Cinzia
Filanti, genovese ma fiorentina di adozione, opera da anni
nel mitico Palazzo dei Pittori di Via Milton, ove si respira
ancora l’aria creativa dei tanti che lo frequentarono da
Arnold Böcklin a Gabriele d’Annunzio, o che vi ebbero
studio: Egisto Ferroni, Giovanni e Romeo Costetti, Giuseppe
Graziosi, la "Scuola fiorentina di pittura" diretta dai
professori Rossi e Zardo, i pittori Gianni Vagnetti, Osman
De Scolari, Bruno Bartoccini, Arrigo Dreoni , Elisa Bottèro,
Remo Squillantini, Renato Alessandrini, Anna Romano, Enzo
Fanfani, Silvano Galletti e Carlo Galleni, per citare i più
noti.

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Riceve i primi
consensi artistici già in età giovanissima, quando a soli otto
anni vince un concorso artistico a cui partecipano scuole da
tutta Italia, e riceve il premio dall'allora presidente Pertini.
La sua carriera artistica viene incoraggiata da altri artisti
con cui viene in contatto. Ma è la sua voglia di sperimentare e
di apprendere che le consente di assorbire nuove tecniche e
intraprendere strade e possibilità nuove. Tutto questo lo si
ritrova nei suoi dipinti dai quali emerge una profonda ricerca
spirituale E' da questa ricerca che nascono opere legate alla
tradizione celtica ed al mondo intangibile di Faerie. Guardando
i suoi dipinti si è colpiti in maniera diversa da ciò che vi è
rappresentato, o le forme, od i colori suscitano sentimenti
profondi ed a volte contrastanti nell'osservatore, ma mai si
passa davanti ad una sua tela senza soffermarsi, anche solo per
un attimo, ad osservare ciò che rappresenta. Il mondo di sogno
che essa dipinge sembra guidare la sua mano, neppure lei sa
spiegare la nascita di alcune sue opere e la varietà di
stili
che usa.
