Alma Bardi Antichità
natura morta: Opera di un epigono di Abraham Bruegher e del Ruoppolo, scuola Napoletana, tela cm. 104x76.
 
Billi Carlo e Franco Antichità
Inginocchiatoio, del 1600, con colonne a torciglione, in noce.
 
Cacciamani e Maggini Antichità
Trumeau romano epoca Luigi XIV, mosso frontalmente - Tutto lastrato in carruba.
 
Castellani Elim e Lorenzo Antichità
Cassettone toscano, Luigi XIV, interamente lastronato e riccamente filettato e cariatidi scolpite.
 
Cerboni Francesco Antichità
Credenza del 1500 Arte Umbra (4,50x2,70x0,55).
 
Nino Codognato Antichità
Tavolo da gioco, in noce, del 1700. Chiuso: alto 0,83, largo 0,67, profondo 0,67.
Aperto: il piano m. 1,28x0,63 massimo.
 
De Alexandris Ferdinando Antichità
Poltrona in noce, secolo XVI, Italia centrale.
 
Franco Marri Antichità Gioielli
Credenza arte toscana in noce Secolo XVI.

 

 
Città di Cortona VIII° edizione
Mostra Mercato Nazionale del Mobile Antico
23 Agosto - 25 Settembre 1970

Comitato Direttivo

IVAN BRUSCHI
Presidente
Comitato Direttivo Mostra
 
Difficile è una prefazione al presente catalogo dopo le tante scritte nel succedersi delle varie edizioni della Mostra, e quest' anno è l' ottava, senza il pericolo di ripetersi, se non vi fossero fatti nuovi nella sua evoluzione: perche evoluzione e perfezionamento sono sempre stati una costante ricorrente e necessaria di questa nobile esistenza dal momento che nacque, pavida e piccolina, fino ad oggi quando il parteciparvi è divenuto cosa ambita al punto di non poter accogliere le tante, continue e, diciamolo pure, desiderabili richieste di adesione che da ogni parte ci provengono. L’iniziativa è nata all'insegna della semplicità, come le cose buone e schiette, senza pretenzioni, senza innaturali sofistificazioni e mentre da principio ciò era maniera seguita direi quasi per istinto, oggi possiamo constatare si è fatta simbolo e all'ombra di essa si muove la nostra fatica: quanto era insomma germe e fermento è divenuto sigla e caratteristica precipua. I partecipanti hanno trovato in tal modo qualcosa in più di un comune sistema commerciale, hanno capito che il loro agire trascende la semplice vendita di oggetti antichi e crea una problematica nuova, un mondo, se pur effimero di un mese, che vive e agisce nel campo della cultura. Sanno che in questo organismo la loro parte è indistintamente necessaria, nella stessa misura, dal più importante al più modesto e che per ogni oggetto, opera d'arte oppure semplice documento, è richiesto un unico requisito: la genuinità. Anche un frammento, un nonnulla, purchè vero ed originale, può assumere significato e suggestione e il probabile acquirente troverà giusto portarselo a casa, senza troppo spendere, come una reliquia, scintilla ed essenza di antica vita vissuta. Si modifica
così il concetto di antiquariato finora misurato come bene speculativo e di ambizione, per divenire più vero ed umano, oggetto di ricerca e di studio. Tale sarà anche un pò la nostra partecipazione all' evoluzione spirituale e critica che lievita attualmente, nella quale, perdonando gli eccessi, fermamente crediamo e ringrazio prima di tutto voi, colleghi antiquari, che condividendo siffatti intendimenti avete dato con tanto impegno, e so bene a prezzo di quali sacrifici, il contributo più importante a questa presentazione, a questa ribalta per propagandare una merce ormai rarefatta a questo giardino dai mille colori e dalle mille forme, impensate e sature di segreti operate da artisti che con i loro artifizi scelsero vie nuove, fatte di coraggio e d'avventura, parlando linguaggi nuovi, a queste ramificazioni di mille sapienze di mille metamorfosi della materia, che rivivono nei saloni di Palazzo Vagnotti con la luce di questo sole cortonese che ugualmente illumina e riscalda le pietre grigie delle chiese e dei palazzi
che ci circondano. Doveroso è infine un pensiero di riconoscenza a S. Ecc. Monsignor Franciolini, ormai nostro buon Protettore, a Monsignor Don Giovanni Materazzi, a tutte le autorità politiche, civili e amministrative all' Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, all'amico Comm. Giuseppe Favilli,
solerte Presidente, ai collaboratori tutti e a questa Città tanto bella e ospitale. Lascerà traccia in essa il nostro passaggio, ne sono certo, e srtrane poetiche rimarranno nell'aria come insegnamento, come nuove componenti che si aggiungeranno alle tante che può vantare, di tradizione e d'arte, questa Città, spettacolo che non ha mai sonno tumultuoso e irruento eppure quieto e tranquillo, che turba e riposa; e così pure i nostri oggetti d' altro canto, ritroveranno quà il loro ambiente congeniale, stanchezze che furono un giorno vita galleggianti sulle scure acque della dimenticanza per arrivare ed approvare a questa riva a liberarsi dalla polvere, materie che un gioco crudele non si stanca mai di far morire,
ma che rivivono logore e consunte e fino a ieri estranee. Il loro richiamo è vita: e toccandone qualcuna, avremo la sensazione di avere forse tra le mani il cuore immobile di Dio.

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Antichità Masaccio di Piselli Mirella
Grande mortaio in bronzo, firmato Domenico Maria Fornasini, sec. XVI.
Altezza cm. 33, diametro cm. 35.
 
Moretti Alfredo Antichità
Mobile medagliere inglese, fine 1700.
 
Narducci Crescenzio Antichità
Scrivania a ribalta del 700.
 
Neri Anna Maria Antichità
Madnna con bambino. Stucco di Jacopo della Quercia. cm. 70x60.
 
Polverini Maria Antichità
Dipinto su tela. Fiori e frutta. 1600.
 
Rachini Maria Antichità
Scultura lignea policroma arte veneta, sec. XVII, altezza 80 cm.
 
Lohnni Ritter Antiquario
Sacra Famiglia, Maestro nordico, sec. XVI, dipinto su tavola 25x30.
 
Fratelli Romano Antichità
Grande libreria a due corpi. Legno dipinto, Venezia fine sec. XVII.
Altezza mt. 2,65, larghezza mt. 3,04, prog. max. mt. 0,60.