splendida Combustione donata da Burri a Magnani nel 1961. La mostra si snoda attraverso le sale espositive della Fondazione Magnani Rocca con un percorso emblematico di tutta l’articolata vicenda artistica di Burri. Le opere presenti sono esemplari scelti nell’osservanza del principio più volte ribadito da Burri stesso, secondo cui “il mio primo quadro è uguale all’ultimo”; le opere trovano collocazione nello spazio secondo un allestimento in relazione ad esso, altro principio caro al Maestro. L’arco cronologico copre tutta l’attività di Burri coi primi esperimenti dell’artista sulla materia, le mescolanze di colore a olio e sabbia o pietra pomice o altri frammenti di minerali, tese a creare una miscela densa e spessa, che si raggruma sulla tela e rifiuta l’appiattimento sul supporto. Anche quest’ultimo, d’altra parte, diventa presto oggetto di un’ulteriore innovativa ricerca che darà origine alle serie celebri dei Gobbi, opere in cui strutture metalliche (o, come nell’unico caso del primo “Gobbo” del 1950, con un ramo d’albero) premono dal retro sul tessuto della tela dando luogo a estroflessioni, prominenze, deformazioni.Da supporto neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo, sinergicamente partecipe del processo creativo. E’ a partire dagli inizi degli anni cinquanta che Burri comincia a realizzare i Sacchi, presentati in numerose mostre, personali e collettive, in Europa e in America, cui fanno seguito, negli ambiti di sperimentazione del Maestro, i Legni, le Combustioni, i Ferri. Nel decennio successivo le Plastiche diventano i materiali protagonisti delle sue opere. Dalla fine degli anni sessanta l’artista crea i Cretti, ottenuti con un impasto di caolino e vinavil e, a partire dalla metà degli anni settanta, i Cellotex, pannelli di compressi lignei per uso industriale, variamente sfogliati e dipinti. In mostra, fra l’altro, è presente l’importante Grande nero cellotex M2 del 1975, appartenente alle collezioni del Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di Parma.Nel 1981 Burri dona una ricca selezione di opere che verranno collocate nel palazzo Albizzini di Città di Castello, sede della Fondazione da lui voluta e attualmente presieduta da Maurizio Calvesi.
La mostra, a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la Fondazione Burri, mette in risalto, accanto alle opere di grande formato, altri aspetti particolari della produzione di Burri, come libri d’artista in edizione limitata e opere di piccolo formato, che rispecchiano mirabilmente gli aspetti dell’arte del Maestro nell’equilibrio delle composizioni e della materia cromatica.

Catalogo edito da Silvana editoriale a cura di Chiara Sarteanesi e Simona Tosini Pizzetti con la collaborazione di Stefano Roffi

Allestimento a cura di Tiziano Sarteanesi.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4

Parma - Mamiano di Traversetolo.

Orario: dal martedì alla domenica orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17). Lunedì chiuso.Tel. 0521 848327 / 848148, Fax 0521 848337. info@magnanirocca.it, www.magnanirocca.it


Gavi (Alessandria): Segreti geometrici e sensoriali dell’arte e dei vini in “Giustiniana” alla Tenuta La Giustiniana

Se non è originale l’idea di inserire un’opera d’arte in uno spazio, destabilizzandolo dalla sua convenzionale abitabilità e dal suo impiego funzionale, è sicuramente affascinante e curioso avvicinare il pubblico alla dimensione della sorpresa che il genio creativo di un artista può generare e all’emozione che la degustazione di un vino può donare. Basandosi su questi presupposti, la famiglia Lombardini, con la collaborazione artistica del curatore Riccardo Zelatore e dell’Enosis di Donato Lanati (winemaker di fama mondiale), ha voluto aprire gli ambienti suggestivi della Giustiniana, nel cuore di Rovereto, sulle colline del Gavi, all’imprevisto artistico, rappresentato nell’occasione dal particolare accostamento di singolari profili geometrici, frutto dell’intuizione espressiva degli artisti, e della degustazione dei vini di Giustiniana. Giovanni Campus, Ugo La Pietra, Vincenzo Marsiglia, Marcello Morandini, Paolo Minoli, Carlo Nangeroni, Gianfranco Pardi, Walter Valentini, Grazia Varisco, sono gli autori selezionati, artefici di questa irruzione dell’ingegno e della fantasia nel mondo del vino. Il valore della geometria, all’interno della ricerca di tutti questi artisti, è fondamentale per cogliere i processi di organizzazione della superficie, le coordinate spaziali, la scelta dei valori luminosi, gli equilibri delle forme in gioco, in un divenire espressivo che non è mai statico, ma esplora in modo sempre diverso il rapporto con lo spazio. Geometria non tanto come modello stilistico, ma come struttura metodologica, come meccanismo visivo, che permette di svelare la poesia della luce. Processo cromatico, esplorazione del campo percettivo, dinamismo compositivo, sono, in sintesi, gli elementi alla base del divenire immaginativo degli autori ordinati in questa mostra. Accanto alle opere degli artisti, si potranno apprezzare singolari profili geometrici risultanti dai “radar” magistralmente effettuati, con l’ausilio di strumentazioni all’avanguardia, da Donato Lanati nella sua Enosis e dalla degustazione della gamma dei vini di Giustiniana. Le complesse figure geometriche risultanti stanno a dimostrare come sia inusuale, ma non certo arbitrario, l’accostamento di arte e vino, anche da un’ottica puramente strutturale. Sarà facile, in questo ambiente accogliente e suggestivo incontrare e conoscere gli artefici delle opere esposte: i creatori delle opere pittoriche e scultoree e i creatori dei vini, orgoglio della Giustiniana. Proprio nell’ottica di gratificare le percezioni sensoriali, sarà anche offerta una “merenda sinoira” (alla fine del pomeriggio, in piemontese) con i prodotti tipici del territorio in abbinamento ai vini di Giustiniana, tra i quali il Gavi Docg del Comune di Gavi cru Lugarara 2006, vincitore del Marengo D’Oro 2007 come miglior vino della Provincia di Alessandria. Ecco quindi perché questo evento riuscirà a soddisfare e stimolare tutti i sensi di coloro che sanno e vogliono godere dei doni della vita: sarà piacevole poter degustare vini pregiati immersi in un’atmosfera magica, creata dalla bellezza del paesaggio e dalla presenza di tante opere d’arte.

Sede: Tenuta La Giustiniana, GAVI (Alessandria) 15066, , Frazione Rovereto 5, Tel. 0143/682132, , Fax 0143/682851, www.lagiustiniana.it, info@lagiustiniana.it


Mostre, Venezia Lido: i primi dieci anni di OPEN

Dal 30 agosto al 14 ottobre presso gli spazi all’aperto di Venezia Lido, OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, celebra i suoi primi dieci anni. Dieci anni di sculture, installazioni, happening e performance a testimonianza di quanto l’arte possa irrompere nell’ambiente esterno per attirare l’osservatore catturandone lo sguardo e rallegrandone l’animo. Una tappa, un punto d’arrivo e di ripartenza, più consapevole e più rigoroso, sempre in linea, comunque, con la filosofia curatoriale del suo ideatore Paolo De Grandis. Diversamente, infatti, da ogni altro evento a carattere annuale, dal quale ci si potrebbe aspettare sempre qualcosa di nuovo, OPEN propone la sua linearità e la sua integrazione, aspetti maturati grazie alla semplicità dell’idea di fondo ed al suo contesto espositivo offerto dagli spazi all’aperto di Venezia Lido: territori di esplorazione, punti di scambio e di confronto, spazi coreografici spesso aperti alla loro stessa trasformazione, luoghi in cui il visitatore negozia, in termini sia fisici che mentali, i contenuti delle opere esposte. Per questa decima edizione sono stati inoltre coinvolti curatori riconosciuti a livello internazionale tra i quali Achille Bonito Oliva, Alanna Heiss, Chang Tsong-zung e Vincenzo Sanfo. Dunque, un’occasione davvero speciale di confronto e di dialogo tra artisti, curatori ed istituzioni al fine di valorizzare la cultura contemporanea e dare spazio alla creatività artistica proveniente da tutto il mondo. Come sempre, OPEN coniuga la presenza di artisti importanti, quali Christo e Jeanne-Claude, Lee Ufan e Beverly Pepper a figure storiche dell’arte contemporanea italiana quali Sandro Chia, Enzo Cucchi e Giuseppe Spagnulo, unitamente alle opere di giovani talenti ormai riconosciuti come Daniele Nitti Sotres, Antonella Zazzera ed Enzo Castagno così come continua a presentare promesse di talenti ancora da scoprire. Prosegue, infatti, la felice formula delle Accademie con la presenza della Finnish Academy of Fine Arts. Particolare attenzione è stata inoltre data alla presenza asiatica con gli interventi di Hu Xiangcheng, Li Chen, Shi Jinsong, Xiang Jin e Shan Shan Sheng fino alle nuove partecipazioni indiane di Bharti Kher e Kriti Arora. Tutti gli artisti si sono come ogni anno fatti conquistare dalla magia di OPEN dove ogni particolare è il frutto di una profonda collaborazione fra spazio, arte, territorio e come sempre hanno realizzato opere appositamente concepite. L’arte dunque declinata in tutte le sue varianti, dall’essenza più rigorosa fino a quella ludica e di intrattenimento con la performance di Iris Brosch e l’intervento di B.zarro. Una decima edizione che è attestazione di crescita. Quarantotto artisti alle prese con il tentativo di ordinare e riformulare il concetto di arte all’aperto. Anche quest’anno Arte Communications organizza il PREMIO OPEN parallelamente alla 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’evento prevede la premiazione di un regista in concorso che con la sua opera riveli, in maniera inedita, un fertile interesse verso la seducente tematica della mutua interazione tra arte e cinema, due forme artistiche che vivono d’immagine e si nutrono del desiderio di tradurre emozioni. OPEN è organizzato da Arte Communications e come ogni anno si avvale della co-organizzazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia unitamente ai patrocini concessi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia ed il Comune di Venezia. La mostra è accompagnata da un catalogo, edito Arte Communications, che raccoglie gli apparati illustrativi delle opere, gli interventi degli artisti, dei curatori e delle personalità culturali e politiche coinvolte nel progetto. Il catalogo è disponibile presso l’infopoint al Lido, presso il Lungomare G. Marconi (di fronte all’Hotel Des Bains) aperto tutti i giorni, dal 31/08 al 10/09 h. 10.00 - 19.00, dal 11/09 al 14/10 h. 11.00 -17.00; a Venezia presso Riva San Biagio, Castello 2145 (Arsenale) tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.


Mostre, Gorizia: collezione di pizzi e merletti a Palazzo Coronini Cronberg

Dal 14 settembre al 30 novembre Palazzo Coronini Cronberg ospiterà una preziosa collezione di pizzi e merletti. Fra i pezzi più rari, anche una splendida bordura lunga oltre cinque metri che fu donata nel 1750 da alcune città di Francia al Vaticano

Raffinati pizzi e delicati merletti come preziose opere d’arte. Dal 14 settembre al 30 novembre nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, a Gorizia, saranno esposti bordure, colletti, jabot, cuffiette, polsini e fazzoletti, tutti di pregevole fattura realizzati fra il XVII e l’inizio del XX secolo. In tutto 78 manufatti, prescelti con la consulenza tecnica della Scuola Merletti di Gorizia, fra i pezzi di una delle collezioni più ricche lasciate in eredità dal conte Guglielmo Coronini Cronberg. Un panorama completo delle diverse tipologie di merletti che costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare tradizione artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli. Nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, infatti, saranno esposti pizzi veneziani con raffinati effetti a rilievo e pizzi milanesi dalla caratteristica lavorazione a nastrino; pregiati merletti di Bruxelles, nelle varianti antiche e in quelle suntuose denominate “Duchesse” prodotte a metà del XIX secolo a Bruges; delicati pizzi in seta nera Chantilly, la lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla duchessa di Longueville Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny e sorprendenti Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie esagonali con fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche l’esemplare più importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo Coronini”, una splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque metri e alta sessanta centimetri con motivi floreali eseguiti ad ago a lavorazione fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto Sedan e punto quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio di famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 da alcune città di Francia al Vaticano, probabilmente come omaggio al Pontefice Benedetto XIV . La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel 1912 tramite l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del conte Eduard Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov e zio materno del conte Guglielmo Coronini.

La rassegna, intitolata “Vanità e decoro: merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg di Gorizia”, sarà inaugurata il prossimo 14 settembre e resterà aperta fino al 30 novembre. Gli orari di visita coincideranno con quelli di apertura al pubblico del Palazzo Coronini Cronberg (da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20).

Per informazioni: segreteria Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle 14) tel. 0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail info@coronini.it, sito web www.coronini.it.

SCHEDA TECNICA

Titolo della mostra: “Vanità e decoro:merletti antichi dalle collezioni Coronini Cronberg di Gorizia”

Quando: dal 14 settembre al 30 novembre 2007

Dove: Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg – GORIZIA Entrata da Viale XX Settembre 14 o da via Coronini 1

Orari: da martedì a sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 19; la domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle 20

Costo del biglietto: 3 Euro; ingresso gratuito per chi compie la visita guidata al Palazzo Coronini Cronberg (5 Euro)

Informazioni: dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 14: telefono 0481 533485; fax 0481 547222; e-mail info@coronini.it : sito internet www.coronini.it


Palermo: Al Teatro di Verdura si ride con la banda di Colorado Cafè. Nuovi biglietti per il concerto di Renzo Arbore

Il VerduraTeatroMusic si apre anche al cabaret: dopo i grossi concerti delle ultime sere – Franco Battiato, il pianista Giovanni Allevi, gli Stadio e i Pooh – la rassegna del Teatro di Verdura ospita domani sera (29 agosto) alle 21,15, la banda di Colorado Cafè capitanata da un’inedita Rossella Brescia e da Beppe Braida. Al loro seguito, pronti a rubarsi la scena vicendevolmente, ecco il genovese Enrique Balbontin, Fabrizio Casalino con il suo Giginho (portoghese maccheronico dalle sambe rivisitate) e i quattro scalmanati Turbolenti, oltre al nuovo acquisto tutto siciliano, Ivan Fiore. Una serata tutta da ridere che prende spunto dalla fortunata trasmissione televisiva che ha rivelato tanti nuovi talenti da tutta Italia. Sono disponibili biglietti per ogni settore, costano 20 euro (I settore), 16 euro (II settore) e 10 euro (gradinata) . Domani il botteghino del Teatro di Verdura aprirà alle 18. Organizzano Agave e Live Spettacoli. Data l’enorme richiesta, sono stati aggiunti altri 200 posti per il concerto di Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana, il 30 agosto. I biglietti, disponibili per ogni settore nelle prevendite abituali, costano 65, 50 e 34 euro a seconda della posizione.

ROSSELLA BRESCIA

Rossella Brescia è nata a Martinafranca il 20 Agosto 1971; dopo la maturità classica si diploma nel 1994, presso l’Accademia Nazionale di Danza Classica di Roma, con il massimo dei voti. Nel 1992 vince il titolo di Miss Sorriso Puglia per il concorso di Miss Italia. E, nello stesso anno è la ballerina solista nell’ opera “Attila”, regia di F. Crivelli, per il “Festival della Valle d’ Itria”. Nel 1994 arriva la prima esperienza televisiva con “Tutti a casa” con Pippo Baudo per la regia di G. Landi. Nel 1995 alterna esperienze di teatro e televisione che la vede impegnata per Canale 5 in “Cuori e Denari” con Alberto Castagna e “Un disco per l’estate” con Paola Barale e Gerry Scotti. Nel 1996/97 fa parte del cast dello spettacolo teatrale “Viva l’ Italia”, con Pippo Franco, Lorenza Mario e Martufello, per la regia di P. Pingitore, a cui fa seguito anche il programma televisivo in onda su Canale 5. Sempre per Canale 5 la vediamo impegnata in “Viva le italiane” ancora per la regia di P.Pingitore, “Sotto a chi tocca” con Pippo Franco e Pamela Prati per la regia di Mario Bianchi. Dal 1997 ha fatto parte del corpo di ballo di “Buona Domenica” per tre edizioni. Gli ultimi anni la vedono impegnata prima come postina in “C’ è posta per te” (2001) su Canale 5, come insegnante di danza classica in “Amici” di Maria De Filippi (2001-2003) e di Sanremo Estate sempre nel 2003. Dal 9 febbraio 2004 conduttrice di “Colorado Cafè Live”. E’ stata scelta per illustrare i dodici mesi del calendario MAX 2004 firmato da Fabrizio Ferri.

BEPPE BRAIDA

Torinese, cabarettista ed attore dal 1989. Vincitore nel 1992 del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET, vi è ritornato nelle edizioni 95 e ’96 come presentatore e ospite. Nel 1997 ha esordito in teatro, sotto la regia di Filippo Crivelli, nella commedia “Non aprire la porta scorrevole” prodotta dalla Compagnia Torino Spettacoli. Nel 1999 vince a Paestum (SA) il premio “CHARLOT”. Nel 2000 vince a Sanremo “L’OSCAR DEL MARE”, quale comico rivelazione dell’anno. Dal 2003 ottiene la definitiva consacrazione entrando a far parte della grande famiglia Zelig. Gira l'Italia con il suo spettacolo "INFORMASHOW", registrando ovunque un successo straordinario. Nell' autunno 2004 ha debuttato a Torino al teatro Colosseo con il suo nuovo spettacolo "Fulmini". Il 4 Giugno 2005 è partito il tour estivo che lo vedrà esibirsi in tutta Italia. Il 29 Novembre 2005 debutta al "Teatro Petrella" di Longiano (FC) con il nuovo spettacolo dal titolo "Segnali di Fumo".Il tour lo vedrà impegnato per tutto il 2006 / 2007 nei pricipali teatri italiani. Il 15 Giugno 2006 parte il tour estivo che lo vedrà impegnato fino alla metà di Settembre. Il 16 Settembre 2006 vince la 34° edizione del premio di satira politica di Forte Dei Marmi. Dal 15 Aprile 2007 conduce su Italia 1 "Colorado Cafè".

ENRIQUE BALBONTIN

Nato a Genova il 1° novembre 1968, di origini spagnole, di professione fa l’avvocato penalista, ma nel 1997 viene temerariamente gettato sul palco dai Cavalli Marci partecipando con loro alla prima “Ventiquattrore” di cabaret nelle vesti di “Minghio Pegasù”, un guru giapponese profondo conoscitore della storia e delle antiche usanze del suo paese. Nel 1999, con Andrea Ceccon, è autore ed interprete nel gruppo comico “La notte dei Fufu” in cartellone dal Gennaio 2000 allo Zelig. Nel luglio 2000 è sul palco delle “Voci Atroci” come rapper nella trasmissione “Estatissima Sprint”. Ha partecipato alla prima edizione della trasmissione televisiva di Raidue “Bulldozer” . Nel 2004 è uscito il suo libro “Son tutti finocchi col culo degli altri” (ed. Mondadori). Nel 2005 ha fatto parte del cast “Eccezzziunale veramente 2 – capitolo secondo…me”. Dalla fine del 2002 è parte del cast principale del Colorado Cafè Live.

FABRIZIO CASALINO

Nasce a Genova il 18 novembre 1970. Nel ’94 viene scelto dal Premio Tenco come migliore artista esordiente fra le nuove leve della canzone d’autore. Nel ’96, mentre si laurea in giurisprudenza, pubblica un cd con la Polygram, intitolato “Come un angelo”. Con la canzone omonima arriva secondo al “Disco per l’estate ‘97”. Nel ’98 “Come un angelo” viene tradotto in spagnolo pubblicato in 11 nazioni dell’area sudamericana; nello stesso anno si esibisce in Argentina, Venezuela, Uruguay. Passa sei mesi a Nashville, scrivendo canzoni country con un pool di autori americani. Nel ’99 rientra in Italia e scopre la propria “vena comica”, aiutato dalla collaborazione con i Cavalli Marci. Nasce così Giginho, ospite frequente dei loro spettacoli. Partecipa alla tournée “Cavalli Marci & Friends” nel 2000/2001 e “Chiacchiere e Distintivo” nel 2002/2003. Ha partecipato alla prima edizione della trasmissione televisiva di Raidue “Bulldozer”. Nel 2005 è uscito il libro “Quattro salti in favela” (ed.Mondadori) e un cd “Italia brasile sola andata” con le migliori canzoni di Giginho. Fa parte del cast fisso di “Colorado Cafè Live” dal settembre 2003.

I TURBOLENTI

I TURBOLENTI nascono artisticamente nell'ottobre 1998. Iiniziano la loro avventura presso locali milanesi per sperimentare la loro comicità, che viene plasmata dagli studi di mimo, clownerie e improvvisazione teatrale. Quattro artisti polivalenti (Enzo Polidoro, milanese 31.10.67, Gianluca Impastato, milanese 21.11.1971, Gianluca Fubelli romano 9.4.73 e Stefano Vogogna milanese 10.5.71) che ballano come cantanti, cantano come mimi, recitano come musicisti ma soprattutto parlano come mangiano. Vincitori del Festival Nazionale Del Cabaret di Torino nel settembre 2000 entrano a far parte del cast di "Lista D'attesa" su Telenova. Nel luglio 2002 hanno vinto il premio della critica al prestigioso Premio Charlot di Paestum. Fanno parte del cast fisso di “Colorado Cafè Live” fin dall’inizio. Nel 2005 hanno partecipato al film “Eccezzziunale veramente 2 – capitolo secondo…me”.

IVAN FIORE

Nasce artisticamente nel 1995, dal trio ScarpeDiem, con il quale condivide per sei anni l’avventura nel mondo dello spettacolo. Inizia dal 2000 il suo percorso da monologhista, frequentando laboratori di cabaret, quali, Caffeteatro (dove debutta il 17 gennaio del 2001) e Zelig, affinando il suo linguaggio e ritagliandosi un genere di spettacolo nuovo e fresco. Nel 2002 vince il festival del cabaret di Catania e il festival di Sesto San Giovanni. Notato dagli autori di Bulldozer entra a far parte del cast fisso del programma di Rai Due. Nell’ottobre del 2004 si trasferisce sul palco di Colorado Cafè su Italia Uno dove, con la chitarrina, racconta il suo mond.


San Marco Argentano (Cosenza): presentato il trittico bronzeo su san Francesco da Paola

Nei giorni scorsi, presso la sala consiliare di palazzo santa Chiara, si è svolta una manifestazione di elevato spessore: la presentazione di un trittico bronzeo (Famulatus) su san Francesco da Paola, realizzato dallo scultore Eduardo Bruno e un approfondimento sul santo paolano. Hanno partecipato all’importante evento, moderato dallo scrivente, Pinotto Mollo, sindaco della città, che ha portato i saluti di rito; Virginia Mariotti, assessore comunale alla cultura, che ha introdotto i lavori; lo scultore Eduardo Bruno; don Gian Franco Belsito, rettore del seminario vescovile di San Marco Argentano, che ha relazionato sul tema “Le motivazioni storico-pastorali per rinnovare i festeggiamenti in onore di san Francesco da Paola a San Marco Argentano”; Paola Carnevale, collaboratrice del prof. Pietro Dalena e dottoranda di ricerca presso l’Università di Lecce, che ha letto una relazione del prof. Pietro Dalena, presidente del Corso di laurea in storia e conservazione dei beni culturali - Università della Calabria, sul tema “Gli itinerari di san Francesco di Paola” e Enrico Tassone che ha tracciato, con un suggestivo supporto tecnico, l’itinerario dei genitori di Francesco da Paola a San Marco. I lavori sono stati conclusi da un apprezzato intervento di mons. Domenico Crusco, vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea. La manifestazione, inserita nel cartellone dell’Estate sammarchese 2007, kermesse organizzata dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la collaborazione del Centro Internazionale di studi sull’arte normanno-sveva, ha evidenziato, in maniera mirabile, una delle figure più amate dal popolo sammarchese: san Francesco da Paola. L’iniziativa si è avvalsa del patrocinio dell’UNICAL (Università della Calabria) – dipartimento di storia e della diocesi di San Marco Argentano-Scalea.


Francesco De Gregori in concerto a Taormina e Palermo

La donna cannone” eseguita al piano, delicata e struggente, “Buonanotte fiorellino” in versione pop e “L’agnello di Dio” addirittura a ritmo rock. Francesco De Gregori si reinventa ad ogni concerto, offrendo di volta in volta nuove emozioni anche ai più affezionati conoscitori della sua musica. Sull’onda dell’ultima, splendida, tripla antologia “Tra un manifesto e uno specchio”, arriva anche in Sicilia il concerto del cantautore romano che si esibirà martedì 4 settembre al Teatro Antico di Taormina e il giorno successivo al Teatro di Verdura di Palermo. Per la tappa taorminese del 4 settembre 2007 i biglietti costano 46 - 40,30 e 25,40 euro, a seconda della posizione, mentre per Palermoil 5 settembre 2007 si potranno acquistare a 58,50 - 46 e 29 euro, sempre comprensivi dei diritti di prevendita.

Francesco De Gregori seguendo la propria via e il proprio respiro artistico, rappresenta la canzone d’autore italiana ai suoi più alti livelli. Artista dalla carriera trentacinquennale, dagli anni ’70 in poi ha retto l’urto del tempo sapendosi mettere in gioco, disco dopo disco: rinnovandosi costantemente, senza mai perdere il proprio stile. Tanto che al pari di pochi, pochissimi altri, ha via via assunto la statura di classico, del modello di riferimento per le generazioni che a lui sono seguite. Cresciuto sulle orme di Dylan piuttosto che Cohen o De Andrè, allevato al leggendario Folkstudio, la stessa fucina di Venditti, Pietrangeli o Locasciulli, sin dal suo primo disco, lo storico “Theorius Campus” del 1972, ha saputo inventare, con uno stile sobrio eppure ricco di angoli, emozioni, sfaccettature e fantasia, una canzone italiana capace di aprirsi a quanto avveniva fuori dai propri confini senza per questo svilirsi alla pura e banale ripetizione di canoni esterefoli. Trovando nel rock, nel folk e nel pop anglofono uncini e raccordi in grado di rinnovarla. Per poi scavare nelle radici popolari della stessa tradizione italiana e raccontarla rendendola comprensibile e affascinante anche al grande pubblico. Le canzoni più famose e amate fanno tutte parte dell’antologia: oltre alla celebre Diamante (pezzo scritto per Zucchero e incluso nel suo album Oro, incenso e birra), un demo del 1979 di Mannaggia alla musica, scritta originariamente per Ron e già presente in versione live nell'album Bootleg, e il b-side del singolo Viva l'Italia, la celebre Banana Republic, cantata senza Lucio Dalla.

TAORMINA - TEATRO ANTICO

Martedì 4 settembre 2007 ore 21,30

Platea Vip numerata € 46,00Tribuna numerata € 40,30Gradinata € 25,30

PALERMO- TEATRO VERDURA

Martedì 5 settembre 2007 ore 21,15

Platea (I settore) 58,50 Platea (II settore) € 46,00 gradinata € 29,90

INFO: BOX OFFICE 091.335566 – Infoline: 091 525631 - 392 9963662.


Miramare di Rimini: la XIV edizione della Fiera degli antichi Sapori di Mare e di Terra

Eventi 3000 è lieta di presentare l’appuntamento con la Fiera degli antichi Sapori di Mare e di Terra. la XIV edizione avrà luogo dal 5 al 9 settembre 2007 presso il lungomare Spadazzi – Miramare di Rimini. Lungomare Spadazzi è sicuramente la sede perfetta per questa manifestazione, visto il grande afflusso di turisti che si andranno ad aggiungere ai numerosi visitatori abituali di questa importante manifestazione. Questa Fiera vede il connubio tra gli “Antichi Sapori di Terra”, i prodotti tipici della tradizione contadina, ed i “Sapori del Mare”, i prodotti che rappresentano la cultura eno-gastronomica tipica delle città costiere. Da sempre svolgiamo una ricerca approfondita sull’intero territorio nazionale di tutti i prodotti DOP di alto livello, e siamo in grado di confermare già da ora la presenza, come nelle passate edizioni, dei Balsamici, del Parmigiano biologico, del Tonno di Favignana, della Bottarga di Oristano, solo per citarne alcuni. A cornice di questo “Festival del Mare”, è previsto un programma ricco di appuntamenti esclusivi e conferme importanti come “La tavola del Re”, dove i migliori chef della Riviera e dell’entroterra presenteranno le loro creazioni in diretta; ed i “Laboratori del Gusto” che saranno fonte di ispirazione per nuovi abbinamenti eno-gastronomici in un contesto dove sarà protagonista l’unione di più tradizioni regionali. Ad arricchire l’intero evento avranno luogo rappresentazioni teatrali, animazioni, dibattiti a tema con la partecipazione di famosi giornalisti ed affermati politici con i quali si discuterà di tematiche ambientali, politiche e sociali legate al nostro contesto provinciale e non solo, per sottolineare l’importanza delle tradizioni locali. Un evento di questa portata, che ha già avuto spazi all’interno di trasmissioni come “la Vita in Diretta” e “Gusto”, è sempre seguito con grande interesse da parte dei media nazionali, grazie ai continui contatti della nostra Agenzia con Rai e Mediaset, nonché con le riviste specializzate che danno sempre ampia eco pubblicitaria alla manifestazione. Eventi 3000 può garantire la serietà delle sue iniziative grazie alla presenza, al suo interno di personale e collaboratori di provata professionalità, con un know-how completo e sempre al passo con i tempi. La nostra forza sta sicuramente nel nostro background di esperienze, maturato con la realizzazione di tanti eventi organizzati con successo (la precedente edizione ha contato 10.000 visitatori). Il nostro obiettivo è quello di proporre la più grande manifestazione del Prodotto Tipico di Mare e di Terra mai realizzata dalla Riviera Romagnola.

PROGRAMMA:

Mercoledì 5:

- inaugurazione in contemporanea con la festa “Miramare Good-bye!” offerta dal “Comitato Turistico di Miramare” con degustazione di dolci e vini tipici romagnoli e musica dal vivo.

- In chiusura: spettacolo pirotecnico.

Giovedì 6:

- ore 19:00, “Aperitivo sul Lungomare” (degustazione gratutite di specialità di pesce e vino bianco)

- ore 21:00, Dibattito sul tema: “L’immigrato ci fa ricchi?”

Venerdì 7:

- dalle ore 18:00, kermesse live di musiche popolari

Sabato 8:

- dalle ore 17:00, “Musica dal Mare”, con gruppi pop / rock

- ore 21:30 tributo a Fabrizio De Andrè

Domenica 9:

- dalla mattina: spettacoli di animazione, giocoleria e clown

- ore 23:00 chiusura manifestazione

Il programma è suscettibile di variazioni

gli stand saranno aperti dalle 17:00 per le giornate di Mercoledì, Giovedì e Venerdì, e dalle ore 09:00, per i giorni Sabato 8 e Domenica 9.



Notizie 27.08.2007

Arezzo: Grande successo del 55° Concorso Polifonico Internazionale

Il Concorso Polifonico Internazionale si è concluso con la vittoria del coro francese “Choeur National des Jeunes a Coeur Joie” diretto da Valerie Fayet che si è aggiudicato il massimo riconoscimento del concorso toscano: il “Gran Premio Città di Arezzo” di 4.000 Euro unitamente al “Guido d’Arezzo”, scultura in bronzo di Venturino Venturi. Alla direttrice del coro francese il riconoscimento per miglior direttore nelle categorie 2 e 3. Lo stesso coro ha conquistato il 1° premio per la categoria “polifonia” del Concorso Internazionale e si è dimostrato il migliore anche per la sezione dedicata alla musica romantica, mentre per la sezione di musica rinascimentale e moderna-contemporanea il vincitore è stato il londinese “Coro” di Mark Griffiths. Due complessi corali italiani si sono aggiudicati le categorie della polifonia per voci bianche, terzo premio vinto dal “Ars Canto Giuseppe Verdi” di Parma (primo e secondo premio non assegnati) e del canto corale popolare, vinto dalle italiane “Eos” di Roma che hanno conquistato il premio assegnato in base al gradimento del pubblico. Mentre i due cori “Pearls of Odessa” (Ucraina) e “Musicanti Kinderkoor” (Olanda) hanno vinto in ex-aequo il premio assegnato dalla commissione d’ascolto. Tra i cinque cori internazionali che hanno gareggiato per il “Gran Premio Europeo di canto corale” sono stati i “Philippine Madrigal Singers” ad avere la meglio. Arrivano da Quezon City (Filippine) e hanno vinto la competizione riservata ai complessi vincitori dei Concorsi Polifonici internazionali del circuito europeo gareggiando con cori di Cuba, Russia, Taiwan e Ungheria.Per quanto riguarda il Concorso Nazionale, giunto quest’anno alla 24esima edizione, il primo premio è andato al complesso di voci sardo “Coro del Centro Universitario Musicale di Cagliari”, mentre il premio messo in palio da Fe.N.I.A.R.Co (Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali) è stato vinto dal coro “Hasta Madrigalis” di Asti. Il Concorso Polifonico Internazionale e le competizioni ad esso collegate sono giunte anche per il 2007 alla conclusione con risultati incoraggianti per lo sviluppo della coralità e della cultura della musica polifonica nel nostro Paese. Di grande rilievo anche lo svolgimento del convegno “Giovanni Maria Nanino e la Scuola Romana” nel IV centenario della scomparsa di questo grande polifonista, che ha riunito ad Arezzo i massimi esperti del settore. E’ stato un anno di particolari soddisfazioni per la “Fondazione Guido d’Arezzo” che ha organizzato il Polifonico grazie all’appoggio della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo, del Comune di Arezzo, dell’Associazione “Amici della Musica”, dell’ente Cassa di Risparmio di Firenze e di Banca Etruria. Quest’anno in particolare la Fondazione Guido d’Arezzo ha trovato un ulteriore interlocutore nella Commissione Europea che ha supportato e sostenuto la prima edizione del GUIDONEUM FESTIVAL, insieme di concerti di musica corale di altissima qualità proposta da cori professionisti come l’ “Ensemble vocale e strumentale Akadêmia” (Francia), il “Consortium Vocale Oslo” (Norvegia), l’”Ensemble Oktoechos” (Italia), l’ “Ensemble More Antiquo” (Svizzera) e l’ “Orchestra barocca Musica Fiata e Coro La Capella Ducale” (Germania). La prima edizione del GUIDONEUM FESTIVAL, inserito nel prestigioso “Programma Cultura” della Commissione europea e proposto con successo alla città di Arezzo, si concluderà il 1 Settembre con un eccezionale concerto conclusivo ad ingresso libero presso il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo in collaborazione con l’Associazione “Fiera Antiquaria”. Per questa occasione GUIDONEUM FESTIVAL e FIERA ANTIQUARIA (che si svolge ad Arezzo nei giorni di 1 e 2 Settembre) propongono “Stili musicali nella cultura del Settecento”, musiche di Bach, Charpentier, Händel e Vivaldi nell’esecuzione dell’Orchestra “I Barocchisti” dalla Svizzera, primo violino: Duilio M. Galletti, direttore: Diego Fasolis.

Appuntamento alla prossima edizione del Polifonico che sarà dedicato a Paolo Aretino, polifonista autore di madrigali e varia musica sacra del secolo XVI.


Ad ottobre la I edizione di DolcementePrato

Dal 5 al 7 ottobre si terrà una “tre giorni” di raffinati percorsi golosi tra boutique del gusto, profumi e sensazioni emozionanti, stili innovativi e antiche tradizioni, dal nome DOLCEMENTEPRATO, la prima edizione della kermesse nazionale dedicata alla pasticceria di alto livello. Preparatevi per tanti peccati di gola: dolcezze in tutte le salse ma anche molto di più. I dolci dei ricordi, le migliori creme pasticcere, i dessert dei sogni, le torte delle fiabe, il cioccolato dei desideri, i profumi del forno e quelli delle spezie, ma anche le mousse più insolite, le gelatine più eteree, gli aromi speziati, insomma tanta creatività, ricerca, sperimentazioni. Insomma, haute couture della pasticceria perché è proprio nel dolce il fermento più vivace dei pastry chef e dei pasticceri oggi. E i migliori in giro per l’Italia, e non solo, saranno tutti a DolcementePrato per il week end più goloso dell’anno con spettacolari preparazioni live. DolcementePrato sarà, insomma, un intrigante laboratorio di profumi, sapori, colori dal quale per 72 ore si sforneranno le più golose opere d’arte del gusto. E allora non perdetevi l’occasione di un fine settimana a Prato da leccarsi i baffi! La migliore tradizione e le ultime tendenze, le boutique pasticcere e i laboratori all’avanguardia, le forme stupefacenti e il design più raffinato e minimale, le torte gigantesche e i finger food dolci più sorprendenti. Insomma il Gran Gala dell’arte pasticcera con ben 40 pasticceri! E di arte si tratta, a cominciare dalla sede, decisamente insolita, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato: una sintesi innovativa tra l’antica tradizione dolciaria della città (66 le pasticcerie esistenti a Prato e dintorni con alcuni dei maggiori esponenti dell’arte pasticcera internazionale!) e le nuove spinte della ricerca, uno scenario inedito e affascinante. Un museo di arte contemporanea, punto di riferimento nel panorama internazionale, dove le dimostrazioni con le migliori performances saranno firmate dall’Accademia Pasticceri Italiani, dalla Cast Alimenti e dal Consorzio pasticceri Pratesi e la “collezione permanente” andrà in mostra con la migliore confetteria, torroni e croccanti, la tradizione biscottiera, i mieli e le confetture, i tanti cioccolati, i dolci delle tradizioni regionali artigianali e i soffici pan di spagna. Il tutto solo scegliendo l’eccellenza. Accanto alla sezione espositiva e di vendita dedicata alle produzioni dolciarie artigianali, ampio spazio avranno le dimostrazioni delle raffinate tecniche di lavorazione in laboratorio. Altrettanto golosa la lista degli eventi collaterali, di cui alcuni continuano per l’intera settimana, insomma, ce n’è per tutti i gusti…

DOLCEMENTEPRATO è promosso da Confartigianato Imprese Prato e organizzato da Artex - Centro per l’Artiginato Artistico e Tradizionale della Toscana, con il contributo di Regione Toscana, Toscana Promozione, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Prato, Apt, con il patrocinio di Confartigianato Nazionale e la collaborazione del Consorzio Pasticceri Pratesi e dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Pratesi

PRATO - CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI – 5-6-7 OTTOBRE 2007

ORARI: VENERDI’ E SABATO 10.00 – 22.00; DOMENICA 10.00 – 21.00

BIGLIETTO EURO 5; RIDOTTO EURO 3

INFO 0574/5177836

Il programma


Al via la 45a edizione di Cortonantiquaria

Dopo il grande successo dell’ultima edizione, con più di diecimila visitatori, Cortonantiquaria è aperta al pubblico fino al 9 settembre 2007. Una mostra per visitatori esigenti; assai raffinata, con pezzi rari selezionati da un severo pool di addetti all’expertise e moltissima Alta Epoca. Cresce in maniera esponenziale quest’anno la qualità tanto che si registra il ritorno di antiquari storici, e si lancia il primo segnale forte in direzione dell’internazionalità con la presenza di una delle migliori gallerie antiquarie d’Oltralpe, PlusArt di Montecarlo, una “firma” assai fashion. Uno degli appuntamenti più prestigiosi e più attesi, e non solo dagli amanti del collezionismo d’arte. Una mostra che guarda al mercato internazionale partendo da una scelta fatta nelle regioni italiane più ricche e interessanti quanto a mercato antiquariale. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto al Lazio, e ancora, il Trentino Alto Adige, l’Umbria, la Liguria, le Marche, l’Emilia Romagna e la Toscana, ovviamente! In totale più di 1000 pezzi importanti e poi tanti piccoli oggetti da collezione provenienti da espositori attentamente selezionati grazie a un lavoro iniziato appena chiusi i battenti della mostra dello scorso anno. Ma vediamo nel dettaglio qualcuno dei pezzi più importanti o più insoliti. Per gli amanti del tessile d’epoca un Succo d’erba (fine ‘500 inizi ‘600) dal cromatismo acceso appartenuto alla famiglia dei Lorena. Un vero e proprio dipinto su stoffa con ghirlande di frutta che decorano, in un simposio di colori e variazione cromatiche, l’intero dipinto, chiamato anche “portiere” o “portale”, utilizzato per decorare le porte delle stanze dei palazzi/ville nobiliari. Rappresenta il primo ingresso di uno dei componenti della famiglia Lorena presso la famiglia fiorentina dei Medici. Ritrae le nozze, avvenute nel 1589, di Ferdinando dei Medici, figlio di Cosimo I, con Maria Cristina di Lorena.

Tra i pezzi di oreficeria la Croce Astile (1550) in argento – sbalzata e punzonata a Napoli. Un lato riporta le immagini dei 4 evangelisti, l’altro ritrae il Pellicano, simbolo del sacrificio di Cristo, San Giovanni, la Madonna e Maddalena. Tantissimi i tavoli in mostra, tra i più pregiati,e caratterizzato da una decorazione leggera e delicata, un tavolo fiorentino di metà ‘700 da centro rettangolare in legno dorato a mecca con piano di marmo giallo di Siena dalla forma sagomata e la fascia sottopiano traforata con larghe volute a "rocaille" ornata da serti fioriti rilevati. Dalla Toscana arriva anche uno dei pezzi più antichi in mostra uno splendido Pegaso, un cavallo alato in pietra serena del 1100-1200: si tratta, probabilmente, di una decorazione di una scalinata o il resto di un tempio. In mostra anche molti dipinti, come nel caso di una vera e propria quadreria dell’’800 allestita nello stand numero 7, e ancora, mobili orientali, gioielli, bronzi, avori. Un repertorio di grande eleganza e bellezza estetica e anche molti segnali di nuove tendenze e orientamenti di stile destinati a connotare il mercato antiquario del prossimo autunno, quando torna la voglia di stare in casa, tanto più se circondati da oggetti che abbiano il fascino di storie importanti e lontane nel tempo. Com’è consuetudine, anche quest’anno il Premio Cortonantiquaria, che per il 2007 va a Patrizio Bertelli (consegna il 4 settembre ore 21,30 al Teatro Signorelli), Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Prada, armatore di yacht d’epoca, oltre che appassionato velista, ma soprattutto raffinato estimatore e mecenate d’arte contemporanea attraverso la Fondazione Prada. In questa ottica alla serata di gala saranno presenti numerosi artisti di fama mondiale e critici che hanno caratterizzato l'attività della Fondazione negli anni '90 e che si sono spesso in quegli anni ritrovati a Cortona per fare mostre o anche solo per incontrarsi dando vita ad un vero e proprio cenacolo di artisti.

Tornando alla mostra, come è tradizione di Cortonantiquaria, mostre collaterali che fanno parlare, possono risultare “scomode” e scaldano il dibattito sulle attribuzioni, tanto da poter immaginare presso Cortonantiquaria un panel permanente su metodologie, criteri e tecniche relative al tema dell’attribuzione. Riflettori puntati, quest’anno, al terzo piano di Palazzo Vagnotti, sulle robbiane inedite: SAN FRANCESCO E SANTA CHIARA. GIOVANNI DELLA ROBBIA – IPOTESI SULLA PATERNITÀ con due pezzi che fanno notizia: due sculture rappresentati San Francesco e Santa Chiara, databili al 1510 ca. Si tratta di opere in terracotta policroma, di provenienza toscana, attribuite a Giovanni della Robbia. Sono oggetti assolutamente inediti, provenienti da collezione privata (la proprietà è di un antiquario toscano), presumibilmente collocate originariamente all’interno di un complesso d’altare su nicchie contrapposte. Si tratterà anche di una vera e propria anteprima di una mostra sulle robbiane che la Provincia di Arezzo sta organizzando per il 2008. Per una collaterale “curiosa”, invece, UN’ELICA PER IL VINO: IL CAVATAPPI: in esposizione una collezione di circa 80 cavatappi dagli inizi dell’Ottocento ai primi del Nove. Diversi i materiali tra cui avorio, legno di bosso, bronzo, osso, ferro, rame, alluminio e le forme anche molto curiose. Numerosi in mostra anche altri strumenti utilizzati in passato nella lavorazione e degustazione del vino dal momento che la cultura del bere cammina parallelamente alla cultura dei
manufatti di uso comune, (bicchieri, bottiglie) che interpretano l'estro e le mode dei tempi. Con questa mostra si rafforza ancora di più il legame con un prodotto d’eccellenza di questa terra che è fatta anche di grandi vini e della loro storia. E a proposito di vini, con l’edizione 2007 si conferma il felice sodalizio tra la tenuta La Braccesca di proprietà della famiglia Antinori e Cortonanatiquaria. Sarà in particolare Achelo, il vino creato appositamente per Cortonantiquaria il protagonista di “serate a tema” all’insegna dell’eccellenza enologica e gastronomica. Da segnalare la serata del 6 settembre, ore 19,00, quando nel Chiostro di Palazzo Vagnotti, Renzo Cotarella illustrerà e condurrà la degustazione proprio di Achelo 2006, Cortona Doc Sirah e Bramasole 2006, Cortona Doc Sirah.E dal vino eccoci alla tavola: connubio intrigante declinato attraverso delle degustazioni guidate che hanno come location una cucina d’epoca nel chiostro di Palazzo Vagnotti. Nel centro storico di Cortona, invece, seguendo un circuito di ristoratori aderenti a “Vetrina Toscana a tavola” si avrà l’opportunità di degustare menù tipici della tradizione culinaria toscana ad un prezzo fisso, fare acquisti di tipicità, nonché ricevere un biglietto di ingresso alla mostra per ogni menù ordinato. E a proposito di biglietti d’ingresso, offerta speciale per gli appassionati di arte che potranno acquistare un biglietto congiunto, al prezzo di 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC) nel bel Palazzo Casali a pochi passi dalla sede della mostra, all’interno di Palazzo Vagnotti. Uno dei palazzi, quest’ultimo, meglio conservati di Cortona, e che torna a vivere proprio nei giorni della mostra allestita in sale che racchiudono il fascino di storie, stili, gusti diversi. Ogni stanza un mondo a sé, eppure un percorso unico da ritrovare anche usciti da Palazzo Vagnotti tra i vicoli e le strade segrete e silenziose di una città che è tutta a misura d’antico, fitta di botteghe di rigattieri, gallerie, laboratori di restauro. Una città che vanta una tradizione antiquaria di gran prestigio e tuttora vivissima.

INFO 055/2399514 – info@deplano.it

La Scheda Tecnica

45° edizione

25 agosto – 09 settembre 2007 - Palazzo Vagnotti, Piazza Franciolini – CORTONA

Apertura al pubblico da sabato 25 agosto sino a domenica 09 settembre

Orari: feriali 10-13 15-20; sabato e domenica 10-20.

Costo del biglietto: intero euro 8; ridotto euro 6 - biglietto congiunto: 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC).

Info (attivo da sabato 25 agosto), tel. 0575/630610 - E-mai: info@cortonantiquaria.com - info@deplano.it - Web: http://www.cortonantiquaria.it

Comitato promotore:Agenzia per il Turismo di Arezzo; Provincia di Arezzo; Comune di Cortona; Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Arezzo; Ente Promotore; Agenzia per il Turismo di Arezzo, Piazza Risorgimento 116 Arezzo, Tel 0575/23952 - www.apt.arezzo.it; Comitato Direttivo: Fabrizio Raffaelli (Presidente) - Claudio Bucaletti - Liletta Fornasari - Susanna Milani - Emanuele Rachini - Sergio Tamburi - Furio Velona; Direttore della Mostra: Susanna Milani; Organizzazione tecnica: De Plano Consulting, P.zza Brunelleschi, 2 Firenze, Tel. 055/2399514 - info@deplano.it

Ufficio Stampa: LR Comunicazione Laura Ruggieri, assistente Emanuela Di Stefano 06/6631305 – 339/4755329 – l.r.comunicazione@libero.it; Ufficio Stampa Locale: Andrea Laurenzi 348/8714051; Sponsor: Banca Popolare di Cortona - Cassa di Risparmio di Firenze

N° espositori: 41 - Provenienza geografica:

  • Toscana

  • Umbria

  • Veneto

  • Sicilia

  • Lombardia

  • Liguria

  • Marche

  • Lazio

  • Emilia Romagna

  • Campania

  • Trentino Alto Adige (non presente nel 2006)

Categorie merceologiche presenti:

  • Argenti e bronzi

  • Mobili italiani e francesi dal ‘600 all’800

  • Mobili orientali

  • Dipinti d’alta epoca

  • Oggettistica da collezione

  • Gioielli

  • Arredi da esterno

Specialisti per tipologia merceologica, per area geografica o per periodo:

  • Antiquariato UMBRO: Rolando Moro Antiquariato (Spoleto)

  • Antiquariato TOSCANO: Giusti Rita (PO), Antichità Vanneschi (AR)

  • Antiquariato SICILIANO: Giulio Torta Antichità (PA),

  • Antiquariato FRANCESE: L’Atelier Antichità (TV)

  • Antiquariato Tibetano e Cinese: West King (Pelago – FI)

  • Neoclassico: Antichità D’Alessio (NA)

  • Quadri d’alta epoca e dell’’800: Numero 7 (Montecatini – FI)

  • Mobili dell’800: Ottocento (Figline V.no – FI)

  • Argenti: Zacchetti (MI)

  • Oggetti da collezione: Vietti Antiquari (Borgo Val di Taro)

  • Ventagli: Le De Dominicis Antiquariato (MI)

  • Gioielli: Galleria Antiquaria L’Angolo (PG)

Epigrafi medievali: Il Portico di Ottavia (GE)

N° pezzi: In totale più di 800 pezzi importanti e poi tanti piccoli oggetti da collezione provenienti da espositori attentamente selezionati che non sono quantificabili.


Mostre, Ravenna: “Renato Guttuso. La passione della forma”

Vent’anni fa moriva Renato Guttuso, l’artista, l’intellettuale, l’idealista, l’uomo politico, il protagonista del Novecento. Nell’anno di celebrazioni a lui dedicate, l’Associazione Culturale Il Cerbero, con la mostra dal titolo “Renato Guttuso. La passione della forma”, vuole ripercorrere la vita e l’impegno artistico-politico di uno dei più grandi interpreti del secolo scorso. Esponente di punta del dibattito sul “realismo” e sulla funzione sociale dell’arte, Guttuso è stato un punto di riferimento, per un’intera generazione, della ricerca artistica italiana ed internazionale. Questo elemento è facilmente riconoscibile attraverso la lettura delle 40 opere in mostra al Pala De Andrè di Ravenna e delle 26 opere in mostra alla Fondazione “Tito Balestra” di Longiano (FC). In tutto 66 opere tra disegni, incisioni e dipinti a olio, attraverso un percorso cronologico che si snoda dagli anni ’40 agli anni ’80 e che si esplicita nella visione di alcune delle opere di nudo, delle opere dedicate ai soggetti protagonisti di un contesto sociale - come Donne di zolfatari (Studio) del 1953, o ancora il disegno Pescatori di Sicilia (1949) - delle scene del quotidiano che l’artista con abile maestria riusciva a rendere con pochi tratti di china - come La strada (1945), Plinius (1952) - infine della serie dedicata alle nature morte; come Natura morta con sedia (1958). Lo studio attento delle figurazioni del Picasso post-cubista – di cui diventerà amico intimo fin dal 1945 – lo porta alla realizzazione della Crocifissione del 1940, secondo classificato al Premio Bergamo del 1942, che lo conduce definitivamente verso quell’evoluzione “realista”, attenta alle questioni sociali, alle relazioni con le tradizioni popolari, alle tematiche che scaturiscono da un modo di intendere l’arte come gesto che privilegia il “contenuto”. La sua capacità critica e educativa, già ampiamente riconosciuta nelle opere passate, trapela ulteriormente nei successivi quadri: Il partigiano (1944), Gottmituns (1944) e La Resa (1946), L'occupazione delle terre (1948). Sciolto il “Fronte” nel 1948, nel pieno della crisi che investe il rapporto tra intellettuali e Partito Comunista in seguito alla polemica tra Palmiro Togliatti ed Elio Vittorini, Guttuso cerca di orientare il proprio realismo verso soluzioni che rifuggono ai dettami del “zdanovismo”, del realismo ideologicamente programmato, dell’arte come strumento illustrativo dell’azione politica, per esaltarne una libertà inesauribile, fatta di ricerca delle qualità formali, di esaltazione delle tensioni stilistiche. Sono gli anni di Boogie-woogie (1953) e del bozzetto La Spiaggia (1952) da cui nascerà l’opera Spiaggia del ‘56, de La discussione (1960) e La contadina (1954), Garofani (1957). Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, il suo realismo si rinnova, aprendosi verso i “nuovi realismi” che stanno attraversando l’orizzonte delle arti occidentali. Sono questi gli anni dell’Autobiografia (1966), dei Funerali di Togliatti (1972), di Vucciria (1974), del Caffè Greco (1976), cui si accompagnano le serie incalzanti dei nudi, delle nature morte, ed un’inesauribile produzione grafica: Calze rosse guache su carta, 1970/75, Due donne abbracciate, 1986, Donna che si pettina, 1976. La mostra “Renato Guttuso: la passione della forma”, che si realizza in due sedi espositive, tra loro intimamente connesse: il Pala De André e la “Fondazione Tito Balestra” di Longiano, rende omaggio anche ai personaggi della nostra terra che lo hanno conosciuto intimamente, come Tito Balestra, nato nel 1923 e scomparso nel 1976, poeta, scrive di lui Guttuso: …- parlava di rado ma sempre in modo conclusivo. Come un prestigiatore faceva di tanto in tanto apparire dalle pieghe dei suoi vestiti una stampa di Goya o di Daumier, o un epigramma. Era un uomo colto e segreto -

Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911) è scomparso a Roma il 18 gennaio 1987. Oltre ad essere stato un famoso pittore italiano era anche esponente della cultura di area comunista. Figlio di Gioacchino, agrimensore e acquarellista dilettante, e di Giuseppina d'Amico il piccolo Renato manifestò precocemente la sua predisposizione alla pittura. Influenzato dall'hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi, iniziò appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si tratta per lo più di copie (paesaggisti siciliani dell'Ottocento ma anche pittori francesi come Millet o artisti contemporanei come Carrà), ma non mancano ritratti originali. Il giovane Guttuso abita in una casa vicino alle ville Valguarnera e Palagonia, di cui ritrarrà particolari in quadri successivi e s'ispira agli scogli dell'Aspra e tra le gite al mare e i primi amori vive tutta la crisi siciliana del dopoguerra. L'adolescenza borghese è fitta di stimoli per il futuro pittore, iniziò anche a frequentare gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928, appena diciassettenne partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo. Guttuso vede in completa decadenza la nobiltà, l'avanzare di un vero massacro urbanistico e delle lotte di potere che scuotono il temperamento di Guttuso, mentre la famiglia è segnata dall'ostilità di clericali e fascisti nei confronti del padre. Nel suo espressionismo si fanno sempre più forte non solo i motivi siciliani come i rigogliosi limoneti, l'ulivo saraceno, il Palinuro, tra mito e solitudine isolana che, inviati nel '31 alla Quadriennale, confluirono in una collettiva di sei pittori siciliani accolti dalla critica – dice Franco Grasso nella citata monografia – come “una rivelazione, un'affermazione siciliana”. Tornato a Palermo apre uno studio in Corso Pisani e con la pittrice Lia Pasqualino e gli scultori Barbera e Nino Franchina forma il Gruppo dei Quattro. Rifiutato ogni canone accademico, con le figure libere nello spazio o la ricerca del puro senso del colore, Guttuso s'inserisce nel movimento artistico “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati s'oppone alla cultura ufficiale e denota una forte opposizione antifascista nelle scelte tematiche negli anni della guerra di Spagna e che preparano la seconda guerra mondiale. Per Guttuso la pittura fu una forma di denuncia matura (l'arte “sociale” di Guttuso), un impegno morale e politico più scoperto che si rivelava in quadri come “Fucilazione in Campagna”, dedicato a Garcia Lorca, fra il '37 ed il '38, “Fuga dall'Etna”in due stesure. Si trasferisce a Roma, in Via Margutta dove frequenta la cerchia di artisti più significativi del tempo: Mario Mafai, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, tenendosi anche in contatto col gruppo milanese di Treccani, Giacomo Manzù, Aligi Sassu. Il dipinto che gli dà la fama, fra mille polemiche da parte anche del clero e del fascio perché sotto il soggetto sacro denunzia gli orrori della guerra, è “Crocifissione”. Di esso Guttuso ha scritto nel suo Diario che è “il simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee” con il quale al Premio Bergamo sigla la sua nuova stagione. L'artista non cesserà mai di lavorare in anni difficili come quelli della guerra ed alterna, specie nelle nature morte, gli oggetti delle case umili della sua terra, a squarci di paesaggio del Golfo di Palermo a una collezione di disegni intitolata “Massacri”, che circolarono clandestinamente poiché ritraggono le repressioni naziste, come quello dedicato alle Fosse Ardeatine. La mostra si avvale del contributo di: Arimar, Acmar, Copura, Consar-Grar, Europa 2000, Fiat S.V.A., Marcegaglia, Marinara, Moviter Strade Cervia, Agenzia Ritmo, Idroexpert, Club del Sole, Consorzio Ciro Menotti.

Sedi espositive: Palazzo De Andrè, viale Europa, 1 – Ravenna; Fondazione “Tito Balestra”, Piazza Malatestiana, 1 - Longiano (FC)

Periodo: Pala De Andrè dal 24/08/2007 al 16/09/2007

Fondazione Balestra dal 25/08/2007 al 16/08/2007

Organizzazione:Associazione Culturale Il Cerbero

Orario:Pala De Andrè dalle 18, 30 alle 23, 30, domenica dalle 18 alle 23,30

Fondazione “Tito Balestra” da martedì a domenica dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 19

Informazioni:Pala De Andrè: 335 8151821– Fondazione “Tito Balestra” 0547 665850 e-mail: info@ilcerbero.it

Catalogo e mostra:a cura di Silvana Costa, testo critico di Bruno Bandini

Patrocinio: Mistero dei Beni Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.

INGRESSO GRATUITO


Svetlana Ostapovici espone a Las Vegas negli Usa, mentre continua il suo successo alla 52. Biennale di Venezia

Continua il successo dell’artista naturalizzata italiana Svetlana Ostapovici, con la presentazione di cinque opere da parte del curatore Francesco Elisei, al MAGIC Marketplace, padiglione centrale ME – stand 2612, che si terrà dal 27 al 30 Agosto 2007 presso il Convention Center di Las Vegas. In contemporanea alla sua presenza alla 52 Biennale di Venezia, Svetlana Ostapovici ha voluto esporre alcuni suoi lavori in mosaico a questa manifestazione americana. Un anno particolare per Svetlana Ostapovici, giovane emergente, originale e raffinata 'maestra' di una tecnica completamente nuova nell'ambito dell'espressione figurata contemporanea. Geniale manipolatrice di frammenti di vetro colorato, la Ostapovici (che nasce in Moldova nel 1967 e vive e lavora in Italia dal '99) non crea il mosaico in modo statico e composto, ma utilizza quelle schegge taglienti come impulsive pennellate. E’ un’occasione particolare in quanto l’affluenza di persone è enorme, un pubblico di qualità che visita per quattro giorni la fiera di abbigliamento più importante degli Stati Uniti.


Mostre, Brufa (PG): Teodosio Magnoni alla XXI edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”

Promossa ed organizzata dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di Torgiano e dall'Assessorato alle Attività Culturali della Provincia di Perugia, in collaborazione con la Regione dell’Umbria e l'Associazione Nazionale Città del Vino, mercoledì 22 Agosto 2007 in Piazza Mancini del borgo medievale di Brufa si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione dell’opera permanente “ARA” dello scultore TEODOSIO MAGNONI, artista invitato in occasione della 21a edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”. “Ara” è in acciaio corten, misura cm.570 di lunghezza, cm.350 di larghezza e cm.350 di altezza; lo spessore delle lamiere è di cm.3. La scultura, appoggiata su una piattaforma sagomata, a livello del terreno, in cemento, è collocata nello splendido paesaggio agrario del territorio torgianese, lungo il crinale collinare, sulla strada che da Brufa porta a Torgiano. Il critico Enzo Bilardello, curatore del catalogo afferma: “……………Cercherò di essere minimalista e di attenermi strettamente al dettato delle sculture di Teodosio Magnoni, uno che impone ai propri lavori la massima concisione e la ricerca di un’efficacia senza fronzoli. E veniamo alla scultura appositamente concepita per il luogo di Brufa. Teodosio Magnoni forse non se n’è accorto, ma le sue parole per individuare il nesso tra opera e ambiente riproducono il concetto che ha mosso Leopardi per creare l’Infinito: “Gli spazi di Brufa e la vastità del cielo che li abbraccia e con essi le colline che vi si aprono, suggeriscono una continua proiezione oltre il dato reale, aprendosi addirittura a una realtà cosmica”. Certo, Leopardi ha scritto in un modo insfidabile, ma l’ambito di Magnoni non sono le parole e il loro senso, peraltro benissimo espresso, quanto la scultura che si impone per la sua polisemicità. Ara (2007, acciaio corten, cm 570x350x350) rimanda ad un tumolo di terra, ad un altare, all’aratro, ad una costellazione, senza essere direttamente nulla di tutto ciò. Per quanto mi riguarda, ci vedo anche l’idea di un timone che paradossalmente solca la terra, aggiungendo quindi l’elemento equoreo a quello della terra e dell’aria. Se l’acciaio venisse dipinto di rosso si aggiungerebbe il fuoco a contemplare l’evocazione dei quattro elementi. La scultura poggia su una losanga stirata di cemento che mi fa pensare ad un aquilone confitto al suolo, accentuando l’effetto di paradosso di ancorare ciò che deve volare e di far svettare con leggerezza quanto è pesante e dovrebbe subire la gravità. E’ la natura che snatura la geometria o è questa che impone il suo passo alla natura? Fatto sta che l’artista s’impone delle regole e poi l’opera si crea la propria autonomia e vitalità, inventandosi prospettive inaspettate e sorprendenti; l’oggetto scultoreo si posa al suolo con la delicatezza di una gigantesca libellula, ma a differenza di questa, è fatta per durare; la direzione dell’arte attuale va in direzione di componenti e aspetti futuribili, e questo lavoro invece sa di primordiale e d’ancestrale, la tendenza è di insinuare inquietudine in chi guarda e qui siamo indotti in una situazione di pace e pacatezza”. Di Magnoni, oltre l’opera permanente, fino al 2 Settembre 2007, presso la sala polivalente comunale a Brufa si può visitare una mostra con altre sculture e disegni.

Teodosio Magnoni nasce a Offanengo (CR) nel 1934. La sua attività artistica inizia nel 1954 e prosegue ininterrottamente. Ha tenuto oltre 40 mostre personali in prestigiose gallerie private e musei pubblici italiani ed esteri; è stato invitato a numerose mostre di carattere storico e a mostre di tendenza, italiane e estere, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private in Italia e all’estero. Ha realizzato opere di grandi dimensioni, tra l’altro per il Palazzo della Food & Agricolture Organization (FAO) di Roma, quale dono dello Stato Italiano alla FAO, e per l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Si sono interessati al suo lavoro critici e studiosi d’arte contemporanea italiana. Sono stati pubblicati due libri monografici e numerosissimi articoli sul suo lavoro. E’ presente in importanti studi storici sull’arte contemporanea italiana. Con le sue opere attua, sin dall’inizio degli anni ’60, una ricerca sullo spazio assolutamente originale. “L’operazione di Magnoni inverte il segno dell’intervento, nel senso che il punto centrale non è dato più dall’occupazione dello spazio quanto allo svuotamente” (Filiberto Menna, dal catalogo della mostra personale al Karl Ernst Osthaus musum, Hagen, Germania, 1978). “Per Magnoni la struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri entro la definizione dello spazio virtuale: è struttura insomma in evidenza mentale, e che tuttavia di definisce in un rapporto spaziale concreto, che non esclude ne annulla la scala umana e dunque è commisurazione di spazialità praticabile” (Enrico Crispolti dal catalogo della Biennale di Venezia 1978).

Ha collaborato con poeti, tra cui Alfredo Giuliani, Jacopo Ricciardi e Jesper Sventro.

Scultori a Brufa” fu ideata nel 1987 dalla comunità di Brufa che, invitando uno scultore all’anno ad esporre i propri lavori per le strade che dominano i vigneti e le piazzette del borgo e acquisendo un’opera realizzata appositamente per il paese, è arrivata alla 21a edizione con grandi risultati. Oramai, durante tutto l’anno, molti turisti arrivano a Brufa per visitare le sculture all’aperto in permanenza e per il mondo dell’arte l’iniziativa è un appuntamento consolidato. Brufa è un piccolo centro del Comune di Torgiano, sulle cui colline sono situati i vigneti della prestigiosa produzione enologica torgianese; domina la piana del Tevere e la pianura di Assisi fino a Foligno. Fa parte della dorsale Torgiano - Brufa - Miralduolo - Torgiano, dove si sviluppa “La Strada del Vino e dell’Arte”. In questo paesaggio sono state inserite grandi sculture di artisti contemporanei (Pierucci, Sforna, Pizzoni, Miniucchi, Giuman, De Felice, Liberatore, Caruso, Sguanci, Mastroianni, Carroli, Lorenzetti, Roca-Rey, Carrino, Giuliani, Marotta, Mattiacci, Staccioli, Trubbiani, Cascella) volute dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di Torgiano e dalla Provincia di Perugia per creare dei punti di attrazione per lo sguardo. Il progetto “La Strada del Vino e dell’Arte” è un percorso ideale all’interno del quale trovano la propria collocazione strategica i beni e gli eventi culturali già esistenti nel territorio torgianese, sollecitando inoltre il restauro e la rifunzionalizzazione dei reperti storici, nel quadro di una rinnovata protezione del territorio nella sua globalità, attenta alla qualità della vita di chi lo abita e ai possibili sviluppi di un turismo attento e “intelligente”.

NOTIZIE UTILI

Sede dell’installazione di Teodosio Magnoni: strada Brufa – Torgiano, adiacente al Relais Borgo Brufa

Sede della mostra di Teodosio Magnoni:Sala polivalente comunale a Brufa

Durata: dal 22 Agosto al 2 Settembre 2007

Orario: tutti i giorni dalle 17 alle 24 ingresso gratuito

Info: Pro Loco di Brufa, tel. 075 9889208 * Comune di Torgiano, tel. 075 988601 * Provincia di Perugia, tel. 075 3681 218 / 405 / 620

Sponsor: Banca Popolare di Spoleto, Cassa di Risparmio di Foligno, Gesenu, Metalserbatoi


Vicchio: La “Fiera Calda”

Dal 25 Agosto fino al 2 Settembre torna la “Fiera Clada”. Come tradizione vuole l’ultima settimana di Agosto torna nel paese di Giotto e del Beato Angelico uno degli appuntamenti fissi del calendario folkloristico dell’Estate mugellana e della provincia fiorentina in generale. La nuova Pro-Loco vicchiese, a pochi mesi dall’aver spento la prima candelina dalla sua nascita, si è impegnata anche per quest’anno ad organizzare 9 giorni ricchi di iniziative ed eventi, pronti a soddisfare le esigenze di tutte le fasce d’età. Un’organizzazione che ha potuto contare sulla preziosa collaborazione del Comune di Vicchio ma anche su quella fondamentale delle numerose Associazioni locali presenti sul territorio. Dal 25 di Agosto così ritroviamo il consueto appuntamento con la Mostra dell’Artigianato MAZE (presso le Scuole Elementari), arrivata alla sua XXVI^ edizione ed organizzata dal Comune di Vicchio in collaborazione con CNA, Comunità Montana Mugello e Provincia di Firenze. La Maze inoltre ospiterà quest’anno la splendida mostra “Percorsi d’arte”, una serie di opere nate ispirandosi alla storia, alla natura ed ai luoghi della terra di Giotto e del Beato Angelico. Da mercoledì 29 Agosto saranno poi presenti come sempre le 4A, la mostra che mette insieme Artigianato, Agricoltura, Arte ed Antiquariato. Un’edizione, quella del 2007, ricca di novità, che vedrà affiancata una nuova A, ovvero quella di Ambiente, grazie sopratutto alla collaborazione dell’Associazione Prorinnovabili e del Dipartimento di energetica della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze. A differenza delle passate edizioni le 4A non saranno tutte nello stesso luogo ma ad ognuna è stata riservata una zona del centro del paese, in modo da rendere attiva e dinamica ogni zona del centro storico. Riproposta come lo scorso anno anche la mostra all’interno della Casa di Benvenuto Cellini dedicata quest’anno all’ “Arte orafa, Scultura e Design”. Come la più antica tradizione della Fiera vuole sarà organizzata in località Ponte a Vicchio la “Fiera del Bestiame”, affiancata come la passata stagione da “Vicchio Alleva” presso la Zona dei Giardini del Sole, in zona Coop. Tutta la manifestazione vedrà poi il centro storico di Vicchio vivacizzato ogni giorno da eventi diversi. La Musica come sempre sarà protagonista con il rock contest dei Gruppi emergenti locali, il liscio della “Montuschi Folk Band” ed i concerti che vedranno sul palco di Piazza Giotto i Gem Boy (Mercoledì 29) ed i Khorakhane (Venerdì 31) oltre alla musica del Jazz Night Garden presso i giardini di Piazza della Vittoria organizzati dal Jazz Club of Vicchio. Jazz Club che organizzarà come ormai accade da 11 anni anche le due feste in Piscina, presso le piscine comunali di Vicchio, nei due Sabati della Fiera. Domenica 2 Settembre gran finale con la satira di Alessandro Paci e gli immancabili giochi pirotecnici di fine Fiera sulla splendida cornice del Lago di Montelleri. Ancora poi il mercatino dell’antiquariato, la briscolata sotto le stelle, spettacoli di illusionismo, , la tombola in piazza anticipata dal concerto della Vicchio Folk Band ed eventi per bambini al parco di Montelleri. Tutto questo e molto altro sarà l’Edizione 2007 della Fiera Calda di Vicchio. Un’occasione unica per ammirare una vetrina unica che unisce le tradizioni mugellane dell’artigianato e dell’agricoltura insieme al divertimento e all’innovazione.

FIERA CALDA 2007 - Programma spettacoli

Lunedì 27 Agosto - Ore 21:00 Torneo a coppie di ” Pro Evolution soccer 6” (Playstation 2 ) presso l’Arci “Il Tiglio” (Info e iscrizioni: 3471968595).

Ore 21:30 La tradizionale Gara di briscola sotto le stelle con in premio prodotti tipici mugellani. Iscrizioni dalle ore 21.00 in Piazza Giotto. (In caso di mal tempo verrà effettuata sotto le Logge Comunali in Piazza della Vittoria).

Martedì 28 Agosto - Ore 21:00 Finali del Torneo di ” Pro Evolution soccer 6” (Playstation 2 ) presso l’Arci “Il Tiglio”; Ore 21:30 Serata all’insegna del Ballo liscio e di gruppo con l’orchestra “Montuschi”.

Mercoledi 29 Agosto - Ore 7.00 La tradizionale Fiera del Bestiame presso il parco di Ponte a Vicchio a cura del Gruppo Agricolo - Ore 08.00 Apertura del Mercato della Fiera (fino al 03/09) - Ore 11.00 Inaugurazione Mostra 4 A presso il parco della Rimembranza - Ore 16:00 Mercatino dell’antiquariato

Dalle ore 17.30 nel corso del popolo esposizione di associazioni e aziende operanti nel settore dell’Ambiente con la collaborazione di Pro Rinnovabile che metterà a disposizione alcuni esperti per illustrare il funzionamento di modelli in scala sulle fonti di energia alternativa e rinnovabile (fino al 2/09) con la partecipazione del Dipartimento di Energetica della facoltà di Ingegneria di Firenze e Lega Ambiente.

Ore 21 :30 Concerto dei Gem Boy. I Gem Boy nascono per gioco nel 1992 quando il cantautore Carletto comincia a riscrivere i testi di canzoni note prendendo in giro la cerchia dei suoi amici. Nel giro di pochi anni si consolida un gruppo di 5 ragazzi che propongono le loro “cover-parodie” di noti testi di Ligabue, Cremonini e delle sigle dei cartoni animati, riscuotendo grande successo ai concerti e vendendo inaspettatamente 15.000 copie del loro primo vero CD “Internettezza Urbana” con testi e musiche inedite. A questo segue nel 2004 il secondo album “Sbollata” da cui viene tratto il singolo “2 di picche”.

Ore 22.30 Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.

Giovedi 30 Agosto - Ore 19.00 Inaugurazione dell’evento “Arte Orafa, Scultura, Design in Casa di Benvenuto Cellini”.

Aperto dal 31 agosto al 2 settembre: 10.00 – 13.00 e 17.00 – 23.00 - Ore 21:30 Concerto della “Vicchio folk band” – Piazza Giotto. - Ore 22.30 Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio” - Ore 23:00 La tradizionale Tombola in Piazza Giotto con ricchi premi a cura della Misericordia di Vicchio.

Venerdi 31 Agosto - Ore 17.30 Apertura “Vicchio Alleva” zona Coop (fino al 3/09). Esposizione del bestiame degli allevatori di Vicchio e mostra con stand agro-alimentari, zootecnici e attrezzature per l’agricoltura. Degustazioni prodotti tipici.

Ore 18.00 Gavettoni a squadre al Campo Sportivo Simone Margheri e Torneo di tiro alla Muriella presso “Vicchio Alleva” zona Coop - Dalle 18.00 fino a tarda serata Laboratorio di intaglio del legno con l’ausilio di una motosega, realizzato da un boscaiolo di Baviera che realizzerà in estemporanea figure e sculture presso Zona Macelli - Ore 21:00 Esibizione equestre al campo sportivo “S.Margheri”. Si balla la quadriglia presso “Vicchio Alleva”, zona Coop - Ore 21.30 Concerto dei Khorakanè in Piazza Giotto

Questo gruppo nasce nel 2001 con lo scopo di riproporre al pubblico i bellissimi brani che hanno reso immortale uno fra i nostri cantautori italiani più importanti: Fabrizio De Andrè. Negli anni seguenti è poi maturato uno stile ed un sound personale, originale e interessante, che ha potato alla realizzazione di brani inediti, inerenti tematiche sociali e spesso trasversali alle generazioni, portando una nuova immagine al gruppo, riconosciuto oggi sia per i brani editi del cantautore genovese sia per gli inediti proposti al pubblico. Nel 2007 partecipano al Festival di Sanremo col brano "La ballata di Gino", classificandosi al secondo posto nel premio della critica.

Ore 22.30 Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.

Sabato 1° Settembre - Ore 17.00 Partenza del Corteo storico rievocativo da viale Mazzini – centro storico, con arrivo ore 18.30 alla zona “Vicchio Alleva”, zona Coop, con attrezzature necessarie alla trebbiatura - Dalle 17.30 Concerto dei Rock Media in Piazza Giotto - Dalle 18.00 fino a tarda serata Laboratorio di intaglio del legno con l’ausilio di una motosega, realizzato da un boscaiolo di Baviera che realizzerà in estemporanea figure e sculture presso “Zona Macelli” - Ore 20.00 Rievocazione storica dell’ antica trebbiatura sull’aia maggiaioli e antiche figure dell’epoca presso “Vicchio Alleva” zona Coop - Ore 21:30 Serata Spagnola in Piazza Giotto. Parteciperanno con la loro musica i “Sabor Flamenco”, il gruppo composto da 2 chitarrisiti ed una ballerina con all’attivo un importante curriculum nazionale ed internazionale, suonando brani che spaziano dal flamenco di Paco de Lucia allo gipsy flamenco dei Gispy Kings, a brani del repertorio latino-americano. La serata sarà inoltre animata da un vero e proprio spettacolo di rodeo nel quale, grazie ad un Toro meccanico, il pubblico potrà sfidarsi in una emozionante gara il cui obiettivo sarà di rimanere in sella il più a lungo possibile. Il/la migliore vincerà uno stupendo soggiorno premio in una località esclusiva

Ore 22.30 Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio” - Ore 23:30 Festa di Fine Estate in Piscina

Domenica 2 Settembre - Ore 9.00 XIII Edizione della Maratonina della Fiera Calda organizzata dall’associazione “Maraton il Tiglio” nei pressi del paese - Ore 10.00: Gara di pesca per bambini dai 3 agli 14 anni al lago di Montelleri (ritrovo alle ore 9.15 presso la Baracchina). La gara si concluderà alle ore 11.00 ed all’11.30 seguirà la premiazione sul palco in Piazza Giotto dei primi "3 pescatori" che avranno raggiunto il peso maggiore di pesci. Il costo della partecipazione è di 1€ (assicurazione); iscrizioni presso l'ufficio Relazioni al Pubblico del Comune di Vicchio – Bar Cimabue – Circolo Arci – La Baracchina.

Ore 16.30: Esibizione di Agility Dog a cura del gruppo cinofilo Empolese, a seguire, Mostra canina “Un bastardo per amico” presso il Lago di Montelleri. Iscrizione gratuita, ritrovo alla Capannina ore 16.00. Premi: mangimi e coperte.

Ore 17.00 Esibizione di Walking a cura della palestra Gymnasium di Borgo San Lorenzo, presso P.zza Giotto - Ore 17.30 Presentazione del progetto “Dove si va a veglia stasera?”, rievocazione storica delle antiche veglie, presso “Vicchio Alleva”, zona Coop - Ore 21:30 Spettacolo del Paci in Piazza Giotto.

Nato professionalmente con tutti i comici toscani più noti tra cui Carlo Conti, Panariello, e Pieraccioni, ha partecipato al programma Aria Fresca, andato in onda su Video Music alla fine degli anni '90, dove ironizzava sul suo fisico interpretando un improbabile butta fuori. Ha collaborato più volte con l’amico Massimo Ceccherini, sia nello spettacolo teatrale del riadattamento di Pinocchio che nei film “Lucignolo”, “Faccia da Picasso” e “Tutti all’attacco”, e con Alessandro Benvenuti in “Benvenuti in casa Gori”, “Zitti e mosca” e “Ritorno a casa Gori. Da regista invece ha realizzato “Andata e ritorno”, “Cenerentolo”, “Gli abiti nuovi del Granduca", "La nipote di Barbablù", e "la piccola Fiammiferaia".

Dal 2002 porta avanti il suo one man show ”Grande Paci”.

Ore 22.30:Concerto dal vivo presso il Jazz Night Garden all’interno dei giardini a cura dell’associazione “Jazz Club of Vicchio”.

Ore 23:30: Suggestivo Spettacolo pirotecnico sul lago di Montelleri.

La Francesca Landini poi ha suggerito che venisse aggiunto che durante la fiera si potranno visionare le seguenti mostre. Sullo Strillo non c’era più posto ma sul sito direi che non ci sono problemi.

  • Lettera ad una professoressa 40 anni dopo” – biblioteca comunale (dal lunedì al venerdi dalle 15 alle 19 – martedì, giovedì, sabato 25 agosto dalle 9,30-12,30 sabato 1° settembre dalle 9,30/12,30 e dalle 17 alle 23, domenica 2 settembre dalle 17 alle 22,30)

  • Mostra fotografica “il tempo che fu” –piazzetta don Milani (davanti alla biblioteca) dal lunedì al venerdi dalle 15 alle 19 – martedì, giovedì, sabato 25 agosto dalle 9,30-12,30 sabato 1° settembre dalle 9,30/12,30 e dalle 17 alle 23, domenica 2 settembre dalle 17 alle 22,30

  • Museo d’arte sacra e religiosità popolare (domenica 26 agosto ore 10-12 /15.30-18.30 – sabato 1° settembre dalle 9,30/12,30 e dalle 17 alle 23, domenica 2 settembre dalle 17 alle 22,30


Mostre, Ancona: la collezione Artemisia all'Atelier dell’Arco Amoroso

L’Associazione Artistica Artemisia accoglie l’invito di Alfredo Trifogli e Paolo Benvenuti rispettivamente Presidente e Direttore dell’Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche, per presentare dal 30 agosto al 30 settembre 2007 all'Atelier dell'Arco Amoroso la collezione di opere della Galleria Artemisia Arte Contemporanea. L’occasione si pone come un peculiare momento di incontro e riflessione su due importanti realtà istituzionali. La prima, raccoglie ad Ancona l’eredità di oltre cinquant’anni di attività espositiva, documentaria e divulgativa dell’arte contemporanea (dalla ormai storica Galleria Puccini al Premio Marche), mentre la seconda rappresenta un’importante realtà territoriale attiva nella valorizzazione dell’esperienza artistica contemporanea. Le opere, accuratamente scelte dal “vigile occhio” del collezionista, narrano alcune fra le più importanti ed accattivanti esperienze artistiche delle Avanguardie del Secondo Novecento. Dalla Pop Art, all’Arte Concettuale, alla Transavanguardia fino alle tendenze Anacroniste e Citazioniste, la rassegna costituisce un vivo “spaccato” e un’importante testimonianza, di un percorso estetico delle più interessanti esperienze artistiche e culturali del Ventesimo Secolo. La scelta delle opere acquisite nel tempo dalla Galleria Artemisia Arte Contemporanea, rivela un indirizzo espositivo figurativo orientato alla valorizzazione critica di alcuni importanti movimenti delle Neo avanguardie protagoniste della scena artistica a partire dagli anni Sessanta e la particolare considerazione espositiva di alcuni autori come Giorgio Bompadre, Bruno Ceccobelli, Fabio Mauri, Omar Galliani, o Mario Schifano, oltreché di Claudio Cintoli e di Bruno d’Arcevia. La Galleria ha comunque trattato fenomeni espositivi come ad esempio quello delle installazioni, e della fotografia. Volendo presentare una breve selezione dei più importanti artisti della collezione della Galleria Artemisia, si citano le seguenti personalità. Mario Schifano, lucido interprete della Pop, maestro del dettaglio, decostruisce l’immagine massificata in virulenta energia cromatica, in scattante e polemico accento visivo. E così nel violento contrappunto, nel corposo, fluido e penetrante flusso, le sue fotografie ritoccate appaiono come sorda critica alla società ed al costume, e dal gesto meccanico, mimetico, è chiara la volontà di esprimere come in Senza titolo, la gioiosa potenza dell’immaginazione. Gino De Dominicis pittore, scultore, filosofo ed architetto, anch’egli di origine anconetana e formazione romana, è una delle più eclettiche ed interessanti personalità del panorama artistico del Secondo Novecento. L’impiego di diversi supporti espressivi, non tradisce la volontà di comunicare con intensità e lirismo, con icastica gestualità il valore del segno, che si fa pensiero, contemplazione, suggestione, dialogo muto su temi di grande attualità. Evocativa è l’opera Auronia. Enzo Cucchi, protagonista di spicco della stagione della Transavanguardia, artista eccentrico e sperimentatore, si caratterizza per una poetica di forte impianto narrativo dove una segnica gestualità si fonde con la volontà di trasmettere, evocare, le eterne energie che animano le vicende umane; in una cornice dove i valori spazio-temporali si sposano alla dottrina degli archetipi. Così nell’impiego di supporti che esaltano i propri, peculiari, caratteri materici, si imprimono con delicata leggerezza o con dura, profonda concisione come nell’opera forme vibranti. Quando lavora legno, terriccio o ferro è possibile leggere una sospirata traccia di ruralismo magico, di intima comunione con la natura. Omar Galliani è ormai unanimamente considerato uno dei più insigni artisti contemporanei e vanto della collezione della Galleria. L’intera sua opera è allusione ad una dimensione irreale, onirica, frammento di una poetica che dall’ineffabile, dalla controversa ed epifanica materializzazione estatica della forma, si fa coscienza, sublime citazione. Nella tecnica resa del soggetto, nella creazione alchemica, l’errore è metafora, ludica concitazione, stimolo visivo, come si può osservare dalla serie di opere Puttaparti e Nuovi Santi. Si fa infine riferimento ad una importante personalità artistica della Collezione della Galleria che sarà presentata con una mostra monografica, in occasione della seconda edizione del Premio Nazionale Artemisia 2007. In Bruno d’Arcevia, si esplica una poetica che guarda ai modelli classici, di sapore vagamente arcadico, come stimoli alla teatralizzazione, ad una dimensione plastico-pittorica dalla solida, incisiva resa scultorea, che si fa vanitas, velato e raffinato, (a volte ironico), compiacimento espressivo. La narrazione come nell’opera Incontro di bellezza è dinamica testimone del gesto, in un’aerea quanto ponderata articolazione formale, frutto di mitologie nostalgiche e di incredibili, titaniche, apparizioni. Ciò non toglie che nella collezione siano presenti autori anche occasionalmente “integrati” secondo una scelta che, basata sulle prerogative di partenza, è confortata dall’altro aspetto “selettivo”, quello dell’importanza e del grande valore storico dell’artista. Uno per tutti Claudio Cintoli, il noto artista marchigiano al quale un giudizio critico concorde riconosce il merito di essere stato uno tra i maggiori autori del secondo Novecento. In conclusione si vuole richiamare un’idea “poetica” di Silvia Cuppini che riguarda la definizione dell’itinerario collezionistico: un desiderio nascosto, profondo, anima il collezionista alla “disperata” ricerca della propria identità artistica. E’ lo specchio di un’emozione, di un ricordo perduto nel tempo, di un attimo intenso dove l’opera, sublime e tersa condanna, ci richiama alla sua contemplazione. E, come in un’estasi mistica, ci troviamo attratti ad un simulacro, ad un’immagine che è rivelazione della mostra memori. Quello che, però, è fondamentale in questo contesto di acquisizioni, acquisti e accantonamenti, è che si può parlare solo di percorso, ancor meglio di collezione in divenire, perché “l’amatore d’arte è simile all’artista per il quale l’ultima opera in senso cronologico è quella che riassume il senso della ricerca” (S. Cuppini), ma, soprattutto, perché la curiosità è strettamente legata al divenire delle cose, della storia e, quindi, in questo caso, dell’arte che, della storia del mondo, è una forma di testimonianza e rappresentazione.

Artisti presenti nella collezione della Galleria Artemisia con opere uniche o multipli:

Roberto Barni, Luigi Bartolini, Davide Benati, Carlo Bertocci, Giorgio Bompadre, Pierpaolo Calzolai, Bruno Ceccobelli, Claudio Cintoli, Fabrizio Clerici, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Buno D’Arcevia, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mario Giacomelli, Omar Galliani, Paola Gandolfi, Osvaldo Licini, Lucia Marcucci, Umberto Mastroianni, Fabio Mauri, Eliseo Mattiacci, Bruno Munari, Magdalo Mussio, Romano Notari, Luciano Ori, Giulio Paolini, Mimmo Paladino, Giò Pomodoro, Vettor Pisani, Piero Pizzi Cannella, Emilio Prini, Concetto Pozzati, Aligi Sassu, Mario Schifano, Emilio Tadini, Walter Valentini.

orario: tutti i giorni 10.30 – 12.30 e 17.30 – 20.00


Mostre, Udine: “La Casa dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)”

Si è inaugurata il 15 giugno 2007 con grande successo di pubblico, presso le Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo, la mostra “La Casa dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)”, che resterà aperta al pubblico fino al 14 ottobre 2007. L’evento, dedicato alla memoria del prof. Marco Pozzetto, studioso dell’opera daronchiana, da avvio - con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e Piemonte, e in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per il Friuli Venezia Giulia e il Comune di Gemona - al programma di valorizzazione degli archivi di architettura e design custoditi presso la sede di via Savorgnana. Nel 150º anniversario della nascita di Raimondo D’Aronco (1857-1932), la Galleria d’Arte Moderna di Udine presenta una mostra interamente dedicata al progetto di Casa D’Aronco a Torino, la dimora che l’architetto ideò tra il 1903 e il 1906 per sé e la propria famiglia, recentemente acquistata e restaurata dalla Regione Piemonte. L’evento espositivo, a cura di Roberto Albanese e Anna Damiani, mira a promuovere la miglior conoscenza del patrimonio archivistico dei Musei udinesi all’interno del quale il Fondo D’Aronco, donato dagli eredi dell’architetto a documentare la sua lunga e operosa attività progettuale tra Italia e Turchia, costituisce una delle presenze più prestigiose. Per l’occasione sono presentati i disegni di progetto, alcuni dei quali inediti, concernenti l’edificio torinese (comprensivi sia di tavole di massima che definitive), ma anche fotografie e documenti d’epoca accompagnati da una selezione di oggetti e opere d’arte di proprietà di collezionisti privati che un tempo arredavano Casa D’Aronco e che contribuiscono a ricostruire l’atmosfera intima e familiare della residenza sita in corso Sclopis. Un’attenta e significativa selezione di tavole di progetto, alcune delle quali provenienti dall’Archivio Storico di Torino, documenta in maniera dettagliata tutte le fasi che hanno condotto alla realizzazione della dimora, ponendo particolare attenzione sugli elementi decorativi che la impreziosiscono e che costituiscono la più autentica cifra stilistica di D’Aronco. All’interno dell’evento espositivo udinese una parentesi è inoltre dedicata alla produzione artistica di Rita D’Aronco, figlia dell’architetto, la cui carriera di illustratrice, stilista e costumista viene ripercorsa attraverso alcuni bozzetti a tempera. A corredo dell’iniziativa, l’intero progetto di Casa D’Aronco è stato pubblicato in un Quaderno d’Archivio che fa seguito a quello già dedicato dalla Gamud nel 2005 a Marcello D’Olivo. Il volume costituisce un importante strumento per comprendere le vicende costruttive, biografiche e critiche relative alla palazzina torinese. In particolare, oltre al saggio di approfondimento di Albanese sulla casa di via Sclopis, posta a confronto con la residenza ideata alcuni anni prima da D’Aronco come propria dimora turca, il volume comprende un saggio di Gabriella Bucco sugli aspetti più prettamente decorativi e di Stefano Trucco sul restauro pilota che, tra il 2004 e il 2005, ha interessato una delle facciate della casa. Infine, a cura di Anna Damiani, un contributo sulla storia archivistica e i criteri di ordinamento del Fondo introduce l’intera catalogazione dei disegni concernenti la residenza torinese conservati presso gli Archivi di Palazzo Morpurgo. In concomitanza con l’evento udinese, sabato 16 giugno verrà inoltre inaugurata presso Palazzo Elti a Gemona la rassegna “Raimondo D’Aronco l’inquieto ingegno. Architetture da Gemona alle porte dell’Oriente”, ricca di disegni eseguiti tra il 1883 e il 1924 provenienti dai Musei udinesi e dagli eredi dell’architetto.

Scheda Mostra:

Titolo:La Casa dell’Architetto. Idee e progetti per Casa D’Aronco a Torino (1903-1906)

Curatori: Roberto Albanese, Anna Damiani

Sede: Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo, Via Savorgnana, 12 – Udine, Tel 0432.295891/414742, gamud@comune.udine.it, www.comune.udine.it

Periodo:15 giugno – 14 ottobre 2007

Orari:da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00, sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, festivi dalle 9.30 alle 12.30, visitabile anche in orario diverso su prenotazione


Gorizia: settembre musicale nel Parco Coronini

Prosegue con successo il programma concertistico 2007 nel parco Coronini, organizzato dalla Fondazione Coronini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Dopo i due concerti curati dall’Associazione Intermusica, dell’8 e 16 agosto scorsi, i protagonisti del mese di settembre saranno alcuni importanti gruppi musicali, coordinati dal Centro Chitarristico “Mauro Giuliani”, e l’Orchestra Civica di Fiati; quest’ultima si esibirà sabato 22 settembre alle ore 17.00. Per quanto riguarda il programma curato dal Centro Chitarristico “Mauro Giuliani”, le date saranno le seguenti: sabato 1 settembre alle ore 18.00 musiche e ritmi jazz di latino americano e nord americano tradizionale Dal Be Bop al Jazz Samba con il J and B Jazz Quartet, composto da Giuliano Tull al saxofono, Axel Boch alla chitarra, Aleksandar Paunovic al contrabbasso e Fabio Jegher alla batteria. In tale occasione il palazzo Coronini resterà aperto al pubblico fino alle ore 24.00 con possibilità di visite accompagnate e guidate ogni ora.

Giovedì 6 settembre alle ore 18.00 spettacolo di musica e poesia dal titolo 1882-1915. “Il sogno infranto della Belle Epoque” con testi di Michelstaedter, Ungaretti e con Alessandra Marc alla regia e voce recitante, il soprano Francesca Moretti, il tenore Salvatore Moretti e Claudio Pio Liviero alla chitarra; sarammo eseguite musiche di De Visee, Arditi, Gastaldon, Offenbach, Fortea, Llobet e Liviero.

Giovedì 13 settembre alle ore 18.00 l’orchestra “VENTAGLIO D’ARPE” del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, composta da ben 17 elementi e diretta da Patrizia Tassini (unica in Italia per il suo genere), si esibirà in“Tutti insieme appassionatamente” proponendo musiche di Leontovich, Andres, Dvorak, Grieg, Rodgers, Elliott, Leccona, Anonimo, Bevilacqua.

In caso di maltempo i concerti si svolgeranno presso l’Auditorium “Biagio Marin” del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Viale XX Settembre 11.


Anghiari (Arezzo):Il II Festival nazionale Città e Paesi in racconto. Narratori per diletto

Keith Richards, Genesis, Patty Pravo, Laura Pausini, Sting, Bob Dylan, Gianni Morandi… sono solo gli ultimi nomi noti rimasti colpiti dalla voglia di raccontarsi, di scavare dentro di sé, accomunati al desiderio di riannodare i fili della propria storia personale, consapevoli dell’importanza di riuscire ad interrogarsi su se stessi. Nomi famosi, certo, ma che costituiscono solo la punta di un iceberg formato da una moltitudine di persone che, dal 31 agosto al 2 settembre prossimo, si incontreranno ad Anghiari in occasione del II Festival nazionale Città e Paesi in racconto. Narratori per diletto. Il Festival, giunto alla II edizione, organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia, in collaborazione con il comune di Anghiari e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con il patrocinio della Regione Toscana e della provincia di Arezzo, costituisce ormai un appuntamento importante per il mondo della scrittura. Nei tre giorni del Festival si danno appuntamento non solo scrittori per diletto - autori di autobiografie, pubblicate in proprio o da piccole case editrici – ma case editoriali stesse, oltre a studiosi che si occupano di infanzia, adolescenza ed età matura e le realtà istituzionali e territoriali (enti locali, biblioteche, associazioni) che hanno favorito e promosso ricerche e stampe di opere che valorizzano la memoria: autobiografie, poesie come ricordo e scrittura di sé, raccolta di testimonianze e storie di vita, esperienze formative e didattiche. La manifestazione, ideata come momento pubblico della Libera Università dell’Autobiografia – che, nel 2008, giungerà al suo decimo anno di attività formativa e culturale e che costituisce il felice quanto significativo frutto dell’incontro tra Saverio Tutino, già fondatore dell’Archivio Diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e Duccio Demetrio, professore di pedagogia generale e di educazione agli adulti presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – intende, quindi, dare visibilità a città, paesi, gruppi e associazioni che si sono distinti nella valorizzazione del racconto e del ricordo di singoli o di comunità attraverso varie forme di scrittura e di espressione, per giungere ad una rappresentazione collettiva della realtà locale anche attraverso mnemoteche, musei e laboratori della memoria. Verrà dato, pertanto, rilievo ai narratori per diletto, con l’intenzione di nobilitare donne, uomini, giovani ed anziani che, pubblicando i loro testi, sentono in sé vocazioni narrative, valorizzando la memoria come componente della vita e la scrittura come supporto indispensabile alla cultura del nostro tempo.

Il nostro territorio non è solo ricco di bellezze paesaggistiche, storiche e artistiche, ma anche di memoria – afferma il Presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli. Per questo è importante che proprio qui nascano esperienze legate all’autobiografia come quella di Anghiari, nella consapevolezza che raccontare di se sia anche un modo per parlare non solo della propria storia, ma anche del proprio territorio e della propria comunità”.

"Il tempo oggi ha assunto una dimensione molto particolare. Il passato viene liquidato come qualcosa di inutile e di vecchio, il futuro viene vissuto come lontano, dai contorni indefinibili: rimane solo il presente, l'immediatezza dell'attimo che, nel momento stesso in cui viene enunciato, è già passato" - sottolinea Danilo Bianchi, sindaco di Anghiari.

"E allora come costruire la nostra storia? Anghiari, da vari anni, prova a dare la sua personale risposta a questa domanda: credendo nella costruzione di una comunità di relazioni. Una comunità capace, quindi, di vedere nell'individuo - consapevole della propria appartenenza - una grande risorsa e nella relazione di riconoscimento della diversità dell'altro il modo per costruire una relazione, ovvero una comunicazione, ovvero una storia.

La nostra comunità di Anghiari è molto grata alla Libera Università dell'Autobiografia per la sensibilità dimostrata e per averci insegnato a scavare dentro di noi, alla ricerca delle nostre radici, delle origini e per averci dato il senso della nostra piccola storia che poi, altro non è, che un granello della grande Storia che chiama ciascuno di noi ad essere protagonista della sua vita - conclude il sindaco.

La narrazione e la scrittura della propria e altrui vita stimola persone a comporre le pagine del rapporto con se stessi, con la propria famiglia, con gli eventi della storia, anche e soprattutto locale, con altre persone restituendo al tempo gli elementi (passato, presente, futuro) che ne definiscono lo spessore - spiega Stefania Bolletti, vicepresidente della Libera Università dell’Autobiografia.

Una sorta di libro che parte dal soggetto per aprire al collettivo, dal privato per giungere al politico, le cui pagine vengono scritte dagli stessi protagonisti in una sorta di dialogo trai soggetti delle diverse generazioni. In esse è possibile rintracciare, non solo sviluppo esistenziale di singoli soggetti ma anche le costruzioni sociali e culturali che hanno costruito l’identità personale e collettiva di noi come gruppo culturale. Queste storie, apparentemente lontane dai grandi avvenimenti economico-politico-militari, considerate minori e che i libri di testo non riportano non sono per questo meno importanti. Sono le storie che tessono la quotidianità della vita dei paesi e contribuiscono a trasformarli. Sono i racconti di vita che diventano testimonianza del passaggio tra ciò che era e ciò che è oggi un luogo, la sua gente; tra ciò che si è trasformato e mantenuto”.

Conclude Bolletti, affermando che “profonde ed importanti sono dunque le immagini dei luoghi, le esperienze di chi ci ha preceduto al mondo, come pure le nostre; recuperare una conoscenza della gente e del luogo in cui si vive diviene allora un modo per conoscere la tradizione come orizzonte che guida la nostra comprensione del mondo, come elemento che ha contribuito alla nostra costruzione come persone portatrici di una identità culturale”.

Il tema scelto per questa seconda edizione è: “I luoghi e le stagioni della vita: infanzia, giovinezza, età matura e anziana”.

I testi presentati saranno compresi in quattro sezioni a seconda della tipologia del testo:

a) autobiografia in prosa;

b) testi poetici a sfondo autobiografico;

c) raccolte di testimonianze biografiche e autobiografiche;

d) esperienze formative e didattiche.

Tutti i testi presentati, verranno vagliati dai collaboratori scientifici e dai consulenti scientifici della Libera Università dell’Autobiografia e, successivamente, presentati nei vari momenti della manifestazione.

Nel ricco programma, da segnalare alcuni eventi speciali:

il 31 agosto, alle 17, Omaggio a Lalla Romano nel centenario della nascita con Antonio Ria, Duccio Demetrio e Paolo di Paolo;

alle 21, l’apertura dei Cenacoli letterari sulla filosofia, la poesia, la psicoanalisi della scrittura, il viaggio.

Sabato 1 settembre, alle 18.30, il popolare cantautore Nanni Svampa presenterà la sua autobiografia e alle 21 vi sarà uno spettacolo teatrale realizzato nell’ambito del Progetto La Plata con la Compagnia dei Ricomposti per la regia di Andrea Merendelli.



Notizie 21.08.2007

La Galleria di Camberra acquista un De Chirico

La Galleria Nazionale d'Australia in Canberra ha rivelato di aver acquistato il quadro di Giorgio De Chirico 'La morte di uno spirito'.L'opera fara' parte della sezione dedicata al surrealismo. Il direttore della galleria, Ron Radford, non ha voluto rivelare il prezzo di acquisto, ma ha precisato che l'opera proviene da una collezionista privato in Belgio, e che l'acquisto e' stato reso possibile da un piccolo gruppo di anonimi benefattori.

Passeggiando con Cesare Pavese, Davide Lajolo, Beppe Fenoglio
Itinerari letterari tra Langhe e Monferrato fino a Ottobre 2007


Subbiano (AR), Giorgio Albertazzi il 24 Agosto alla XX edizione di Pievi e Castelli in musica
 
Cresce l'attesa per l'ultimo appuntamento della ventesima edizione di Pievi & Castelli in Musica. Venerdì 24 agosto al Castello di Valenzano (Subbiano, Arezzo), arriverà Giorgio Albertazzi che, insieme a Anna Maria Castelli, presenterà Borges in Tango.
Un vero e proprio evento per Arezzo e la sua provincia, uno spettacolo rappresentato eccezionalmente in data unica italiana per questo anno 2007.
In Borges in Tango, Giorgio Albertazzi ripercorre la vita di Jorge Luis Borges (uno dei più famosi e influenti scrittori argentini del XX secolo, dalle cui opere molti musicisti continuano a trarre spunto per le proprie composizioni), impersonando il poeta stesso e mettendo in luce le fasi salienti della sua vita. Albertazzi alterna alle poesie di Borges, le musiche, prevalentemente firmate Astor Piazzolla, magistralmente interpretate dalla straordinaria voce di Anna Maria Castelli (vincitrice del Premio Portovenere Donna 2007 e molto amata in Argentina ma non solo. Ha tenuto moltissimi concerti in tutto il mondo ed è stata l'unica cantante italiana a partecipare, per ben due volte, al Montreux Jazz Festival), accompagnata dalle splendide ed intense sonorità dei Tangoseis.
Venerdì 24 agosto, ore 21.30
SUBBIANO, Castello di Valenzano  , "BORGES IN TANGO"
Scritto, diretto ed interpretato da Giorgio Albertazzi
con Giorgio Albertazzi e Anna Maria Castelli
musiche ed arrangiamenti di "Tangoseis"
Biglietti: € 11,00

Info: consiglia di prenotare i biglietti telefonando allo 0575 908040 o scrivendo a pieviecastelliinmusica@gmail.com
Ufficio Stampa , Gloria Peruzzi 349 3588645, Francesca Bassani 340 9519438
www.sonorika.com/pieviecastelliinmusica

LUCCA. In mostra nuovi sistemi per attirare turisti
LUNEDÌ, 20 AGOSTO 2007 il Tirreno, Lucca
Alla rassegna “Digital Tecnology” progetti di aziende di tutta Italia


Paline Bluetooth che informano i turisti su monumenti ed edifici storici, sistemi di navigazione satellitare che indicano le strade per raggiungere non solo monumenti o edifici, ma anche parcheggi e hotel. Sono alcune delle nuove tecnologie che saranno presentate alla rassegna “Lu.Be.C. Digital Tecnology” che si terrà il 15 e 16 novembre 2007.
La rassegna è la prima in Europa che parlerà delle nuove tecnologie da utilizzare per la valorizzazione del patrimonio culturale e del marketing turistico, ed è diretta a tutte le aziende e gli enti pubblici che operano nel campo dei beni culturali e del turismo.
L’incontro è organizzato dalla “Promo P.A. Fondazione” ed è patrocinato dal convegno nazionale “Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali” che ha l’obbiettivo di approfondire le conoscenze generali nei campi dell’innovazione tecnologica e dell’integrazione fra le diverse risorse turistiche e culturali.
Il comune di Lucca finanzia l’evento in collaborazione con il ministero dello sviluppo economico e il ministero dei beni culturali.
L’obbiettivo della manifestazione è di presentare progetti e prodotti tecnologicamente innovativi, che enti ed aziende hanno creato nel settore della valorizzazione dei beni culturali. L’incontro offre anche la possibilità di avvicinare gli enti pubblici alle aziende, nel tentativo di migliorare le reazioni fra loro.
«I partecipanti proverranno da tutta Italia e appartengono sia al mondo della pubblica amministrazione che a quello dell’imprenditoria privata.
«Sia i partecipanti che gli espositori sono fra i maggiori esperti italiani dell’innovazione tecnologica in campo multimediale, digitale, mobile e documentale - dice Francesca Velani, una delle organizzatrici della rassegna -. Fra le nuove tecnologie saranno presentati sistemi a paline Bluetooth che possono essere posizionate vicino luoghi di interesse culturale e che invieranno direttamente sul cellulare di chi ne farà richiesta informazioni sul luogo. Altri esempi sono la proposta della regione Liguria, che ha recentemente messo sul proprio sito web tutti gli edifici gestiti dalla sovrintendenza; oppure la possibilità di utilizzare un sistema di comunicazione satellitare che informi i turisti sui luoghi d’arte della città o più semplicemente sulle strutture alberghiere e parcheggi. Ma questi sono solo pochi esempi delle innovazioni che saranno presentate.
«Il nostro obbiettivo è quello di proporre sistemi tecnologici che possano valorizzare il patrimonio culturale della città. Per raggiungerlo stiamo organizzando sessioni d’incontro fra enti pubblici ed aziende, che durante tutto lo svolgimento della manifestazione, possano permettere un incontro diretto fra la domanda e l’offerta nei settori dell’innovazione tecnologica».
All’incontro parteciperanno diverse aziende lucchesi: «Gli espositori dei progetti tecnologici proverranno da tutta Italia e proporranno sia applicazioni teoriche, che applicazione pratiche realizzate da diversi enti pubblici sia in Italia che all’estero - continua Velani -. L’incontro porterà molti vantaggi per il territorio lucchese: le aziende e le amministrazioni potranno conoscersi in modo diretto e cercare quindi una migliore collaborazione. In più l’incontro farà conoscere Lucca e la sua realtà in tutta Italia a organizzazioni e dirigenti di grandi aziende con cui sarà possibile realizzare collaborazioni, che sono la base per l’applicazione di nuove tecnologie sul territorio e quindi di uno sviluppo territoriale che passi per la valorizzazione dei beni culturali».
Tommaso Paolini
 

Notizie 20.08.2007

Scoperta tomba etrusca a Civitella Paganico in provincia di Grosseto.

Nascosta dalla vegetazione del bosco una tomba etrusca del periodo Ellenistico è stata scoperta a Casenovole, piccola località nel comune di Civitella Paganico, a 45 chilometri da Grosseto. Un ritrovamento archeologico di grande significato. Sedici le urne cinerarie venute alla luce, insieme a vasi di bronzo e ceramica e a monete che potranno dirci con certezza il periodo della sepoltura. L'associazione archeologica «Odysseus» sta conducendo gli scavi in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni archeologici di Siena. «E' noto che questa sia una zona di insediamento etrusco, ma non pensavamo certo di trovarci di fronte a una scoperta così emozionante. Da questo poggettino ricoperto di alberi - spiega l'archeologo And rea Marcocci, presidente di Odysseus — si intravedevano le due pareti laterali di pietra scavata che compongono il dromos, il corridoio di accesso alla carriera funeraria vera e propria, posta sotto terra. E in alto, sotto una grande radice, sì scorgeva una cavità. La gioia più grande, comunque, è stata vedere che tutto era intatto. L'importanza della sepoltura è stata subito evidente quando abbiamo trovato i primi reperti nel dromos, perché si tratta di ceramiche e vasellame di pregio. Le urne in pietra sono tre, di cui una con decorazione floreale con croce celtica. Le altre sono in terracotta con coperchio a ciotola». Al loro interno le ceneri dei defunti e frammenti di ossa.
A 50 metri da questa è stata individuato un'altra tomba che dovrebbe risalire al 300 A.C.

Notizia ferragostana? I Bronzi di Riace erano forse tre.

Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha appena dato il via libera a una spedizione scientifica per verificare che cosa c'è sotto i fondali di Riace.
A 35 anni dal ritrovamento dei due guerrieri greci, avvenuto il 16 agosto 1972 a un centinaio di chilometri da Reggio Calabria si fa largo l’ipotesi di una terza statua. Il fatto è legato alle scoperte di un ricercatore di Vibo, Giuseppe Braghò, secondo il quale mancano vari reperti che erano con i bronzi. Ma soprattutto una foto inedita mostrerebbe la presenza di una statua diversa da quelle che conosciamo.
Sulla vicenda indaga la magistratura e Braghò ha indicato ai carabinieri il nome di una persona che all'epoca casualmente avrebbe assistito al trafigamento di uno scudo e una lancia e che è pronta a testimoniare. Ma non è tutto, perchè Braghò è venuto in possesso anche delle bobine registrate con la voce di un uomo che nel 1981 sosteneva di essere stato il mediatore tra emissari del Getty Museum interessati a reperti archeologici venuti in possesso di alcuni pescatori.
Il fatto, se fosse vero, sosterrebbe la tesi, peraltro sempre rigettata dal Getty Museum, che alcuni reperti archeologici legati ai Bronzi di Riace abbiano preso la via dell'America.
Ogni cosa andrà dimostrata, naturalmente. Ma della storia dei Bronzi di Riace molte domande sono ancora senza risposta. Perfino il ritrovamento delle due statue da parte del turista romano Stefano Mariottini, sub dilettante che trascorreva le vacanze a Riace, fu messo in discussione da quattro ragazzi del posto che dicevano di averle avvistate per primi. La storia finì in tribunale e vinse Mariottini.
Secondo gli esperti, le due statue forse facevano parte di un gruppo di bronzi collocato nella piazza principale di Argo, un monumento agli eroi che fallirono nella conquista di Tebe, e ai loro figli che riuscirono poi nell'impresa. Ma che ci facevano i Bronzi nel mare di Calabria?

Gli Uffizi acquistano da Fabrizio Moretti una tavola del Maestro del Bigallo appartenuta a Bardini

La Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze ha acquistato recentemente una Vergine cl Bambino del Maestro del Bigallo presso la galleria Fabrizio Moretti per la somma di 700.000 euro. L’opera aveva fatto parte della raccolta del famoso antiquario e collezionista italiano Stefano Bardini (1836-1922) ed era passata da Christie's Londra nel dicembre 2005 (aggiudicata per 276.000 sterline ). Il Maestro del Bigallo), attivo nella metà del secolo XIII.

Una Santa Martina di Pietro da Cortona acquistata dal LACMA

Il Los Angeles, County Museum of Art ha recentemente annunciato l'acquisto grazie ad un finanziamento proveniente da The Ahmanson Foundation di una Santa Martina di Pietro da Cortona proveniente da una residenza inglese dove era conservata dal 1840.
Pietro Berrettini era devoto a Santa Martina che raffigurò molte volte e di cui edificò la Chiesa ai Fori imperiali
Il LACMA, di cui è conservatore Jean-Patrice Marandel. è uno dei musei americani più attivi per le acquisizioni nel settore dei dipinti e sculture antiche
Sempre nel settore della pittura italiana e con il contributo della stessa fondazione nel 2005 aveva acquistato un Cristo e l’adultera di Gian Domenico Tiepolo.

Nel borgo medievale di Longiano (FC) inaugura il 25 agosto una sezione della mostra “Renato Guttuso.
 
Diventano così più di sessanta le opere in esposizione tra Longiano e Ravenna per la mostra dedicata al maestro Renato Guttuso. Si arricchisce di 26 opere la mostra “Renato Guttuso. La passione della forma” - che inaugura il 24 agosto a Ravenna – si arricchisce di un nuovo percorso espositivo allestito negli splendidi spazi della  Fondazione “Tito Balestra” di Longiano.
La mostra “Renato Guttuso: la passione della forma”, che si realizza in due sedi espositive, tra loro intimamente connesse: il Pala De André e la Fondazione “Tito Balestra” di Longiano, rende omaggio anche ai personaggi della nostra terra che lo hanno conosciuto intimamente, come Tito Balestra, nato nel 1923 e scomparso nel 1976, poeta. Scrive di lui Guttuso: …- parlava di rado ma sempre in modo conclusivo. Come un prestigiatore faceva di tanto in tanto apparire dalle pieghe dei suoi vestiti una stampa di Goya o di Daumier, o un epigramma. Era un uomo colto e segreto…

 

Il San Francesco di Bernardino Mei ritrovato a Seggiano sarà presentato il 18 agosto al pubblico dopo il restauro

Sabato 18 agosto nel palazzo comunale di Seggiano (GR) il Sindaco
Daniele Rossi, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza per il
Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle province di
Siena e Grosseto e il restauratore prof. Andrea Granchi presenteranno
alla popolazione l’importante e inedito dipinto, recentemente ritrovato, raffigurante S. Francesco.
L’opera appartenente all’antica Compagnia del Corpus Domini è stata riscoperta fortuitamente nel 2005 in un oratorio del paese ed era in cattive condizioni di conservazione.

La tela è stata oggetto tra il 2006 e il 2007 di un complesso intervento di restauro diretto da Fabio Torchio che ne ha riportato in evidenza la straordinaria qualità  pittorica consentendo di attribuire la tela riscoperta all’importante pittore senese Bernardino Mei.
Il restauro è stato condotto a Firenze dallo Studio Granchi di Giacomo Granchi con la collaborazione tecnica di Andrea Granchi e Maria Bisi.
L’opera sarà  visibile al pubblico dal 18 agosto nei rinnovati spazi del Centro di Documentazione Permanente destinati alla costituenda Pinacoteca Civica nel palazzo del Comune di Seggiano.

Sabato 18 agosto alle ore 17
Presso il Centro di Documentazione Permanente del Comune di Seggiano
Via Trento e Trieste 19, Seggiano (GR)
Tel.: 0564.950925

Cortona prepara la sua 45esima edizione

Mentre mezza Italia sonnecchia al mare e l’altra metà è già rientrata nella consuetudine metropolitana, c’è una meta tutta italiana intrigante e très chic per chi è tentato dal silenzio e raffinati paesaggi. Una Cortona adagiata sulle morbide colline della Val di Chiana, tra ulivi e vigneti, eccellenti cantine e splendidi casali e ville rinascimentali annunciate da giardini appartati, prepara la 45esima edizione della sua Mostra antiquaria.
Più di ottocento pezzi selezionati in arrivo dall’Italia e dall’estero, da scovare attraversando le stanze di Palazzo Vagnotti: mobili italiani dal Sei all’Ottocento, dipinti, arredi orientali, argenti, antiquariato tibetano e cinese, avori e gioielli.

Scheda Tecnica
Palazzo Vagnotti, Piazza Franciolini – CORTONA - 25 agosto – 09 settembre 2007

Inaugurazione - venerdi 24 agosto 2006 ore 18.30
Apertura al pubblico - da sabato 25 agosto sino a domenica 09 settembre
Orari - feriali 10-13 15-20 - sabato e domenica 10-20.
Costo del biglietto - intero euro 8 - ridotto euro 6
biglietto congiunto: 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC).
Numero telefonico della mostra (attivo da sabato 25 agosto)
Info: tel. 0575/630610 - info@cortonantiquaria.com - info@deplano.it

Comitato promotore
Agenzia per il Turismo di Arezzo
Provincia di Arezzo
Comune di Cortona
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Arezzo

Ente Promotore
Agenzia per il Turismo di Arezzo
Piazza Risorgimento 116 Arezzo
Tel 0575/23952 - www.apt.arezzo.it

Comitato Direttivo
Fabrizio Raffaelli (Presidente), Claudio Bucaletti, Liletta Fornasari, Susanna dilani, Emanuele Rachini, Sergio Tamburi, Furio Velona
Direttore della Mostra - Susanna Dilani- Organizzazione tecnica - De Plano Consulting
info@deplano.it
Ufficio Stampa - LR Comunicazione Laura Ruggirei- 06/6631305 – 339/4755329 – l.r.comunicazione@libero.it
Sponsor
Banca Popolare di Cortona - Cassa di Risparmio di Firenze
N° espositori: 41
 

Notizie 06.08.2007

Mostre, Perugia: capolavori della maiolica del Rinascimento a Palazzo Baldeschi

Dal 3 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008 tutti potranno ammirarla, per la prima volta nella sua veste completa, a Palazzo Baldeschi, la Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Ed è proprio alla Fondazione che questa rarissima Collezione appartiene, frutto di acquisizioni importanti nel corso degli anni, tra cui quella dei 76 strepitosi pezzi raccolti Paolo Sprovieri, forse il più attento collezionista del settore, e le meraviglie della Collezione Frizzi Baccioni. Conclusa l’esposizione a Perugia, la Collezione, in versione più contenuta, è destinata ad essere presentata in diversi centri italiani e europei. Complessivamente, a Palazzo Baldeschi saranno esposti 144 pezzi e l’utilizzo del termine “capolavori” per descriverli non è improprio: la qualità delle maioliche entrate a far parte della Collezione è assolutamente altissima. Il cuore della Raccolta è cinquecentesco; il Cinquecento certo fu il secolo in cui l’arte della maiolica viene considerata, nelle sue espressioni più alte, essenzialmente come una forma pittorica. Non mancano però esemplari quattrocenteschi, in particolare albarelli di produzione centroitaliana, opere di botteghe di livello. Ma con il nuovo secolo, a Faenza ma anche in Toscana, in Umbria, a Napoli, nelle Marche e in altri centri della penisola si sviluppano botteghe che sanno creare veri capolavori. Anche quei centri di produzione che, come Faenza, Mentelupo, Deruta, Castelli, riescono a creare manufatti “di massa”, destinati ad invadere mercati anche lontani, confermano talune produzioni di qualità e livello altissimo. Basti ammirare i piatti da pompa di Deruta presenti nella Collezione: grandi piatti dipinti con profili femminili, scene di caccia o soggetti religiosi che riecheggiano molto da vicino i modi di Perugino o di Pintoricchio. Faenza ha certo titolo per essere definita come la “regina delle ceramiche”, tanto da imporre i propri stili (il bianco di Faenza, o l’istoriato, appunto). E da Faenza partono, nel ‘500, maestranze che esportano i loro modelli in tutta Italia contribuendo così a dare non poco filo da torcere agli esperti impegnati a datare e indicare i loghi di produzione delle maioliche di questi decenni. Così circa alla stessa paternità dello stile “istoriato”, tradizionalmente iscritta alla città di Faenza, c’è chi avanza una diversa primogenitura: sembra infatti che la consuetudine di ricoprire l’intera superficie  di una maiolica con figure o storie sia nata ad Urbino e lo dimostrerebbe la datazione di opere magnifiche di questa Collezione. Ovunque la diffusione di modelli e di storie consentita dall’arte della stampa stimolò gli artisti della ceramica a riportare sulle loro creazioni i capolavori di Raffaello o il racconto delle Metamorfosi di Ovidio oppure ancora, in ossequio ai  dettami del Concilio di Trento, scene e soggetti biblici. Ma fu a Gubbio che l’arte de “lustro” ebbe il suo massimo protagonista: nessuno, infatti come Mastro Giorgio aveva rivali nell’applicare il lustro alle ceramiche e la Collezione documenta questo miracolo della tecnica con numerosi, bellissimi esemplari. La trasmigrazione dei maestri contaminò utilmente molte città e tra esse la grande Venezia, contribuendo a creare stili nuovi e di grande eleganza. Qua e là per l’Italia, intanto, interi piccoli centri si andavano specializzando nell’arte della maiolica. In mostra si possono ammirar, ad esempio, esemplari tra i più belli fra quelli prodotti a Castelli, piccolo centro dell’Abruzzo noto, in particolare, per la preziosità dei suoi vasi da farmacia.

CAPOLAVORI DELLA MAIOLICA DEL RINASCIMENTO

La Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia

Perugia, Palazzo Baldeschi, 3 ottobre 2007 –  6 gennaio 2008.

Esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. A cura di Timothy Wilson e Paola Elisa Sani. Schede di Carola Fiocco, Gabriella Gherardi, Marino Marini e Claudio Paolinelli.

ingresso libero

Info: Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Tel. 075-5725981 fondazione.pg@infinito.it


San Lauro (Cosenza): momenti di aggregazione per celebrare la “Madonna del Carmelo”

A San Lauro caratteristico borgo del cosentino, vicinissimo alla città di San Marco Argentano e ricadente nel comune di Fagnano Castello, grazie alla ferrea volontà di un comitato festa denominato “S. Lauro” sono rimasti in vita ricordi, leggende, folclore, arte e tradizioni gastronomiche di una comunità assai sensibile e generosa.

Dopo aver celebrato degnamente la “Madonna del Carmelo”, con manifestazioni religiose e con iniziative in linea con lo spirito cristiano che hanno coinvolto l’intera popolazione locale, segnaliamo, per gli amanti della buona cucina, altri due importanti momenti di aggregazione che si terranno nella ridente località calabrese: le sagre del cinghiale (lunedì 13 agosto) e delle crepes (martedì 28 agosto).

La festa in onore della “Madonna del Carmelo”, lo vogliamo ricordare, «è stata animata – come spiegano gli organizzatori - da un gruppo musicale di stile etno-popolare che ha accompagnato la
degustazione di piatti tipici e allietato la visita nei vicoli arricchiti da mostre espositive di quadri e artigianato locale».

 


La XXI edizione di Scultori a Brufa. La strada del vino e dell’arte

Promossa ed organizzata dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di Torgiano e dall'Assessorato alle Attività Culturali della Provincia di Perugia, in collaborazione con la Regione dell’Umbria e l'Associazione Nazionale Città del Vino, mercoledì 22 Agosto 2007 - alle 18.30, in Piazza Mancini del borgo medievale di Brufa si terrà la cerimonia d’inaugurazione dell’opera permanente “ARA” dello scultore TEODOSIO MAGNONI, artista invitato in occasione della 21a edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”. “Ara” è in acciaio corten, misura cm.570 di lunghezza, cm.350 di larghezza e cm.350 di altezza; lo spessore delle lamiere è di cm.3. La scultura, appoggiata su una piattaforma sagomata, a livello del terreno, in cemento, è collocata nello splendido paesaggio agrario del territorio torgianese, lungo il crinale collinare, sulla strada che da Brufa porta a Torgiano.Il critico Enzo Bilardello, curatore del catalogo afferma: “……………Cercherò di essere minimalista e di attenermi strettamente al dettato delle sculture di Teodosio Magnoni, uno che impone ai propri lavori la massima concisione e la ricerca di un’efficacia senza fronzoli. E veniamo alla scultura appositamente concepita per il luogo di Brufa. Teodosio Magnoni forse non se n’è accorto, ma le sue parole per individuare il nesso tra opera e ambiente riproducono il concetto che ha mosso Leopardi per creare l’Infinito: “Gli spazi di Brufa e la vastità del cielo che li abbraccia e con essi le colline che vi si aprono, suggeriscono una continua proiezione oltre il dato reale, aprendosi addirittura a una realtà cosmica”. Certo, Leopardi ha scritto in un modo insfidabile, ma l’ambito di Magnoni  non sono le parole e il loro senso, peraltro benissimo espresso, quanto la scultura che si impone per la sua polisemicità. Ara (2007, acciaio corten, cm 570x350x350) rimanda ad un tumolo di terra, ad un altare, all’aratro, ad una costellazione, senza essere direttamente nulla di tutto ciò. Per quanto mi riguarda, ci vedo anche l’idea di un timone che paradossalmente solca la terra, aggiungendo quindi l’elemento equoreo a quello della terra e dell’aria. Se l’acciaio venisse dipinto di rosso si aggiungerebbe il fuoco a contemplare l’evocazione dei quattro elementi. La scultura poggia su una losanga stirata di cemento che mi fa pensare ad un aquilone confitto al suolo, accentuando l’effetto di paradosso di ancorare ciò che deve volare e di far svettare con leggerezza quanto è pesante e dovrebbe subire la gravità. E’ la natura che snatura la geometria o è questa che impone il suo passo alla natura? Fatto sta che l’artista s’impone delle regole e poi l’opera si crea la propria autonomia e vitalità, inventandosi prospettive inaspettate e sorprendenti; l’oggetto scultoreo si posa al suolo con la delicatezza di una gigantesca libellula, ma a differenza di questa, è fatta per durare; la direzione dell’arte attuale va in direzione di componenti e aspetti futuribili, e questo lavoro invece sa di primordiale e d’ancestrale, la tendenza è di insinuare inquietudine in chi guarda e qui siamo indotti in una situazione di pace e pacatezza”. Di Magnoni, oltre l’opera permanente, fino al 2 Settembre 2007, presso la sala polivalente comunale a Brufa si può visitare una mostra con altre sculture e disegni. Teodosio Magnoni nasce a Offanengo (CR) nel 1934. La sua attività artistica inizia nel 1954  e prosegue ininterrottamente. Ha tenuto oltre 40 mostre personali in prestigiose gallerie private e musei pubblici italiani ed esteri; è stato invitato a numerose mostre di carattere storico e a mostre di tendenza, italiane e estere, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private in Italia e all’estero. Ha realizzato opere di grandi dimensioni, tra l’altro per il Palazzo della Food & Agricolture Organization (FAO) di Roma, quale dono dello Stato Italiano alla FAO, e per l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Si sono interessati al suo lavoro critici e studiosi d’arte contemporanea italiana. Sono stati pubblicati due libri monografici e numerosissimi articoli sul suo lavoro. E’ presente in importanti studi storici sull’arte contemporanea italiana. Con le sue opere attua, sin dall’inizio degli anni ’60, una ricerca sullo spazio assolutamente originale. “L’operazione di Magnoni inverte il segno dell’intervento, nel senso che il punto centrale non è dato più dall’occupazione dello spazio quanto allo svuotamente” (Filiberto Menna, dal catalogo della mostra personale al Karl Ernst Osthaus   musum, Hagen, Germania, 1978). “Per Magnoni la struttura vale in quanto continuo strumento di riscontri entro la definizione dello spazio virtuale: è struttura insomma in evidenza mentale, e che tuttavia di definisce in un rapporto spaziale concreto, che non esclude ne annulla la scala umana e dunque è commisurazione di spazialità praticabile” (Enrico Crispolti dal catalogo della Biennale di Venezia 1978). Ha collaborato con poeti, tra cui Alfredo Giuliani, Jacopo Ricciardi e Jesper Sventro. “Scultori a Brufa” fu ideata nel 1987 dalla comunità di Brufa che, invitando uno scultore all’anno ad esporre i propri lavori  per le strade che dominano i vigneti e le piazzette del borgo e acquisendo un’opera realizzata appositamente per il paese, è arrivata alla 21a edizione con grandi risultati. Oramai, durante tutto l’anno, molti turisti arrivano a Brufa per visitare le sculture all’aperto in permanenza e per il mondo dell’arte l’iniziativa è un appuntamento consolidato. Brufa è un piccolo centro del Comune di Torgiano, sulle cui colline sono situati i vigneti della prestigiosa produzione enologica torgianese; domina la piana del Tevere e la pianura di Assisi fino a Foligno. Fa parte della dorsale Torgiano - Brufa - Miralduolo - Torgiano, dove si sviluppa “La Strada del Vino e dell’Arte”. In questo paesaggio sono state inserite grandi sculture di artisti contemporanei (Pierucci, Sforna, Pizzoni, Miniucchi, Giuman, De Felice, Liberatore, Caruso, Sguanci, Mastroianni, Carroli, Lorenzetti, Roca-Rey, Carrino, Giuliani, Marotta, Mattiacci, Staccioli, Trubbiani, Cascella) volute dalla Pro Loco di Brufa, dal Comune di Torgiano e dalla Provincia di Perugia per creare dei punti di attrazione per lo sguardo. Il progetto “La Strada del Vino e dell’Arte” è un percorso ideale all’interno del quale trovano la propria collocazione strategica i beni e gli eventi culturali già esistenti nel territorio torgianese, sollecitando inoltre il restauro e la rifunzionalizzazione dei reperti storici, nel quadro di una rinnovata protezione del territorio nella sua globalità, attenta alla qualità della vita di chi lo abita e ai possibili sviluppi di un turismo attento e “intelligente”.

NOTIZIE UTILI

Sede dell’installazione di Teodosio Magnoni: strada Brufa – Torgiano, adiacente al Relais Borgo Brufa

Sede della mostra di Teodosio Magnoni :  Sala polivalente comunale a Brufa

Durata: dal 22 Agosto al 2 Settembre 2007

Orario: tutti i giorni dalle 17 alle 24   ingresso gratuito

Informazioni al pubblico: Pro Loco di Brufa, tel. 075 9889208; Comune di Torgiano, tel. 075 988601; Provincia di Perugia, tel. 075 3681 218 / 405 / 620

Sponsor: Banca Popolare di Spoleto, Cassa di Risparmio di Foligno, Gesenu, Metalserbatoi


Concerto di San Lorenzo in Piazza Dante con l’Orchestra Sinfonica di Grosseto diretta da Franz Anton Krager

Eccezionale appuntamento con l’Orchestra Sinfonica città di Grosseto per il consueto ed atteso Concerto di San Lorenzo. Venerdì 10 Agosto infatti, in occasione della festività del patrono della città, alle ore 21:15, in Piazza Dante a Grosseto, l’Orchestra si esibirà diretta dal Maestro Franz Anton Krager in un concerto ad ingresso libero dal titolo “Pops, the March and the Big Band”. L’Orchestra proporrà per l’occasione l’esecuzione dei brani Broadway Tonight di D. Chase, The Sound of Music di R. Rodgers, Bugler’s Holiday di L. Anderson, Pops Hoedown di R. Hayman, West Side Story selections di L. Bernstein, American Salute di M. Gould, Entry of the Gladiators di J. Fucik, Superman March di J. Williams, The Exotic Ellington e Shades of Blue di R. Nelson.

Nel corso della serata l’Orchestra sinfonica Città di Grosseto verrà premiata delle autorità con il “Grifone d’Oro”, il massimo riconoscimento grossetano riservato agli enti o alle personalità che maggiormente si sono distinte durante l’ultimo anno. Franz Anton Krager, dal suo debutto in Copenhagen's Tivoli Koncertsalen, a seguito di prestigiosi riconoscimenti in Concorsi Internazionali per Direttori, Franz Anton Krager ha diretto le più prestigiose Orchestra nel mondo, tra cui  Leipzig Gewandhaus, Moscow's State Kremlin Palace, Manchester England's Bridgewater Hall, Sydney Opera House, Amsterdam Congresgebouw, Kazan's State Philharmonic Hall in Russia, Guadalajara's Degollado Theater e Sarasota's Van Wezel Performing Arts Hall. La sua presenza in prestigiosi Festival include Lunatica, Festival Sinfonico, & Scarlino Castello Music Festivals in Italia, il Lichfield e Aberystwyth International Arts Festivals in Inghilterra., e il Texas Music Festival e Interlochen National Music Camp in America. Nel Novembre 2000, Krager è stato il Direttore Generale e Artistico del “Shostakovich 2000”, un grande Festival internazionale in occasione del 25 anniversario della morte del compositore. Il Festival ha radunato moltissimo pubblico dall’America e da tutta Europa ed è stato recensito dal DSCH Journal come il più importante evento di Danza, Opera, Musica da camera ed Orchestrale del mondo, della musica di Shostakovich. Nell’Ottobre 2003, su invito dell’autorità di Mosca, Krager ha diretto nel Palazzo del Cremino a Mosca davanti 6500 persone, la Russian State Symphony Orchestra e Symphonic Cappella con A. Kisseley del Teatro Bolshoi in occasione del 70 compleanno del grande poeta russo Y. Yevtushenko. Dal 1984 al 1996, Krager è stato Direttore Musicale della Brazos Valley Symphony Orchestra in Texas, dove ha diretto molti solisti di fama internazionale. Ha diretto la Houston Symphony, la  Russian State Symphony, la  Romanian e Kazan State Philharmonics, la  Honolulu e Florida West Coast Symphonies,  la Grosseto Symphony Orchestra (Italia), la Chetham's Symphony Orchestra ed il Musicfest International Orchestra (Inghilterra.), la Symphony Orchestra di Berlin, l’Akademisches Orchester Leipzig,  l’Orchestra da Camera di Stratford (dove ha ricoperto il ruolo di Principale Direttore Ospite nel 2000) e Leamington (Inghilterra) e il Round Top Festival-Institute. Ha collaborato con Robert Shaw, William Warfield, Maxim Shostakovich, Marilyn Horne, Horacio Gutiérrez e Sergei Leiferkus. Krager è Professore di Direzione d’Orchestra e Direttore d’Orchestra dell’University of Houston Moores School of Music. Krager è anche Professore ospite alla Kinkaid School, condirettore dei Virtuosi di Houston e Direttore stabile del Texas Music Festival.


San Marco Argentano (Cosenza): Giornate normanne

Venerdì 10 e sabato 11 agosto 2007, nell’ambito della kermesse Estate sammarchese 2007, organizzata dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la collaborazione del Centro internazionale di studi sull’arte normanno-sveva, si terrà una importante e significativa iniziativa:  Giornate normanne. Di alto profilo il programma di seguito riportato. Venerdì 10 agosto, alle ore 16.30, nella sala consiliare di palazzo santa Chiara, sarà illustrato l’evento; alle ore 17.30 sarà presentato un plastico dell’Abbazia della Matina, realizzato dal maestro Tonino Ciardullo; alle ore 18.00, si terrà l’atteso convegno sul tema: La città di San Marco e la Valle del Crati al tempo di Roberto il Guiscardo. Relazionerà il prof. Pietro Dalena, dell’Università della Calabria. Alle ore 19.00, nel centro storico – quartieri Capo delle Rose e Critè: apertura delle botteghe artigiane e degustazione dei prodotti di antica tradizione. Sono previsti inoltre danze medievali e serate con menestrelli. Sabato 11 agosto, alle ore 18.00, nel centro storico – piazza Selvaggi, si celebreranno Le nozze del Guiscardo, rievocazione storica in costume. Alle ore 20.00, in piazza Riforma, sarà consegnato il premio Aquila d’oro al presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio. Presenzieranno i sindaci della Valle dell’Esaro e della Valle del Crati. Alle ore 20.30 presso la torre normanna, fatta erigere da Roberto il Guiscardo nell’XI secolo: conclusione del corteo storico iniziato in piazza Selvaggi e cena medievale.

Eduardo Bruno, presidente del Centro internazionale di studi sull’arte normanno-sveva, deus ex machina dell’iniziativa, così spiega le motivazioni dell’evento: «Il nostro scopo è quello di far rivivere l’epopea normanna nella Valle dell’Esaro ed in particolare a San Marco, centro operativo di Roberto il Guiscardo. L’iniziativa mira inoltre alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e degli usi e costumi che hanno caratterizzato l’epoca normanna ».


Notizie 03.08.2007

Mostre, Roma: Stop&Go per la Notte Bianca
Sabato 8 settembre 2007, a partire dalle 20.00 fino a tarda notte, la galleria Margutta3 e la galleria Margutta102 inaugurano la mostra collettiva Stop&Go, a cura di Giorgia Calò e Giorgia Solarino. Come si evince dal titolo il pubblico è invitato a fermarsi nei due spazi espositivi che in questa occasione daranno vita ad un unico percorso “pedonale”, per poi ripartire seguendo l’itinerario stabilito dalla Notte Bianca. Tre artisti, Fabio Bisonni, dan.rec e Federico Fiorentini, propongono lavori estremamente cromatici e di chiaro gusto pop che hanno per oggetto il tema della città: dalle vaste aree urbane ai particolari che caratterizzano la metropoli contemporanea.

Il percorso espositivo ha inizio da Margutta3, dove Fabio Bisonni e Federico Fiorentini presentano nei loro lavori un particolare modo di “vedere” la città. Bisonni esprime nelle sue tele particolari vedute metropolitane. Famosi edifici come il gazometro e la stazione, ma anche le rotaie dei tram, i semafori e gli scorci di vie sono tutti soggetti che l’artista fa rivivere mediante il suo occhio fotografico e la sua pennellata corposa. Fiorentini è invece conosciuto come “l’artista delle 500” che lo vede protagonista nelle interpretazioni della macchina made in Italy più famosa del mondo, simbolo dello sviluppo urbano.

L’esposizione prosegue nella galleria Margutta102, che ospita in esclusiva il giovanissimo artista dan.rec le cui tele espimono un concetto urbano innovativo ed allegro mediante pennellate pure e precise. Inquadrati in tagli istantanei, a metà strada tra il grandangolo fotografico e lo storyboard del fumetto, i suoi lavori “fissano” il movimento urbano in particolari che identificano le grandi metropoli e che ci vengono restituiti dall’artista mediante la stesura piatta di colori brillanti o del bianco e nero assoluto.

La mostra fa parte della programmazione della Notte Bianca promossa dal Comune di Roma.


 
San Marco Argentano (Cosenza): la X edizione del premio di pittura estemporanea

Giovedì 9 agosto 2007 il calendario dell’ “Estate sammarchese 2007”, kermesse organizzata dall’amministrazione comunale di San Marco Argentano con la collaborazione del centro internazionale di studi sull’arte normanno-sveva, prevede la celebrazione del premio di pittura estemporanea, giunto alla X edizione. La tematica scelta è di grande suggestione (I normanni a San Marco Argentano tra storia e leggenda) e certamente darà la possibilità di evidenziare storia e bellezze artistiche dell’antico centro del cosentino. Qualificata la giuria, presieduta da Francesca Lucà giovane architetto di bellissimo aspetto, che comprende anche autorevoli esponenti del mondo della cultura. Citiamo fra gli altri Antonio De Sensi, docente UNICAL (Università della Calabria), lo storico dell’arte Edvige De Rose e Adele Bonofiglio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Calabria. Ricordiamo, brevemente, che potranno concorrere all’iniziativa pittori italiani e stranieri di qualsiasi stile e tendenza. Ad ogni partecipante sarà consegnato un attestato. I primi classificati (per la sezione adulti, i primi tre; per la sezione ragazzi e per la sezione bambini, solo il primo) riceveranno un premio. Le domande di iscrizione dovranno pervenire all’assessorato alla cultura del comune di San Marco Argentano entro il 7 agosto prossimo. Le opere dovranno essere realizzate, tra le ore 8.00 e le ore 17.00 di giovedì 9 agosto, sul tema sopra citato.

La cerimonia di premiazione si terrà, giovedì 9 agosto, nella sala consiliare di palazzo santa Chiara di San Marco Argentano. La manifestazione, curata da Virginia Mariotti, assessore alla cultura della cittadina normanna, con il supporto di Patrizia Scarniglia, responsabile settore affari generali del comune di San Marco Argentano, ha acquistato autorevolezza e specificità e rappresenta, pertanto, nella rassegna sammarchese, un importante riferimento culturale e sociale (richiama, infatti, artisti provenienti da diverse parti della Calabria).


 
A settembre la XII edizione di Milano Film Festival
Dal 14 al 23 settembre 2007 si terrà la XII edizione di Milano Film Festival. Dieci giorni di cinema italiano e internazionale, studiato, indagato e osservato attraverso opere di registi giovani e indipendenti, di concerti e dj set in piazze e luoghi insospettabili, di momenti di discussione e di confronto, di nuovi incontri e scambi. Dieci giorni in cui Milano non sarà più la stessa. Una scelta che funziona. Da dodici anni. In principio si chiamava Cortometraggio. Era il 1996, una chiesa sconsacrata a pochi metri dal Piccolo Teatro, un centinaio di persone, 6 video di giovani registi italiani e dibattiti sul cinema. Era la prima edizione del Milano Film Festival. Oggi, grazie alla passione e alla dedizione di un gruppo di lavoro sempre più numeroso, grazie al sostegno delle istituzioni e al supporto di aziende prestigiose che hanno creduto nel festival e nella sua forza, ma soprattutto grazie al pubblico che segue la manifestazione con sempre maggior interesse (l'edizione scorsa ha contato 85.000 presenze, quest'anno si aspettano oltre100.000 persone), Milano Film Festival è diventato un progetto culturale di ampio respiro, un evento sempre più completo e complesso, sempre più grande. Un festival che non ha gli ospiti famosi di Venezia, non ha il budget e i finanziamenti del Festival di Roma, ma  che da dodici anni, e quest'anno più che mai, si pone come terzo polo nel mondo cinematografico italiano, come valida alternativa ad un sistema molto spesso autoreferenziale e d'elite.
I luoghi del Milano Film Festival
Il Teatro Strehler, con il suo sagrato rimane il fulcro centrale, attorno al quale vive e si espande il Milano Film Festival. Ma mai come quest'anno la "piazza" sarà ricca di luoghi diversi: una zona infopoint, un'edicola e libreria internazionale, il director's corner, una terrazza panoramica… Con allestimenti semplici ma d'impatto, utilizzando oggetti insoliti ma altamente funzionali, la scalinata del teatro e i luoghi circostanti riscoprono così una nuova funzione, si tramutano da non-luoghi a punti d'incontro, da zone di passaggio, senza personalità, a piazze ricche di suoni, luci, colori e vita.
Un'altra novità di quest'anno è piazza del Cannone che sarà come una "cittadella del cinema": nella strada che divide il Castello Sforzesco dal Parco Sempione prenderanno forma architetture insolite che diventano sale di proiezioni, palchi per concerti e dj set live, tende e strutture in tubi layer che diventeranno aree ristorazione con il bar e la Trattoria del festival. E poi sala relax con torrette videogiochi, un'area Amaca Parking e una zona dedicata al benessere fisico... Punto privilegiato d'osservazione, rialzato rispetto al Parco Sempione, piazza del Cannone potrebbe diventare anche un enorme platea dalla quale assistere a un film, magari proiettato su schermi gonfiabili in mezzo al parco.
Chiunque abbia un letto molto grande, una stanza non utilizzata, un divano mediamente comodo o un sottoscala areato può ospitare chi arriverà a Milano nei giorni del festival. Con bed sharing il Milano Film Festival entra nelle case di tutta la città: attraverso un sito internet ( www.bedsharing.org) sarà possibile mettere in contatto registi, attori e appassionati di cinema che cercano una sistemazione a Milano, con i cittadini milanesi che offrono ospitalità. La Casa dei registi invece sta cercando una nuova location. Un progetto insolito, una casa-ostello temporanea allestita per dare una valida risposta al problema dell'ospitalità a chi arriva a Milano e non riesce a trovare una sistemazione canonica. Dopo le Ex-Cartiere Binda, dopo Assab One e Baseb (diventate oggi location per eventi d'arte, di design e di spettacolo), quale sarà il recapito di quest'anno?
Qualche curiosità sui film
Sono 2573 le opere iscritte al Milano Film Festival. I film arrivati sono lungometraggi, cortometraggi, documentari, mockumentary, biografie, opere di videoarte, opere di videodanza, videoclip, film d'animazione. La commissione selezionatrice è al lavoro e a breve sarà resa pubblica la selezione dei lungometraggi e cortometraggi 2007. Intanto: la maggior parte dei registi sono uomini, quasi il 70%; 102 i paesi di provenienza delle opere iscritte, fra cui il Burkina Faso, l'Iran, il Bangladesh, le Bahamas, il Qatar, l'Uzbekistan e la Palestina; 2 film provengono da Macao, ex colonia portoghese considerando i paesi di provenienza dei cortometraggi, il primo posto spetta all'Italia, seguita da Regno Unito e Germania; 55 cortometraggi invece provengono dall'Iran; fra i lungometraggi il primato resta all'Italia, gli Stati Uniti conquistano il secondo posto, mentre la medaglia di bronzo spetta, a parimerito, a Francia e Germania; 11 lungometraggi provengono dall'India; il regista più anziano ha 85 anni; il regista più giovane ha 15 anni; un regista coreano e uno americano diverranno maggiorenni nei giorni del festival; il film più lungo è un documentario inglese di 199 minuti, mentre 27 cortometraggi durano 1 minuto; 20 film hanno la parola "death" nel titolo, tra questi un israeliano, un tailandese e due statunitensi; 40 film hanno la parola "love" nel titolo, tra questi tre italiani, un iraniano e due malesi nell'archivio delle copie inviate per la pre-selezione, soltanto 5 le videocassette, a dimostrazione dello strapotere assoluto del dvd come formato prediletto dai registi.

Massa Carrara: Ultima settimana per Lunatica 2007

Ultima settimana per LUNATICA 2007, il festival di musica, prosa e danza, promosso, ideato e organizzato dalla Provincia di Massa-Carrara, che ha allestito i suoi palcoscenici tra le cave di marmo, nelle grotte, nelle piazze, nei borghi e nei castelli, nei palazzi, nei loggiati e nei musei. Giunta alla sua tredicesima edizione, anche quest’anno Lunatica ha coinvolto quasi tutti i comuni della provincia. Lunedì 6 agosto si riparte con la musica: al Museo della Resistenza di Fosdinovo si terrà il concerto degli YO YO MUNDI che dedicheranno la serata al grande poeta Paolo Bertolani scomparso di recente; mentre martedì 7, a Carrara, nel Parco Padula, ancora musica con il concerto di NADA, che porta in tourneè il lavoro dell’ultimo anno, nato sulle colline maremmane dove vive. Gli appuntamenti musicali si chiudono il 9 agosto con il blues degli SLOW FEET, formazione che attinge i suoi elementi da PFM e New Trolls, in Piazza Italia a Bagnone. Per gli spettacoli teatrali sono stati scelti alcuni tra i castelli più belli della Lunigiana: nella Fortezza Brunella di Aulla sarà allestita una particolare lettura dell’Enrico IV di Pirandello (8 agosto), nel Castello Malaspina di Massa, la Compagnia Teatro di Castalia terrà la prima nazionale di Giulio Cybo Malaspina di Ubaldo Bellugi (11 agosto) - entrambe le pièce si devono alla cura e alla regia di Andrea Battistini -, mentre il Castello di Lusuolo, sede del museo sull’emigrazione, ospiterà una particolarissima lettura dell’Odissea, realizzata insieme da Mario Perrotta e i Têtes de Bois (12 agosto). Sempre in prima nazionale, il 10 agosto, il suggestivo recital di Giovanni Lindo Ferretti, Il Suono del distacco di Franco Rossi, realizzato nelle suggestive stanze di marmo color ghiaccio dentro la cava del Ravaccione, luogo nel quale il pubblico viene condotto attraverso un tunnel rugoso. Pino Castagna, Sei Sculture per Lunatica. Ancora fino al 10 agosto è possibile vedere il lavoro che Pino Castagna ha realizzato per questa edizione di Lunatica.  Le sculture sono installate a Bagnone, a Pontremoli, al Castello di Lusuolo, al Castello di Malgrate, ad Aulla, e infine a Fosdinovo; e la forza spaziale della sua scultura sta proprio reggere il confronto con l’ambiente, e in questa mostra che lo porta a peregrinare per le varie stazioni di Lunatica.

Lunedì 6 agosto - FOSDINOVO - Museo della Resistenza; Lunatica 2007 in collaborazione con Ass.ne Archivi della Resistenza Fino al cuore della rivolta presenta YO YO MUNDI in concerto - Ingresso gratuito

Martedì 7 agosto - CARRARA - Parco Padula; Lunatica 2007 in collaborazione con Urla Padula Festival presentano NADA in concerto - Ingresso: € 10,00

Mercoledì 8 agosto - AULLA - Fortezza La Brunella, Teatro di Castalia presenta ENRICO IV - Di Luigi Pirandello, Adattamento e Regia: Andrea Battistini bus navetta gratuito a partire dalle ore 20.00 da Piazza del Comune, Aulla - Ingresso: € 10,00

Giovedì 9 agosto - BAGNONE - Piazza Italia - SLOW FEET - PAOLO BONFANTI: Chitarra e voce solista - VITTORIO DE SCALZI (New Trolls): Tastiere e voce - FRANZ DI CIOCCIO (PFM): Batteria e voce  - REINHOLD KOHL : Basso - LUCIO FABRI (PFM): violino, chitarra e tastiere - Ingresso gratuito

Venerdì 10 agosto - CARRARA - Cava in galleria Ravaccione - PRODUZIONE LUNATICA 2007 - IL SUONO DEL DISTACCO; Lettore e cantante; GIOVANNI LINDO FERRETTI; Musicisti: MASSIMO FANTONI, FABRIZIO BERTONE, GIULIO ROSSI; Regia: Franco Rossi; bus navetta gratuito a partire dalle ore 20.00 dal capolinea CAT Piazza Ospedale di Carrara - Ingresso: € 10,00

Sabato 11 agosto - MASSA - Castello Malaspina - PRIMA NAZIONALE; Teatro di Castalia - GIULIO CYBO MALASPINA Di Ubaldo Bellugi; Adattamento e Regia di Andrea Battistini; Elaborazione Musicale di Paolo Cillerai - Ingresso: € 10,00

Domenica 12 agosto - LUSUOLO - MARIO PERROTTA & TETES DE BOIS - ODISSEA - In scena Mario Perrotta e Andrea Satta, intorno i Têtes de Bois, tutti insieme nel viaggio e nel racconto - Ingresso: € 10,00

INFO: numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063


Palermo: Franco Battiato al Teatro di Verdura

FRANCO BATTIATO apre domenica alle 21,30 il nuovo Verdura TeatroMusic. Un concerto che raggruppa rock, grunge, archi e voci. Quattro ragazze sarde tra grunge e metal, un trio rock, un quartetto d’archi e i fidi Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere: il concerto di Franco Battiato è un evento live che dedica tributi alle sonorità più diverse, proponendosi come un live spettacolare a tutto tondo. Ad accompagnare il cantautore di Riposto nel nuovo tour “Il vuoto” saranno infatti, oltre all’inseparabile Manlio Sgalambro, anche il Nuovo Quartetto Italiano (Alessandro Simoncini – primo violino, Luigi Mazza – secondo violino, Demetrio Comuzzi – viola, Luca Simoncini – violoncello), gli FSC (Davide Ferrario – voce e chitarra, Stefano Spallanzani – basso, Andrea Polato – batteria) e le quattro MaB (Lisa Dply – chitarra e cori, Marina – chitarra e cori, Psycho Jeremy – voce e basso, Jessica – batteria). Un concerto che si annuncia memorabile e che sta riscuotendo successo in tutta Italia: la tournée siciliana di Franco Battiato approda domenica 5 agosto alle 21,30 a Palermo dove apre il VerduraTeatroMusic, nuovo festival ospitato al Teatro di Verdura, organizzato da Agave e Live Spettacoli in collaborazione con il Comune.

Franco Battiato proporrà molti brani di “Il Vuoto”, album felicemente riuscito, circolare, in cui prospettive e dimensioni si confondono in un tutto unico: ma ci sarà spazio anche per tanti pezzi storici, dagli esordi del cantautore ad oggi, una sorta di viaggio antologico, tra emozioni dimesse e rock autentico. Anche per questo Battiato ha voluto sul palco gli FSC, il trio rock che dall’uscita di “Dieci Stratagemmi” lo segue in tournée, e le MaB,  formazione femminile, italiana ma trapiantata a Londra, già invitata a partecipare alle sessioni dello stesso disco e al suo nuovo film. A permettere l’incontro fra le ragazze sardo-londinesi e il cantautore italiano, un album tributo a Giuni Russo cui entrambi parteciparono. Le MaB sono quattro ragazze sarde, (Lisa Dply, chitarra e cori; Marina, chitarra e cori; Psycho Jeremy, voce e basso; Jessica, batteria) con una cultura musicale impregnata di rock spesso ed elettrico, dal grunge al trash metal, che negli anni hanno saputo ricavare una propria personalissima formula musicale, ricercata e profonda, che le ha portate a riprendere in mano i tasselli del dark degli anni ’80, dai Joy Division ai Cure, come Bauhaus e Sisters Of Mercy. Non a caso la critica specializzata, inglese come italiana, si è affrettata a sperticarsi in lodi nei loro confronti, definendo il loro suono come New Dark. Decay, al momento pubblicato soltanto in Inghilterra, è il loro ultimo disco.

Biglietti: 57,50 euro (I settore) - 46,50 euro (II settore) – 34,50 euro (gradinata)

Prevendita: circuito BoxOffice. Info: 091335566.


 Notizie 02.08.2007

Mostre, Ravenna: Critica in Arte al MAR
Dopo la rassegna quinquennale no border, curata da Claudio Spadoni, Maria Rita Bentini e Serena Simoni, il MAR propone una serie di eventi dedicati a giovani artisti scelti da giovani curatori. Il progetto dal titolo Critica in Arte intende infatti avere una valenza "militante" e promuovere quattro appuntamenti autunnali, a cadenza mensile, durante i quali un giovane critico presenta il lavoro di un giovane artista in una mostra monografica allestita negli spazi al pianoterra del MAR. Critica in Arte vuole far luce sulle nuove identità della critica attualmente attiva in Italia e dedita espressamente  alle espressioni artistiche delle ultime generazioni. Coordinati da Claudio Spadoni, direttore del MAR, sono stati invitati a partecipare al progetto Andrea Bruciati, direttore della Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone, Claudia Casali, curatore del MAR, Daniela Lotta, curatrice del Museo Carlo Zauli di Faenza e Chiara Pilati, curatrice del Premio Manara. Ciascun evento sarà accompagnato da una piccola monografia, presentata dall'artista e dal critico il giorno stesso dell'inaugurazione. I quattro cataloghi saranno poi riuniti in un unico cofanetto. Il primo appuntamento in calendario sarà venerdì 5 ottobre alle ore 18.00: Daniela Lotta presenta David Casini. A seguire, sabato 3 novembre, sempre alle ore 18.00, il lavoro di Silvia Camporesi sarà presentato da Claudia Casali. Giovedì 6 dicembre ore 18.00, Chiara Pilati presenta Sara Rossi. Infine, sabato 12 gennaio 2008 ore 18.00, Andrea Bruciati presenta il lavoro di Ivan Malerba.

SCHEDA TECNICA

Il progetto:. Critica in Arte intende avere una valenza "militante" e promuovere quattro appuntamenti autunnali, a cadenza mensile, durante i quali un giovane critico presenta il lavoro di un giovane artista in una piccola mostra monografica allestita negli spazi del MAR. Critica in Arte vuole far luce sulle interessanti forme di critica attualmente presenti in Italia e dedicate espressamente alla giovane arte.

Sede: Mar-Museo d’Arte della Città, via di Roma 13 - Ravenna

Periodo: Ravenna, ottobre2007 – febbraio 2008

Inaugurazioni: venerdì 5 ottobre 2007 ore 18.00; sabato 3 novembre 2007 ore 18.00; giovedì 6 dicembre ore 18.00; sabato 12 gennaio ore 18.00

Conferenze stampa: venerdì 5 ottobre 2007 ore 11.00; sabato 3 novembre 2007 ore 11.00; giovedì 6 dicembre ore 11.00; sabato 12 gennaio ore 11.00

Ideazione del progetto: Claudio Spadoni

Appuntamenti :  5 ottobre – 28 ottobre 2007, David Casini, a cura di Daniela Lotta; 3 novembre - 2 dicembre 2007, Silvia Camporesi, a cura di Claudia Casali; 6 dicembre 2007 - 6 gennaio 2008, Sara Rossi, a cura di Chiara Pilati; 12 gennaio - 3 febbraio 2008, Ivan Malerba, a cura di Andrea Bruciati

Ente organizzatore: Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna

Sponsor ufficiale: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

Orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato  9.00 – 13.30/ 15.00 – 18.00,

mercoledì 9.00 –13.30, domenica 10.00 – 17.00,  lunedì: chiuso

Ingresso: libero


Mostre, Gorizia: una preziosa collezione di pizzi e merletti a Palazzo Coronini Cronberg
 
Dal 14 settembre al 30 novembre 2007 nelle Ex-Scuderie di Palazzo Coronini Cronberg, saranno esposti  bordure, colletti, jabot, cuffiette, polsini e fazzoletti, tutti di pregevole fattura  realizzati fra il XVII e l’inizio del XX secolo. In tutto 78 manufatti,  prescelti con la consulenza tecnica della Scuola Merletti di Gorizia, fra i pezzi di una delle collezioni più ricche lasciate in eredità dal conte Guglielmo Coronini Cronberg. Un panorama completo delle diverse tipologie di merletti che costituiscono ancora oggi la continuità di una secolare tradizione artigianale con lavorazioni sia ad ago sia a fuselli.

Nelle Ex-Scuderie di  Palazzo Coronini Cronberg, infatti,  saranno  esposti  pizzi veneziani con raffinati effetti a rilievo e pizzi milanesi dalla caratteristica lavorazione a nastrino; pregiati merletti di Bruxelles, nelle varianti antiche e in quelle suntuose denominate “Duchesse” prodotte a metà del  XIX secolo a Bruges; delicati pizzi in seta nera Chantilly, la lavorazione iniziata nel XVII secolo dalla duchessa di Longueville Catherine de Rohan, nel suo castello di d’Etrepagny e  sorprendenti Alençon, merletti ad ago con fondo a rete a maglie esagonali con  fili intrecciati. L’esposizione ospiterà anche l’esemplare più importante dell’intera collezione: il cosiddetto “pizzo Coronini”, una splendida bordura di seta finissima lunga oltre cinque metri e alta sessanta centimetri  con motivi floreali eseguiti ad ago a lavorazione fitta (punto occhiello, punto in aria, punto neve, punto Sedan e punto quadrillés). Stando ai documenti ritrovati nell’archivio di famiglia, la bordura fu offerta in dono verso il 1750 da alcune città di Francia al Vaticano, probabilmente come omaggio al Pontefice Benedetto XIV .  La bordura giunse poi nella collezione Coronini nel 1912 tramite l’eredità della principessa russa Zoe Bibikova, sposa del conte Eduard Cassini, consigliere personale dello zar Nicola II Romanov e zio materno del conte Guglielmo Coronini.

Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20

Info: segreteria Fondazione Coronini (da lunedì a sabato dalle 8 alle 14) tel. 0039.0481.533485, fax 0039.0481.547222, e-mail info@coronini.it, sito web www.coronini.it


  • "Nascerai artista da Terni a Madrid"
  • L'Accademia di Belle Arti di Terni ha ideato, in collaborazione con l'Academia Taller de Prado di Madrid, un nuovo Progetto europeo per valorizzare le singole realtà, il patrimonio culturale, le tradizioni, espressione di identità territoriale. Queste singole identità collegandosi tra di loro, riscoprono la ricca trama di legami storico-culturali che unisce l'intera Europa. L'evento "Nascerai artista da Terni a Madrid" si inserisce nel contesto delle "Giornate Europee del Patrimonio 2007" organizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i prossimi 29 e 30 Settembre. Lo slogan di quest'anno "Cultura e patrimonio: una strada verso l'Europa".

    L'obiettivo di questo importante e prestigioso appuntamento quello di incentivare e rafforzare il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei valorizzando i contenuti della cultura e del patrimonio. Partendo da questo concept, l'Accademia di Belle Arti di Terni e quella di Madrid intendono riscoprire, sulla base delle rispettive percezioni culturali, le radici secolari dei vincoli esistenti tra Spagna e Italia. L'eccezionale similitudine dei rispettivi metodi didattici e, addirittura la somiglianza della struttura scolastica, hanno generato un'insolita curiosità che ha portato i due Direttori delle Accademie, Il maestro Igor Borozan e il dott. Francisco Molina Montero, ad intraprendere con entusiasmo questo percorso alla scoperta di un linguaggio comune, fluido, eclettico. "Nascerai artista da Terni a Madrid", non una partita ne tanto meno una gara, anzi, l'incontro straordinario di un gruppo di artisti lontani e "vicini", dal cuore dell'Italia al cuore della Spagna e non soltanto per posizione geografica, che vede le due realtà situate proprio al centro dei due Paesi. Ci piace pensare che si aperta una nuova via tra la nostra città umbra e una capitale, quale Madrid, due realtà sicuramente diverse. "Via est vita" usavano dire i Latini, ossia la strada la vita. "Nascerai artista da Terni a Madrid" sarà infatti un sito concepito come una vera e propria strada, una realtà multietnica di uomini in viaggio, un' imponente esposizione virtuale di opere di artisti italiani, spagnoli e non solo. Un dialogo interculturale tra professionisti che si incontrano e si confrontano sul piano artistico scambiando e riscoprendo affinità e diversità. L'arte diventa, in tal modo, il pi importante veicolo per diffondere la conoscenza: un ponte tra individualità ed universalità, tra passato e futuro. La mostra sarà visibile a partire dal prossimo 29 Settembre sui siti www.italianartschool.it e www.academia.tellerdelprado.com. Il viaggio continua...

    ACCADEMIA DI BELLE ARTI-INTERNATIONAL ART SCHOOL - Corso Tacito n20 Terni - Tel 0744 431918 - info@italianartschool.it


  • Massa Carrara: Taranta Lunatica

    Sabato 4 agosto, nel cuore del Parco delle Alpi Apuane, tra le colline di una Lunigiana misteriosa, ombrosa, lunare, arriva TARANTA LUNATICA. L’esorcismo musicale salentino sbarca a LUNATICA, il festival di musica, teatro e danza che da 13 anni anima le estati in Lunigiana, per una produzione originale “site specific”, a misura del luogo che l’accoglie, ideata e curata da Carlo Infante con teatron.org (www.performingmedia.org). Sabato prossimo, per i viottoli di Equi Terme, un borgo a strapiombo sulla spaccatura nella roccia del Pizzo d'Uccello, a partire dalle 20,30 si avvierà la ricerca della “taranta lunatica”, evocando il ragno che leggende e credenze popolari credono capace di indurre con il morso uno stato di alterazione ed eccitazione che solo la musica e la danza possono guarire. Alle 20.30, con partenza dall’Albergo delle Terme di Equi, avrà inizio un percorso radioguidato alla ricerca della taranta lunatica che confluirà nella Piazza delle Terme per il concerto finale di musiche mediterranee dei MASCARIMIRI’, l’esperienza più innovativa e contaminata del festival salentino Notte della Taranta (storica la collaborazione con i Buena Vista Social Club nell’edizione 2006). Lungo il percorso ogni spettatore avrà una propria radiolina con cuffia (sintonizzata su una frequenza particolare da cui trasmettono i performer con radio-microfoni), muovendosi tra le vie del borgo, dentro le grotte e poi lungo le acque del Lucido, il fiume che dà il nome alla valle e altre acque di sorgenti sulfuree. L’azione di performing media della Koinè si svolge come una vera e propria  trasmissione radiofonica in diretta, giocata, agita dagli spettatori in ascolto e in movimento lungo un itinerario che tappa per tappa offrirà apparizioni, ritualità dionisiache,storie e leggende lunigiane. Alla fine verrà avvistata la taranta, nelle spoglie di una misteriosa ragazza danzante e cantante, e gli spettatori-cercatori di taranta, dopo una degustazione teatralizzata di vino, lardo e pane di marocca (il tipico pane di farina di castagne della Lunigiana) approderanno danzanti al palco dove si terrà il concerto. Ad aprire saranno i Movimento Unico Sud, e poi i salentini MASCARIMIRI’ che offriranno con il ritmo frenetico della loro pizzica contaminata l’occasione di una serata liberatoria con la danza-trance di una taranta senza confini, non solo salentina, anche lunatica. Gli spettatori che desiderano partecipare all’attività di laboratorio per l’azione di performing media della Koinè che si svolgerà dalle ore 16 in poi possono contattare il 3393669717.

    LA PARTECIPAZIONE ALLA SERATA E’ GRATUITA

    INFO: numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063

    MASCARIMIRì

    Claudio “Cavallo” Gianotti : tamburi a cornice, fiati, voce; Gianluca “Zimpiti” Longo: mandola “effettata”; Cosimo Giagnotti: tambureddhru, chitarra acustica, voce; Alberto Stefanizzi batteria percussiva

    Nasce nel '97 dalla collaborazione di alcuni elementi del gruppo "Terra de Menzu", gruppo storico di ricerca musicale del Salento. Con Mascarimirì il lavoro prosegue: pizzica, canti di lotta, d'amore, di lavoro, ma, in più, inizia una significativa apertura alle contaminazioni sonore partendo dalle terre più vicine per sonorità e tradizioni fino a quelle più distanti. Una buona chiave per capire i Mascarimirì è ripercorrere il filo delle loro numerose collaborazioni. Si comincia dai musicisti della regione Vesuviana, come Daniele Sepe, Cristina Vetrone, Marcello Vitale Eugenio Bennato A.sur.D, O'Lione , Compagnia della Tammorra. Poi l'apertura al teatro con la partecipazione a spettacoli del Centro Teatrale Astragali, e l'esperienza etno-jazz coi Calixto; l'incontro musicale coi paesi dall'altra sponda dell'Adriatico come l'Albania e la Grecia, e lo studio delle tradizioni come quella Araba e Africana grazie all'incontro con il Berbero Al Noujoum, insieme con Pierangelo Colucci. Ma forse le esperienze che più hanno lasciato il segno derivano dallo scambio coi gruppi marsigliesi Dupain e Gacha Empega e l'incontro con la solarità della musica Reggae e HipHop, con la collaborazione con i Sud Sound System. Coi Mascarimirì la pizzica tradizionale cambia aspetto manifestando una naturale inclinazione ai tempi e alle timbrica della musica tecno, inaugurando un percorso musicale nuovo, o, come viene definito dagli stessi musicisti, "tradinnovativo". Il gruppo partecipa al festival NOTTE DELLA TARANTA, in ben 7 edizioni presentando progetti sia per il festival che per il concertone finale, tra cui citiamo: "Occitanica salentina " con i Dupain (2000) e "Nuevoflamencodub"(2001) con l'asturiano Xuacu Amiev, l'occitano Manù Theron e i salentini Crifiu. Nell’edizione 2006 la storica collaborazione con il gruppo cubano Buena Vista Social Club. Il 2004 è l'anno di FESTA, disco prodotto da RADIO POPOLARE che continua il percorso di apertura dei confini musicali e che si traduce in un live inedito ed originale in cui le sonorità trad-innovative si mescolano ad una scenografia teatrale legata ai simboli del salento, come le luminarie tipiche delle feste paesane salentine dedicate ai santi patroni. Triciu è il titolo del nuovo lavoro discografico (aprile 2006) sempre con la collaborazione di Radio Popolare/Sensibile Records, che tratta del rione di Muro Leccese dove i Mascarimirì sono nati.

    KOINE’

    E’ un’alchimia sottile quella che caratterizza la ricerca della Koinè (www.database.it/koine/koine.htm ), un gruppo di artisti e pensatori emiliani che dagli anni ottanta lavora con teatro e multimedialità, dai tempi del Festival Scenari dell’Immateriale di Narni, dove è nato quel videoteatro che li vide protagonisti raffinati. Un salto di qualità lo faranno poi incontrando il Pensiero Ecologico e in particolare di quell’”Ecologia della Mente” di Bateson a cui è ispirata una loro performance del 2000 coprodotta con Greenpeace. Per tutti gli anni novanta avevano realizzato azioni di trekking teatrale per i Parchi Nazionali con il costante sostegno dell’Assessorato Agricoltura, Ambiente e Sviluppo sostenibile della Regione Emilia Romagna e di molti altri enti connessi alle culture e colture biologiche, operando più con gli addetti all’Agricoltura che con quelli alla Cultura… Il format che li contraddistingue maggiormente è quello del performing media di ecologia teatrale centrato sull’uso dell’ascolto in cuffia che li ha visti più volte protagonisti al Salone del Gusto di Torino. E’interessante perché stabilisce un equilibrio tra la dimensione artificiale delle soluzioni elettroniche (il sistema d’ascolto in cuffia e la regia multimediale con i laptop) con quella naturale dalla percezione dei propri sensi alla degustazione vera di prodotti biologici. E’ un equilibrio decisivo per proiettare l’evoluzione tecnologica verso memorie di tradizione popolare, verso paesaggi e culture materiali. In passato la Koinè ha realizzato Agriculture. Racconti mitici sui prodotti tipici del Trentino: un happening distribuito in otto località, invitando centinaia di spettatori a vagare per piccoli centri storici di alcune cittadine “ladine” o per gli alpeggi in altezza. Tour “teleguidati” da un sistema d’ascolto in cuffia di una radio “da campo” gestita magistralmente nel pilotare gli escursionisti teatrali nella degustazione sia della qualità sia della sostenibilità ecologica dei processi produttivi che portano al vino, alle mele, alle trote, ai distillati, alle carni stagionate, alla farina di mais, ai frutti di bosco, alle verdure e ai formaggi. L’utilizzo di queste tecnologie radiofoniche in modulazione di frequenza è di una straordinaria versatilità visto che permettono una conduzione in diretta dei percorsi (come quelli realizzati all’Abbazia di Fiastra per un progetto dell’Università di Macerata dove gli spettatori raccoglievano e mangiavano gelsi mentre il monaco che li aveva piantati faceva, in cuffia, l’elegia delle more bianche e nere…). Prende così forma un’inedita drammaturgia dell'interattività capace di pensare ed organizzare il percorso basato sull’emozioni e le reazioni degli spettatori.


    Eugenio Riotto al Parco di Pinocchio a Collodi

    Dal 3 agosto fino al 16 settembre 2007 si svolgerà una mostra di sculture di Eugenio Riotto al Giardino Garzoni e al Parco di Pinocchio a Collodi, in provincia di Pistoia. Saranno esposte sculture monumentali in bronzo dipinto e in terracotta, alcune delle quali sono state dedicate espressamente alla storia di Pinocchio e ai suoi personaggi, che si ritrovano anche in una serie di bassorilievi che arricchiscono la mostra di Riotto. Il Giardino Garzoni che si apre come uno stupendo teatro, con giochi e trionfi d'acqua e vasche grandi e stellate, esprime i grandi ideali post-rinascimentali, con le rigorose strutture geometriche stemperate dal verde, dagli elementi comici, epici e fantastici di statue, mascheroni e fontane. Nel Giardino hanno fissa dimora scoiattoli, cigni bianchi e neri, anatre dai colori bellissimi, pavoni e gru.

    Il Parco di Pinocchio è aperto tutti i giorni dalle ore 9 al tramonto. Sculture, mosaici, edifici di grandi artisti e architetti, immersi nel verde, rievocano in un percorso a sorpresa la storia di Pinocchio. Al termine del percorso, nell'area giochi del Parco, sono state installate, dopo il restauro, 3 giostre d'epoca (la giostra con i cavalli, la giostra Shimmy, la giostra lagunare e il teatrino meccanizzato di Pinocchio a disposizione dei visitatori.

    Eugenio Riotto nasce a Petralia Soprana (Palermo) il 12 giugno 1951, nel 1966 dopo un soggiorno di più di dieci anni all’estero torna in Italia e si stabilisce a Viareggio. Qui incontra Carlo Oreste Strocco  che gli insegna la storia dell’arte, il disegno dal vero a carboncino, il disegno a pastello e la pittura ad olio. A 23 anni Riotto ha il primo contatto con una galleria d’arte di Viareggio. Da sempre Riotto è colpito più dai volumi che dai colori, approccio già insito nelle sue opere pittoriche. Per esprimere i temi che più sente – la psicologia dell’uomo, il suo mondo interiore – elimina tutto il superfluo, compreso il dettaglio anatomico. A partire dal 1993 realizza personali a Pietrasanta, Camaiore, Pontremoli, Bologna, Cracovia; sue opere sono esposte a Firenze, Roma, New York, Cannes, Capoverde (Portogallo). Il 13 dicembre 2004 apre un proprio studio a Pietrasanta e inizia il suo percorso artistico più coerente e personale, salutato dal favore unanime della critica. L’interesse crescente del pubblico conferma la vitalità della strada intrapresa.

    Biglietti: adulti: Parco di Pinocchio, 10 euro; Giardino Garzoni, 8 euro; Casa delle Farfalle, 4 euro; cumulativo, 14 euro

    Orari: Il Giardino Garzoni e il Parco di Pinocchio nel periodo della mostra (3 agosto- 16 settembre) sono aperti tutti i giorni dalle ore 9,00 al tramonto.

    Info: Parco di Pinocchio - tel/fax 0572 429342; Fondazione Nazionale Carlo Collodi - tel. 0572 429613 fax 0572 429614; Giardino Garzoni - tel./fax 0572 429590; Sviluppo Turistico Collodi S.r.l. - tel. 0572 427308 fax 0572 426412


    Pietrasanta: Turris Babel, la nuova avventura espositiva per ASART

    Dal 3 al 26 agosto 2007 ancora un’avventura espositiva per ASART che dopo l’ex ospedale Lucchesi, la Rocca ed il chiostro di San Francesco, interpreta un nuovo spazio cittadino: il campo di calcio in via della Rocca, sopra piazza del Duomo. Una terrazza panoramica che gli artisti di ASART trasformeranno, attraverso un grande intervento collettivo, in un simbolico villaggio della creatività. “Turris Babel – spiega il presidente dell’associazione Franco Martera – si propone di riflettere sulla molteplicità di linguaggi nelle arti contemporanee, di aprire un dibattito, di svolgere attività creative coinvolgendo il pubblico”. Adulti e bambini potranno dunque partecipare, attraverso laboratori, incontri e momenti ludici, alla creazione. Gli artisti, impegnati nella pittura o nella scultura, illustreranno come nasce un’opera, dall’idea al bozzetto, parleranno delle difficoltà affrontate, dei materiali scelti, mostreranno le varie fasi di lavorazione, opere finite ed opere ancora in fase di creazione. Saranno proiettati video esplicativi. Un’iniziativa di ASART in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta. Partecipano gli artisti: Angela Alberti, Naibi Aostri, Ursula Balhorn, Claudia Cavalieri, Valente Cancogni, Ezio De Angeli, Silvia Loew, Carlo Maggia, Franco Martera, Alfreda Mastromei, Sergio Mazzanti, Massimiliano Kornmuller, Franca Puliti, Paul Saputo, Gian Franco Stacchi, Lynne Streeter. In contemporanea si svolgerà, venerdì 3 e domenica 5 agosto, dalle ore 19.30 alle ore 23.00, “Un salto nel quadro”: coordinati da Anat Golandski, Marco Barsotti, Antonio Diaz, Felice Esposito e Luca Piazza presentano un simpatico gioco-installazione per bambini. Tessere colorate e sculture “animali”, per divertirsi con arte. L’installazione resterà a disposizione tutti i giorni, fino al 26 agosto, di chi vorrà vederla e provarla anche senza animatori. Si tratta di un progetto di arteterapia realizzato insieme alla comunità Vecoli del C.E.I.S. gruppo “Giovani e Comunità”.

    Orari: da venerdì alla domenica, dalle ore 19.00 alle ore 23.30, ingresso libero.

    Info: ASART tel. 0584 283092 www.asart.it - info@asart.it


    Mostre, Arezzo: Un viaggio nel colore di Mirella Milanini

    La Bottega delle Arti di via san Lorentino 81, con il contributo della Provincia di Arezzo, ospita fino al 18 agosto 2007 l’esposizione di Mirella Milanini dal titolo “Un viaggio nel colore”.  Le immagini rubate alla realtà divengono suggestioni e mentre si ricongiungono alla propria gioia offrono attimi di felicità quotidiana un viaggio nel colore un leggero brivido di emozione

    Orario: dalle ore 9.00 alle 11.30; dalle 16.00 alle 19.00; prefestivi dalle 16.00 alle 19.00 ; festivi chiuso

    Info tel. 334 22 04 425


    Corchiano di Viterbo: l’VIII edizione del Fescellino d’oro con il Maestro Piovani

    L’VIII edizione del “Fescennino d’oro” si appresta a emozionare il pubblico. L’iniziativa si terrà venerdì 3 agosto alle 21 in piazza Pina Piovani. L’evento è nato 8 anni fa per promuovere la cultura del teatro e per premiare artisti che si sono distinti in questo campo. L’artista che sarà premiato riceverà dalle mani del maestro Piovani un bassorilievo realizzato da Roberto Candolfi. Oltre al premio si esibirà Tosca, artista legata a Corchiano, con la Nica Banda (Ruggiero Mascellino: direzione artistica, fisarmonica, pianoforte, chitarra – Giovanni Mattaliano: sax soprano, clarinetto, clarinetto basso - Massimo Patti: contrabbasso - Giovanni Apprendi:percussioni).


    Notizie 01.08.2007

    Mostre, Vicenza: La rivoluzione dell'immagine. Arte Paleocristiana tra Roma e Bisanzio
    Dall'8 settembre al 18 novembre 2007 novanta superbe opere dell’arte paleocristiana riunite alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari per raccontare quella che fu una vera “rivoluzione dell’immagine”. Rappresentano documenti, eccezionali, del passaggio dal mondo antico alla modernità quando le opere d’arte divennero soprattutto simboli per comunicare, davvero a chiunque, un nuovo rivoluzionario credo. L’iconografia già in uso vira di significato, mentre segni di appartenenza sino ad allora nascosti venivano svelati. Tutto ciò intorno ad una data. L’aprile dell’anno 313 quando Costantino emanò l’Editto che riconobbe al Cristianesimo una legittimità che lo toglierà dalle catacombe e comunque dal puro ambito domestico e privato. Per l’arte fu l’inizio di un nuovo tumultuoso passaggio dalla classicità alla modernità, appunto. Questo momento cruciale della Storia, ma anche della storia dell’arte, dell’iconografia e della comunicazione, viene raccontato nell’esposizione promossa e curata da Intesa Sanpaolo nella propria sede museale di Vicenza, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, con esempi tra i più importanti della produzione artistica tra quarto e sesto secolo, creati in tutto il territorio dell’Impero ed in particolare tra Roma e Bisanzio. Sono sculture in marmo e bronzo, affreschi, mosaici, vetri dorati, avori, argenti, tessuti concessi per questa mostra da una ventina di musei italiani. L’ampio apparato illustrativo che accompagnerà l’esposizione delle opere condurrà il visitatore non solo a godere della straordinarietà dei tesori esposti ma anche ad entrare dentro quel particolare momento storico che quelle opere fece germinare. L'esposizione è curata da Fabrizio Bisconti e Giovanni Gentili ed è inserita in un progetto pluriennale denominato Percorsi nel sacro, ideato e curato da Fatima Terzo con lo staff Beni culturali di Intesa Sanpaolo. Tale progetto intende collegare le numerose iniziative espositive degli anni recenti all'interno di una generale prospettiva che, traendo ispirazione dalla collezione di antiche icone russe dell’Istituto esposta in modo permanente al piano alto di palazzo Montanari, vogliono far conoscere ad un ampio pubblico, con approccio didattico-educativo, gli esiti migliori dell’arte originata nei secoli, in Oriente e in Occidente, dall’avvento del Cristianesimo. Quella paleocristiana fu un’arte al servizio della comunicazione del messaggio, attraverso raffigurazioni semplificate o simboliche, spesso abbandonando volutamente la cura e l’equilibrio dell’arte ufficiale ancora legata, ormai stancamente, all’ellenismo e alla sua cultura. La “Buona Novella” annunciata da Cristo deve essere narrata e compresa senza inciampi perché la Salvezza promessa sia donata a ciascuno. Così le storie bibliche dell’Antico Testamento anticipano quelle della vita di Cristo e le figure dei patriarchi e dei profeti si affiancano a quelle della Vergine e dei santi, nuovi amici di Dio e modelli da seguire. Un nuovo significato è dato alle forme antiche: giardini e pascoli, immagini suggestive del paradiso pre-cristiano, sono adesso emblema dell’Eden riconquistato; il pastore diviene Cristo “Buon Pastore”, l’orante dalle braccia tese è ora l’anima beata; il Sole dai molti nomi è Cristo, luce definitiva sorta sul mondo. Simboli criptici si sciolgono, come il pesce che significa “Gesù Cristo figlio di Dio”, così come a Lui si riferiscono il faro, il porto o l’ancora. Nuovi ne nascono e si diffondono fino ai nostri giorni, a cominciare dal cristogramma, che unisce in sé le prime due lettere del nome greco di Cristo, Chi e Rho. È rivoluzione, e non involuzione, anche nello stile: abbandonato il naturalismo proprio dell’arte greco-romana, le figure si dispongono l’una accanto all’altra nella rappresentazione delle vicende bibliche, o si stagliano solenni nello spazio, come quelle di Cristo, della Vergine e dei santi o dei primi imperatori cristiani e della corte, rappresentanti in terra del consesso divino. Fino a suggerire, nelle linee e nei segni come nei colori, l’avvento ormai prossimo dell’icona bizantina, figlia ed erede della nuova concezione artistica.

    Il percorso espositivo ha inizio con una scelta selezione di opere che illustrano le varie modalità con cui il paganesimo tardo antico esprime il proprio sentimento religioso, all’interno dei vari popoli e delle variegate culture del vasto impero romano: sono raffigurazioni mitologiche che interessano la creazione del primo uomo, Prometeo, oppure Ercole, Orfeo, Dioniso e Mitra/Sole - come nello splendida testa in marmi colorati proveniente dal mitreo di S. Prisca sull’Esquilino, ora al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo - , scene paradisiache descritte da un paesaggio - come nella parete della Casa del bracciale d’oro di Pompei o nell’affresco dei Campi Elisi, al Museo Nazionale Romano - o da scene di vita pastorale - ne è esempio il bel sarcofago dalla catacomba di Priscilla - fino all’immagine del pastore con la pecora caricata sulle spalle, prefigurazione di Cristo Buon Pastore. Un passaggio ulteriore considera i nuovi temi della fede cristiana, attraverso la narrazione delle storie bibliche del Nuovo e dell’Antico Testamento, che pittori e scultori cristiani raccontano in forme per lo più semplici, atte ad essere comprese da tutti. Sono messaggi fissati nella pietra come in nobili materiali - è il caso della splendida pisside d’avorio con scene della vita di Cristo del Museo Archeologico di Bologna e del mosaico con le storie di Giona e dei rarissimi tessuti orientali con l’Annunciazione e la Natività, dei Musei Vaticani - da cui prendono le mosse ulteriori immagini: quelle simboliche e celebrative della maestà divina come di quella imperiale. Su vetri dorati come su preziosissimi avori - come il celebre dittico di Murano, del Museo Nazionale di Ravenna, o quello di Stilicone del Tesoro del Duomo di Monza, insieme a quello detto del Patrizio della cattedrale di Novara - si fissano le nuove immagini della Maestà di Dio e della maestà imperiale, rimando a celebri, fastose decorazioni delle prime basiliche cristiane come delle residenze della corte, spesso cancellate dal tempo. Accanto alla corte terrena, modelli e campioni della nuova fede sono i santi, gli apostoli e i primi martiri anzitutto, spesso ritratti oranti nella beatitudine del paradiso, secondo uno stile sempre più prossimo al linguaggio dell’icona bizantina. Ed è proprio al nuovo linguaggio figurativo che è dedicato l’ultimo momento della mostra, che considera attraverso un’accurata scelta di opere d’arte - che includono capolavori quali la testa a mosaico di S. Pietro, oggi nelle Grotte Vaticane e il ritratto di imperatrice su tavola d’avorio del Museo del Bargello di Firenze - le novità stilistiche dell’arte, fino a sfiorare d’anticipo, negli affreschi con santi dalle catacombe napoletane, l’icona. Non è un caso, dunque, che la mostra proponga in chiusura una selezionatissima scelta di icone, dalla collezione Intesa Sanpaolo, chiaramente relate, nei segni, nei simboli, nello stile, all’arte paleocristiana, sua primitiva radice. E che una sorta di fil rouge, dai chiari intenti didattici, ci accompagni all’interno di Palazzo Leoni Montanari, a riassumere e a riproporre situazioni in divenire, come lo è quest’arte in questi secoli, attraverso l’uso di immagini e segni il cui significato si svela e si arricchisce strada facendo. Novanta tesori d’arte, dunque, alla riscoperta di un momento decisivo per il nostro tempo: il passaggio dal mondo antico alla modernità.

    Orario: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18

    Catalogo Silvana Editoriale, a cura di Fabrizio Bisconti con Giovanni Gentili

    Info: tel. 800.578875; informazioni@palazzomontanari.com


    Roma: al via in autunno la MaratonArte

    Dal 5 al 7 ottobre 2007 partirà la sfida "MaratonArte", la campagna di raccolta fondi rivolta al pubblico televisivo delle tre reti RAI per il recupero ed il restauro di alcuni simboli della storia culturale italiana, lanciata dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con la Rai, per la tutela e il restauro di sette luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano. Da settembre comincerà la campagna di sensibilizzazione.

    All'interno dei programmi Rai verranno infatti inseriti dei filmati di 3/4 minuti che illustrano le opere ed i luoghi, individuati dal Ministero dei beni Culturali, che hanno bisogno di essere restaurati e protetti. Le opere ed i siti storici in questione sono sette e vanno dalla casa di Augusto al Palatino di Roma fino all'Accademia del restauro degli strumenti musicali antichi di Cremona, passando per il Treno-Museo di Val di Noto a Ragusa e per il Museo Tattile 'Omero' di Ancona. Tra i luoghi che saranno restaurati ci sono poi il Villaggio medievale di S. Maria del Cedro a Cosenza, i Giardini Reali di Racconigi a Cuneo e la Citta' Fenicia di Sulky in Sardegna. Ognuno di questi siti archeologici avra' un proprio testimonial d'eccezione (Andrea Bocelli, Claudia Cardinale, Michele Placido, Luca Zingaretti, Claudio Baglio, Riccardo Muti e Gabriella Pession sono i sette che hanno aderito al progetto). I telespettatori potranno scegliere a quale luogo culturale in pericolo destinare le loro sottoscrizioni.


    Gorizia: i prossimi concerti al parco Coronini

    Dopo il grande successo riscosso dal Premio “Sergio Amidei” che ha visto come nuova cornice del concorso cinematografico il parco Coronini, sta per iniziare il ciclo di concerti estivi organizzato dalla Fondazione Coronini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Dopo il concerto dell’Orchestra Civica di Fiati di Gorizia e quello inaugurale della manifestazione “Nei Suoni e nei Luoghi”, tenutosi rispettivamente il 23 e 24 giugno scorsi, le manifestazioni musicali nel parco Coronini proseguiranno con due concerti fissati per agosto e tre per il mese di settembre. I prossimi appuntamenti, quindi, proposti dall’Associazione Intermusica, sono fissati per mercoledì 8 agosto e giovedì 16 agosto con inizio alle ore 18.00. Il primo dei due concerti vedrà l’esibizione di Giulio Chiandetti alla chitarra, presidente dell’Associazione Intermusica, che assieme al Quartetto Stradivarius proporrà “La musica del Goya”, con musiche di Boccherini e Beethoven. Nel secondo concerto, invece, si esibirà la cantante Enza Pecorari, accompagnata da Caterina Goriup al flauto e Fabio Cascioli alla chitarra, in “Modinha” (musiche di Cordero, Domeniconi, Villa-Lobos e Piazzolla. L’ingresso è libero. In caso di maltempo i due concerti si terranno presso l’Auditorium “Biagio Marin” del prospiciente Liceo Classico (Viale XX Settembre 11). Per settembre, invece, i tre concerti saranno curati dal Centro Chitarristico Mauro Giuliani in collaborazione con la Scuola di Musica di Gorizia. Il programma previsto: sabato 1° settembre con inizio alle ore 21.00, spettacolare concerto del “Zagreb jazz kuartet” con musiche jazz, popolari e classiche. In tale occasione, la Fondazione Coronini ha deciso di prolungare l’apertura del museo fino alle ore 24.00. Giovedì 6 settembre ore 21.00, concerto del Centro Chitarristico “Mauro Giuliani” di Gorizia “1882-1915. Il sogno infranto della Belle Epoque”. Spettacolo di musica e poesia su testi di Michelstaedter e Ungaretti con il soprano Francesca Moretti, la voce recitante Alessandra Marc, il tenore Salvatore Moretti e la chitarra di Claudio Pio Liviero. Musiche di De Visée, Gastaldon, Lehar, Offenbach, Fortea, Llobet e Livie. L’ultimo dei tre concerti settembrini si terrà giovedì 13 settembre, anniversario della morte del conte Guglielmo Coronini (1905-1990): con inizio alle ore 21.00, concerto dell’orchestra d’arpe di 17 elementi “Ventaglio d’Arpe” diretto da Patrizia Tassini con musiche classiche e popolari.

    Info: uff. 0481/533485, fax 0481/547222, e-mail: info@coronini.it


    Roma: il restauro di Castel Sant'Angelo ha interessato anche la loggia di Giulio II del 1505

    L'ufficio stampa di Castel S.Angelo ha reso noto che la Loggia di Giulio II tornerà ad essere aperta al pubblico di “Notti Animate sulle Terrazze di Castel Sant'Angelo”, dopo un difficile lavoro di restauro. L'ufficio stampa ha affermato che “L'intervento finalizzato alla pulitura dell'ambiente e alla cura degli affreschi esposti alle intemperie e allo smog cittadino che li ha resi leggibili solo in parte, si è concluso prima della data prevista e oggi le ingombranti impalcature hanno lasciato il passo allo splendore della loggetta fatta realizzare da papa Giulio II della Rovere nel 1505 allo scopo di ingentilire la mole massiccia di Castello. Progettata dall'architetto Giuliano da Sangallo, la loggia architravata di Giulio II si imposta su due sottili colonne con capitello decorato a motivi araldici. Le volte sono ricoperte da fregi decorativi e motivi a grottesca e recano tre stemmi in stucco tra i quali si riconosce al centro quello del committente. Il pontefice Paolo III, all'inizio del Seicento, ne fece un accesso panoramico della Sala Paolina: è da qui infatti che si gode del più straordinario scorcio sul Tevere e sul ponte Sant'Angelo.Sempre in questi giorni sono state smontate le impalcature che coprivano la parte anteriore del ‘cilindro romano’ per consentire, appena all'entrata del Castello, di ammirare la parte più antica delle fortificazioni. La tempestiva conclusione di questi lavori di restauro, che fanno parte di un programma di interventi ad ampio raggio, ha consentito di aprire al grande pubblico alcune parti importanti della struttura, finora poco visibili; è un segnale concreto dell'impegno che la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano sta dedicando per la migliore esperienza che la visita al Castello può garantire”.


    Massa Carrara: Progetto Speciale “Vite” a Lunatica 2007

    Da quando Stefano Pasquini ha inserito La terra delle colline di Gianmaria Testa in uno spettacolo delle Ariette, uno spettacolo che si svolgeva a tavola per una ventina di spettatori al massimo, sono passati più di due anni. Di tanto in tanto, tra una tournée e l’altra, Gianmaria Testa e il Teatro delle Ariette si ritrovano per uno spettacolo come questo, VITE, un progetto speciale che sbarca a LUNATICA 2007 giovedì 2 agosto (VILLAFRANCA LUNIGIANA - Borgo di Filetto, ore 21.30). Come in un progressivo avvicinamento alla parte più intima di tutti noi, che siamo attori, cantanti o spettatori, le Ariette e Gianmaria Testa in punta di piedi ci chiedono di entrare emotivamente nel loro mondo. Ci leggono parti dei loro diari – e sono diari veri, non c’è finzione scenica - ci cantano le canzoni dei loro pensieri, e a chi siede in platea sembra di essere quasi inopportuno starsene lì, ad ascoltare quei brandelli di vita che escono così spudoratamente intimi. Uno spettacolo non facile da definire, che unisce e mescola due mondi, quello della parola cantata e quello della parola detta, quello della melodia e quello del racconto; VITE cantate e VITE narrate, in uno spettacolo straordinario ambientato in un contesto che si vuole il più consueto possibile: mentre si cucina. Il Teatro delle Ariette ci dice di una vita che può ancora essere scandita dal ritmo della natura, di un lavoro che può ancora essere la fatica dei campi, di una scelta di essenzialità, dell’importanza dell’amore. Ci raccontano del loro essere contadini e teatranti e persone, e mentre lo fanno impastano il pane, lo stendono, tagliano con il bicchiere le rondelle di pasta e poi le cuociono (e la sala si riempie di un profumo intenso e antico). Gianmaria Testa, da parte sua, racconta di un padre severo, di nuovi emigranti e nuovi porti, di scafisti e di occhi di speranza, di una generazione disillusa (la sua) che chissà cosa potrà lasciare in eredità ai figli. L’arrangiamento musicale di questo spettacolo è all’insegna della semplicità: la voce profonda di Testa è accompagnata solo da chitarra, contrabbasso e strumenti a fiato. Ma, in questo contesto, un sacchetto di plastica può diventare una percussione, così come un fascio di saggina e un matterello segnano il ritmo del lavoro di impasto e quello della musica: la canzone e il lavoro delle mani hanno pari dignità, sono entrambi prodotto dell’uomo. Quando la musica finisce e le parole tacciono, le luci in sala non si spengono, anzi: tutti sono invitati a mangiare le tigelle calde preparate durante la serata. Come a dire: non c’è confine, lo spettacolo non è finito, si infiltra nella vita e scende a bere un bicchiere di vino. Perché era stata la vita, prima, a salire sul palco e a farsi scena, in uno scambio continuo di verità e finzione.

    GIANMARIA TESTA – chitarre e voce; PIERO PONZO – clarinetto e sax; NICOLA NEGRINI – contrabbasso; STEFANO PASQUINI – voce; PAOLA BORSELLI – voce; MAURIZIO FERRARESI – voce; CLAUDIO PONZANA – voce

    INGRESSO € 10,00

    Venerdi' 3 agosto 2007 alle ore 21:30, a Bagnone – Villa Quartieri, Andrea Elodie Moretti presenterà un atto unico “Don Giovanni della Bambola”, tratto da Molière, Shakespeare e Byron.

    Il racconto insiste sulla diversità della vera essenza di Don Giovanni, rispetto a come altri vogliono che appaia. S’indaga l’identità tra servo e padrone e il concetto d’amore come conquista. La storia narra di un Don Giovanni drammaturgo ossessionato dal teatro, che lo aiuta a sopravvivere nella vaghezza della vita quotidiana. E’ la storia di passioni (con attrici e prostitute) e amori spenti (la moglie). Tutto intensificato dal sarcasmo e dalla filosofia di vita del protagonista.

    INGRESSO GRATUITO

    INFO: numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063INFO: numero verde 800498498 - URP 0585/816252 – Ufficio Info APT 0585/240063


    Colle Val D'Elsa: appuntamento con LiberaCollaterale il 1 settembre

    Sabato 1 settembre sarà un giorno intero dedicato all’arte, alla cultura e allo spettacolo di ogni genere e per tutte le età. Ancora una volta, saranno questi gli ingredienti principali di LiberaCollArte, la rassegna che animerà la città di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, con musica, teatro, danza, letteratura, poesia, artigianato artistico, sport e animazione per adulti e bambini. La manifestazione è organizzata dal Comune di Colle di Val d’Elsa con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. LiberaCollaArte inizierà alle ore 10 con le note della Filarmonica “Vincenzo Bellini” che risuoneranno per le vie, le strade e le piazze della città, dando ufficialmente il via a una grande giornata di festa, musica e divertimento per tutti. I visitatori potranno assistere, fino a notte fonda, a performance teatrali itineranti, ascoltare musica di ogni genere, ammirare pittori, graffitari e artisti che lavoreranno dal vivo, curiosare fra le bancarelle dei mercatini equo e solidale, biologico, vintage e artigianato artistico, visitare mostre fotografiche e di pittura. LiberaCollArte, inoltre, proporrà la Biblioteca