Carrozzina con meccanismo fine XVIII° sec.
A. Palloni: Borgognissanti 23 r, Firenze
 
Poudreuse francese (XVIII° sec.)
Galerie Almas: Brienner Strasse 55, Monaco
 
Bureau-Troumeau veneziano del XVIII° sec.
Guido Bartolozzi: Via Maggio 11 r, Firenze
 
Giotto - Affresco raffigurante il matrimonio di S. Caterina
Luigi Bellini Antichità: Lungarno Soderini 5, Firenze
 
Interno
Luigi Bellini Antichità: Lungarno Soderini 5, Firenze
 
Bureau-Troumeau veneziano in radica di noce primi XVIII sec.
Bruno Maltinti: Via Fratelli Bronzetti 26, Milano
 
Scultura romana
Casa d'Arte Livio Bruschi: Via dei Fossi 42 r, Firenze
 
Troumeau Veneziano in radica di Tuia, 1743
Giovanni Bruzzichelli: Borgognissanti 31 r, Firenze
Via dei Duchin 10, Spoleto
 
Credenza veneziana XVIII sec. - Fondo tartaruga intagliata e dorata
Ettore & Nino Codognato: Piazza Pitti 32-34, Firenze
 
Coiffense a forma di cuore. Transizione.
J. Cordonnier: 24 Av. de Friedland, Paris
 
N-ams, terrecotte, Messico precolombiano
Le Corneur-Roudillon: 51 Rue Bonaparte, Paris
 
Scuola di musica
Cortinovis: Via Castiglione 12 d, Bologna
 
Michelangiolo Cercuozzi: "Natura morta"
Figli di Adolfo Di Castro: Via del Babuino 80, Roma
 
Francesco di Giorgio (1439-1502): "Fedeltà"
Duveen Brothers: 18 East 79 th Street, New York 21, N.Y.
 
Troumeau laccato veneziano della prima metà del 1700
Marco Galli: Via Cusani 1, Carate Brianza (Milano)
 
Giovanni del Biondo
Francesco Genova: S. Polo 2004, Venezia
 
"Maestro della crocefissione Griggs":
"Madonna col Bambino e quattro Angeli"
Francis Heim: 109 Fg. St. Honoré, Paris
 
Johann Heiss (1640-1704): "Convito di Marcantonio e Cleopatra"
La Spiga: Borgognissanti 15 r, Firenze
 
Neri di Bicci: "S. Giovanni Evangelista tra l'Arcangelo e Tobia, S. Lucia e S. Guglielmo"
Galerie St. James: Av. Princesse Alice, Montecarlo

 

 
Palazzo Strozzi I° edizione
12 settembre-11 ottobre 1959
 
Questa è senza dubbio la più importante, la capostipite di tutte le Mostre Antiquarie italiane. Alla giustamente mitica prima edizione parteciparono 111 espositori, 56 italiani e 55 stranieri così suddivisi:
Belgio 3 - Francia 29 - Germania 4 - Inghilterra 3 - Principato di Monaco 1 - Olanda 8 - U.S.A. 3 - Svezia 1 - Svizzera 3.
Il catalogo di questa Mostra è quasi introvabile, è entrato ormai nel novero dei libri rari e lo si può trovare solo in qualche libreria antiquaria.
Di piccolo formato, è composto di 255 pagine quasi tutte in bianco e nero. Editava questo catalogo l'editrice "Arte Figurativa" di Milano. Dal catalogo abbiamo scelto alcuni testi ed immagini per dare a chi non l'ha conosciuta la dimensione straordinaria di questo evento e la percezione di quanto allora offriva il mercato.

Elenco espositori
 
Comitato Esecutivo e Tecnico

  
Testo introduttivo:
APOLLO E MERCURIO
di Piero Bargellini
 
Anche quella dell'antiquariato, come tutte le storie, non si sa bene dove e come si possa cominciare.
Ebbe gusto d'antiquario, per esempio, già quell'Asinio Pollone, che - dice Plinio - coi suoi "monumenta"attrasse veementemente l'attenzione del pubblico romano. Passione per le "anticaglie" mostrò d'avere nerone e, dopo di lui, con maggiore raffinatezza, il "varius, multiplex, multiformis" imperatore Adriano.
Il desiderio di possedere cose belle, rare ed antiche è talmente naturale che persino i barbari, calando in Italia, ne furono contagiati.
Non parliamo dei monaci, i quali predilessero libri antichi tanto che il nome di "antiquario" fu attribuito, in un primo momento, ai copiatori di codici.
Il gusto per l'antico fu poi la caratteristica più spiccata degli umanisti, come Niccolò Niccoli, che, a detta dell'antiquario di libri Vespasiano da Basticci, non poteva mangiare se non in piatti di terra antica e bere in vasi di forma classica.
e dagli umanisti, la passione per le anticaglie passò ai principi rinascimentali.
Come pegno di pace e di amicizia, Cosimo De' Medici inviò ad Alfonso d'aragona un codice di Tito Livio, e i cortigiani del Re di Napoli, a quell'inconsueto regalo, sospettarono che le pagine del libro fossero cosparse di finissimo e potente veleno. In realtà anche quel re fu contagiato dalla potente febbre dell'antiquariato. Dava premi ai soldati che, dopo il saccheggio della città, gli riportavano monete antiche e opere d'arte.
Palla Strozzi, dal canto suo, se fu sconfitto da Cosimo De' Medici sul terreno della passione politica, non si fece però vincere su quello della pasione antiquaria. Né ai Medici rimasero indietro per molto tempo i Montefeltro e i Gonzaga, i Visconti e gli Sforza.
I fiorentini, si sa, furono più costanti e magnifici. Dopo Cosimo venne Piero; dopo Piero, Lorenzo; poi Lorenzino, che a Roma decapitava le statue degli imperatori non tanto, com'egli poi volle far credere, in odio ai tiranni, quanto per far collezione di teste classiche.
Il Cellini racconta com'egli insegnasse al duca Francesco l'arte di ripulire e restaurare i bronzetti etruschi, mentre il cardinale Leopoldo, nella villa medicea di Roma, creava un vero museo di oggetti d'arte.
Ma questi, a rigore, più che antiquari, non furono che "collezionisti", per quanto sia poi difficile distinguere fra antiquari e collezionisti, ogni antiquario essendo collezionista, e viceversa.
Con tutto ciò, il vero e proprio antiquariato, a carattere commerciale, non sorse che alla fine del Settecento e non fiorì che all'inizio dell'Ottocento, nel clima propizio della prima e fervida società borghese.
Fu allora che, tra l'ignaro possessore di oggetti antichi e il colto amatore d'opere d'arte, in tutti i paesi del mondo, s'interpose la figura dell'antiquario, mercante intraprendente e intelligente conoscitore; abilissimo ricercatore e anche splendido mecenate.
Uomini dotati di particolare intuito e nello stesso tempo dediti a geniali studi; appassionati bracconieri e insieme esperti giudici, i grandi antiquari ottocenteschi, con abile cernita, seppero distinguere e valorizzare opere d'arte che, senza il loro tempestivo intervento, sarebbero andate quasi sicuramente distrutte. Le riscattarono dall'oblio, le misero in luce, imponendole al gusto e all'interesse d'una vastissima clientela, non più di principi e di prelati, ma di ricchi borghesi desiderosi di nobilitare le loro case con oggetti di rara bellezza, ambiziosi di possedere opere d'arte d'altre epoche e di diverse società.
Se l'attenzione degli antiquari fu acuita dal tornaconto e se il loro privato interesse li condusse a scoperte fortunate, ciò non toglie valore ai risultati ai quali giunsero, facendosi interpreti attivissimi d'una cultura non accademica e insieme educatori di un gusto non deteriore.
E' vero che il carattere mercantile della loro impresa portò alla diaspora di molte opere d'arte, lontano dai luoghi di produzione. Ma se si pensa che, con ogni probabilità, i luoghi di nascita sarebbero stati anche luoghi di morte, la dispersione appare come un provvidenziale salvamento dalla distruzione e dall'irreparabile rovina.
La rapida circolazione delle opere d'arte poi, spinta dalla curiosità interessata degli antiquari e dalla loro appassionata iniziativa, determinò, anche nel campo della critica estetica e dell'indagine storica, orientamenti nuovi e movimenti, non soltanto di gusto, ma di vera cultura.
L'antiquario ebbe così, ed ha tuttora, due numi ispiratori, Mercurio ed Apollo. Al primo si devono importanti e qualche volta anche imponenti scambi mercantili, con oscillazioni della bilancia finanziaria. Un settore dell'artigianato fu, ed è tuttora, impegnato nelle operazioni di restauro. Si può dire così che uno dei più nobili mercati tiene in vita uno dei più geniali artigianati.
Al secondo nume, invece, si devono felici scoperte, provvidenziali salvamenti, intelligenti valutazioni, acute attribuzioni, fondazioni di gallerie, lasciti cospicui da parte di fortunati antiquari, che vollero dare tangibile testimonianza dei loro affetti più profondi per l'arte, da essi non tanto sfruttata, quanto amata e servita.
Questa Mostra Mercato che, dopo l'esperimento fatto alcuni anni or sono per l'interessamento dell'indimenticabile antiquario fiorentino Luigi Bellini, s'apre ull'orizzonte internazionale, riflette i due volti dell'antiquariato. E' mostra d' oggetti rari scoperti, raccolti e messi in luce dai maggiori esperti di cose d'arte. E' mercato offerto ai migliori clienti del mondo, nella città dove l'amore per le "anticaglie" fu illuminato dallo studio di geniali umanisti e fecondato dalla ricchezza di veramente magnifici signori.
La manifestazione, oltretutto, nella cornice d'un Palazzo che già ospitò una delle più alte raccolte private d'opere d'arte, collocherà l'attività antiquaria nel posto che si merita, cioè al centro di studi non oziosi e di negozi non volgari. La Mostra fiorentina, col suo carattere internazionale, vuole riallacciare gli scambi con tutti i paesi, dove si sono formati mercati circoscritti, e riattivare così una feconda circolazione d'interessi e di ricerche.
Apollo e Mercurio, ancora una volta, si troveranno d'accordo, pur nelle loro diverse attività mercantili e culturali, per coronare le fatiche e i successi degli antiquari di tutto il mondo, accolti a Firenze in un'atmosfera di cordiale apprezzamento e di doverosa gratitudine.
Piero Bargellini
Bambola articolata in terracotta
Teotihuacan Messico precolombiano
Henri Helene Kamer: 90 bd. Rapsail, Paris
 
Sano di Pietro: "Madonna col bambino tra i santi Gerolamo e Bernardino"
G. Cramer Oude Kunst: Javastraat 38, L'Aja, Olanda
 
Hendrik van Cleve: "Veduta di Roma"
C.V. Kunsthandel P. De Boer: 512 Heerengracht, Amsterdam, Olanda
 
Coppia di librerie dipinte dei primi del XVIII° sec.
Leonardo Lapiccirella: Borgognissanti 52 r, Firenze
 
Sivestro dell'Aquila: "Madonna orante" (terracotta)
Luigi Bellini: Lungarno Soderini 5, Firenze
 
Francesco Zuccarelli: "Paesaggio Arcadico con contadinelle"
Cav. Uff. Luigi Galli: Viale Garibaldi 12, Carate Brianza (Milano)
 
Troumeau veneziano del XVIII sec.
Bruno Maltinti: Via Fratelli Bronzetti 26, Milano
 
Francesco Primaticcio: "Allegoria dell'Abbondanza"
Costantini Nigro: Viale Sauli 3, Genova
 
Disegno veneziano del XVIII sec.
Nystad Antiquairs N.V.: Lochem - L'Aja, Amaliastraat 15, Olanda
 
L. Orselli: Borgognissanti 9, Firenze
 
Grande specchiera veneziana XVIII° sec., intagliata e dorata con specchi incisi
A. Palloni: Borgognissanti 23 r, Firenze
 
Alexandre François Desportes: "Natura Morta"
Galleria Pardo: 160 bd. Haussmann, Paris
 
Due consolline lacca rosso corallo
Orlando Petreni: Via Rondinelli 7 r, Firenze
 
Faustino Bocchi
Enzo Petroni: Via delle Terme 29, Firenze
 
Grande armadio dipinto: primi XVIII° sec.
Galleria d'Arte Elio Quaglino: Piazza S. Carlo 117, Torino
 
J. H. Fragonard: "Scena mitologica"
Elis Reinius: Drottninggatan 2, Stoccolma, Svezia
 
Francesco Guardi: Andata del Bucintoro a S. Nicolò di Lido
Edmondo Sacerdoti: Via S. Andrea 17, Milano
 
Corsa dei Cocchi in Piazza S. Maria Novella, XVIII° sec. (part.)
Salocchi & Freschi: Borgognissanti 58 r, Firenze
 
Comò veneziano XVIII° sec. in lacca azzurra chiarissima
Zuppiere Cozzi Venezia
Tullio Silva: Via S. Andrea 10, Milano
 
Scuola francese del XVIII sec.: "La sfera dell'indovina"
Galleria d'Arte Bruno Vangelisti: Via S. Donnino 4, Lucca