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Afro
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Boccioni
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Burri
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Burri
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Burri
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Capogrossi
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Carra
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Consagra
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Corpora
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De Chirico
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Marotta
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30.09.2005
Saturday the
24 and Sunday the 25 many Italian museums joined the European
Day of Artistic Heritage. The initiative started in 1991 thanks
to an idea of the European Council.
In Italy about
600 sites were opened to visitors this year confirming the large
success of the Project.
A great
interest aroused the extraordinary opening of the Minister of
Foreign Affairs Collection of Contemporary Art that for this
exceptional occasion was organized by Rome National Gallery of
Modern Art.
Since 1999 the
large Palazzo della Farnesina, seat of the Minister, has been
transformed in the ideal holder of pieces of art exclusively
Made in Italy.
The formula
adopted, promoting the lending of pieces from artists or
collectors to the Minister, succeeded in bringing together more
than 200 works.
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Sabato 24 e domenica 25 settembre molti musei
italiani hanno aderito alle Giornate europee
del patrimonio, ideate nel 1991 dal
Consiglio d’Europa con l’adesione di 48 paesi
europei. Con l’apertura gratuita di circa 600
siti statali, molti dei quali abitualmente
chiusi al pubblico e la programmazione di più di
500 manifestazioni culturali, l’evento ha
confermato ancora una volta il successo
dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione
non solo di instancabili turisti e stranieri, ma
anche di tanti cittadini italiani, che hanno
deciso di conoscere un patrimonio troppo spesso
sconosciuto e non adeguatamente valorizzato.
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A Roma ha suscitato notevole interesse
l’apertura straordinaria della Collezione
d’Arte Contemporanea al Ministero degli Affari
Esteri.
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La visita, organizzata dalla Galleria
Nazionale d’Arte Moderna di Roma in
collaborazione con il Ministero degli Affari
Esteri, ha permesso di visitare una collezione
di straordinario valore in un contesto unico
come il palazzo della Farnesina, luogo per
eccellenza di scambi e di contatti, contenitore
congeniale all’apprezzamento di sperimentazioni
e tendenze di un percorso figurativo dell’arte
contemporanea, che rientra nella scelta di una
vetrina dell’arte esclusivamente made in
Italy.
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La raccolta infatti, ideata e realizzata nel
1999 dal Segretario Generale della Farnesina
Umberto Vattani e sotto la supervisione
scientifica del prof. Maurizio Calvesi, nasce
con l’intento di far conoscere l’arte italiana
all’estero: oltre duecento le opere cedute in
prestito da artisti e collezionisti tra dipinti,
sculture e installazioni, in un panorama quasi
unico dell’arte italiana del Novecento, dal
Futurismo fino agli artisti che hanno esordito
negli anni Ottanta, in un avvincente alternarsi
di sperimentazioni e “ritorni all’ordine”, dove
ricerche pittoriche ed extrapittoriche, astratte
e figurative dialogano e si compenetrano a
vicenda. Una struttura efficiente, coordinata
dal ministro Cosimo Risi e composta da Concetta
Branciamore, Massimo Scaringella, Pasquale Renzi,
Isabella Celata e Federica Gegnacorsi, si occupa
con particolare passione ed impagabile
entusiasmo e dedizione della gestione e
valorizzazione della collezione.
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Dalla varietà degli autori esposti spiccano
indiscussi protagonisti: come rimanere
indifferenti davanti all’Autoritratto di
Scipione, che racchiude nel suo codice genetico
la plasticità e la forza costruttiva di un
Giotto o un Masaccio, o davanti ai celebri
Sacchi di Burri, dove la materia – detrito
sembra essere lacerata e gravata dall’oscuro
peso dell’esistenza? Poi Fontana, con i supporti
pittorici squarciati da tagli e buchi, che
dilatano a dismisura la materia, oltrepassando
lo spazio chiuso e definito della tela e
Capogrossi con i suoi brulicanti ideogrammi
astratti.
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Una intera sala raccoglie le opere degli artisti
del gruppo “Forma 1”, che rinunciano a far
pittura nel senso tradizionale e parlano un
linguaggio consacrato, secondo varie
inclinazioni, al segno e al colore, in una
straordinaria sovrapposizione di scrittura e
pittura. Versus di Dorazio è una
deflagrazione cromatica, un magma pittorico che
esplode e dilata lo spazio sotto la spinta di
luce e colore, mentre in Perilli le geometrie si
scompongono con levità e leggerezza
nell’oscurità del buio di fondo. Panoramica,
questa della Farnesina, in cui non potevano
mancare neanche artisti come Guttuso con il
dipinto Lo scrittore Goffredo Parise, de
Chirico con la luce metafisica della sua
Piazza d’Italia a sole spento e ancora
Vedova con l’irruenza violenta della sua pittura
d’azione, che imprime al segno una forza
gestuale che ormai parla Informale.
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Il pregio e la peculiarità della collezione è di
rivolgersi anche agli artisti viventi, come Gino
Marotta, ingiustamente tralasciati dai musei
italiani più famosi, ma a buon ragione molto
apprezzati dai più importanti musei stranieri.
Una’apertura verso la giovane arte italiana
testimoniata anche dalla creazione, a cura del
prof. Lorenzo Canova, di uno spazio
“osservatorio” dell’ultima generazione artistica
italiana, articolato in circa 50 opere
rappresentative delle principali tendenze in
corso, dalla fotografia all’installazione, dalle
correnti astratte alla pittura figurativa di
matrici più naturalistiche fino alla nuova
scultura, dalla pittura d’immagine mediale al
video e all’arte digitale, in un ampio ventaglio
di soluzioni formali in cui arte e tecnologia
si sovrappongono in un reciproco scambio.
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La collezione della Farnesina comprende anche
opere scultoree di notevole interesse in un
susseguirsi avvincente di capolavori: da
Leoncillo con le sue ceramiche divorate e
sofferenti, quasi palpitanti sotto il pesante
involucro della materia, all’ideale purismo
delle superfici levigate di Viani, per poi
arrivare ai fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro,
nelle cui creazioni, sotto le lucide superfici
bronzee convergono universi spinosi e corrosi,
al limite tra magia e simbolo.
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Un made in Italy così ampio e articolato,
che non tralascia neanche il settore
dell’arredamento e del design, da Venini a
Talocci, Knoll, Frau e Living Divani.
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Dovrei elencare tanti altri nomi, nessuno vorrei
tralasciare.
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Valgano i pochi artisti citati a ricordare,
ancora una volta, l’importanza e la vitalità
creativa dei nostri artisti, di cui la Farnesina
mostra di averne compreso a pieno
l’indiscutibile valore, sottolineando
l’importanza che la promozione culturale riveste
e, deve rivestire, nella politica estera
italiana
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