LA COLLEZIONE D'ARTE CONTEMPORANEA AL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI:
CAPOLAVORI MADE IN ITALY
di Isabella Giannuzzi Savelli de Stefano
Afro
 
Boccioni
 
Burri
 
Burri
 
Burri
 
Capogrossi
 
Carra
 
Consagra
 
Corpora
 
De Chirico
 
Marotta
30.09.2005

Saturday the 24 and Sunday the 25 many Italian museums joined the European Day of Artistic Heritage. The initiative started in 1991 thanks to an idea of the European Council.

In Italy about 600 sites were opened to visitors this year confirming the large success of the Project.

A great interest aroused the extraordinary opening of the Minister of Foreign Affairs Collection of Contemporary Art that for this exceptional occasion was organized by Rome National Gallery of Modern Art.

Since 1999 the large Palazzo della Farnesina, seat of the Minister, has been transformed in the ideal holder of pieces of art exclusively Made in Italy.

The formula adopted, promoting the lending of pieces from artists or collectors to the Minister, succeeded in bringing together more than 200 works.

 
Sabato 24 e domenica 25 settembre molti musei italiani hanno aderito alle Giornate europee del patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa con l’adesione di 48 paesi europei. Con l’apertura gratuita di circa 600 siti statali, molti dei quali abitualmente chiusi al pubblico e la programmazione di più di 500 manifestazioni culturali, l’evento ha confermato ancora una volta il successo dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione non solo di instancabili turisti e stranieri, ma anche di tanti cittadini italiani, che hanno deciso di conoscere un patrimonio troppo spesso sconosciuto e non adeguatamente valorizzato.
A Roma ha suscitato notevole interesse l’apertura straordinaria della Collezione d’Arte Contemporanea al Ministero degli Affari Esteri.
La visita, organizzata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, ha permesso di visitare una collezione di straordinario valore in un contesto unico come il palazzo della Farnesina, luogo per eccellenza di scambi e di contatti,  contenitore congeniale all’apprezzamento di sperimentazioni e tendenze di un percorso figurativo dell’arte contemporanea, che rientra nella scelta di una vetrina dell’arte esclusivamente made in Italy.
La raccolta infatti, ideata e realizzata nel 1999 dal Segretario Generale della Farnesina Umberto Vattani e sotto la supervisione scientifica del prof. Maurizio Calvesi, nasce con l’intento di far conoscere l’arte italiana all’estero: oltre duecento le opere cedute in prestito da artisti e collezionisti tra dipinti, sculture e installazioni, in un panorama quasi unico dell’arte italiana del Novecento, dal Futurismo fino agli artisti che hanno esordito negli anni Ottanta, in un avvincente alternarsi di sperimentazioni e “ritorni all’ordine”, dove ricerche pittoriche ed extrapittoriche, astratte e figurative dialogano e si compenetrano a vicenda. Una struttura efficiente, coordinata dal ministro Cosimo Risi e composta da Concetta Branciamore, Massimo Scaringella, Pasquale Renzi, Isabella Celata e Federica Gegnacorsi, si occupa con particolare passione ed impagabile entusiasmo e dedizione della gestione e valorizzazione della collezione.
Dalla varietà degli autori esposti spiccano indiscussi protagonisti: come rimanere indifferenti davanti all’Autoritratto di Scipione, che racchiude nel suo codice genetico la plasticità e la forza costruttiva di un Giotto o un Masaccio, o davanti ai celebri Sacchi di Burri, dove la materia – detrito sembra essere lacerata e gravata dall’oscuro peso dell’esistenza? Poi Fontana, con i supporti pittorici squarciati da tagli e buchi, che dilatano a dismisura la materia, oltrepassando lo spazio chiuso e definito della tela e Capogrossi con i suoi brulicanti ideogrammi astratti.
Una intera sala raccoglie le opere degli artisti del gruppo “Forma 1”, che rinunciano a far pittura nel senso tradizionale e parlano un linguaggio consacrato, secondo varie inclinazioni, al segno e al colore, in una straordinaria sovrapposizione di scrittura e pittura. Versus di Dorazio è una deflagrazione cromatica, un magma pittorico che esplode e dilata lo spazio sotto la spinta di luce e colore, mentre in Perilli le geometrie si scompongono con levità e leggerezza nell’oscurità del buio di fondo. Panoramica, questa della Farnesina, in cui non potevano mancare neanche artisti come Guttuso con il dipinto Lo scrittore Goffredo Parise, de Chirico con la luce metafisica della sua Piazza d’Italia a sole spento e ancora Vedova con l’irruenza violenta della sua pittura d’azione, che imprime al segno una forza gestuale che ormai parla Informale.
Il pregio e la peculiarità della collezione è di rivolgersi anche agli artisti viventi, come Gino Marotta, ingiustamente tralasciati dai musei italiani più famosi, ma a buon ragione molto apprezzati dai più importanti musei stranieri. Una’apertura verso la giovane arte italiana testimoniata anche dalla creazione, a cura del prof. Lorenzo Canova, di uno spazio “osservatorio” dell’ultima generazione artistica italiana, articolato in circa 50 opere rappresentative delle principali tendenze in corso, dalla fotografia all’installazione, dalle correnti astratte alla pittura figurativa di matrici più naturalistiche fino alla nuova scultura, dalla pittura d’immagine mediale al video e all’arte digitale, in un ampio ventaglio di soluzioni formali in cui  arte e tecnologia si sovrappongono in un reciproco scambio.
La collezione della Farnesina comprende anche opere scultoree di notevole interesse in un susseguirsi avvincente di capolavori: da Leoncillo con le sue ceramiche divorate e sofferenti, quasi palpitanti sotto il pesante involucro della materia, all’ideale purismo delle superfici levigate di Viani, per poi arrivare ai fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro, nelle cui creazioni, sotto le lucide superfici bronzee convergono universi spinosi e corrosi, al limite tra magia e simbolo. 
Un made in Italy così ampio e articolato, che non tralascia neanche il settore dell’arredamento e del design, da Venini a Talocci, Knoll, Frau e Living Divani.
Dovrei elencare tanti altri nomi, nessuno vorrei tralasciare.
Valgano i pochi artisti citati a ricordare, ancora una volta, l’importanza e la vitalità creativa dei nostri artisti, di cui la Farnesina mostra di averne compreso a pieno l’indiscutibile valore, sottolineando l’importanza che la promozione culturale riveste e, deve rivestire, nella politica estera italiana

 

Dorazio
 
Guttuso
 
 
 
 

 

 A. Pomodoro
 
 
 G. Pomodoro
 

 

 Schifano
 
 Paladino
 
 
 Plessi

 

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