|
Mostre, Vicenza: RESTITUZIONI 2008. Tesori d'arte restaurati alla Gallerie di Palazzo Leoni Montanari |
data : 26.03.2008 |
|
Intesa Sanpaolo ha affidato a 23 laboratori il restauro di 80 meraviglie che saranno esposte nella XIV edizione di Restituzioni. Tesori d'arte restaurati, presso la Galleria di Palazzo Leoni Montanari dal 29 marzo al 29 giugno 2008. Tra i tesori recuperati, il Reliquiario del Sangue di San Gennaro. L'esposizione riassume con efficacia già nel titolo la filosofia di questo ben consolidato programma, nato alla fine degli anni Ottanta da un'intuizione dell'allora presidente della Banca Cattolica del Veneto, Feliciano Benvenuti, proseguito poi in Ambroveneto, in Banca Intesa e oggi in Intesa Sanpaolo grazie alla convinta tutela al progetto espressa da Giovanni Bazoli, con progressive estensioni del territorio coinvolto. In quasi vent'anni le opere restaurate sono state più di seicento: da un lato esse formano una sorta di ideale museo di testimonianze della nostra civiltà artistica restituito ai cittadini, dall'altro sottolineano l'importanza essenziale del restauro per la conservazione e la conoscenza dell'opera d'arte. Ancora una volta la scelta delle opere, regolata da criteri di urgenza, è stata assolutamente "trasversale": l'arco cronologico d'insieme sfiora i due millenni, i manufatti rivelano la complessa articolazione del nostro patrimonio culturale coinvolgendo ogni tipo di espressione artistica, la pittura e la scultura ma anche l'archeologia e le arti applicate, in particolare le oreficerie sacre. Intesa Sanpaolo ora dà conto al pubblico del lavoro svolto e degli importanti risultati ottenuti attraverso la rassegna organizzata nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale dell'Istituto a Vicenza. Il percorso espositivo si snoda attraverso le sale al piano terra e al piano nobile raggruppando le opere in tre sezioni, quasi in tre mostre. La prima è costituita da una vasta area di reperti archeologici, statuette in marmo pario della fine del IV secolo a.C., vetri, avori, antiche oreficerie, corredi funebri longobardi, frammenti di arredi liturgici paleocristiani. La Lastra di arredo liturgico dell'VIII secolo, giunta al restauro in pessime condizioni, aveva uno dei suoi nemici nella sua stessa natura, nella vulnerabilità del materiale adoperato per crearla. I depositi di malta, altamente corrosivi, agendo all'interno del calcare, la stavano come sbriciolando nella parte posteriore. Per il bassorilievo, e per le sue deliziose pavoncelle scolpite, la salvezza è arrivata in extremis. La seconda mostra presenta una straordinaria selezione da tre "tesori", la più antica forma di collezionismo dopo la fine del mondo antico: quello veneziano di San Marco, quello romano dei Musei Vaticani, quello della cappella di San Gennaro nella Cattedrale di Napoli. Di eccezionale fattura e bellezza la Stauroteca "detta di San Leonzio", una croce-reliquiario in oro e argento, arricchita da gemme, con smalti che disegnano i vivaci volti degli Evangelisti in forme e modi bizantini. La terza, infine, allinea una serie di capolavori pittorici, dal XIV al XVII secolo; opere non solo di grande bellezza di Bernardo Daddi, Alvise Vivarini, Vittore Carpaccio, Giampietrino, Gaudenzio Ferrari, Romanino, Moretto, Lorenzo Lotto (il solo Trittico di San Domenico di Carlo Crivelli, del 1482, giustifica ampiamente la visita), ma anche di delicata fragilità: tempere e olî su tavola, supporti complicatissimi che hanno richiesto interventi di pulizia e di restauro di comprensibile difficoltà. Come l'aver riportato alla sua ripartizione originaria in tre tavole l'opera I santi Giacomo Maggiore, Antonio Abate, Andrea Apostolo, Domenico di Guzman, Lorenzo Martire e Nicola di Bari, costretta prima del salvataggio ad una forzata e innaturale convivenza che ne aveva acuito tutta la fragilità e fortemente compromesso il risultato artistico. Accanto ad alcune opere, affascinanti riprese video mostreranno i tratti salienti dei delicati recuperi, indubbio omaggio all'intervento intelligente e partecipe dei restauratori. Tre mostre, tre tesori,
ma anche due evidenti coerenze: prima di tutto, come detto, ogni opera
esposta è stata oggetto, negli ultimi due anni, di un non rinviabile
intervento di restauro. Ben ventitré laboratori di mezza Italia hanno
lavorato, in accordo con le Soprintendenze competenti, al fine di
salvaguardare le oltre ottanta opere d'arte scelte. In secondo luogo
questi segni delineano un percorso unitario di indicibile suggestione:
il visitatore potrà osservare raffigurazioni di gesti che travalicano i
secoli e che riemergono a distanza di un millennio, panneggi che dal
nitore del marmo riaffiorano nella nitidezza cromatica della tavola e
della tela, e scoprire, in un'esperienza privilegiata, la comune
fragilità della bellezza. |
|
Home | Aste Calendario | Aste Top Lots | Aste Press | Recensioni Mostre Antiquarie | Cultura e Arte | News Mostre Antiquarie | Antiquari e Gallerie | Calendario Antiquario | Amarcord Antiquario | Restauro | Gli Articoli di EOS | Documenti Utili | Buon Vivere | Gli Archivi |
|
La testata Eosarte ed il sito
www.eosarte.it hanno assorbito tutti i contenuti di EOS-Mercanti
d'Arte e di www.eosmercantidarte.it |