Antichità e Dipinti Antichi
Bottega di Orazio Fontana, alzata in maiolica invetriata istoriata Urbino, cm 28, metà XVI sec.
 
Antichità e Dipinti Antichi
Maso da S. Friano, dipinto su tavola
 
Antichità Bartolozzi
Balaustra in marmo Luigi XIV, cm. 330
 
“Beato Simone” Antiquariato
Felice Borselli 1690, coppia di nature morte ovali, cm. 73
 
“Beato Simone” Antiquariato
Credenza in legno dolce, cm 180x115x37, Umbria, I metà XVI sec.
 
Ivan Bruschi
Pittura su tavola, Arte Italia settentrionale, sec. XVIII
 
Calli Piero
Una di sei porte laccate e dipinte a olio, cm 290x140, XVIII sec.
 
Galardi Carlandrea
Saliera in maiolica a base triangolare su zampe ferine, Italia centrale XVII sec.
 
Antichità Casagrande
Spillone in argento e cristalli di rocca, Spagna fine 1700
 
Antichità Giuseppe Cocozza
Leggio in legno di noce, Venezia XVI sec.
 
Antichità Adelio De Angelis
Dipinto su tavola Fiammingo sec. XVII
 
Griffo Antichità
Scrivania romana “Ma zarina”, lastronata in noce e palissandro, cm 155x68x106, fine XVII inizi XVIII sec.
 
Lotti Antichità
Scrittoio Piemonte, cm 115x52x84, epoca 1600
 

 
XV Mostra Mercato Nazionale "Antiquariato Pennabilli"
Pennabilli 29 giugno - 28 luglio 1985

Comitato Esecutivo
 
Elenco Espositori

Ho visto l'arrivo della 15° tappa del Giro d'Italia. Come la nostra Mostra, ho pensato, alla sua 15°
edizione. Il Giro visto dall'elicottero, nella cornice delle montagne, pianure, città, paesi e castelli nella policromia delle squadre, è come mostra di varie cose sapientemente armonizzate. Una Mostra Mercato è, se vogliamo, una gara per esporre cose sempre più belle, dove ci vuole tanto impegno, coraggio e fantasia nella ricerca di successi artistici ed economici. Alla base di tutto resta una grande passione. La passione della Mostra è entrata nella mentalità dei pennesi, soprattutto giovani.
Una promozione di cultura, una valorizzazione del territorio, una rete di iniziative, che ci fanno guardare con orgoglio alle 14 edizioni del passato e ci fanno affrontare con fiducia e coraggio le fatiche della quindicesima. La risonanza della nostra Mostra e Iniziative ad essa collegate si va allargando. La vogliamo sempre più sentire come la Mostra Mercato del Montefeltro. Dopo la fuga dai nostri monti per il buon industriale del dopoguerra, pare si risenta forte la nostalgia per i piccoli centri come reazione all'urbanesimo soffocante. L'avvenire, il terzo millennio ormai vicino, sarà una
ricerca delle origini, dei valori perduti. Per questo il Montefeltro ha tanto da offrire. La nostra Mostra la vediamo anche in questa prospettiva. Dalle pagine di questo catalogo si può vedere tutto
sulla Mostra e programmi collegati. Un doveroso ringraziamento a quanti ci aiutano, e sono tanti, ad ogni livello. Un grazie particolare agli espositori, che ci onorano della loro simpatia e fiducia. Alla nostra XV edizione l'augurio più bello ed affettuoso.
 
Pennabilli, giugno 1985
Gianfranco Giannini
Presidente del Comitato Organizzatore
 
La Mostra Nazionale di Pennabilli si appresta ad affrontare la sua quindicesima edizione, dopo che le altre consorelle primaverili hanno dimostrato con i fatti che il periodo è favorevole e che il pezzo antico, purchè sia buono e di buon livello, suscita estremo interesse nell'acquirente. Chi è stato a rodi, a Sabbioneta, ad Assisi dichiara di essere soddisfatto. Si direbbe anzi che il mercato dell'arte antica vada sempre più orientandosi verso forme collegiali di commercializzazione, determinando un momento particolarmente favorevole per Mostre ed Aste. Il mercante d'arte, chiuso nel proprio negozietto o nella propria sfavillante galleria intristisce, soffre di solitudine e cerca con la compagnia dei colleghi, confronto, gara, emulazione. A tale fatto non è estraneo un certo esibizionismo, insito nella natura stessa di tale operatore, che cerca per le sue collezioni il plauso delle folle. E non c'è che la Mostra che possa appagare esaltare tale lodevole desiderio di mostrare, di condividere con altri la soddisfazione del possesso. Lo stesso desiderio di folla, di coreografia, sembra estendersi all'acquirente, che passeggia volentieri nelle grandi sale di esposizione ed ama spesso mostrarsi al braccio di incantevoli signore emergenti da stupefacenti elegantissime acconciature, soffuse in una calda atmosfera di luce e di profumo. E sembra stabilirsi una gara fra chi espone la bellezza splendida delle cose inanimate e chi esibisce la bellezza viva e pulsante, la grazia, la vivacità, la civetteria dei capolavori dell'umana specie, capaci di incatenare tutti i sensi, di generare tutte le sensazioni. La vendita per affidamento, alle Case d'Asta, dopo una iniziale diffidenza della clientela italiana, è andata sempre più diffondendosi, così da costituire oggi una delle forme più diffuse di commercializzazione del pezzo antico, che riesce ad ottenere in tali sedi prezzi molto superiori a quelli di mercato. Ciò a causa dell'atmosfera di euforia che si diffonde nelle sale insieme a quella forma di agonismo, o, meglio ancora, di antagonismo, che pone spesso di fronte due o più persone, desiderose di stabilire a suon di milioni una propria supremazia. Esiste ancora, tuttavia, chi preferisce alla scenografia delle grandi mostre e alla necessità delle rapide decisioni delle aste l'atmosfera intima e rilassante del negozio e il contatto discorsivo e culturalmente speculativo con l'antiquario. La Mostra di Pennabilli unisce una certa ricercatezza
scenografica alla privacy della galleria, questo dipende dal fatto che a ciascun antiquario viene assegnata una propria sala nella quale venditore e acquirente possono discutere con calma i prezzi, i restauri, modalità e tempi di consegna, forme di pagamento. È forse per questo che l'esistenza della nostra Mostra non è mai stata in pericolo, o, almeno, è anche per questo che dopo quindici anni la Mostra è ancora visitata con piacere da oltre ventimila persone, che si recano nella graziosa cittadina feltresca per incontrare una quarantina di antiquari provenienti da tutte le parti d'Italia. Gli uni e gli altri soddisfatti di trascorrere una giornata o un mese fra cose belle, in un ambiente sereno, ecologicamente perfetto, nel quale la bellezza della natura la gradevolezza della gente, un piatto di strozza preti coi fagioli, e un bicchiere di «sangiovese» d'uva, possono riconciliarci con Dio e con gli uomini.
 
Giuseppe Mazzo
Presidente del Comitato Esecutivo Antiqua
 

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Lotti Antichità
Cantarano a bambocci, cm 149x62x115, Bergamo, epoca ‘600
 
Roberto Lupo
Uno di due boccali in maiolica marcato C.C., Fabbrica Casali e Callegari Pesaro Aquila in riserva e grottesche, cm 21, seconda metà XVIII sec.
 
Laura Masi Antiquariato
Credenza in legno povero, marchigiana, cm 87x60, prima metà del ‘600
 
Mazzoli dipinti
Dipinto su tavola attribuito a Cristofano Allori, raffigurante, sembra, Eleonora da Toledo
 
Mazzoli Galleria d’Arte Antica
Grande scrittoio bifronte in radica di noce, esemplare unico di qualità eccezionale, Arte del Barocco romano
 
Milvia Antichità
Poltrona a rocchetto, Italia centrale, XVII sec.
 
Oliveriana Antichità
Consolle in noce, Italia centrale, fine sec. XVII
 
Oliveriana Antichità
Cassettone scrittoio in noce, Marche, inizio sec. XVII
 
Antichità Polverini
Tavolo a bandelle in noce umbro epoca 1500, cm 136x85
 
Antichità Polverini
Coppia di poltrone veneziane in noce, epoca 1500
 
Antichità Polverini
Ribalta marchigiana in radica di noce, cm 115x55x104, epoca 1700
 
Raffaella Antiquariato
Giovan Gioseffo Dal Sole (Bologna 1654-1719), “Diana Cacciatrice”, olio su tela, cm. 195x152
 
Galleria Antiquariato “Villa Miravalle”
Vetrina in radica di noce intarsiata in vari legni, Olanda XVIII sec.