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La stagione primaverile di aste della
sede romana di Finarte offre una vendita di mobili, arredi e dipinti
assai variegata, che copre un ampio arco che raggiunge i nostri giorni
presentando una gustosa selezione di Arti decorative del Novecento.
I trenta lotti che ben rappresentano il periodo, sono tutti
esemplari doc; interessante è un nucleo di arredi disegnati
dall’architetto Ico Parisi (Palermo 1916 – Como 1996) fra cui un
bellissimo tavolo (stima: 2.500-3.500 Euro), una credenza con maniglie
realizzate da Edgardo Mannucci (Fabriano 1904 – Arcevia 1986) in
argento fuso a cera persa con inclusioni di pietre dure (stima: 2-3.000
Euro), due coppie di poltrone, un divano e varie -edie presentate in
lotti distinti, una camera da letto, un armadio ed un mobile-bar con
valutazioni molto invoglianti (stimati da 3-400 a 2.500 Euro). E ancora,
molto particolari, una libreria con annesso mobile bar (stima: 6-7.000
Euro) ed una cassettiera (stima: 8-10.000 Euro) creati nel 1954 per casa
Scanavino a Genova da Roberto Aloi (Palermo 1897 – Berzo S.Fermo
1981) ed Emilio Scanavino (Genova 1922 – Milano 1986). Fra i
complementi d’arredo spiccano due modelli in terracotta policroma
parzialmente smaltata eseguiti da Andrea Spadini fra il 1959 e il
’60, repliche delle statue in pietra di Vicenza raffiguranti Alberto
Fabiani e Simonetta Visconti Fabiani eseguite dallo Spadini per il
Giardino di Villa Fabiani a Grottaferrata; inoltre due lampadari
Fontana Arte del 1954 modello Dalia stimati 5-6.000 Euro ognuno e
tre appliques “en suite” valutate 800-1.200 Euro (la singola) e
1.800-2.200 Euro la coppia. Chiude la breve sezione un’importante
lampada Tiffany Studios New York modello Twisted Vine stimata
15-18.000 Euro. La sezione di “antiquariato” offre un’ampia scelta di
mobili italiani piemontesi e emiliani provenienti da distinte proprietà
private. Tra i 761 lotti presenti spiccano una coppia di cassettoni
lombardi della fine del XVIII – inizi del XIX secolo, in noce,
intarsiati in legni di diverse essenze (stima: 55-65.000 Euro), una
coppia di comodini napoletani della metà del XVIII secolo,
impiallacciati in legno di rosa ed ebano viola, con piani in breccia di
Aleppo (stima: 25-30.000 Euro), un cassettone a ribalta
lastronato in noce, realizzato in Liguria nel XVIII secolo (stima:
18-22.000 Euro), una grande libreria a due corpi in noce (stima:
18-22.000 Euro), un cassettone in legno laccato rosso decorato da
chinoiseries dorate e in madreperla (Francia, epoca Napoleone III,
stima: 15-18.000 Euro) e una coppia di divani del XVIII secolo,
in legno intagliato e dorato a mecca (stima: 14-16.000 Euro). Non meno
importanti, autentiche “chicche per connaisseur”, sono il
prospetto d’organo del Settecento in legno laccato azzurro, dorato
lungo i profili ed i rilievi ornamentali (stima: 25-35.000 Euro), un
modello di acquasantiera in bronzo brunito e marmo cipollino,
eseguito a Roma alla fine del XVIII – inizi del XIX secolo (stima:
25-30.000 Euro), un trittico in legno e avorio eseguito nella
seconda metà del XIX secolo (stima: 15-18.000 Euro), una grande
specchiera e una console, entrambe in legno dorato, eseguite
in Piemonte nella prima metà del XVIII secolo, ciascuna stimata
12-15.000 Euro. Altra opera molto significativa è il capezzale in
rame dorato, corallo e lapislazuli, tipico esempio dell’artigianato di
Trapani del XVII secolo (stima 25-35.000 Euro). La composizione,
incorniciata da tre ordini di perline entro teca poligonale, è
incentrata attorno alla figura devozionale della Madonna col Bambino
interamente realizzata con elementi di corallo, racchiusa entro una
nicchia arcuata delimitata da placchette di lapislazuli ripetute nella
parte sottostante a creare uno sfondamento prospettico; ai lati della
Vergine si collocano due santi, una con la Croce simbolo della Fede e
della Chiesa, l’altro, stante, con la palma emblema del martirio e del
sacrificio cristiano. La scena è inquadrata da una serie di angioletti e
teste di cherubino che svolazzano nella parte sommitale mentre un putto
di dimensione maggiori si libra ai piedi della Madonna ed un secondo si
accomoda tra le vesti della Madre di Cristo. Il perimetro dodecagonale è
sottolineato da una trama di girali smaltati bianchi arricchiti da
innumerevoli piccole corolle. Interessante, infine, è il piccolo nucleo
di arredi intagliati e laccati (dal lotto 414 al 421) provenienti da una
nobile Famiglia di Reggio Calabria, commissionati intorno al 1870
all’artigiano palermitano che costruì gli arredi di Palazzo Tomasi di
Lampedusa. Asta: giovedì, 15 maggio 2008, ore 10.30 (lotti 1-230) e 16.00 (lotti 231-475) venerdì, 16 maggio 2008, ore 10.30 (lotti 476-761) Esposizione: da sabato, 10 a mercoledì, 14 maggio 2008 orario: 10.30-13.30 – 15.00-19.00 Info: Roma, Palazzo Patrizi – Via Margutta 54, Tel. 06 20190001 – Fax 06 3215983 |
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