Antichità Albasini
Dipinto su tela “Natura morta” – Francesco Gialdisi o Gianlisi (Parma,1650 – Cremona, 1720)
 
Antichità La Madiella
Coppia di busti in maiolica bianca – Secolo XVIII – marcati Antoni Bon Bassano
 
Antiquariato
Bartolozzi – Cangioli
Calamai in bronzo – arte veneta sec. XVI
 
Antichità Dei Bardi Tina
Cassettone in noce,
piano di marmo – sec. XVIII
 
Antichità Valentino
Una di due credenze
Marche Secolo XVII
 
Antichità Franco Codognato
Dipinto su tela “San Benedetto abbatte gli idoli” 
siglato Fabrizio Boschi
Firenze 1570-1644
 
Antichità Umberto Canto
Dipinto su tela attribuito
“Carlo Cignali”
Bologna 1628 – Forli’ 1719 Scena pastorale
 
Antichità R. De Filippo
Olio su tela – Natura morta Giovan Battista Ruoppolo Napoli
 
 
Galleria S. Simeone Antichità
Giovanni Battista Passeri (Roma, 1610 – 1679)
 “Scena di ballo nella Villa Peretti” – Montalto a Roma”
 
Antichità Dionisi
J. Desirè Court (1797 – 1865) Olio su tela cm. 75X101
 
Antichità Marco Andreini
Leggio in legno dorato
 Marche secolo XVIII

 

 

 

 

 

 
III Mostra Nazionale ANTIQUARIATO
Viterbo, Palazzo Papale
30 Ottobre – 21 Novembre 1982

Elenco espositori
 
Comitato Organizzativo

Introduzione del Presidente della Mostra PASQUALE VELONA

Per la terza volta a Viterbo convengono da ogni parte d’Italia antiquari di ben conosciuta ed apprezzata professionalità. Sono ben 50 gli antiquari di questa Mostra dell’Antiquariato che da Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Padova, Torino, Milano, Merano e da tante altre città verranno qui ad esporre le opere più interessanti e significative del nostro passato.

Posso tranquillamente affermare, senza tema di essere smentito che la Mostra di Viterbo per la sua capacità culturale, artistica e mercantile si è collocata in appena due anni di vita fra le maggiori esposizioni italiane. Il visitatore più attento, più esigente, più preparato, troverà un motivo non solo di soddisfazione culturale, ma anche un punto di riferimento e di confronto nel cosi’ tanto vario e caratteristico mercato dell’arte.

Gli antiquari che dirigono l’organizzazione di questa Mostra hanno potuto attrezzarla e dotarla di tutti i più idonei mezzi di sicurezza previsti dalle vigenti leggi dimostrando cosi’ che la “mano privata” è vigile ed accorta quanto quella pubblica e non si sottrae ad alcun dovere quando chi dirige ha vivo e sentito il senso delle proprie responsabilità.

La Mostra di Viterbo si apre cosi’ offrendo al visitatore ed all’espositore le più ampie garanzie di tranquillità. Anche quest’anno non è stato certamente trascurato il più attento esame selettivo degli antiquari-espositori validissimi tutti per capacità, entusiasmo ed amore per l’arte. Una apposita commissione di esperti di fama internazionale ha vagliato ed esaminato ogni opera esposta offrendo cosi’ al pubblico la massima certificazione di autenticità pur restando ferma la responsabilità dell’espositore cui è stato suggerito la massima congruità dei prezzi richiesti.

La superba forza interiore dei capolavori della città di Viterbo farà dunque da cornice alla nostra Mostra antiquaria che offrirà certamente una parola di indubbia professionalità a quanti desiderano accostarsi al mondo degli antiquari che, come affermò Piero Bargellini, “mercanti naturalmente, lavorano con passione di artisti, profonda competenza e, spesso, con singolarità da mecenati”. I nostri Patrocinatori, Regione, Provincia, Comune, Azienda di Sogg. e Turismo, hanno permesso con il loro pieno ed entusiastico aiuto la realizzazione di questa Mostra e delle manifestazioni collaterali che dimostrano come si intende incentivare tutto ciò che è progresso ed avanzamento sociale nella cultura e nella promozione artistica.

L’antiquario di oggi nella inevitabile affannosa corsa di questo nostro tempo non si è supinamente adeguato ma ha influenzato l’epoca attuale cercando di allargare gli orizzonti economici ed educativi. Ha cosi’ cercato di estendere e rafforzare l’amore per l’arte e per le cose belle del passato. Una visione certamente più ampia di tutto il panorama artistico è stata cosi’ offerta a più larghi strati sociali che prima ne erano in buona parte tenuti fuori.

Le mostre antiquarie dunque, quelle valide e non nate disordinatamente, hanno contribuito notevolmente a questo intendimento di carattere economico e di maggior apprendimento del prodotto del genio umano. Ben può affermare la Mostra di Viterbo la sua validità per la divulgazione dell’arte intesa come una delle maggiori fonti di benessere spirituale. Il comune visitatore troverà nella nostra esposizione non solo quanto è stato fin’ora accennato, ma altresi’ motivo di validissimo interesse economico.

Il contenimento dei prezzi, cui prima accennavo, in relazione certamente a tutto il mercato nazionale ed internazionale, non è disgiunto dalla validità ed autenticità degli oggetti esposti. Una visita qui a Viterbo darà occasione per gli acquisti più sicuri ed interessanti con la possibilità anche di trovare occasioni irripetibili. Il Palazzo dei Papi ove siamo ospiti per intelligente intuizione del Vescovo Luigi Boccadoro (ancora grazie) si farà ancora una volta ammirare per la sua superba architettura e le sue meravigliose arcate.

I viterbesi tutti hanno voluto questa mostra offrendo aiuto e collaborazione. Mi sia ancora consentito esprimere un vivo grazie alle persona. In primissima fila all’Onorevole Rodolfo Gigli, viterbese nella formazione interiore, nella cultura, nella “forma mentis”, poliedricamenteefficiente nell’affrontare le cose in cui crede. Al dott. Ugo Sposetti sempre pronto e sollecito per la sua Viterbo. Al Sindaco Rosato Rosati che sempre ci ha sostenuto ed ancora a Luigi Paradiso Presidente dell’Azienda Soggiorno e Turismo che con intuito e capacità ha recepito i nostri problemi e le nostre aspirazioni che poi sono quelli dell’istituto che rappresenta. Comprese subito come Viterbodovesse avere una sua congeniale manifestazione d’arte che le avrebbe permesso di unire il flusso artistico e culturale del nord con quello del sud uscendo cosi’ dal suo tradizionale isolamento.

Le manifestazioni collaterali serviranno dunque a ben marcare le aspirazioni viterbesi e della Mostra. Quando le musiche classiche del pianista avveniristico Nikita Magaloff risuonarono fra le splendide mura, quando Carla Fracci scandirà la melodia dei suoi passi di ballo, quando il tenore Giuseppe Di Stefano innalzerà il suo canto verso il cielo, allora ed ancora come sempre, Viterbo affermerà la sua vocazione universale attraverso secoli gloriosi della sua storia. Essa ha sempre indicato il cammino del progresso e della civiltà in quanto il progredire dell’arte ed il suo avanzamento  sono la misura dello sviluppo della personalità umana e del suo divenire.

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Velona Antichità
Mobile in radica di noce finemente intarsiato
sec. XIX – Regina Vittoria
 
Galleria Antiquaria
Di Brisco
Olio su tela
 “Martirio di S. Erasmo”
 Orazio Borgianni
 
 
Alma Bardi – Antichità e Arredamento
Piatto raffigurante S. Lorenzo Deruta sec. XVII
diam. cm. 39
 
Antichità Cesare Lullo
Piatto in argento
Roma - secolo XVIII
 
Galleria “La Balzana”
1 di 2 quadri Fiamminghi
su ardesia
Secolo XVII
 
Paolo Cocuzza Antichità
Ribalta romana Luigi XIV in palissandro acero e noce
 
Antichità Turchetta Francesco
Scultura lignea
Italia centrale sec. XVI
 
Antichità Giancarlo Belardi
Spille in corallo
Napoli secolo XIX
 
Antichità La Madiella
Sportello “gotico” – sec. XV
m. 1,10Xm. 1,56
 
Antichità Govetosa – Boranga
Tavolo a doppia consolle a lire legno di noce – XVII sec.
 
 
Antichità Ennio e Piero Riccardi
“Jacopo della Quercia” Madonna e bambino
 Terracotta policroma