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Trento, nel corso di questi mesi centro dell'arte contemporanea in
quanto una delle sedi di
Manifesta,
affianca all'importante biennale d'arte contemporanea una mostra di
grafiche di
Rembrandt
(Leida, 1606 – Amsterdam, 1669) e di incisori a lui contemporanei.
Incisioni, disegni a alcuni dipinti sono esposti fino al 2 novembre in
quella che fu, dalla seconda metà del XIII secolo fino alla
secolarizzazione del principato (1803), la residenza di principi vescovi
di Trento: il Castello del Buonconsiglio.
In Castello è infatti, dal 1973, con il passaggio delle competenze in materia di Beni Culturali dallo Stato alla Provincia Autonoma di Trento, sede del Museo Provinciale d'Arte e custodisce, tra l’altro, un nucleo di incisioni all’acquaforte provenienti dalla collezione Lazzari Turco Menz, composta da circa un migliaio di fogli che vanno dalla fine del XV secolo alla metà del XIX, con opere di scuola italiana, francese, fiammingo-olandese, tedesca, spagnola e inglese.
1. Rembrandt, Autoritratto giovanile, 1639 ca. 2. Rembrandt, Deposizione. 3. Rembrandt, Mercante di stampe. 4. Rembrandt, Gesù caccia i mercanti dal Tempio.
L’esposizione, che si pone come tappa di uno studio posto ad
approfondire la conoscenza, la fama, la diffusione e la fortuna del
maestro olandese, oltre alla collezione Lazzari Turco Menz comprende
opere di grafica e di alcuni dipinti provenienti da musei quali il
Rijskmuseum di Amsterdam e la Galleria degli Uffizi di Firenze. Una
mostra nata dalla collaborazione instaurata con l'Istituto Universitario
Olandese di Storia dell'Arte di Firenze, che ha avviato una analisi
delle filigrane e delle carte, comprendendo anche i fogli di Trento,
coinvolgendo
Bert
W. Meijer
(direttore dell'Istituto e curatore),
Paola Cassinelli
(storica dell'arte) e
Francesca de Gramatica
(Castello del Buonconsiglio). Accanto a questi, sono esposte stampe di artisti come Stefano della Bella, Antonio Tempesta, il Grechetto, Jacob Jordaens, Jacques Callot, e Rubens, collezionati e ammirati dallo stesso maestro. Della cinquantina di fogli presenti nella raccolta del Buonconsiglio, sedici sono tirati da lastre originali di Rembrandt. La traduzione fedele di molte opere dell'artista dimostra il forte ascendente su artisti contemporanei e successivi che ne hanno imitato lo stile: maestri incisori noti nel Settecento e nell’Ottocento - quali Bernard Picard (1673-1734), Christian Gottfried Schulze (1749-1819), Pietro Longhi (1766-1831) o Johannes Pieter de Frey (1770-1834) - e anonimi. Un esempio, il capolavoro Lezione di anatomia del Professor Tulp, che Rembrandt dipinge nel 1632 e tirata, in pieno Illuminismo, da De Frey.
5. Johannes-Pieter-de-Frey, Lezione di anatomia del Professor Tulp, 1798. 6. Nicolaes Lauwers, Giove e Mercurio nella casa di Filemone e Bauci, 1640. 7. Rembrandt, Il persiano.
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