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C.l.M.A.,anno 2 di SANDRO SORBELLI Presidente del C.I.M.A. Nel presentare lo scorso anno la 1' edizione della Rassegna Antiquaria di Assisi, scrivevamo che l'iniziativa del Centro Internazionale Manifestazioni d'Arte intendeva distinguersi da altre consimili, altrettanto prestigiose e confermate nella loro validità da una lunga tradizione, per la pecul iarità del luogo in cui si svolge e per accompagnarsi essa ad avvenimenti artistici e culturali di risonanza internazionale. I Padri del Sacro Convento di San Francesco, che con lungimirante visione degli interessi cittadini misero a disposizione del C.I.M.A. un'ala dell'insigne monumento, hanno quest'anno consentito l'utilizzo di un maggior numero di sale riportate anch'esse alla severa purezza delle originali architetture romanica e gotica. Sicchè la Mostra Antiquaria in questa sua seconda edizione ha potuto accogliere un più alto numero di espositori provenienti da ogni parte d'Italia; oltre sessanta "stands", sapientemente ordinati perché mobili ed oggetti si sposino ai pretesti decorativi offerti da queste straordinarie strutture murarie semplici e fantasiose ad un tempo, si aprono allo sguardo del visitatore sviluppandosi su 3000 metri quadrati di superficie. Procedere di sala in sala, nella successione di spazi architettonici che l'alternanza degli stili e delle dimensioni e la capricciosa modulazione dei livelli ora dilatano ora rattengono, è entrare nel misterioso mondo dei costruttori medievali di cattedrali, è aggirarsi nelle secrete viscere di un monumento lanciato nel cielo ma abbarbicato profondamente alla roccia. Nessuna ambientazione è più congeniale di questa alla esposizione di mobili, oggetti, quadri, sculture di altri tempi, opere irripetibili di artisti noti e di oscuri artigiani, testimonianze di una antica fatica che nella ricerca della perfezione formale esprime l'anelito dell'uomo alla perfezione spirituale. Agli antiquari che lo scorso anno accolsero l'invito del CIMA e dettero alla mostra quel carattere qualitativo che suscitò consensi ed ammirazione, ai loro colleghi che quest'anno si sono aggiunti ai primi, va il merito di aver saputo realizzare una squisita rassegna di opere d'arte e di allestimenti in perfetta armonia con la maestà del luogo. Il programma del C.I.M.A., di cui la Mostra Antiquaria è ormai un punto fermo, è tuttavia più ambizioso. Grazie alla disponibilità espressa dai Padri Francescani, il Centro intende fare di questo eccezionale complesso ambientale la Sede di manifestazioni artistiche di alto livello. Esso vuole così contribuire a ridare ad Assisi quella vocazione culturale che fu sua all'epoca del movimento francescano e della operosa presenza nella città di tanti artisti nei quali si riconoscono i padri della rinascita delle arti e del rinnovamento del pensiero che aprirono la straordinaria stagione del Rinascimento. Assisi, l'Umbria, pur gelose custodi degli originali caratteri storici, culturali ed ambientali distintivi della città e della Regione, vogliono più vivacemente inserirsi nelle correnti del pensiero moderno e partecipare attivamente al processo evolutivo della società nazionale. Il C.I.M.A. perciò non limiterà i suoi interessi a manifestazioni retrospettive di arte, di cui l'Esposizione della Collezione Perkins fu, lo scorso anno, il primo, qualificante esempio. AI contrario, il programma che il Centro andrà sviluppando progressivamente comprenderà iniziative artistiche rappresentative del travaglio spirituale e delle istanze -di ricerca del nostro tempo al fine di portare avanti un discorso di aggiornamento e di sensibilizzazione alla problefnatica della società odierna, ritenendo così di interpretare anche gli intendimenti della Autorità Regionale e di collaborare allo sviluppo sociale, culturale, turistico dell'Umbria. A questi obiettivi mira l'accordo tra i I C.I.M.A. ed " I Grandi Contemporanei dell'Arte" che presentano oggi le opere di quattro tra i maggiori e più significativi scultori contemporanei, Manzù, Moore, Greco, Lipchitz. Riunire in un unico luogo, per uno stimolante confronto, artisti di formazione tanto diversa non è stata facile impresa, come si può immaginare. Eppure i tre scultori viventi e la vedova di Lipchitz, recentemente scomparso, hanno accettato il confronto, in quanto affermazione della eternità e unicità delle fonti di ispirazione dell'arte e come verifica della validità di un accostamento dialettico dell'opera d'arte moderna a quella antica: soprattutto, gli artisti hanno voluto rendere omaggio al Santo che più di ogni altro ha predicato la pace, l'amore tra gli uomini, l'amore per le opere del Creato.
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