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Come sempre è stato, Assisi, riferimento insostituibile di arte e di cultura ancora una volta, ricerca e ritrova nuovi ed aggiornati segnali di progresso. La città silenziosa nella sua maestosità, continua questo "divenire" improntando i secoli della sua presenza di civiltà e di sublime amore. Francesco la chiamò alla purezza della- fede che è nobiltà di costumi, che è visione di Dio nella sintesi meravigliosa della creazione. La creazione non è forse arte? Assisi non poteva dunque non essere "la cittadella dell'arte e della fede" nella instancabile ricerca del prodotto artistico del genio umano che è sempre dono divino. Pur rimanendo gelosa custode di tutto il suo passato, questa città ha sempre saputo recepire il nuovo, promuovendo la conoscenza di tutto il patrimonio culturale dei secoli trascorsi. Ogni manifestazione, ogni promozione, ogni incentivazione di carattere artistico, storico ed anche turistico ha sempre goduto di scarsissimi supporti economici pubblici. Meta di uomini di cultura a carattere internazionale, di turisti, di pellegrini, non ha bisogno, si dice, di alcunché per realizzare e continuare queste manifestazioni di diffusione del sapere e della conoscenza. Molto di quanto fa l'orgoglio di Assisi e dell' Umbria, è stato fatto esclusivamente con il duro lavoro dei figli operosi di questa città. Così nacque anche questa Mostra dell'Antiquariato e così per undici anni i solitari organizzatori promossero manifestazioni tendenti alla diffusione della conoscenza artistica. Non voglio qui ancora elencarle: può sembrare inutile vanità! Basterà semplicemente ricordare che accanto ai saloni dell'antiquariato abbiamo esposto le opere più insigni di antichi artisti e di quelli contemporanei più famosi del mondo, portando in Umbria, a suo vanto, le loro opere più significative. In Umbria, con queste "avanguardie artistiche" è giunto un larghissimo seguito di studiosi, di collezionisti, di amanti e cultori dell'arte universale e popolo, popolo minuto desideroso di apprendere, desideroso di conoscere ed approfondire. Questo popolo fatto di operai, di lavoratori, di uomini laboriosi ed operosi, in UMBRIA, ha fruito, come è suo diritto, del benessere e del godimento spirituale che dalle cose d'arte emana. L'aspetto di una avanzata socialità non può dimenticare il diritto di tutti all'accesso del sapere e della conoscenza. Noi organizzatori desideriamo indirizzare un vivo grazie a quanti, accostandosi alle nostre manifestazioni, ci hanno concesso di divulgare la conoscenza e l'arte. Consiglio e conforto a proseguire abbiamo ricevuto da tutti i Frati Francescani di Assisi che da sempre ci ospitano comprendendo le nostre difficoltà. Ad essi dunque ed al Padre Custode Vincenzo Coli, inviamo il nostro riconoscente saluto. La Mostra Antiquaria di Assisi ha sempre cercato la sua collocazione primaria per la efficienza e professionalità degli antiquari espositori. I criteri espositivi sono improntati alla ricerca di una sempre maggiore, più severa e corretta capacità professionale. Pur nelle difficoltà dell'attuale mercato dell'antiquariato abbiamo chiesto ai nostri esposi tori di selezionare le cose più belle e più significative ricercando anche una obbiettiva e seria congruità nei valori. Fra le tante Mostre Antiquarie in corso di nascita e di rinascita, noi non abbiamo mai cercato e non cerchiamo tanto meno ora, inutili e vani confronti. Affermiamo semplicemente che la nostra esposizione si pone su di un piano di altissima qualificazione e deve servire anche agli antiquari per affinare con puntualità sempre più prestigiosa la propria già conseguita ottima professionalità. Gli antiquari che espongono ad Assisi possono dunque essere fieri di tutto questo. La Mostra dell'Antiquariato di Assisi è così un punto di indispensabile passaggio e riferimento per quegli antiquari che mirano al conseguimento delle più alte e prestigio se mete dell'antiquariato internazionale. I visitatori della nostra Mostra non possono che rallegrarsi di questo indirizzo di massima serietà e preparazione. Troppa improvvisazione imperversa nel mercato antiquario e sarà dunque necessario che molti si applichino poiché l'antiquariato è studio, ricerca e continuo sacrificio non disgiunto da modestia e umiltà. I saloni della Mostra Antiquaria di Assisi racconteranno ancora una volta la loro lunga storia: il faticoso divenire dell'opera, il messaggio del sapere e della bellezza, l'affannosa ricerca della perfezione. I segnali dell'arte non potranno essere dimenticati dall'attento visitatore che nel godimento spirituale puntualizzato dall'ambiente unico e meraviglioso delle sale del Sacro Convento, troverà nuovi e più approfonditi suggerimenti per le proprie realizzazioni. La nostra manifestazione culturale quest'anno ha voluto indicare un nuovo motivo di ricerca storica. La promozione di un raduno artistico delle automobili del passato, vuol dire rappresentazione dell'incidenza di questa macchina negli anni della nostra vita in continua trasformazione. Vuol dire riaffermazione dei valori dell'arte nella sintesi umanesimoscienza; vuol dire che il progredire di questo binomio ci avvicina e ci accosta sempre più all'armonia perfetta del creato. Come sempre quindi, ancora una volta la nostra società, la Cima, riafferma gli intendimenti ed i fini sociali, che non sono di profitto, mai realizzato, ma solamente di soddisfazione e avanzamento, artistico e sociale non disgiunto dalla incentivazione del mercato antiquario, elemento di supporto e di spinta necessaria a tutte le iniziative come questa, priva di ogni aiuto economico pubblico. Assisi, come sempre, dimostra dunque di correre in perfetta sintonia con il tempo di oggi e con il tempo passato. Si vede che Iddio a tanto la destinò
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