|
I Mostra Mercato dell'AntiquariatoCittà di Colorno (Parma)Introduzione al catalogo di Marco Pellegri Tra i chiaroscuri placati delle stanze del Piano Nobile del Palazzo Ducale di Colorno, singolare palcoscenico storico dal nome ricco di suggestioni evocatrici, è in atto un momento d’incontro o un appuntamento per gli antiquari, per gli operatori nel campo, per tutti coloro che amano “l’antico”. La prima fase dell’estate viene cosi’ caratterizzata da un’esposizione che anima gli appartamenti del Duca e della Duchessa, tradenti ancora un loro ritmo scandito dalla necessità del vivere un ruolo pubblico. Un ritmo ininterrotto attraverso cui si è svolta l’avventura quotidiana di una grande famiglia, i Sanseverino, e quella di quattro dinastie che vi si sono avvicendate: dei Farnese, dei primi Borbone, di Maria Luigia d’Austria e dei secondi Borbone. Ed ognuna di queste casate ha dietro le spalle, palese od oscura, una lunga complessa e sempre, anche se cruenta, meravigliosa vicenda che è stata ancora recentemente narrata. Vengono ora arredate le desolate sale, spoglie sin dal tempo dell’Unità d’Italia, con oggetti che hanno il carattere particolare di essere suntuosi, belli, ricchi e rifulgenti: l’aria innanzi ai nostri occhi si popolerà, in una visione di sogno, di arredi antichi, anche se non di quelli originali di cui rimangono solo dettagliati elenchi. Per raggiungere il luogo della rassegna, e ciò è prestigioso perché è testimonianza cospicua di architettura esemplare, ci si deve approcciare alle facciate, ad un regale portale e gli spazi ariosi di un cortile con cornici creati dalla mente fervida di Ferdinando Bibiena e poi ad uno scalone, a rampe gemini, disegnato dall’architetto Ennemondo Petitot, la cui loggia pare un trono ed un ponte di comando cui innanzi si apre ancora una distesa di verde, misero resto di un giardino che ai suoi tempi ancora una distesa di verde, proiettato in uno spazio senza confini, era un “viridario” famoso in tutto il mondo d’allora con le sue fontane, sculture, grotte incantate, scelta di piante e fiori a non finire. Entrano gli antiquari, sono ben sessanta, con quel valore che si attribuisce ad ogni iniziativa che possa ancor più avvicinare alla cultura, in questo splendido scenario ed ai loro oggetti si distribuiranno a partire dal Gran Salone, pur esso da ammirare per le decorazioni virtuose permeate di una tecnica che trascende, pur in un riacquistato equilibrio umanistico, in un anelito di poesia. Entrano con le loro occasioni, anche di ricerca e di confronto, ma lasceranno un segni: quello di contribuire ad un integrale recupero del Palazzo i cui lavori proseguiranno di anno in anno secondo un razionale programma. Ed anche questo non sarà meno significativo delle soddisfazioni che la Mostra in atto avrà potuto darci.
|
|