Aste, Roma: Arti decorative del 900 da Finarte

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data : 07.05.2008

La stagione primaverile di aste della sede romana di Finarte offre una vendita di mobili, arredi e dipinti assai variegata, che copre un ampio arco che raggiunge i nostri giorni presentando una gustosa selezione di Arti decorative del Novecento. I trenta lotti che ben rappresentano il periodo, sono tutti esemplari doc; interessante è un nucleo di arredi disegnati dall’architetto Ico Parisi (Palermo 1916 – Como 1996) fra cui un bellissimo tavolo (stima: 2.500-3.500 Euro), una credenza con maniglie realizzate da Edgardo Mannucci (Fabriano 1904 – Arcevia 1986) in argento fuso a cera persa con inclusioni di pietre dure (stima: 2-3.000 Euro), due coppie di poltrone, un divano e varie -edie presentate in lotti distinti, una camera da letto, un armadio ed un mobile-bar con valutazioni molto invoglianti (stimati da 3-400 a 2.500 Euro). E ancora, molto particolari, una libreria con annesso mobile bar (stima: 6-7.000 Euro) ed una cassettiera (stima: 8-10.000 Euro) creati nel 1954 per casa Scanavino a Genova da Roberto Aloi (Palermo 1897 – Berzo S.Fermo 1981) ed Emilio Scanavino (Genova 1922 – Milano 1986). Fra i complementi d’arredo spiccano due modelli in terracotta policroma parzialmente smaltata eseguiti da Andrea Spadini fra il 1959 e il ’60, repliche delle statue in pietra di Vicenza raffiguranti Alberto Fabiani e Simonetta Visconti Fabiani eseguite dallo Spadini per il Giardino di Villa Fabiani a Grottaferrata; inoltre due lampadari Fontana Arte del 1954 modello Dalia stimati 5-6.000 Euro ognuno e tre appliques “en suite” valutate 800-1.200 Euro (la singola) e 1.800-2.200 Euro la coppia. Chiude la breve sezione un’importante lampada Tiffany Studios New York modello Twisted Vine stimata 15-18.000 Euro. La sezione di “antiquariato” offre un’ampia scelta di mobili italiani piemontesi e emiliani provenienti da distinte proprietà private. Tra i 761 lotti presenti spiccano una coppia di cassettoni lombardi della fine del XVIII – inizi del XIX secolo, in noce, intarsiati in legni di diverse essenze (stima: 55-65.000 Euro), una coppia di comodini napoletani della metà del XVIII secolo, impiallacciati in legno di rosa ed ebano viola, con piani in breccia di Aleppo (stima: 25-30.000 Euro), un cassettone a ribalta lastronato in noce, realizzato in Liguria nel XVIII secolo (stima: 18-22.000 Euro), una grande libreria a due corpi in noce (stima: 18-22.000 Euro), un cassettone in legno laccato rosso decorato da chinoiseries dorate e in madreperla (Francia, epoca Napoleone III, stima: 15-18.000 Euro) e una coppia di divani del XVIII secolo, in legno intagliato e dorato a mecca (stima: 14-16.000 Euro). Non meno importanti, autentiche “chicche per connaisseur”, sono il prospetto d’organo del Settecento in legno laccato azzurro, dorato lungo i profili ed i rilievi ornamentali (stima: 25-35.000 Euro), un modello di acquasantiera in bronzo brunito e marmo cipollino, eseguito a Roma alla fine del XVIII – inizi del XIX secolo (stima: 25-30.000 Euro), un trittico in legno e avorio eseguito nella seconda metà del XIX secolo (stima: 15-18.000 Euro), una grande specchiera e una console, entrambe in legno dorato, eseguite in Piemonte nella prima metà del XVIII secolo, ciascuna stimata 12-15.000 Euro. Altra opera molto significativa è il capezzale in rame dorato, corallo e lapislazuli, tipico esempio dell’artigianato di Trapani del XVII secolo (stima 25-35.000 Euro). La composizione, incorniciata da tre ordini di perline entro teca poligonale, è incentrata attorno alla figura devozionale della Madonna col Bambino interamente realizzata con elementi di corallo, racchiusa entro una nicchia arcuata delimitata da placchette di lapislazuli ripetute nella parte sottostante a creare uno sfondamento prospettico; ai lati della Vergine si collocano due santi, una con la Croce simbolo della Fede e della Chiesa, l’altro, stante, con la palma emblema del martirio e del sacrificio cristiano. La scena è inquadrata da una serie di angioletti e teste di cherubino che svolazzano nella parte sommitale mentre un putto di dimensione maggiori si libra ai piedi della Madonna ed un secondo si accomoda tra le vesti della Madre di Cristo. Il perimetro dodecagonale è sottolineato da una trama di girali smaltati bianchi arricchiti da innumerevoli piccole corolle. Interessante, infine, è il piccolo nucleo di arredi intagliati e laccati (dal lotto 414 al 421) provenienti da una nobile Famiglia di Reggio Calabria, commissionati intorno al 1870 all’artigiano palermitano che costruì gli arredi di Palazzo Tomasi di Lampedusa.

Asta: giovedì, 15 maggio 2008, ore 10.30 (lotti 1-230) e 16.00 (lotti 231-475)

venerdì, 16 maggio 2008, ore 10.30 (lotti 476-761)

Esposizione: da sabato, 10 a mercoledì, 14 maggio 2008

orario: 10.30-13.30 – 15.00-19.00

Info: Roma, Palazzo Patrizi – Via Margutta 54, Tel. 06 20190001 – Fax 06 3215983

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