Comm. Ivan Bruschi – Antiquario
Arezzo – Galleria P.za S. Francesco
Specchiera scolpita, dorata, dipinta e laccata. 1a metà del XVIII sec.
 
Antichità Gino Cacciamani
Viterbo, via S. Pellegrino 6 (Quartiere mediovale)
Rilegata in argento sbalzato. Venezia sec. XVIII
 
Comm. Ivan Bruschi – Antiquario
Arezzo – Galleria P.za S. Francesco
Formella in terracotta maiolicata “SAN FRANCESCO”. Bottega di Giovanni 2a metà XV sec.
 
Antichità Umbertina Del Guerra
Firenze – Via Parione 53 r
In alto: Cassettone piemontese XVIII sec. Marchettato con legni pregiati e diversi.
In basso: Piano superiore del cassettone sopra citato
 
Galleria Antiquaria di Marina Di Stefano
Genova – Salita S. Caterina 4
Crocifisso in legno. Scuola genovese, sec. XVII
 
Mirella Fura
Arezzo – S. Giovanni Valdarno – Via Eritrea 16
Tavolino da lavoro arte inglese del sec. XIX. Gruppo di soprammobili in argento, peltro, porcellana arte inglese del sec. XIX.
 
Roberto Ghelfi – Stampe D’Arte Antiche e Moderne
Orvieto – Via Cavour 7ù
 
Antichità Gino Cacciamani
Viterbo, via S. Pellegrino 6 (Quartiere mediovale)
Comò mosso, laccato e dipinto, arte genovese sec. XVIII
 
 
Città di Todi I° edizione
Mostra Mercato Nazionale dell'Antiquariato
19 marzo - 20 aprile 1959
 


 
INTRODUZIONE ALLA MOSTRA
Tra i volti di pietra di secolari palazzi, fatti di spazi e di silenzi, in questa Città meravigliosa, grande dimenticata, dove luci e ombre giocano in scarna armonia come in una laude di Jacopone, su questo colle circondato di ulivi con alla base, vigile, l’estrema fatica del Bramante, s’apre oggi la prima mostra dell’antiquariato. Penso che città più degna non potevano trovare gli organizzatori, nè ambiente più congeniale questo del Vignola, oggi sede del Seminario, ricondotto per l’occasione, con sapienti restauri, allo splendore originale. E i preziosi arredi messi in mostra dagli antiquari, instancabili cercatori del passato, venuti da ogni lato della penisola, riaprono un colloquio, tra scale e salonI, interrotto da secoli e accendono di vita nuova e di calore i nobili ambienti finora rimasti in attesa silenziosi e vuoti. Il succedersi dei mobili, delle sculture, dei quadri, degli arazzi, delle suppellettili varie prenderanno il visitatore in una suggestiva evocazione di effetti, imprigionandolo in una nuova realtà fatta di luci, di colori, di chiaroscuri, di volumi, di linee che formano, come lettere di un immaginoso alfabeto, colloqui eccezionali, di legni rosi e consunti, ormai buoni neppure per il fuoco, ma che racchiudono magicamente in sè un messaggio che non ha tempo, che rimarrà sempre valido per l’uomo, illuminandolo nel suo cammino arido e monotono con l’ammonimento a non divenire schiavo della macchina, novello idolo e mostro, e di una civiltà sempre più piatta e livellata. Queste vecchie cose sono, scusate il paradosso dell’accostamento, i nastri impressionati di un grande registratore che è l’Umanità, che ritrasmettono a noi con mezzi freschi e diretti, non raccontati, i valori di gusto e di civiltà che altrimenti non si potrebbero assimilare e capire. Tutto ciò spiega come l’uomo oggi, proteso verso un grande avvenire di conquista scientifica, accresca il suo interesse per le cose antiche e, smarrito e inquieto in un ambiente che lo precorre e al quale è tutt’altro che assuefatto, cerchi rifugio sicuro in questo mondo palpitante e armonioso, e non freddo come le sue macchine, dove le forme hanno già passato il vaglio certo e inesorabile del tempo e la fantasia, libera da vincoli e da complessi, permette le più sfrenate galoppate. E chi no desidera nel regno del surriscaldamento la scoppiettante fiamma del camino, simbolo divino e compagno fedele fin dall’infanzia delle caverne, il cui calore, così diverso, oggi ci manca? Ma il nostro discorso porterebbe lontano oltre i limiti consentiti dalla presentazione di un catalogo.
Invito pertanto il visitatore a continuarlo da sè durante la visita di questa rassegna e termino ringraziando tuttti, autorità, amici, collaboratori che hanno incoraggiato e aiutato questa iniziativa e faccio voti che non manchi di meritatao successo con piena soddisfazione degli espositori, della cittadinanza e di tutti quei visitatori che verranno fin qua per indagare su questa materia vissuta, su questa maschera dell’essenza umana posata sopra la materia grezza.
Ivan Bruschi

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Bottega Umbra Arte Antica di Barberini Leonardo
Perugia – Via dei Priori 53
Stipo in noce a cassetti a sportelli intagliato con putti e mascheroni arte Senese del sec. XVII, dinens. Cm. 86x40x75
 
Galleria Antiquaria di Marina Di Stefano
Genova – Salita S. Caterina 4
Giovita Bresciano detto il Brescianino (operante verso il 1580). Madonna con bambino e santi olio su tavola 0,45x0,63 nessun restauro
 
Antichità Moretti Alfredo
Prato, via Roma 319
Cassettone alla Maggiolini, Italia sec. XVIII
 
Antichità Maria Polverini
S. Giustino Umbro
Scrittoio a lira in legno di noce con traverse in metallo. Arte Italiana del sec. XVII
 
Ennio Riccardi – Antiquario
Assisi – Piazza S. Chiara 3b
“Madonna con bambino” di Bernardino di Mariotto (tela cm. 40x30)
 
Antichità Valentini Romolo
Perugia – Todi – Via S. Prassede
Credenza umbra del sec. XVI
 
Antichità Ruggeri Alberto
Roma – Via dei Coronari 221
Comò mosso con piano di marmo in diaspro agatatoe bronzi originali arte napoletana epoca Luigi XV
 
Galleria S. Giovanni Antichità – Dr. Lucio Tili Modestini
Perugia – Scalo Ponte S. Giovanni – Strada Statale 75 – E7
Credenza umbra sec. XVI
 
Velona Antichità
Firenze, via dei Fossi 31 r
Bureau olandese sec. XVIII