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Tomba etrusca della Montagnola a Quinto Fiorentino. Dopo gli scavi TAV parte il restauro mentre si aspetta il treno |
data : 26.03.2008 |
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Così nuda, ridotta a ceppaia dopo il taglio di tutta la vegetazione arborea e arbustiva che la ricopriva, fa un po’ impressione la collinetta che ospita la tomba etrusca della Montagnola, a Quinto Fiorentino. Ma così, è stato spiegato, è già più simile a come il tumulo doveva apparire quando la tomba venne costruita, nel VI-VII secolo a.C.. Secondo Carlotta Cianferoni, vice-soprintendente archeologica della Toscana, ciò che ha determinato più di ogni altra cosa il deterioramento del tumulo è stata infatti proprio la vegetazione piantata sul tumulo qualche secolo fa. E il taglio è diventato l’atto preliminare al restauro. La tomba della Montagnola risulta tuttavia ancora oggi impraticabile, puntellata com’è da decine di tubi Innocenti, da quando – avviati i lavori di scavo sotto la tholos per la galleria TAV della tratta appenninica – il più antico monumento di Firenze è rimasto chiuso al visitatore. Adesso che gli scavi TAV sono terminati, e si attende il passaggio dei supertreni (qui sotto correranno, è stato riferito, a circa 100 km/h), diventa possibile iniziare a procedere al consolidamento e al restauro del manufatto. Sul tumulo saranno posizionati un manto drenante e, successivamente, un nuovo manto erboso. I lavori di scavo inizieranno la prossima settimana. La Soprintendenza spera che si possano scoprire nuovi manufatti o corredi funebri: “Di questo monumento – ha detto Cianferoni - noi conosciamo di fatto soltanto una piccola parte”.
Il rappresentante della TAV (una società di FS, e dunque a capitale pubblico), che finanzierà l’operazione di restauro, non è stato in grado di specificare in sede di conferenza stampa a quanto ammonterà il costo dell’intervento che - si è appreso successivamente da un comunicato dello stesso Comune – dovrebbe consistere in “circa cinque milioni di euro”. Non sono stati invece ancora effettuati gli scavi archeologici tesi a completare la messa in luce della vicina grande tomba etrusca della Mula. Nel ’97 il Soprintendente Angelo Bottini aveva segnalato al riguardo alla Fiatengineering (incaricata del progetto di salvaguardia, consolidamento e restauro) che, “prima di intervenire sulle strutture, sarà necessario completare lo scavo della camera e soprattutto affrontare quello del dromos al fine di ripristinare l’accesso originario alla tomba, sito sul fianco ovest del tumulo, naturalmente fuori della soprastante villa Pecchioli”. Rispondendo a una domanda sulla mancata attuazione di questo intervento Cianferoni ha dichiarato: “Io ancora la considero una cosa aperta”. Non è stato possibile, durante la conferenza, ricevere peraltro i dati sull’abbassamento della falda causato dalla costruzione della galleria TAV. L’impatto idrogeologico, che sembra aver messo all’asciutto anche la famiglia residente accanto al monumento, rappresenta uno specifico rischio per la stabilità delle due tombe, la Mula e la Montagnola, ed era stato evidenziato nel 2000 dal geologo della Soprintendenza Pasquino Pallecchi. In una nota tecnica indirizzata al Soprintendente Pallecchi aveva scritto: “Non si può escludere che, a seguito della costruzione delle gallerie, si possano verificare variazioni nella profondità del livello della falda acquifera con relative variazioni della consistenza del terreno di fondazione delle tombe.
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