Convegni, Arezzo: tre giorni di studi sul restauro della

Pala Albergotti di Giorgio Vasari a partire dal 28 marzo

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data : 19.03.2008

Saranno tre giorni intensi quelli del Convegno”L’ingegno e la mano - Restaurare il mai restaurato” che prenderà l’avvio il 28 marzo ad Arezzo con nomi d’eccezione nel mondo della Conservazione e della Storia dell’Arte. Inoltre con l’occasione dell’ avvio del restauro della pala ”Incoronazione della Vergine”, opera conservata nella chiesa della Badia di Sante Flora e Lucilla di Arezzo che non e’ mai stata ritoccata, verrà allestita una mostra sulle tavole laterali. Sono queste alcune delle iniziative per il preludio delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari (Arezzo 1511), organizzato dalla Provincia di Arezzo e Confartigianato nazionale con Banca Etruria in qualità di principale sponsor.
Al convegno  interverrà il direttore del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Yvonne Szafran, insieme ad altri studiosi di fama internazionale per affrontare la grande questione su come e se intervenire su opere ‘mai toccate’. L’eccezionalità del progetto risiede anche nel fatto che i restauratori della Pala Albergotti del Vasari, cosi’ e’ conosciuta l’opera, visti i risultati dell’indagine diagnostica, hanno richiesto un confronto con la comunità scientifica prima di proseguire il restauro.

E’ emerso infatti che la Pala Albergotti, una tra le opere meno studiate dell’artista, sembra non essere mai stata ”toccata” da nessun tipo di restauro. E’ questa una caratteristica decisamente rara, e rappresenta una possibilità di conoscenza, di confronto e di condivisione che viene offerta alla comunità scientifica della conservazione attraverso il convegno internazionale di studi. Ai tre giorni aretini del simposio sono stati invitati esperti da tutto il mondo ad esporre le loro esperienze di restauro e a discutere sulle  problematiche, le  tecniche e i materiali che e’ più opportuno usare.

L’opera, un olio su tavola,  5 metri per 4, con una cornice monumentale intagliata,  dorata e dipinta e’ composta da una grande tavola che raffigura l’Assunzione e l’incoronazione della Vergine e due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco più otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante, fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati intorno al 1567.

In seguito fu acquistata per 200 scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la  cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata nella chiesa della Badia durante il  restauro della Pieve.
La tavola centrale, che si trova nel cantiere allestito appositamente all’interno della chiesa della Badia delle sante Flora e Lucilla di Arezzo, sarà visibile per piccoli gruppi guidati durante il convegno, mentre le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette poligonali saranno oggetto della mostra ”Vasari visto da vicino, le tavole laterali della pala Albergotti”, allestita nella sala del Museo Medievale e moderna fino al 13 aprile e che verrà inaugurata in occasione dell’apertura del convegno il 28 marzo.

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