Campolmi Alessandro, Firenze
Tommaso D'Antonio Manzuoli detto Maso da S. Friano (Firenze 1536 - 1571, Dipinto su tavola
 
Cocozza Paolo, Roma
Coppia di candelieri in bronzo dorato, cm. 31, Francia sec. XIX
 
Franco Codognato, Firenze
Bureau in radica di noce veneto, metà sec. XVIII
 
Antichità Colombara, Padova
Scrivania in noce a lira, Venezia prima metà sec. XVII
 
Galleria Antiquaria R. De Filippo, Castellammare di Stabia
Due di quattro poltrone Luigi XIV in noce, Italia Centrale
 
Antichità dei Bardi Tina, Arezzo-Milano
Specchiera dorata, Roma, Luigi XIV
 
Fortuna Antiquariato, Merano
Tela su tavola "Natura morta", cm. 50x40, sec. XVII
 
Galleria S. Giovanni Antichità, Ponte San Giovanni
Cavallino in legno laccato, sec. XIX
 
Galleria S. Pietro di Ernesto Petrella, Acquapendente
Bartolomeo cavarozzi detto Bartolomeo da Viterbo (Viterbo 1590 - Roma 1652), Madonna con Bambino
 
Isola Anna Arte Antica, Vercelli
Vergine, scultura lignea con parziale policromia originale, sec. XV, Salisburgo

 

 
VI Mostra Nazionale Antiquariato Viterbo
Palazzo dei Papi
19 ottobre - 10 novembre 1985
 

 

L’Antiquario nei suoi aspetti
L 'affermazione, il successo, la diffusione culturale di una mostra antiquaria è sempre dovuta alla professionalità ed all'estro artistico degli antiquari espositori. Successo, affermazioni di prestigio, risonanza artistica, culturale e mercantile sono stati conseguiti largamente dalla Esposizione Viterbese. In questa mia breve introduzione al catalogo mi piace soffermarmi tuttavia su di un aspetto mai dibattuto abbastanza. L'antiquario è un artista?
Forse la risposta può essere in parte affermativa poichè questi non solo conserva, preserva, valorizza l'opera d'arte, ma la ricrea nella sua rappresentazione e nella sua storia divulgativa. La tavolozza della Mostra di Viterbo è il Palazzo dei Papi con la sua storia, la sua architettura ed è quindi a Viterbo che l'antiquario espositore deve scegliere, misurare, selezionare, calcolare, adornare, illuminare, incentivare il mobile, la scultura, il dipinto perchè infine ne possa risultare una massa corale, omogenea e meravigliosa che riporti l'intimo messaggio dell'artista creatore. Il risultato è quindi l'opera del singolo antiquario con la sua propria impronta personale che è, sempre, ripeto, in relazione al luogo ove l'esposizione si svolge e dove l'opera viene inserita. Mi sono domandato: se facessimo una esposizione antiquaria in un ambiente modernissimo e senza storia in un grattacielo d'America, quale parola l'espositore potrebbe dire? Penso che sarebbe certamente un fatto d'arte come d'altra parte lo è il grattacielo, adeguato al momento, al tempo ed alla realtà obiettiva del mondo moderno. L 'arte non ha certamente confini di luogo e di tempo. In un modernissimo grattacielo l'antiquario saprebbe cogliere lo spirito e l'intima essenza di quella creazione per rapportarla all'opera d'arte e trovargli quindi una confluenza che certamente oltre ad essere spettacolare sarebbe quasi una nuova creatività. Tutto questo dovrebbe rafforzare il concetto dell'antiquario nel senso proprio della parola che è non solo l'intermediario attraverso i secoli della creatività dell'autore ma il versatile artistico presentatore. La Mostra Antiquaria di Viterbo fra gli altri si propone, dunque, questo obiettivo. La grande tavolozza del Palazzo dei Papi dovrà, nel raccontare la storia del passato, proiettare in tutte le sfaccettature dell'arte (pittura, scultura, musica, letteratura, poesia, etc...) la realtà artistica di questo nostro mondo moderno in continua evoluzione e sempre in corsa nel suo ridivenire.
 
IL PRESIDENTE DELLA MOSTRA
Pasquale Velona
La Chimera di Paola Cipriani, Antiquario, Roma
Henry Taurel firmato e datato 1872 esposto Salone di Parigi dello stesso anno, "Tersicore", cm. 130x78
 
Antichità Le 2 Colonne di Fiammenghi & C., Pavia
Margherita Caffi (attiva in Lombardia alla fine del XVII sec.), Nature morte di fiori, olio su tela a pendant, cm. 70x76
 
Marianelli Enzo Antichità, Bientina
Natura morta frutta, Olanda XVII sec. Wellst Wan Elst
 
Monserrato Antichità, Roma
Giacoo Francesco Cipper detto il "Todeschini", Ritratto di popolana con civetta
 
Antichità Polverini, San Giustino Umbro
Scrittoio S. Filippo in noce, cm. 148-65-85, Italia Centrale XVII sec.
 
Antichità Ennio e Piero Riccardi, Assisi
Miniatore francese, tempera su pergamena, inizio sec. XV
 
Galleria d'Arte S. Sebastiano, Genova
Statua lignea policroma raffigurante S. Giovanni, h. cm. 155, Toscana, sec. XV
 
Studio Coin, Piacenza
Fiori, olio su tela, scuola fiamminga sec. XVIII
 
Velona antichità, Firenze
Coppia di vasi cinesi, h. cm. 90, Canton, 1700