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Un importante persona del mondo dei beni culturali del nostro paese in occasione di un convegno di antiquari affermava che l'aristocrazia della cultura è l'antiquariato. Una personalità del mondo politico ben conosciuta per la sua saggezza e capacità affermava in altra simile occasione che la "diffusione dell'antiquariato è segno di crescita culturale". Queste affermazioni così lusinghiere certamente fanno molto piacere alla nostra categoria, a volte e spesso, così tanto ingiustamente diffamata. Spesso si scambia per antiquario chi non lo è. Leggiamo di furti, di contrattazioni e scambi irregolari e spesso ci confondono con altri che sono abusivi e mestatori per non dire di peggio. La nostra professionalità e la nostra trasparenza sono evidenti. Le nostre Gallerie sono aperte al pubblico. Siamo sempre pronti non solo a vendere ma ad informare e a diffondere l'amore per l'arte antica. Questo distinguo è oggi quanto mai necessario poiché anche nel pullulare di tante mostre occorre fare delle opportune distinzioni. A Firenze ascoltavo qualche grossa personalità del nostro mondo che univa in un solo concetto negativo tutte le mostre senza apprezzarne le notevoli differenze. Fra alcune Mostre italiane primeggia certamente questa di Assisi che è la mia creatura del cuore in quanto è quella aperta quanto mai ad una istanza di avanzamento, ad una istanza di crescita e di valorizzazione di tutte le capacità professionali dell'espositore. L' espositore antiquario a volte nella ricerca del suo pezzo antico non ripone solamente nella propria scelta il proprio denaro ma investe tutto il suo cuore, tutta la sua cultura e la sua capacità. Alcuni giovani che si accostano all'antiquariato devono trovare nei colleghi più importanti, in quelli che li hanno preceduti comprensione, insegnamento e fiducia non invidia o gelosia. Gli emergenti hanno il diritto di affrontare il proprio cammino incoraggiati e stimati. Noi della Mostra di Assisi, nella completezza di una Mostra superba per autenticità e bellezza delle cose esposte, abbiamo sempre agevolato te ricerche di carattere storico, culturali, estetiche e di rappresentatività delle giovani leve dell'antiquariato. Tale nostra disponibilità è infine un elemento aggiuntivo di grande importanza non solo per il prestigio della nostra Mostra ma anche per ciò che viene così offerto al visitatore attento e puntuale. La successione omogenea, la lettura degli oggetti esposti consente all'acquirente di seguire un cursus storico dell'antiquariato nella sua più intima essenza. La nuova impostazione della Mostra di Assisi ci consente inoltre di approntare memorie visive in un costante rapporto dl attualità. L 'arte, la sua storia, è sempre un vivace intreccio di sentimenti che dal profondo si manifesta nella realtà del proprio tempo. Noi nel grande "contenitore" della nostra Mostra anche questa volta siamo riusciti a segnarne le tappe le conquiste e perciò senza tema di sbagliare, rivendichiamo una grande priorità. I nostri antiquari non "si sentono dei maestri cattedratici" essi sanno indicare e focalizzare il sentimento dell'artista del passato in un sublime rapporto con il mondo moderno. Non una fredda musealità ma qualcosa che vive ancora e vive nel mondo di oggi senza sussieghi di prime donne, senza megalomanie. La nostra Mostra è questa, viva, interessante, da conquistare e da possedere. La sua vocazione è il rispetto di ciò che il visitatore desidera, la sua offerta supera ogni confronto nella modestia semplice e trasparente dei suoi espositori ed operatori. .Nel Centro Italia essa dunque deve essere considerata nei giusti limiti che vanno in ogni caso oltre la normale esposizione e spaziano verso orizzonti più vasti e più superbi per la commozione che l’opera degli artisti del passato può donare. La vocazione della rassegna Umbra è dunque quella di segnare un cadenzato passo verso una sempre più "aristocratica cultura antiquariale". |
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